{"id":1276,"date":"2016-11-30T21:04:31","date_gmt":"2016-11-30T20:04:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1276"},"modified":"2016-11-30T21:04:31","modified_gmt":"2016-11-30T20:04:31","slug":"diario-crociera-alaska","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/diario-crociera-alaska\/","title":{"rendered":"Diario di una crociera in Alaska"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><a href=\"mailto:brugia3843@libero.it\">di Gianni Giatti<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n Mentre l\u2019aereo sorvola le alpi, il nostro pensiero corre indietro nel tempo, esattamente ad un anno fa. Nel giugno del 2001 infatti, avremmo dovuto fare questo viaggio. Ma, quando tutto era ormai pronto, con le valigie davanti alla porta, una telefonata dall\u2019America ci comunicava di non partire in quanto, la nuovissima nave che inaugurava il ciclo di crociere, aveva avuto un\u2019avaria. <!--more--> Certo, ripensando a quella notte, quando mancavano soltanto 4 ore alla partenza, la delusione fu grande. Ricordo anzi, il resto di una notte trascorsa insonne. Poi, passato il malumore per la vacanza annullata, d\u2019accordo con Bruna abbiamo stabilito che per impegni vari l\u2019avremmo rimandata di un anno.<\/p>\n<p> Dopo aver sostato alcune ore ad Amsterdam, ci troviamo ora in volo verso il Canada. Lo scopo \u00e8 raggiungere Vancouver e dopo la visita della citt\u00e0, imbarcarci per una crociera di 8 giorni lungo le coste dell\u2019Alaska.<\/p>\n<p> Guardando dal finestrino dell\u2019aereo, mentre sorvoliamo la Groenlandia, fa un certo effetto ammirare le immense distese ghiacciate, dove l\u2019occhio scruta inutilmente, in cerca di una qualsiasi forma di vita.<\/p>\n<p> Dopo circa 12 ore di volo giungiamo in vista delle verdeggianti montagne che circondano la capitale della British Columbia, e puntualmente atterriamo a Vancouver. Da quando siamo partiti dall\u2019Italia, sono trascorse circa 30 ore, ma per l\u2019effetto del fuso orario \u00e8 ancora giorno. Infatti sono le 4 del pomeriggio e quindi la giornata si prospetta ancora lunga.<\/p>\n<p> Disbrigate velocemente le pratiche doganali ci dirigiamo verso l\u2019albergo che si trova nel complesso dell\u2019aeroporto. Giusto il tempo di una doccia e mezz\u2019ora di riposo prima di decidere di dare uno sguardo alla citt\u00e0. La stanchezza non ha il sopravvento sulla voglia di girare, e poi dobbiamo abituarci fin da subito al nuovo orario.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Con un taxi ci dirigiamo verso la citt\u00e0 che dista una ventina di km. dall\u2019aeroporto. Qui ci troviamo in leggera difficolt\u00e0 quando chiediamo all\u2019autista di portarci in down town. Per il nostro autista la richiesta era piuttosto vaga.<\/p>\n<p> Convinti di non essere stati capiti gli chiediamo di essere portati in: city center.<br \/>\n Dopo cinque minuti di incomprensioni e girovagare per la citt\u00e0 ci siamo resi conto che l\u2019autista ci chiedeva in quale parte della citt\u00e0 volevamo essere lasciati, in quanto Vancouver non ha un centro vero e proprio, ma \u00e8 tutto un centro.<\/p>\n<p> Ci immergiamo quindi negli ampi viali ai lati dei quali spiccano altissimi grattacieli. Un passante a cui avevamo chiesto una informazione, ci fa notare che non siamo molto lontani dall\u2019edificio dal quale si pu\u00f2 avere una veduta panoramica della citt\u00e0. <\/p>\n<p> Un ascensore che scorre lungo la parete esterna del grattacielo ci fa intuire di essere arrivati e dopo pochi secondi di salita, ci troviamo ad ammirare la citt\u00e0 sotto di noi in tutta la sua maestosit\u00e0.<br \/>\n E&#8217; chiamata &#8220;Perla del Pacifico&#8221; per il suo bellissimo scenario naturale che la colloca a pari merito con Rio de Janeiro e Hong Kong. <br \/>\n La metropoli vanta una serie di primati. Con una popolazione di 2 milioni di abitanti, \u00e8 considerata una delle citt\u00e0 pi\u00f9 belle del mondo, famosa sia per l&#8217;atmosfera amichevole e sicura, che per le montagne incantevoli e lo splendido oceano che la circondano.<br \/>\n Questa citt\u00e0 \u00e8 la figlia pi\u00f9 bella del Canada, Le colline su cui si erge Vancouver insieme ai suoi numerosi ponti, offrono straordinarie viste sull&#8217;oceano, le baie e la citt\u00e0 stessa.<\/p>\n<p> Vancouver e&#8217; la terza citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa del Canada e uno studio condotto da un Gruppo di ricerche di Ginevra per conto delle Nazioni Unite, la posiziona al primo posto, nella classifica mondiale per qualit\u00e0 della vita. Le montagne che la circondano inoltre, le conferiscono le migliori condizioni climatiche di tutto il Canada che non superano i 30\u00b0 d\u2019estate e raramente scende sotto lo zero d\u2019inverno.<\/p>\n<p> Oltre alla sua bellezza ed organizzazione, conta uno dei migliori sistemi di trasporto di massa pi\u00f9 completi del mondo composto, tra l&#8217;altro, da Bus, linee marittime, treni della neve, Ferries boat e idrovolanti che permettono di spostarsi rapidamente ed economicamente nella citt\u00e0&#8217; e nei sobborghi.<\/p>\n<p> Vancouver \u00e8 una metropoli multietnica piena di vita, ricca di luoghi di interesse turistico, attivit\u00e0 culturali e divertimento, hotels, ristoranti, moderni centri commerciali ed una interminabile lista di attrazioni. Ha un tessuto urbano cosmopolita vivacissimo composto da ben 60 diversi gruppi etnici, che convivono armoniosamente nel rispetto di un ordinatissimo sistema sociale.<\/p>\n<p> Il clima mite (a confronto con gli standard canadesi) e una movimentata atmosfera di stile californiano la rendono talmente particolare che persino i suoi vicini statunitensi (che tradizionalmente usano parole poco lusinghiere nei confronti del Canada), la considerano stupenda, probabilmente perch\u00e8 si trova esattamente al confine.<\/p>\n<p> Il centro di Vancouver \u00e8 un autentico labirinto di attrazioni, dal rinomato fascino vittoriano dell&#8217;antica zona di Gastown, al bellissimo parco cittadino, uno dei pi\u00f9 belli del mondo, lo Stanley Park con i suoi 9 km. di passeggiata sul mare, e le spiagge sull&#8217;oceano rendono infine la citt\u00e0 meta di surfisti di tutto il mondo.<\/p>\n<p> E&#8217; una citt\u00e0 ad altissimo profilo turistico che accoglie ogni anno circa 6 milioni di visitatori da tutto il mondo, in particolare croceristi (da Vancouver partono le prestigiose crociere per l&#8217;Alaska).<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Vancouver infine, \u00e8 una citt\u00e0 spensierata grazie alla forte presenza di giovani provenienti da tutto il mondo per lo studio della lingua Inglese che \u00e8 parlata, qui, in maniera estremamente chiara ed armoniosa poich\u00e9 considerata &#8220;seconda lingua&#8221; per la sua popolazione multietnica.