{"id":1841,"date":"2016-12-16T22:00:09","date_gmt":"2016-12-16T21:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1841"},"modified":"2016-12-16T22:00:09","modified_gmt":"2016-12-16T21:00:09","slug":"un-mese-australia-3000-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/un-mese-australia-3000-euro\/","title":{"rendered":"Un mese in Australia con 3000 euro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"mailto:mfigini79@alice.it\">di Mirko<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n 16\/8 MILANO<br \/>\n Finalmente !!! Dopo 7 mesi di preparativi e ore passate sul web siamo pronti per partire. Alle 13.45 io (Mirko) e il mio amico Daniele abbiamo il primo dei 10 voli previsti di tutta la vacanza: il Milano-Dubai.<br \/>\n Incredibilmente ci capitano 2 favolosi posti vicino all\u2019uscita di emergenza che rendono il viaggio tutto sommato confortevole. In circa 6 ore siamo nella capitale degli Emirati Arabi.<br \/>\n <!--more--> 17\/8 DUBAI<br \/>\n Alle 0.20 locali atterriamo nella capitale degli EAU. Il clima al di fuori dell\u2019aerostazione \u00e8 insostenibile: 35 gradi !!! Non osiamo immaginare quanti ce ne possano essere di giorno, anche se voci di corridoio suggeriscono che a volte si sfiorano i 50 gradi !!! Pertanto la mezza idea di visitare Dubai by night in attesa del successivo volo svanisce a contatto con l\u2019atmosfera circostante. Vorr\u00e0 dire che le prossime 10 ore in attesa del volo Dubai-Sydney le trascorreremo all\u2019interno dello sfarzoso aeroporto arabo. Peccato perch\u00e9 sarebbe bastata una semplice telefonata alla Emirates per ottenere una stanza d\u2019albergo gratuitamente. Ad averlo saputo prima\u2026.<br \/>\n Il Duty Free \u00e8 qualcosa di esagerato, oserei dire uno schiaffo alla povert\u00e0.. Ma dopo un giro dettato pi\u00f9 dalla curiosit\u00e0 che dalla reale volont\u00e0 di fare acquisti, ci adagiamo sulle poltrone dell\u2019aeroporto con la speranza che Morfeo ci rapisca in un sonno prolungato.<br \/>\n Cos\u00ec non \u00e8 perch\u00e9 lo speaker non chiude il becco un secondo, pertanto per poter riposare decentemente dovremo aspettare i sedili dell\u2019aereo, anche se dubito che cambier\u00e0 qualcosa.<\/p>\n<p>18\/8 SYDNEY<br \/>\n Alle 8 locali e dopo 14 ore di volo arriviamo a destinazione. Il lungo volo \u00e8 stato per\u00f2 reso meno pesante del previsto in virt\u00f9 del fatto che l\u2019aereo era mezzo vuoto pertanto siamo riusciti ad ottenere 5 posti in 2. Inoltre l\u2019entusiasmo e l\u2019ottima qualit\u00e0 della compagnia aerea hanno fatto il resto. Dopo l\u2019iter doganale, prendiamo un taxi che ci porta verso il nostro primo alloggio: un ostello a King\u2019s Cross. Rimaniamo stupiti da noi stessi quando ci accorgiamo che non abbiamo assolutamente sonno e che la smania di fare due passi nella capitale del New South Wales supera di gran lunga la stanchezza. In fin dei conti siamo dall\u2019altra parte del mondo, in una terra che abbiamo sempre visto come un miraggio e che ora invece stiamo calpestando. Si, il letto pu\u00f2 decisamente attendere.<br \/>\n Il giro \u00e8 breve, ma sufficiente per galvanizzarci pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non fossimo. La giornata \u00e8 stupenda, il cielo limpido e il sole scalda a sufficienza per permetterci di sfoderare magliette a maniche corte. La metropolitana \u00e8 semplice da prendere e collega molto bene il nostro quartiere a tutta la citt\u00e0. In un attimo arriviamo davanti all\u2019Opera House e ad Harbour Bridge, i simboli di Sydney. La vista sulla baia \u00e8 mozzafiato e le vele bianche dell\u2019Opera House sono uno scenario unico, che finora avevamo apprezzato solo in foto. <br \/>\n Verso le 13 decidiamo di tornare in ostello e rinviare il giro completo della citt\u00e0 ai prossimi due giorni, anche perch\u00e9 ora le palpebre cominciano a pesare. Puntiamo la sveglia del cellulare per le 18 in modo da poter poi organizzare la prima serata in continente oceanico con calma. In realt\u00e0 il cellulare non suona e ci svegliamo solo alle 22 !!! Abbiamo dormito pi\u00f9 di 8 ore senza neppure accorgercene. Usciti in fretta e furia e messo al volo un trancio di pizza sotto i denti, ci lanciamo dentro uno dei tanti disco-pubs che popolano le vie di King\u2019s Cross. Il locale (Empire Hotel) \u00e8 carino, in tipico stile British, con musica pop e la gente che man mano che passono i minuti diventa sempre pi\u00f9 ubriaca. Ma si sa che la cultura dell\u2019alcol \u00e8 propria di questi posti. Cerchiamo di adattarci ma non \u00e8 serata, siamo troppo cotti. <br \/>\n Alle 2 siamo a letto convinti di dormire come ghiri. Errore!!! Alle 5 abbiamo gi\u00e0 gli occhi spalancati. Ambientarci al nuovo fuso non sar\u00e0 cos\u00ec semplice.