{"id":1449,"date":"2016-12-04T19:30:54","date_gmt":"2016-12-04T18:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1449"},"modified":"2016-12-04T19:30:54","modified_gmt":"2016-12-04T18:30:54","slug":"giordania-la-magia-del-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/giordania-la-magia-del-silenzio\/","title":{"rendered":"Giordania la magia del silenzio"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><a href=\"mailto:aldocattaneo@libero.it\">di Aldo Cattaneo<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n E&#8217;\u00a0una strana vigilia quella di quest\u2019anno. Mancano pochi giorni alla partenza ed ancora non sono colto dal sacro fuoco dei preparativi e dal fantasticare sulle imminenti mete. Sar\u00e0 per il fatto che il lavoro mi ha impegnato fino a poche ore or sono, sar\u00e0 per la brevit\u00e0 del viaggio, ma forse pi\u00f9 probabilmente perch\u00e9 non raggiunger\u00f2 le amate mete del sudest asiatico. Per trovare una qualche motivazione ho letto con una certa avidit\u00e0 \u201cViaggio in Giordania\u201d di Johann Ludwig BURCKHRDT che mi ha destato non poche curiosit\u00e0. <!--more--> Esiste inoltre una peculariet\u00e0 rispetto a tutti i precedenti viaggi. Per la prima volta la famiglia viaggia tutta unita, con Alessandro coordinatore del viaggio e questo tranquillizza un po tutti.<\/p>\n<p> I primi giorni non sono degni di note particolari: le pur importanti rovine di Jerash ed alcuni castelli nei dintorni di Amman non destano ancora la dovuta e solita curiosit\u00e0. Non pu\u00f2 comunque sfuggire la bellezza dei reperti archeologici e l\u2019armonia del sito con la sua ben conservata strada lastricata, il colonnato e l\u2019anfiteatro ancora operativo.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n Quella odierna \u00e8 una giornata importante: il nostro capogruppo ci ha costretti ad una levataccia ed alle ore 5:30 siamo qui ad aspettare il pulmino dell\u2019albergo che ci porter\u00e0 al sito archeologico di Petra. Siamo i primi alla biglietteria, con aria assonnata e vagamente dispersiva. Non deve trapelare che siamo un gruppo unico, nel qual caso saremmo costretti ad usufruire di una guida turistica: situazione che vorremmo evitare in modo da garantire ad ognuno la possibilit\u00e0 di apprezzare la bellezza del luogo in assoluta autonomia, seguendo i propri interessi e le emozioni del momento. Siamo cos\u00ec in perfetto orario che il personale giordano di guardia al cancello d\u2019entrata non \u00e8 ancora presente e pertanto oggi, 30 dicembre 2003, ad aprire i cancelli di Petra siamo noi. <\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/giordania1.jpg\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>La fioca luce dell\u2019alba comincia a tingere di un delicato colore azzurro il cielo ed i lampioni, che fino a qualche minuto or sono tracciavano il dedalo di vie sull\u2019antistante collina, si perdono all\u2019incalzare della luce. Sar\u00e0 per la poca voglia di parlare a causa del sonno che ancora \u00e8 padrone di noi, ma l\u2019unico rumore \u00e8 lo scricchiolio del ghiaino all\u2019incedere dei nostri passi. Ancor prima di entrare nell\u2019As-Siq alcuni edifici ci introducono nel fantastico mondo di Petra. Non hanno la nomea del palazzo del Tesoro o del Monastero ma danno immediatamente l\u2019impressione di essere in un mondo diverso, grandioso, coinvolgente. Nel silenzio ho la chiara impressione che il rumore dei nostri passi disturbi la quiete in cui i monumenti si stanno crogiolando, anche loro, nel dormiveglia del mattino. <br \/>\n Identificare il percorso che ci porter\u00e0 alla zona monumentale \u00e8 abbastanza facile, basta seguire le pareti rocciose che si restringono sempre pi\u00f9 ed assumono quel caratteristico colore rossastro che i filmati hanno reso famose. Questo percorso potremmo averlo visto anche pi\u00f9 volte, comodamente sprofondati in poltrona apprezzando la qualit\u00e0 della fotografia ed il perfetto gioco di luci. Filmati di pochi minuti che hanno richiesto lunghi mesi di riprese, selezione dei nastri tecnicamente perfetti, che non sono per\u00f2 in grado di trasmettere il piacere di trovarti, di