<\/p>\n<p> Il tempo trascorre velocemente e quasi non ci accorgiamo che si \u00e8 fatta ormai notte. Facciamo quindi ritorno all\u2019hotel stanchi e assonnati. Dobbiamo recuperare per essere pronti domani a cominciare la nostra crociera.<\/p>\n<p> Il ristorante dell\u2019 hotel da su una grande finestra panoramica sulle piste dell\u2019aeroporto, e quando ci troviamo a consumare la superba colazione come si usa da queste parti, ci godiamo lo spettacolo degli aerei che si alternano nelle varie fasi di decollo e atterraggio.<\/p>\n<p> Abbiamo a disposizione ancora tutta la mattina prima di imbarcarci e quindi pensiamo di ritornare in citt\u00e0. Poi per\u00f2 consapevoli di non aver recuperato del tutto e in previsione di un crollo, decidiamo di visitare la zona dell\u2019aeroporto e rimanere nelle adiacenze dell\u2019hotel per un ulteriore riposo prima della partenza.<\/p>\n<p> Nel primo pomeriggio, dopo un paio d\u2019ore di sonno a bordo di un autobus ci dirigiamo verso il porto. Abbiamo cos\u00ec modo di vedere la periferia della citt\u00e0 con le innumerevoli villette circondate da ampi giardini e prati dal colore verde intenso.<\/p>\n<p> Al molo dove si trova attraccata la nave, stanno giungendo centinaia di persone e nuclei famigliari che come noi vanno a costituire il gruppo dei croceristi.<\/p>\n<p> Le pratiche di imbarco vengono svolte con ordine e con una certa celerit\u00e0 grazie anche alla collaborazione del numeroso personale di bordo che si adopera per rendere meno noioso il disbrigo.<\/p>\n<p> Grazie anche all\u2019esperienza di una precedente crociera, prendiamo possesso senza perdite di tempo del nostro alloggio che si trova sul ponte n. 7 e dopo aver disfatto i bagagli facciamo subito un giro per renderci conto di quella che sar\u00e0 la nostra piccola citt\u00e0 viaggiante dei prossimi 8 giorni.<\/p>\n<p> La partenza \u00e8 prevista alle 6 del pomeriggio. Ma alle 5, gli altoparlanti diffondono un messaggio per tutti i croceristi. E\u2019 in corso la prova di salvamento in caso di avaria o incidente che potrebbe capitare durante la navigazione.<\/p>\n<p> Tutti i croceristi assieme al personale di bordo, vengono smistati sui vari ponti assegnati e assieme assistono alla lezione indossando il proprio salvagente. <\/p>\n<p> Al termine della lezione, una volta riposti nell\u2019armadio della propria camera i salvagente, corriamo sul ponte 11 perch\u00e9 la nave sta mollando gli ormeggi e si stacca dalla banchina.<\/p>\n<p> Scortata dai rimorchiatori lentamente lascia il porto. Poi dopo aver virato di 180\u00b0 punta verso l\u2019oceano emettendo il tipico suono in segno di saluto.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Sul ponte 11 numerosi sono i croceristi appoggiati sulle ringhiere della terrazza che guardano verso la citt\u00e0 che pian piano si allontana, mentre sulla nave ha inizio la vita di bordo in tutto il suo sfarzo, con camerieri bardati di tutto punto che ti rincorrono per offrire il cocktail del giorno.<\/p>\n<p> Quando giungiamo sotto il ponte che delimita la citt\u00e0, i rimorchiatori lasciano la nave che prosegue il suo cammino da sola, mentre un idrovolante la sorvola, ricambiando con il movimento delle ali, il saluto delle braccia alzate di alcuni bambini.<\/p>\n<p> Rimaniamo cos\u00ec ad osservare quanto scorre davanti a noi da una parte e dall\u2019altra della nave favoriti dalla temperatura mite. Trascorrono cos\u00ec le ore sino a quando verso le10 il sole tramonta e noi ci accorgiamo di avere saltata la cena.<\/p>\n<p> Al nostro risveglio le lancette dell\u2019orologio della nave sono state spostate di un\u2019ora per l\u2019adeguamento all\u2019orario dell\u2019Alaska che abbiamo raggiunto in nottata. La giornata \u00e8 grigia e fredda e rispetta appieno le caratteristiche di questa parte del mondo che la vuole piovosa 240 giorni all\u2019anno.<\/p>\n<p> La nave rimarr\u00e0 in navigazione per tutto il giorno per approdare domani mattina a Juneau la capitale. <\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Dopo aver navigato tutta la notte in pieno oceano, il tragitto si snoda in questa prima parte del viaggio, lungo l\u2019Inside passage, un passaggio tra i fiordi di 1500 km. definita una sorta di autostrada oceanica, che mette la nave al riparo dalle onde del Pacifico.<\/p>\n<p> Approfittiamo di questa giornata di navigazione per scoprire la gamma di aree ricreative, come si svolge la vita di bordo, e come nonostante le condizioni meteorologiche avverse, i croceristi trascorrano il loro tempo senza annoiarsi.<\/p>\n<p> L\u2019organizzazione a bordo \u00e8 perfetta, sia per quanto riguarda le attivit\u00e0 giornaliere che per le escursioni a terra e gli intrattenimenti notturni. Tutto viene organizzato in modo meticoloso lasciando al caso esclusivamente la scelta su come trascorrere le giornate e le serate. <\/p>\n<p> Partiamo con la descrizione della nostra modesta ma confortevole cabina. Disposta sul ponte 7, fa parte di centinaia di altre cabine atte ad ospitare i 2400 croceristi e le 1200 persone che compongono l\u2019equipaggio. Naturalmente esistono anche cabine con veranda e addirittura suite con giardino e terrazza.<\/p>\n<p> Lo spostamento tra un ponte e l\u2019altro avviene mediante una serie di ascensori alcuni dei quali a cielo aperto con la visuale sull\u2019oceano della capacit\u00e0 di 40 persone ciascuno e dislocati a gruppi ai lati e al centro della nave.<\/p>\n<p>\n Gi\u00e0 alle sette del mattino, sul ponte 11 gli amanti del joggin e delle passeggiate, corrono lungo la pista che si snoda lungo i 400 m. della parte pi\u00f9 alta e all\u2019aperto della nave.<\/p>\n<p> Uno dei posti pi\u00f9 affollati, sono i vari ristoranti dislocati su diversi piani dove i croceristi fanno colazione e consumano il pranzo.<\/p>\n<p> Sul ponte 10 si trova la zona piscine scoperte. Nonostante il brutto tempo e l\u2019ora del mattino, c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che sguazza nell\u2019acqua o che si lascia accarezzare dalle bollicine dell\u2019idromassaggio.<\/p>\n<p> Sempre sul ponte 10, da ambo i lati della nave chi non ama la corsa, pu\u00f2 cimentarsi in un gioco rilassante che consente di fare un po\u2019 di movimento respirando aria pura.<\/p>\n<p> Sul ponte 4 sono in funzione per tutto il giorno 2 sportelli bancari per prelievo di contante, e una agenzia turistica per la prenotazione e la descrizione delle varie escursioni.