{"id":1421,"date":"2016-12-04T18:16:40","date_gmt":"2016-12-04T17:16:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1421"},"modified":"2016-12-04T18:16:40","modified_gmt":"2016-12-04T17:16:40","slug":"malesia-la-foresta-vive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/malesia-la-foresta-vive\/","title":{"rendered":"La foresta che vive"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><a href=\"mailto:ciccone.marco@inwind.it\">di Marco Ciccone<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n E\u2019 impagabile l\u2019emozione che si prova nel nuotare pochi metri sopra uno squalo, o nel vedere affiorare di fianco alla propria canoa, la testa di una tartaruga marina.<br \/>\n Questi sono solo parte dei momenti e delle immagini che ci ha regalato la Malaysia nel mio secondo viaggio con Cristina.<br \/>\n Come mio solito l\u2019ho preparato da mesi, scovando libri di storia, politica, romanzi, favole e racconti di viaggio, tra i quali abbiamo assunto il diario di Cerruti come nostro motivo ispiratore (G.B Cerruti \u2013 Tra i tagliatori di teste \u2013 ed.Ecig) <!--more--> Sono state 3 settimane per immergersi nella cultura malese tra citt\u00e0 coloniali, foreste pluviali e immacolate spiagge.<\/p>\n<p> Siamo atterrati a Kuala Lumpur di mattina stralunati dal fuso orario, decidendo per questo motivo di prendere un taxi fino all\u2019albergo (per due persone costa poco pi\u00f9 del trenino veloce), l\u2019Impiana, molto comodo oltre che pulito, scelto per la vicinanza alla strategica, brulicante e asfissiante stazione degli autobus di Puduraya.<br \/>\n L\u2019impatto con KL non \u00e8 stato dei migliori e questo non solo per via del fuso.<br \/>\n E\u2019 molto caotica, anche se non \u00e8 nulla in confronto a Bangkok, e tranne che per poche attrattive, secondo noi non merita grandi attenzioni, visto che in Malesia peninsulare ci sono citt\u00e0 con molta pi\u00f9 storia e atmosfera.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Come prima cosa abbiamo cercato di organizzarci per visitare il Taman Negara (da pi\u00f9 parti indicata come la foresta pluviale pi\u00f9 antica al mondo), dato che dall\u2019Italia diversi resort e tour operator locali non hanno mai risposto alle mie e-mail o fax, scoprendo, anzi confermando alcune lacune dal punto di vista organizzativo da parte dei malesi.<br \/>\n Dopo inutili peregrinazioni siamo arrivati al Matic, dove un disponibile impiegato ci ha trovato posto al Nusa Camp (una soluzione rivelatasi ottimale) purtroppo per\u00f2 solo in camerata, perch\u00e9 a suo dire era tutto pieno.<br \/>\n Un po\u2019 delusi dall\u2019idea di dividere la stanza con altre persone, e il bagno con gli insetti del parco, abbiamo concluso la serata al Kaptain Club con Beatrice e Ivo, due amici di Monza che come noi hanno scelto questo paese per trascorrere le proprie ferie.<br \/>\n La mattina seguente, con gli effetti residui del jet-leg ci dirigiamo di buon ora al KLCC per salire sulle Petronas, accorgendoci per\u00f2 che ci\u00f2 non era abbastanza, visto che ci toccano due ore di coda per prendere il tagliando di ingresso per le 12.30, e meno male che erano le 8 di un giorno infrasettimanale.<br \/>\n Approfittiamo del tempo a disposizione per girovagare per il centro commerciale e i giardini antistanti, da dove si colgono bellissime vedute delle torri. Al terzo piano scoviamo Chocz l\u2019unico luogo al mondo (per quanto mi riguarda) fuori dall\u2019Italia dove sanno fare un vero caff\u00e8 espresso. Al quarto, dedicato ai ristoranti, decidiamo di provare il sushi bar, attratti dai cibi che girano sul nastro trasportatore, buoni e molto a buon mercato rispetto agli standard nipponici.