{"id":1320,"date":"2016-12-01T21:56:24","date_gmt":"2016-12-01T20:56:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1320"},"modified":"2021-06-30T16:46:29","modified_gmt":"2021-06-30T14:46:29","slug":"turchia-finalmente-asia-minore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/turchia-finalmente-asia-minore\/","title":{"rendered":"Finalmente in Asia minore!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"mailto:enosant@alice.it\">di Eno Santecchia<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\nAbbiamo deciso di fare un viaggio in Turchia perch\u00e9, al di l\u00e0 di quello che si impara a scuola e di quello che si pu\u00f2 pensare, ho sempre creduto che doveva essere un paese affascinante e molto interessante. Porta dell&#8217;Oriente: sulle sue piste sono transitate, per millenni, le carovane, dirette in Asia sulla \u201cVia della Seta\u201d.<br \/>\nFin da piccolo ho pensato alla Turchia come se fosse al confine del nostro mondo eurocentrico, e ho sempre ammirato i viaggiatori, gli esploratori e i commercianti che vi transitavano per poi dirigersi verso mete pi\u00f9 lontane. <!--more-->Devo dire che mi incuriosiva anche il modo di pensare, di vivere e di fare dei Turchi. Volevo vedere se corrispondeva allo stereotipo che ci siamo fatti noi occidentali. Per convincerci a partire ha fatto la sua parte anche l&#8217;eterno dubbio che assilla noi europei: \u201cLa Turchia \u00e8 Europa o Asia?\u201d<\/p>\n<p>Si \u00e8 preferito un viaggio ben organizzato perch\u00e9 volevamo vedere pi\u00f9 luoghi nei pochi giorni disponibili, con la riserva di visitare con calma le localit\u00e0 ritenute interessanti. Abbiamo scelto il tour \u201cAntichi splendori\u201d della Francorosso poich\u00e9 volevamo vedere a tutti i costi le rovine di Troia. Il lato negativo \u00e8 che ci siamo potuti concedere ben poche distrazioni; la Turchia \u00e8 grande e i luoghi e le cose da vedere sono davvero moltissimi. Per gli spostamenti all&#8217;interno del paese bisogna utilizzare il pullman, purtroppo non c&#8217;\u00e8 la comodit\u00e0 di un grande fiume navigabile come il <a href=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/nilo.htm\">Nilo. <\/a> Alla fine i chilometri da percorrere sono tanti; secondo il programma in totale sono 1610. Devo dire per\u00f2 che la vista del panorama aiuta perch\u00e9 non \u00e8 monotono n\u00e9 piatto.<\/p>\n<p>La penisola anatolica \u00e8 stata pervasa nei millenni da numerose civilt\u00e0, ognuna delle quali ha lasciato le sue tracce.<br \/>\nSolo visitandola ci si pu\u00f2 effettivamente render conto di perch\u00e9 tanti popoli hanno cercato di conquistarla. Vero paradiso per archeologi e appassionati di antiche civilt\u00e0: vi sono 3.000 siti archeologici, vi sono passate 18 civilt\u00e0. La Turchia \u00e8 sempre stato un passaggio obbligato da e per l&#8217;Oriente e anche oggi svolge il suo ruolo per cos\u00ec dire di \u201cintermediario\u201d. Quindi un ponte naturale tra l&#8217;Europa e l&#8217;Asia tra est e ovest: un ponte che, purtroppo, a volte, trema a causa delle scosse sismiche. In Anatolia si trovano due delle sette meraviglie del mondo antico: il Mausoleo di Alicarnasso e il tempio di Artemide a Efeso.<\/p>\n<p><strong>Costantinopoli, la seconda Roma <\/strong><\/p>\n<p>Istanbul (Bisanzio fino al 330, Costantinopoli sino al 1760) si divide in tre parti: la penisola storica a sud del Corno d&#8217;Oro, il quartiere di Galata (la citt\u00e0 nuova) a nord del <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/1.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Corno. Entrambe sono nel continente europeo. La terza parte si trova in Asia, dall&#8217;altra parte del Bosforo (Bogazi\u00e7i) ed \u00e8 pi\u00f9 che altro zona residenziale (ha anche diverso prefisso telefonico).<\/p>\n<p>Istanbul \u00e8 una grande metropoli di oltre 8 milioni di abitanti, con una superficie di 150 x 50 km e si affaccia sul Bosforo che unisce il Mar Nero e il Mar di Marmara. La citt\u00e0 ha tre municipi. L&#8217;Anatolia, a differenza dell&#8217;Egitto, abbondava di legname da costruzione, quindi anticamente molte case erano costruite in legno, ma a causa dei numerosi incendi quasi tutte sono andate perdute. Ne rimane qualcuna che si pu\u00f2 ammirare nei pressi della moschea di Solimano. Osservando il panorama si pu\u00f2 ammirare l&#8217;inconfondibile, direi unica, elegante silhouette della citt\u00e0 dove risaltano le cupole semischiacciate delle moschee. E&#8217; una citt\u00e0 cosmopolita, da sempre un punto di passaggio obbligato e, nonostante gli abusi edilizi (da come ci ha detto la guida), riesce a coniugare bene il vecchio con il nuovo. Sin dalla sua fondazione \u00e8 stata un crocevia tra Europa, Asia e Africa. Possiede quattro universit\u00e0 pubbliche e quattro private. Il tulipano, importato originariamente dall&#8217;Asia, \u00e8 il simbolo di Istanbul, che \u00e8 una citt\u00e0 molto ricca di verde e si notano numerosi piccioni. Nonostante sia una grande citt\u00e0 con numerosi turisti, l&#8217;inquinamento \u00e8 in diminuzione: gli autobus verdi vengono alimentati a metano, il traffico resta comunque molto intenso.<\/p>\n<p>Vi sono moltissimi semafori e quasi tutti nuovi, i segnali stradali sono tutti in lingua turca, Dur significa Stop. Negli incroci pi\u00f9 importanti vi sono nuovissimi semafori che hanno anche un contatore alla rovescia per il tempo di attesa residuo. Anche le insegne e i cartelli pubblicitari sono tutti in turco, pochissimi sono in altre lingue pi\u00f9 che altro in inglese e tedesco. Vi sono migliaia di taxi e i pullman turistici sono numerosi e nuovi. La polizia di Istanbul reca sulle fiancate delle auto di servizio l&#8217;indirizzo email, suppongo, della centrale operativa.<\/p>\n<p>Costantinopoli sorgeva nella parte sud della odierna Istanbul, a nord vi erano insediamenti di veneziani e genovesi, i costruttori della torre di Galata. Un fatto poco conosciuto in Occidente \u00e8 quello che nel XVII secolo uno scienziato lanciatosi da questa torre riusc\u00ec a volare con le proprie forze (suppongo ali posticce) fino a Scutari sulla parte asiatica del Bosforo.<\/p>\n<p>L&#8217;impero ottomano, fondato nel 1299 dur\u00f2 fino al 1923 e nella massima espansione divenne pi\u00f9 grande di quello romano. Bisanzio deriva da Biksas, il suo fondatore, e divenne capitale dal 330 d. C. Si pu\u00f2 ancora ammirare l&#8217;acquedotto fatto costruire dall&#8217;imperatore Valente lungo 40 km. A Topane un quartiere di Istanbul, vi era una vecchia fabbrica di cannoni. Verso la fine dello scorso secolo numerosi palazzi della citt\u00e0 sono stati oggetto di profondi restauri in modo da far rivivere gli aspetti cari agli orientalisti che si possono vedere nei quadri di pittori come Eug\u00e8ne Delacroix e Jean-Auguste-Dominique Ingres.