{"id":1649,"date":"2016-12-13T18:10:06","date_gmt":"2016-12-13T17:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1649"},"modified":"2025-05-21T14:50:03","modified_gmt":"2025-05-21T12:50:03","slug":"periplo-del-mediterraneo-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/periplo-del-mediterraneo-occidentale\/","title":{"rendered":"Periplo del Mediterraneo Occidentale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"mailto:enosant@alice.it\">di Eno Santecchia<\/a>\u00a0&#8211;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>In Brianza<\/strong><br \/>\nSalvatore C. \u00e8 stato un tranquillo imprenditore della Brianza, titolare dell&#8217;International Wireless Company. La sua azienda con il nome di Fleming operava a Milano sin dal dopoguerra nel settore dell&#8217;elettronica e radiocomunicazioni, nella produzione di componenti per la GBC e la Telefunken. Si trasfer\u00ec poi a Lomagna, dove cambi\u00f2 il nome dell\u2019azienda in Faraday e in seguito in I.W.C. (International Wireless Company). <!--more--> La catena di montaggio ancora non esisteva, ma nel suo stabilimento si producevano 300 radio il giorno. L&#8217;azienda, nel periodo di maggiore sviluppo, super\u00f2 il numero di cento dipendenti. Le radio <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/Radio-anche-a-galena.jpg\" width=\"188\" height=\"296\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>venivano esportate in Francia, Germania, Spagna, Grecia, Cipro, Egitto e Marocco. La Turchia e la Tunisia, paesi che avevano adottato misure di protezione, acquistavano solo componenti elettronici che venivano assemblati sul posto. Negli anni \u201860 la liberalizzazione dell&#8217;importazione dei<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/GELOSO.jpg\" width=\"349\" height=\"250\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> prodotti elettronici mise in seria crisi tutte le aziende italiane ed europee del settore, tra le quali la Marelli, Phonola, Magnadyne e Geloso, tutti marchi dal glorioso passato. Salvatore afferma che negli anni Ottanta, per i produttori italiani del settore, stava iniziando la fase di disarmo; era ormai impossibile combattere ad armi pari con la concorrenza\u00a0della produzione di radioricevitori provenienti dall&#8217;Oriente. Le radio giapponesi erano trenta volte meno costose di quelle italiane. Ci\u00f2 era in gran parte dovuto al costo della manodopera asiatica molto pi\u00f9 basso di quello europeo. Delle 135 imprese italiane del settore, 120, tra cui la Radiomarelli, Magnadyne, Europhone e Transcontinental imprese con migliaia d&#8217;addetti, chiusero, fallirono o furono acquistate da multinazionali. Un vero smacco per la patria di Alessandro Volta e di Guglielmo Marconi!<\/p>\n<p><strong>Una vita nel segno dell\u2019ottimismo<\/strong><br \/>\nSalvatore ha vissuto una vita intensa ed avventurosa, studi\u00f2 a Malta, si diplom\u00f2 perito radiotecnico all\u2019 Istituto Montani di Fermo. Durante l\u2019ultimo conflitto mondiale fu ufficiale di fanteria e interprete in vari campi di concentramento italiani. A Soriano del Cimino (VT) prese parte alla preparazione dell\u2019invasione di Malta (<a href=\"http:\/\/digilander.libero.it\/avantisavoiait\/Operazione%20C3%20Malta.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">operazione C3<\/a>), che non fu mai attuata. Tutta la sua vita \u00e8 stata improntata all\u2019ottimismo, che non gli viene meno nemmeno ora che \u00e8 ottuagenario. Sostiene di aver sempre avuto una mentalit\u00e0 internazionale, universale, non ha mai concepito la discriminazione degli uomini in base al paese di provenienza. Ai suoi tempi non c&#8217;erano davvero moltissime persone che la pensavano come lui! Verso la fine di luglio del 1980, decise di fare un viaggio d&#8217;affari per visitare e contattare direttamente i clienti pi\u00f9 importanti, sparsi attorno a tutto il bacino del mar Mediterraneo.