persona, in un luogo simile. <br \/>\n Chi viaggia conosce benissimo quello stato di euforia che ti prende nel momento in cui per primo vedi quel particolare che tanto speravi di notare. Ma qui \u00e8 diverso. Tutti siamo ammaliati dalla bellezza del luogo e nessuno si azzarda a richiamare l\u2019attenzione del vicino: guarda quella scultura, ohhhh che bella luce, che significher\u00e0 mai quel fregio. Nulla, assolutamente nulla. Ognuno apprezza nella propria intimit\u00e0, in silenzio, tutto il percorso. Quando il percorso si restringe sempre pi\u00f9 sappiamo che la vista del Tesoro \u00e8 ormai prossima e il rumore metallico degli zoccoli di un asinello ci introduce definitivamente nella zona monumentale. Consapevoli che l\u2019ora ideale per ammirare il monumento \u00e8 ancora lontana, apprezziamo la delicatezza del luogo che il tenue e delicato chiarore del primo mattino esalta a scapito della sua maestosit\u00e0. La voglia di avere un\u2019idea globale del sito \u00e8 forte, ed allora via verso altri monumenti, altri luoghi per meglio pianificare il tempo che ci rimane. Le guide disponibili e tutto quanto informaticamente accessibile \u00e8 stato ormai preso in esame, ma il colpo d\u2019occhio personale \u00e8 determinante.<br \/>\n Il tempo trascorre lento e qualche beduino locale comincia a posizionare la propria merce che non si discosta dalla paccottiglia che fa brutta mostra di s\u00e8 in tutti i luoghi di interesse turistico del mondo. Compaiono i primi turisti, timidi ed ossequiosi di tanta bellezza.<br \/>\n Con l\u2019arrivo dei cammelli e degli asinelli appare chiaro che si sta alzando il sipario per il grande spettacolo di massa. I turisti con il loro inconfondibile abbigliamento, il bagaglio tecnologico, le guide turistiche a portata di mano e gli inseparabili zainetti stanno arrivando in massa. Ormai premono nello stretto cunicolo. Lo si percepisce dal vociare che arriva sempre pi\u00f9 forte da ogni dove. Prendiamo posizione nei posti ritenuti fotograficamente migliori, sappiamo che fra un quarto d\u2019ora circa, alle ore 9.15, il monumento sar\u00e0 inondato da una cascata di luce che esalter\u00e0 la sua grandezza e le sue belle forme. <br \/>\n Il click delle macchine fotografiche \u00e8 pi\u00f9 vicino ad una esecuzione di massa che ad una vera passione per l\u2019immagine.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Basta per\u00f2 inerpicarsi su uno dei tanti sentieri che costellano l\u2019area per ritrovare parte del silenzio perduto: \u00e8 molto pi\u00f9 comodo il dorso di un cammello o di un asinello sulle strade pianeggianti della valle. \u00c8 in queste circostanze che il viaggiatore si distingue dal frettoloso turista. Dall\u2019alto il colpo d\u2019occhio \u00e8 completo e si ha la certezza che i turisti hanno ormai conquistato Petra.<br \/>\n Riacquistare l\u2019uscita non \u00e8 impresa facilissima, \u00e8 come percorrere contromano i campielli veneziani nei giorni di carnevale. Una fiumana che chiss\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 sempre contromano, in un cicalio che ben ricorda la torre di Babele.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Sono sufficienti poche ore per raggiungere l\u2019area desertica del Wadi Rum.<br \/>\n All\u2019entrata della riserva naturale, il nostro pulmino ci lascia e trasbordiamo su due jeep scoperte con cui raggiungeremo la tenda beduina in cui aspetteremo il nuovo anno. Zidane, il nostro accompagnatore beduino indossa un candido abito ed il tradizionale copricapo rosso. Le sue caratteristiche somatiche sono classiche: capelli, baffi ed occhi scuri, pelle olivastra, sguardo austero e questo non sfugge alle partecipanti femminili che cominciano a pronunciare i primi contenuti apprezzamenti.<br \/>\n Il primo contatto con il deserto \u00e8 coinvolgente in quanto man mano ci allontaniamo dal punto di raccolta, il silenzio e la luce acquisiscono una nuova dimensione. Una brezza dal sapore primaverile solleva qua e l\u00e0 sbuffi di sabbia leggera nella luce limpida di met\u00e0 pomeriggio quando il sole esalta i caldi colori del deserto. La presenza umana si fa sempre pi\u00f9 rara e solo di tanto in tanto, in lontananza, si intravedono jeep o camminatori solitari.