{"id":1210,"date":"2016-11-29T19:03:14","date_gmt":"2016-11-29T18:03:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1210"},"modified":"2016-11-29T19:03:49","modified_gmt":"2016-11-29T18:03:49","slug":"islanda-amazing-iceland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/islanda-amazing-iceland\/","title":{"rendered":"Amazing Iceland 2002"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><a href=\"mailto:westernisles@virgilio.it\">di Christian Mariotti<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0<br \/>\n Erano circa 2 anni che avevo in progetto di affrontare un viaggio in Islanda, ma per diverse ragioni, solamente lo scorso dicembre parlando con il mio amico Mauro ho buttato l\u00e0 l&#8217;idea di questa avventura. Da li a 10 giorni, eravamo gi\u00e0 partiti con l&#8217;organizzazione. Durante gli 8 mesi che hanno preceduto la partenza del ns. viaggio, ci siamo documentati dettagliatamente su guide, riviste ed internet per poter organizzare tutto al meglio o quasi. <!--more--> Abbiamo prenotato gli alloggi in bed &amp; breakfast, farmhouse ed ostelli , escursioni per il whale watching e nolo auto, l&#8217;uni<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land0.jpg\" width=\"250\" height=\"166\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>ca cosa che abbiamo preso in Italia \u00e8 stato il biglietto aereo ed \u00e8 qui che il budget ha subito una brusca impennata, infatti essendo l&#8217;Icelandair l&#8217;unica compagnia (eccetto una piccola compagnia tedesca con popartenze dei voli da Monaco e D\u00fcsseldorf) ad andare in Islanda, i prezzi non erano certamente abbordabili (circa \u20ac 699). <br \/>\n Riporto qui di seguito il diario di viaggio, che la mia ragazza Eleonora ha scritto giorno per giorno, cercando di ricreare fedelmente tutte le impressioni ed emozioni provate alla scoperta di quella magnifica isola che \u00e8 l&#8217;Islanda.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Sabato 10.08.2002<br \/>\n Macerata ore 00,50, Mauro ed Elena sono gi\u00e0 sotto casa di Cri (Christian), carichiamo le ultime cose e poi siamo pronti per partire!!!!!<br \/>\n Il viaggio in macchina fino all&#8217;aeroporto di Milano Malpensa \u00e8 filato via liscio, tranne un piccolo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land9.jpg\" width=\"157\" height=\"250\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>intoppo con il parcheggio, ma non si pu\u00f2 dire altrettanto del viaggio in aereo, infatti la partenza era prevista alle ore 09,30 ed invece alle 11,00 eravamo ancora sulla pista ad attendere il ns. turno per il sospirato decollo. Arriviamo ad Amsterdam (scalo intermedio) con un ora e mezza di ritardo e dopo circa 45 minuti siamo di nuovo sull&#8217;aereo che in 3 ore e poco pi\u00f9 ci avrebbe portato finalmente in Islanda atterrando all&#8217;aeroporto di Keflavik. Cambiamo i soldi nella banca presente all&#8217;interno dell&#8217;aeroporto, in quanto in Italia \u00e8 impossibile reperire la Corona Islandese, e poi ci dirigiamo eccitati al ritiro dei bagagli. Dopo un ora di attesa le ns. valige, insieme a quelle di altre 20 persone, non si erano ancora viste. Uno strano incubo cominciava a farsi sempre pi\u00f9 realt\u00e0, i bagagli erano rimasti ad Amsterdam in quanto a causa del ritardo non era stato possibile spostarli da un aereo all&#8217;altro, ci rivolgiamo quindi all&#8217;ufficio &#8220;LOST &amp; FOUND&#8221;, dove ci assicurano che le valige arriveranno domani e che ci saranno consegnate direttamente presso il ns. alloggio. Nel frattempo, per alleviare il disagio provocato dal mancato recapito dei bagagli ci rifilano una piccola busta blu, dove insieme a cose non identificate troviamo una t-shirt taglia XXL?!?!?!?!?!? <br \/>\n Vestiti con abbigliamento da temperature torride o turisti hawaiani, ci avviamo verso l&#8217;uscita e l&#8217;aria di circa 8\u00b0\/10\u00b0 risulta abbastanza frizzante, un ragazzo romano + malcapitato di noi, indossa un paio di ciabattine infradito, sicuramente la cosa + adatta per un viaggio in Islanda. Ci infiliamo il K-way che avevamo nel baglio a mano e prendiamo il bus navetta (\u20ac 12,00) che dopo 40 km ci porta<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land1.jpg\" width=\"250\" height=\"160\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> finalmente a destinazione: REYKJAVIK. Durante il tragitto abbiamo l&#8217;opportunit\u00e0 di farci un&#8217;idea di quello che nei prossimi giorni avremmo visto, ma il pensiero fisso era per i bagagli; come fare senza??????? <br \/>\n Chiamiamo la Sig.ra del B&amp;B, che dopo aver atteso per circa un ora se ne era andata e dopo 10 minuti arriva il marito con un furgoncino 4&#215;4 ed un carrello per le valige, noi impavidi ci presentiamo con solo uno zainetto a testa, 3 macchine fotografiche (sacre), una telecamera e 28 rullini!!!!!!!