<br \/>\n Il resto della giornata lo trascorriamo per i luoghi classici della citt\u00e0: la sopravvalutata vecchia stazione e il Bird Park, che nonostante sia reclamizzato come la pi\u00f9 grande voliera al mondo, \u00e8 costoso e la maggior parte degli uccelli \u00e8 rinchiusa in piccole gabbie.<br \/>\n Concludiamo il pomeriggio visitando Masjid Jamek, una moschea che d\u00e0 il meglio di s\u00e9 vista da lontano, dato che a differenza di quelle dei paesi arabi non ha al suo interno arazzi o mosaici, e soprattutto \u00e8 priva di quella spiritualit\u00e0 tipica dei luoghi di culto.<br \/>\n E\u2019 possibile entrare a qualsiasi ora, eccetto ovviamente durante le preghiere, con l\u2019unica accortezza, per le donne, di coprirsi braccia e capelli.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n La mattina seguente ci troviamo all\u2019Istana Hotel alle 8 con il nostro voucher per il Taman Negara, con il quale ci presentiamo nel tardo pomeriggio dopo un lungo, estenuante ma a tratti affascinante viaggio, tra pullman e barca, alla reception del Nusa Camp.<br \/>\n Ora a mente lucida posso analizzare le offerte e le disponibilit\u00e0 di questo parco nazionale: il Mutiara o Taman Negara Resort \u00e8 sicuramente il pi\u00f9 bello, ma i pacchetti per tre giorni costano 300 dollari, e una struttura cos\u00ec lussuosa stona in mezzo ad una foresta.<br \/>\n Un altro resort ufficiale \u00e8 il Nusa Camp, sicuramente con meno impatto ambientale (da verificare dopo la costruzione del ristorante a due piani), dove, lontani dal villaggio di Kuala Tahan ci si pu\u00f2 addormentare tra i rumori notturni della foresta, che si materializzano in tutte le possibili forme e colori, se si passa una notte nelle scomode e sporche camerate con bagno all\u2019aperto !!!<br \/>\n Questo ci \u00e8 capitato perch\u00e9 da KL ci hanno venduto solo questi posti letto, e nonostante il Camp non fosse al completo, abbiamo dovuto insistere parecchio per richiedere che ci fosse assegnato uno dei tanti cottage ancora liberi.<br \/>\n Le altre strutture private si trovano nel paese di Kuala Tahan, che per\u00f2 essendo disboscato risulta molto afoso e anche poco attraente.<br \/>\n La maggior parte dei turisti, noi compresi, arriva al Taman Negara con pacchetti completi di pernotto, pasti e tour con guide, cosa che abbiamo apprezzato tantissimo, partecipando ad escursioni con non pi\u00f9 di 6 persone.<br \/>\n Chi si aspetta di incrociare felini o grossi mammiferi non pu\u00f2 che rimanere deluso, anche se noi abbiamo avuto la fortuna di osservare un branco di scimmie, tranquillamente intente a rovistare tra gli avanzi di qualche pasto umano.<br \/>\n Credo superficiale anche fermarsi solo per due notti, considerato che il viaggio da KL occupa mezza giornata.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Su tutti i depliant compare l\u2019emozionante camminata sospesa nel vuoto sul Canopy Walkway.<br \/>\n Sono sicuramente dei passaggi in sicurezza, ma devo ammettere che pi\u00f9 di una volta ci siamo chiesti per quali motivo fossimo saliti su quei ponti dondolanti, mentre con il respiro pesante e i piedi incollati alla passerella, cercavamo in tutti i modi di non guardare sotto.<br \/>\n Di altro genere \u00e8 stato il tubing pomeridiano: mentre scivolavamo dolcemente sul fiume, abbiamo assistito al riappacificante spettacolo della natura che ci circondava e a tratti sembrava avvolgerci, tanto eravamo piccoli, al confronto, all\u2019interno dei nostri gommoncini.