{"id":1495,"date":"2016-12-05T19:53:19","date_gmt":"2016-12-05T18:53:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1495"},"modified":"2016-12-05T19:53:19","modified_gmt":"2016-12-05T18:53:19","slug":"viaggio-in-amazzonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/viaggio-in-amazzonia\/","title":{"rendered":"Viaggio in Amazzonia"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\"><a href=\"mailto:falconelvento@yahoo.it\">di Falco<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n Sono arrivato di notte a Lima, in aereo,passando per Amsterdam,con il volo pi\u00f9 economico che ho trovato\u2026 L\u2019aeroporto \u00e8 un po\u2019 fuori dalla citt\u00e0 e appena scesi si \u00e8 assaliti da folle di taxisti e procacciatori di affari, che cercano di conquistare qualche cliente, magnificando le qualit\u00e0 del tale albergo ed altro\u2026 mi rendo conto che di spenna-turisti ce ne sono molti, le truffe sono numerose e preferisco passare la notte in aeroporto, poich\u00e9 devo ripartire nella prima mattinata per Cuzco. <!--more--> Alcuni mi propongono pacchetti turistici tutto compreso, voli aerei per l\u2019Amazzonia, a prezzi folli<br \/>\n (o comunque molto sopra le mie possibilit\u00e0 economiche). <br \/>\n Andare in Amazzonia ed incontrare le comunit\u00e0 indigene, ammirare la incredibile variet\u00e0 vegetale ed animale, \u00e8 sempre stato il mio sogno ed \u00e8 una delle cose che mi hanno spinto a venire in Sudamerica. Ho intenzione di stare 3 mesi e visitare Per\u00f9, Bolivia ed Ecuador\u2026ma ho pochi soldi con me e non ho intenzione di muovermi come un normale turista.<br \/>\n Il piccolo aereo che mi porta a Cuzco, sorvola la catena delle Ande, mostrando prima montagne riarse, senza alberi, (siamo al termine della stagione secca) poi stupende cordigliere innevate, alte pi\u00f9 di 6000 metri,che svettano sopra le nuvole. Ho scelto di arrivare a Cuzco in aereo, perch\u00e9 un amico mi aspetta e poi la guida che ho letto prima di partire, sconsigliava il percorso Lima-Cuzco<br \/>\n Via terra,perch\u00e9 si sarebbe attraversato una zona pericolosa per la guerriglia di Sendero e fenomeni di banditismo che prendono di mira i turisti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Il pilota dell\u2019 aereo, dopo alcuni tentativi falliti di atterrare nel piccolo aeroporto di Cuzco, circondato da alte montagne, finalmente riesce, con una ardita picchiata, qualche sobbalzo ed una brusca frenata, ad atterrare\u2026suscitando un sentito applauso tra i passeggeri.<br \/>\n Cuzco \u00e8 l\u2019antica capitale del regno incaico\u2026ricchissima di testimonianze archeologiche..vi si possono trovare templi e costruzioni ciclopiche che lasciano senza fiato per la perfezione e la grandezza delle pietre usate (provenienti da altri luoghi, trasportate e levigate,innalzate con precisione millimetrica,da un popolo che non aveva strumenti di ferro e la ruota!<br \/>\n Oggi Cuzco \u00e8 una cittadina assediata dai turisti\u2026\u00e8 ancora presente molto della cultura tradizionale andina, ma purtroppo si sta occidentalizzando sempre di pi\u00f9\u2026dovunque spuntano minidiscoteche, pub, pizzerie, e forse anche mac donalds.<br \/>\n Ma nei mercatini ancora si trovano persone del luogo che vendono le loro produzioni,che cucinano carne,mais, vendono cicia (bevanda simile alla birra , ma pericolosa per lo stomaco occidentale) maglioni e bambini che vendono fette di torta o lustrano le scarpe o si offrono per qualche foto con il lama o come guida per la citt\u00e0. <br \/>\n A Cuzco si trova facilmente da dormire e da mangiare a poco prezzo\u2026l\u2019offerta \u00e8 molto varia! Basta evitare gli alberghi per turisti,optando per l\u2019ospitalit\u00e0 familiare o hostal economici.<br \/>\n Frequentare i piccoli ristoranti dove vanno le persone del luogo (un piatto di minestra,riso e carne,pi\u00f9 bevanda\u2026circa 2000-3000 lire)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">La famiglia che ci ospitava, era molto cordiale e si offri di portarmi dalla curandera della zona,quando mi arriv\u00f2 l\u2019immancabile crisi di diarrea (avevo assaggiato la cicia appena arrivato).