{"id":1200,"date":"2016-11-29T18:39:36","date_gmt":"2016-11-29T17:39:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1200"},"modified":"2016-11-29T18:39:36","modified_gmt":"2016-11-29T17:39:36","slug":"india","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/india\/","title":{"rendered":"India"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><a href=\"mailto:GITALIA@teleline.es\">di Paola Zuliani<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n La nostra infanzia \u00e8 stata accompagnata dai racconti inglesi dell\u2019epoca coloniale o dai romanzi di Salgari, e rimanevamo affascinati dall\u2019atmosfera che il continente descritto dal romanziere italiano suscitava nella nostra fantasia.<br \/>\n Grazie a lui abbiamo sognato uomini eroici dai turbanti ingioiellati, donne splendide che si muovevano in un\u2019atmosfera ieratica, sette assassine che popolavano le giungle rese ancora pi\u00f9 pericolose dalla presenza di tigri mangiatrici d\u2019uomini e di serpenti che scivolavano infidi sulle pareti di templi misteriosi dove non si percepiva quasi alcun rumore. <!--more--> Il nostro pi\u00f9 vivo desiderio era di essere l\u00ec a condividere le avventure con i protagonisti, a cavalcare, attenti al minimo fruscio, sulla groppa di un elefante per una battuta di caccia alla tigre.<br \/>\n Questi ormai sono echi di un passato leggendario.<br \/>\n L\u2019India non \u00e8 pi\u00f9 una colonia, molti misteri e abitudini cruente sono spariti con la partenza degli inglesi da quella che era considerata la perla della corona del regno.<br \/>\n Le tigri, che all\u2019inizio del secolo si contavano ancora<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/Bateshwar7barca.jpg\" width=\"400\" height=\"271\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> a migliaia, attualmente si sono attestate a circa 4.000, ma solo grazie all\u2019intervent<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/Bateshwar6templi.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>o d\u2019associazioni protezionistiche che ne hanno impedito l\u2019estinzione.<br \/>\n Il silenzio e la pace che attraverso tali letture sembrava fossero caratteristiche del continente, sono stati soppiantati da un impossibile, disumano, indescrivibile traffico che non rispetta alcun senso di marcia, seguito da un rombo continuo di motori, motorini, vespe tramutate in trasporto di persone, veicoli che nessuno mai oserebbe pensare esistano pi\u00f9 al mondo e che qui sgusciano, serpeggiano, sfiorandosi uno con l\u2019altro, colmi fino all\u2019inverosimile di persone e oggetti.<br \/>\nAl di sopra tale rumore, la cui met\u00e0 dei suoi decibel in Europa sarebbe dichiarata fuorilegge, anche perch\u00e9 seguito ed avviluppato da una densa e proibitiva nube di gas di scarico, altro rumore regna sovrano e continuo fino all\u2019ossessione: quello dei clacson delle vetture e dei vari mezzi, qualunque essi siano, dotati di motore.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Non pu\u00f2 neppure essere definito rumore: \u00e8 la voce della citt\u00e0, implacabile e stentorea, di fronte alle cui onde soccombe qualunque emissione di voce, sia umana sia animale.<br \/>\n La gente non chiama, non grida per <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/DelhiGandhi2.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>richiamare l\u2019attenzione delle persone perch\u00e9 si avvicinino per comprare, i cani non abbaiano, prolificando senza sosta, vagando per le citt\u00e0 o dormendo placidi, incuranti di tutto. A questi si uniscono, almeno nei piccoli centri abitati, intere famiglie di maiali che somigliano ai nostri cinghiali, ma senza le zanne, e che girano indisturbati razzolando nei mucchi di spazzatura o nei rigagnoli di liquami a cielo aperto.