<\/p>\n<p>Nelle stanze dell&#8217;hotel pi\u00f9 famoso della citt\u00e0, il <a href=\"http:\/\/www.perapalace.com\/\">Pera Palace Hotel <\/a> (Palazzo di Pera), sono passati re, presidenti, scrittori, artisti e spie: Agata Christie, Greta Garbo, Mata Hari (nome d&#8217;arte di Margaretha Geertruida Zelle), Cicero, Luciano Pavarotti, ecc. L&#8217;hotel, che si specchia sul Bosforo, dispone anche di un eliporto con un elicottero sempre in attesa. Il Pera Palace Hotel fu costruito nel 1891 per ospitare i viaggiatori del mitico treno Orient Express, \u00e8 l&#8217;albergo occidentale pi\u00f9 antico di tutta la Turchia. Nel 1915 il greco Petros Bodosaki, vistosi rifiutare la permanenza nell&#8217;hotel, a causa dei suoi vestiti ri<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/2.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>tenuti inadeguati, acquist\u00f2 l&#8217;hotel. La stanza 101 ove si fermava Mustaf\u00e0 Kemal adesso \u00e8 un museo. La sua storia \u00e8 un romanzo, oltre ai numerosi ospiti illustri, non mancano cambi di gestione, difficolt\u00e0 economiche, restauri ecc.<\/p>\n<p>Passando in autobus abbiamo visto la stazione color rosa dell&#8217;Orient Express vicino al quartiere degli uffici, dove arrivava il famoso treno che, partito da Calais in Francia, attraversava l&#8217;Europa per 3186 Km. In questo leggendario treno Aghata Cristie ambient\u00f2 uno dei suoi pi\u00f9 famosi libri \u201cAssassinio sull&#8217;Orient Express\u201d, uscito nel 1934. Da qui il detective belga Hercule Poirot , richiamato urgentemente a Londra per lavoro, prese il treno dove fu impegnato a risolvere un complicato e sensazionale caso di omicidio.<\/p>\n<p><strong>Navigando sul Bosforo <\/strong><\/p>\n<p>Facciamo un&#8217;escursione in battello sul Bosforo Faik, la nostra guida, ci spiega parecchie cose interessanti che \u00e8 bene sapere. Una cosa non ha, per\u00f2, chiarito a sufficienza. Molte carte di Istanbul sono talmente grandi che non danno una chiara visione dello sviluppo del Bosforo verso il Mar Nero. Senza un&#8217; accurata analisi della cartina \u00e8 facile confondere lo stretto del Bosforo con il Corno d&#8217;Oro, che \u00e8 semplicemente un&#8217;insenatura lunga 7 Km e larga solo 800 m, che divide in due la zona europea di Istanbul. Questi particolari sono importanti per sapere sempre dove ci si trova.<\/p>\n<p>Il Bosforo (che significa canale della mucca, giovenca), chiamato Propontide nell&#8217;antichit\u00e0, \u00e8 lungo 30 Km, largo tra 620 m e 1700 m, profondo dai 50 ai 150 metri, \u00e8 uno stretto che unisce il Mar di Marmara (quindi il Mar Mediterraneo) al Mar Nero. Sul Bosforo, purtroppo, c&#8217;\u00e8 un intenso traffico di petroliere russe del Caucaso, provenienti dal Mar Nero. Il transito avviene secondo quanto stabilito dal trattato di Losanna del 1923. Sembra che sia in progetto un oleodotto che unir\u00e0 il Caucaso al Mar Mediterraneo, ci\u00f2 eviterebbe il continuo transito di petroliere che potrebbe rivelarsi molto pericoloso per la grande metropoli.<\/p>\n<p>La differenza della salinit\u00e0 tra il Mediterraneo che \u00e8 molto pi\u00f9 salato del Mar Nero crea due correnti lungo il canale. Il Mar Nero (anticamente chiamato Ponto Eusino) \u00e8 pi\u00f9 pescoso dell&#8217;Egeo e del Mediterraneo. Il Bosforo, che separa il continente europeo da quello asiatico, \u00e8 attraversato da 2 grandi ponti. Il ponte di Atat\u00fcrk del 1973 ha 6 corsie, \u00e8 lungo 1560 m e largo 33 m ed \u00e8 simile al Severn Bridge dell&#8217; Inghilterra. Divenuto questo insufficiente per il traffico fu costruito il ponte di Fatih, situato pi\u00f9 a nord verso il Mar Nero, Il ponte, inaugurato nel 1988, \u00e8 a 8 corsie, \u00e8 lungo 1510 m e largo 39 m ed \u00e8 considerato il sesto al mondo. Questo ponte si trova vicino alla fortezza di Rumeli, edificata dal conquistatore Maometto II durante l&#8217;assedio di Costantinopoli del 1453 per non far giungere i rifornimenti agli assediati cristiani.<\/p>\n<p>Curiosit\u00e0: anche il nostro Leonardo da Vinci fece un progetto per un ponte sul Bosforo e lo invi\u00f2 al sultano B\u00e2jaz\u00eed II (1481-1512) tramite l&#8217;ambasciatore turco a Genova.<\/p>\n<p><strong>Le splendide moschee di Istanbul <\/strong><\/p>\n<p>Moschea in turco si dice Cami. La moschea di Solimano il Magnifico \u00e8 stata costruita nel XVI secolo durante il periodo di massima espansione dell&#8217;impero ottomano dal famoso architetto turco Sinan (1489-1588) chiamato anche il Brunelleschi dell&#8217;architettura ottomana classica.<\/p>\n<p>Dopo 100 anni da questa fu costruita la moschea blu con il medesimo stile; ha 4 colonne gigantesche chiamate \u201cpiedi d&#8217;elefante\u201d, con un diametro di 5 metri, esse consentono una vista migliore rispetto alle moschee con numerosissime piccole colonne.<\/p>\n<p>L&#8217;architetto che l&#8217;ha costruita \u00e8 l&#8217;allievo prediletto di Sinan: Mehemet Aga. La moschea blu, costruita in soli 7 anni, \u00e8 l&#8217;unica al mondo con sei minareti. Terminata la visita alla moschea ci accorgiamo che il nostro pullman \u00e8 incastrato in mezzo a numerosi altri. Qui tutti si improvvisano vigili urbani, per fortuna dopo vari spostamenti in spazi ristrettissimi riusciamo a venirne fuori. Devo ammirare l&#8217;imperturbabilit\u00e0 e la flemma dei conduttori di autobus che non perdono mai la calma.<\/p>\n<p>I Turchi si convertirono al musulmanesimo nel IX secolo d.C. e presero le forme delle moschee dalla Persia (cupola, semicupole e i 4 minareti). Sulla sommit\u00e0 della cupola delle moschee vi \u00e8 sempre la mezzaluna in ottone simbolo della religione musulmana. In Turchia le moschee vengono costruite con le offerte dei cittadini e non dallo Stato. I religiosi sono lavoratori statali e i luoghi di culto musulmani sono istituti controllati dallo Stato. Attualmente ci sono molti credenti, ma pochi praticanti. La guida non esita ad affermare che molti suoi connazionali bevono gli alcolici, in particolare il Raki che \u00e8 una specie di anice di 45\u00b0, gradi usato anche durante i pasti, prodotto dallo Stato. Con tutta la buona volont\u00e0 non riesco nemmeno ad immaginare come fanno gli abitanti della penisola anatolica a innaffiare i loro buoni piatti con un liquore forte come la Sambuca. Anche in Turchia, come in Asia, c&#8217;\u00e8 un grande rispetto per gli anziani.