<br \/>\n Dopo una limpia fatta con un uovo e la prescrizione di alcune erbe amare\u2026in pochi giorni mi sono ripreso. Ma ci sono casi di diarrea che continuano anche per un mese!<br \/>\n Bisogna assolutamente ,arrivando in aereo a Cuzco ,che \u00e8 molto alto (3500 m.), rimanere a riposo alcuni giorni e curare l\u2019alimentazione,per dare il tempo al corpo di ambientarsi\u2026io ovviamente mi ero fatto prendere dall\u2019entusiasmo delle novit\u00e0 e mi ero subito lanciato in arrampicate tremende,sul huaina picchu (la montagna ripidissima davanti alle rovine di macchu picchu).<br \/>\n Ospite nella stessa casa a Cuzco, c\u2019era anche una giovane pittrice di Lima,molto simpatica,che ci incoraggi\u00f2 ad andare verso l\u2019Amazzonia, dandoci consigli e assicurandoci che era possibile, secondo lei, arrivarci con mezzi di fortuna senza spendere troppo. Dopo aver valutato con lei da quale parte poteva convenire entrare in Amazzonia,senza permessi,senza aereo, senza accompagnatori,senza agenzie\u2026evitando le zone turistiche\u2026decidiamo di provare l\u2019ingresso dal vicino passo di Paucartambo (che ci interessava visitare anche perch\u00e9 in quella zona vive la popolazione dei Q\u2019uero\u2026una popolazione che non si \u00e8 mai arresa agli spagnoli,che ha preferito ritirarsi su alte montagne e mantenere rigidamente le loro tradizioni e conoscenze.<br \/>\n Sono un popolo straordinario,che vive a 5000 m. di altezza in luoghi sperduti sulle Ande, quasi sempre immersi tra le nebbie (almeno in quel periodo)e vicini al confine delle nevi perenni!<br \/>\n Arrivati a Paucartambo con un pulman ,che si inerpica a fatica su strade sassose,strette e ripidissime (con paurosi burroni e splendido panorama sulla valle e le montagne intorno a Cuzco), troviamo subito ospitalit\u00e0 nell\u2019unico ostello del villaggio (una camerata con vari letti singoli,usati dai locali e che guardavano con stupore e diffidenza quei due strani gringos con ponchos e cappello di lana a punta).Faceva molto freddo,perch\u00e9 il passo di Paucartambo \u00e8 circa a 4500 metri e l\u2019aria calda proveniente dall\u2019Amazzonia si scontra con quella fredda delle Ande,formando una fitta nebbia che spesso oscura il sole,facendo battere i denti. L\u2019erba quasi non riesce a crescere..resistono solo strani cactus lanosi e bassi, e qualche misteriosa pianticella con rami contorti e rossastri.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">La nostra voglia di conoscere i Q\u2019uero ci fa cercare una guida che possa trasportare bagagli e viveri con i cavalli e farci anche da traduttore\u2026dopo una breve ricerca ci dicono che forse c\u2019\u00e8 un vecchio disponibile e che non chiederebbe nemmeno troppo per questo lavoro\u2026persona molto disponibile,ci racconta che nel passato aveva accompagnato qualche straniero dai Q\u2019uero,ma poi aveva smesso perch\u00e9 la zona era infestata dalla guerriglia di Sendero Luminoso (e che solo da qualche anno era tornata nuovamente tranquilla) ci racconta che all\u2019inizio Sendero aveva molto seguito tra la popolazione,ma poi hanno incominciato ad uccidere troppa gente,anche contadini del posto\u2026e la militarizzazione,le rappresaglie governative avevano spinto ad avere continuamente paura delle spie\u2026cos\u00ec anche il favore popolare si era perso e i guerriglieri, sconfitti si sono dispersi.