<br \/>\n Bovini, cani, maiali e asini sono continuamente sfiorati al millimetro da mezzi a quattro o tre ruote che s\u2019incrociano, saettano in tutte le direzioni possibili senza fermarsi di fronte a biciclette e motorini che a loro volta devono essere pronti a sterzare a velocit\u00e0 astronomica senza alcuna preoccupazione per i pedoni che spesso si trovano a dover scegliere tra camminare nella strada in costante stato di tensione e di allerta, oppure tentare di passare con relativa sicurezza sui marciapiedi, laddove esistano e non siano occupati da animali, carretti o letti e tende di fortuna.<br \/>\n La strada, infatti, non \u00e8 solo traffico inverosimile, brulichio di mezzi, persone e animali che inizia presto la mattina e finisce a tarda ora della sera, ma \u00e8 anche il luogo ove moltissimi indiani hanno il loro alloggio permanente.<br \/>\n Esistono momenti di tranquillit\u00e0 e di relativo silenzio quando scende la sera e il chiasso diventa brusio, per poi annullarsi del tutto alla luce di lampade a gas o fiammelle che punteggiano i marciapiedi, i parchi, le piattaforme delle stazioni ferroviarie come piccoli fantasmi nell\u2019oscurit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Moltissimi sono coloro che, occupando i marciapiedi, vendono frutta e verdura su carretti a due ruote. Alla sera si ritirano nelle tende al lato dei carretti, illuminando questa povera realt\u00e0 notturna con lampade d\u2019acetilene. \u00c8 uno spettacolo abbastanza abituale perfino in citt\u00e0 come Delhi dove, anche sulle radici degli alberi che affiorano e che creano una sorta d\u2019isola sull\u2019asfalto, quando scende la sera, appaiono materassi oppure semplicemente molti s\u2019insediano e si allungano per dormire accanto alle mucche di cui sono proprietari. <br \/>\n I bovini, contrariamente a quanto credano molti stranieri, non sono animali abbandonati a se stessi. <br \/>\n Le vacche hanno padroni, lavorano i campi come in tutti i paesi del mondo, oppure tirano l\u2019acqua, aiutano a <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/Delhimercato1.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>trainare carri. Proprio perch\u00e9 animali assolutamente indispensabili per la vita, si fece in modo di evitare che, durante le grandi carestie che flagellavano l\u2019India, le mucche fossero sacrificate per la sopravvivenza umana. Questa \u00e8 la ragione per cui siano divenute creature da adorare e da proteggere contro qualunque abuso o maltrattamento. <br \/>\n Per le strade si vedono moltissimi tipi di bovini: bianchi, neri, marron, alcuni con la classica protuberanza sul collo che li identifica come autoctoni, molti altri senza, spesso accompagnati da vitelli malnutriti. Incuranti del traffico indiavolato che sfreccia attorno a loro, camminano lungo i marciapiedi, quando esistono, si attestano in mezzo alla strada costringendo i conduttori dei rickshow a motore, le vespe, le moto, le biciclette, a girare attorno a loro creando un vertiginoso carosello di ruote e di fumo di scarico. Abbastanza spesso negli angoli delle strade alcune donne siedono davanti grandi mucchi d\u2019erba fresca stesa al suolo. Non si tratta d\u2019erba per cucinare. Alle donne si pagano, secondo le possibilit\u00e0, cinque, dieci rupie (come nel nostro caso di stranieri ignari delle \u201ctariffe\u201d), o anche meno, e allora una di loro prende un ciuffo d\u2019erba, secondo il prezzo pagato, e lo d\u00e0 da mangiare ad un gruppetto di mucche in paziente attesa che qualcuno paghi per brucare.