<\/p>\n<p>Santa Sofia, uno degli edifici pi\u00f9 ammirati di Istanbul, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/3.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>si affaccia sulle acque azzurre del Bosforo ed \u00e8 circondata da splendidi giardini con una grande fontana. Da vicino la facciata di colore rossastro, \u00e8 un po&#8217; spenta e delude le nostre aspettative; i quattro minareti che circondano la moschea sono pi\u00f9 nuovi rispetto alla facciata. Santa Sofia (Divina Sapienza) iniziata nel 532 fu terminata in soli 5 anni, dall&#8217;Imperatore Giustiniano ed \u00e8 la quinta pi\u00f9 grande del mondo; prima chiesa bizantina, poi moschea, nel 1923 per opera di Atat\u00fcrk divenne museo e quindi vi si pu\u00f2 accedere senza togliersi le scarpe. All&#8217;interno mostra tutto il suo splendore, derivante da 1500 anni di storia; vi sono alcune colonne di marmo verde proveniente da Efeso, due di porfido rosso del Libano. Per costruire il tetto furono impiegati dei mattoni leggeri provenienti dall&#8217;isola di Rodi. Le pareti sono abbellite da splendidi mosaici a fondo oro. Attirano subito l&#8217;attenzione alcuni grandissimi medaglioni a fondo verde con scritte arabe in oro che portano i nomi dei grandi personaggi dell&#8217;Islam. Difronte al museo di Santa Sofia vi \u00e8 l&#8217;ingresso della cisterna Yerebatan, un grande serbatoio d&#8217;acqua con una foresta di colonne costruito dai Bizantini. Qui sono state girate alcune scene del film 007 di James Bond: \u201c Dalla Russia con Amore\u201d. Transitando, con il pullman, nel quartiere di Fener , la guida ci fa notare due importanti costruzioni. La chiesa di Santo Stefano o chiesa bulgara, \u00e8 stata costruita in Austria nel 1896 interamente in ferro, e trasportata lungo il Danubio e il Mar Nero, e il palazzo del patriarcato greco-ortodosso di Fener.<\/p>\n<p><strong>Visita al Gran Bazar <\/strong><\/p>\n<p>Il Grand Bazar di Istanbul \u00e8 il pi\u00f9 fornito e il pi\u00f9 organizzato dei souk; io lo chiamerei anche l&#8217;antenato dei nostri centri commerciali. E&#8217; una costruzione con cupole e volte, vi sono 4.000 negozi l&#8217;uno a fianco dell&#8217;altro, 18 porte, 60 strade e vicoli, 5 moschee interne, banche, fontane, ristoranti, il Monte dei Pegni, bagni turchi, stazioni di polizia\u2026 E&#8217; veramente una citt\u00e0 nella citt\u00e0. Lo scrittore Edmondo De Amicis lo visit\u00f2 nel 1905 e lo defin\u00ec: \u201cOrdinato come una caserma\u201d.<\/p>\n<p>Fra le 18 porte d&#8217;ingresso, le pi\u00f9 importanti sono quella di Nuruosmaniye (sopra si trova un emblema con un&#8217;arma, un libro e una bandiera) e quella di Beyazit (sopra c&#8217;e scritto \u201c Dio ama i mercanti\u201d). La via principale non \u00e8 molto lunga, ma a destra e a sinistra si estendono numerosi vicoli con altre ramificazioni. Vi si trovano maglie di cotone di buona qualit\u00e0, ceramiche, maioliche di Iznik (della moschea Blu), onice di Cappadocia, abbigliamento, capi in pelle, oggetti in vetro, ottone, rame, bronzo, ma soprattutto gioielli. Il souk \u00e8 per\u00f2 molto esteso, occupa infatti una superficie di 30 ettari, quindi per visitarlo \u00e8 consigliabile l&#8217;uso di una mappa. Il Gran Bazar \u00e8 stato distrutto da 12 terremoti e 9 incendi nel periodo ottomano, sempre restaurato e ingrandito. Noi acquistiamo un occhio arcaico che scaccia il malocchio: una tradizione molto pi\u00f9 antica del Cristianesimo e dell&#8217;Islam.<\/p>\n<p><strong>La tragica rivolta dell&#8217;Ippodromo <\/strong><\/p>\n<p>Giunti all&#8217;ippodromo rimaniamo delusi, perch\u00e9 non vi sono pi\u00f9 i resti del passato, oggi non \u00e8 altro che un grande viale coperto di verde con tre bei obelischi. Quello di Tutmosis III che con l&#8217;Imperatore Costantino venne portato dall&#8217;Egitto. Ci vollero 30 giorni per sistemarlo su un basamento romano e fu inaugurato nel 390 d. C. Gli altri sono la modesta colonna serpentina, proveniente dal tempio di Apollo di Delfi e la colonna di Costantino(eretta nel IV secolo), rovinata in quanto sono state tolte le lamine in bronzo. La \u201ccolonna bruciata\u201d (\u00c7emberlitas) innalzata dall&#8217;Imperatore Costantino nell&#8217;anno 330 si trova non distante dal Gran Bazar, ma \u00e8 ridotta male a causa dei terremoti e degli incendi. E&#8217; sostenuta da cerchi metallici che producono ruggine, riesce a dare solo un&#8217;idea confusa di come era all&#8217;origine.<\/p>\n<p>Nel periodo bizantino, nell&#8217;ippodromo, si svolgevano spettacoli e combattimenti, ma ci\u00f2 che produceva un tifo, spesso violento, erano le corse dei carri. Vi erano delle fazioni che rappresentavano l&#8217;aristocrazia e altre i ceti medi e, in seguito all&#8217;arresto di alcuni facinorosi, dal 13 al 14 gennaio del 532 d. C. si accese una rivolta al grido di <em>nik\u00e0 <\/em> (Nike in greco significa vittoria), cio\u00e8 vinci. Le fazioni si allearono e assalirono le prigioni, il palazzo governativo e distrussero anche la chiesa di Santa Sofia. La rivolta fu sedata nel sangue, dalla fermezza dell&#8217;imperatrice Teodora e dalle truppe del generale Belisario. I morti furono oltre 30.000.<\/p>\n<p><strong>La \u201cPorta Sublime\u201d e il palazzo di Topkapi <\/strong><\/p>\n<p>Il palazzo di Topkapi (significa porta dei cannoni), cuore del vasto impero ottomano, che domina il Bosforo e il Corno d&#8217;Oro (Hali\u00e7), fu la sede del governo e la reggia dei sultani dal 1481 al 1853. In realt\u00e0 Topkapi \u00e8 una vera cittadella.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/4.