<\/p>\n<p>19\/8 SYDNEY<br \/>\n Il tempo \u00e8 un po\u2019 bizzarro e ci fa cambiare pi\u00f9 volte il programma giornaliero. Quando per\u00f2 il sole sconfigge definitivamente le nuvole optiamo per il tour della Baia e per un giro nella zona di Darling Harbour e nel quartiere universitario di Glebe.<br \/>\n Scesi con la metropolitana alla fermata di Martin Place, ci incamminiamo verso la Sydney Tower per salire fino alla discreta quota di 305 metri e ammirare cos\u00ec l\u2019intero scenario della metropoli. Arrivati all\u2019ingresso ci accorgiamo per\u00f2 che il biglietto costa 22 dollari, decisamente troppo per una toccata e fuga sulla cima della torre. Ci allontaniamo perci\u00f2 dalla mastodontica costruzione e ci dirigiamo verso Darling Harbour. Quello che sulle guide veniva descritto come un interessante quartiere che metteva a confronto le nuove strutture con quelle di inizio secolo si rivela un po\u2019 deludente, poich\u00e9 tale confronto non appare poi cos\u00ec evidente.<br \/>\n Rimaniamo piacevolmente colpiti dal constatare che banche e gioiellerie sono aperte come se fossero macellerie; nessun metal detector, nessuna guardia, insomma l\u2019esatto contrario rispetto all\u2019Italia. Anzi a pensarci bene e facendo mente locale ci accorgiamo che in due giorni non abbiamo visto o sentito alcuna sirena della polizia in funzione.<br \/>\n Proseguendo verso Chinatown e costeggiando il Chinese Garden, si arriva sino ad Haymarket. Qui c\u2019\u00e8 un grande centro commerciale, ma ci\u00f2 che consigliamo vivamente \u00e8 il mercatino locale che si trova sotto un portico accanto al centro. Il mercatino si chiama Paddy\u2019s ed il pi\u00f9 economico in assoluto per poter effettuare acquisti di ogni tipo: vestiti, scarpe, maglioni, cappelli, souvenirs, boomerangs. L\u2019unico inconveniente \u00e8 che \u00e8 aperto solo dal gioved\u00ec alla domenica. Io faccio razzia di souvenirs, Daniele invece, dopo 2 ore di totale indecisione, fa l\u2019acquisto della vacanza: un cappello di pelle australiano (stile Crocodille Dundee) per il quale derider\u00f2 fino a Milano.<br \/>\n Abbandonato il mercatino prendiamo un trenino che di economico ha ben poco e andiamo a far visita al quartiere di Glebe. Questa zona, consigliata su internet da un traveler come eccezionale per il divertimento giovanile, si rivela tutt\u2019altro che interessante. Cittadina molto tranquilla (fin troppo), zero locali, zero negozietti per far compere, insomma\u2026.tempo perso.<br \/>\n Alle 15 ci spostiamo verso Circular Quai per poter effettuare la crociera della baia. Il costo della crociera \u00e8 uno sproposito, ma non possiamo lasciare Sydney senza aver ammirato la sua favolosa baia. Adottiamo quindi uno stratagemma: utilizziamo il Daytripper precedentemente acquistato, ossia il biglietto per poter prendere tutti i mezzi di trasporto per 24ore (15 AUD), e ci imbarchiamo sul Manly Ferry Boat. La barca ci permette di fare avanti e indietro da un molo distante una quarantina di minuti da Circular Quai. In tal modo riusciamo a vedere il panorama di Sydney dalla baia senza farci spennare.<br \/>\n Tornati in ostello ci diamo una lavata e siamo pronti per la seconda serata in territorio australiano.<br \/>\n Dopo aver girato per quasi un\u2019ora imbocchiamo Oxford Street e decidiamo di fermarci a mangiare in un ristorantino spagnolo. La cena non \u00e8 niente male, ci\u00f2 che ci lascia perplessi \u00e8 vedere che tutta la zona di Oxford Street \u00e8 piena di omosessuali. Alziamo quindi i tacchi e torniamo in zona ostello dove l\u00ec locali e fauna femminile non mancano.<br \/>\n Rincasando in stanza alle 3 di notte la domanda \u00e8: ce la faremo ad agganciare definitivamente il fuso orario?<\/p>\n<p>20\/8 SYDNEY<br \/>\n Terza e ultima giornata a Sydney.<br \/>\n All\u2019acquario vicino Darling Harbour preferiamo un giretto al quartiere di The Rocks dove ci imbattiamo in un altro mercatino per\u00f2 meno economico del Paddy\u2019s. <br \/>\n Gi\u00e0 a mezzogiorno siamo stanchi, e consci che la giornata da qui al volo di domattina delle 6 per Alice Springs sar\u00e0 lunga, optiamo per un ritorno precoce in ostello con pennica pomeridiana incorporata. Prima di appoggiare la testa al cuscino visitiamo per\u00f2 la cattedrale di St Mary e l\u2019antistante Hide Park, che non ha nulla a che vedere con quello di Londra.