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Cos\u00ec gli animali sono nutriti bene e il passante si \u00e8 guadagnato qualche punto in pi\u00f9 per una vita migliore nell\u2019aldil\u00e0.<br \/>\n A parte il disordine, la sporcizia e il caos di gente e d\u2019animali, cui un europeo non \u00e8 abituato, le strade e i mercati sono uno spettacolo affascinante per chi sia interessato alla realt\u00e0 dell\u2019India. La vita quotidiana \u00e8 un continuo alternarsi d\u2019odori che escono da fornelli allestiti sulla strada, d\u2019erbe messe ad asciugare al sole, d\u2019incensi che bruciano nel tentativo di sopprimere odori meno gradevoli. I colori sono ovunque: esplodono allegramente sui carretti che vendono fiori per le cerimonie o per le offerte ai templi; macchiano di rosso, verde, violetto, giallo le rozze tele di iuta su cui sono esposte frutta e verdura di qualit\u00e0 irreprensibile, spuntano nei sacchetti dove si vendono le spezie in polvere, elementi fondamentali della cucina ind\u00f9.<br \/>\n Dove per\u00f2 il colore domina sovrano \u00e8 nei sari che indossano la quasi totalit\u00e0 delle donne. Sari di cotone, sintetici, di seta di migliore qualit\u00e0 o di un lusso sontuoso, ricamati o no. Tinte sfumate, delicate o pi\u00f9 decise, gialli accostati al rosso o al violetto, verde assieme alla prugna o all\u2019azzurro, turchese mescolato <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/Delhimercato3.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>assieme a tutti gli altri, fucsia ovunque, soprattutto negli abiti delle bambine. Colori i cui abbinamenti sarebbero inconcepibili per il gusto europeo, qui creano un\u2019allegra ed elegante combinazione arcobaleno che contrasta con l\u2019inevitabile povert\u00e0 delle strade.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">La mia vita in India si svolge in piccoli centri non \u201cdisturbati\u201d dal turismo di massa. L\u00ec il visitatore sar\u00e0 \u201caggredito\u201d da infaticabili gruppi di venditori d\u2019oggetti d\u2019artigianato: alla fine, estenuato da un&#8217;interminabile trattativa, accondiscender\u00e0 a comprare qualsiasi cosa pur di essere lasciato libero.<br \/>\n Nelle citt\u00e0 non presenti sui circuiti tradizionali, invece, dove il turismo \u00e8 quasi inesistente, si scopre un carattere diverso e cordiale e mescolarsi alla gente, udire le loro voci, scambiare sguardi indifferenti, curiosi, gentili, tristi, allegri, sempre profondamente scuri e brillanti diventa un\u2019esperienza indimenticabile e il miglior ricordo del nostro viaggio. <br \/>\n Il passante spesso saluta oppure si avvicina e, stringendo la mano, chiede invariabilmente il nome del visitatore e il suo paese d\u2019origine e, dopo aver detto il proprio nome come se scambiasse un biglietto da visita, se ne va contento di questo piccolo e fugace contatto umano con uno straniero.<br \/>\n Un altro fatto che aumenta la cordialit\u00e0 dell\u2019indiano \u00e8 che quasi tutti, meno alcuni casi molto sporadici, non solo sono contenti di farsi fotografare, ma addirittura lo chiedono insistentemente. Naturalmente sono i bambini con i quali si pu\u00f2 stabilire un contatto pi\u00f9 diretto e spontaneo. L\u2019uscita dalle scuole \u00e8 il momento in cui la simpatia e la curiosit\u00e0 di bambini e genitori \u00e8 pi\u00f9 palpabile. Non appena vedono uno straniero e, nel mio caso una donna europea e sola, si avvicinano con passi incerti, ma spinti da un irrefrenabile impulso di parlare o conoscere uno straniero. I pi\u00f9 grandi tenendo per mano i pi\u00f9 piccoli, i pi\u00f9 arditi vengono incontro con un sorriso simpatico e aperto, le bambine timide in piccoli gruppi strusciando i piedi, ma cominciando gi\u00e0 a chiedere qualcosa ancora prima di essere arrivate tanto vicine da