<br \/>\n L\u2019eventuale giornata successiva prevede un trekking di qualche ora, che solitamente si conclude nei pressi di una cascata con un ristoratore bagno e l\u2019escursione in una grotta.<br \/>\n Tra le tante, Gua Telinga rappresenta un\u2019emozionante esperienza, ma \u00e8 indispensabile non soffrire di claustrofobia o aracnofobia (sono giganteschi!!) e soprattutto non si deve urlare spaventati dal volo radente dei pipistrelli, altrimenti si potrebbero svegliare tutti\u2026<br \/>\n Queste sono tutte escursioni tra sentieri ben segnalati, per cui teoricamente si potrebbero fare in maniera autonoma, ma da un lato la convenienza economica e dall\u2019altra il fatto che con una guida locale si possono apprezzare piccoli e grossi particolare naturalistici, ci fa propendere per la seconda scelta.<br \/>\n A dir la verit\u00e0 il programma prevede anche un tour notturno alla ricerca degli insetti, o piccoli animali nella boscaglia, ma noi non vi abbiamo partecipato, visto che eravamo stanchissimi e comunque ci era bastata \u201cl\u2019escursione\u201d della prima sera nei bagni all\u2019aperto del Camp.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Il ritorno a Kuala Lumpur \u00e8 stato traumatico, tanto eravamo abituati ai suoni piacevoli della foresta, specialmente perch\u00e9 ho deciso di affrontare subito gli urlatori della stazione Puduraya.<br \/>\n Il nostro itinerario improvvisato prevede ancora due notti a KL, punto di appoggio per una gita a Melacka; intanto ci riposiamo con una buona cena all\u2019Old China Caf\u00e8, un locale ben recensito, curato e in cui si mangia davvero bene (il dolce di riso \u00e8 stata l\u2019ultima delizia del nostro pasto).<br \/>\n Tornando verso l\u2019albergo veniamo attratti da una vetrina che all\u2019apparenza si nasconde tra le luci serali di Chinatown: gi\u00e0 varcando la porta si entra in un\u2019altra dimensione, con la rilassante musica di sottofondo che allontana il fastidioso frastuono del traffico.<br \/>\n E\u2019 un locale per massaggi, si chiama Reborn. Si ispira allo stile di Taiwan e per questo \u00e8 molto pi\u00f9 energico di quelli thailandesi o cambogiani che avevo gi\u00e0 provato, per\u00f2 si \u00e8 rivelato comunque un favoloso toccasana per i nostri piedi.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Abbiamo deciso di visitare Melacka solo in giornata viaggiando con i bus locali, risparmiando tantissimo (8 RM a tratta, mezzi fino alle 22.30), ma scoprendo che chiss\u00e0 per quali motivi non \u00e8 possibile acquistare il biglietto di andata e ritorno, cosa che ha leggermente scombinato i nostri tempi.<br \/>\n Certo non possiamo dire che abbiamo gustato appieno la citt\u00e0, per\u00f2 in un giorno si riescono a visitare tutti i luoghi di maggior interesse, nonostante il caldo asfissiante nelle ore centrali.<br \/>\n Noi abbiamo seguito quasi alla lettera il percorso ben segnalato anche dalla LP, scoprendo e valorizzando una cittadina molto gradevole (anche se la nostra preferita rester\u00e0 Penang), in cui si pu\u00f2 respirare la sua millenaria storia, composta a pi\u00f9 riprese da invasioni e colonizzazioni di quasi tutte le potenze mondiali.<br \/>\n A questo proposito abbiamo ritenuto veramente valido il museo (probabilmente il migliore della Malaysia) allestito all\u2019interno dello Stadthuys , mentre non siamo rimasti entusiasti di Harper\u2019s, uno dei migliori ristoranti della citt\u00e0: per la verit\u00e0, \u00e8 in ottima posizione e il cibo \u00e8 buono, ma oltre ad essere costoso non ha nulla a che vedere con la cucina baba nyonya.