<br \/>\n Ci porta a casa e la Sig.ra ci fa vedere le stanze che sono molto graziose cos\u00ec come la grande vasca idromassaggio nel giardino, dopo circa 3\/4 d&#8217;ora ce ne andiamo a fare un giro in centro per cercare qualcosa da mettere sotto i denti. Al centro della citt\u00e0 si aggira gente strana, da una vicolo esce uno con un vestito a frange, scarpe argento e un boa rosso al collo che ci dice &#8220;Welcome to Reykjavik&#8221;, sulla vetrina di un negozio c&#8217;\u00e8 scritto &#8220;GAY IS GOOD&#8221; e ci accorgiamo quindi dopo diverse conferme che la citt\u00e0 era stato teatro del GAY PRIDE. Dopo aver girato e rigirato, per non sbagliare ci siamo diretti al Mc Donalds, il + caro del mondo con i classici men\u00f9 a quasi 10 \u20ac. Rientriamo verso casa, appena a letto, ci addormentiamo esausti, ma pronti per iniziare il ns. giro dell&#8217;isola all&#8217;indomani.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Domenica 11.08.2002<br \/>\n Sveglia alle ore 07,00, abbondante colazione e dopo aver preso la macchina a nolo siamo pronti per raggiungere Akureyri, seconda citt\u00e0 d&#8217;Islanda. Il tempo non promette niente di buono, considerando l&#8217;abbigliamento a ns. disposizione e la temperatura esterna che<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land10.jpg\" width=\"168\" height=\"250\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> \u00e8 intorno ai 9\u00b0 C. La macchina non \u00e8 quella che avevamo noleggiato (circa \u20ac 765, per 7 gg con chilometraggio illimitato), infatti al posto di una Skoda Octavia Station Wagon ci portano una Octvia berlina, ma in ogni caso grande e comoda per 4 persone. L&#8217;addetto del nolo auto ci fa vedere dei graffi sul retro della macchina dicendoci che sono stati dei cavalli, avvisandoci quindi di prestare attenzione che non succeda di nuovo!?!?!?!<br \/>\n Dopo circa \u00bd ora arriviamo a PINVELLIR, luogo in cui si evidenzia in maniera notevole la frattura tra la zolla europea e quella americana, L&#8217;ampia pianura \u00e8 attraversata da crepacci, canyon, grotte, corsi d&#8217;acqua e da un lunghissimo corridoio formato dalle pareti delle due zolle. Oltre che dal punto di vista paesaggistico, questo luogo ha un significato storico in quanto nel 930, qui fu istituito il primo parlamento in Europa. Da qui prendiamo verso nord ed imbocchiamo il primo sterrato di molti che andremo ad incontrare lungo gli oltre 2500 km percorsi durante il viaggio, intorno alle 13,00 arriviamo a Husafell e qui ci troviamo davanti a delle cascate ( Hraunfossar) dove l&#8217;acqua emerge misteriosamente dalla lava. L&#8217;acqua che scorre nel fiume sottostante ha un colore simile a quello di una piscina, uno spettacolo fantastico, considerando anche un cielo blu cosparso qua e la di nuvole bianche. Saremmo potuti rimanere li per ore, FANTASTICHE!!!!!!!!!! A monte di questo spettacolo si trova un&#8217;altra cascata chiamata Barnafoss, dove il fiume attraversa delle gole con una forza spaventosa.<br \/>\n Riprendiamo il viaggio in macchina e in alcuni momenti Elena ed io ci prendiamo delle pause di riflessioni (sonnellini), comunque al ns. risveglio \u00e8 &#8220;quasi&#8221; ora di pranzo anche se ormai sono le 17,00. Mangiamo hamburger e patatine e nel frattempo chiamiamo l&#8217;aeroporto per avere finalmente la conferma che le valigie ci saranno consegnate in serata. URRAH!!!!!<br \/>\n Alle 19,00 siamo ad Akureyri, dopo la tappa di trasferimento + lunga di tutto il viaggio. La ns. guest house \u00e8 carina anche se, per salire al piano superiore, sulle scale bisogna &#8220;spezzare il fiato&#8221;, perch\u00e9 sembra di salire sulla cima di una montagna. Sistemate le valige siamo usciti per fare un giro nella citt\u00e0, anche perch\u00e9 il sole \u00e8 alto fino alle 22,30, abbiamo visto il porto, il famoso giardino botanico, con <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land11.jpg\" width=\"250\" height=\"165\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>piante da tutto il mondo e le vie del centro con alcuni simpatici negozi. Rientrati in casa verso le 22,45, abbiamo preparato un bel piatto di pasta, con le scorte che avevamo portato con noi nelle valige, che nel frattempo ci erano state consegnate; dopo una bella doccia andiamo a dormire stanchi morti!!!!