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> Per accedere all&#8217;interno della quale vi sono tre porte, la principale \u00e8 la Porta Sublime o Porta del Saluto, dove prestano servizio di rappresentanza i militari della Jandarma (la gendarmeria Turca). Il palazzo \u00e8 ricco di verde: ci sono degli ippocastani secolari. A destra dell&#8217;ingresso ci sono delle enormi cucine con caratteristici camini, simili a quelli della residenza estiva dei reali del Portogallo a Sintra. Le 10 gigantesche cucine del palazzo, dove ogni giorno si preparavano pasti per 5000 persone, sono state progettate dall&#8217;architetto Sinan. Nelle stanze dei tesori vi sono troni e gioielli magnifici, diamanti, smeraldi, la spada di Solimano invece \u00e8 alquanto modesta. Dal tesoro desumo che l&#8217;interscambio di rapporti e doni con le case regnanti e i governi europei era abbastanza intenso. Il tesoro dei sultani non \u00e8 per\u00f2 tutto qui. Per motivi di spazio gli oggetti vengono fatti ruotare periodicamente nelle vetrine (in ogni visita si possono ammirare oggetti diversi). Nella sezione delle reliquie ci sono oggetti appartenuti al Profeta Maometto, tra cui due spade, un mantello, le bandiere, lettere e altri oggetti molto venerati. Vi \u00e8 anche un museo della ceramica con maioliche provenienti dalla Cina, non dimentichiamo che in Turchia le carovane percorrevano la \u201cVia della Seta\u201d. Abbiamo visitato la stanza dove si riuniva il Divan, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/5.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>consiglio imperiale ottomano, che all&#8217;inizio era presenziato dal sultano. In seguito a un attentato, l&#8217;imperatore non partecip\u00f2 pi\u00f9 direttamente, ma restava in una stanza superiore, collegata all&#8217;altra mediante una specie di camino, che permetteva di ascoltare i dibattiti dell&#8217;assemblea. Come abbiamo visto in questo complesso si svolgeva una vita da \u201cmille e una notte\u201d, ma essendo il cuore del vasto impero ottomano, vi giungevano anche i problemi dalle pi\u00f9 lontane regioni. Qui giungevano corrieri ed ambasciatori da tutto il Mar Mediterraneo, dall&#8217;Europa e dall&#8217;Asia.<\/p>\n<p>In occidente non \u00e8 molto noto, ma nel 1203 i Veneziani, nel corso della IV crociata, assediarono Costantinopoli, la strapparono ai Bizantini e la saccheggiarono, soffocando nel sangue la rivolta del gennaio 1204, inoltre vennero trafugati i quattro cavalli che ora si trovano sulla facciata della chiesa di San Marco a Venezia.<\/p>\n<p><strong>\u00c7anakkale, ovvero giungiamo in Asia <\/strong><\/p>\n<p>Attraversiamo lo stretto dei Dardanelli, lungo 60 km, profondo 10 metri, largo da 1,2 a 4 Km e giungiamo a \u00c7anakkale, che nell&#8217;antichit\u00e0 si chiamava Dardanos, \u00e8 ora un luogo di villeggiatura per Turchi che qui possiedono la seconda casa. Non vi sono molti turisti esteri. Di passaggio in autobus riesco a fare una bella foto ad un cannone della campagna di Gallipoli colpito da un ordigno.<\/p>\n<p>Tutta la costa che va dallo stretto dei Dardanelli fino all&#8217;antica Smirne possiede siti archeologici di eccezionale interesse. In questi luoghi vissero o transitarono grandissimi personaggi di Atene, Sparta, Tebe e delle altre citt\u00e0 elleniche.<\/p>\n<p><strong>La mitica Ilio <\/strong><\/p>\n<p>Dirigendoci verso Troia, pochi chilometri prima del sito archeologico vero e proprio, l&#8217;autobus si ferma in un bar. Nel piazzale abbiamo potuto ammirare, con grande soddisfazione, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/6.jpg\" width=\"300\" height=\"202\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>una baracca di legno con davanti una grande targa bilingue, la quale spiegava che questa era stata la dimora provvisoria del grande tedesco Heinrich Schliemann (1882-1936), fondatore dell&#8217;archeologia moderna. Ad un certo punto della sua vita di mercante, gli venne un&#8217;ispirazione: rapito da una passione bruciante impar\u00f2 l&#8217;Iliade a memoria, lasci\u00f2 tutto per seguire il suo sogno e raggiunse l&#8217;Anatolia. Tra il 1871 e il 1890, dopo laboriose ricerche, riusc\u00ec a portare alla luce le sette citt\u00e0 di Troia; infatti sul colle, da dove ancora oggi si ammira uno splendido panorama della pianura, luogo del duello fra Ettore e Achille, vi sono i resti di ben sette citt\u00e0 costruite in epoche diverse.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/7.jpg\" width=\"203\" height=\"300\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/span><\/p>\n<p>Questo archeologo ha realizzato il sogno di studiosi, storici o semplici appassionati del poema di Omero. Ricordo quando da ragazzo, studiando l&#8217;Iliade, mi ero fatto gi\u00e0 un&#8217;idea di questa citt\u00e0 che, nonostante la superiorit\u00e0 nemica, resisteva coraggiosamente all&#8217;assedio degli Achei. Personalmente ho sempre parteggiato per Ettore, anche perch\u00e9 era un personaggio pi\u00f9 umano.<\/p>\n<p>A Troia si trova quello che ci si aspetta di trovare: un enorme cavallo di legno nei pressi dell&#8217;ingresso; dove la bigliettaia \u00e8 una ragazza bellissima.<\/p>\n<p>Si entra dalla porta orientale, dove possiamo finalmente toccare con mano le poderose mura della citt\u00e0. Non posso nascondere una certa commozione nell&#8217;appoggiare le mani sulle mura della citt\u00e0 cantata da Omero e di fronte a queste rovine danneggiate da numerosi terremoti, incendi, battaglie.<\/p>\n<p>Ritorniamo a \u00c7anakkale dove alloggiamo e, dopo cena, facciamo una passeggiata sul lungomare molto<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/8.jpg\" width=\"300\" height=\"203\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><\/span><\/p>\n<p>affollato ed ascoltiamo seduti su una panchina i racconti di viaggio di due signori di Bologna , che si erano recati nell&#8217;isola di Celebes in Indonesia. E&#8217; stato divertentissimo ascoltare la signora Maria Rosa, tranquilla parrucchiera emiliana, che raccontava le avventure attraverso impenetrabile giungla del Sulawesi, l&#8217;incontro con grandi serpenti, gli invadenti insetti ecc.<\/p>\n<p>Alle ore 5,00 dell&#8217;8 agosto del 2002 a \u00c7anakkale mi sveglia il muezzin, evidentemente un minareto si trova vicino all&#8217;hotel. Il cielo \u00e8 molto nuvoloso, gli autisti dei pullman verso le ore 6,00 hanno gi\u00e0 acceso i motori e stanno riordinando i mezzi. Partiamo per Pergamo ove nacque la carta pergamena. Il sito archeologico di straordinario interesse e anche di grande impatto visivo, domina l&#8217;attuale cittadina di Bergama e da esso si pu\u00f2 godere di un panorama suggestivo e spettacolare. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/9.jpg\" width=\"300\" height=\"204\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Visitiamo anche il tempio di Esculapio; all&#8217;ingresso vi \u00e8 una targa con la scritta: \u201cVietato l&#8217;ingresso alla morte\u201d. Mentre ci troviamo al centro del tempio, la guida spiega come si svolgeva la vita all&#8217;interno dell&#8217;antenato dei moderni nosocomi.