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Il giorno successivo abbandoniamo finalmente KL, speranzosi di un po\u2019 di sollievo dall\u2019afa e dal rumore per le colline delle Cameron Highlands.<br \/>\n Abbiamo incontrato un po\u2019 di difficolt\u00e0 a salire sull\u2019autobus, in quanto una sola compagnia viaggia senza scali per le Cameron, la Kurma Bistari sita al counter 39. Siccome questa linea \u00e8 usata prevalentemente da turisti con lo zaino, e ha solo 4 corse giornaliere, l\u2019impiegato apre la biglietteria a suo piacimento e a volte espone un cartello indicante di rivolgersi al counter adiacente.<br \/>\n Tanah Rata la tranquilla cittadina pi\u00f9 caratteristica delle Highlands, \u00e8 tutta raccolta attorno alla via principale, costellata di edifici straordinariamente in stile alpino, tanto che se non fosse per gli ideogrammi cinesi, avremmo pensato di essere arrivati in Val d\u2019Aosta.<br \/>\n Anche per la gradevole temperatura di questo periodo, la zona attrae un buon numero di turisti (italiani pochissimi), tanto che ovviamente i prezzi lievitano e noi ci troviamo a strapagare una stanza al Jurina, erroneamente inserito tra la categoria media dalla LP, classico esempio di sfruttamento di pubblicit\u00e0 gratuita.<br \/>\n Ci sono diversi ristorantini all\u2019aperto sulla JL Besar, dove la pietanza pi\u00f9 gettonata \u00e8 rappresentata da una pentola a gas, in cui i cibi vengono cucinati e conditi dagli stessi clienti a loro a piacimento, per stare in tema, a m\u00f2 di bourguignon.<br \/>\n Noi ne abbiamo molto apprezzato uno al chiuso, l\u2019Orient, annesso all\u2019omonimo hotel ben poco attraente, in cui le abbondanti e buone portate vanno da 6 a 10 RM.<br \/>\n Chi arriva fin qui, \u00e8 attirato dalla possibilit\u00e0 di visitare le piantagioni di tea o per le passeggiate, ma nella maggior parte dei casi non ci si ferma pi\u00f9 di una o due notti.<br \/>\n Una buona soluzione perci\u00f2, consiste nel partecipare ad un\u2019escursione con una delle tante agenzie in paese che offrono gli stessi servizi allo stesso prezzo.<br \/>\n Per 15 Ringitt si partecipa ad una gita di mezza giornata per visitare le attrattive principali della zona, tra cui meritano una menzione il Sam Poh Temple, che nonostante le piccole dimensioni conserva una sua spiritualit\u00e0, e ovviamente una delle diverse Tea Farm, sebbene la cosa che ci ha fatto pi\u00f9 impressione \u00e8 stato il rettilario con i pi\u00f9 giganteschi insetti e ragni che si possano immaginare.<br \/>\n Sono molto interessanti anche i classici sentieri della zona, noi abbiamo percorso in autonomia il 9 e 9A che ci hanno fatto spuntare dopo pi\u00f9 di un\u2019ora di trekking nella foresta nel mezzo di un campo di ortaggi durante l\u2019innaffiamento.<br \/>\n Da Tanah Rata con la solita e unica compagnia ci sono dei collegamenti giornalieri con KL e Penang via Ipoh, attraverso due strade, la nuova e pi\u00f9 breve delle quali permette di raggiungerla in 5 ore.<\/p>\n<p> Avevo letto molto su Penang, non fosse altro che \u00e8 stata la citt\u00e0 che ha accolto le gesta del nostro eroe Cerruti, ma non mi sarei mai aspettato che l\u2019avremmo trovata cos\u00ec interessante.<br \/>\n E\u2019 indubbiamente quella a pi\u00f9 influenza cinese, con i templi e palazzi pi\u00f9 curati della Malaysia.<br \/>\n L\u2019esempio secondo noi pi\u00f9 rappresentativo \u00e8 stata la Cheong Tze Fatt Mansion, non fosse altro perch\u00e9 ci abbiamo alloggiato.