<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Luned\u00ec 12.08.2002<br \/>\n Sveglia ore 07,00. Sana colazione all&#8217;italiana preparata nella cucina della guest house e alle 09,00 siamo di nuovo in strada. Abbiamo fatto un giretto veloce per Akureyri, dove Elena ha comprato un bellissimo maglione che gli sar\u00e0 fatto a mano su misura e poi spedito direttamente in Italia. Dopo un breve tratto di strada siamo arrivati presso le cascate di Godafoss; (cascata degli dei) \u00e8 una delle + grandi con una forma a ferro di cavallo. La seconda tappa \u00e8 stato il piccolo geysir di Ystihver all&#8217;interno di una fattoria dove in serre riscaldate geotermicamente, erano coltivati ortaggi. Verso le 12,00 siamo nella piccola cittadina di Husavik, capitale del Whale Watching e meta principale della giornata. Dopo una veloce visita nel centro con la chiesa di Husavikurkirkja, costruita interamente in legno norvegese, ci dirigiamo al Museo delle Balene fino alle 13,30, ora di partenza per l&#8217;escursione in barca (\u20ac 43,00). Siamo circa una quarantina di persone a bordo di questa antica barca da pesca in legno trasformata per il whale watching, la temperatura \u00e8 davvero rigida raggiungendo i 4\u00b0 C. e il tempo sulle ns. teste sembra essere quello del film &#8220;La tempesta perfetta&#8221;. Una giornata ideale x una bella gita in barca!!!!!!!!!!!!!<br \/>\n Christian ed Elena prima di partire si sono impasticcati onde evitare spiacevoli dolori di stomaco, il <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land12.jpg\" width=\"250\" height=\"145\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>vento gelido taglia la faccia, mentre il battello si dirige &#8220;a tutta forza&#8221; in mare aperto verso la linea di confine immaginaria del CIRCOLO POLARE ARTICO. Dopo circa 1 ora e\u00bd di navigazione ancora niente, solamente qualche gabbiano e stavamo gi\u00e0 pensando al peggio quando a &#8220;ore 10&#8221; spunta la prima pinna, quella di una Minke whale e l&#8217;entusiasmo comincia a salire. Seguiamo emozionati questa piccola balena insieme ad altri piccoli cetacei chiamati harbour porpoise, dopo circa \u00bd ora avvistiamo anche una coppia di delfini con il piccolo che ci accompagnano per circa 10 minuti. Ci potevamo ritenere soddisfatti della gita,, ma per non farci mancare nulla la cosa fantastica \u00e8 stata vedere ad &#8220;ore 13&#8221; il salto di un enorme Humpback whale (15 metri), nell&#8217;incredulit\u00e0 generale ci avviciniamo con la barca sempre di pi\u00f9 a lei fino ad averla vicinissima, a meno di 5 metri, dall&#8217;acqua si vede la sagoma del suo corpo. Quando sale in superficie, il rumore che accompagna il classico spruzzo d&#8217;aria sembra il barrito di un elefante, ci fa vedere ripetutamente la coda e ci regala anche un altro bellissimo salto da vicino. Uno spettacolo sicuramente indimenticabile, in mezzo al Mare Artico la vista di questi splendidi mammiferi ti provoca emozioni indescrivibili, nonostante le condizioni di tempo pessime \u00e8 stato bellissimo. Dopo circa un mezz&#8217;ora se ne \u00e8 andata, congelati ma con gioia prendiamo la via del rientro verso la terra ferma. Durante il tragitto l&#8217;equipaggio della barca ci ha offerto una bella tazza di cioccolata calda e una ciambella, che non guasta mai. Scendiamo dalla barca verso le 17,00, mangiamo un paio di hot dog e ripartiamo verso la farm house che ci avrebbe ospitati per la notte. Lasciate le valige ci siamo diretti verso la zona di Hljodaklettar (rocce dell&#8217;Eco), dove si trova un canyon <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land13.jpg\" width=\"250\" height=\"167\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>con straordinarie formazioni rocciose formate da colonne poligonali di basalto che disegnano cupole naturali, spirali, rosette e nidi d&#8217;ape. Alle 21,30 siamo andati a cercare un posto dove mangiare, considerando che ci sono solo due punti di &#8220;ristoro&#8221; in zona, ci siamo diretti verso l&#8217;albergo, dove nonostante la cucina avesse gi\u00e0 chiuso, con gentilezza ci hanno preparato dei toast (\u20ac 5,16 l&#8217;uno) \u2026\u2026\u2026. era l&#8217;unica cosa!!!! La cosa da segnalare \u00e8 che all&#8217;interno dell&#8217;albergo, cos\u00ec come in tutte le case, si doveva girare senza scarpe. Tornati a casa, siamo andati subito a dormire.