<br \/>\n Ma a sconsigliarci questa avventura d\u2019alta quota non fu tanto il discorso della vecchia guida,ma due giovani antropologi che stavano scendendo proprio dai villaggi dei Q\u2019uero \u2026non furono tanto le loro parole a dissuaderci, ma i loro volti paonazzi e stanchi (erano vestiti da Himalaia,ma ugualmente mezzo congelati\u2026) si capiva che avevano camminato molto ed erano molto provati. Ci dissero che si, potevamo anche andare,ma saremmo stati poco tempo,avremmo dovuto superare il problema della lingua,della diffidenza e alla fine non saremmo riusciti a conoscere veramente la loro cultura,finendo solamente per infastidire un popolo molto orgoglioso del suo isolamento. Avevano perfettamente ragione e cos\u00ec ci accontentammo di vedere ed ammirare alcuni rappresentanti di quel popolo,(che erano a paucartambo di passaggio,forse per vendere alcuni loro prodotti) .I Q\u2019uero hanno gli sciamani pi\u00f9 potenti di tutto il Peru e riescono a vivere a 5000 metri di altezza,coltivando patate,fave e quinua, oja\u2026e allevando Lama e Cui(porcellini d\u2019india). Erano incredibilmente vestiti con un corto poncho, pantaloni al ginocchio e sandali!! Alcuni anzi erano scalzi e non sembravano sofferenti per il freddo!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Il mio amico inoltre non si sentiva benissimo a quell\u2019altezza e pensare di salire ancora,camminare per giorni in mezzo alla nebbia con uno zaino in spalla,con il cuore che batte a mille ed i polmoni che fanno fatica a trovare ossigeno,dando continuamente la sensazione di soffocare\u2026era troppo per lui!<br \/>\n Cos\u00ec il giorno dopo,ci facciamo dare un passaggio da una cammionetta che si recava fino all\u2019inizio del Parco del Manu,zona protetta tra le pi\u00f9 interessanti del peru\u2026andavano a trovare i guardaparco,che avevano una casetta sul fianco di una montagna,che domina dall\u2019alto il Bacino amazzonico. La parte alta della foresta,abbarbicata sulle montagne e perennemente coperta di nebbia tiepida,ospita molti animali strani tra cui un tipo di orso che vive solo l\u00ec.Ed alberi dalle foglie larghe,che troviamo spesso nei nostri appartamenti,dentro a piccoli vasi\u2026 La nostra prima passeggiata da soli nella foresta pluviale,tra piante completamente coperte di muschi e licheni ed orchidee fiorite,di vari colori\u2026\u00e8 stato emozionante,ma di animali non abbiamo visto traccia\u2026tranne qualche rumore in lontananza\u2026al nostro ritorno verso la casetta dei due gardiaparco,che ci ospitavano,ci siamo messi a parlare e si sono rivelati una miniera di informazioni\u2026Ci hanno dato indicazioni abbastanza precise sulle comunit\u00e0 indigene del parco,su quali di loro avessero ancora un tipo di vita tradizionale,quali potessero accettare degli stranieri senza causare eccessivo disturbo,quali avessero persone che conoscevano lo spagnolo\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Ci dicono che c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 interessante,piccola, ma con uno sciamano potente,loro amico\u2026<br \/>\n Il giorno successivo, per sdebitarci delle informazioni ricevute e per l\u2019ospitalit\u00e0 amichevole,decidiamo di fermarci ad aiutarli nei loro lavori\u2026stanno portando dei tubi di plastica fino ad una sorgente,abbastanza lontana,sulla montagna,in modo da avere l\u2019acqua corrente nella loro casa.<br \/>\n Non avrei mai detto che fosse cos\u00ec faticoso trasportare cose a quella altezza! Credevo di morire!<br \/>\n E i due guardiaparco sorridevano stupiti per il nostro impegno e per la nostra resistenza!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">La mattina dopo siamo pronti a salire sull\u2019ultima corriera che ci porter\u00e0 fino ai piedi delle Ande,nel versante Amazzonico.<br \/>\n Lo spettacolo dell\u2019Amazzonia visto dall\u2019alto delle Ande \u00e8 pauroso ed impressionante! Si scende per strade sempre pi\u00f9 tortuose e fangose ,con frequenti ruscelli che invadono la strada\u2026davanti a noi a perdita d\u2019occhio foresta pluviale immersa nella nebbia! Sembrava di sprofondare in un altro mondo,in un\u2019altra dimensione temporale!