<br \/>\nIl viaggio era inteso all&#8217;acquisizione di nuove commesse ed all&#8217;eventuale recupero di crediti in Italia e all&#8217;estero. Armato di buona volont\u00e0, coraggio ed accompagnato dalla consorte Rina, si mise in marcia con una vettura Opel Rekord diesel familiare. Il viaggio inizi\u00f2 da Lomagna (allora in provincia di Como), piccolo centro situato a12 Km a nord di Monza, in direzione Lecco, che all\u2019inizio degli anni \u201960 non raggiungeva i 1.000 abitanti. In quel periodo era considerata zona depressa, tanto che le aziende che vi s\u2019insediarono beneficiarono di dieci anni a tassazione ridotta. Salvatore non port\u00f2 con s\u00e9 campioni, ma solo il materiale indispensabile per far conoscere i suoi prodotti. Non dimentic\u00f2 l\u2019inseparabile minuscola radio portatile dotata d\u2019auricolare.<br \/>\n<strong><br \/>\nSi dirige verso sud, ma nel frattempo a Bologna\u2026<\/strong><br \/>\nNon ricorda precisamente la data della partenza, ma un particolare ci aiuta senz&#8217;altro. Il viaggio comport\u00f2 diverse tappe e soste. La prima nei dintorni di Bologna dove, dopo aver visitato un cliente, si fermarono a pranzo. Durante il pasto, tramite la minuscola radio, appresero che era scoppiata una bomba all&#8217;interno della stazione ferroviaria di Bologna. La moglie Rina ricorda addirittura di aver udito in lontananza il boato della deflagrazione. Il fatto accadde sabato 2 agosto 1980 e sar\u00e0 poi ricordato pi\u00f9 facilmente dagli Italiani come la &#8220;strage della stazione <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/solitudini-assolate.jpg\" width=\"349\" height=\"257\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>ferroviaria di Bologna&#8221;. Strage perch\u00e9 ci furono 85 morti e 200 feriti. Ricorda Salvatore che pi\u00f9 che un viaggio, si tratt\u00f2 di un&#8217;avventura ormai parcheggiata tra i ricordi pi\u00f9 belli. Fin dalla sua prima auto, una Balilla, ha sempre avuto l&#8217;autoradio. Allora le poche che si trovavano in commercio erano costosissime. Quando i transistor ancora non esistevano, lui l&#8217;aveva costruita da solo con le valvole termoioniche. Come antenna aveva adattato il portapacchi (opportunamente isolato). La musica riprodotta da apparecchi a valvole, in ogni modo, era migliore e meno aspra di quella dei moderni sistemi digitali. Dopo aver visitato il suo agente di Ariccia, a sud di Roma, pernott\u00f2 a Genzano sui dolci colli Albani. Il mattino successivo di buon\u2019ora prosegu\u00ec per Napoli e Reggio Calabria con sosta a Polla in provincia di Salerno. Salvatore ci tiene a precisare che a quei tempi l&#8217;autostrada A\/3 (Salerno &#8211; Reggio Calabria) si percorreva bene, non era quell&#8217;inferno che si sente descrivere oggi dai telegiornali. Anche se erano i primi giorni d&#8217;agosto il traghetto per Messina non richiese lunga sosta per l&#8217;imbarco. Fu tranquillo anche il trasferimento fino a Palermo. Qui Salvatore commise un errore. Con l&#8217;intento di trovare un motel fuori citt\u00e0, si avventur\u00f2 in strade secondarie sempre pi\u00f9 isolate e solitarie che, date la zona e la notte subentrata, non facevano presagire nulla di buono. La moglie, apprensiva, attraversando quei paesi deserti, bui e dai nomi tristemente noti come Alcamo e Calatafimi, si sentiva molto a disagio. A Caccamo trovarono un bar ancora aperto, chiesero se fosse possibile pernottare. Il gestore fece alcune telefonate, squadrando Salvatore da sotto la burritta, che dopo aver ringraziato prefer\u00ec proseguire velocemente verso Trapani, dove giunsero in piena notte. Stanchi com&#8217;erano, si addormentarono in auto confidando nella buona sorte. Verso le 5,00 del mattino incominci\u00f2 un gran viavai; egli