<\/p>\n<p> Tutti giorni alle otto del mattino nella sala cinema viene celebrata la santa messa, mentre negli orari successivi ad ore alterne, vengono proiettati film in lingua inglese e spagnola.<\/p>\n<p> Le persone che nonostante la crociera intendessero mantenere i contatti con l\u2019ufficio o con i propri famigliari, oppure per semplice svago, sul ponte 5 hanno la possibilit\u00e0 di navigare in internet in una attrezzatissima sala computer.<\/p>\n<p> Sia al mattino che al pomeriggio, in appositi spazi vengono battuti all\u2019asta oggetti d\u2019arte e quadri di pittori contemporanei del valore di svariate centinaia e talvolta migliaia di dollari.<\/p>\n<p> Sul ponte 5 una serie di boutique, gioiellerie, empori, si snodano lungo tutta la lunghezza della nave, e non fanno rimpiangere le passeggiate dedicate allo shopping nelle principali vie delle citt\u00e0. Ogni giorno poi, a turno ogni negozio espone l\u2019oggetto del giorno, che pu\u00f2 variare dall\u2019orologio, alla cravatta, o qualsiasi altra cosa, e che viene venduto solo per quel giorno con una riduzione che va dal 30 al 50%.<\/p>\n<p> Tra una salita e una discesa ci concediamo a met\u00e0 mattina una pausa caff\u00e8 al bar Vecchia Milano dove l\u2019atmosfera \u00e8 allietata dagli strumenti di un quintetto o dalle note di un pianista.<\/p>\n<p> Lungo i corridoi che portano ai vari saloni della nave, agli angoli e nelle nicchie possiamo ammirare una esposizione di opere di arte moderna dai soggetti pi\u00f9 strani.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Nel capiente teatro, durante il giorno vengono reclamizzati oggetti o indumenti che vengono venduti nelle boutique della nave, e tra le persone che vi assistono vengono sorteggiati buoni acquisto per centinaia di dollari.<\/p>\n<p> Per gli amanti del fitness, la nave dispone di una palestra con i pi\u00f9 moderni attrezzi per lo sviluppo e il mantenimento del tono muscolare, dove i croceristi vengono seguiti da istruttori durante gli esercizi che svolgono davanti ad una immensa veranda dalla quale mentre si allenano possono ammirare il paesaggio.<\/p>\n<p> Sempre sul ponte 9 si trova il centro benessere e di bellezza. Un\u2019ala \u00e8 dedicata ai massaggi per rilassare il corpo dopo lo stress fisico. In un altra ala del centro si trovano le piscine coperte con le vasche per l\u2019idromassaggio e dove viene praticata la talassoterapia. <\/p>\n<p> Dalle 12.00 alle 14.00 aprono i vari ristoranti self service disposti un po\u2019 dappertutto nei vari ambienti o all\u2019aperto, per consentire ai croceristi di consumare il pranzo ovunque si trovino senza l\u2019obbligo di doversi rivestire se si trovano in piscina o cambiare l\u2019abito, cosa non consentita dalle 6.00 del pomeriggio quando su tutta la nave vige l\u2019obbligo di un abbigliamento consono alle tradizioni della marina.<\/p>\n<p> Sul ponte 7 una sala \u00e8 a disposizione per i patiti del gioco degli scacchi e delle carte, ma \u00e8 anche rifornita di un invidiabile elenco di giochi di societ\u00e0.<\/p>\n<p> Fra i tanti croceristi, ogni giorno capita di festeggiare un compleanno o l\u2019anniversario di un matrimonio. Quale occasione per fare una visita nella fornitissima boutique dei fiori per regalare una orchidea o per fare un omaggio floreale. <\/p>\n<p> Ogni pomeriggio nel teatro, dalle 16.00 alle 17.00 si svolge una grande tombolata o meglio il Bingo, gioco che appassiona molto i croceristi, che ambiscono oltre che ai premi normali, anche a quello finale di 1000 dollari messo in palio dall\u2019organizzazione. Per consentire ai genitori di seguire con pi\u00f9 attenzione i numeri delle proprie cartelle, in un altro settore, anche per i bambini viene organizzato un bingo tutto per loro.<\/p>\n<p> Ma il bingo non \u00e8 la sola attrazione che richiama i croceristi. Sul ponte 5 disposto in diverse sale trova luogo il casin\u00f2 con tutte le sue tentazioni. Disposte in ogni dove decine di slot machine. Pi\u00f9 appartati, i tavoli di chemin de fer, baccarat, dadi, black and jack e le roulette che a differenza delle slot machine sempre in funzione durante il giorno, aprono il pomeriggio e la sera.<\/p>\n<p> Dalle 16.00 alle 17.00 nei caff\u00e8 si pu\u00f2 ascoltare della buona musica assaggiando qualche pasticcino, oppure mentre si osserva il paesaggio, gustare una delle varie qualit\u00e0 di pizza, che lo chef sforna in continuazione.<\/p>\n<p> Dalle 18.00 alle 21.00 nel ristorante disposto su due piani viene servita la cena. Per motivi di spazio il servizio viene svolto in due turni.<\/p>\n<p> Ma alle 18.00 di oggi sta per avere luogo un altro avvenimento: il cocktail di benvenuto che il capitano offre ai passeggeri in un\u2019atmosfera festosa.<\/p>\n<p> Nel teatro ogni sera vengono rappresentati due spettacoli il primo per i commensali del secondo turno, mentre il secondo spettacolo, per quelli del primo. Ogni sera si alternano rappresentazioni di altissimo livello artistico con artisti di Brodway e della televisione americana.<\/p>\n<p> Ci sono infine diversi modi per concludere la serata, uno di questi \u00e8 cimentandosi nel karaoke, dove i croceristi fanno a gara per strappare applausi e conquistare il premio finale.<\/p>\n<p> Nella veranda i pi\u00f9 giovani si scatenano in gare di rock and roll o musiche pi\u00f9 adatte alla loro et\u00e0.<\/p>\n<p> Per le persone che hanno superato la mezza et\u00e0 invece, sono pi\u00f9 indicate le note di alcune vecchie canzoni cowntry in una atmosfera decisamente pi\u00f9 tranquilla.<\/p>\n<p> Quando ormai la mezzanotte \u00e8 passata da un po\u2019, facciamo rientro nella nostra cabina. Domani ci attende il primo sbarco.<\/p>\n<p> Al nostro secondo risveglio, la giornata si presenta ancora nuvolosa e le previsioni non sono lusinghiere. La nave, percorrendo una ramificazione del passaggio interno, sta per raggiungere il porto di Juneau<\/p>\n<p> Oggi \u00e8 domenica e numerose piccole imbarcazioni si dirigono verso luoghi di svago. Molti croceristi amanti della pesca, hanno prenotato una giornata da dedicare a questo sport in quella che \u00e8 definita: la Patria dei salmoni. L\u2019organizzazione mette a disposizione tutto il necessario: dagli stivali alla barca, e i salmoni pescati, una volta affumicati vengono spediti a casa in tutto il mondo.<\/p>\n<p> Nel frattempo siamo giunti in porto. Dopo aver seguito le varie operazioni di attracco, vengono calate le passerelle e i croceristi scendono per dedicarsi alle varie escursioni.<\/p>\n<p> Il centro cittadino non \u00e8 lontano, e prima della visita alla citt\u00e0 saliamo con una funivia sul monte che domina la baia e da dove partono le escursioni attraverso i boschi.