<br \/>\n In serata torniamo in centro per vedere come cambia il quartiere di Darling Harbour al calare del sole. La zona sembra letteralmente trasformata: se ieri mattina ci aveva deluso, stasera ci sta favorevolmente stupendo. Tutto intorno al porto \u00e8 pieno di luci, di ristoranti e di locali, la gente affolla le vie in attesa di decidere dove trascorrere la serata. Sembra di essere sui Navigli a Milano. Il grosso problema \u00e8 che qui c\u2019\u00e8 una ferrea selezione all\u2019ingresso riguardo all\u2019abbigliamento e\/o la lista di ingresso. Purtroppo non siamo a Milano e i nostri vestiti sono tutt\u2019altro che eleganti, pertanto non riusciamo ad entrare da nessuna parte. Poco male, torniamo a King\u2019s Cross e ci tuffiamo in un locale in cui il requisito per l\u2019ingresso \u00e8 solo il passaporto. Si, proprio cos\u00ec, per entrare nei locali bisogna mostrare un documento valido, in particolare durante i weekend, altrimenti non entri da nessuna parte.<br \/>\n Rimaniamo in vita fino alle 4 e senza chiudere occhio ci trasferiamo in aeroporto dove ci attende il primo volo con la compagnia low-cost australiana Virgin Blue. Meta: Alice Springs, via Adelaide.<\/p>\n<p>21\/8 ALICE SPRINGS<br \/>\n Arriviamo ad Alice Springs quando \u00e8 appena passato mezzogiorno. La voglia di fare un giretto in citt\u00e0 ci sarebbe anche ma siamo troppo stanchi per camminare. L\u2019ideale in questo momento \u00e8 un bel sonno ristoratore. Prendiamo pertanto alloggio all\u2019ostello prenotato e ci infiliamo immediatamente sotto le coperte.<br \/>\n In serata bisteccona ai ferri e due salti nell\u2019unico localino della citt\u00e0. Da domani inizia l\u2019avventura col camper.<\/p>\n<p> 22\/8 AYERS ROCK<br \/>\n Sar\u00e0 per l\u2019emozione del camper, sar\u00e0 molto pi\u00f9 probabilmente per il fuso orario ancora da smaltire, fatto sta che alle 5 siamo gi\u00e0 con l\u2019occhio pallato.<br \/>\n Alle 9 siamo puntuali come svizzeri davanti al rimessaggio della Britz dove attendiamo che ci venga consegnato il camper prenotato mesi prima tramite bonifico bancario. Per fortuna non ci sono intoppi e alle 11 siamo gi\u00e0 in marcia. Ovviamente prima di lasciare Alice Springs decidiamo di fare una mirata spesa al supermercato per evitare spiacevoli inconvenienti durante il tragitto nel deserto.<br \/>\n La prima destinazione \u00e8 il famoso monolite australiano: Uluru, meglio conosciuto come Ayers Rock.<br \/>\n Il camper \u00e8 molto semplice da guidare nonostante il senso di marcia a sinistra e la segnaletica stradale \u00e8 ottima. Il problema maggiore si rivela invece la tenuta di strada del mezzo molto condizionata dal forte vento laterale. A parte questo inconveniente la guida \u00e8 abbastanza monotona, e il paesaggio, bench\u00e9 caratteristico, molto ripetitivo. Il passatempo preferito diventa pertanto ascoltare musicassette con la radio e salutare quei pochi guidatori che si incrociano per la strada. Eh si perch\u00e9 una delle caratteristiche della guida nel deserto \u00e8 proprio il saluto tra guidatori, ossia un semplice cenno di intesa dai rispettivi mezzi col fine di verificare che sia tutto ok.<br \/>\n Dopo circa 200km in direzione sud troviamo il primo benzinaio e decidiamo di fare il pieno.Il risparmio \u00e8 molto contenuto rispetto a quanto prevedevamo, soprattutto nel deserto. Il costo del prezioso liquido pu\u00f2 variare di giorno in giorno e si aggira sui 140\/150 cent. di dollari australiani (circa 1 euro\/lit). In citt\u00e0 si pu\u00f2 invece trovare una tariffa anche inferiore ai 120 AU$ (0,84 euro\/lit).