{"id":1248,"date":"2016-11-30T19:47:27","date_gmt":"2016-11-30T18:47:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1248"},"modified":"2016-11-30T19:47:27","modified_gmt":"2016-11-30T18:47:27","slug":"venezuela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/venezuela\/","title":{"rendered":"Venezuela"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><a href=\"mailto:michelespiriticchio@inwind.it\">di Michele Spiriticchio<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n Voglio iniziare a raccontare quando \u00e8 nata l&#8217;idea di questo viaggio, gi\u00e0 nel 2000, mi sembra a settembre o gi\u00f9 di l\u00ec, dopo esser tornato dal viaggio in Honduras, Guatemala e Messico, incontrandomi con il mio amico Maurizio &#8230;.. S\u00ec, \u00e8 stato con Maurizio che \u00e8 iniziata a nascere la possibilit\u00e0 di un viaggio a dicembre 2000 o gennaio 2001. Purtroppo non ho rispettato la &#8220;promessa&#8221; per quel viaggio; non sempre si possono &#8220;eliminare&#8221; impegni, doveri, promesse, e altre cose abbastanza complicate da spiegare.<!--more--> Ma ho sempre creduto in quella promessa e anche se con un anno di ritardo finalmente \u00e8 stata rispettata ! L&#8217; 11 gennaio 2002 io e Maurizio siamo partiti alla volta del Venezuela ! A proposito di promesse, \u00e8 gi\u00e0 tempo di altre idee e programmi per una nuova destinazione ! Non so quando, spero presto, luglio o agosto, ma anche e ancora in gennaio e &#8230;.. ** &#8220;Vorrei ringraziare Nadia della Cit Italia Spa (agenzia di Como) che ha contribuito fortemente alla mia partenza di gennaio; senza il suo lavoro e la costanza nella ricerca del volo aereo pi\u00f9 vantaggioso e comodo non sarebbe mai stato un viaggio cos\u00ec riuscito.&#8221; <\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n 11 gennaio 2002: LA PARTENZA !<br \/>\n Milano Malpensa-Caracas, dieci ore e cinquanta minuti di volo verso il Sudamerica. Arriviamo alle 16.00 ora locale ( meno 5 ore ripetto all&#8217;Italia con l&#8217;ora solare ) a Caracas, Aeropuerto Internaci\u00f2nal Sim\u00f2n Bol\u00edvar di Maiquetia. Maiquetia \u00e8 sulla costa, sul Litor\u00e0l e dista una quindicina di chilometri da Caracas. Il monte Avila divide Caracas dalla costa e il paesaggio che si vede quando si atterra \u00e8 impressionante: l&#8217;aereo rasenta da una parte il mare mentre dall&#8217;altro lato la montagna alta e verde impedisce di scorgere la capitale. La temperatura \u00e8 gradevolissima, circa 30\u00b0 C e si sta bene in maglietta ! Le formalit\u00e0 doganali ( la tarjeta di ingresso gi\u00e0 compilata sull&#8217;aereo ) sono lente per la lunga coda di gente e pochi sportelli. Ritiriamo infine lo zaino verso le 17.15. Una volta pronti, dopo aver cambiato alcuni Bol\u00ecvares in aeroporto, decidiamo di andare a Macuto e all&#8217;hotel Santiago seguendo il consiglio di Massimo, un mio amico viaggiatore, che per la prima notte mi spiega sia meglio evitare Caracas. In aeroporto acquistiamo anche il biglietto del taxi autorizzato per Macuto ( 9000 bolivares = 27000 Lire = 13,65 \u20ac ). In aeroporto sono affissi alcuni manifesti in cui si consiglia di prendere solo i taxi autorizzati, evitando cos\u00ec il rischio di essere a bordo di taxi fasulli, taxi pirata che ti conducono altrove per derubarvi&#8230;.! Col senno di poi, all&#8217;uscita a sinistra dell&#8217;aeroporto c&#8217;\u00e8 anche un autobus che va a Caracas alla fermata del metr\u00f2 &#8220;Gato Negro&#8221; ( si dice che questa zona sia un po&#8217; pericolosa, ma noi di giorno non abbiamo notato niente di particolare, tuttavia \u00e8 meglio evitare di andarci la sera ). Consegniamo la ricevuta del boleto all&#8217;autista del taxi &#8220;ghiacciato&#8221; per l&#8217;aria condizionata al massimo e partiamo per Macuto ed il panorama \u00e8 molto desolante; il mare scuro a sinistra gi\u00f9 in basso dal malec\u00f2n, come un cantiere a cielo aperto, c&#8217;\u00e8 solo sporcizia e tutto \u00e8 in degrado, anche le case non sono curate ed \u00e8 evidente che ancora molto deve essere rimesso a posto dopo la terribile alluvione in questo stato ( Vargas ) del 1999. Una volta a Macuto, dopo circa 20 minuti, siamo davanti all&#8217;hotel Santiago ( cat.3 stelle ). La camera doppia ( doble ) costa ben 46 dollari ( 33000 bolivares ) ! Siamo stanchi, &#8220;nuovi&#8221; e anche senza molte alternative e quindi accettiamo. Per fortuna accettano anche i travelers cheques ! La camera ( la n\u00b0 401 al 4\u00b0 piano, con 2 letti, bagno e doccia, aria condizionata rumorosa ) \u00e8 abbastanza buona, ma il bello dell&#8217;albergo \u00e8 la sua locazione ed ha anche il ristorante ( caro ) con tavoli sia all&#8217;interno che all&#8217;altro lato della strada, di fronte sotto una veranda. Passiamo la serata poco distanti dall&#8217;albergo alla nuova Trattoria ( a 50 metri a sinistra sulla strada ) dove mangiamo le nostre prime &#8220;arepas&#8221; ( frittelle tonde di mais , simile a polenta fritta ) (1800 bol.) farcite con carne &#8220;mechada&#8221; ( tagliata ) e 2 cervezas Polar (600 bol.). Tornando all&#8217;hotel un ultima polar ( 1250 b.) al caratteristico, ma ibernato ! bar interno dell&#8217;albergo. <\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n 12-01-02 Oggi saremo a Coro ! <br \/>\n Con un carrito ( buseta ) ( 750 b.), [se lo sapevo la prendevo anche ieri sera, mica il taxi a 9000 b. !!!] preso subito fuori dall&#8217;hotel Santiago ci dirigiamo a Caracas. Partiamo presto alle 7.30 perch\u00e9 non vediamo l&#8217;ora di lasciare Caracas per iniziare a vedere il Venezuela ! La buseta ripercorre a ritroso la strada di ieri fino all&#8217;aeroporto ma a Maiquetia svolta verso sinistra per salire lungo la strada che attraversa il monte Avila fino a Caracas. La strada si inerpica su su e si vedono moltissime casettine modestissime, fatte solo di mattoni rossi e lamiere come tetto. Agglomerati urbani modello favela brasiliana; si chiamano &#8220;ranchitos&#8221;, con le vie sterrate e tanta sporcizia. Bidonvilles, baracche e sistemazioni improvvisate senza la minima cura e pretesa. La strada \u00e8 fiancheggiata costantemente fino a Caracas di queste case. Per continuare per Coro dobbiamo prendere un autobus che parte dalla stazione degli autobus &#8220;terminal La Bandera&#8221;. Ma il carrito non si porta fin l\u00e0 e noi scendiamo fuori della stazione metropolitana &#8220;El Silencio&#8221;. Con gli zaini in spalla e diretti senza tentennamenti scendiamo le scale verso la metr\u00f2. La metropolitana di Caracas \u00e8 tranquilla e sicura, pulita e ordinata; non abbiamo avuto problemi con le spiegazioni e le cartine, i segnali sono scritti chiaramente. Il biglietto costa 350 b. per La Bandera ( a seconda delle fasce il costo varia aumentando con l&#8217;aumentare della distanza; ci sono 3 fasce colorate ); prima per\u00f2 dobbiamo percorrere &#8220;la transferencia&#8221; a piedi assieme agli impiegati e gli studenti per giungere alla fermata &#8220;Capitolio&#8221; dove prendiamo la metr\u00f2 fino a Plaza Venezuela dove cambiamo linea per La Bandera. Arrivati a La Bandera, uscendo, verso sinistra seguiamo la gente che si presume vada al terminal. Ed \u00e8 cos\u00ec, dopo 5 minuti a piedi e su una via che sale leggemente arriviamo al Terminal degli autobus &#8220;La Bandera&#8221;. C&#8217;\u00e8 molta gente anche perch\u00e8 oggi \u00e8 sabato, ma penso che qui sia sempre cos\u00ec&#8230; Entrando si sale lungo una rampa esterna che porta fino al piano superiore dove ci sono le biglietterie (taquillas) con scritte le destinazioni. Acquistiamo il biglietto (boleto) per Coro a 14000 b. dell&#8217;autobus ejecutivo ( di prima classe, con aria condizionata, tv, pedane per le gambe e toilette ) che parte dall&#8217;uscita (salida) 8. Con la consegna e la sistemazione degli zaini nel bagagliaio ci rilasciano il talloncino corrispondente a quello applicato sullo stesso zaino che consegneremo all&#8217;arrivo al momento del ritiro. Prima di partire riesco a prelevare da un cajero automatico all&#8217;ultimo piano (della Uni Banca), con la carta Cirrus ( sar\u00e0 l&#8217;unica volta in tutto il viaggio !!). Alle 10.20 partiamo; l&#8217;autobus \u00e8 semivuoto e inizia a far freschetto qua dentro !! La strada \u00e8 buona, con continui saliscendi, la vegetazione \u00e8 rigogliosa e maestosa e ci sono continuamente ranchitos&#8230; Passiamo da maracay, Valencia, Tucacas. L&#8217;ultima parte della strada \u00e8 pianeggiante, verde, solo leggermente ondulata ( il paesaggio mi