poter essere udite. I piccolissimi in braccio dei genitori, che si aprono il passo tra tanta baraonda per posare con i loro figli. <br \/>\n Superato il primo momento di timidezza, si radunano per chiedere di tutto e per lasciarsi ritrarre, pur sapendo che mai si vedranno nella foto, ma orgogliosi di aver lasciato un sorriso a ricordo di se stessi. <\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">L\u2019India per\u00f2 ha anche un altro aspetto, che poi \u00e8 quello pi\u00f9 conosciuto: \u00e8 il volto della povert\u00e0 che in alcune citt\u00e0 ha il tragico aspetto della pi\u00f9 nera miseria.<br \/>\n Qualcuno ha affermato che l\u2019inferno in India esiste ed \u00e8 nascere intoccabile negli slums di Calcutta.<br \/>\n In queste zone il turista in genere non entra. Tali quartieri sono stati divenuti famosi grazie all\u2019attivit\u00e0 di Madre Teresa, che ha reso meno disperata l\u2019esistenza dei loro abitanti, assistiti tuttora dai volontari degli aiuti umanitari provenienti da ogni parte del mondo. <br \/>\n Un viaggiatore ha scritto che non si deve andare in India osservando il paese attraverso il finestrino di una macchina con aria condizionata. Questa \u00e8 una regola applicabile per tutti i paesi che si vogliono veramente visitare: non si dovrebbe viaggiare passando sui luoghi come una goccia d\u2019acqua su un piatto d\u2019olio; piuttosto bisognerebbe avvicinarsi a luoghi e persone senza pregiudizi, senza credere d\u2019essere<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/Gwalior4sariverde.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> portatori di verit\u00e0 e di modi giusti di vita. <br \/>\n L\u2019India \u00e8 uno di quei paesi che si pensa di conoscere abbastanza, ma la realt\u00e0 \u00e8 che tutta la vita sociale \u00e8 ben lungi dall\u2019essere compresa da una mentalit\u00e0 europea.<br \/>\n Per quanto possa sembrare impossibile, qui \u00e8 ancora in vigore il sistema delle caste, e, fatto ancora pi\u00f9 incredibile, esiste ancora una fascia di popolazione che appartiene ai dalit, gli intoccabili, coloro che vivono al margine della societ\u00e0 e che non hanno alcun futuro o la minima possibilit\u00e0 di migliorare la propria condizione in un\u2019altra casta. Questo concetto \u00e8 talmente radicato nella societ\u00e0 indiana, che il Mahatma Gandhi, predicando che tutti sono uguali davanti a Dio e auspicando la sparizione delle caste, non fece che attirarsi le ire degli ind\u00f9 pi\u00f9 fanatici, segnando cos\u00ec la sua condanna a morte.<br \/>\n La nuova classe dirigente sta tendendo l\u2019integrazione degli intoccabili nella societ\u00e0 mediante leggi che, in ogni modo, provocano e provocheranno lunghi conflitti: il concetto di casta \u00e8 parte integrante dell\u2019idea della purezza dell&#8217;individuo su cui si \u00e8 basata da secoli la societ\u00e0 indiana. Essere intoccabile non vuol dire necessariamente essere povero. Molti dalit hanno un lavoro che consente loro d\u2019essere agiati, come per esempio i conciatori di pelli perch\u00e9 il cuoio \u00e8 un materiale impuro. Semplicemente non possono aspirare a mescolarsi con gente d\u2019altre caste, una sorta di ghetto sociale che impedisce un rapido e pi\u00f9 moderno sviluppo dell\u2019economia indiana.<br \/>\n Si sta anche combattendo un\u2019altra tradizione tipica della societ\u00e0 ind\u00f9: quella di sacrificare una vedova sulla pira del marito. Per la verit\u00e0 \u00e8 molto difficile stabilire se lo slancio della donna sia spontaneo od obbligato mediante droghe.