<br \/>\n Dopo qualche breve sosta per una prima presa di contatto, ecco comparire dietro una roccia dal caratteristico colore rossastro, la tenda beduina che ci ospiter\u00e0 in attesa del nuovo anno. I nostri timori sono per il freddo della notte, ma la vista di un rudimentale bagno ci mette a nostro agio. In fondo i sacchi a pelo di cui disponiamo hanno gi\u00e0 vissuto esperienze ben pi\u00f9 impegnative e nulla potr\u00e0 compromettere questa prima notte nel deserto. Qualcuno dei partecipanti ha gi\u00e0 accumulato significative esperienze, ma per i matusa della famiglia Cattaneo \u00e8 una prima assoluta. Una nuova esperienza vissuta senza preoccupazioni particolari ma con tanta curiosit\u00e0.<br \/>\n <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/giordania2.jpg\" alt=\"viaggio in Giordania\" width=\"564\" height=\"234\" align=\"absmiddle\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> <br \/>\n Essendo ormai prossima l\u2019ora del tramonto mi incammino sulle vicine rocce per trovare la migliore postazione per fissare immagini fotografiche che solo le emozioni di quel momento sapranno far rivivere. Il colpo d\u2019occhio \u00e8 veramente bello. Fra distese di sabbia e dune dai colori vari e forti, si ergono rocce che il vento ha ben lavorato fino a formare forme che la fantasia di ognuno di noi identifica in un oggetto, un animale, un personaggio.<br \/>\n Il sole ormai \u00e8 prossimo al tramonto e tutti abbiamo preso posizione, naturalmente la migliore. Ripenso ai tanti tramonti osservati in ogni parte del modo, in contesti molto diversi. L\u2019ambiente ha la sua importanza ma \u00e8 il nostro stato d\u2019animo che rende unico un tramonto: la nostra capacit\u00e0 di liberare la mente ed abbandonare i pensieri alla magnificenza del mondo. Nel silenzio del deserto, il sole accende le rocce, scende veloce e allunga le ombre fino a dissolvere la tavolozza dei colori nel grigio della penombra. Solo ora riusciamo a scambiare le nostre estasiate opinioni. Chi ha apprezzato il bagliore delle rocce, chi invece ha trovato nel colore del cielo una variet\u00e0 sconosciuta di colori, chi ha sentito la leggera brezza del vento alzarsi al calare del sole. Per ognuno, una forte e personale emozione interiore.<br \/>\n Partono veloci due jeep, vanno a recuperare alcuni turisti italiani che hanno preferito lunghe camminate nel deserto alla comodit\u00e0 del veicolo a motore. Fra loro Domenico, un amico di Mortara, compagno di tante proiezioni fotografiche e grande amante della montagna e del trekking. Nel frattempo il ragazzo che svolge mansioni di cuoco \u00e8 intento a posizionare il contenitore col cibo nella buca che il fuoco e le braci hanno reso incandescente. L\u2019opera \u00e8 completata con la copertura del forno con altra finissima sabbia. <br \/>\n Zidane ha ben curato la cena, consapevole che noi occidentali amiamo dare l\u2019addio all\u2019anno vecchio con buona libagione. Certo nulla di pi\u00f9 del classico pollo con verdure, ma ben cucinato ed insaporito dall\u2019inconfondibile profumo della brace. Come sempre compare qualche dolce che i partecipanti del gruppo hanno portato dall\u2019Italia: torronini, dolci locali e l\u2019inseparabile panettone che i continui trasferimenti rendono pi\u00f9 simile ad una crostata, se non ad una schiacciatina, che non al tipico soffice dolce natalizio. Certo ci vorrebbe un buon bicchiere di moscato se non di Cartizze, ma suvvia, qui nel deserto ne abbiamo gi\u00e0 ben donde. Spiace che il gruppo dei camminatori sia rimasto un po\u2019 isolato e l\u2019invito di aggregarsi al nostro tavolo sia caduto nel vuoto. Qualcuno preferisce una solitaria lettura, altri prendono gi\u00e0 la via della propria tenda. Domenico ci raggiunge con quello spirito goliardico che lo caratterizza.<br \/>\n All\u2019interno della tenda il braciere viene continuamente rifornito di legna per riscaldare l\u2019ambiente. Se dapprima il gesto \u00e8 particolarmente apprezzato in previsione della notte che ci attende, la vista della gran quantit\u00e0 di fumo acre che produce ci induce ad aprire un lato della tenda stessa con la ferma convinzione che \u00e8 meglio sopportare un p\u00f2 di freddo che morire affumicati.