ricorda un po&#8217; lo Yucat\u00e0n&#8230;..). Alle 17.45 arriviamo a Coro. Prendiamo un taxi (1500 b.) che ci conduce alla Posada &#8220;El Gallo&#8221; ( ci si pu\u00f2 anche andare a piedi in 15 minuti ). Purtroppo la posada \u00e8 al completo, sembrava deliziosa dall&#8217;esterno e la segnalazione avuta dalla mia guida Lonely Planet era proprio azzeccata. Ripieghiamo allora per l&#8217;hotel Roma ma la camera doppia al pian terreno, nonostante sia molto economica (8000 b.), \u00e8 squallida, senza finestre e sembra sporca. Decidiamo allora di continuare la ricerca con le segnalazioni avute sempre dalla guida Lonely Planet e della Footprint &#8220;South American Handbook 2001&#8221;. Dopo aver girovagato un po&#8217; cercando senza risultato l&#8217;hotel Capri, decidiamo infine di provare all&#8217;hotel che abbiamo di fronte: Hotel &#8220;Intercaribe&#8221;, (ex Hotel Venezia) un 3 stelle stile motel, con parcheggio all&#8217;interno, piscina, dove la doppia con air condizionata, tv e bagno costa 25000 b. Paghiamo con la carta di credito anche perch\u00e9 non ci accettano i travelers cheques. Coro \u00e8 una cittadina carina con le casette coloniali colorate. Le strade sono abbastanza pulite e le chiese in centro hanno dei piazzali alberati davanti. Lo schema della citt\u00e0 \u00e8 quello classico a griglia con al centro la cattedrale. L&#8217;impressione per\u00f2 \u00e8 di troppa tranquillit\u00e0, e dopo una certa ora le vie si svuotano di persone e tutto rimane deserto. Dopo una doccia ristoratrice e dopo aver capito che non c&#8217;\u00e8 molto da scegliere dove mangiare, non ci rimane che entrare nel fast food venezuelano proprio di fronte all&#8217;Intercaribe in av. Manaure Il vigilante &#8220;sceriffo&#8221; con la pistola a canne mozze che sta all&#8217;entrata e che controlla ai tavoli non \u00e8 che mi metta a mio agio e finisco la fetta di pasticho (1800 b.) guardandomi spesso intorno aspettandomi da un momento all&#8217;altro l&#8217;assalto dei banditi al locale !! <\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n13-01-02 Domenica al mare. <br \/>\n Oggi passeremo la prima giornata in relax della vacanza. Leggendo le guide, scegliamo di vedere Ad\u00edcora, sulla penisola di Paraguan\u00e0. Vamos ad Ad\u00edcora con una buseta che parte alle 9.20 circa. Raggiungiamo il terminal a piedi dall&#8217;albergo seguendo calle Falc\u00f2n e poi svoltando a destra all&#8217;incrocio grande. Partiti con l&#8217;autobus la strada si dirige verso la penisola di Paraguan\u00e0 passando lungo l&#8217;istmo che unisce la penisola stessa alla terraferma. La prima parte di questo istmo \u00e8 &#8220;occupato&#8221; dal Parque Nacional Los M\u00e8danos de Coro, un angolo si Sahara in Venezuela con dune di sabbia alte fino a 30-40 metri !! Verso le 10.20 arriviamo ad Ad\u00edcora. La buseta ferma vicino alla spiaggia. (paghiamo 1000 b. quando scendiamo, richiedendo il resto al muchacho che faceva finta di niente&#8230;). ( In Venezuela, chiedete sempre prima il prezzo delle cosa, anche del biglietto dell&#8217;autobus, e poi pagate se pensate sia il prezzo giusto. A volte \u00e8 meglio chiedere anche a qualche vicino quanto ha pagato il boleto !) Purtroppo non \u00e8 la spiaggia che ci aspettavamo ma siamo pur sempre in vacanza e allora vamos ! C&#8217;\u00e8 molta gente locale, non vediamo turisti e gli ombrelloni sono occupati da famiglie con frigobar e tutto il necessario per una domenica completamente a riposo. Per tutto il necessario si intende almeno una cassa di &#8220;Polarcitas&#8221; e magari anche una bottiglia di ron !! e coca cola. Tutto sommato si sta bene in spiaggia, ma attenzione al sole che qui picchia forte ! La piccola baia ha un&#8217;aria tranquilla ed il mare non \u00e8 cos\u00ec particolare. Ma le casettine colorate di origine olandese con i tetti di tegole rosse e rosa sono la cosa pi\u00f9 bella di questo paesello. Verso le 14.00 cerchiamo un ristorantino ed entriamo alla Posada Caranto\u00f1a che ha anche un ristornate. Sembra piacevole e magari anche il soggiorno non sarebbe stato male qui. In pratica mangiamo nel refettorio della posada. Mangiamo un pescado intero, un &#8220;pargo&#8221; con patate e insalata e Polar ( 4500 b.). Il pargo \u00e8 un pesce molto buono, gustosissima la carne ! La penisola di Paraguan\u00e0 si affaccia sul mar dei caraibi ed a poca distanza dalla costa nord orientale ci sono le isole ex colonie olandesi di Aruba, Cura\u00e7ao e Bonaire. Lasciamo infine Ad\u00edcora dopo aver respirato finalmente un po&#8217; dell&#8217;atmosfera caraibica di questa terra; oggi \u00e8 domenica e pare ci sia una festa. Tanta gente si gode questo giorno di riposo davanti al mare e scolandosi una birra dietro l&#8217;altra tutto il tempo, mentre i bambini si divertono in acqua. Arrivati a Coro e poi, grazie alla buseta con scritto &#8220;Carabobo&#8221; davanti ( 150 b. ), arriviamo all&#8217;incrocio da dove, a piedi, raggiungiamo l&#8217;entrata gratuita al Parco Nazionale &#8220;Los M\u00e8danos de Coro&#8221;. E&#8217; come stare nel deserto del Sahara, sopra dune alte alte, insomma un deserto di sabbia qua a Coro ! Pare che le dune si siano formate col tempo unendo l&#8217;isola di Paraguan\u00e0 alla terraferma. Purtroppo la sera non c&#8217;\u00e8 un granch\u00e8 qui a Coro e noi non facciamo niente per scoprire il &#8220;divertimento&#8221; di Coro. E come ieri sera ci rifugiamo ancora una volta al fast food vicino all&#8217;hotel. Ed io intanto inizio a non stare bene&#8230;.lo stomaco !?<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n14-01-02 <br \/>\n Oggi partiamo per Chichiriviche, ma prima dobbiamo prelevare denaro locale ! Dopo aver tentato in due banche l&#8217;operazione di cambio dei travelers cheques, alla Corp Banca ne vediamo di tutti i colori !! Iniziamo a fare la coda rispettosamente e dopo almeno 30 minuti di attesa inizia l&#8217;avventura ! S\u00ec perch\u00e9 le fotocopie si sprecano, le telefonate anche e ogni biglietto viene esaminato minuziosamente con firme e numeri di passaporto sul retro. Ma non \u00e8 finita, ora tocca al controllo fotografico, fermi e&#8230;in posa davanti a un obiettivo piccolo piccolo; &#8220;para tu seguridad&#8221; c&#8217;\u00e8 scritto vicino alla macchina fotografica ! Non vedo la mia foto ma \u00e8 certo che sono sbiancato un attimo prima, un collasso e tutto il peso mi tira gi\u00f9. E in mano cosa abbiamo, la ricevuta per prelevare i nostri sospirati bolivares che ci verranno dati allo sportello pi\u00f9 in l\u00e0. Aspettiamo che ci chiami l&#8217;impiegato e nell&#8217;attesa io sto male, sono bianco come un cadavere ed esco un momento da questo frigorifero impazzito !! Ma Maurizio mi chiama, non ci credo forse avr\u00f2 i miei soldi, ma non sto pi\u00f9 in piedi, quasi cado ancora quando per terminare questa odissea manca ancora una cosa: l&#8217;impronta digitale col pollice !! Resto un momento a cercare di capire, ma poi timbro e ritiro i soldi, non vedo l&#8217;ora di uscire da qui ! [a Coro non ci sono le biglietterie e si accede alle partenze inserendo 100 b. a un cancelletto e quindi si chiede a uno dei tanti &#8220;addetti&#8221; agli autobus ] Partiamo da Coro al terminal con un bus de paso ( di passaggio ) che paghiamo 5000 b.( non chiediamo prima quanto costa e allora siamo fregati; che serva di lezione !! Sarebbe dovuto costare 3000-3500 b.). Scenderemo a Sanare, prima di Tucacas, da dove raggiungeremo Chichiriviche con una buseta sempre di passaggio ( 800 b. altra lezione !, ma chiedete prima !!!). Si vedono molti fenicotteri rosa nella laguna, bellissimi ! Alle 14.00 arriviamo a Chichiriviche (23 chilometri da Sanare). Seguendo le indicazioni sulla guida, dopo aver incassato un todo lleno in una posada, sbattiamo il naso contro l&#8217;Hotel Caribana, un piacevole albergo, abbastanza grande dall&#8217;entrata ospitale e nuovo, con un&#8217;aria tipicamente tropicale, un patio centrale e i piani superiori (2) con dei lavori in corso&#8230; La nostra camera n\u00b0 18 \u00e8 pulita, con bagno e doccia, tv ( c&#8217;\u00e8 anche la rai international !) e aria cond. Peccato sia un po&#8217; &#8220;chiusa&#8221; ma comunque vale i 20000 b. Andiamo a vedere il mare e ci accorgiamo che la spiaggia non c&#8217;\u00e8 ma abbiamo di fronte uno, due , tre cayos, isolotti piccoli coperti da palme ! Sono alcuni dei cayos che fanno parte del Parco Nazionale Morrocoy, fino a sud, di fronte a Tucacas \u00e8 un susseguirsi di isolette disabitate dove si pu\u00f2 anche campeggiare se si ha il permesso ! Il cayo di fronte a &#8220;Chichi&#8221; si chiama cayo Muerto, sulla sinistra c&#8217;\u00e8 cayo Sal, a destra cayo Peraza e cayo Pel\u00f2n fatto solo di sabbia. Per raggiungerli bisogna affidarsi a una delle tante lance parcheggiate e guidate dai pescatori locali. I prezzi esposti alla taquilla sul molo variano da 10000 b. per cayo Muerto fino a 35000-40000 b. per cayo Sombrero. passiamo il pomeriggio seduti al ristorante marisqueria &#8220;El Caney del mar&#8221;.a sinistra di av. princip\u00e0l arrivando guardando il mare. Conosciamo cos\u00ec Wilmer Guerrero il mesorero (cameriere) ed Enrique &#8220;queto&#8221; martinez. Parliamo di Chichiriviche che si sta espandendo in fretta e del Venezuela. mangiamo la pizza e restiamo a goderci la brezza serale che sale dal mare, con cayo Muerto davanti a noi. ceniamo con solo un&#8217;arepa e una sopa de pescado in un ristorantino in avenida principal.