<br \/>\n Quest\u2019abitudine sta morendo naturalmente da sola, ma ci sono ancora casi sporadici di cui si viene a conoscenza solo dopo l\u2019accaduto: in questi ultimi anni si sono verificati due sacrifici. Dopo la morte della vedova, il luogo diventa meta di pellegrinaggio di parenti e amici che innalzano un tempio alla sua memoria. Le leggi contro questa tradizione sono severissime, impedendo tra l\u2019altro ai familiari di ricevere l\u2019eredit\u00e0 dalla defunta, eppure, anche se raramente, ancora si hanno testimonianze di pire innalzate su cui sono arse le vedove. <\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Altra nota distintiva della societ\u00e0 indiana \u00e8 la molteplicit\u00e0 di religioni. <br \/>\n In India si assiste ad un fenomeno inverso a ci\u00f2 che avviene in Israele.<br \/>\n L\u00ec un\u2019unica fede identifica una miriade di razze e di lingue. Qui una stessa razza \u00e8 divisa in una molteplicit\u00e0 di religioni: ind\u00f9, jainisti, mussulmani, buddisti, sihk per citare i gruppi pi\u00f9 conosciuti. Spesso scoppiano lotte sanguinose, com&#8217;\u00e8 successo solo poche settimane fa (dicembre 2002) a Nuova Delhi in uno scontro tra sikh e mussulmani: alla fine il conto di morti e feriti \u00e8 notevole, arrivando a cifre che ricordano attentati suicidi in altre parti del mondo.<br \/>\n La zona di gran tensione \u00e8 il Kashmir, enclave mussulmana nell\u2019India ind\u00fa quando l\u2019ultimo vicer\u00e9 inglese separ\u00f2 il Pakistan dal resto del continente. In India continuano a vivere centoventi milioni di mussulmani: anche se si tratta di una minoranza, \u00e8 pur sempre un&#8217;importante forza che pu\u00f2 accendere seri conflitti con il governo centrale, soprattutto in questi momenti di tensione con il mondo mussulmano e particolarmente con il Pakistan.<br \/>\n Induismo e Islam convivono a fianco di decine d&#8217;altre religioni e sette. Tra le pi\u00f9 importanti quelle dei jainisti e dei sihk.<br \/>\n I jainisti non hanno particolari evidenti che possano definirli come tali. Sono assolutamente vegetariani, tanto che molti arrivano a camminare per le strade con una mascherina davanti alla bocca per evitare che accidentalmente possano ingoiare un moscerino o altro insetto.<br \/>\n Per il resto \u00e8 difficile riconoscerli come appartenenti a questa religione.<br \/>\n I sikh sono coloro che maggiormente si distinguono da tutti gli altri.<br \/>\n Contrariamente al resto della popolazione<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/Gwalior16sikh.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> di religione ind\u00f9 che porta capelli corti e s\u00ec rasa, i sikh non possono tagliarsi i capelli e la barba. Questa \u00e8 la ragione per cui indossano il turbante, primo segno evidente di appartenere al sikhismo.<br \/>\n Altri distintivi sono: il braccialetto rotondo in ferro, il pugnale alla cintura e spesso una spilla sul turbante che rappresenta una sorta di tridente.<br \/>\n La prima volta che sono andata in India, a Gwalior dove risiedo normalmente, ho incontrato una comunit\u00e0 di sikh; e ogni volta che torno da loro mi ritrovo circondata da affetto e cordialit\u00e0. Il loro tempio si trova nel recinto del forte sulla collina della citt\u00e0.<br \/>\n Ogni citt\u00e0 indiana ha un forte, ricordo d\u2019insediamenti militari, soprattutto mogol, e poi usati dagli inglesi durante la loro permanenza in India. Uno dei pi\u00f9 belli che ho visto \u00e8 quello d\u2019Agra, sontuosa costruzione in pietra e marmi, balaustre traforate, eleganti colonne e lucide cupole di rame dalle cui terrazze si gode una panoramica del fiume e del Taj Mahal.<br \/>\n Questo di Gwalior \u00e8 una spianata fortificata da una cinta muraria sinuosa e tradizionalmente inespugnabile. All\u2019interno si trovano vari edifici. Il pi\u00f9 famoso \u00e8 il palazzo di Singh. Si tratta di una costruzione, in stile mogol, atipica per la policromia delle piastrelle, in parte cadute, con cui era rivestita la facciata.