<br \/>\n Alle 15.30 siamo in vista del monolite ed in circa 30 minuti arriviamo all\u2019ingresso del parco. Il costo per il transito \u00e8 di 25 dollari a testa ed ha una validit\u00e0 di tre giorni. La prima tappa \u00e8 il centro informativo aborigeno che sconsigliamo in quanto poco esplicativo nonostante la traduzione dei contenuti in pi\u00f9 lingue, tra cui anche l\u2019italiano. Abbandonato il centro puntiamo diretti al monolite ed in breve arriviamo al parcheggio collocato ai piedi del sentiero per la scalata. La scalata sconsigliata dagli aborigeni, ma non proibita, \u00e8 un MUST di Ayers Rock e tutti si cimentano nel raggiungimento della vetta. Noi ci fermiamo a met\u00e0; un po\u2019 perch\u00e9 siamo due scoppiati, ma soprattutto perch\u00e9 il sole sta calando e uno degli aspetti pi\u00f9 significativi di Uluru \u00e8 osservare il cambiamento di colore che assume la roccia al tramonto e all\u2019alba. <br \/>\n I punti di avvistamento per alba e tramonto sono diversi ma facilmente raggiungibili perch\u00e9 indicati sia dalla segnaletica stradale, che dalla guida che consegnano i rangers all\u2019ingresso del parco. L\u2019immagine che ci si presenta innanzi al momento del tramonto \u00e8 stupenda !!! Il masso gigante sfuma via via che il sole sparisce dal rosso-marroncino a marrone scuro: favoloso !!!<br \/>\n Stanchi morti per la lunga giornata trascorsa al volante ci dirigiamo col nostro bolide verso l\u2019Ayers Rock Resort, un complesso di bungalow e piazzole a pochi km dal monolite. Il campeggio \u00e8 abbastanza caro, ma la cosa che pi\u00f9 ci colpisce \u00e8 vedere che non ci sono barriere o controlli che filtrino l\u2019ingresso. Chi ha fatto campeggio in Italia sa bene cosa voglio dire. In sostanza: se si vuole (ma solo se si vuole) qui fare i portoghesi \u00e8 davvero un gioco da ragazzi\u2026.<\/p>\n<p> 23\/8 MONTI OLGAS e KINGS CANYON<br \/>\n Alle 6 siamo gi\u00e0 svegli per poter ammirare la roccia anche durante l\u2019alba. Cos\u00ec come al tramonto, anche all\u2019alba Uluru da il meglio di s\u00e9, virando sfumatura decine di volte, anche se il rosso vivo rimane comunque quella predominante.<br \/>\n Dopo aver scattato un\u2019infinit\u00e0 di foto ci rimettiamo alla guida per raggiungere i monti Kaka Tjuta, meglio noti come Monti Olgas (36 formazioni rocciose che spuntano dalla terra col deserto attorno). La distanza da Ayers Rock \u00e8 di soli 50km e in meno di un\u2019ora siamo gi\u00e0 nell\u2019anfratto principale che separa i due costoni di roccia pi\u00f9 grandi. La passeggiata sarebbe anche potuta essere gradevole, peccato che il vento (simil bora) ci abbia paralizzato totalmente faccia e orecchie!<br \/>\n Allontanati dai Monti Olgas, compiamo il percorso effettuato il giorno prima a ritroso, con l\u2019intento di spingerci fino al Kings Canyon. Qui ci capita il primo contrattempo se possiamo chiamarlo cos\u00ec: siamo costretti ad un\u2019imprevista deviazione per evitare di rimanere a secco; ci\u00f2 ci servir\u00e0 da lezione e d\u2019ora in poi faremo benzina ad ogni distributore!<br \/>\n Dopo circa 300km siamo nel Kings Canyon. Forse ancora accecati dalla maestosit\u00e0 di Ayers Rock e dal panorama dei Monti Olgas, quest\u2019ultima nostra tappa giornaliera ci sembra un po\u2019 insipida. Il contrasto tra il rosso vivo della terra e il verde delle piante \u00e8 notevole ma questo \u00e8 forse l\u2019unico aspetto che ci ha colpito.<br \/>\n Prima del calar del buio siamo gi\u00e0 nel Resort limitrofe e nel ristorante adiacente sperimentiamo per la prima volta la carne di canguro: sapore particolare, abbastanza forte, ma nel complesso non male. Da provare.<\/p>\n<p> 24\/8 ALICE SPRINGS<br \/>\n Oggi ci attende solo una tappa di trasferimento che ci riporti dal profondo Outback ad Alice Springs, in modo che da domani potremo puntare verso il nord e la zona dei parchi naturali attorno a Darwin.<br \/>\n Alle 13 siamo gi\u00e0 ad Alice Springs, in netto anticipo rispetto alla tabella di marcia. Ne approfittiamo quindi per visitare il museo dei rettili che si trova in pieno centro, a discapito della stazione telegrafica che al contrario richiede uno spostamento col camper. La visita \u00e8 piuttosto breve e della spiegazione collettiva che offre la bella guida australiana capiamo solo la met\u00e0. Non importa perch\u00e9 i rettili sono veri, cos\u00ec come il coccodrillo di 3,3 metri che occupa le acque della piscinetta per lui allestita dal museo.<br \/>\n Serata tranquilla, con replica di carne di canguro, stavolta meno gradevole della sera precedente causa salsa un filo acidula. <\/p>\n<p> 25\/8 TENNANT CREEK<br \/>\n Oggi ci attendono 500km, tanti sono quelli che separano Alice Springs da Tennant Creek. La strada \u00e8 terribilmente dritta, pochissime curve e il paesaggio che progressivamente va mutando dal rosso vivo del deserto al verde chiaro della vegetazione che riprende corpo.