<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">15-01-02 Cayo Sombrero in lancia !<br \/>\n Speriamo di scegliere bene ! E&#8217; questo il pensiero che ho in testa, sono sempre in ansia, per il pescatore che ci porter\u00e0 a un cayo ! Incamminandoci verso il molo veniamo a conoscere Henri che ci chiede dove andiamo. rispondo che vorrei vedere cayo Sombrero e il passaggio ida y vuelta ci coster\u00e0 23000 b. Va bene, accettiamo ! Ma Henri prima deve preparare la sua lancia, agganciare il motore e caricare la gasolina a bordo. Non partiamo dal molo principale ma pi\u00f9 a sinistra. Alle 10.00 siamo in viaggio e subito ci accorgiamo che non sar\u00e0 un trasferimento tranquillo. le onde sono alte e tutti e tre siamo gi\u00e0 bagnati ! la barca di Henri \u00e8 una lancia di otto metri di lunghezza con il motore a 40 cavalli. Dopo aver lasciato cayo Muerto e cayo Pel\u00f2n (solo un banco sabbioso), siamo puntati verso il nostro cayo Sombrero che pare sia il pi\u00f9 bello di tutto il parco Morrocoy. Ormai sono bagnato fradicio e riesco a trovare un riparo al mio zainetto con la camera fotografica. Quando riesco a vedere cayo Sombrero il motore si spegne ! Lo sapevo, non dovevo fidarmi del primo che capita ! Con tutti i pescatori che c&#8217;erano al porto avrei dovuto sceglierne uno esperto, chiedendo magari in albergo per un consiglio ! Avrei speso di pi\u00f9 per\u00f2 sarei stato sicuro di arrivare al mio cayo. Il motore pare inceppato, non &#8220;tira&#8221; bene ed Henri non \u00e8 contento, e non voglio raccontarvi che cosa sto pensando !! E ora che facciamo ? Non abbiamo la radio e nemmeno dei remi. Inizio a credere che qualcuno ci dovr\u00e0 rimorchiare ! E a nuoto \u00e8 troppo lontano ! Sto diventando sempre pi\u00f9 nervoso, PANICO !! Brum brum, brum dai, dai Henri che ce la fai ! Vuoi aiuto, devo fare qualcosa ? Ma dai che riparte, s\u00ec\u00ec !! BRUM, SI RIPARTE !!! Dopo diversi tentativi di messa in moto ripartiamo e tiro un grosso sospiro di sollievo ! Siamo vicinissimi a cayo Sombrero, spettacolo ! Bellissimo, da cartolina veramente ! Un vero paradiso caraibico ! A dire il vero sembra che oggi il tempo non sia eccezionale, le nuvole coprono quasi interamente il cielo ma quando il sole appare i colori si accendono regalandoci un panorama mozzafiato ! Passiamo tutta la giornata oziando e facendo il bagno in un&#8217;acqua chiarissima e limpida, ricca di pesciolini vicino a riva e pezzetti di corallo sul fondo. Le solite foto ricordo e la consapevolezza di stare in un luogo magnifico, esattamente ci\u00f2 che immaginavo per isola tropicale. Quando arrivate a cayo Sombrero ci sono due pontili o passerelle di legno e a sinistra c&#8217;\u00e8 l&#8217;angolo migliore dell&#8217;isola secondo me s&#8217;intende, dove ho scattato gran parte delle fotografie di quest&#8217;isolotto. Se invece continuate attraversando l&#8217;isola fino all&#8217;altro lato, solo 2 minuti a piedi arrivate alla spiaggia pi\u00f9 grande con servizi pubblici e diverse palme dove legare la propria amaca. Quando sono le 16.30, ora concordata per il ritorno, Henri \u00e8 puntuale che ci aspetta al pontile. Arriviamo senza problemi questa volta a Chichiriviche alle 17.00 e paghiamo i 23000 b. come avevamo gi\u00e0 pattuito. Rimaniamo anche d&#8217;accordo sulla possibile escursione per domattina per cayo Muerto per 6000 b. A Chichiriviche il &#8220;movimento&#8221; serale \u00e8 scarso, \u00e8 marted\u00ec e non c&#8217;\u00e8 gente per le strade, i turisti sono scarsissimi, penso ci siamo solo noi ! Ceniamo in un ristorante pizzeria &#8220;Marina&#8221; sul malec\u00f2n tutto a destra rispetto l&#8217;avenida principal. La pizza \u00e8 cotta nel forno a legna ed \u00e8 buona ( anche con la mozzarella di bufala !! ). Alle 21.00 siamo gi\u00e0 a letto stanchi e pieni di sonno ed inizio ad accusare una leggera sofferenza della mia povera pelle scottata dall&#8217;intenso sole venezuelano&#8230; Attenzione al sole che \u00e8 fortissimo e qui non scherza per niente. Io me ne sono stato sempre all&#8217;ombra e vi giuro, sono tornato a casa nero che sembravo un africano !! Utilizzate la crema protettiva almeno con filtro 10 se state sempre al sole, ma evitate lunghe esposizioni ! Altra tattica: mettete una maglietta bianca in spiaggia quando vi sentite scottare&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n 16-01-02 <br \/>\n Sveglia alle 8.00 ! Henri ci porta a cayo Sal ! Abbiamo cambiato idea rispetto a ieri e decidiamo di comune accordo, anche con Henri e sempre per 6000 b., di saltare cayo Muerto per cayo Sal che \u00e8 leggermente spostato a ovest e dista qualche centinaio di metri in pi\u00f9. In 5 minuti si arriva a questo delizioso isolotto con alte palme che dispensano la preziosissima ombra che mi salver\u00e0 la vita ! Quando scendiamo siamo solo noi e pochi altri mentre pi\u00f9 tardi arriver\u00e0 pi\u00f9 gente rispetto all&#8217;escursione di ieri. L&#8217;acqua non \u00e8 bella come a cayo Sombrero per\u00f2 quest&#8217;isola ha un suo fascino, mi colpisce lo stesso e l&#8217;atmosfera \u00e8 molto rilassante ! Chichiriviche \u00e8 di fronte a noi e si vedono i segni dell&#8217;urbanizzazione che avanza. Con il passare delle ore apprezzo sempre pi\u00f9 cayo Sal, soprattutto dopo aver mangiato in spiaggia e sotto le palme sul telo e ben disteso un piatto a base di pesce : mero enpanado e contorno di insalata e &#8220;patacones&#8221; ( platano fritto= tajada. Sono una verdura il cui gusto \u00e8 molto simile alla patata ). Buono il &#8220;mero&#8221; la carne \u00e8 saporita e cotta bene. Costo 4000 b. ma ne voleva 6000 il ragazzo che parla italiano ( ho verificato che non avevo 12000 b. ma solo 8000 e allora abbiamo capito che avremmo mangiato lo stesso&#8230;..per cui siete voi a fare il prezzo !!). Alle 17.30 ritorniamo a Chichi. Dopo alcune faccende risolte via internet ( a lato dell&#8217;hotel Caribana ), mangiamo un pescado intero ( pargo ) a testa con riso e patacones ( 6900 b. ) al risorante &#8220;El Caney del mar&#8221;. Ricordate che nei ristoranti al conto viene addizionato il 10 % per il servizio. Salutiamo i nostri amici del ristorante ringraziandoli per le informazioni e la simpatia con cui ci hanno accolto.<\/p>\n<p> 17-01-02<br \/>\n Dopo aver prelevato in banca con la carta di credito allo sportello, e questa volta sono bastati solo 5 minuti !, e pagato la camera d&#8217;albergo, saliamo su una buseta per Valencia (2500 b.) verso le 9.30. Passando per Tucacas, Mor\u00f2n e Puerto Cabello si costeggia il mare e la strada \u00e8 fiancheggiata da bellissime palme che caratterizzano il paesaggio fino a quando la strada devia internamente in direzione di Valencia. A Valencia alle 12.20 circa entriamo nel terminal ( 200 b. per accedervi ) e subito risaliamo su un&#8217;altra buseta per Maracay (1000 b.). A Maracay ancora prendiamo il bus colorato ( 1900 b. ) che ha come destinazione finale Puerto Colombia ( subito dopo Choron\u00ed ). Partiamo alle 13.30. Maracay \u00e8 caotica e il traffico rallenta l&#8217;uscita del bus dalla citt\u00e0. Prima di salire sul bus per Maracay riusciamo anche a controllare gli orari dei bus per Ciudad Bol\u00edvar dove andremo tra qualche giorno; gli ultimi bus partono alle 21.15 e alle 23.30 e costano 14000 b. ). Il viaggio che facciamo in autobus fino a Puerto Colombia \u00e8 stupendo, attraverso il parco nazionale Henri Pittier, immersi in una vegetazione ricca e imponente, con la strada che prima sale e poi scende fino al mare dei caraibi. Arriviamo alle 16.10 a Puerto Colombia e le prime impressioni sono molto positive&#8230; Qui