<br \/>\n L\u2019ambiente sebbene restaurato, cosa che gli ha permesso di ricevere un premio UNESCO, mantiene un fascino particolare e tutte le stanze sono curate nei minimi particolari, spaziose ed accoglienti, e cosa di non poco conto rappresentano un affare dal punto di vista economico (232 RM con colazione), comparate con alberghi di livello di molto inferiore in questa e in altre citt\u00e0.<br \/>\n La casa, che fornisce un bel colpo d\u2019occhio tanto \u00e8 circondata e assediata da moderni alberghi e grattacieli, \u00e8 stata realizzata da un facoltoso uomo d\u2019affari nato 150 anni fa, passato alla storia come il primo capitalista cinese, che ne ha fatto la sua residenza principale.<br \/>\n Tutto ha un preciso disegno, anche la sua posizione, che non \u00e8 parallela alla strada, ma segue la direzione del flusso dell\u2019energia vitale.<br \/>\n La tenuta molto ampia, che comprendeva anche il bar e il ristorante indiano ora sorti sulla strada di fronte, \u00e8 stato salvata dal degrado dopo la morte dell\u2019ultimo nipote del 1989 e riportata agli antichi splendori.<br \/>\n E\u2019 stata anche teatro nel 1993 del film premio Oscar \u201cIndochina\u201d, durante le cui riprese \u00e8 stata dipinta di rosso, costringendo i restauratori ad un ulteriore sforzo per riportarla al suo originale colore, che le ha valso il soprannome di China Blue o The Blue Mansion.<\/p>\n<p> In generale comunque Penang \u00e8 una cittadina molto piacevole, nella quale la cosa che pi\u00f9 colpisce, \u00e8 l\u2019armonia.<br \/>\n Offre notevoli spunti di interesse storico, figlia di un crocevia di culture e religioni millenarie.<br \/>\n Bastano pochissimi passi in una strada, la Jalad Masjid Kaptain Keling per rendersene conto:<br \/>\n mentre un delicato profumo si leva dai bastoncini di incenso che bruciano nel tempio della Misericordia e il grido del muezzin risuona nell\u2019adiacente moschea Kaptain Keling, le note di un inno sacro escono dalla St George Church, in cima all\u2019incrocio. <br \/>\n Tutto questo quando dall\u2019altra parte del marciapiede un risci\u00f2 \u00e8 fermo davanti al tempio hind\u00f9 di Sri Mariamman, adornato da coloratissime ghirlande di fiori.<br \/>\n Fosse tutto il mondo come questa Strada dell\u2019Armonia\u2026<\/p>\n<p> Abbiamo deciso di fermarci solo una notte a Penang sfruttando il bus notturno per Kota Bharu direzione spiagge e in questo momento siamo nel cortile interno del Cheng Fatt Tze a gustarci una buona colazione organizzando la giornata.<br \/>\n Impegniamo la mattinata tra i dintorni di Georgetown, visitando il Tempio dei Serpenti e l\u2019immenso e spirituale Kek Lok Si Temple, probabilmente il pi\u00f9 bello di tutta la Malaysia, accompagnati da un taxi pagato la bellezza di 60 RM per l\u2019intera gita.<br \/>\n Il pomeriggio ci regala un acquazzone tropicale che ci fa sostare pi\u00f9 del necessario nel deludente Penang Musem, di molto inferiore rispetto ad esempio all\u2019analogo di Melacka.<br \/>\n Abbiamo notato, purtroppo, che in questi musei viene completamente cancellata la storia pre-coloniale, quasi che si voglia dimenticare la cultura aborigena dei proto-malesi.<br \/>\n Un peccato per Capitan Cerruti che nei suoi diari ha mirabilmente (e spassosamente) narrato lo stile di vita dei temutissimi tagliatori di teste e esperti di veleni quali erano i Sakai.<br \/>\n Tra le cose che vogliamo segnalare di questa citt\u00e0 \u00e8 l\u2019ottimo ristorante che serve le tipiche specialit\u00e0 della cucina Nyonya : \u00e8 il Mama\u2019s in Abu Siti Lane 31D, ad est del centro, nella zona residenziale e delle multinazionali tecnologiche.