<br \/>\n A circa met\u00e0 strada ci fermiamo ad ammirare i famosi Devils Marbles, enormi massi rotondeggianti che secondo la tradizione aborigena rappresenterebbero le uova deposte dal Serpente Arcobaleno. Scenario e paesaggio sono unici, peccato che le solite fastidiosissime mosche e la comparsa del primo vero caldo che proviamo da quando siamo qua, rendano il tutto una semplice toccata e fuga fuori dal camper per poter scattare le foto di rito.<br \/>\n Tennant Creek \u00e8 una tappa intermedia obbligatoria per chi vuole andare da Alice Springs a Darwin e poco altro. Pochi negozi, pochissimi ristoranti e molti aborigeni. Gi\u00e0 gli aborigeni\u2026.che dire dei padroni di casa? Che sono stati sfrattati!!! Con l\u2019arrivo dei bianchi e con le direttive del governo australiano l\u2019uomo aborigeno si \u00e8 visto sempre pi\u00f9 emarginare dalla societ\u00e0. Si vedono in giro per le strade in gruppo, scalzi, con un\u2019igiene che definire poco curata \u00e8 un eufemismo, il pi\u00f9 delle volte ubriachi o comunque con la bottiglia in mano. Tutto questo sembra assurdo se si pensa che la popolazione australiana \u00e8 formata per lo pi\u00f9 da immigrati che vanno d\u2019amore e d\u2019accordo e che si sono integrati al meglio nella societ\u00e0. Come \u00e8 possibile che gli indigeni del posto siano finiti cos\u00ec in disgrazia ??? <\/p>\n<p> 26\/8 MATARANKA e KATHERINE<br \/>\n Con la giornata di oggi abbandoniamo definitivamente l\u2019Outback australiano per trasferirci nella zona dei parchi naturali vicina a Darwin. I km totali odierni sono pi\u00f9 di ieri: 650 !!!<br \/>\n La destinazione finale \u00e8 la cittadina di Katherine, trampolino di lancio per la giornata di domani. <br \/>\n Il viaggio \u00e8 lungo e monotono. In noi affiorano i primi malanni fisici: Daniele \u00e8 messo KO da raffreddore e mal di gola, io solo da quest\u2019ultimo.<br \/>\n Per fortuna la tratta non \u00e8 diretta, in quanto a un centinaio di km da Katherine decidiamo di svagarci un po\u2019 all\u2019interno del parco di Mataranka. Lo svago \u00e8 dato dal primo bagno della vacanza; peraltro assolutamente atipico poich\u00e9 svoltosi all\u2019interno di una piscina termale (Thermal pool Mataranka) con acque superiori ai 30 gradi. Non chiedeteci per\u00f2 come sia possibile che da un circolo collaterale di un fiume locale si possa generare una tale temperatura dell\u2019acqua.<br \/>\n Dopo il bagno tutt\u2019altro che \u201crinfrescante\u201d, ci rimettiamo in marcia verso Katherine.<br \/>\n Anche a Katherine come a Tennant Creek, il numero di aborigeni \u00e8 elevato e l\u2019ordine e la pulizia di alcuni giardini pubblici lascia un po\u2019 a desiderare. Se non altro qui la vita notturna \u00e8 un filo pi\u00f9 accesa e ci permette cos\u00ec di rincasare (anzi \u201crincamperare\u201d) oltre la mezzanotte e non alle 21.30 come il giorno precedente.<\/p>\n<p> 27\/8 KATHERINE GORGE<br \/>\n Sveglia ragionevole alle 9.30 e via\u2026destinazione Katherine Gorge. Katherine Gorge \u00e8 una localit\u00e0 in cui il fiume Katherine va a confluire in 13 gole progressivamente pi\u00f9 piccole. I turisti possono decidere di discendere le acque del fiume seduti su un comodo battello oppure in canoa. Noi da buoni sportivi optiamo per canoa e pagaia.<br \/>\n La giornata \u00e8 stupenda !!! Il cielo \u00e8 azzurro, senza una nuvola e il sole scalda come un termosifone. Ci sono pertanto tutti i requisiti per un\u2019ustione di primo grado. Da buone mozzarelle quali siamo ci cospargiamo di crema ad alta protezione e a posteriori abbiamo la certezza di aver agito al meglio.<br \/>\n Data la nostra totale mancanza di allenamento scegliamo di noleggiare la canoa per due ore e di addentrarci solo fino alla fine della prima gola. <br \/>\n E\u2019 la prima volta che navighiamo in un fiume. E ce ne accorgiamo subito: altro che Fantozzi e Filini nelle fogne di Calcutta, sembravamo Montesano e Pozzetto in \u201cNoi uomini duri\u201d! Il panorama \u00e8 davvero bello, con lo specchio d\u2019acqua limpido racchiuso tra due costoni di roccia a strapiombo. Talvolta ai lati del fiume si vedono spiaggette vuote con tanto di segnaletica: Attenzione, area di riposo per coccodrilli !!! Nel nord dell\u2019Australia ci sono due tipi di coccodrilli: i saltwater (di acqua salata e ritenuti pericolosi per l\u2019uomo) e i freshwater (di acqua dolce e non pericolosi se non disturbati). Nel fiume Katherine vivono solo i freshwater crocodilles e infatti \u00e8 consentita la balneazione. Noi non ne abbiamo visti e di questo ne andiamo felici\u2026.