ci sono turisti sia locali che internazionali; molti hoteles e posadas. Dopo qualche tentativo a vuoto troviamo la nostra posada: &#8220;El Paisano&#8221;. Posada &#8220;El Paisano&#8221;, Puerto Colombia ( Aragua ) Choron\u00ed: calle Jos\u00e8 Antonio Mait\u00edn N\u00b0 4- Puerto Colombia &#8211; Telefono: 9911168. La camera doppia con bagno in comune e ventilatore costa 12000 b. Non \u00e8 il massimo ma risparmieremo ! E l&#8217;ambiente \u00e8 familiare e amichevole. Rolando, il giovane gestore si d\u00e0 un gran da fare nel cucinare nella cucina proprio davanti a noi, nel cortile della posada. E il nonno &#8220;el Paisano&#8221;, a torso nudo, ha sempre piccoli lavoretti da terminare&#8230; In realt\u00e0 la posada ha pi\u00f9 l&#8217;aria di una casa che affitta le camere, entrando si passa nel cortile davanti alla cucina dove Rolando prepara empanadas (500 b.), arepas (1500 b.), pescados (3500 b.) e desayunos creollos ( colazioni creole: arepitas, caraotas=fagioli neri, queso e huevos ). La posada non \u00e8 male, soprattutto perch\u00e8 si ha l&#8217;opportunit\u00e0 di vedere almeno un po&#8217; come si vive qui, ma sarebbe senz&#8217;altro meglio se non ci fosse quell&#8217;odore acre e sgradevole di pesce. Veniamo poi a sapere che l&#8217;odore deriva dall&#8217;olio di fegato (higado) di tiburon (squalo) che il nonno di Rolando estrae e imbottiglia qui in casa. Il nonno ci spiega che l&#8217;olio \u00e8 venduto come medicinale buono per chi soffre di asma; vediamo tante bottiglie pronte ma non ne comprer\u00f2 neanche una: che puzza ! Maurizio intanto ha gi\u00e0 montato la sua zanzariera che appende sopra il suo letto matrimoniale, mentre io dormir\u00f2 sul letto singolo. La spiaggia di Puerto Colombia si chiama Playa Grande e ci si arriva camminando per 4-5 minuti oltrepassando un ponticello sul fiume. Quando arriviamo a playa Grande resto senza parole perch\u00e8 lo scenario \u00e8 meraviglioso ! Una spiaggia lunga e arcuata delineata da stupende palme alte che fanno da sentinella a questa baia protetta ai lati da due promontori. Playa Grande \u00e8 lunga circa 500-600 metri ed \u00e8 abbastanza larga, non affollata (ma veniamo a sapere che nei fine settimana si riempie di gente) ed il mare \u00e8 vivo con fragorose onde che in fondo possono essere anche pericolose. E&#8217; proprio una visione stupenda, camminare sulla sabbia con a un lato il mare e dall&#8217;altro le altissime palme che danno ombra e refrigerio a chi campeggia. La sera, dopo aver mangiato alla posada grazie a Rolando che prepara un&#8217;empanada (fritta) con chipi chipi (vongole o almejas) e un&#8217;arepa rellena di calamares (1500 b.) e cervezas (350 b.) andiamo un po&#8217; a spasso per il paese, ma oltre che bar e baretti non c&#8217;\u00e8 molto altro.<\/p>\n<p> 18-01-02 <br \/>\n Prendere il sole e abbronzarci: questa \u00e8 l&#8217;idea di oggi e faremo di tutto per rispettarla ! Purtroppo per\u00f2 la giornata inizia male, perch\u00e9 ci sono le nuvole e quindi decidiamo di fare un po&#8217; di fotografie in paese, salendo anche sul promontorio dove c&#8217;\u00e8 una statua di Cristo in croce (per salire si oltrepassa il ponticello e subito si gira a sinistra per un sentiero a destra del fiume e poi si sale per una scalinata in cemento). Da lass\u00f9 si pu\u00f2 vedere tutta Puerto Colombia e le barche dei pescatori ferme nel fiume. Visto che di sole non ce n&#8217;\u00e8, andiamo a piedi a Choron\u00ed. La passeggiata \u00e8 molto bella perch\u00e8 la strada e panoramica e si passa per borghi con una foresta davvero bella. La strada \u00e8 circondata da grossi alberi e da mazzi di canne di bamb\u00f9 cos\u00ec grossi che vorrei fotografarli tutti ma non riesco a farli stare nel mio obiettivo ! Choron\u00ed \u00e8 molto carina e &#8220;isolata&#8221; rispetto a Puerto Colombia, anche se ci sono alcune belle posadas in case tipiche coloniali. Le case hanno le finestre sporgenti chiuse da un balconcino e sono tutte colorate di blu, rosa, giallo, verde, celeste, viola, arancio, zafferano, ecc. I tetti di tegole danno all&#8217;insieme l&#8217;aspetto tra il campagnolo e l&#8217;antico ed io scatto una foto dietro l&#8217;altra. Anche Puerto Colombia ha belle case coloniali ma non come Choron\u00ed. Il pomeriggio finalmente in spiaggia ! La sera invece i tambores sul Malec\u00f2n e noi l\u00ec a comprare pulseras e collanine dai venditori ambulanti. Ci sono anche perline di cartilagine di caz\u00f2n (tibur\u00f2n giovane) prese dalla spina vertebrale ! L&#8217;atmosfera che si respira \u00e8 piacevolissima perch\u00e8 siamo in una comunit\u00e0 viva e allegra, prevalentemente di origine africana e anche noi assorbiamo per un momento le sensazioni che si possono godere a Puerto Colombia.<\/p>\n<p> 19.01.02 Sole e mare, todo lleno !!!<br \/>\n E&#8217; sabato e arriva la gente, tanta gente qui a Puerto Colombia ! La spiaggia, playa grande, si riempie quasi fino in fondo sin dal mattino ed \u00e8 un via vai di persone che vengono da Maracay e Caracas per godersi il giorno di riposo: &#8220;el fine de semana&#8221;.. Gli ombrelloni aperti e le famiglie con i loro grandi frigo portatili e mucho relax ! Io mi immagino come possa essere Puerto Colombia la sera e nei giorni delle vacanze scolastiche&#8230;.. Siamo in partenza per Maracay e ci godiamo ancora un po&#8217; di sole e di spiaggia fino al pomeriggio quando lasceremo Puerto Colombia per Maracay dove prenderemo il bus che di notte ci porter\u00e0 fino a Ciudad Bol\u00edvar domattina. L&#8217;ultima buseta parte alle 17.30 perch\u00e8 oggi \u00e8 sabato e allora, con grande anticipo ( non si sa mai &#8230;), lasciamo con dispiacere la spiaggia e alla posada facciamo una doccia ristoratrice, che ci rinfresca un po&#8217;. Il sole \u00e8 forte, ma inizio a stare bene, inizio ad abbronzarmi senza patemi, e sento che d&#8217;ora in avanti non dovr\u00f2 pi\u00f9 stare attento. Salutiamo Rolando e ci incamminiamo fino al punto dove partir\u00e0 l&#8217;ultima buseta. Partiamo alle 17.50 con ritardo, ma tanto non abbiamo fretta noi ! Noi no, non ci interessa arrivare presto a Maracay, perch\u00e9 trascorreremo la notte sull&#8217;autobus ! Il viaggio fino a Maracay \u00e8 ancora una volta favoloso ! Come all&#8217;andata ma adesso \u00e8 buio fuori, e merengue, salsa, vallenato impazzano a tutto volume !! Immersi nella jungla della montagna, fra curve e tornanti, salite e discese, i freni che stridono, odore di bruciato&#8230; ed il burrone che \u00e8 l\u00ec a pochi centimetri ! Quando sono le 19.30 siamo al terminal degli autobus di Maracay. Scendiamo, zaino in spalla e &#8230;e subito arrivano gli &#8220;addetti&#8221; ai biglietti delle compagnie nazionali e statali, addetti e impiegati che ti fanno il boleto &#8220;al volo&#8221;, senza passare dalla biglietteria. A me puzza un po&#8217; il sistema, chi ci garantisce che i biglietti siano regolari ? Quando il nostro di questi &#8220;addetti&#8221; autorizzati ci vuole vendere il suo per Ciudad Bol\u00edvar ma vede che sono perplesso, ci conduce alla biglietteria per farci vedere che tutto \u00e8 in regola, esiste veramente la compagnia &#8220;Llanos express&#8221; e ci indica la foto del busscama ( bus letto ), e poi il prezzo \u00e8 quello indicato sulla vetrina ! Ok , due biglietti por favor. Precio 14000 b. cadauno. Il bus partir\u00e0 alle 21.30. Ovviamente munitevi di maglione, cappello, coperta e quant&#8217;altro avete perch\u00e9 l\u00e0 dentro fa freddo, molto freddo ! Non riuscirete a dormire senza coprirvi bene, non fate come me che ho &#8220;dimenticato&#8221; il pullover nello zaino rimanendo con la sola t-shirt addosso mentre tentavo di accoccolarmi tutto, stringendomi e coprendomi le nude braccia infilandole nella maglietta !! Aria condizionata significa benessere per i venezuelani, significa: ho pagato l&#8217;autobus ejecutivo e allora fatemi sentire tutto il freddo che potete, voglio ci\u00f2 che ho pagato e quindi&#8230; Quindi bisogna &#8220;morire&#8221; di freddo, ehh s\u00ec, avete pagato tanto ? Beh, beccatevi il frigorifero ! (E questa lezione l&#8217;avevo gi\u00e0 imparata in Messico&#8230;) E se i vostri posti riservati sono occupati, non c&#8217;\u00e8 problema, ci si siede pi\u00f9 dietro, vicino alla toilette s&#8217;intende ! I sedili sono reclinabili e diventano quasi un letto. Coperta e tappi per le orecchie e siete a posto !