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Marted\u00ec 13.08.2002<br \/>\n Questa mattina ci siamo svegliati alle ore 07,30, abbiamo lasciato la farm house che ci ospitava e ci siamo diretti verso Asbyrgi, lungo la strada ci siamo fermati per la colazione in una stazione di servizio, dove per la modica somma (mica tanto!!) di \u20ac 8, abbiamo mangiato un pezzo di torta al cioccolato con caff\u00e8 e th\u00e8. Arrivati ad Asbyrgi, canyon a forma di ferro di cavallo con una larghezza di circa 1 Km. e 100 mt. di profondit\u00e0, abbiamo fatto la ns. prima escursione, una leggera camminata tra il verde e un laghetto delizioso pieno di anatre. Da segnalare che questo \u00e8 uno dei pochi posti in Islanda dove si vedono alberi.<br \/>\n Successivamente abbiamo preso lo sterrato che ci ha portato in uno dei luoghi + spettacolari del ns. viaggio; le cascate di Hafragilsfoss e Dettifoss (la cascata con la maggior portata d&#8217;acqua d&#8217;Europa). Le due cascate sono divise l&#8217;una dall&#8217;altra per circa 2\/3 km, ma si formano entrambe lungo lo stesso fiume all&#8217;interno di una vallata dai colori stupendi. Dopo aver percorso un piccolo sentiero siamo arrivati ad ammirare la cascata Dettifoss da vicino, immersa in uno scenario incredibile, esprimeva tutta la sua grandezza e potenza. Verso le 12,00 siamo arrivati nella vulcanica regione del Krafla, dove si attraversano zone con soffioni, solfatare, montagne di colore giallo e rosa e un&#8217;immensa centrale geotermica. Dopo aver lasciato la macchina ci siamo &#8220;arrampicati&#8221; sul cratere, ormai inattivo, di Viti (inferno) dove all&#8217;interno si trova uno splendido lago azzurro. Durante la salita si vedono i ruscelli d&#8217;acqua fumanti con una vista stupenda, ma con un odore di zolfo penetrante. Non ancora contenti ci siamo recati verso la caldera di Leirhnjukur, con una colata di lavata ancora fumante, prima di arrivare in cima comunque la natura ci ha regalato un altro scenario magnifico, dal suolo fumante pieno di zolfo, bolliva come in un pentolone del fango, uno scenario da inferno dantesco.<br \/>\n Ripartiamo ed arriviamo a Reykjahlid, dove ci fermiamo per il pranzo e per non sbagliare prendiamo il solito hamburger e patatine.<br \/>\n Da qui, in pochi minuti siamo arrivati nella famosa regione del lago Myvatn, peccato che c&#8217;era nebbia e quindi non si vedeva un gran che, comunque abbiamo fatto un&#8217;altra piccola escursione sul cratere di Hverfell, dove tutto era <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land14.jpg\" width=\"250\" height=\"159\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>completamente nero, intorno c&#8217;era solamente lava solidificata e all&#8217;interno del cratere, largo 1040 mt., purtroppo c&#8217;erano delle scritte fatte con i sassi, motivo per cui adesso il fondo del vulcano \u00e8 chiuso ai visitatori. <br \/>\n Proseguiamo sempre costeggiando il lago fino ad arrivare a Dimmuborgir, dove con un&#8217;altra passeggiata scopriamo i &#8220;castelli neri&#8221;, pilastri, spuntoni, archi e grotte formate esclusivamente da lava circa 2000 anni fa. Ora ci aspetta un bel tragitto in macchina per arrivare sulla costa orientale dell&#8217;isola.<br \/>\n Nonostante il tempo non sia dei migliori, attraversiamo paesaggi splendidi fino ad arrivare nella fattoria di Hreindyr, dove per \u20ac 2.40 si possono vedere due simpatiche renne di 6 anni, che al richiamo del padrone arrivano come cagnolini, sono bellissime!!!! Le corna sono completamente ricoperte di morbido pelo. Verso le 21,30 esausti arriviamo ad Husey, dove siamo ospiti in un ostello sperduto nella campagna islandese, per arrivare fin qui bisogna percorrere 30 km di sterrato, ci danno il benvenuto una miriade di uccelli, essendo questo uno dei posti + adatti per gli amanti del bird watching, e sul mare avvistiamo le prime foche. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land2.jpg\" width=\"250\" height=\"154\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>L&#8217;ostello \u00e8 carino, anche se le coperte e i cuscini non sono il massimo, mentre Cri e Mauro si fanno la doccia, Elena ed io prepariamo la pasta, un curioso bambino di circa 2 anni ci guarda interessato come se non avesse mai visto niente di simile, mangiamo penne al fum\u00e9 e facciamo 4 chiacchiere. A notte inoltrata, Elena ed io ci facciamo la doccia mentre gli&#8221; uomini&#8221; lavano i piatti. All&#8217;esterno dell&#8217;ostello c&#8217;\u00e8 una bella veranda, che penso sia usata nelle calde giornate (quindi pochissimo perch\u00e9 li stasera saranno stati 2\/3 gradi), comunque la cosa strana \u00e8 che insieme ai classici maglioni di lana, i gestori vendano pelli di foca, quando ovunque ci sono foto appese con questi bellissimi animali !?!?!?!?!\u2026\u2026\u2026\u2026 Buona notte.