<br \/>\n Eravamo gli unici stranieri del locale, per lo pi\u00f9 frequentato da malesi benestanti, per cui ci siamo fatti consigliare dalla cameriera, grazie alla quale abbiamo potuto assaggiare il TAU YU BAK (pezzi di maiale arrosto in salsa scurissima), il JIU HU CHAR (varie verdure spezziate da avvolgere in una foglia di insalata), oltre al classicissimo CURRY CAPTAIN, non spendendo comunque pi\u00f9 di 10 RM a portata.<\/p>\n<p> Stanchissimi e assonnati affrontiamo l\u2019ultima parte del viaggio sul freddissimo, ma comodo, autobus della Etika Express che serve la tratta notturna per Kota Bharu e Kuala Terennganu.<br \/>\n Il risveglio nel Kelantan ci riserva per\u00f2 l\u2019unico evento spiacevole, in quanto siamo stati partecipi della solita querelle spilla-soldi.<br \/>\n L\u2019autista dell\u2019autobus si era offerto di portarci, con pagamento in nero, al molo del jetty per 10 ringitt a testa, ma al capolinea siamo stati costretti a scendere da sedicenti tassisti che ci hanno condotti per la stessa cifra al molo dove avevano la commissione, sicuri del fatto che alle 5.30 del mattino si ha poco potere per contrattare.<br \/>\n Siamo cos\u00ec arrivai a Tok Bali al molo della Simphony Tour, da dove si parte per le Perhentian allo stesso prezzo delle societ\u00e0 concorrenti (60 RM a\/r), ma la cosa che ha dato a me pi\u00f9 fastidio \u00e8 stato appunto il fatto di non avere alternative a questo sistema mafioso.<\/p>\n<p> Ma anche questo passa velocemente nel dimenticatoio quando all\u2019orizzonte si intravedono le sagome delle meravigliose Perhentian, una coppia di isole che non fatico a riconoscere come quelle con il mare pi\u00f9 bello che abbia mai visto.<br \/>\n Secondo noi \u00e8 uno dei quei luoghi al mondo ancora non completamente fagocitati dal turismo di massa, anche se corrono un serio pericolo, visto il sovraffollato tratto di spiaggia del Perhentian Island Resort e del Coral View.<br \/>\n Noi abbiamo scelto il Tunabay, prenotato dall\u2019Italia senza agenzie, cosa che consiglio di fare nei periodi di massimo afflusso, dato che l\u2019isola \u00e8 frequentata anche dalla popolazione locale e da chi proviene da Singapore.<br \/>\n Il Tuna \u00e8 un grazioso resort molto curato di fronte ad una vivacissima barriera corallina, dove, come accade in tutta l\u2019isola, abbiamo abbandonato felicemente le scarpe e le infradito nella valigia per una settimana, essendo vietato usarle nelle zone comuni.<br \/>\n Le attrazioni principali dell\u2019isola, oltre che il riposo con un libro all\u2019ombra delle palme, sono le escursioni in mare; chi come noi non possiede il brevetto per le immersioni, pu\u00f2 partecipare a gite di qualche ora che permettono di tuffarsi in uno splendido mare cristallino dove non \u00e8 raro incontrare pesci napoleone, testuggini, barracuda e squali.<br \/>\n Incontrarne uno \u00e8 stato per me il coronamento di un piccolo sogno, un desiderio che avevo fin da ragazzo, quando guardavo gli irraggiungibili documentari di D.Attenburgh.<br \/>\n Questo magnifico animale mi ha regalato una breve ma maestosa danza prima di allontanarsi, diventando un piccolo puntino, nel blu cobalto dei miei ricordi. <br \/>\n Purtroppo l\u2019isola offre anche la sua immagine peggiore, quella del dio denaro che la sta neanche tanto lentamente portando alla rovina: la sede del parco marino, in un palazzo di 3 piani in cemento(!!) desolatamente vuoto, non controlla i motoscafi che attraversano il reef con l\u2019elica del motore accesa.