non si era accorto di essersi fermato nella zona del porto. All&#8217;apertura del pi\u00f9 vicino bar si rifocillarono con un&#8217;ottima colazione a base di cornetti e brioche caldi e si consolarono, in parte, della non certo riposante nottata. Si recarono di corsa all&#8217;agenzia per acquistare i biglietti d&#8217;imbarco con l&#8217;auto sul traghetto della Tirrenia e dopo qualche ora finalmente partirono per Tunisi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accogliente Tunisia<\/strong><br \/>\nDopo diverse ore di tranquilla navigazione, non del tutto confortevole dato il sovraffollamento estivo del traghetto, giunsero al porto de La Goulette. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/Porto-de-La-Goulette.jpg\" width=\"339\" height=\"226\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Le operazioni doganali e di sbarco furono d&#8217;ottima qualit\u00e0: tutto il personale si dimostr\u00f2 cortese e disponibile verso gli Italiani. Il porto si trova a ben dieci chilometri di distanza dalla capitale tunisina. Raggiunsero il centro citt\u00e0, ma loro non avevano una prenotazione e data la stagione turistica in corso, gli hotel di maggior prestigio erano al completo. In citt\u00e0 Salvatore aveva diversi clienti, uno dei quali gli consigli\u00f2 un albergo piccolo ma centrale, confortevole e pulito, &#8220;La maison dore\u00e8&#8221; in rue de Hollande et d\u2019Alsace. Questa via inizia da avenue de France a soli quattro isolati dalla parte pi\u00f9 bassa della Medina. Il giorno successivo fu dedicato a risolvere problemi di lavoro con tre clienti; rest\u00f2 per\u00f2 del tempo per fare un giro turistico nella citt\u00e0 e ovviamente alle rovine di Cartagine con vista esterna del palazzo presidenziale. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/5-dinari-Tunisia.jpg\" width=\"350\" height=\"176\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Fecero un ricco pranzo in un prestigioso ristorante proprio in riva al mare di Cartagine. Non manc\u00f2 la visita al piccolo e ordinato souk ed alla zona commerciale dei prodotti artigianali locali. Poi un veloce sguardo alla citt\u00e0 moderna che in realt\u00e0 non offre granch\u00e9 di caratteristico. Salvatore godette della gradevole citt\u00e0, tanto da conservarne un piacevole ricordo. Per Salvatore, allora, prevalevano gli impegni di lavoro, quindi visit\u00f2 altri clienti, con i quali era gi\u00e0 da tempo in contatto e ottenne delle buone commissioni. Il giorno successivo, dopo aver lasciato l&#8217;autovettura Opel nel parcheggio antistante l&#8217;aeroporto di Tunisi, s&#8217;imbarcarono con uno sconsigliabile, traballante, piccolo aereo dell\u2019Air Malta, diretti nell\u2019isola di Malta.<\/p>\n<p><strong>Malta, l\u2019isola del cuore<\/strong><br \/>\nDopo un breve volo, l&#8217;aereo atterr\u00f2 con grande sollievo all&#8217;aeroporto di Luqa. Le operazioni doganali, a differenza dell&#8217;arrivo in Tunisia, furono lunghe e fastidiose. Con un malfermo autobus (scarahbank in maltese) raggiunsero La Valletta (El Belt) ove alloggiarono all&#8217;hotel Osborne (in South Street). Rivedere quest\u2019hotel, che era il massimo ai tempi in cui Salvatore abitava nell&#8217;isola, fu una delusione: era rimasto lo stesso di mezzo secolo prima. Ci\u00f2 nonostante alloggiarono bene e il nostro imprenditore afferma che dovendo tornare a Malta vi si fermerebbe volentieri, non fosse altro per motivi nostalgici. A Malta, oltre alla capitale, Salvatore prese contatto con i clienti delle seguenti localit\u00e0: Msida, Floriana, Sliema, Senglea ed Hamrun. Dai clienti fu accolto bene, ma le commissioni furono poche. Approfitt\u00f2 dell&#8217;occasione per far conoscere alla moglie i luoghi dove aveva trascorso l&#8217;adolescenza. Nell&#8217;isola si fermarono tre giorni, durante i quali Salvatore tent\u00f2, senza successo, di rintracciare i vecchi compagni di scuola. Alla Valletta fece visitare alla consorte molti luoghi interessanti che ricordava con grande nostalgia: la cattedrale di San Giovanni, con il dipinto di Caravaggio e la statua di S. Paolo con l&#8217;anulare mancante.