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><br \/>\n La cena finisce veloce ed essendo mezzanotte \u00e8 ancora lontana, ci abbandoniamo al racconto, intorno al fuoco, delle nostre aspettative per il nuovo anno. Buona parte dei partecipanti aspetta l\u2019uomo o la donna della vita. Anche se mi rendo conto di appartenere ormai ad una generazione di distanza e oltre, \u00e8 senza disagio che racconto loro di sentirmi un uomo sereno: al mio fianco una donna con cui presto festegger\u00f2 trent\u2019anni di matrimonio ed un figlio a cui, come genitore, devo tante soddisfazioni. Mi ascoltano in silenzio e non colgo sensazioni di invidia, ma solo partecipazione di uno stato d\u2019animo positivo. Nel momento in cui mi sento di dare qualche buon consiglio di troppo, mi vedo scivolare nel tipico atteggiamento delle persone anziane: elargire ad ampie mani la saggezza senile. Mi fermo appena in tempo.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Dopo una conturbante danza del ventre di Sabrina con Zidane, con musica originale in sottofondo, usciamo per ammirare il cielo stellato e terso. Le stelle cristalline pulsano nella vivida luce della luna che ci risparmia l\u2019uso della torcia per muoverci. Siamo cos\u00ec felici ed estasiati che non abbiamo alcuna voglia di rumoreggiare, fra noi parliamo sottovoce. Zidane, allo scoccare della mezzanotte ci augura buon anno accendendo, fra le dune, fondi di bottiglia di plastica con petrolio, che compongono la scritta 2004. Un gesto inaspettato e quindi particolarmente apprezzato. Dimenticavo di riferire che nel frattempo gli apprezzamenti su Zidane hanno completamente perso la prudenza iniziale per essere pi\u00f9 espliciti, schietti e decisi, se non addirittura audaci.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Io e Rosanna rimaniamo da soli a goderci questo paesaggio fatto di luce e di silenzio. Lei ancora non lo sa ma dentro di me sta maturando la convinzione di approfondire questa nuova esperienza di vivere il deserto. Sto gi\u00e0 ipotizzando un futuro viaggio nel solo deserto. Ma non corriamo troppo. Viviamo il momento ed apprezziamo tanta bellezza e tranquillit\u00e0 dove persino la fredda luce lunare ci fa sentire il calore di questo luogo magico.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\">Provvediamo a preparare il nostro giaciglio con una certa cura, ed essendo i primi cerchiamo un posto dove non ci sia sabbia, che non sia troppo vicino al braciere ma a prova di spifferi, abbastanza defilato per non intralciare i giovani che al loro rientro dovranno risolvere analogo problema. La soluzione trovata \u00e8 ottima e tranquillizzante, le tante coperte disponibili sembrano poter offrire adeguata protezione notturna. Ciliegina sulla torta sono disponibili anche dei materassini che faciliteranno il sonno.<br \/>\n Il gruppo, al suo rientro manifesta una gioiosa tranquillit\u00e0. Sbirciando dal sacco a pelo con occhio sonnolento, ho la sensazione che la preparazione dei loro giacigli sia meno problematica della nostra. Il sonno prende tutti abbastanza velocemente e nemmeno un topolino, che sospettoso si aggira fra i sacchi a pelo, provoca scene di isteria o di preoccupazione.<br \/>\n La luna inonda con la sua luce la tenda, al punto tale che man mano che gli occhi si abituano alla semioscurit\u00e0 il suo contorno \u00e8 sempre pi\u00f9 nitido fra le trame del telo della tenda. Tutto \u00e8 straordinariamente bello: la luce, il silenzio, il tepore del giaciglio e perch\u00e9 no la gioia del gruppo.<br \/>\n La nostra prima notte nel deserto.<\/p>\n<p> Ed era una notte di inizio primavera quando il nonno materno mi dest\u00f2 per una passeggiata nei campi che ancora attorniavano il mio paese natale. Si sa che le persone anziane soffrono di insonnia. Era buio pesto e l\u2019aria mi dava strani brividi di freddo sulla pelle ancora tiepida per il calduccio delle coperte.