<\/p>\n<p> 20.01.02<br \/>\n Ore 5.50, arrivo a Ciudad Bol\u00edvar. E&#8217; ancora scuro, fa perfino freddino fuori, ma sempre meglio che in autobus ! Mentre decidiamo sul da farsi e mettiamo a fuoco le idee, riesco anche a telefonare a casa ! Telefonare dal Venezuela: una vera avventura !! Ci sono dappertutto i telefoni pubblici che funzionano con le carte telefoniche ( da 3000 e 5000 b. ), &#8220;tarjetas telefonicas&#8221; o &#8220;Cantv&#8221;. Ma non pensate sia semplice riuscire a prendere la linea e anche se la ottenete, altri problemi possono arrivare per spegnervi ogni speranza di parlare !! Introduci la tarjeta nuova e aspetti: totale credito = 0 !! Ma come, \u00e8 nuova di zecca e mi dice che non ho credito ? Allora tiri fuori la scheda e provi di nuovo, ora hai i soldi, componi il numero e non senti niente ! Ma a volte non hai ancora il credito e devi tentare da un&#8217;altra parte, ma dove ?? E quindi sei alla ricerca di altri telefoni e il Venezuela diventa una meta &#8220;telefonica&#8221; ? A Ciudad Bol\u00edvar sono riuscito a trovare un telefono funzionante e ho parlato con mio fratello in Italia; dopodich\u00e9 anche Maurizio ha provato dal medesimo telefono ma adesso non funziona pi\u00f9 !! Maurizio dai stai calmo, lo sai come sono le linee qui, non preoccuparti ! Se senti occupato, non preoccuparti e riprova. Se solo potessi riprovare !! Perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 anche la possibilit\u00e0 che il segnale di occupato sia eterno ! E ti potrebbe anche accadere, come \u00e8 successo a me, che dopo aver sbagliato numero e aver trovato occupato, non ho potuto pi\u00f9 riprovare con il numero giusto perch\u00e8 la linea \u00e8 rimasta occupata per sempre !! Ma l&#8217;elenco \u00e8 lungo di incidenti e al telefono sentirai fischi, sibili, mormorii strani, echi lontani che assomigliano a parole in italiano, tua mamma che risponde e poi ti attacca gi\u00f9, il messaggio di &#8220;servicio non disponible&#8221; sul display, ecc. ecc. Aspettiamo fuori dal terminal la buseta per il centro dopo aver abdicato alle proposte dei numerosi tassisti senza tanto mordente all&#8217;uscita del terminal. Con la buseta (200 b.) arriviamo in Paseo Orinoco dove ci sono entrambi gli hotels che ho preso nota dalla guida: l&#8217;hotel Caracas e l&#8217;hotel Italia. Entriamo all&#8217;hotel Caracas ( habitacion doble per 7000 b.) e il se\u00f1or che ci apre la porta a sbarre, modello prigione, ci spiega che stamattina c&#8217;\u00e8 un gruppo di turisti pronto a partire per il tour di 3 giorni e 2 notti al Salto Angel. Anche noi siamo qui per questo !! Sono le 6.00 di domenica e non abbiamo intenzione di fermarci qui a Ciudad Bol\u00edvar. Per questo, dopo che Hector mi illustra come si svolge l&#8217;escursione, con gli spostamenti e l&#8217;itinerario completo nel parco nazionale di Canaima, decidiamo di aggregarci anche noi pagando la somma di 200 Us $ ( la somma comprende tutto tranne la tassa di entrata al parco nazionale di Canaima di 8000 b.). Io e Maurizio paghiamo con travellers cheques e anche un po&#8217; di dollari in contanti. Prepariamo solo lo zainetto da portarci via, e lasceremo quello grande qui in hotel, in una zona riservata per il deposito bagagli in cambio di una ricevuta. Nello zainetto metto due magliette pulite, alcuni farmaci antinfiammatori, tappi per le orecchie, un paio di calze, spazzolino e dentifricio, sapone, impermeabile k-way, penne e libricino e macchina fotografica. Vi consiglio per\u00f2 di portarvi anche un libro oppure la guida ( io le ho lasciate nello zaino grande&#8230;). Per raggiungere Canaima utilizzeremo un aereo Cessna che parte dall&#8217;aeroporto di La Paragua, un villaggio a sud, a circa 200 km da Ciudad Bol\u00edvar. Arriviamo a La Paragua alle 12.30 dopo quattro ore e mezzo di viaggio con una buseta tutta cigolante. Il pueblo \u00e8 piccolo e abbandonato, ma l&#8217;aeroporto \u00e8 vicino a Canaima ed il volo sar\u00e0 solo di 15 minuti. Quasi subito saliamo sul nostro Cessna, io, Maurizio, e altri due ragazzi. Ma \u00e8 la prima volta che salgo su un trabiccolo del genere ! Fino a quando sapevo si dover salire su un Cessna ero tranquillo, ma adesso sono a bordo di questo apparecchio piccolo piccolo ! Chiss\u00e0 come sar\u00e0 il volo, speriamo bene ! Si decolla subito e siamo gi\u00e0 in alto. &#8220;Es como un carro &#8221; dice il pilota, e non ho niente da dire ! S\u00ec, \u00e8 come un&#8217;automobile, un motore, ma se si ferma che si fa ? Io sono seduto a fianco, a destra, del pilota e inizio a guardare gi\u00f9, scattando alcune foto del panorama che via via si fa sempre pi\u00f9 entusiasmante. Si vede la folta vegetazione verde, e fiumi che si snodano e assumono forme simili a un serpente marrone. Avanti a noi si pu\u00f2 vedere una montagna piatta, un &#8220;tepui&#8221;, tipica di questa regione. Il vento fa sbandare il Cessna, ma ormai sono in ballo e quindi &#8221; bisogna ballare &#8221; ! Il pilota fa anche lo spiritoso e per un momento lascia la cloche e.. ..si scendeee !! Poi subito dopo tira su l&#8217;aeroplanino dolcemente lasciandosi cullare dalla corrente. Quando siamo in prossimit\u00e0 della laguna di Canaima, iniziamo a scendere e atterriamo sulla piccola pista asfaltata dell&#8217;aeroporto. Beh, devo ammettere che il volo \u00e8 stato sicuro, divertente e perfino eccitante !! All&#8217;uscita bisogna pagare la tassa d&#8217;entrata al Parco Nazionale di Canaima di 8000 b., dopodich\u00e9 veniamo &#8220;raccolti&#8221; dalle nostre guide che ci seguiranno per i prossimi 3 giorni. Dopo aver atteso anche gli altri nostri compagni, andiamo al campamento della Tiuna Tours dove ci aspetta il pranzo a base di pesce e riso. Le guide ci spiegano come si svolger\u00e0 il tour, in lancia e anche a piedi, facendo attenzione alle cascate e alla corrente e sperando che l&#8217;acqua del fiume sia sempre sufficiente per la navigazione. Avevo letto che questo tipo di escursione, attraverso il fiume con la lancia, si poteva fare solamente durante il periodo delle piogge e cio\u00e8 pi\u00f9 avanti a partire da marzo-aprile fino a ottobre-novembre. Invece, anche adesso a gennaio siamo riusciti a partire e l&#8217;escursione ci \u00e8 stata venduta e proposta proprio perch\u00e9 era fattibile ! Il nostro gruppo \u00e8 formato da 18 ragazzi e ragazze di tutto il mondo, accompagnati da due guide locali e dagli uomini che guideranno le due lance. Gli zainetti vengono messi in sacchetti di plastica e raccolti per essere imbarcati dal personale della Tiuna Tours, mentre noi partiamo con le guide a piedi. ( ci consegnano anche dei sacchetti pi\u00f9 piccoli per le macchine fotografiche, ecc.). Iniziamo il giro navigando nella laguna a fianco delle cascate &#8220;Ucaima&#8221;, &#8220;Golondrina&#8221; e &#8220;Hacha&#8221; che sono incredibili ! Un vero spettacolo. L&#8217;acqua \u00e8 rossa perch\u00e8 contiene i prodotti di degradazione della vegetazione circostante, c&#8217;\u00e8 molto ferro e tannino che fanno assumere al fiume un colore simile al th\u00e8 ! A piedi raggiungiamo altri due salti, El Sapo ( che lo superiamo sotto ! ) e El Sapito sotto il quale facciamo il bagno. Che bello ! Ci voleva proprio, \u00e8 da ieri pomeriggio che aspettavo questo momento ! L&#8217;acqua non \u00e8 fredda, si sta bene e ti lascia la pelle morbida e levigata ! Sembra acqua saponosa ! I capelli sono come dopo un trattamento balsamico, che paradiso ! La guida mi spiega che loro bevono quest&#8217;acqua, ma a noi avrebbe un effetto spiacevole&#8230; Ora iniziamo il viaggio in lancia lungo il rio Carrao, sar\u00e0 un viaggio lungo e piacevole, ma non riesco a scattare molte foto, gli schizzi d&#8217;acqua possono colpirti da un momento all&#8217;altro. Verso le 17.00 arriviamo al nostro campamento, &#8220;Aonda&#8221;, dove dormiremo stanotte e poi domani in amache all&#8217;aperto, sotto un tetto. Le amache sono disposte su pi\u00f9 file una vicina all&#8217;altra e tutte contengono una coperta che sar\u00e0 preziosissima per la notte ! Ma con chi russa vicino ? Come si fa ? Fate come me, portatevi i tappi per le orecchie !! Ci sono i bagni, le docce, caff\u00e8 24 ore su 24 e la natura selvaggia del &#8220;mundo perdido&#8221;. La cena \u00e8 tutto sommato discreta, carne, riso e patate, acqua e th\u00e8 ( non \u00e8 l&#8217;acqua del fiume per fortuna !! ), pane e caff\u00e8.