<\/p>\n<p>In questo antico ospedale i malati inguaribili o gravi non erano ammessi, poich\u00e9 essi avrebbero potuto rovinare il buon nome della casa di cura. La guida ci indica una fontanella sacra da cui sgorga un&#8217;acqua leggermente radioattiva, che forse veniva usata per scopi terapeutici. Una coppia di giovani, non appartenenti al nostro gruppo, si avvicina alla fonte e prima che qualcuno facesse in tempo a dire qualcosa si dissetano tranquillamente. In effetti nessun cartello indicava quello che la nostra guida ci ha detto a voce.<\/p>\n<p>Visitiamo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/10.jpg\" width=\"300\" height=\"203\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>anche Efeso che sotto il periodo romano aveva 250.000 abitanti, dove si possono ammirare il magnifico teatro, la biblioteca di Celso, il tempietto di Adriano e la basilica di San Giovanni che visse qui. Non distante da qui si trova il tempio di Artemide, come gi\u00e0 detto una delle sette meraviglie del mondo antico, purtroppo andato pi\u00f9 volte distrutto.<\/p>\n<p>Pernottiamo poi nella citt\u00e0 di Smirne (ora Izmir), che la guida ci indica come la citt\u00e0 turca pi\u00f9 europea (a me lo sembra anche Istanbul). Nella citt\u00e0 vi \u00e8 un lungomare nuovo, alberato, purtroppo non c&#8217;\u00e8 tempo per la visita. Il giorno successivo partiamo per Ankara con un volo di linea.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ankara <\/strong>(anche Angora)<\/p>\n<p>Sorge sull&#8217;altopiano anatolico a 851 m di altitudine, quindi ha un clima sempre abbastanza fresco. Ankara, che significa gola, \u00e8 diventata la capitale politica della Turchia solo dopo la nascita della Repubblica turca. Qui abbiamo visitato lo splendido museo delle civilt\u00e0 anatoliche, che ha vinto il premio di miglior museo europeo del 1997 (European Museum of the Year Award). Questa esposizione, fondata da Atat\u00fcrk, \u00e8 la pi\u00f9 importante dell&#8217;Asia Minore; si trova su un colle dal quale si pu\u00f2 ammirare il panorama della citt\u00e0. Molto interessanti sono le sale che contengono reperti e ricostruzioni della pi\u00f9 antica citt\u00e0 del mondo: Ciatalhoyuk, che risale al 6800 a.C. (Neolitico). All&#8217;inizio di questo periodo l&#8217;uomo sa gi\u00e0 coltivare, ma non ha ancora imparato a lavorare l&#8217;argilla. Nel museo \u00e8 ricostruita una casa, vi \u00e8 anche una riproduzione \u201ca volo d&#8217;uccello\u201d (come si diceva nell&#8217;antichit\u00e0), di un agglomerato urbano dell&#8217;epoca, dove non vi erano strade n\u00e9 le abitazioni avevano porte. Non dimentico di acquistare una pesante guida del museo su carta patinata.<\/p>\n<p>Ho particolarmente ammirato altorilievi, risalenti a vari periodi, dove sono rappresentati i re Ittiti che si recavano in battaglia, con carri trainati da cavalli. Abbiamo anche visto la camera sepolcrale di Mida, re dei Frigi, famoso per la sua ricchezza, che invase e distrusse l&#8217;impero ittita. La scrittura cuneiforme ittita fu decifrata solo nel 1915, grazie a una stele bilingue, come quella egizia di Rosetta. La decifrazione della lingua ittita per\u00f2 prosegue molto lentamente perch\u00e9 gli ittitiologi sono pochi.<\/p>\n<p>Secondo il programma, purtroppo, dobbiamo lasciare subito la capitale per dirigerci verso la costa dell&#8217;Egeo.<\/p>\n<p><strong>Le riforme di Mustaf\u00e0 Kemal <\/strong><\/p>\n<p>A chi \u00e8 appassionato di storia, il personaggio di cui andremo a parlare, non pu\u00f2 passare inosservato. Transitando con il pullman, la guida ci indica il maestoso, monumento dallo stile spartano, dedicato ad Atat\u00fcrk (padre dei turchi) che si trova su una collina ed \u00e8 meta di pellegrinaggi dei Turchi. Faik, il nostro <em>cicerone <\/em>, durante tutto il viaggio ci parla ampiamente e volentieri di Atat\u00fcrk, con l&#8217;enfasi e la venerazione dei Turchi. Kemal Pasci\u00e0 ha fatto moltissimo per la Turchia e credo proprio che la grande stima di cui gode sia pi\u00f9 che meritata. Sicuramente senza di lui la Turchia non sarebbe come \u00e8 oggi. Questo emblematico personaggio, (forse gi\u00e0 nato con il destino di diventare un grande statista), partito dalle file dell&#8217;esercito turco come ufficiale, riusc\u00ec a diventare eroe nazionale. Nato a Salonicco, nell&#8217;attuale Grecia, aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri, riusc\u00ec a salvare l&#8217;integrit\u00e0 del territorio nazionale e ad attuare delle coraggiose riforme, che hanno dato vita alla moderna Repubblica turca. Basti pensare che, volendo sostituire l&#8217;alfabeto arabo con quello latino, un mattino del 1923, i Turchi trovarono tutti i quotidiani scritti esclusivamente in alfabeto latino. La Turchia riprese il diritto penale dall&#8217;Italia, il diritto civile dalla Svizzera, il diritto commerciale dalla Germania e il diritto amministrativo dalla Francia. Dal diritto penale italiano, preso nel 1923, fu tolto il diritto canonico. Si abol\u00ec la poligamia, si accett\u00f2 il divorzio e il matrimonio civile \u00e8 l&#8217;unico ad essere riconosciuto in Turchia. L&#8217;istruzione scolastica di base \u00e8 obbligatoria e inizia a 7 anni, le universit\u00e0 sono a numero chiuso. Le autorit\u00e0 dello Stato sono il Municipio, le Prefetture e il Governo centrale, non vi sono governi locali.<\/p>\n<p>Mentre il paesaggio scorre, dal vetro del pullman osservo e rifletto pensando al passato. Siamo nel cuore dell&#8217;Impero Ittita, fiero nemico degli antichi Egizi. Da qui partirono le armate dirette a combattere Ramses II faraone d&#8217;Egitto, la memorabile battaglia si svolse a Qadesh sul fiume Oronte in Siria. Mi trovo nella regione d&#8217;origine degli splendidi conigli e delle capre d&#8217;angora, dalla cui lana si ricava l&#8217;ottimo filato Mohair. La Turchia \u00e8 il paese dove ci sono anche i pi\u00f9 bei gatti del mondo, purtroppo non abbiamo potuto ammirare lo splendido gatto d&#8217;angora (Ankara), dal mantello lungo, molto simile a quello del coniglio d&#8217;angora. La finezza dei mantelli di questi animali \u00e8 dovuta forse al fatto che a questa altitudine, i peli devono proteggere l&#8217;animale dal freddo.