<br \/>\n Arrivati in fondo alla gola facciamo il bagno e torniamo indietro quando l\u2019orologio segna le 13.<br \/>\n Dopo aver pranzato, con il sole a picco, ci rimettiamo in strada. Destinazione: Kakadu National Park. Il Kakadu \u00e8 un parco molto esteso che si trova a circa 150 km da Darwin ed \u00e8 considerato patrimonio protetto dall\u2019umanit\u00e0. La nostra intenzione \u00e8 quella di arrivare a Cooinda e di trovare una sistemazione per la notte, in modo da essere pronti per effettuare domattina la crociera sulle Yellow Water. Le Yellow Water sono delle imbarcazioni che navigando lungo il fiume consentono di ammirare da vicino tutta la fauna al risveglio, coccodrilli compresi.<br \/>\n Ma arrivati sul luogo ci accorgiamo, come spesso gi\u00e0 accaduto altre volte durante la vacanza, che il prezzo per l\u2019escursione \u00e8 abbastanza caro: 42 dollari a testa. Dopo mezz\u2019ora di totale indecisione, optiamo per il NO Yellow Water. Vorr\u00e0 dire che troveremo qualcosa di alternativo per osservare i coccodrilli dal vivo.<\/p>\n<p> 28\/8 KAKADU NATIONAL PARK<br \/>\n Ancora dispiaciuti per aver rinunciato alla crociera sulle Yellow Water cerchiamo di trovare qualche alternativa all\u2019altezza. Purtroppo sfogliando il depliant illustrativo datoci dalla reception del resort di Cooinda, ci accorgiamo che il Kakadu \u00e8 davvero un bellissimo parco, ma che la stragrande maggioranza delle sue attrazioni sono raggiungibili solo con mezzi motorizzati 4X4. Peccato che il nostro camper non lo sia; di conseguenza la scelta sulle cose da vedere si restringe notevolmente. <br \/>\n Alla fine decidiamo di visitare il sito aborigeno di Ubirr in mattinata e di avventurarci sul fiume Adelaide nel pomeriggio per vedere il Jumping Crocodilles.<br \/>\n Il sito di Ubirr, fidatevi, non \u00e8 niente di che\u2026.Ci sono poche pitture aborigene riprodotte sulla roccia che risalgono a tremila e passa anni fa. Disegni che peraltro hanno un significato assai vago e dal dubbio gusto estetico. Insomma, se pensiamo a ci\u00f2 che romani, greci ed egizi hanno consegnato alla storia capite bene che il paragone non si pone neppure.\u2026.<br \/>\n Ci\u00f2 che invece \u00e8 apprezzabile \u00e8 il panorama che si pu\u00f2 ammirare dal punto pi\u00f9 alto del sito, ove si colgono pianure e laghetti circostanti in totale silenzio.<br \/>\n A met\u00e0 mattinata schiodiamo da Ubirr e ci dirigiamo verso l\u2019uscita del Kakadu Park. Uscendo dal Kakadu e seguendo la strada che porta a Darwin si arriva all\u2019Adelaide river. Questo fiume \u00e8 famoso perch\u00e9 qui vengono organizzate crociere ad orari differenti (tre al giorno), della durata di circa due ore, in cui \u00e8 possibile vedere i coccodrilli in azione. Il costo della crociera \u00e8 di circa 30 dollari, non economicissima, ma sempre meno cara di quella sulle Yellow Water. In definitiva di uccelli e piante a noi interessa poco, ci\u00f2 che ci preme assolutamente vedere prima di tornare in Italia sono i coccodrilli. <br \/>\n La crociera \u00e8 proprio come ce la aspettavamo: uno spettacolo per turisti che di improvvisato ha ben poco, ma clamorosamente bella perch\u00e9 permette di osservare i coccodrilli a un tiro di schioppo. In pratica coccodrilli, lunghi anche 6 metri, vengono richiamati nei pressi della barca da un\u2019esca (una braciola di maiale) attaccata ad una canna . Il pezzo di carne viene usato dal pescatore per far saltare il coccodrillo fuori dall\u2019acqua con l\u2019intento di mostrarlo ai turisti in tutta la sua lunghezza. Il reportage fotografico \u00e8 d\u2019obbligo.<br \/>\n Conclusa la crociera, ci riportiamo sulla Stuart Highway, ma anzich\u00e9 seguire l\u2019indicazione per Darwin ci dirigiamo verso sud in direzione Litchfield Park, dove domani ci aspettano un po\u2019 di bagnetti sotto le cascate.<\/p>\n<p> 29\/9 LITCHFIELD PARK<br \/>\n La notte trascorsa all\u2019Adelaide River (da non confondere col fiume dell\u2019escursione. Questo \u00e8 un paesino dove passa il fiume, ma la crociera si fa in tutt\u2019altro punto) si rivela, come spesso accaduto nei giorni precedenti, molto lunga in quanto dopo le 22 si spengono le luci e tutti a nanna.