<\/p>\n<p> Mercoled\u00ec 14.08.2002<br \/>\n \u2026\u2026\u2026driiiin \u2026\u2026\u2026.driiin\u2026\u2026..Sveglia ore 06,00!!!!! Ci presentiamo per fare colazione e siamo 4 zombi, facciamo una cosa rapidissima e poi subito fuori per vedere le foche, mai viste finora cos\u00ec tante, sono delle bellissime foche bianche e mentre le fotografiamo si mettono in posa. Intorno a noi c&#8217;\u00e8 un&#8217;immensa prateria e quello che si sente sono soltanto le voci degli animali, chiss\u00e0 se ci vogliono dire qualcosa?<br \/>\n Dopo circa \u00be d&#8217;ora ripartiamo e poco dopo ci fermiamo per visitare la chiesetta di Kirkjubaejarkirkja (nome impronunciabile), datata 1851, una delle chiese in legno + vecchie d&#8217;Islanda, dove ci danno il benvenuto due cagnolini <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land3.jpg\" width=\"250\" height=\"153\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>in cerca di coccole. Successivamente arriviamo a Borgarfjordur, piccola cittadina di 98 persone, facciamo un giro per visitare la chiesa locale, con una pala d&#8217;altare degna di nota e la vicina &#8220;roccia degli elfi&#8221;, che una leggenda locale narra fosse la dimora della regina degli elfi. Andando verso il molo, ci appostiamo in una capanna per vedere gli uccelli, ma quello che veramente ci interessa sono le pulcinelle di mare, meglio note come puffini, cos\u00ec ci spostiamo e saliamo su un terrazzo che da direttamente sul mare. Il vento \u00e8 tagliente e per i primi 10 minuti non vediamo nulla, escludendo i rumorosi gabbiani, poco dopo veniamo a sapere che di norma i puffini rimangono qui fino alla met\u00e0 di agosto, impossibile che siano cos\u00ec fiscali nella data di partenza ed infatti dall&#8217;erba vediamo un becco color arancio, sono proprio loro , seguendoli ci accorgiamo che sono in mezzo al mare a pescare, essendo anche famosi come grandi nuotatori, quando tornano si infilano dentro a dei buchi scavati tra l&#8217;erba, sono carinissimi!!!!!<br \/>\n Dopo \u00bd ora ripartiamo ed arriviamo ad Egilsstadir dove ci fermiamo, presso la locale stazione di servizio ESSO, per il solito pranzo a base di hamburger e patatine, laviamo la macchina orami diventa irriconoscibile dal fango e ci rimettiamo in marcia. La strada da fare \u00e8 ancora lunga, cos\u00ec Elena ed io ogni tanto ci fermiamo a riflettere (riposino), al contrario Cri e Mauro scendono continuamente per fotografare di tutto, noi invece ci muoviamo solo quando vediamo cose interessanti. Attraversiamo la regione dei fiordi con piccoli villaggi di pescatori e montagne a picco sul mare, un paesaggio molto particolare e suggestivo.<br \/>\n Poco prima di arrivare a Stafafell, dove si trova il ns. ostello, ridendo per alcuni simpatici aneddoti, solamente grazie a Mauro abbiano evitato di investire una pecora e pochi metri dopo abbiamo dovuto schivare nuovamente un gruppo di pecore &#8220;kamikaze&#8221;. La zona in cui arriviamo \u00e8 famosa per la sua baia e i suoi cigni, quando arriviamo c&#8217;\u00e8 una luce bellissima, il sole riscalda l&#8217;aria e stranamente possiamo stare fuori solo con il maglione, vediamo nella laguna dei puntini bianchi e quando finalmente ci avviciniamo ci accorgiamo che sono centinaia di cigni!!! Le montagne da un lato, simili alle ns. Dolomiti, e il mare<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/LAND4.jpg\" width=\"250\" height=\"158\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> dall&#8217;altro ci regalano uno dei quadri pi\u00f9 spettacolari del ns. viaggio. Arriviamo all&#8217;ostello, niente di speciale, Elena ed io riusciamo finalmente a lavarci i capelli, mentre i ragazzi preparano la cena, insieme a noi ci sono dei francesi e altri italiani. Alle 22,30 usciamo di nuovo per fotografare il tramonto sulla baia, io ed Elena non riusciamo ad uscire dalla macchina, fuori si \u00e8 alzato un vento fortissimo, dopo \u00bd ora rientriamo, ci prepariamo un th\u00e9 e facciamo una partita a carte, questa \u00e8 la prima sera in cui dopo cena riusciamo a fare due chiacchiere. A mezzanotte tutti a letto.<\/p>\n<p> Gioved\u00ec 15.08.2002<br \/>\n Anche questa mattina sveglia verso le 07,30, veloce colazione e pronti per la partenza.