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Juneau ha la fama, sostenuta sia dagli abitanti sia dai visitatori, di essere una delle citt\u00e0 con il paesaggio pi\u00f9 bello degli Stati Uniti. Con i picchi coperti di neve, mentre il sottostante canale offre un movimentato lungomare. <br \/>\n Dall\u2019alto possiamo ammirare la citt\u00e0 situata sul pendio di una montagna lungo uno stretto canale di acqua salata.<\/p>\n<p> Circondata dalla natura incontaminata dell&#8217;Alaska, questa cittadina \u00e8 un vero e proprio paradiso naturale che offre innumerevoli opportunit\u00e0 per passeggiate e arrampicate. Camminiamo lungo i sentieri immersi nel verde con gli scoiattoli che ci vengono incontro in cerca di cibo, mentre di tanto in tanto fa capolino un raggio di sole. <\/p>\n<p> Pi\u00f9 tardi ci dedichiamo alla visita della citt\u00e0 che ha mantenuto le caratteristiche di un tempo. Juneau fondata durante la corsa all&#8217;oro nel 1880, \u00e8 la capitale dell&#8217;Alaska e conta circa 30.000 abitanti.<\/p>\n<p> Per oltre mezzo secolo \u00e8 stato un centro minerario, mentre oggi le attivit\u00e0 principali sono quella governativa e il turismo.<\/p>\n<p> Per quanto riguarda il suggestivo centro cittadino, molte delle case risalgono al periodo della corsa all&#8217;oro e risultano perci\u00f2 particolarmente pittoresche. La zona centrale \u00e8 costellata da bar, negozi di souvenir e ristoranti. Tra i locali spicca il Red Dog Saloon, che conserva lo spirito selvaggio della fine del XIX secolo.<\/p>\n<p> Nonostante sia la capitale del pi\u00f9 vasto degli Stati Uniti, Jumeau \u00e8 un piccolo centro isolato dal resto del mondo senza una strada, solo montagne, immense foreste e ghiacciai che incombono sul piccolo porto e poi km. di costa scoscesa e di isole disabitate, insenature e fiordi scavati nel corso dei millenni dalla forza del ghiaccio e dalla violenza del vento.<\/p>\n<p> Solo quando rientriamo sulla nave per il pranzo ed un breve riposo, ci accorgiamo della sua grandezza e delle dimensioni paragonabili ad un condominio di 15 piani.<\/p>\n<p> Nel primo pomeriggio ci spostiamo di qualche km. per raggiungere il Glacier Bay National Park, una immensa riserva con oltre 100 km. di coste, popolata da balene, foche, leoni marini, lontre e uccelli acquatici.<\/p>\n<p> Lungo il percorso notiamo il ghiacciaio Mendenhall che arriva quasi fino alla strada.<\/p>\n<p> A bordo di un veloce motoscafo puntiamo verso il largo della baia. Lo scopo \u00e8 quello di andare ad avvistare le orche che in questo periodo si spostano in cerca di cibo.<\/p>\n<p>\n Le balene arrivano ogni anno in estate, per nutrirsi di minuscoli gamberetti che abbondano qui nell&#8217;acqua gelida. Dopo aver affrontato un viaggio lunghissimo &#8211; si pensi che molte provengono dalle Hawaii &#8211; esse si rimpinzano a saziet\u00e0 accumulando le riserve che serviranno per la successiva traversata dell&#8217;oceano. Durante il tragitto sar\u00e0 per loro difficile trovare una simile abbondanza di cibo.<\/p>\n<p> Nelle acque della riserva, rimangono per diverse settimane, dividendosi le insenature migliori, socializzando, insegnando ai piccoli le tecniche di pesca, e attirando decine di appassionati da tutto il mondo. <\/p>\n<p> Ogni tanto il capitano in contatto con altre imbarcazioni dislocate nelle varie insenature della riserva, vira repentinamente nella direzione dove sono avvenuti gli avvistamenti. Ma spesso quando si arriva sul posto, le balene sono tornate in immersione.<\/p>\n<p> Girovaghiamo cos\u00ec per circa un\u2019ora e quando ormai stiamo perdendo ogni speranza ecco l\u2019esclamazione di un passeggero: l\u00e0, la balena. Siamo stati fortunati, perch\u00e9 a volte passano alcune ore prima di vederle affiorare.<\/p>\n<p> Avvistato il &#8220;soffio&#8221;, il capitano si avvicina lentamente, fino a una ventina di metri, poi spegne il motore e si aspetta. Secondi interminabili fino a quando ci accorgiamo di essere fermi sopra un branco di orche che per niente disturbate, continuano cos\u00ec a scorrazzare, e spesso si accostano curiose alla barca. <\/p>\n<p>\n Vedere nell&#8217;acqua un gigante lungo una quindicina di metri scivolare sotto la chiglia sfiorandola pu\u00f2 far liberare un senso di paura, che svanisce per\u00f2 pochi secondi dopo, quando si percepisce l&#8217;assoluta mancanza di pericolo e di &#8220;cattiveria&#8221; da parte dell'&#8221;animale&#8221;. Si comincia invece ad apprezzarne la delicatezza, la maestosa bellezza, e si rimane affascinati.<\/p>\n<p> Non \u00e8 facile fotografare o filmare i cetacei, perch\u00e9 si deve guardare a 360\u00b0, e quando si immergono ti domandi: dove riemerger\u00e0?. Dal momento dell\u2019avvistamento, all\u2019inquadratura e al successivo scatto, pur nella loro lentezza riescono a sparire. Per riprendere queste immagini ci siamo affidati alla fortuna puntando la telecamera in un punto e aspettando con pazienza, ma alla fine siamo stati premiati.<\/p>\n<p> Nel frattempo si scatena un violento temporale. Siamo costretti cos\u00ec a rientrare all\u2019interno del motoscafo mentre quasi per dispetto le balene spuntano ora da tutte le parti. <\/p>\n<p> Ma una volta ritornato il sereno eccole di nuovo in gruppi di 3 \u00f7 4 che sfiorano la nostra barca per poi allontanarsi e sparire lontano.<\/p>\n<p> Mentre facciamo ritorno, ci sentiamo soddisfatti per l\u2019emozione che abbiamo vissuto al cospetto di queste creature, cos\u00ec diverse ma che abbiamo sentito vicinissime a noi. <\/p>\n<p> Quando rientriamo sulla nave, ci rendiamo conto delle misure di sicurezza che vengono adottate ogni qualvolta avviene uno sbarco. Tutto il materiale introdotto viene controllato minuziosamente, mentre ogni passeggero deve introdurre in un computer la scheda magnetica ricevuta prima della partenza, e che oltre ai suoi dati anagrafici confronta la foto impressa con il volto di chi gli sta di fronte.<\/p>\n<p> Alle 20.00 la nave lasciati gli ormeggi riparte per la sua nuova destinazione. Dopo cena terminiamo la serata nella discoteca. Questa sera il complesso si esibisce in un revival dedicato al pi\u00f9 grande dei suoi cantanti rock: Elvis Presley.<\/p>\n<p> All\u2019alba del quarto giorno, la nave dopo aver navigato tutta la notte, alle prime luci dell\u2019alba \u00e8 gi\u00e0 ancorata nel porto di Skagway, una cittadina a circa 200 miglia dalla capitale.<\/p>\n<p> Dopo l\u2019ora di ginnastica e una abbondante colazione, oggi ci prestiamo ad effettuare altre due interessanti escursioni: la prima sul ghiacciaio Denver per provare l\u2019emozione di un percorso, in compagnia dei famosi cani da slitta dell\u2019Alaska, la seconda con un suggestivo trenino d\u2019epoca lungo il percorso dei cercatori d\u2019oro.