<br \/>\n Man mano che scendevamo faceva meno freddo, la vegetazione cambiava, a tratti si intravvedeva qualche uccello strano,una piccola scimmia . Al lato della strada le enormi ruspe che avevano il compito di aggiustare la strada periodicamente disastrata. E\u2019 incredibile come un pulman possa fare certe strade\u2026varie volte ho temuto che non potesse pi\u00f9 continuare e che non avrebbe pi\u00f9 potuto nemmeno fare manovra su una strada cos\u00ec ripida e stretta! Credo che ci voglia una patente speciale per quelle strade!<br \/>\n Siamo arrivati col buio al capolinea dell\u2019autobus\u2026un piccolo villaggetto di baracche di legno,proprio ai piedi delle Ande,dove l\u2019Amazzonia si estende ormai su basse colline .Intorno a noi solo fitta vegetazione, e baracche fatte con assi di legno distanziate tra loro di qualche centimetro\u2026sembrava un villaggio di frontiera,tipo far-west con animali al pascolo,galline,maiali e qualche somaro. Tutti ci guardano come se fossimo l\u2019unica novit\u00e0 da mesi\u2026Siamo attirati da un piccolo assembramento davanti una capanna\u2026vendono biglietti e appeso davanti la porta un cartello:cinema! Non crediamo ai nostri occhi! Naturalmente l\u00ec non c\u2019era la luce elettrica ed il cinema consisteva in un televisore collegato alla batteria di un camion che trasmetteva una cassetta di arti marziali! La baracca-cinema era strapiena di persone che ammiravano quello spettacolo con grande interesse e divertimento. Devo ammettere che non era male,dopotutto\u2026si trattava di Capuera,un arte marziale brasiliana ed il film era centrato sulla rivalit\u00e0 tra praticanti la capuera e un gruppo di \u201ccattivi\u201d che praticavano il kung-fu\u2026naturalmente vincevano i capueristi,con grande gioia del pubblico. Ma la cosa pi\u00f9 divertente era che la luce del televisore attirava quantit\u00e0 industriali di insetti (dio solo sa quanti ce ne sono in Amazzonia, farfalle ed altro,di tutte le forme e dimensioni\u2026 per evitare che lo schermo si coprisse letteralmente,oscurando la visione del film,qualcuno periodicamente si doveva alzare dalla prima fila,per allontanare con la mano gli insetti! Era buffissimo vedere guerrieri terribili,fare mosse di kungfu con farfalle che svolazzavano impertinenti sulla loro faccia!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Il giorno dopo, l\u2019alba ci dice che siamo in Amazzonia\u2026ancora non ce ne rendevamo conto veramente\u2026canti stranissimi di uccelli,farfalle enormi e colorate,serpenti corallo,fiori incantevoli e mai visti crescevano intorno alle capanne\u2026 e gli alberi dalle forme strane ,molti dei quali offrivano frutti misteriosi, alcuni assomigliavano a noci di cocco,altri a enormi carrubi,o fagioloni che facevano pendere i rami degli alberi fino a terra\u2026I bambini andavano pazzi per i semi di quella pianta,che sono molto dolci\u2026e poi la canna da zucchero! E le ananas\u2026che buone le ananas fresche! Tutta un\u2019altra cosa rispetto a quelle che conosciamo noi\u2026E lo stesso si pu\u00f2 dire per le banane,dei tanti tipi di banane! La baracca che ci ha ospitato era condivisa da altri personaggi caratteristici che lavorano e vivono da quelle parti.. strani, ma simpatici\u2026sicuramente avranno molte storie interessanti da raccontare, ma non sembrano molto loquaci.<br \/>\n Ma questa \u00e8 ancora la parte meno interessante della foresta,quella pi\u00f9 abitata,quella che vive grazie al commercio della legna e della frutta, alla ricerca di oro e petrolio e di pietre preziose!<br \/>\n La strada continua ancora nella giungla,seguendo il corso del Rio Madre de Dios, ma non ci sono pi\u00f9 corriere o trasporti pubblici\u2026.Ora dovremo continuare cercando un passaggio da qualche privato,con fuoristrada (e facce da galera poco rassicuranti) o aspettare un camion carico di mercanzie da scambiare con qualche comunit\u00e0 pi\u00f9 all\u2019interno che vende legna e frutta.<br \/>\n Per pochi spiccioli ci arrampichiamo sulle sponde di un camion che gentilmente accetta di trasportarci..gettiamo gli zaini all\u2019interno del cassone,cercando di non schiacciare le galline,le uova e le altre mercanzie trasportate da donne meticcie di ritorno da qualche mercato\u2026La strada \u00e8 sempre pi\u00f9 accidentata,la foresta sembra volersela mangiare giorno dopo giorno e bamboo spinosi si sporgono pericolosamente,ogni tanto,costringendoci ad acrobazie per schivarli.