<br \/>\n Lasciamo definitivamente la zona dei fiordi e ci dirigiamo sempre pi\u00f9 verso sud seguendo la costa da una parte e le prime lingue del pi\u00f9 grande ghiacciaio d&#8217;Europa, il Vatnajokull, dall&#8217;altra. Dopo una cinquantina di chilometri arriviamo nella famosa laguna di Jokulsarlon, profonda 190 mt. dove la presenza di un gran numero di iceberg di circa 1.500\/2.000 anni, ne fa una scena da tipico paesaggio artico. Ci prepariamo adeguatamente alla temperatura esterna e saliamo sul mezzo anfibio per fare il giro (Euro 23) all&#8217;interno della laguna. Uno spettacolo bellissimo, i blocchi di ghiaccio sono di colore azzurro, cos\u00ec come l&#8217;acqua che \u00e8 di 2\/3 gradi, quando ci siamo fermati al centro della laguna per sentire la guida, \u00e8 cominciato a piovere e ci siamo bagnati come &#8220;pulcini&#8221;. Il mezzo anfibio \u00e8 sempre seguito da una canotto e il salvagente va indossato durante tutto il tragitto, la guida ci spiega dettagliatamente tutte le caratteristiche di questo luogo, mentre ogni tanto dall&#8217;acqua spuntano<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/LAND5.jpg\" width=\"250\" height=\"165\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> delle simpatiche foche. Scendiamo di nuovo a terra e ci dirigiamo verso Breidarlon, dove si pu\u00f2 ammirare il grande fronte del ghiacciaio arrivare direttamente sull&#8217;Oceano.<br \/>\n Successivamente arriviamo verso uno dei parchi nazionali pi\u00f9 grandi d&#8217;Islanda; Skaftafell, dove ci aspetta un&#8217;escursione di circa 2 ore. Simbolo del parco \u00e8 sicuramente la cascata di Svartifoss, una delle + belle di tutto il paese, l&#8217;acqua scende tra colonne strapiombanti di basalto creando uno splendido disegno. Da qui il sentiero prosegue a monte e tra non poche difficolt\u00e0, rappresentate da un vento fortissimo che in alcuni tratti rende difficile persino camminare, arriviamo a Sjonarsker, da qui si gode il panorama sul sottostante Sundur, deserto di sabbia lavica, dal quale si alzavano minacciose folate, il vento era impossibile, non riuscivo a tenere la telecamera, stavo per volare via. In alcuni momenti era possibile stare in piedi con un inclinazione di 50\u00b0 sorretti solamente dal vento, un posto stranissimo.<br \/>\n Finalmente scesi, ci siamo infilati dentro il ristorante per il pranzo. Prima di arrivare a Vik, tappa finale della giornata, ci siamo fermati per visitare il paesino di Kirkjubajarklausture e fare un&#8217;altra piccola escursione. Arrivati all&#8217;ostello, che dall&#8217;esterno non prometteva niente di buono, i ragazzi sono scesi per le formalit\u00e0 del caso, una vota usciti a Christian \u00e8 rimasta la maniglia della porta in mano, io ed Elena non riuscivamo a riprendere fiato dalle risate, saliti in macchina ci hanno detto che il posto era un schifo; uno scherzo, l&#8217;ostello all&#8217;interno \u00e8 molto carino, accogliente e pulito. Lasciate le valigie siamo andati a fare un giro verso la spiaggia, completamente nera, dove da un lato sia alzava una scogliera brulicante di gabbiani e puffini. Mauro e Cri si sono arrampicati per fare le foto, una volta scesi hanno cambiato posto andando sopra degli scogli, una cosa fatale per Mauro che per salvare la macchina fotografica, cadendo non si \u00e8 protetto con le mani cos\u00ec ha battuto la testa e il torace. Quando sono tornati sulla spiaggia, Mauro aveva le alghe attaccate anche sulle orecchie, comunque solamente un brutto spavento, niente di grave. Ripresa la macchina siamo andati a comprare qualche souvenir presso il negozio di oggetti in lana. Tornati in ostello abbiamo preparato la cena, c&#8217;era un sacco di gente da tutto il mondo, abbiamo giocato a carte godendo dell&#8217;ottimo the offerto dal gestore e dello splendido panorama sulla sottostante baia. I ragazzi a fine serata hanno proposto la sveglia alle 06,00, ma noi, diplomaticamente abbiamo declinato l&#8217;invito. Buona notte.<\/p>\n<p> Venerd\u00ec 16.08.2002<br \/>\n Questa mattina per me ed Elena la sveglia \u00e8 stata alle ore 07,30, mentre Cri e Mauro come programmato si sono svegliati alle 06,00 per andare in spiaggia a fotografe i puffini. Rientrati, abbiamo fatto colazione e ci siamo messi in viaggio verso Dyrholaey, contrafforte roccioso alto 110 mt. con un arco formatosi dai frangenti dell&#8217;Atlantico, dalla sua sommit\u00e0, dove si trova anche un faro, si scorge un panorama meraviglioso sulla lunghissima spiaggia nera da una parte e sui faraglioni dall&#8217;altra. Sulla parete nord, abbiamo visto una delle colonie + numerose di puffini, ne erano veramente molti e a distanza ravvicinata. Seconda tappa della giornata \u00e8 la cascata di Skogafoss, situata a circa 500 mt. dal paese di Skogar, con i suoi 60 mt. di altezza \u00e8 la pi\u00f9 bassa delle oltre 20 cascate che s&#8217;incontrano lungo lo stesso fiume. Breve visita, qualche foto e poi di nuovo in macchina per raggiungere la cascata di Seljalandsfoss, non prima di avere fatto qualche foto ricordo con i famosi cavalli