<\/p>\n<p> Anche oggi grosse nuvole si addensano nel cielo e la nostra prima escursione \u00e8 a rischio. Dopo circa un\u2019ora di attesa , approfittando di una leggera schiarita, i piloti decidono di alzarsi in volo. <\/p>\n<p> I due elicotteri seguono il corso d\u2019acqua per una decina di minuti e poi si addentrano fra le strette gole della montagna.<\/p>\n<p> La visibilit\u00e0 non \u00e8 delle migliori e ogni tanto perdiamo di vista l\u2019elicottero davanti a noi e che per qualche secondo svanisce tra le nuvole, mentre la tranquillit\u00e0 del nostro pilota ci infonde una certa sicurezza.<\/p>\n<p> Sorvoliamo quindi quello che a prima vista sembra un laghetto di montagna, mentre si tratta dell\u2019effetto dei raggi del sole che di tanto in tanto filtrano sul ghiacciaio, e che gli fanno assumere tonalit\u00e0 di colore che vanno dallo smeraldo all\u2019acqua marina, mentre non appena il sole sparisce ritorna grigio.<\/p>\n<p> Dopo mezz\u2019ora di volo giungiamo in vista di un accampamento situato sul ghiacciaio Denver. <\/p>\n<p> Una volta atterrati veniamo accolti dalle guide che ci danno alcune informazioni sul luogo e sul comportamento da tenere sulla slitta.<\/p>\n<p> L\u2019accampamento \u00e8 costituito da tre tende adibite la prima a cucina e refettorio, dove una persona \u00e8 addetta esclusivamente al vitto, la seconda a dormitorio e svago, mentre la terza costituisce i servizi igienici, e la produzione di acqua calda che viene raccolta dopo aver fatto sciogliere la neve al sole, su di un telone cerato.<\/p>\n<p> L\u2019accampamento \u00e8 privo di energia elettrica e l\u2019unico comfort consentito, \u00e8 costituito da una stufetta a gas che serve per scaldare l\u2019acqua per la doccia. Del resto non c\u2019\u00e8 bisogno di illuminazione in quanto qui ci sono circa 20 ore di luce al giorno.<\/p>\n<p> Nell\u2019accampamento allestito per quattro mesi all\u2019anno, vivono 6 persone. Il loro compito \u00e8 quello di accudire gli oltre 200 cani da slitta tra i quali figurano oltre 20 campioni che durante il caldo del periodo estivo, vengono portati quass\u00f9 per essere tenuti in allenamento e partecipare poi alla grande corsa artica che si disputa ogni anno. <\/p>\n<p> Ma l\u2019attivit\u00e0 principale dell\u2019accampamento \u00e8 quella di allestire le slitte che serviranno per trasportare i turisti che si spingono fin quass\u00f9. Quando la guida si avvicina al suo gruppo di cani, questi sentendo avvicinarsi il momento di poter sgranchire le zampe, abbaiano in modo da mettersi in mostra per essere prescelti, mentre soltanto alcuni di loro saranno i fortunati.<\/p>\n<p> La guida ha il suo bel daffare per tenere calma la muta. I cani una volta legati alla slitta si impuntano e vorrebbero partire subito. Poi, una volta lasciato il freno d\u2019ancoraggio, la slitta si sblocca e noi partiamo per un breve ma emozionante tour, nell\u2019interno pi\u00f9 selvaggio della regione.<\/p>\n<p> Purtroppo l\u2019abbassamento improvviso delle nubi, ci impedisce di ammirare il paesaggio che risulta totalmente piatto. L\u2019unico svago \u00e8 dato dall\u2019alternanza della conduzione della slitta che la guida ci concede nei tratti di pianura e rettilinei. <\/p>\n<p> Durante il percorso la guida si ferma ogni tanto per fare riposare i cani, questi per\u00f2 emettono dei continui latrati perch\u00e9 vogliono ripartire. Contrariamente a quanto si pensa, i cani da slitta non vorrebbero mai fermarsi, ma correre sempre.<\/p>\n<p> Dopo oltre un\u2019ora, quando siamo ormai sulla via del ritorno, vediamo in lontananza l\u2019elicottero che torna a prenderci.<\/p>\n<p> Prima di lasciare l\u2019accampamento la guida ci mostra il recinto dove \u00e8 in corso l\u2019allattamento degli ultimi nati.<\/p>\n<p> Come ultimo atto prima di lasciare la base, a testimonianza di questa esperienza unica, raccolgo un po\u2019 di neve del ghiacciaio Denver che conserver\u00f2 fra i cimeli raccolti in giro per il mondo. <\/p>\n<p> Infine, quando l\u2019elicottero sorvola l\u2019accampamento per riportarci a terra, vediamo i cani che continuano ad allenarsi, mentre siamo consapevoli di aver provato una rara emozione, che la vita, certo non ci riserva ogni giorno.<\/p>\n<p> Prima della partenza della seconda escursione, ci dedichiamo ad un breve giro esplorativo della citt\u00e0. Qui arrivavano le navi cariche di pionieri. Da questa citt\u00e0 essi ripartivano nell&#8217;epica impresa dapprima valicando il White Pass, poi scendendo il corso del fiume Yukon prima di raggiungere le miniere.<\/p>\n<p> Skagway \u00e8 una cittadina di 3000 abitanti. Dispone di un\u2019unica strada sulla quale si affacciano i colorati edifici dell\u2019epoca della corsa all\u2019oro. Si narra che almeno 20.000 cercatori d\u2019oro all\u2019epoca, siano passati dal saloon di questa citt\u00e0, mentre ora la maggior parte degli avventori \u00e8 costituita dai passeggeri delle navi da crociera.<\/p>\n<p> All\u2019epoca in questa citt\u00e0 popolata da 10.000 abitanti, vi soggiornarono molti personaggi leggendari. Pochi si arricchirono. Molti invece, morirono per il freddo o in sparatorie per l\u2019accaparramento del metallo prezioso che ancora oggi avendo pazienza nel setacciare il fondo sabbioso dei torrenti si pu\u00f2 trovare sotto forma di pagliuzze, o microscopiche pepite.<\/p>\n<p> Nel pomeriggio, a bordo di un pittoresco treno dell\u2019epoca, ripercorriamo le 45 miglia d ferrovia costruita pi\u00f9 di 100 anni fa superando innumerevoli ostacoli, per portare ai loro sogni dorati i cercatori d\u2019oro. <\/p>\n<p> Prima di allora il tragitto che portava ai quasi 1000 metri del passo posto sul confine con il Canada, veniva percorso a piedi o a dorso di mulo, e le guardie di frontiera permettevano l\u2019accesso alle zone minerarie, solo ai cercatori con provviste sufficienti per sopravvivere nel grande nord, per almeno un anno. <\/p>\n<p> Il treno prosegue la sua corsa sbuffando e fischiando lungo i versanti di granito e sopra baratri di profonde gole. <\/p>\n<p> In lontananza notiamo il ponte costruito nel 1901, e all\u2019epoca il pi\u00f9 alto del mondo. Prima della sua costruzione per raggiungere la vetta il treno percorreva un difficile tragitto zigzagando. <\/p>\n<p> Prima di addentrarci nel tunnel attraversiamo la gola del cavallo morto, che prende il nome dai 3000 animali da soma morti stremati per l\u2019eccessivo carico che trasportavano.<\/p>\n<p> Continuando il suo cammino tra cascate, pinete e precipizi, dopo circa 2 ore il treno giunge in vista del passo, e dopo una breve sosta, inizia il percorso a ritroso.