<br \/>\n Dopo un centinaio di chilometri percorsi in questo modo, attraversando con il camion guadi incredibili,che ancora oggi non credo come sia riuscito a non rovesciarsi, a non rimanere piantato in mezzo alla corrente o trasportato alla deriva\u2026in certi momenti sembrava un carroanfibio!Siamo arrivati (dopo aver superato alcuni blocchi militari) all\u2019ultimo villaggio servito dalla strada\u2026col buio!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Dopo di che la foresta ed il fiume! Loro erano i padroni! Gli alberi erano sempre pi\u00f9 grandi e strani.<br \/>\n Sotto una tettoia adibita da ristorante, alcune donne del villaggio stavano col loro pentolone sopra un lungo tavolo,attendendo di servire le persone di passaggio\u2026si poteva scegliere il menu preferito\u2026ci si sedeva davanti al pentolone con l\u2019odore pi\u00f9 invitante e ,senza nemmeno contrattare(perch\u00e9 i prezzi erano incredibilmente bassi,al punto che quasi mi vergognavo di mangiare un enorme piatto di riso,ricoperto di buonissima carne, ed una minestra di verdure per solo duecento lire..ma quello era il prezzo pagato dagli altri e quello mi chiedevano..)e se volevi il bis,compreso nel prezzo,te lo davano!<br \/>\n L\u2019atmosfera era rilassata,tipica di persone stanche che hanno lavorato duramente,guadagnando al massimo un dollaro al giorno, ma che ormai hanno perso la fiducia di poter vivere qualcosa di diverso\u2026 Il camionista ci raggiunge trafelato,contento di poterci riportare la macchina fotografica che avevamo dimenticato nel suo camion,scendendo al buio\u2026non ce ne eravamo ancora accorti,perch\u00e9 non ci va di fare fotografie a queste persone, che certamente non lo gradirebbero e mi sembrerebbe di far loro una violenza. La macchina fotografica ti identifica come un gringo turista e ti separa dalla gente,dalle loro emozioni e dalla loro simpatia\u2026in tutto il viaggio abbiamo scattato pochissime foto,quando proprio il mio amico non riusciva a farne a meno. Le immagini che l\u2019Amazzonia ci ha regalato sono un ricordo esclusivo per noi\u2026impresse nel cuore indelebilmente.<br \/>\n Parlando con la gente del posto,curiosi del nostro arrivo e delle nostre intenzioni,riusciamo a trovare una persona che cercher\u00e0 di convincere il giorno dopo una commerciante,proprietaria di una canoa che deve scendere lungo il rio Madre de Dios ed arriva pi\u00f9 o meno all\u2019altezza dell\u2019affluente che dovremo risalire per arrivare alla comunit\u00e0 indicataci dai guardaparco\u2026aiutandola a scaricare le sue mercanzie e magari un piccolo contributo, dovrebbe portarci fino a destinazione!<br \/>\n La donna \u00e8 abbastanza antipatica e taciturna, ma accetta di trasportarci\u2026dopo aver rotolato su per un ripido sentiero pesantissime botti piene di gasolio od altro combustibile ,e casse di birra ed altre bevande,fino ad un insediamento di alcune popolazioni meticcie\u2026la commerciante si lascia convincere dalla gente del posto a fermarsi un po\u2019a far festa con loro ed in poco tempo sono tutti ubriachi della birra che avevamo trasportato\u2026la donna ed il ragazzo che guidava la canoa,sono troppo ubriachi per continuare,non ne vogliono sapere\u2026la situazione ci sembra non troppo tranquilla e non ci va di rimanere l\u00ec a lungo, proviamo quindi a buttare dell\u2019acqua sulla testa del timoniere, per vedere se si riprende..ma niente \u00e8 partito per la tangente e continua a ridere imperterrito! Viene in nostro aiuto un loro conoscente che, con il consenso della donna,ci porter\u00e0 al posto suo.