<br \/>\n Lungo la strada che si snoda dall\u2019entrata principale, salendo verso la spianata, si trovano i templi jainisti. Sono statue di dei scavate nella roccia, enormi bassorilievi di rossa pietra levigata che i<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/Sihk%20Singh%20Pathi.jpg\" width=\"201\" height=\"300\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> fedeli adorano stando in piedi o in ginocchio, immersi in una rigogliosa vegetazione e in un silenzio rotto solo da canti d\u2019uccelli e fluire d\u2019acqua che esce dalle rocce formando piccoli stagni ai piedi delle statue. Alla mia prima visita al luogo, ho veramente ritrovato quell\u2019atmosfera esotica e romantica che avevo sognato attraverso le mie letture d\u2019adolescente. Si procede e si trovano ancora giganteschi bassorilievi di Buddha in piedi o seduto nella tipica posizione del fiore di loto.<br \/>\n Finalmente, arrivati alla fine della salita, si apre la grande spianata dove sorgono molti altri templi, oltre che case private e scuole.<br \/>\n La pace e un senso di vastit\u00e0 dominano nel forte, e la tranquilla passeggiata tra gli alberi e i templi fa apprezzare ancora di pi\u00f9 il contrasto con la vita caotica della citt\u00e0 che abbiamo lascito in basso. Perfino le poche moto e vespe che passano sembrano non fare rumore, mentre la maggior parte delle persone va a piedi o in bicicletta.<br \/>\n Passando tra templi in pietra di culto ind\u00f9 adornati da centinaia di bassorilievi, non molto grandi, ma tipici dell\u2019architettura indiana, si arriva all\u2019imponente tempio sihk.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">I sikh sono originari del Punjhab, una regione particolarmente castigata nella divisione tra India e Pakistan.<br \/>\n Il destino del Kashmir mussulmano, nella spartizione dell&#8217;India, \u00e8 stato quello di ritrovarsi in territorio ind\u00f9, mentre al Punjhab, sul confine tra India e Pakistan, \u00e8 stato toccato in sorte di essere smembrato in due parti.<br \/>\n Si sostiene che il maggior movimento di massa nella storia umana \u00e8 stato proprio quando i sihk, che si trovavano nella parte assegnata al Pakistan, hanno tentato di mettersi in salvo passando il confine indiano.<br \/>\n I racconti dei testimoni di quel periodo sono terrificanti: in nome di una religione o di un ideale seguirono carneficine e barbarie degne d\u2019epoche remote e oscurantiste. <br \/>\n Non c\u2019\u00e8 tanto scontro tra ind\u00f9 politeisti e sikh monoteisti, quanto tra mussulmani e sikh, entrambi con fedi molto simili tra loro.<br \/>\n La lunga tradizione alla difesa hanno lasciato nei sikh un aspetto di fieri guerrieri, la cui barba imponente, turbante e alta statura non fanno che accentuare.<br \/>\n Queste caratteristiche non impediscono a far s\u00ec che i sikh siano altrettanto aperti e cordiali come il resto della popolazione ind\u00f9.<br \/>\n Non riconoscendo il sistema di caste, i sikh non hanno pregiudizi contro nessuno, e secondo il loro libro sacro, devono dare ospitalit\u00e0 a chiunque la chieda, qualunque sia la razza o la religione d\u2019appartenenza.<br \/>\n I sikh del forte di Gwalior vanno orgogliosi del loro tempio, imponente, di marmo bianco e con candide e lucenti cupole che possono essere viste anche dalla strada della citt\u00e0 sottostante.<br \/>\n Sono arrivata la volta dopo che era estate e un nutrito gruppo di loro stava lavorando alla costruzione degli alloggiamenti attorno al tempio, alla strada d\u2019accesso e al giardino circostante.