<\/p>\n<p> Il treno ci conduce fino al porto di fronte alla nave. Giusto il tempo di salire e vengono mollati gli ormeggi. Dal ponte 11 vediamo la citt\u00e0 che si allontana e mentre grosse nubi minacciose stanno per avvolgerla, il nostro pensiero va a quei temerari che un secolo e mezzo fa giunsero sin qui a piedi in cerca di quella fortuna che non trovarono mai.<\/p>\n<p>\n Nel quinto giorno di navigazione, non \u00e8 previsto nessuno sbarco. Dopo aver navigato per tutta la notte, la nave si porter\u00e0 oggi alla punta estrema del suo viaggio.<\/p>\n<p> Verso mezzogiorno, \u00e8 previsto l\u2019arrivo nella baia dove sfocia nell\u2019oceano il ghiacciaio Hubbard che con i suoi 1500 m. di fronte e 130 km. di lunghezza \u00e8 considerato il pi\u00f9 grande del nord America. Li ci fermeremo per un\u2019ora circa ad ammirare il paesaggio e se abbiamo fortuna alcuni degli animali che lo popolano.<\/p>\n<p> Ci accorgiamo che stiamo per raggiungere la nostra meta, osservando dapprima le lastre ed in seguito i blocchi di ghiaccio che ci vengono incontro.<\/p>\n<p> Le dimensioni dei piccoli iceberg vanno sempre aumentando, chiarendo che stiamo avvicinandoci al ghiacciaio. Alcuni hanno addirittura sopra qualche passeggero: otarie o qualche uccello acquatico.<\/p>\n<p> Sul ponte intanto, nonostante il sole che ogni tanto si affaccia, sfidando il freddo rigido ed un vento gelido che ci soffia contro, si \u00e8 radunata una piccola folla di passeggeri pronti a scattare le immagini per le foto ricordo.<\/p>\n<p> Il comandante riduce al minimo la velocit\u00e0. Gli iceberg (il cui volume per 90% \u00e8 immerso nell\u2019acqua), costituiscono un serio pericolo per lo scafo della nave. In questo periodo dell\u2019anno a causa delle alte temperature il fronte del ghiacciaio si sfalda, ed \u00e8 molto pericoloso arrivare sino alle sue pendici.<\/p>\n<p> Quando raggiungiamo il limite di sicurezza, la nave si ferma, e noi nel silenzio pi\u00f9 assoluto ci troviamo ad osservare l\u2019imponenza di quella massa di ghiaccio. La neve caduta, depositata e compressa in millenni, ha formato questo fiume di ghiaccio che scende dalle montagne e scorre lungo un letto scavato larghissimo e che termina in mare.<\/p>\n<p> Quando ormai lo sguardo si \u00e8 assuefatto nello spaziare sulla baia costellata da una miriade di pezzi di ghiaccio, all\u2019improvviso il silenzio che regna, viene tagliato da un crack e immediatamente dopo da un boato. Il tempo di mettere a fuoco l\u2019obiettivo ed ecco dalla parete di cristallo staccarsi un lastrone di ghiaccio che finisce in mare sollevando onde schiumeggianti. Uno spettacolo impressionante.<\/p>\n<p> Man mano che i blocchi giungono fin sotto la nave, ci rendiamo conto dei danni provocati dall\u2019inquinamento atmosferico, prodotto della tecnologia moderna, e che nessuno si sognerebbe di trovare in questa parte del mondo incontaminata.<\/p>\n<p> Invertita la rotta di 180\u00b0, la nave riparte. Inizia cos\u00ec il viaggio di ritorno. Nel frattempo il cielo si \u00e8 coperto di nubi e la visibilit\u00e0 ridotta, mentre man mano che ci allontaniamo dalla baia il mare ingrossa. Infreddoliti ritorniamo in luoghi pi\u00f9 caldi e trascorreremo il pomeriggio passeggiando e ascoltando un po\u2019 di musica cowntry.<\/p>\n<p> Nonostante il mare mosso, abbiamo trascorso una nottata tranquilla, e al nostro risveglio la nave \u00e8 tornata a navigare nelle calme acque dell\u2019 Inside Passage. <\/p>\n<p> Oggi avremo tutta la giornata da dedicare ad altre escursioni. Mentre ci avviciniamo verso il porto ammiriamo alcune aquile volteggiare e pronte a buttarsi in picchiata non appena avvistano qualche pesce. Kechickian la citt\u00e0 dove stiamo per attraccare, \u00e8 considerata la patria delle aquile, le quali convivono e si destreggiano nel traffico cittadino. Alle 8.00 la nave giunge nella baia dove viene gettata l\u2019ancora in quanto il molo \u00e8 occupato da altre due navi di croceristi. <\/p>\n<p> In questi casi, frequenti per le navi da crociera, lo sbarco avviene mediante mezzi anfibi e costituisce una prova di abbandono della nave in caso di emergenza.<\/p>\n<p> Con il primo taxi che troviamo nel porto, ci spostiamo di una decina di km. verso l\u2019interno per visitare un villaggio dove tuttora vivono in comunit\u00e0 una trib\u00f9 di indiani quasi tutti imparentati tra loro. <\/p>\n<p> Nella riserva indiana possiamo ammirare una ricca collezione di totem, che un tempo rappresentavano l\u2019albero genealogico delle famiglie delle trib\u00f9, e venivano contraddistinti dalla figura posta sull\u2019estremit\u00e0 del totem che a seconda del luogo dove si trovavano accampate, raffiguravano quando la balena, l\u2019aquila, l\u2019orso ecc.<\/p>\n<p> La costruzione dei totem viene tramandata di padre in figlio e ancora oggi nel villaggio vengono intarsiati e dipinti a mano, e vengono spesso eretti per celebrare con delle particolari cerimonie, alcuni eventi di straordinaria importanza. <\/p>\n<p> Nel villaggio inoltre viene rappresentato uno spettacolo che narra la storia degli indiani del nord America.<\/p>\n<p> Facciamo quindi ritorno in citt\u00e0 per un breve giro del centro. <br \/>\n Ketchikan, disposta lungo la sponda sulle colline ai lati di un fiordo, \u00e8 considerata la capitale mondiale del salmone, e molte sono qui le fabbriche per la conservazione del prelibato pesce.<\/p>\n<p> Il centro cittadino \u00e8 disposto quasi interamente lungo la banchina del porto e le navi da crociera che vi stazionano sembrano dei grossi edifici inglobati nell\u2019area urbana.<\/p>\n<p> Nel cuore della citt\u00e0, vive ancora il vecchio quartiere con le case dell\u2019epoca della corsa all\u2019oro. <br \/>\n Gli edifici sono disposti lungo un torrente da dove si possono ammirare i salmoni mentre risalgono la corrente.<\/p>\n<p> La Creeck Street all\u2019epoca, era la via pi\u00f9 famosa di questo quartiere, in quanto inglobava le case di piacere che i cercatori d\u2019oro affollavano quando ritornavano in citt\u00e0.<\/p>\n<p> Oggi il quartiere \u00e8 animato da piccoli ristoranti, negozi di souvenir e di artigianato locale. In fondo alla via per\u00f2, \u00e8 rimasta la pi\u00f9 famosa delle case del piacere, dove l\u2019avvenente e moderna Dolly, attira i turisti (ma soltanto per la visita della casa), come un tempo la bisnonna, adescava i cercatori d\u2019oro.<\/p>\n<p> Dal centro citt\u00e0, una funicolare a cremagliera sale sulla collina da dove abbiamo una bella veduta panoramica sulla baia.