<br \/>\nVisitarono anche <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/Tunis-bagno-nell%27harem.jpg\" width=\"217\" height=\"341\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Hasting e Barracca due giardini che frequentava spesso dai quali si gode un ottimo panorama sul porto di Valletta con vedute della Cospiqua e del forte Sant&#8217;Elmo. Visitarono anche la scuola che aveva frequentato prima dell&#8217;ultimo conflitto mondiale, i negozi e la citt\u00e0 in genere. Questi luoghi risvegliarono, in Salvatore, i ricordi di quando era ragazzo ed abitava alla Valletta con i genitori, gestori dell\u2019albergo Italia, uno dei primi a fornire il servizio d\u2019acqua corrente in camera. Ripens\u00f2 alla borsa, ove riponeva i libri per recarsi all&#8217;Istituto Italiano Umberto I negli anni dal 1929 al 1935. Il pap\u00e0 aveva acquistato la cartella da Mamo in strada Zaccaria (a quei tempi i nomi delle strade erano scritti in italiano). Nell\u2019isola, per via della base navale, c\u2019era allora un gran movimento di ufficiali inglesi. Furono clienti dell\u2019hotel Italia il noto compositore Pietro Mascagni (1863 &#8211; 1945), il sacerdote Refice Licinio (1885 &#8211; 1954) compositore lirico e il baritono Basiola Mario. Salvatore mostr\u00f2 la citt\u00e0 vecchia, vero gioiello d&#8217;architettura che piacque molto a sua moglie Rina. Egli ricorda che la capitale dell&#8217;isola, quando ancora non esisteva La Valletta, si chiamava La Notabile, come vollero i Cavalieri di Gerusalemme (anzich\u00e9 Rabat come \u00e8 ritornata a chiamarsi oggi). Assistettero alla festa religiosa che si tiene a Mosta, dove si trova una veramente bella ed interessante chiesa tenuta come un gioiello e che possiede la seconda cupola al mondo per dimensioni, dopo quella di San Pietro a Roma. Questa festa religiosa stup\u00ec e divert\u00ec molto la moglie. Essa si svolge con un folclore tutto particolare; comprende funzioni religiose, processioni in costume e luminarie che durano almeno tre giorni, con inni, canti liturgici ed interminabili preghiere. Nel palco sovrastante l&#8217;entrata vi \u00e8 un gigantesco organo e durante le funzioni sono presenti musicisti (anche pi\u00f9 di 20) con i loro strumenti a corda e ottoni. Dopo le abbondanti libagioni, le feste finiscono sempre con interminabili e chiassosi fuochi d&#8217;artificio (giggifogu), che per la loro intensit\u00e0 e rumore ricordano pi\u00f9 una guerra che una festa! Il terzo giorno di permanenza nell&#8217;isola di Melita (come chiamarono Malta i Greci), Salvatore ritorn\u00f2 a Tunisi con il solito traballante aereo.<br \/>\nLasciarono l&#8217;ospitale <a href=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/tunis.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tunisi<\/a> dirigendosi verso occidente, attraversando le dolci colline e le cittadine di Bieja e Tabarka, dove alloggiarono ottimamente prima di avventurarsi in Algeria.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inquieta Algeria<\/strong><br \/>\nAlla frontiera in questo turbolento paese, iniziarono i problemi seri. Ricordiamo che l&#8217;Algeria aveva raggiunto l&#8217;indipendenza dalla Francia il 5 luglio 1962 dopo quasi otto anni di sanguinosa guerra di liberazione. Il governo era allora mono-partitico socialista. Alla dogana furono trattenuti per ore ed ore e interrogati su tutto. Le stesse domande furono richieste da pi\u00f9 funzionari diverse volte. Fortunatamente erano stati avvisati di non parlare in inglese, ma solo italiano o francese. Appartenere al mondo