<br \/>\n Alcuni turisti non sono da meno quando rincorrono le tartarughe per dare loro una pacca sulla corazza, o quando ordinano carne di squalo al ristorante o peggio quando da ignoranti incivili camminano con le pinne sui coralli \u2026 veramente un peccato distruggere questo paradiso.<br \/>\n Sono state comunque delle rilassanti giornate che ci siamo piacevolmente dedicati, passeggiando sulla sabbia al tramonto, o cercando le stelle cadenti in un mare di scintillanti luci nel cielo, o semplicemente scegliendo il pesce, fresco, che ci avrebbero servito per cena.<\/p>\n<p> Voglio concludere raccontando la particolare scena cui abbiamo assistito l\u2019ultimo giorno all\u2019aeroporto di Kota Bharu,il cui gigantesco hub \u00e8 fin troppo esagerato rispetto alla minuscola, tranquilla e rurale cittadina.<br \/>\n L\u2019interno del terminal era addobbato, e un lungo tappeto giallo steso a m\u00f2 di passerella divideva nettamente un numero considerevole di funzionari pubblici elegantissimi, dalle loro mogli, anche loro ben vestite; tutto preannunciava chiss\u00e0 quale evento.<br \/>\n Ci\u00f2 era confermato dall\u2019arrivo di pattuglie della polizia su ogni mezzo motorizzato, tanto che credo che in quei momenti i criminali abbiano potuto scorazzare impunemente per la citt\u00e0.<br \/>\n L\u2019aria non era grave e pesante, quasi che si stesse assistendo ad una festa.<br \/>\n Questa, passatemi il termine, pantomima si \u00e8 scoperta essere un\u2019uscita pubblica del figlio del Sultano del Kelantan, che tra inchini e salamelecchi degli astanti, accompagnava sua madre a prendere un aereo\u2026<br \/>\n Tutta questa situazione mi ha dato l\u2019impressione di profusione di sfarzo e di spreco di denaro da parte di una nazione che probabilmente ostenta pi\u00f9 di quanto si possa permettere (la crisi finanziaria di qualche anno fa ne \u00e8 un esempio), sebbene insieme a Singapore rappresenti un\u2019isola felice in una zona depressa del mondo.<br \/>\n Sicuramente le enormi riserve naturali sono di aiuto per un Paese che aspira ad entrare nella cerchia dei pi\u00f9 ricchi della Terra, ma \u00e8 indubbio che una politica spregiudicata verso il territorio non pu\u00f2 avere grande futuro.<br \/>\n La discussione pu\u00f2 diventare molto complessa, d\u2019altra parte ha ragione anche l\u2019ex primo ministro Mathair Mohammed, il padre padrone della Malaysia moderna per oltre un ventennio.<br \/>\n In una delle sue memorabili filippiche puntava il dito contro l\u2019Occidente, reo di accusare nazioni povere di disboscare foreste per creare reddito, quando comunque questi stati che coprono il 20% del pianeta utilizzano l\u201980% delle risorse. <br \/>\n Anche questo \u00e8 Malesia, terra di avventurieri veri ed inventati, un paese pieno di contraddizioni abitato pacificamente da un miscuglio di razze e di culture apparentemente incompatibili.<br \/>\n Selamat Jalan Malaysia, Terima Kasih. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Ciccone\u00a0&#8211; E\u2019 impagabile l\u2019emozione che si prova nel nuotare pochi metri sopra uno <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/malesia-la-foresta-vive\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1422,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,171],"tags":[206,300],"class_list":["post-1421","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-malesia","tag-malesia","tag-marco-ciccone"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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