<br \/>\n Tre generazioni si davano da fare con mattoni, calce e cemento, i bambini aiutando i grandi e le donne facendo da mangiare e portando l\u2019acqua.<br \/>\n Mi venne incontro il guardiano del tempio: un tipo dall\u2019aria truce, non molto alto, ma con barba nera e vestito di bianco, e con una minacciosa lunga lancia in mano.<br \/>\n Quell\u2019aria di Cerbero si cancell\u00f2 come per miracolo sostituendosi ad un sorriso cordiale e simpatico quando chiesi di visitare il tempio e, se possibile, conoscere la loro comunit\u00e0. Mentre parlavo con il guardiano, in breve tempo si affollarono attorno a me decine di persone, prevalentemente uomini e adolescenti, tutti in ogni modo con aria di simpatia mista a curiosit\u00e0. Si fece avanti colui che, per tutte le altre visite al tempio, \u00e8 stato la mia guida e il narratore della loro storia.<br \/>\n Il signor Joginder Singh Pathi \u00e8 una figura ieratica, una sorta di monaco d\u2019altri tempi. Alto sessantenne, lunga e curata barba bianca, immancabile turbante chiaro sotto cui spicca un viso tranquillo e oscuro, occhi neri, vivaci e penetranti, tenuta impeccabilmente pulita come del resto tutti gli altri, anche coloro che lavorano con calce e mattoni.<br \/>\n Durante le tranquille passeggiate nel recinto del tempio, e nelle seguenti mie visite, mi ha <br \/>\n raccontato la storia e le vicende dei sikh, la loro religione e le loro speranze.<br \/>\n Mi ha mostrato il modo di entrare nel tempio, togliendosi le scarpe e passando a piedi nudi attraverso un piccolo canale con acqua, abluzione rituale prima di calpestare il pavimento sacro; per le donne, l\u2019obbligo di coprire il capo.<br \/>\n Al centro dell\u2019ampio salone si erge una monumentale urna di cristallo. Dentro si alternano alcuni di loro per leggere continuamente, con lieve mormorio, il libro sacro.<br \/>\n In un lato una cassa per le offerte. Che si lascino o no, ad ogni visitatore sar\u00e0 data una porzione di pasta di mandorle che un altro di loro prende da un piatto e appallottola prima di posarla sul palmo della mano del visitatore. Si tratta di un\u2019offerta per dimostrare amicizia e ospitalit\u00e0.<br \/>\n Fuori del tempio, come sempre, ci aspettano molti membri della comunit\u00e0, la maggioranza uomini, ma anche molti ragazzini e donne, per ascoltare, chiedere, sapere quanto possibile della vita in Europa. Cos\u00ec ho potuto conoscere molti membri della comunit\u00e0: il filosofo che sta studiando Benedetto Croce, il ragazzo dal turbante blu e da straordinari occhi neri che, in una precedente visita mi fece arrampicare su per i ponteggi per poter scattare una panoramica del tempio, e che sta aspettando con ansia che il comune metta il collegamento internet, il guardiano del tempio cui ho fatto scattare alcune foto, e moltissimi altri che si alternano al completamento dell\u2019area attorno al corpo principale. Altri mi insegnano come ci si siede nel tempio e il significato di alcuni gesti di devozione. Alcune donne mi fanno vedere, con malcelato orgoglio, come preparano alcune pietanze.<br \/>\n Puntualmente rimango a mangiare con loro. L\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 sacra e gratuita, e se non fosse perch\u00e9 devo tornare in albergo e aspettare il mio compagno che \u00e8 in India per motivi di lavoro, potrei passare la notte in una delle molte camere che si stanno costruendo per poter alloggiare chi arriva al tempio. Sono state costruite un centinaio di stanze, essenziali ma pulite e tutte con un bagno e doccia, tutte in fila sotto al porticato come se si trattasse di celle per monaci di un monastero.<br \/>\n Il locale dove si mangia \u00e8 molto ampio. Non ci sono n\u00e9 tavoli n\u00e9 sedie, ma solo stuoie al suolo su cui ci si siede con le gambe incrociate e con due ciotole d\u2019acciaio davanti alle ginocchia.