<\/p>\n<p> Ma la parte pi\u00f9 interessante che ci riserva la giornata, \u00e8 l\u2019escursione con l\u2019idrovolante lungo i fiordi. <\/p>\n<p> Decollati da uno dei tanti punti d\u2019imbarco delle due rive, l\u2019aereo sorvola dapprima la nave, poi, dopo aver seguito per alcuni minuti il percorso delle imbarcazioni, vira repentinamente verso l\u2019interno.<\/p>\n<p> Ci troviamo cos\u00ec a sorvolare uno fra i pi\u00f9 imponenti spettacoli che la natura possa offrirci, con km. di coste scoscese, centinaia di isole disabitate, piccoli laghetti e profonde insenature. <\/p>\n<p> Di tanto in tanto Cristin, l\u2019abile pilota, notando il mio interesse per le riprese, si porta a ridosso quando di una cascata o quando di una parete rocciosa facendomi notare le particolarit\u00e0 del paesaggio. <\/p>\n<p> Superate alcune gole dove la nebbia mette a rischio la visibilit\u00e0, dopo mezz\u2019ora di volo ci troviamo a sorvolare il ghiacciaio Mendenhal. La visione \u00e8 impressionante, sorvoliamo spuntoni di ghiaccio alti decine di metri, formatisi nei millenni.<\/p>\n<p> Quando l\u2019aereo vira per fare ritorno lungo i fiordi chiedo al pilota quali forme di vita popolino queste foreste e le difficolt\u00e0 nell\u2019avvistarle. <\/p>\n<p> Parlando via radio con altri colleghi Cristin si informa dove sono avvenuti durante la giornata, avvistamenti di animali. Poi con una virata di 90\u00b0 punta verso una gola in fondo alla quale un minuscolo isolotto si specchia in un laghetto di montagna.<\/p>\n<p> Qualche minuto dopo l\u2019idrovolante si posa dolcemente sull\u2019 acqua e noi scendiamo sull\u2019isoletta. <\/p>\n<p> A turno tratteniamo l\u2019aereo prima che prenda il largo, e ci godiamo il silenzio di questo angolo di paradiso. Dal centro del laghetto con il binocolo cominciamo a scrutare tra le conifere. <\/p>\n<p> Mentre alcune aquile volteggiano sopra di noi, incuriosite per la pacifica intrusione nel loro territorio, Cristin cerca di consolarci qualora non riuscissimo ad avvistare qualche traccia di vita. Del resto gli animali sono molto sospettosi e fuggono se sentono la presenza dell\u2019uomo.<\/p>\n<p> Poi dopo oltre mezz\u2019ora di sosta Cristin toccandomi sulla spalla e facendomi segno di non parlare, mi indica un punto della sponda del laghetto alle nostre spalle.<\/p>\n<p> Dapprima un orso si muove lentamente probabilmente ignaro della nostra presenza. Trascorrono pochi secondi ed ecco arrivare un secondo orso. A questo punto, probabilmente per aver avvertita la nostra presenza o chiss\u00e0 per quale altro motivo, all\u2019improvviso i due animali si rincorrono scomparendo tra gli alberi.<\/p>\n<p> Guardando l\u2019orologio notiamo che sono gi\u00e0 le 18.00. Con un certo timore faccio notare a Cristin che la nave parte alle 19.00 e certamente come da regolamento non aspetta nessuno. <\/p>\n<p> Il pilota cerca di tranquillizzarmi dicendo che al massimo in 45 minuti raggiungeremo il porto e di li in 5 minuti con l\u2019auto saremo sulla nave. Poi considerando che comunque saremmo arrivati entro il limite massimo, scherzando mi dice che qualora non ce l\u2019avessimo fatta, ci avrebbe accompagnati alla prossima destinazione della nave. Ma quando gli faccio notare che questo \u00e8 l\u2019ultimo scalo e che il prossimo sar\u00e0 fra due giorni a Vancouver, per sicurezza d\u00e0 un po\u2019 di manetta e punta decisamente verso la destinazione.<\/p>\n<p> Quando mettiamo piede sulla nave mancano 2 minuti alle sette. Viene ritirata la passerella, e noi agitando le braccia salutiamo Cristin che si allontana mentre i motori aumentano i giri e la nave si stacca dalla banchina.<\/p>\n<p> Ma come tutte le giornate trascorse intensamente, anche quella di oggi non ha finito di riservarci sorprese. Mentre sorseggiamo un drink, dalla veranda osserviamo la nave che si allontana lentamente da Ketchikan. <\/p>\n<p> Alle 21.00 l\u2019appuntamento \u00e8 nel grande salone del ristorante per la serata di gala. <\/p>\n<p> Se ogni sera lo chef ci ha strabiliato con i suoi manicaretti, questa sera decisamente ha superato se stesso.<\/p>\n<p> Nonostante ci avviamo verso la conclusione del nostro viaggio, l\u2019atmosfera che si respira nell\u2019ambiente raffinato ed elegante \u00e8 delle pi\u00f9 gioiose.<\/p>\n<p> Durante la serata vengono presentati tutti i componenti della nave, dal comandante all\u2019ultimo inserviente, che con la loro professionalit\u00e0 hanno fatto in modo di rendere piacevole, rilassante e sicura questa nostra vacanza.<\/p>\n<p> Pi\u00f9 tardi, quando tutti in piedi in coro hanno intonato una canzone, un brivido ci \u00e8 corso lungo la schiena pensando a quanti scomparvero mentre cantavano la stessa canzone proprio in queste acque circa un secolo fa durante una crociera.<\/p>\n<p> Poi, la musica allegra del gruppo che anima la serata ci riporta alla realt\u00e0 e mentre il comandante, augurandosi per il futuro di averci ancora a bordo della sua nave ci invita ad un brindisi, lo chef ci da l\u2019appuntamento per il gran buffet mezzanotte. <\/p>\n<p> Trascorriamo il resto della serata a teatro dove un gruppo di acrobati si esibisce in spericolati numeri. <\/p>\n<p> Qualche minuto prima della mezzanotte, con la complicit\u00e0 di un cameriere riesco ad essere tra i primi ad entrare nel salone che circa due ore prima ci ospitava per la serata di gala.<\/p>\n<p> Sembra impossibile che in cos\u00ec breve tempo il personale sia riuscito ad allestire quanto si presenta davanti a noi, un buffet dalle proporzioni colossali.<\/p>\n<p> Vale la pena scattare qualche foto a ricordo di questa serata. Passiamo davanti a vassoi e piatti decorati, fra statue di ghiaccio rappresentanti l\u2019ambiente marino. Carciofi, pomodori, cipolle, sedani e cavolfiori, come nelle fiabe si sono trasformati in fiori multicolori e fanno da cornice alle varie portate.<\/p>\n<p> Tutto \u00e8 stato confezionato con cura dal pane agli antipasti dalle pietanze ai dolci in una miriade di colori e profumi che si sposano con la coreografia appositamente creata.<\/p>\n<p> Con l\u2019ammissione dei croceristi al buffet, proviamo un po\u2019 di amarezza nel vedere pian piano sgretolarsi questo capolavoro. Poi ripensandoci, ci rendiamo conto che questo rito si rinnova ogni settimana e quindi lasciamo da parte le amarezze e partecipiamo alla festa.<\/p>\n<p> Quando \u00e8 ormai notte inoltrata facciamo ritorno nella nostra cabina dove prima di addormentarci daremo un\u2019occhiata al giornale di bordo per vedere le attivit\u00e0 del giorno.<\/p>\n<p> Al risveglio di questo ultimo giorno di navigazione ce la siamo presa con comodo. Dopo l\u2019ora di ginnastica, facciamo colazione sulla veranda osservando il paesaggio che nel senso inverso avevamo percorso di notte.