<br \/>\n Poco male, vorr\u00e0 dire che oggi saremo pi\u00f9 riposati. <br \/>\n La strada per arrivare al Litchfield Park non \u00e8 lunga e alle 10 siamo gi\u00e0 ai piedi delle Florence Fall. Queste cascate non sono giganti, ma la vera figata \u00e8 che l\u2019acqua \u00e8 calda e fare il bagno \u00e8 davvero un toccasana. Cos\u00ec come per la canoata sul fiume, anche il bagno sotto le cascate \u00e8 novit\u00e0 assoluta per noi.<br \/>\n A 10 minuti dalle Florence Fall ci sono le Rockholes. Come dice gi\u00e0 il nome, non sono altro che dei grossi buchi scavati nelle rocce profondi 3-4 metri dove \u00e8 possibile stare a mollo nell\u2019acqua a godersi il sole, oppure fare dei tuffi. Conosciamo due ragazze di Melbourne in vacanza e ci intratteniamo un po\u2019 con loro. Non sono per nulla belle, ma se non altro torniamo ad avere contatti con la societ\u00e0 dopo qualche giorno di clausura.<br \/>\n Lasciato il Litchfield Park, raggiungiamo Darwin, nostra ultima meta prima di riconsegnare il camper domani pomeriggio.<\/p>\n<p> 30\/9 DARWIN<br \/>\n Oggi \u00e8 una giornata di totale transizione. Alle 16 dobbiamo consegnare il camper alla Britz, mentre all\u20191.30 abbiamo il volo per Cairns. L\u2019attesa sar\u00e0 infinita !!!<br \/>\n Darwin \u00e8 una citt\u00e0 di 100 mila abitanti e la zona del centro si gira in meno di un\u2019ora, decidiamo quindi di fare nelle prime ore del mattino una scappata al porto. Il porto \u00e8 abbastanza piccolo. La cosa interessante diventa quindi osservare i pescatori all\u2019opera sulle banchine del molo. Rimaniamo stupiti in particolare dall\u2019impresa di un ragazzo che, dopo aver pescato uno squaletto (e vi assicuriamo che il coefficiente di difficolt\u00e0 \u00e8 assolutamente elevato), decide di ributtarlo in mare perch\u00e9 a suo dire c\u2019\u00e8 pesce migliore da mangiare\u2026.!!!<br \/>\n Prima di consegnare il camper facciamo un giro in spiaggia, dove ci guardiamo bene dall\u2019avvicinarci al mare (qui la balneazione \u00e8 vietata per la presenza di coccodrilli di acqua salata), e in un secondo momento visitiamo il centro. Cogliamo l\u2019occasione per connetterci un\u2019oretta ad internet, poich\u00e9 sono due settimane che siamo fuori dal mondo: in parlamento sono volati insulti, a Baghdad c\u2019\u00e8 stata l\u2019ennesima strage, un aereo \u00e8 caduto in Indonesia, Katrine ha spazzato via New Orleans e la Juve ha vinto la prima di campionato. Di queste notizie solo l\u2019ultima ci allieta.<br \/>\n Alle 17 siamo gi\u00e0 in aeroporto. Da qui all\u20191.30 mancano pi\u00f9 di 8 ore !!!<\/p>\n<p> 31\/8 CAIRNS<br \/>\n Arrivati a Cairns e preso alloggio nel nuovo ostello, decidiamo di rimandare il meritato riposo al tardo pomeriggio e di dedicare un paio d\u2019ore al giro del centro. Ad ogni angolo di strada ci sono agenzie che propongono innumerevoli escursioni a prezzi disparati. Noi dopo una attenta valutazione scartiamo due escursioni delle quattro che avevamo preventivato in Italia. Un po\u2019 perch\u00e9 parte di ci\u00f2 che avremmo visto con l\u2019escursione l\u2019abbiamo gi\u00e0 ammirato in precedenza e un po\u2019 perch\u00e9 il nostro portafoglio \u00e8 sempre pi\u00f9 leggero\u2026.<br \/>\n In sostanza bocciamo l\u2019escursione sull\u2019isola corallina (Green Island o Fitzroy Island) e quella a Cape Tribulation. Al contrario ci attiviamo per trovare l\u2019offerta pi\u00f9 vantaggiosa per arrivare alla cittadina di Kuranda e per vedere da vicino la Grande Barriera Corallina.<br \/>\n Il consiglio che diamo \u00e8 di non prenotare nessuna escursione per Kuranda attraverso agenzia, bens\u00ec andare direttamente in stazione (vicinissima al centro) e di prendere il treno che porta direttamente in loco. Si risparmiano almeno una trentina di dollari.<br \/>\n Per quanto concerne il Great Coral Reef \u00e8 abbastanza indifferente perch\u00e9 i prezzi sono tutti sulla stessa linea, ci\u00f2 che fa la differenza \u00e8 il tipo di imbarcazione che si vuole prendere per arrivare sulla barriera. Ovvio che pi\u00f9 la barca \u00e8 grande e veloce e pi\u00f9 l\u2019escursione \u00e8 costosa. Ma a conti fatti tutte le escursioni, dalla pi\u00f9 economica alla pi\u00f9 esosa, includono le stesse cose: due punti di immersione, attrezzatura per diving\/snorkeling, pranzo e merenda a bordo con bevande a pagamento. Noi da buone \u201cbraccine\u201d prenotiamo una tra le escursioni pi\u00f9 economiche: 70 dollari a testa, che peraltro cos\u00ec economica poi non \u00e8 !!!<br \/>\n Dopo aver riposato ci cambiamo e ci lanciamo nella Cairns by Night. Non ci sembra vero tornare a vedere cos\u00ec tanti luci e a percepire cos\u00ec tanti suoni dopo 10 giorni passati nel deserto.