<\/p>\n<p> 21-01-02<br \/>\n Oggi ci attende la giornata pi\u00f9 importante. L&#8217;arrivo al Salto Angel, la cascata pi\u00f9 alta del mondo, obiettivo principale di questo tour di 3 giorni. Si parte presto, verso le 8.00 dopo la colazione. Navighiamo almeno per un&#8217;ora e mezzo e alla fine ecco !! Il salto Angel, altissimo e meraviglioso, un getto d&#8217;acqua sottile e lungo che ti incanta e ti lascia sensazioni indescrivibili ! La visione della cascata mi ha fatto venire i brividi ! Lasciata la lancia, a piedi si inizia un percorso di un&#8217;ora e mezzo ancora, attraverso la jungla fino al mirador dove si pu\u00f2 ammirare in tutto il suo splendore il salto, senza ostacoli e piante davanti. Uno spettacolo della natura, eccezionale ! E non \u00e8 finita perch\u00e8, pi\u00f9 in basso sempre seguendo il sentiero si arriva alla base della cascata, o meglio, la seconda pozza dopo che l&#8217;acqua scesa, ricade pi\u00f9 avanti. E l\u00ec, sotto quel filo di un chilometro d&#8217;altezza, facciamo il bagno ! Il sole sembra che voglia regalarci una giornata indimenticabile, mentre le nuvole spariscono quasi del tutto. Non riuscir\u00f2 mai a piegare ci\u00f2 che ho provato sotto il salto Angel, ma una cosa \u00e8 sicura: vivete anche voi queste sensazioni non smettendo nemmeno un secondo !! Purtroppo viene il momento di tornare indietro. Prima di salire sulla lancia mangiamo su dei tavoli di legno pollo e patate, un po&#8217; di relax al sole vicino al fiume e poi si torna ai nostri letti !! Sono le 16.00 circa, forse avremmo potuto restare un po&#8217; di pi\u00f9 al salto, ma poi viene buio, e la sicurezza in barca non \u00e8 mai al 100 %. La lancia \u00e8 sicura, non si \u00e8 mai sicuri delle condizioni del fiume, se l&#8217;acqua \u00e8 alta e si pu\u00f2 scendere senza problemi&#8230; Il ritorno \u00e8 pi\u00f9 veloce perch\u00e8 abbiamo la corrente a favore del rio Chur\u00f9n e del rio carrao poi. Per le fotografie di rito lungo il fiume c&#8217;\u00e8 un problema: gli schizzi d&#8217;acqua che spesso si ricevono non sono prevedibili ed io mi rassegno a tenere quasi sempre la macchina fotografica chiusa nel sacchetto di plastica. L&#8217;altipiano Auy\u00e0n-Tepui ed i suoi ca\u00f1on rendono il paesaggio cos\u00ec suggestivo e unico che ogni angolo di questo posto meriterebbe la sua descrizione, considerando i colori, i profumi, i suoni e tutte le sensazioni che riescono a provocare. Al campamento, cena con pasta al rag\u00f9 e poi a nanna&#8230;..<\/p>\n<p> 22-01-02<br \/>\n Il programma di oggi \u00e8 quello di tornare a Ciudad Bol\u00edvar. Ritorniamo in lancia fino a Canaima dove arriviamo verso le 11.00. Purtroppo l&#8217;aereo prenotato per noi due e per Lisa e Russell, nostri compagni di volo, partir\u00e0 nel primo pomeriggio e quindi aspettiamo al campamento della Tiuna Tours, dopo aver mangiato qualcosa offerto dall&#8217;organizzazione stessa, fino alle 15.00 quando ci avvertono che l&#8217;aereo \u00e8 arrivato e possiamo partire. Arriviamo con il trattore ! all&#8217;aeroporto, chiamiamolo cos\u00ec, una striscia d&#8217;asfalto dove decollano Cessna e altri aeroplani bielica. A sorpresa, e con grande gioia, questa volta voleremo fino a Ciudad Bol\u00edvar e non a La Paragua, un&#8217;ora e venti di tempo evitando il noioso e stancante spostamento terrestre da La Paragua in buseta ! Non dovremo ripercorrere i 250 km di strada ! Il volo rispetto all&#8217;andata \u00e8 migliore, forse questo Cessna \u00e8 pi\u00f9 stabile e non si sentono le folate di vento come due giorni fa, e le nuvole all&#8217;orizzonte non riescono pi\u00f9 a spaventarmi. Il pilota sembra anche pi\u00f9 serio di quello dell&#8217;andata e l&#8217;atterraggio all&#8217;aeroporto di Ciudad Bol\u00edvar \u00e8 perfetto, meglio di un Boeing ! All&#8217;aeroporto salutiamo i nostri due amici di Whashington DC, Lisa e Russell, e, dopo l&#8217;ennesimo scherzo dei telefoni venezuelani&#8230;., arriviamo all&#8217;hotel Caracas verso le 17.00 in taxi (1600 b.). Prima per\u00f2 riusciamo anche a &#8220;perderci&#8221; in periferia a bordo della buseta sbagliata !! ( chiedere del bus per Paseo Orinoco&#8230;!). In hotel ritiriamo i nostri zaini e prendiamo una camera per stanotte ( 7000 b.), la n\u00b0 5, con 2 letti, bagno e doccia, ventilatore e &#8230;scarafaggi compresi nel prezzo !! La camera \u00e8 decisamente fatiscente, ma riesco ad adeguarmi e non mi lamento; tanto domattina partiamo per Puerto La Cruz. L&#8217;impressione che ho di Ciudad Bol\u00edvar \u00e8 diversa rispetto a quella che ho avuto quando sono arrivato due giorni fa, ora c&#8217;\u00e8 molta gente per le strade, il paseo \u00e8 un brulicare di persone e il traffico \u00e8 caotico. E&#8217; molto umido, pioviggina e il caldo \u00e8 abbastanza opprimente; per fortuna sale una leggera e piacevole brezza che mitiga la calura. L&#8217;Orinoco ( il terzo fiume pi\u00f9 lungo del Sudamerica ) \u00e8 lento e imponente, e l&#8217;architettura della citt\u00e0 \u00e8 &#8220;antica&#8221; per le case coloniali dall&#8217;aria abbandonata. L&#8217;hotel Caracas ha un&#8217;attivit\u00e0 parallela a quella di albergo e cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di acquistare e organizzare tours a Canaima e Salto Angel, Gran Sabana, Roraima, rio Caura, ecc. Le agenzie interessate sono la Tiuna Tours, con cui ci siamo trovati benissimo, la Canaima Tours e la Bernal Tours. Con l&#8217;Auyan-Tepui Tours invece si prenota all&#8217;Hotel Italia qui vicino, ma anche in altre agenzie della citt\u00e0. Dopo il tentativo fallito di prelevare da uno sportello automatico della Uni Banca, decidiamo che \u00e8 ora di cenare e lungo il paseo, dopo diversi tentativi a vuoto, entriamo in un ristorante tipico &#8220;Tasca Blohm&#8221;, dove mangiamo male e non \u00e8 economico. La notte in camera \u00e8 un inferno: afosissimo, non un alito d&#8217;aria&#8230;.aspettando l&#8217;assalto delle cucarachas !<\/p>\n<p> 23-01-02<br \/>\n La Banca Uni\u00f2n apre alle 8.30 e dopo mezzora di fotocopie e verifiche di carta di credito e passaporto riusciamo a prelevare i nostri sospirati bolivares ! Evviva !! Solo 30 minuti, un miracolo ! Arriviamo in buseta al terminal degli autobus, la buseta si prende di fronte all&#8217;hotel Caracas, direzione sinistra. Il bus per Puerto La Cruz, senza aria condizionata della &#8220;Expresos La Guayanesa&#8221; parte alle 10.15 ( 5000 b. da chiedere prima..). Prima di partire per\u00f2 la nostra colazione \u00e8 deliziosa con &#8220;pastelitos&#8221; fritti al formaggio e prosciutto ( 350 b. ). Piove leggermente ed \u00e8 afoso, lasciamo Ciudad Bol\u00edvar in direzione nord, verso il mare finalmente ! Da Puerto La Cruz vogliamo proseguire pi\u00f9 a est fino a Santa F\u00e9, sulla costa, nello stato di Sucre. [Da ieri sera Maurizio \u00e8 nervoso con tutti e ce l&#8217;ha con ogni cosa, sbuffa in continuazione e sembra seccato per ogni inconveniente che capita, non riesce a trovare la soluzione per districarsi bene nella quotidianit\u00e0 di un paese molto simile a tanti altri non solo sudamericani. Forse a questo punto del viaggio \u00e8 un po&#8217; stanco e lo lascio stare, sicuro che alla fine capir\u00e0.] &#8220;Quasi sempre e ovunque l&#8217;adattamento significa comprensione anche se non si possono giustificare atteggiamenti e modi di fare diversi dai nostri&#8230;.&#8221; Arriviamo a Puerto La Cruz, stato di Anzoategui, alle 15.47 ed il cielo \u00e8 sereno; il paesaggio fin qui non \u00e8 stato memorabile. All&#8217;uscita del terminal chiediamo per Santa F\u00e9. I &#8220;por puestos&#8221; o taxi collettivi sono furgoncini che partono quando si riempiono, noi due aspettiamo assieme ad altri passeggeri che arrivino altre due persone. Uscendo dal terminal all&#8217;angolo a ovest si trovano questi por puestos&#8230; Il prezzo \u00e8 di 1000 b. e ci impiegheremo circa 45 minuti, con un bel panorama sulla nostra sinistra sulle isolette del Parco Nazionale Mochima. La strada si alza rispetto al mare e oltrepassiamo diverse spiagge che sembrano molto carine ( Conoma, Conomita, Arapito, Playa Colorada, ecc. ). Quando arriviamo a Santa F\u00e9, scendiamo al capolinea assieme a una signora che ci consiglia l&#8217;hotel dove lavora: il Caf\u00e9 del mar. Vabb\u00e8, la camera non \u00e8 un granch\u00e8 ma \u00e8 economica ( 8000 b.) e siamo proprio sulla spiaggia, e c&#8217;\u00e8 anche il ristorante. La stanza con bagno e doccia \u00e8 abbastanza pulita ma anonima e &#8220;chiusa&#8221;, tuttavia decidiamo che per questa notte va bene ma domattina andr\u00f2 a vedere se il Bahia del Mar \u00e8 migliore&#8230; Il caf\u00e8 del mar si trova all&#8217;inizio ( est ) della spiaggia ad ha il ristorante proprio vicino al bagnasciuga dove mangeremo nei prossimi giorni. L&#8217;Hotel Posada &#8220;Bahia del