<br \/>\n Non c\u2019\u00e8 un orario preciso, e man mano che si arriva, ci si siede fianco a fianco e si aspetta che, da un angolo della sala, un paio di sikh arrivino con grandi pentole e mestoli. Normalmente servono zuppe di lenticchie, aromatiche e deliziose, un paio di piadine e, nell\u2019altra ciotola, versano acqua. Si mangia con le mani, come del resto in tutta l\u2019India, prendendo un pezzetto di piadina e usandola come cucchiaio per poter mangiare la minestra o altro abbiano preparato. Alla fine il rito del te. Lo preparano bollendo l\u2019acqua con semi di cardamomo, che conferisce all\u2019infusione uno straordinario sapore. Unito al latte e allo zucchero fa della classica infusione una bevanda deliziosa e profumata.<br \/>\n Alla fine del pasto ognuno si alza per lavare le proprie ciotole e lasciarle ad asciugare nell\u2019enorme lavatoio di marmo, ma durante quest\u2019ultima mia visita, sono stata trattata come se fossi una maharani: servita con tutti gli onori senza dover osservare le regole di pulizia delle stoviglie.<br \/>\n L\u2019atmosfera \u00e8 amichevole e festose e lo diventa ancora di pi\u00f9 quando arriva uno straniero. Nel mio caso, ospite <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/india2003\/Gwalior3ragazzi.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>ormai conosciuta e oltretutto amante della autentica e piccante cucina ind\u00fa, la festa si prolunga perch\u00e9, dopo aver visto le foto che porto loro dall\u2019ultima visita, tutti vogliono posare per lasciarmi un ricordo e per poter avere anche loro una copia. Ovviamente dovranno aspettare che torni indietro e che poi le invii loro per posta. Miracolosamente il servizio locale fa il suo dovere portando, con il caratteristico veicolo rosso, l\u2019attesa busta gialla.<br \/>\n Comincio a salutare perch\u00e9 \u00e8 ora di tornare gi\u00f9 in citt\u00e0: il cammino \u00e8 lungo fino al cancello del forte anche se spesso trovo chi mi d\u00e0 un passaggio sulla sua vespa: quest\u2019ultima volta \u00e8 una donna, insegnante in una scuola della citt\u00e0. Tutti mi accompagnano per un tratto, e quelli che stanno lavorando sui ponteggi mi fanno cenni allegri con la mano e riescono a dire: \u201cCiao Paola\u201d ridendo del loro sforzo linguistico.<br \/>\n Mi guardo indietro e vedo ancora i loro sguardi scuri e amichevoli che mi seguono sulla via del ritorno. Jojinder mi abbraccia con affetto e mi chiede di tornare non appena mi sia possibile. Certamente lo far\u00f2, come l\u2019ho fatto le altre volte per ritrovare non solo persone stupende, ma anche un\u2019atmosfera di indimenticabile amicizia. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paola Zuliani\u00a0&#8211; La nostra infanzia \u00e8 stata accompagnata dai racconti inglesi dell\u2019epoca coloniale o <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/india\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1201,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,11],"tags":[67,191],"class_list":["post-1200","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-india","tag-india","tag-paola-zuliani"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>India - Racconto di viaggio<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La nostra infanzia \u00e8 stata accompagnata dai racconti inglesi d\u2019epoca coloniale o dai romanzi di Salgari, e rimanevamo affascinati dall\u2019atmosfera dell&#039; India\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/india\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"India - 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