<\/p>\n<p><strong>Il caravan serraglio <\/strong><\/p>\n<p>Lasciata Ankara, diretti in Cappadocia, sostiamo nel Caravanserraglio di Agzikarahan. Caravan serraglio, che letteralmente significa mercato, \u00e8 in realt\u00e0 una stazione di posta per le carovane sulla \u201cVia della Seta\u201d, che, dalla Cina, si diramava poi per raggiungere l&#8217;Egeo e il Mediterraneo. Poich\u00e9 le incursioni dei predoni erano assai frequenti, la piccola fortezza aveva alte mura, un robusto portone, un ampio cortile interno, rifugi coperti per uomini e animali, nonch\u00e9 locali per la contrattazione. Disponeva di ci\u00f2 che serviva per il riposo di uomini ed animali. La carovana si riforniva di tutto il necessario per riprendere il cammino. I cammelli riuscivano a percorrere 50 Km in 10 ore (5 Km\/h), quindi i caravanserragli erano posti fra loro a una distanza di 50 km. Non riesco a nascondere la grande emozione di trovarmi in un luogo cos\u00ec suggestivo, dove sono transitati personaggi, che hanno permesso di far conoscere l&#8217;Estremo Oriente in Europa. Se avessi a disposizione la macchina del tempo vedrei passare: Marco Polo, Giovanni Dal Pian del Carpine, padre Matteo Ricci \u2026 Immagino la durissima, ma entusiasmante vita dei carovanieri e viaggiatori, sempre difronte a nuove avventure, sicuramente pi\u00f9 belle da sognare che da vivere.<\/p>\n<p>L&#8217;Anatolia allora come oggi consente agli europei di adattarsi gradualmente ai cambiamenti di usi, costumi e tradizioni che si incontrano inoltrandosi nel cuore dell&#8217;Asia.<\/p>\n<p>Si fa una breve sosta per fare delle foto ad un lago salato, le cui acque non ospitano pesci e parzialmente ritiratesi consentono di camminare sulla battigia completamente bianca e abbagliante a causa del deposito di sale.<\/p>\n<p><strong>Cappadocia <\/strong><\/p>\n<p>In Cappadocia, (che letteralmente significa terra dai bei cavalli), la temperatura \u00e8 fresca, ma l&#8217;umidit\u00e0 \u00e8 bassa. Alle ore 6 sulla finestra del mio hotel il <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/13.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>termometro segnava 21 C\u00b0. In tutta la Turchia le nuvole sono fatte per essere fotografate, ma qui fanno da cornice ad un paesaggio indimenticabile.<\/p>\n<p>La Cappadocia, una delle zone pi\u00f9 sorprendenti della terra, si \u00e8 formata grazie all&#8217;eruzione di due vulcani vicini. Essendo una terra vulcanica, \u00e8 quindi fertilissima: vi maturano infatti albicocche di prima qualit\u00e0, uva, prugne. Si coltivano anche patate, viti e zucche per semi, grano, ceci.<\/p>\n<p>La valle di G\u00f6reme \u00e8 una delle pi\u00f9 famose della Cappadocia: ospita un numero elevatissimo di chiese rupestri ed \u00e8 un vero e proprio \u201cmuseo all&#8217;aria aperta\u201d. Qui si possono ammirare i camini delle fate, formazioni rocciose, provocate dall&#8217;erosione dell&#8217;acqua e del vento. Sono chiamati cos\u00ec perch\u00e9 alcuni contadini superstiziosi credevano che in ogni camino vivesse una fata.<\/p>\n<p>Inoltre il sottosuolo della Cappadocia <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/14.jpg\" width=\"300\" height=\"203\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>\u00e8 attraversato da migliaia di gallerie e cunicoli che costituivano una cinquantina di citt\u00e0 sotterranee, di cui solo 3 sono visitabili. Noi visitiamo quella di Kaymakli, ma sotto terra non mi sento un granch\u00e9 a mio agio. Interessanti sono le porte rotanti che bloccavano il passaggio con enormi massi, che per\u00f2 si muovevano su perni e si potevano spostare solo dal lato interno.<\/p>\n<p><strong>Konya -Antalya <\/strong><\/p>\n<p>Partiti dalla Cappadocia, diretti ad Antalya, visitiamo a Konya, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 religiose della Turchia, il complesso dei Dervisci Danzanti, oggi chiamato \u201cMuseo di Mevlana\u201d. Questo \u00e8 un convento costruito dai seguaci di Mevlana (1207-1273), mistico persiano che visse a Konya nel XIII secolo e che interpret\u00f2 il corano secondo ideali di tolleranza, carit\u00e0 e umanit\u00e0. Egli diceva: \u00abSembra come sei o sii come sembri\u00bb, un chiaro no all&#8217;ipocrisia.<\/p>\n<p>Tra Konya e Antalya vi sono piccole estensioni di cereali; sembra che siano trebbiati ancora senza mietitrebbia, ma non so come.<\/p>\n<p>Non distante da questa citt\u00e0 passava una diramazione della \u201cVia della Seta\u201d percorsa, nel passato, da carovane che portavano in Europa spezie e stoffe di seta.<\/p>\n<p>Poco prima di arrivare al mare ci fermiamo e in una vicina piantagione di cotone riesco a fotografare da vicino la pianta, purtroppo, non ancora fiorita.<\/p>\n<p>Antalya, situata a circa 60 m s. l. m., \u00e8 uno dei centri pi\u00f9 noti e importanti della costa \u201cturchese\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le strade dell&#8217;Anatolia <\/strong><\/p>\n<p>Le strade turche sono ben tenute, stranamente per\u00f2 passano da tratti a due a tre corsie e viceversa, specialmente in salita per agevolare i veicoli lenti.<\/p>\n<p>In Turchia si trova anche qualche breve tratto di strada in cemento.<\/p>\n<p>Sulle strade vi sono moltissimi rifornimenti nuovi, ma anche parecchi abbandonati; nonostante la concorrenza il prezzo della benzina verde \u00e8 di circa un euro. La guida precisa che la benzina e i prodotti tecnologici sono cari, mentre le case e i terreni costano poco.<\/p>\n<p>Abbiamo notato degli strani lavaggi, ovvero delle docce gocciolanti. A che serviranno mai? Sono delle docce per auto, servono per togliere la polvere dalle auto, sono gratis, certamente non offrono le stesse comodit\u00e0 di un vero autolavaggio, ma per chi non vuole spendere vanno benissimo.<\/p>\n<p>I pullman hanno l&#8217;obbligo del cronotachigrafo e non superano mai le velocit\u00e0 consentite per evitare pesanti sanzioni. Le guide non si permettono di invitare i conduttori di andare pi\u00f9 veloci; non vogliono prendersi la responsabilit\u00e0 del ritiro della patente da parte della polizia, che in questo \u00e8 intransigente e severa.<\/p>\n<p>Ci ferma la polizia stradale, il conduttore \u00e8 sensibilmente imbarazzato, Faik scende con lui, e non vuole che si vada a curiosare. Gli agenti analizzando il disco del cronotachigrafo constatano che la sera prima, il nostro conduttore quando viaggiava senza passeggeri per raggiungerci da Smirne ad Ankara, aveva superato di pochissimo la velocit\u00e0 consentita. Forse solo il <em>savoir faire <\/em> di Faik ci ha consentito di non rimanere senza autista, tra le altre cose gli ha detto: \u00abAbbiate compassione di questo povero conduttore, ha moglie e otto figli da mantenere a casa\u00bb. Non era vero, ma \u00e8 servito!