Mar&#8221; pi\u00f9 in l\u00e0, a sinistra camminando sulla spiaggia, \u00e8 gestita da una giovane signora francese, ha un ambiente pi\u00f9 simpatico anche grazie al cortile di entrata dove si pu\u00f2 usufruire della cucina a disposizione degli ospiti. Visitando la posada, mi viene fatta vedere una camera per due persone molto carina e luminosa, pulita e fresca. Il prezzo \u00e8 di 10000 b. Rimango d&#8217;accordo per domattina. La spiaggia di Santa F\u00e9 non \u00e8 proprio cos\u00ec bella, tuttavia c&#8217;\u00e8 molta tranquillit\u00e0 ed il tramonto \u00e8 stupendo ! Alla mattina ci sono diverse escursioni organizzate che fanno alcuni giri verso le isole del Parco Nazionale Mochima: il giro inizia alle 10.00 e si ritorna alle 17.00, tutto per 5000 b. a testa. Per esempio dal Caf\u00e9 del mar parte una barca per 3 isole ( islas Caracas peque\u00f1a e grande e isla Venado ), mentre altre barche sulla spiaggia possono portarti all&#8217;isola Arapo e alla &#8220;piscina&#8221;, sempre per 5000 b., ma contratta sempre ! La sera ceniamo al Caf\u00e9 del Mar, mangiando benissimo: calamares al ajillo deliziosi ( 3000 b.), pescado &#8220;sierra&#8221; a la plancha (3500 b.) buono, simile al tonno e al pesce spada, contorno di insalata e patatine fritte e 3 cervezas ( 400 b.) Certo che cenare in spiaggia in maglietta e calzoncini corti, i piedi immersi nella sabbia e lo stupendo panorama che ho davanti rendono questo momento indimenticabile !<\/p>\n<p> 24.01.02<br \/>\n Stamattina siamo d&#8217;accordo di spostarci alla Posada Bahia del Mar e cos\u00ec facciamo. Traslochiamo nella camera che avevo visto ieri sera e siamo soddisfatti nonostante paghiamo 2000 b. di pi\u00f9. Siamo anche intenzionati a partecipare all&#8217;escursione in barca per le isole Caracas e Venado dal Caf\u00e8 del Mar ( bisogna portarsi il bere e da mangiare in quanto non ci sono strutture su queste isolette ). Alle 10.00 siamo pronti giusto fuori dal caf\u00e8 del Mar per l&#8217;uscita in barca ma ancora non c&#8217;\u00e8 nessuno, sembra che non si parte oggi ! Aspettiamo ancora ma niente, stamattina non si parte, forse perch\u00e8 non ci sono altri che con noi vogliono partecipare a questo giro. Intanto io faccio conoscenza con Sandro, un ragazzo argentino simpaticissimo, che sta visitando il Venezuela in solitario, appena arrivato qui a Santa F\u00e9. Con lui andiamo a mangiare qualcosa al mercato. Il mercato di Santa F\u00e9 \u00e8 appena dietro il Caf\u00e8 del Mar, come tutti i mercati del paese \u00e8 molto caotico e sporco anche perch\u00e8 vicino c&#8217;\u00e8 il porticciolo con le barche ferme dei pescatori e i pellicani a fare da spettatori. Frutta e verdura, carne, pollame, pesce, semi e dolci, sono i prodotti venduti. Il pomeriggio lo passiamo in spiaggia al sole, mentre la sera \u00e8 piacevolissima in tutto relax a godere del tramonto in spiaggia. Il tramonto \u00e8 veramente speciale, non dimenticher\u00f2 questi momenti ! Al baretto del &#8220;siete delfines&#8221; conosciamo Paola e Giuseppe dell&#8217;isola D&#8217;Elba. Entrambi vorrebbero esplorare anche le spiaggette vicine a Mochima, una delle quali sembra sia la pi\u00f9 bella, Playa Blanca. Per andare a Mochima per\u00f2 non ci sono collegamenti diretti da Santa F\u00e9 e quindi bisogna prendere una buseta o por puesto in direzione di Cuman\u00e0 e scendere al crucero dove inizia la carretera che scende fino a Mochima. Dal crucero si pu\u00f2 prendere un por puesto ( molto pochi&#8230;), fare l&#8217;autostop oppure un taxi. Infine a Mochima bisogna arrangiare coni pescatori locali l&#8217;uscita in barca e scegliere le spiagge o le isole pi\u00f9 belle. Dopo una doccia veloce, qualche cerveza con un pescatore vicino al mercato ( che mi dice che qui la polizia ( vicino a me !!) non si occupa degli abitanti, non protegge la gente come dovrebbe, &#8220;non tiene cuidado para nosotros, con los turistas s\u00ec, pero con nosotros no !&#8221;. Io devo far finta di non capire purtroppo, anche se ho capito tutto, nego e cerco di cambiare discorso ! Anche se il pescatore ha sicuramente bevuto un po&#8217; troppo, penso che dica la verit\u00e0 ed io non posso lasciarmi andare perch\u00e8 i poliziotti ascoltano tutto ( anche se hanno anche loro scolato diverse polar&#8230;). Tuttavia inizio a conoscere questo paese meglio, almeno credo. Come al solito cena al Caf\u00e8 del mar con filete di &#8220;dorado&#8221; ( 3600 b.) insalata e patate fritte. Sono le 21.40 e gi\u00e0 si chiude ! Il ristorante accanto \u00e8 pi\u00f9 caro e non rimane che il caf\u00e8 del Mar dove mangiamo assieme a Paola e Giuseppe. In precedenza in spiaggia mi accordo con William, un ragazzo che dispone di una barca e che pu\u00f2 portarmi all&#8217;isola Arapo e &#8220;la piscina&#8221;; decidiamo per 3500 b. per persona e gli spiego che domattina saremo in sette a prendere parte al giro ( due americani di Boulder-Colorado, due francesi, noi due e Sandro ). Forse faremo una sosta anche a Playa Colorada che sta quasi di fronte all&#8217;isola e dove penso che incontreremo Paola e Giuseppe che vogliono andarci con un por puesto.<\/p>\n<p> 25-01-02<br \/>\n Escursione a Isla Arapo e &#8220;la piscina&#8221;. Verso le 10.00 partiamo in barca. Siamo in nove, io, Maurizio, Ely e Catarina, Valerio ed Erica, Morten e due francesi. Paghiamo 3500 b. come concordato. Il viaggio in barca \u00e8 bello, il panorama \u00e8 stupendo allontanandoci da Santa F\u00e9 e ci spingendoci verso nord ovest si possono vedere alcune spiagge sulla costa, playa Colorada, Playa de los pescadores e playa Arapito che \u00e8 proprio di fronte a isla Arapo. A un certo punto vediamo pure i delfini e allora William rallenta e inizia a seguirli ! Incredibile, pare che anche i delfini ci seguano e lo spettacolo a cui assistiamo \u00e8 meraviglioso !! Che belli, siamo tutti sulla prua incantati dalla danza dei delfini che ondeggiano davanti a noi: sembra che vogliono giocare ! Prima di Arapo ci fermiamo qualche minuto per una nuotata alla &#8220;piscina&#8221;, un&#8217;isoletta piccola piccola dove sorge una casa abbandonata e le cui acque sono trasparenti e interessanti per fare snorkeling. A me non \u00e8 piaccia cos\u00ec tanto, ma comunque a una nuotata non dico di no. All&#8217;isola Arapo William ci lascia in una bella e solitaria spiaggia e rimaniamo d&#8217;accordo per farci venire a riprendere verso le 15.30. Paghiamo subito i 3500 b. anche se io vorrei averlo fatto al ritorno. La spiaggia ha un&#8217;aria molto rilassante e ci sistemiamo tutti sulla sabbia a prendere il sole. Alcune grosse iguanas sono appena dietro, e iniziano ad osservarci sperando nella generosit\u00e0 di qualcuno di noi. Portatevi l&#8217;acqua e un po&#8217; di frutta, sulla spiaggia non c&#8217;\u00e8 niente. Si sta bene al sole e ormai non devo pi\u00f9 stare attento ai forti raggi. Il Venezuela, anche se non \u00e8 completamente attrezzato al turismo e ogni giorno ti riserva qualche imprevisto, ha il pregio di offrire paesaggi ancora &#8220;vergini&#8221; e momenti indimenticabili in pieno relax e &#8220;disfrutar&#8221; ogni attimo. Il clima \u00e8 eccezionale in gennaio, fa caldo e il sole \u00e8 forte ma non \u00e8 umido ( solo a Ciudad Bol\u00edvar abbiamo sofferto un po&#8217;&#8230;) e la sera c&#8217;\u00e8 sempre una piacevole brezza. Santa F\u00e9, ma ce ne sono tanti di posti cos\u00ec, \u00e8 un villaggio senza tante regole, dove si va in giro scalzi e a torso nudo e assaggiare un po&#8217; di vita di Venezuela&#8230;. Una volta tornati a Santa F\u00e9 decidiamo di andare, come da consiglio del barista sulla spiaggia, a comprare il ron al crucero sulla strada costiera. A piedi ci incamminiamo lungo la strada fino all&#8217;incrocio dove partono gli autobus i taxi e i por puestos. L\u00ec c&#8217;\u00e8 una &#8220;licoreria&#8221; dove acquistiamo il ron &#8220;Pampero Aniversario&#8221; ( 5000 b.) e il &#8220;Cacique&#8221; ( 3500 b. ). Torniamo passando per la strada che taglia in due il pueblito fino alla spiaggia; la gente \u00e8 cordiale e sorridente, non abbiamo avuto problemi camminando dalla spiaggia fino al crucero e da l\u00ec ancora fino al centro&#8230;. Ci sono voci che raccontano che Santa F\u00e9 sia pericolosa, soprattutto di notte, che circoli molta droga e la delinquenza sia sempre in agguato; non so se tutto ci\u00f2 sia vero, sicuramente ho avvertito in certi momenti sensazioni non proprio piacevoli, ma non si pu\u00f2 generalizzare. A Santa F\u00e9 sono stato bene nonostante certi discorsi, non sono