islandesi. Quest&#8217;ultima cascata si differenzia dalle altre per un particolare, infatti \u00e8 possibile passare sotto l&#8217;arco formato dall&#8217;acqua durante il suo imponente salto. Mentre io riprendevo con la telecamera, i ragazzi insieme ad Elena hanno fatto tutto il giro bagnandosi non poco,. Il rumore era assordante nel punto in cui l&#8217;acqua arriva nel laghetto sottostante. <br \/>\n Arrivati nella piccola cittadina di Hvolsvollur, abbiamo visitato il museo di Sogusetrid che offriva, al prezzo di \u20ac 5, un interessante esposizione sulla saga dei vichinghi. Verso le 13,30 siamo arrivati a Geysir, citt\u00e0 che ha dato il nome ha questo fenomeno in tutto il mondo, per il pranzo<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land6.jpg\" width=\"250\" height=\"120\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> prima e per la visita al famoso Strokkur poi. Era molto freddo, ma lo spettacolo era davvero entusiasmante, ogni 4\/5 minuti, questo famoso geysir faceva uno spruzzo d&#8217;acqua alto fino a 20 mt. Le eruzioni avvengono quando l&#8217;acqua che ribolle in profondit\u00e0, bloccata dall&#8217;acqua pi\u00f9 fredda in superficie, esplode scagliando in aria tutto ci\u00f2 che si trova al di sopra.<br \/>\n A pochi chilometri di distanza si trova un&#8217;altra famosa meta turistica da non perdere, le cascate di Gullfoss, dove il fiume Hvita precipita lungo un dislivello di 32 mt. formando due cascate, sotto le quali si apre un canyon profondo 70 mt. e lungo 2,5 km. Un bellissimo spettacolo, saremmo rimasti li per ore.<br \/>\n Fatte le foto di rito, ci siamo rimessi in strada verso Rejkyavik, mentre percorriamo gli ultimi chilometri per arrivare verso la capitale, vediamo tutta la gente che esce dalla citt\u00e0 per il week-end e la malinconia per la fine della vacanza comincia a farsi sentire. Per colpa dei ragazzi, stavamo per rimanere a piedi senza benzina, Cri rideva &#8220;sotto i baffi&#8221; e controllava continuamente sul computer della macchina quanti Km avremmo potuto ancora fare, fortunatamente siamo arrivati giusti in tempo presso una stazione di benzina.<br \/>\n Arrivati finalmente a casa ci siamo sistemati, fatto la cena dopo di che io e Cri, poi si \u00e8 aggregato anche Mauro, abbiamo fatto il bagno sulla jacuzzi in giardino, si stava benissimo anche se fuori erano 8\u00b0 C., io sono rimasta per circa \u00be d&#8217;ora, mentre Cri \u00e8 uscito solamente dopo 1 ora e \u00bd , la pelle stava per cadergli dal corpo, quando \u00e8 rientrato ci siamo fatti un the e poi a nanna.<\/p>\n<p> Sabato 17.08.2002<br \/>\n Questa mattina ci siamo svegliati verso le 08,00, abbiamo fatto un abbondante colazione a base di salmone e poi abbiamo raggiunto la famosa &#8220;Laguna Blu&#8221;. Il tempo era splendido e fortunatamente non c&#8217;era ancora molta gente. Fin da lontano si notano grandi nuvole di vapore che si alzano da questo grande &#8220;stagno&#8221; azzurro, formato dall&#8217;acqua che defluisce dalla locale centrale idroelettrica e da alghe di colore blu-verde che prosperano nell&#8217;acqua, non appena questa si raffredda a<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land7.jpg\" width=\"250\" height=\"137\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> contatto con l&#8217;aria, le alghe muoiono formando una specie di poltiglia organica con una temperatura media di 37\u00b0 C. Una volta entrati (\u20ac 11), ci siamo infilati i costumi e ci siamo diretti all&#8217;esterno, sembrava di essere sul set di COCOON, il colore dell&#8217;acqua era impressionante ed era caldissima, in alcuni punti quasi impossibile. Dopo una breve nuotata ci siamo infilati sotto una caverna di lava, dove dietro una porta si nascondeva una specie di bagno turco. Elena ed io siamo uscite dopo 10 minuti e poco dopo abbiamo visto che il personale aveva riempito un secchio con qualcosa. Quando ci siamo avvicinate, ci siamo accorte che era fango di silicio bianco e che la gente cominciava a spalamarselo addosso, da prima un&#8217;po&#8217; scettiche abbiamo atteso, poi invece ci siamo buttate verso il secchio iniziando a metterci un bello spessore di quel &#8220;miracoloso&#8221; fango sul viso, le spalle e perfino sulle gambe, pensando che potesse far bene anche per la cellulite. Siamo rimasti li fino a verso le 12,00, dopo di che ci siamo diretti verso la capitale.