<br \/>\n Dopo circa un\u2019ora di navigazione,col fiume che si fa sempre pi\u00f9 largo ed impetuoso,con alberi sommersi e gorghi da evitare\u2026incontriamo con grande fortuna una canoa della comunit\u00e0 che volevamo visitare. Il ragazzo che ci accompagnava li chiama e questi rispondono,avvicinandosi\u2026<br \/>\n Dopo una rapida presentazione e qualche tentativo di rispondere alle loro domande sul perch\u00e9 volevamo conoscerli..accettano di farci salire sulla loro canoa,con bambini un po\u2019 perplessi,forse intimoriti e donne sorridenti e curiose\u2026erano andati a pescare!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Mi sento molto emozionato per questo incontro e non riesco a smettere di osservarli,colpito dai loro sguardi sereni e fieri,dai loro lineamenti cos\u00ec caratteristici\u2026Le donne credo fossero colpite dal vedere gringos cos\u00ec strani,diversi da quelli che vedevano di tanto in tanto . Nessun turista fai da te era mai passato da quelle parti e nessuno che si dicesse interessato alla loro cultura e spiritualit\u00e0.<br \/>\n Quello che parla spagnolo ci dice che ci porteranno fino al loro villaggio,poi la comunit\u00e0 si riunir\u00e0 per decidere se potremo fermarci o se ce ne dovremo andare,il giorno dopo.<br \/>\n Finalmente arriviamo al piccolo porticciolo dove leghiamo la canoa e seguendo uno stretto sentiero,in fila indiana, ci dirigiamo nella foresta, fino a raggiungere una larga spianata circolare,dove sorgono alcune capanne! E\u2019 un altro mondo..di una bellezza e semplicit\u00e0 stupefacente! Palafitte sopraelevate,costruite con materiali locali e con una capacit\u00e0 tecnica notevole,frutto di una tradizione millenaria, altro che le catapecchie dei meticci, che ci avevano ospitato finora!<br \/>\n Tutto intorno fiori, piante aromatiche\u2026 poco lontano i campi coltivati,strappati alla foresta,con l\u2019aiuto del fuoco. <br \/>\n Fuochi controllati,quel tanto che bastava per le loro coltivazioni\u2026sulla terra cosparsa di cenere piantano subito banani ed altre piante che con gli anni diventeranno alberi e tra questi seminano in ordine sparso,ma con una logica precisa,con la giusta spaziatura,mais,fagioli, pomodori, cotone, manioca, tabacco ed erbe medicinali\u2026tutto insieme ad imitazione della foresta!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Il capo della comunit\u00e0 ed alcuni anziani, ci fanno domande e ci squadrano attentamente,poi vanno in un\u2019altra capanna per decidere e fortunatamente ci dicono che possiamo rimanere, a patto che diamo un piccolo contributo alla famiglia dello sciamano che ci ospiter\u00e0 ed un altro che verr\u00e0 distribuito alla comunit\u00e0, per non suscitare gelosie\u2026una cosa giusto simbolica, una richiesta che accettiamo con gioia!<br \/>\n Alcune famiglie ci avrebbero invitato nella loro capanna per parlare ed offrirci alcuni oggetti di artigianato costruiti da loro..collanine,borse\u2026\u00e8 stato un onore ricevere oggetti cos\u00ec belli e vivi.<br \/>\n Nel villaggio producono tutto quello che serve loro,comprano forse il sale e poco altro\u2026alcune canoe hanno un motore,che li aiuta a risalire la corrente,anche quando il fiume \u00e8 grosso e permette loro di visitare comunit\u00e0 lontane,pi\u00f9 facilmente. Sono comunque acquisti occasionali abbastanza rari.<br \/>\n Vivono coltivando,cacciando e pescando\u2026inoltre raccolgono numerosi frutti e radici selvatiche.<br \/>\n Filano il cotone da loro coltivato ed usando anche altre fibre ottenute da erbe ed alberi, tessono abiti,stuoie,borse,reti,amache e li tingono con colori naturali bellissimi,facendo disegni molto particolari e simbolici.<br \/>\n Tapiri,pappagalli,giaguari e scimmie facevano giornalmente la loro comparsa\u2026alcune volte facendo schiamazzi,altre volte facendosi vedere a pochi metri dal villaggio\u2026altre volte lasciando solo le impronte nella notte.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Il figlio dello sciamano ci faceva da guida nella fitta foresta primaria (che non \u00e8 mai stata tagliata dall\u2019uomo) tra alberi dalla corteccia spinosa,liane gigantesche, alberi della gomma,alberi con radici che si allargano creando dei muri alti come una persona che si allontanano dalla pianta decrescendo lentamente,in modo sinuoso. Alberi alti anche 60 metri!