andato in giro la notte ovviamente, per\u00f2 la mia impressione della gente \u00e8 molto positiva. Ceniamo ancora al Caf\u00e8 del Mar con parrilla de pescado (4000 b.) e i buonissimi calamares al ajillo, assieme a Morten e Sandro, dei veri amici ! Ma dopo che si fa ? Nada, non c&#8217;\u00e8 niente altro che ammirare le stelle e sorseggiare una polar in compagnia ! Io passo un po&#8217; di tempo alla bodega vicino al mercato, appena dietro il ristorante, dove incontro ancora il pescatore dell&#8217;altra sera, Rafael Pantojo Oron\u00f2, forse campione olimpico di pugilato pesi super mosca che mi ricorda i begli anni che furono e la sua vita sregolata che trascorre qui a Santa F\u00e9. Ma che dire ancora; a Santa F\u00e9 si pu\u00f2 vivere bene, in pace e conoscere la libert\u00e0, riuscire a cogliere un po&#8217; della simpatia degli abitanti e godere dell&#8217;atmosfera caribe\u00f1a del pueblo costiero. Non c&#8217;\u00e8 molto da fare, tomar una cerveza, un trago de ron e parlare con gli amici che ti spiegano la differenza di sapore della cerveza Brahma &#8220;di ritorno&#8221; e quella &#8220;di non ritorno&#8221;, di pugilato, di conoscenze italiane e di ron, di petrolio, di musica llanera e joropo, delle mujeres che non sono fedeli&#8230;&#8230;&#8230;.as\u00ec es Venezuela !!<\/p>\n<p> 26-01-02<br \/>\n Ultimo giorno a Santa F\u00e9 ! Dopo il solito frittellone al formaggio di cui non conosco il nome ma che ormai non possiamo pi\u00f9 scordarci a colazione incontriamo Morten con cui andiamo a Playa Colorada con un por puesto (500 b.) preso sulla strada di uscita dal paese. Playa Colorada si trova a circa sette chilometri da Santa F\u00e9 verso Puerto La Cruz ed il suo nome deriva dal colore rosa-arancione della sabbia. La spiaggia \u00e8 molto coreografica, tipica con le alte palme che fanno da contorno e alcune barche ferme a poca distanza dalla riva. Offre proprio un bel colpo d&#8217;occhio ! Oggi \u00e8 sabato e la spiaggia dovrebbe riempirsi di gente, soprattutto venezuelani. Via via arriva gente che mangia, ride insomma si diverte al mare. Incontriamo anche Giuseppe e Paola e assieme a Morten passiamo proprio una bella giornata ! Al chiosco di Lu\u00ecs Enrique beviamo una cerveza e mangiamo &#8220;tostones&#8221; che sono delle simil-frittelle di platano fritto ( 2500 b. ). Lu\u00ecs \u00e8 appassionato di calcio, molto informato dell&#8217;Italia e con lui parliamo anche del Venezuela, del turismo che \u00e8 sacrificato, non considerato a dovere&#8230;. E indovinate dove passiamo l&#8217;ultima sera a Santa F\u00e9 ? Claro, al Caf\u00e8 del Mar, a cenare con Sandro, Paola e Giuseppe. Sandro \u00e8 il massimo per simpatia; me voy temprano a Argentina !! Seguro ! A Patagonia, a San Martin de los Andes ! E dopo cena fiesta ! Con sandro, Morten, e altri turisti vado a una discoteca locale ( io sono scalzo !!! ), accompagnati da un ragazzo del luogo, una piccola ma carina discoteca con tanti giovani che ballano al ritmo delle musiche moderne, purtroppo non latinoamericane come piacciono a me. All&#8217;entrata non si paga, i turisti non pagano niente ! Vicino alla discoteca, accanto c&#8217;\u00e8 una sala all&#8217;aperto dove si balla merengue ! Tornando indietro in albergo saluto prima Sandro e gli altri e sempre scalzo ritorno passando per la spiaggia. Addosso non ho molti soldi, solo alcuni spiccioli, \u00e8 per questo che non temo pericoli, e poi sono pure scalzo&#8230;!<\/p>\n<p> 27-01-02<br \/>\n E&#8217; il giorno della partenza ! Alle 17.40 parte il nostro volo di ritorno per l&#8217;Italia. Dobbiamo arrivare a Caracas in tempo e con un ampio margine di anticipo ! Non si sa mai, bisogna sempre considerare la possibilit\u00e0 di contrattempi e ritardi, quindi non vogliamo rischiare, partiremo presto ! Sveglia alle 5.30 !! Alle 6.00 siamo gi\u00e0 al crucero di Santa F\u00e9 per salire su un por puestos diretti a Puerto La Cruz. Da Santa F\u00e9 a Puerto La Cruz rivedo le spiagge che si susseguono lungo la costa e di fronte le isolette del Parco nazionale Mochima. L&#8217;alba di questa domenica \u00e8 meravigliosa e penso gi\u00e0 alla prossima vacanza, dove sar\u00f2 la prossima volta, dove vedr\u00f2 un&#8217;alba ancora cos\u00ec bella ? Ritorner\u00f2 ancora a Santa F\u00e8 ? Disgustati dall&#8217;aria &#8220;al gasolio&#8221; del furgoncino del por puestos, scendiamo finalmente al terminal di Puerto La Cruz pronti per il prossimo viaggio in autobus per Caracas. Compriamo il biglietto del bus ejecutivo che parte alle 7.30, con aria condizionata, tv, bagno e poltrone letto a 8000 b., ma c&#8217;\u00e8 anche un bus pi\u00f9 economico (ma pi\u00f9 lento) a 6000-5000 b. ? Partiamo verso le 7.40, dovrebbero essere 4-5 ore per Caracas, alle 10.00 sostiamo lungo la strada per un caff\u00e8 o un panino; ricordate che i prezzi sono quasi il doppio e un arepa al formaggio vi pu\u00f2 costare 2000 b. Caracas inizia con sobborghi che anticipano la citt\u00e0 vera e propria. E&#8217; impressionante questa citt\u00e0, sparpagliata e &#8220;protetta&#8221; dal monte Avila. Arriviamo a Caracas alle 12.30 al terminal &#8220;La Bandera&#8221;. Dal terminal ci dirigiamo a piedi, uscendo si scende lungo la strada a sinistra, alla fermata metro &#8220;La Bandera&#8221; dove prendiamo la corsa diretti alla stazione &#8220;Gato Negro&#8221; ( direzione &#8220;Propatria&#8221; ) dove dovrebbero partire le busetas per l&#8217;aeroporto. E cos\u00ec \u00e8, all&#8217;uscita chiedo e trovo subito la buseta giusta con le fiancate colorate a bande orizzontali blu, grigio, celeste e bianco con la scritta &#8221; Aeropuerto Internaci\u00f2nal S.B.&#8221; in piccolo e in corsivo. Il costo del biglietto, che si fa a bordo, e di 2500 B. Arriviamo all&#8217;aeroporto alle 14.30 ! Siamo in anticipo, meglio cos\u00ec ! La buseta ferma prima davanti le partenze dei voli nazionali e poi a quelle internazionali. La fermata \u00e8 proprio fuori il terminal. Al check in paghiamo anche la tassa di uscita dal Venezuela di 11000 b. ( circa 14 $ ) ma \u00e8 una tassa ridotta in quanto parzialmente \u00e8 gia stata pagata con il biglietto stesso del volo aereo. In aeroporto non c&#8217;\u00e8 molto, non ci sono tante possibilit\u00e0 per spendere gli ultimi bolivares bene, il duty free non \u00e8 cos\u00ec economico ( il ron Pampero aniversario costa 15 $, cio\u00e8 10000, a fronte dei 5000 b. che ho pagato io a Santa F\u00e9&#8230;). Adesso la vacanza \u00e8 davvero finita, siamo in attesa di imbarcarci e dopo il decollo verso le 18.00 ammiriamo l&#8217;ultimo stupendo tramonto su questo fantastico paese ! [Il Venezuela ha parecchio da recuperare, \u00e8 una terra ricchissima, non solo di petrolio, caratterizzata da un&#8217;ampia variet\u00e0 di paesaggi che vanno dal mare ( caraibi e isole ) alle pianure &#8220;los llanos&#8221;, alla montagna delle Ande, all&#8217;Amazzonia e alla Sabana. La gente \u00e8 un miscuglio di razze, indios, spagnoli-europei, africani e creoli &#8220;creollos&#8221;. Le strutture turistiche sono molto approssimative e i disagi all&#8217;ordine del giorno ( telefoni, computer, acqua, fognatura, delinquenza, sporcizia&#8230;). E&#8217; sempre costante ed evidente ( griglie metalliche antifurto alle finestre e ai balconi e nei negozi, vigilantes armati fuori e dentro i negozi..!!) una malfidenza fra la gente e la paura dovuta a scippi e rapine. Essenzialmente credo che i venezuelani siano persone allegre e affabili, che si sanno divertire in ogni occasione e godere la vita. Con lo sviluppo del turismo ho la sensazione che il Venezuela possa risorgere e guadagnarsi diversi primati a livello internazionale. Spero che la gente spinga verso la direzione giusta e costruisca una base sicura e duratura. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Michele Spiriticchio\u00a0&#8211; Voglio iniziare a raccontare quando \u00e8 nata l&#8217;idea di questo viaggio, gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/venezuela\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1250,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,61],"tags":[233,271],"class_list":["post-1248","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-americhe","category-venezuela","tag-michele-spiriticchio","tag-venezuela"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Venezuela - Racconto di viaggio in Sudamerica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Arriviamo a Caracas, Aeropuerto Internaci\u00f2nal Sim\u00f2n Bol\u00edvar di Maiquetia. 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