<\/p>\n<p>Il numero di pronto intervento per chiamare la Jandarma \u00e8 il 156 che dispone di veicoli azzurri; con il 112 si chiama la Mezzaluna Rossa (la nostra Croce Rossa). Il servizio militare in Turchia \u00e8 obbligatorio e dura 18 mesi, non esiste l&#8217;obiezione di coscienza. In Turchia l&#8217;esercito \u00e8 molto amato perch\u00e9 esso \u00e8 uno strenuo difensore della laicit\u00e0 della Repubblica.<\/p>\n<p><strong>Altre notizie e impressioni <\/strong><\/p>\n<p>Durante gli spostamenti in pullman tra un luogo e l&#8217;altro la nostra guida ci ha molto parlato della mitologia greca e anatolica e ci ha dato anche diverse informazioni su luoghi che non abbiamo visitato; abbiamo cos\u00ec saputo che nelle lapidi del cimitero di Gallipoli sono riportati anche i nomi dei soldati nemici morti in una battaglia durante la prima guerra mondiale. L&#8217;acqua del lago Van non \u00e8 dolce, ma \u00e8 ricca di soda e che in questi ultimi anni in Turchia sono state costruite grandi dighe sul Tigri e l&#8217;Eufrate. Ci ha narrato anche della sconfitta di Creso sovrano di Lidia avvenuta nel 546 a. C. ad opera di Ciro il grande re dei Persiani. Creso aveva un figlioletto sordomuto, quando stava per essere ucciso da un soldato nemico che non lo conosceva, miracolosamente parl\u00f2 salvandolo. Grazie agli insegnamenti di Solone, Creso riusc\u00ec a convincere Ciro a diffidare della fortuna perch\u00e9 \u00e8 traditrice, il conquistatore lo riconobbe come uomo saggio e lo tenne con s\u00e9 come consigliere ed amico. Non potevano mancare cenni sui viaggi del grande Erodoto di Alicarnasso.<\/p>\n<p>Ho potuto constatare, personalmente, che il detto \u201cfuma come un Turco\u201d corrisponde a verit\u00e0 poich\u00e9 qui tutti fumano veramente troppo. Anche in Grecia non stanno meglio, il 45% della popolazione \u00e8 composta da fumatori. Ritengo necessario che il governo turco, come in Europa e negli Stati Uniti, debba farsi promotore di una energica campagna contro il fumo, anche perch\u00e9 questo vizio incide parecchio sulla spesa sanitaria.<\/p>\n<p>Vi sono numerosi gestori di telefonia mobile, la guida mi dice che il pi\u00f9 conveniente \u00e8 TurkCell. I gestori di cellulari sono efficienti ed accettano anche il canale 050 (indicazione della provincia in cui ci si trova). Oltre alla carta di credito VISA viene accettata bene anche l&#8217;American Express.<\/p>\n<p><strong>La natura <\/strong><\/p>\n<p>Al primo posto dell&#8217;economia turca vi \u00e8 l&#8217;agricoltura, poi l&#8217;industria, poi il turismo; la disoccupazione resta per\u00f2 molto alta. La guida ci dice che la Turchia \u00e8 uno dei sette paesi autosufficienti dal punto di vista alimentare: le principali coltivazioni sono il riso, le nocciole, il mais, il the, le albicocche, le fragole, le pesche, i girasoli, le banane, il tabacco. Sono famosi l&#8217;uva sultanina e i fichi secchi di Smirne.<\/p>\n<p>La Tracia \u00e8 ricoperta di immense coltivazioni di girasoli, di boschi di pino e in pianura vi sono anche coltivazioni di pomodori, peperoni e cocomeri.<\/p>\n<p>In tutto il mio percorso ho visto solo pochissime coltivazioni di foraggio come l&#8217;erba medica. A pascolo ci sono solo mucche (soprattutto frisone olandesi), i dromedari sono scomparsi nel 1800 e sono stati reintrodotti solo a scopo turistico.<\/p>\n<p>Non ricordo di aver assaggiato l&#8217;olio di oliva a crudo, poich\u00e9 nei ristoranti usano l&#8217;olio di semi di girasoli. Le olive turche mi sono sembrate amare, suppongo che ci\u00f2 derivi da un&#8217;errata salamoia e non dalla scarsa qualit\u00e0 delle stesse.<\/p>\n<p>In Anatolia non vi sono pi\u00f9 latifondisti, tutta l&#8217;agricoltura \u00e8 gestita da cooperative.<\/p>\n<p>La visita alla cooperativa di tappeti in questo genere di viaggi non manca mai. Ma qui sembra di ritornare di alcuni decenni indietro quando anche in Italia si coltivava l&#8217;albero del Gelso e si allevava il baco da seta. Abbiamo potuto vedere tutte le fasi della lavorazione dal bozzolo del baco al filo splendente e poi donne al lavoro sul telaio intente a riportare sulla tela sofisticati disegni. Per chi vuole acquistare un tappeto non manca l&#8217;imbarazzo delle scelta: tappeti di lana, lana su cotone o seta pura. In un tappeto sono importanti: la trama, gli orditi e i nodi. Il tappeto persiano \u00e8 pi\u00f9 fine di quello turco, ma meno resistente poich\u00e9 \u00e8 a nodo singolo, mentre quello turco \u00e8 a nodo doppio. Il Kilim invece \u00e8 ricamato, non ha i nodi. Nella piccola cittadina di Hereke, vicino a Istanbul, si producevano i tappeti reali di lana su cotone.<\/p>\n<p>Chi crede che l&#8217;Asia Minore sia un luogo semi desertico e inospitale dove sopravvivono solo i <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/anatolia\/15.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>cammelli e i serpenti si sbaglia di grosso. Ci\u00f2 forse deriva dall&#8217;educazione tendente ad esaltare solo i pregi del paese in cui si viene educati. E&#8217; come una cartina del meteo della TV italiana dove la Corsica \u00e8 incomprensibilmente semioscurata. In Turchia vi sono oltre 2700 specie di piante di cui 800 endemiche. Vi sono 280 variet\u00e0 di orchidee selvatiche e 140 endemiche. La pianta di colore argento dalle foglie simile all&#8217;ulivo, rigogliosa e diffusissima in Cappadocia, \u00e8 la Giuggiola selvatica. Nel parco di G\u00f6reme i cespugli di giuggiole selvatiche sono particolarmente rigogliosi.<\/p>\n<p><strong>Le guide <\/strong><\/p>\n<p>La guida ci dice che il turco \u00e8 una lingua simile al coreano, al giapponese, al finlandese e all&#8217;ungherese ed ha una diversa costruzione del discorso, rispetto alla nostra. Infatti gli interpreti, in diretta, di questa lingua devono prima ascoltare la fine della frase per tradurla correttamente e pi\u00f9 di mezzora di lavoro continuo non riescono a svolgere. Le prime popolazioni turche che invasero l&#8217;Anatolia provenivano dalle zone prossime alla Grande Muraglia Cinese.<\/p>\n<p>Faik, la nostra guida di ottima cultura, conosce benissimo anche la storia, l&#8217;arte la mitologia ellenica, romana e anatolica. E&#8217; lieto di parlarci anche della formazione delle guide turistiche nel suo paese. In Turchia il Ministero del Turismo prevede una sola guida ufficiale senza assistenti di viaggio o altro, come invece si verifica in altri paesi come l&#8217;Egitto. I requisiti per diventare una guida sono: la laurea, la cittadinanza turca, parlare bene la lingua madre, conoscere l&#8217;archeologia, la mitologia, la storia dell&#8217;arte, essere un buon conoscitore di almeno una lingua straniera (si deve sostenere un esame senza vocabolario). Il corso di guida dura nove mesi per 5 ore al giorno e riguarda dieci materie, alla fine, accompagnati dai docenti, gli allievi si recano per 40 giorni in tutti i siti pi\u00f9 interessanti della Turchia, dove si devono sostenere ancora altri esami sul luogo.