anglosassone o peggio americano equivaleva ad essere incriminati. Dopo pi\u00f9 di cinque ore fu dato loro il via libera alla prosecuzione del viaggio. Salvatore ricorda per\u00f2 che la vera liberazione fu uscire dall&#8217;Algeria! <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/Mosaico-al-Bardo-Tunisi.jpg\" width=\"350\" height=\"235\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Quella nazione si rivel\u00f2 subito povera ed oppressa. Vigeva lo stato di polizia e i due coniugi videro pattuglie armate dappertutto. La prima disavventura la subirono nella citt\u00e0 di Abbana dove, ad un incrocio con auto ferma, un fanatico, armato di coltello, vibr\u00f2 un colpo ad una gomma della Opel Rekord rendendola inservibile. Fortunatamente trovarono un po&#8217; di comprensione ed aiuto da alcuni passanti che gli diedero una mano e indicarono un gommista. Dopo la sostituzione del pneumatico, proseguirono il viaggio fino alla citt\u00e0 di Costantina, dove cenarono ed alloggiarono in uno dei migliori alberghi della citt\u00e0. Ma regnava la miseria totale: il mobilio delle camere era scadente, per cena furono serviti solamente una strana minestra, un uovo, mezzo pomodoro e una foglia d&#8217;insalata. In modo poco accorto fecero una breve passeggiata notturna nei dintorni dell&#8217;albergo. Il giorno successivo si rimisero in marcia per la capitale Algeri. Qui Salvatore tent\u00f2 invano di allacciare dei rapporti commerciali con l&#8217;Ente di Stato, unico autorizzato agli acquisti dal governo socialista. Mercoled\u00ec 20 agosto 1980 raggiunsero la citt\u00e0 di El Asnam con pernottamento nel modestissimo hotel du Cheliff. Poco pi\u00f9 di un mese dopo il rientro in Italia, Salvatore rivide in TV lo stesso albergo completamente distrutto dal terremoto: il tetto si era appoggiato alla cantina! Infatti, il 10 ottobre 1980 la citt\u00e0 e l&#8217;Algeria nord-occidentale furono colpite da un terremoto d&#8217;intensit\u00e0 7,3 gradi Richter dove perirono 4.500 persone.<\/p>\n<p><strong>La meta del viaggio<\/strong><br \/>\nCon gran sollievo oltrepassarono <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/P-zza-Jamaa-el-Fna-Marrakec.jpg\" width=\"350\" height=\"232\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>la frontiera del Marocco e pernottarono ad Oijida. Salvatore ricorda che fu per loro come svegliarsi da un incubo, come uscire da un tunnel e rivedere la luce, tornare a quella che per loro era civilt\u00e0. Dopo una breve sosta a F\u00e8s, proseguirono verso Casablanc<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/20-dirham-Marocco.jpg\" width=\"350\" height=\"182\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>a, loro principale meta. Nella citt\u00e0, Salvatore si trov\u00f2 subito a suo agio tanto da affermare che ritrov\u00f2 il suo mondo abituale. Kadiri, suo principale cliente e grande importatore, era anche cugino del re Hassan II. Salvatore e la consorte furono invitati a pranzo e, in qualit\u00e0 di ospiti europei, furono muniti di posate, l\u00ec si usavano unicamente le mani. La moglie di Kadiri, donna bellissima, prese posto accanto al marito solo al termine del pranzo. Se avessero avuto pi\u00f9 tempo a disposizione sarebbero stati introdotti anche a corte. Casablanca era gi\u00e0 una citt\u00e0 molto sviluppata dal punto di vista turistico. Alloggiarono in un hotel di dieci piani. Salvatore voleva visitare anche <a href=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/marocco.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Marrakech<\/a>, altra citt\u00e0 imperiale, ma la moglie non ne volle sapere. Il nostro imprenditore aveva buoni rapporti commerciali con il Marocco: i suoi clienti erano precisi e pagavano puntualmente.