<br \/>\n Spesso la nostra guida ci indicava le propriet\u00e0 medicinali delle singole piante\u2026sono certo che le conosceva tutte e che sapeva bene come usarle,per curare o per tingere,o per nutrirsi,per costruire,per uccidere,per trovare visioni. Si arrampicava come una scimmia su alberi altissimi,per raccogliere frutti stranissimi e buoni,da farci assaggiare. Passavamo seguendo sentieri quasi invisibili,facendo guadi,evitando le molte spine,gli insetti ed i serpenti\u2026camminando sopra ad alberi crollati,usandoli come ponte per attraversare grossi torrenti\u2026ci portava nei luoghi frequentati dagli animali,dove andavano a leccare il fango salato e ci divertivamo a seguirne le tracce.<br \/>\n Tornati al villaggio venivamo spesso invitati ad entrare in altre capanne e ci veniva offerta la loro bevanda tradizionale\u2026il masado, fatto con radici di manioca masticata e sputata dalle donne,poi messa a fermentare dentro grossi recipienti di legno con acqua del fiume\u2026diventa un liquido denso e leggermente alcolico,che da un senso di pace ed allegria,senza ubriacare..e stranamente non suscita la diarrea in chi la beve!! Comunque non potevamo rifiutare la loro gentile offerta senza offenderli!<br \/>\n A loro piace molto parlare con gli ospiti seduti nel piano basso della loro capanna,e intanto che parlano fanno sempre qualcosa,filano il cotone o tessono reti ..o si occupano dei bambini.<br \/>\n Bellissimi bambini ed anche la figlia dello sciamano era bellissima e molto intelligente, purtroppo per\u00f2 era sordomuta, ma era talmente sveglia ed attenta,che non ho capito subito che avesse un problema\u2026credevo che non parlasse lo spagnolo! Ci ha sfidato in giochi di destrezza in cui era abilissima e ci ha insegnato a nutrire la loro mascotte,un picchio enorme e coloratissimo,che avevano adottato sin da piccolo \u2026gli portava vermi cercandoli nella terra o tra alberi morti e glieli portava\u2026l\u2019uccello era sempre sulle nostre spalle e non smetteva mai di seguirci! Alla mattina svegliava tutti con il suo verso stranissimo e potente.<br \/>\n Abbiamo aiutato la comunit\u00e0 nei vari lavori e pescato con loro stendendo le reti in piccoli affluenti dove si vedevano uccelli in caccia\u2026alcuni battevano l\u2019acqua con un bastone altri stendevano la rete nuotando nel torrente e tirandosela dietro..un\u2019operazione non facile! Poi man mano che la rete si chiudeva i pesci cominciavano ad agitarsi..alcuni riuscivano a svignarsela tra le nostre gambe,altri saltavano fuori dall\u2019acqua nel tentativo di superare la rete\u2026certi pescioni abbiamo pescato,veramente pazzeschi,mai visto pesci cos\u00ec grandi! In quella zona pare che di caimani ce ne fossero pochi e anche i piranas, ci hanno assicurato non erano particolarmente pericolosi..invece temevano un po\u2019 altri pesci velenosi, e quelli che danno la scossa elettrica\u2026Abbiamo navigato con le loro basse canoe,molto instabili,ma veloci e facili da manovrare,schivando rocce affioranti e tronchi sommersi\u2026una volta anche con il buio,perch\u00e9 ci eravamo fermati troppo a pescare! Non so come abbiano fatto,senza nessuna luce artificiale, a raggiungere indenni il villaggio e a riconoscere il punto dove fermarsi\u2026io ero gi\u00e0 completamente perso\u2026.uno davanti con un lungo bastone dava indicazioni al timoniere sul livello dell\u2019acqua e gli ostacoli da evitare! Hanno una conoscenza del posto ed una capacit\u00e0 di sopravvivere alle difficolt\u00e0 veramente unica\u2026ma anche loro per un attimo si erano preoccupati. Credo abbiano una visione notturna molto migliore della nostra.<br \/>\n Abbiamo avuto anche il privilegio di partecipare a Cerimonie con piante magiche, e a cerimonie di guarigione,a cui partecipava l\u2019intera comunit\u00e0\u2026Abbiamo parlato con loro dei problemi della foresta e dei popoli che la abitano\u2026ci hanno accennato alla loro tradizione e storia,ci hanno accolto come fratelli e alla nostra partenza non pochi erano commossi e ci chiedevano quando saremmo tornati!