<\/p>\n<p>Ogni anno si recano in Turchia 10 milioni di turisti: quelli italiani, che sono circa 50.000, si concentrano pi\u00f9 che altro in luglio ed in agosto, mentre altri europei, quali inglesi e tedeschi, preferiscono altri periodi dell&#8217;anno.<\/p>\n<p><strong>Turismo <\/strong><\/p>\n<p>In otto giorni a causa dei continui spostamenti abbiamo dovuto cambiare ben cinque alberghi e per questo delle moderne ed accoglienti strutture turche ci rimane un ricordo vago e sbiadito. Buoni comunque gli hotel della catena Dedeman. Le camere degli hotel sono tutte dotate di aria condizionata, ma essendo la temperatura sempre intorno ai 27 gradi, non abbiamo mai sentito il bisogno di metterla in funzione. Ho notato un fatto alquanto strano: negli hotel i davanzali delle finestre sono molto bassi e quindi pericolosi. Attenzione al parapetto quindi! E&#8217; assolutamente sconsigliabile scherzare vicino alla finestra.<\/p>\n<p>In hotel ho navigato su Internet con il computer disponibile nella hall, ma sinceramente mi restava difficoltoso trovare i punti e le sbarre avendo questo la tastiera turca. In Turchia ci sono 5 milioni di abbonati ad Internet.<\/p>\n<p>In genere i locali sono puliti e anche la cucina \u00e8 buona. Abbiamo mangiato parecchia frutta, verdura, ottime zuppe e carne. Mi \u00e8 piaciuta la cucina semplice ma saporita della locanda \u201cLiman\u201d di Tekirdag, lungo la costa sul Mar di Marmara da Istanbul in direzione \u00c7anakkale, in particolare ho apprezzato moltissimo la <em>soupe de legumes <\/em>. Ricordo che il proprietario aveva una collezione di carte di credito scadute. Riporto un detto turco che \u00e8 molto significativo e non ha bisogno di spiegazioni: \u201cA colazione mangia con te stesso, a pranzo con gli amici, a cena con i nemici\u201d. In Turchia non c&#8217;\u00e8 per\u00f2 la cultura del vino: non ho incontrato, infatti, buoni sommelier.<\/p>\n<p><strong>Sorvolando i Balcani <\/strong><\/p>\n<p>Con un 757\/200 dell&#8217;Atlas International, attraversiamo la Tracia e la Bulgaria, passiamo a pochi Km a sud-ovest di Belgrado, puntiamo verso la penisola d&#8217;Istria e attraversiamo il nord del Mar Adriatico. L&#8217;aereo si dirige poi decisamente verso il delta del fiume Po. Mi domando: \u00abChiss\u00e0 da quanto si \u00e8 ripreso a sorvolare gli inquieti Balcani?\u00bb. La velocit\u00e0 massima era di 935 Km\/h, l&#8217; altezza di 37.000 piedi (11.300 m), la temperatura. esterna era \u2013 53 C\u00b0 e la durata del volo \u00e8 stata di 1 ora e 50 minuti.<\/p>\n<p>Sono convinto che in vari punti sorvoliamo il percorso del leggendario treno Orient Express, il quale in certi periodi dell&#8217;anno \u00e8 ritornato a percorrere questi binari. Abbiamo avuto il piacere di viaggiare con linee aeree Atlas e Turkish serie e corrette: atterraggi morbidi, personale di bordo estremamente cortese.<\/p>\n<p>Se si hanno dei giorni pieni d&#8217;impegni come quelli organizzati dai tour operator, oppure si sono previste numerose visite, alla fine della giornata, a causa della stanchezza, non \u00e8 possibile riportare con grande fedelt\u00e0 quello che si \u00e8 visto e provato. Del resto per chi non ha tanto tempo a disposizione non rimane che sfruttarlo al massimo. Ma come in tutti i casi c&#8217;\u00e8 sempre un rovescio della medaglia: sono mancati il poter girare da soli, senza essere schiavo degli orari, e il contatto con la gente comune, la conversazione, elementi importantissimi per immergersi nella realt\u00e0 del paese che si visita.<\/p>\n<p>A seguito di questo viaggio mi sono reso conto che la Turchia \u00e8 pi\u00f9 Europa che Asia. Questa nazione, sicuramente pi\u00f9 occidentale di una volta, continuer\u00e0 ad avvicinarsi all&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Non posso fare a meno di segnalare ci\u00f2 che consiglio di vedere e mi riprometto di visitare con pi\u00f9 calma nei prossimi viaggi:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Istanbul (occorre almeno una settimana), il palazzo reale di Dolmabah\u00e7e (residenza degli ultimi sultani) e i principali musei archeologici della citt\u00e0, in uno dei quali vi \u00e8 anche il presunto sarcofago di Alessandro Magno.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 La citt\u00e0 di Edirne al confine greco-bulgaro con una moschea capolavoro dell&#8217;arch. Sinan.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Trebisonda sul Mar Nero, antica e importante base mercantile per i traffici dei genovesi, dei pisani e dei veneziani.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 L&#8217;antica citt\u00e0 di Hattusa capitale dell&#8217;Impero Ittita.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Il lago Van e i suoi gatti pescatori che hanno un occhio dal colore diverso dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Un bel giro in mongolfiera sopra la Cappadocia con la <a href=\"http:\/\/www.kapadokyaballoons.com\/\">Kapadokia Balloons G\u00f6reme <\/a> organizzati da Kaili e Lars (lui inglese, lei svedese) deve essere stupendo!<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Tutta la Cappadocia meriterebbe da sola un soggiorno di una settimana.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0 Pamukkale e le sue cascate pietrificate.<\/p>\n<p align=\"center\">Copyright \u00a9 2004 Eno Santecchia<br \/>\nTutti i diritti riservati.<br \/>\nSe volete riprodurre o distribuire, anche in parte,<br \/>\nil contenuto di questo articolo inviate una email<br \/>\n<a href=\"mailto:enosant@alice.it\">enosant@alice.it <\/a><\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eno Santecchia\u00a0&#8211; Abbiamo deciso di fare un viaggio in Turchia perch\u00e9, al di l\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/turchia-finalmente-asia-minore\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1321,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,289],"tags":[186,290],"class_list":["post-1320","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-turchia","tag-eno-santecchia","tag-turchia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Finalmente in Asia minore! 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