<br \/>\n Lasciare il cortile, con le sue ringhiere su cui si affacciavano ben allineate porte scricchiolanti e persiane cadenti, era un p\u00f2 come lasciare il mondo che ti d\u00e0 certezza, sicurezza e protezione assoluta. In fondo i campi non erano cos\u00ec lontani, bastava girare intorno alla Chiesa, proseguire verso l\u2019asilo infantile e subito il ciottolato lasciava spazio alla terra battuta che confinava con il verde dei campi. 500 metri che mi portava in un mondo nuovo: nel silenzio del mattino lo sciacquio dell\u2019acqua dei fossati ed i primi canti di qualche gallo mattutino rompevano i nostri passi. Stringevo ancor pi\u00f9 forte l\u2019ossuta mano del nonno: il nuovo pu\u00f2 anche non mettere paura ma il batticuore di bimbo aveva bisogno di verificare la presenza fisica della persona vicina. Un ricordo limpido: la trasparenza dell\u2019acqua che correva nel piccolo fosso di campo teneramente verde, tempestato di fiori gialli, qualche lontana voce che rompeva il silenzio irreale. Nella mia mente non una passeggiata mattutina, ma il tuffo in un mondo nuovo fatto di colori e silenzi sconosciuti. Proseguimmo per la stradina di campagna verso case con i muri di cinta o le reti divisorie assalite dalla campanelle di primavera. Un fiore poco significativo, debole all\u2019apparenza, con i petali delicati e le larghe foglie di un verde scolorito, ma volenteroso nell\u2019affermare la propria esistenza. Aria di primavera!<\/p>\n<p> E pensare che solo poche settimane or sono avevo scoperto col nonno il profumo della legna tagliata e la musica del gocciolio. Era una giornata di febbraio in cui un limpido sole scioglieva lentamente i ghiaccioli che il freddo della notte aveva modellato con la solita maestria. La giornata era stata fredda per tutta la mattinata ma poi la bella luce invernale aveva convinto il nonno a portarsi sul retro del cortile, in prossimit\u00e0 degli orti, dove di solito le famiglie tenevano la legna e i pochi arnesi per la cura degli orti in angusti locali ricavati con tavole di legna. Spesso accompagnavo i nonni per raccogliere i pezzi di legna per rifornire la stufa che, famelica, ne bruciava in gran quantit\u00e0. Ma quel giorno il nonno decise di mettere un po\u2019 di ordine all\u2019interno della casupola, cosicch\u00e9 la nostra permanenza si prolung\u00f2 per un paio d\u2019ore. Sar\u00e0 stata poi un po\u2019 di stanchezza se non l\u2019et\u00e0, ma il nonno, che si era seduto sulla parte bassa della legnaia, si appisol\u00f2. Non mi sfior\u00f2 minimamente il desiderio di tornare dalla nonna, rimasi nella legnaia, di guardia. Ancora sento nelle narici il profumo della legna tagliata ed il lento gocciolio dell\u2019acqua che abbandonando il ghiacciolo del canale andava a formare minuscole pozze d\u2019acqua di strabiliante regolarit\u00e0. Nel silenzio irreale che solo un paesaggio innevato sa dare, il cadere della goccia sembrava non voler disturbare il sonno del nonno. Il tempo fu breve, ma pass\u00f2 anche molto in fretta. E quando il sole cominci\u00f2 a nascondersi dietro i tetti ed il freddo ritorn\u00f2 in tutto il suo rigore, tornammo a casa con la nostra scorta di legna.<\/p>\n<p> Anche ora stiamo tornando a casa, il campanile ha appena annunciato la prima messa ed alcune persone anziane, in gran parte avvolte da abiti neri, si avviano verso la chiesa. Anche noi andiamo in quella direzione, verso casa. <br \/>\n Quando torno, con l\u2019animo che ancora trepida per la scoperta di un mondo sconosciuto, non ho nessuna voglia di tornare per qualche ora a dormire, ed allora attendo che gli amici si alzino per raccontare loro ci\u00f2 che ho visto. Son passati pi\u00f9 di cinquant\u2019anni ma nulla \u00e8 cambiato, ad ogni scoperta del mondo mi pervade una gran voglia di raccontarlo a tutti. Non per vanteria, ma solo per trasmettere l\u2019emozione di quanto \u00e8 bella questa piccola palla azzurra.<\/p>\n<p> Nel frattempo il nonno seduto su una seggiola in mezzo al cortile sbriciola un p\u00f2 di pane raffermo. Gli uccellini timidamente rubano qualche briciola. Ai miei occhi, occhi da bambino, il nonno era San Francesco. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Aldo Cattaneo\u00a0&#8211; E&#8217;\u00a0una strana vigilia quella di quest\u2019anno. 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