<\/p>\n<p><strong>Il ritorno in Europa<\/strong><br \/>\nAlla <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/Chiesa-Sagrada-Famiglia-Bar.jpg\" width=\"252\" height=\"350\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>fine del piacevole soggiorno nel Maghreb raggiunsero Tangeri, presero il traghetto per Algeciras in Spagna. Prosegu<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/mediterraneo\/Torre-di-Belem-Lisboa.jpg\" width=\"350\" height=\"263\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>irono per Cadice, ove pernottarono in un albergo dal tipico stile spagnolo, arredato con mobili dalle dimensioni e peso impressionanti. Il giorno dopo partirono per Lisbona capitale del <a href=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/portogallo2003.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Portogallo<\/a> dove apparve loro il contrasto tra la maestosit\u00e0 delle piazze e palazzi centrali e la miseria delle periferie. Transitarono con l&#8217;auto sul ponte 25 April (costruito a somiglianza del Golden Gate di San Francisco), dal quale si pu\u00f2 ammirare lo splendido panorama della citt\u00e0 lusitana (ho\u00a0visitato Lisbona anche io e devo dire che \u00e8 molto cambiata in meglio da allora). Raggiunsero Oporto per contattare alcuni clienti, poi visitarono il santuario di Fatima. Giunti di nuovo in Spagna, pernottarono ad Avila. Visitarono brevemente la capitale Madrid e la bella citt\u00e0 di Barcellona sul Mediterraneo. Nonostante il breve tempo durante il quale viaggiarono in terra spagnola, Salvatore e la consorte ebbero occasione di ammirare numerosi luoghi piacevoli. Da qui puntarono decisamente verso la Francia e dopo Nizza, Genova e Milano rientrarono a Lomagna.<br \/>\nL\u2019autovettura non dette loro alcun problema meccanico, nonostante avessero percorso 10.000 km in meno di due settimane. L&#8217;unico rammarico fu il lato turistico del viaggio considerato marginale e seguito con minore attenzione rispetto a quella che avrebbe richiesto l&#8217;importanza dei luoghi visitati durante il lungo viaggio. Ci\u00f2 nonostante acquisirono un ricco bagaglio d&#8217;esperienze ed emozioni in gran parte positive.<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><br \/>\nCopyright \u00a9 2005 Eno Santecchia<br \/>\nTutti i diritti riservati.<br \/>\nSe volete riprodurre o distribuire, anche in parte,<br \/>\nil contenuto di questo articolo inviate una email<br \/>\n<a href=\"mailto:enosant@alice.it\">enosant@alice.it <\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<table class=\" aligncenter\" style=\"width: 35.7505%;\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 5%;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td style=\"width: 32.6911%;\"><a href=\"http:\/\/www.booking.com\/index.html?aid=304846\" target=\"_parent\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il viaggio fai da te &#8211; Hotel e alberghi nel mondo <\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><span id=\"TBDownLevelDiv\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eno Santecchia\u00a0&#8211; In Brianza Salvatore C. \u00e8 stato un tranquillo imprenditore della Brianza, titolare <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/periplo-del-mediterraneo-occidentale\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1650,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,219,158],"tags":[220,186,385,211,83,117,161],"class_list":["post-1649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-africa","category-algeria","category-tunisia","tag-algeria","tag-eno-santecchia","tag-malta","tag-marocco","tag-portogallo","tag-spagna","tag-tunisia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Periplo del Mediterraneo Occidentale - Racconto di viaggio<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Alla frontiera dell&#039;Algeria iniziarono i problemi seri. 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