<br \/>\n Oggi per REYKJAVIK \u00e8 una giornata molto importante, una giornata di festa ed anche per questo quando siamo arrivati abbiamo avuto non pochi problemi per trovare un parcheggio. La citt\u00e0 era paralizzata a causa della maratona che era incorso fin dalle 12,00, ci siamo incamminati verso le strade del centro e subito abbiamo notato la differenza con il ns. primo giorno in questa citt\u00e0, C&#8217;era una marea di gente, ma quello che saltava agli occhi era il numero impressionante di bambini e di donne incinta, la citt\u00e0 cos\u00ec come tutto il paese risalta in maniera prepotente la giovane storia di questa terra.<br \/>\n Abbiamo fatto pranzo in strada con degli hot dog e poi abbiamo continuato il ns. giro, in ogni angolo c&#8217;era un piccolo gruppo di suonatori, cabarettisti e teatrini di marionette per i bambini. Arrivati al mercato delle pulci, io e Cri abbiamo comperato un vecchio barattolo, usciti siamo andati verso il porto dove erano ormeggiate 2 inutili navi da guerra insieme a vecchi velieri restaurati.<br \/>\n Abbiamo continuato il ns. giro per negozi, cos\u00ec da poter comprare gli ultimi souvenir fino a quando affamati ci siamo fermati presso un pub, dove abbiamo mangiato una zuppa &#8220;tipica&#8221; contenuta in una scodella di croccante pane. Cri ne ha mangiate due, una alla carne e una al pesce. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/land8.jpg\" width=\"171\" height=\"250\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Dopo un gelato abbiamo ripreso la strada di casa. Mentre io preparavo le valigie, gli altri sono andati a parlare con i gentilissimi proprietari del B&amp;B, che gli hanno offerto un liquore da gustare con del pesce essiccato e delle tazze con il logo dell&#8217;Islanda e della loro casa. Rientrato in camera, abbiamo finito le valigie e poi a nanna.<\/p>\n<p> Domenica 18.08.2002<br \/>\n Sveglia verso le 04,30, controllo finale dei bagagli e poi tutti in macchina per l&#8217;ultimo tragitto fino all&#8217;aeroporto di Keflavik. In macchina regna il silenzio, un&#8217;po&#8217; per l&#8217;ora ed un&#8217;po&#8217; per la fine della vacanza. Lasciamo la macchina e ci infiliamo nel salone dell&#8217;aeroporto in attesa di imbarcarci, tutto fila liscio durante il viaggio fino ad Amsterdam prima e Milano Malpensa poi, riprendiamo la ns. macchina e ci mettiamo in viaggio verso casa per arrivare intorno alle 00,45.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Questa \u00e8 la &#8220;cronaca&#8221; della nostra vacanza. Tutto \u00e8 andato come immaginavo e per alcuni versi anche meglio, escludendo i soliti imprevisti del caso. Come riportato su molte guide, se siete appassionati di fotografia, raddoppiate il numero di rullini che pensate di portare, perch\u00e9 se il tempo sar\u00e0 dalla vostra parte, le occasioni e gli scenari da immortalare saranno innumerevoli. Nonostante non sia certo un paese abbordabile dal punto di vista economico, con particolari accorgimenti si possono abbattere dei costi superflui e godere ugualmente di una bella vacanza. Portate con voi indumenti pesanti e vestitevi a &#8220;cipolla&#8221;, in quanto anche durante i mesi pi\u00f9 caldi, la temperatura pu\u00f2 oscillare da 2\/3\u00b0 C fino ad un massimo di 20\u00b0 C e comunque siate pronti ad affrontare, durante la stessa giornata, diverse situazioni climatiche. <br \/>\n Ancora oggi mi tornano in mente tutte le simpatiche vicende del ns. viaggio, i paesaggi e l&#8217;emozioni provate. Mi ricorder\u00f2 sempre di questa terra cos\u00ec diversa della nostra, ovunque ci si trova in grandi spazi, in larghi orizzonti, nella natura che regala un nuovo spettacolo ad ogni angolo. Questa terra e il popolo cordiale ed ospitale che la abita, ispirano una sensazione di pace, tranquillit\u00e0 e sicurezza. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Christian Mariotti\u00a0&#8211;\u00a0 Erano circa 2 anni che avevo in progetto di affrontare un viaggio <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/islanda-amazing-iceland\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1211,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,222],"tags":[297,223],"class_list":["post-1210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-islanda","tag-christian-mariotti","tag-islanda"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Amazing Iceland 2002 - Racconto di viaggio in Islanda<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"In Islanda portate con voi indumenti pesanti e vestitevi a &quot;cipolla&quot;, in quanto la temperatura d&#039;estate pu\u00f2 oscillare da 2\/3\u00b0 C fino ad un massimo di 20\u00b0 C\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/islanda-amazing-iceland\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Amazing Iceland 2002 - 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