<\/p>\n<p> Anche per l\u2019ultimo giorno le condizioni meteo non sono rassicuranti, ma nonostante ci\u00f2, il cielo coperto e la nebbia che si alza e si abbassa, riescono a dare delle immagini paesaggistiche stupende. <\/p>\n<p> Considerato che non abbiamo nulla da fare, oggi sono pi\u00f9 che mai deciso a catturare qualche immagine da catalogare tra i miei ricordi. <\/p>\n<p> Rimango cos\u00ec da solo tutto il giorno sul ponte 11 passando ogni tanto da una sponda all\u2019altra della nave, scrutando con il binocolo lungo le rive del passaggio, controllando lo specchio d\u2019acqua e osservando attentamente ogni variazione delle onde.<\/p>\n<p> Trascorro cos\u00ec la mia giornata, le ore passano, ma ogni qualvolta vedo in lontananza qualcosa, non appena metto a fuoco il binocolo, vedo solo tronchi che galleggiano.<\/p>\n<p> La mia costanza per\u00f2 viene premiata verso il tardo pomeriggio. In lontananza un spruzzo d\u2019acqua appare e scompare a ritmi continui. Una certa agitazione mi assale e ho una certa difficolt\u00e0 ad inquadrarlo nella telecamera. <\/p>\n<p> Vorrei chiamare qualcuno per renderlo partecipe di questo avvenimento, ma non c\u2019\u00e8 nessuno, per\u00f2 sento delle voci concitate provenire forse dal ponte 10 o da qualche altra parte e che ha individuato il soffiare di un cetaceo.<\/p>\n<p> Pochi secondi dopo sempre con la telecamera puntata pi\u00f9 o meno nella stessa direzione, vedo apparire una massa enorme nera che subito dopo si immerge. <\/p>\n<p> La balena si avvicina quasi come volesse farsi notare e si immerge e riemerge seguendo la rotta della nave rimanendo ad una distanza di circa 200 m. Ma lo spettacolo non \u00e8 finito perch\u00e9 dopo qualche secondo viene affiancata da altri 2 o 3 altri grossi cetacei. <\/p>\n<p> Nel frattempo alcuni passeggeri sono arrivati sul ponte 11 e guardano dalla parte opposta della nave. Dall\u2019altra parte infatti, altre due balene stanno dando spettacolo tra l\u2019ammirazione dei passeggeri che ritmano con la voce l\u2019immersione e l\u2019emersione dei mammiferi.<\/p>\n<p> Lo spettacolo si protrae per circa 5 minuti, poi, cos\u00ec come con il loro soffio si sono annunciate, con un\u2019ultima immersione spariscono sott\u2019acqua, mentre io faccio ritorno nella cabina per sistemare il bagaglio che dovr\u00e0 essere posto all\u2019esterno prima della mezzanotte.<\/p>\n<p> E\u2019 consuetudine sulle navi lasciare una mancia al personale che si \u00e8 dimostrato particolarmente attivo e cordiale con i passeggeri, e da parte nostra come del resto tutti i passeggeri possiamo dire di avere ricevuto un eccellente servizio. Sapendo poi che questi ragazzi a nostra disposizione 24 ore al giorno confidano in queste elargizioni in quanto lo stipendio \u00e8 piuttosto modesto, cerchiamo di arrotondare le cifre che la direzione ci ha consigliato di mettere nelle buste che ci ha fatto recapitare e che consegneremo questa sera.<\/p>\n<p> Concludiamo la serata ancora una volta ascoltando un po\u2019 di musica. L\u2019ambiente \u00e8 semideserto, in quanto la maggior parte dei passeggeri sta ultimando la preparazione dei bagagli prima di andare a dormire. <\/p>\n<p> Quando ci svegliamo, la nave sta passando sotto il ponte che delimita la periferia della citt\u00e0. In lontananza si distinguono gi\u00e0 i grattacieli di Vancouver. Il tempo piovoso e grigio aggiunge tristezza, alla tristezza che si prova ogni qualvolta sta per concludersi una vacanza.<\/p>\n<p> L\u2019avvicinarsi della nave nel porto attira uno stormo di gabbiani in cerca di cibo. Poi le sagome nitide degli enormi edifici ci fanno capire che il nostro viaggio \u00e8 terminato.<\/p>\n<p> Gli altoparlanti annunciano le modalit\u00e0 da seguire per uno sbarco ordinato che avverr\u00e0 secondo dei criteri che prevedono la discesa per prime, delle persone che proseguono il viaggio di rientro nei rispettivi Stati, con voli nelle prime 2 ore e cos\u00ec via.<\/p>\n<p> Gli ascensori salgono vuoti e scendono stracolmi di persone. Gli ultimi saluti, gli abbracci le promesse di rivederci, come avviene al termine di ogni vacanza trascorsa, assieme a gente conosciuta per l\u2019occasione.<\/p>\n<p> Poi \u00e8 la volta della nostra chiamata. Quando lasciamo la nave, diamo un ultimo sguardo a quella che per 8 giorni \u00e8 stata la nostra citt\u00e0, la nostra casa \u2026e, mentre lasciamo il porto alcune persone che stanno arrivando spingendo le loro valige ci chiedono: com\u2019\u00e8 andata? Sono i nuovi croceristi che tra qualche ora si imbarcheranno.<\/p>\n<p> Ma qui a Vancouver abbiamo tutto il giorno a disposizione in quanto il nostro aereo partir\u00e0 soltanto alle sette del pomeriggio. <\/p>\n<p> A bordo di una caratteristica vettura facciamo una visita panoramica della citt\u00e0. <\/p>\n<p> Ripercorriamo con malinconia gli ampi viali sotto una pioggerellina. Quando dopo aver attraversato il parco ci troviamo dalla parte opposta della baia, vediamo ancora una volta la nave ancorata.<\/p>\n<p> Quando al termine del giro ci troviamo a passeggiare nel pi\u00f9 antico quartiere della citt\u00e0, notiamo una curiosit\u00e0, il primo orologio a vapore costruito e che ogni quarto d\u2019ora fischia e sbuffa.<\/p>\n<p> Nel pomeriggio lasciamo la citt\u00e0 e in mezz\u2019ora raggiungiamo l\u2019aeroporto. Trascorriamo le ultime due ore a girovagare tra le boutique nei lunghi corridoi del duty free per gli ultimi acquisti e regali.<\/p>\n<p> Alle 7.00 puntualmente il velivolo si stacca dal suolo. Dopo poco pi\u00f9 di 3 ore di volo, quando siamo appena entrati nello spazio della Groenlandia, sul monitor appare la data odierna con l\u2019 orario in cui si trova l\u2019aereo al momento.<\/p>\n<p> Guardando dal finestrino vediamo il sole di mezzanotte, mentre sul monitor con lo scoccare della mezzanotte appare il giorno: 27 giugno 2002.<br \/>\n Non ci resta che chiamare la hostess, farci portare due bicchieri e anche se quelli che ci ha portato sono di plastica, brindare al nostro anniversario di matrimonio. <\/span>\n <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianni Giatti\u00a0&#8211; Mentre l\u2019aereo sorvola le alpi, il nostro pensiero corre indietro nel tempo, <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/diario-crociera-alaska\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1277,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,101],"tags":[304,305,102],"class_list":["post-1276","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-americhe","category-stati-uniti","tag-alaska","tag-gianni-giatti","tag-stati-uniti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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