<\/span><\/span><\/p>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><span class=\"Stile23\">Per tornare,una volta arrivati alla strada,non c\u2019erano camion\u2026non passava quasi pi\u00f9 nessuno! Stava incominciando la stagione delle piogge ed i torrenti erano ingrossati..la strada non era quasi pi\u00f9 percorribile!Se ci fossimo fermati ancora qualche giorno,saremmo rimasti bloccati l\u00ec per dei mesi! L\u2019unico camion che vediamo arrivare,dopo giorni di sereno,\u00e8 guidato da una donna,dice che si potrebbe darci un passaggio,ma prima deve riempire il camion di mercanzia\u2026deve cercare qualcuno che le venda delle radici di manioca e della legna \u2026ed \u00e8 cos\u00ec che mi ritrovo a guidare enormi tronchi galleggianti,per evitare che la corrente li porti lontano ,poi in otto persone li solleviamo e li carichiamo nella barca\u2026dopo aver quasi riempito il camion di questi tronchi ,dice che dobbiamo andare a raccogliere la manioca (sotto un sole cocente abbiamo disboscato con i machete il campo..poich\u00e9 la manioca \u00e8 un alberello\u2026poi scavato le grosse radici superficiali,che crescono a raggiera, facendo attenzione per non rovinarle\u2026messe dentro sacchi,pesate e trasportate in spalla fino al camion\u2026i braccianti che lavoravano con noi erano abbastanza divertiti dalla nostra presenza e dalle nostre gambe che a volte barcollavano camminando su quei sentieri nella giungla,fra coltivazioni di coca,con sacchi di 50 chili sulle spalle!<br \/>\n Finalmente il camion pu\u00f2 partire ed insieme a noi si affollano una quantit\u00e0 di persone che approfittano del passaggio,ormai raro. Il camion \u00e8 strapieno! C\u2019\u00e8 veramente di tutto,dai maiali alle ananas e la maggior parte degli uomini sta sul bordo del camion,seduto sulle alte sponde\u2026ben aggrappato,per non cadere nei continui scossoni,dovuti alla strada piena di buche.<br \/>\n Durante il viaggio,il camion,troppo carico, ha forato le ruote almeno 6 volte! Ma con grande calma la donna smontava la ruota, aggiustava il foro e metteva un\u2019altra cameradaria\u2026<br \/>\n Se nel viaggio di andata era piacevole sentire la temperatura che aumentava man mano che si scendeva dalle Ande verso il bacino Amazzonico\u2026al ritorno l\u2019effetto \u00e8 stato drammaticamente contrario\u2026anche perch\u00e9 siamo arrivati sul passo di notte e mi sembrava facesse un freddo indiavolato! L\u2019ultimo tratto di montagna ci siamo dovuti rintanare nel cassone del camion,tirando il telone sopra di noi e c\u2019era solo il posto per respirare..muoversi era impossibile!<br \/>\n E\u2019 stata un\u2019esperienza indimenticabile e non ho speso quasi niente.<br \/>\n Poi sono stato sul lago titicaca, a tihuanaco,sulle isole galleggianti,mi sono arrampicato in cima alla Cotacachi un vulcano sacro ecuadoriano alto 5000 metri, digiunando\u2026 sono stato ospitato da una comunit\u00e0 sperduta tra le Ande\u2026ho visitato forse l\u2019unica casa per la salute gestita da indios , in cui convivono pacificamente sciamani e dottori che hanno studiato medicina a cuba\u2026ma quella \u00e8 un\u2019altra storia\u2026 <\/span><br \/>\n <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Falco\u00a0&#8211; Sono arrivato di notte a Lima, in aereo,passando per Amsterdam,con il volo pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/viaggio-in-amazzonia\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1496,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,286,361,167],"tags":[168,363],"class_list":["post-1495","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-americhe","category-bolivia","category-ecuador","category-peru","tag-bolivia","tag-ecuador"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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