<br \/>\n Constatiamo nostro malgrado che il \u201cfamoso\u201d Night Market, che su internet era stato tanto decantato come il miglior posto per fare acquisti, \u00e8 una mezza bufala. Vasta scelta di abiti e souvenirs non mancano ma nulla in confronto al Paddy\u2019s di Sydney sia per qualit\u00e0 che per prezzi. Io fortunatamente avendo gi\u00e0 fatto il grosso degli acquisti a Sydney la prende bene, Daniele invece rimane a lungo atapirato.<br \/>\n Verso le 22.30 andiamo al Soho, una discoteca che questa sera, dalle 23 a mezzanotte, offre Free Drinks. Direi niente male, peccato che ordinare da bere al bancone diventa un po\u2019 come assaltare forte Apache.<\/p>\n<p> 1\/9 KURANDA<br \/>\n Fuori il tempo fa schifo e andare al mare sarebbe pertanto tempo sprecato.<br \/>\n L\u2019escursione a Kuranda, nell\u2019entroterra del Queensland, diventa perci\u00f2 un\u2019ancora di salvezza per non buttar via la giornata.<br \/>\n Compriamo il biglietto per il treno direttamente in stazione a 50 AUD. <br \/>\n Il mezzo di trasporto risale addirittura al 1936, ma proprio per questo assolutamente caratteristico. Per gli amanti del \u201cbrivido\u201d \u00e8 invece possibile raggiungere Kuranda con la Skyrail, una specie di ovovia che collega l\u2019antica cittadina a Cairns. <br \/>\n Il viaggio dura un\u2019ora e 45 minuti, ma passa in men che non si dica perch\u00e9 il panorama circostante \u00e8 assolutamente suggestivo, con cascate e foresta pluviale a farla da padrone.<br \/>\n Arrivati a Kuranda abbiamo un solo obiettivo: il Koala Gardens. Qui si pu\u00f2 vedere tutta la fauna Aussie a distanza ravvicinata. Scattiamo 1000 foto a wallabies (canguri pi\u00f9 piccoli), coccodrilli e serpenti, ma il soggetto pi\u00f9 gettonato \u00e8 il Koala. Animale assai simile ad un orsacchiotto, in grado di dormire fino a 20 ore al giorno. Daniele paga 14 dollari e si fa fotografare con lo strano mammifero in braccio.<br \/>\n Per le 18 siamo in ostello. Ad attenderci c\u2019\u00e8 una \u201cspiacevole\u201d sorpresa: in stanza non siamo pi\u00f9 da soli, ma con 2 nuovi coinquilini (un giapponese e un canadese) che peraltro si rivelano molto simpatici. Il problema \u00e8 un altro: gli spazi e l\u2019ordine !!!<br \/>\n Passiamo la serata in uno dei numerosi locali della cittadina, il Rhinobar, dove per l\u2019occasione offrono flute di champagne a tutte le donne. Di conseguenza scroccare da bere alle ragazze, con l\u2019intento di conoscerle diventa l\u2019obiettivo di serata\u2026.<\/p>\n<p> 2\/9 TRINITY BEACH<br \/>\n Al risveglio ho la testa che pesa un paio di tonnellate. Se la sera precedente avessi bevuto un paio di bicchieri in meno sarebbe stato meglio\u2026<br \/>\n Anche oggi il tempo non \u00e8 eccezionale, ma proviamo lo stesso ad andare al mare questa volta.<br \/>\n Prendiamo l\u2019autobus (SunBus) in centro e con 10 dollari ci garantiamo il viaggio andata e ritorno per la spiaggia di Trinity Beach. Infatti a Cairns il mare praticamente non esiste. O meglio: c\u2019\u00e8, ma la marea fa si che si ritiri fino a centinaia di metri dalla riva. Questo ha indotto a costruire un pezzo di spiaggia artificiale con una grossa piscina nel mezzo. La Lagoon, cos\u00ec viene chiamata, la prenderemo in considerazione pi\u00f9 avanti quando non avremo molta voglia di prendere l\u2019autobus e spostarci per trovare un fazzoletto di terra dove sdraiarci e prendere il sole.<br \/>\n Che dire di Trinity Beach? La spiaggia \u00e8 piccola, il mare color caff\u00e8latte e come se non bastasse il tempo peggiora in men che non si dica.<br \/>\n Alle 15.30 siamo gi\u00e0 di ritorno. Sebbene Trinity e Cairns siano a soli 40 minuti di distanza, il tempo che troviamo in quest\u2019ultima \u00e8 eccellente. Dato il nostro colore cadaverico decidiamo di andare alla Lagoon e di metterci per un paio di ore orizzontalmente.<br \/>\n La sera scopriamo due ottimi posti: il Montezuma e il PJ O\u2019Brien.<br \/>\n Montezuma \u00e8 un ristorantino messicano dall\u2019ottima cucina e dai prezzi tutt\u2019altro che proibitivi.<br \/>\n PJ O\u2019Brien \u00e8 un pub di medie dimensioni con bancone circolare in mezzo al locale, piccola pista da ballo, qualche tavolo con sedia, e soprattutto un milione di persone in piedi a cantare e a far casino. Ovviamente la met\u00e0 sono ragazze sbronze\u2026.<\/p>\n<p> 3\/9 PALM COVE<br \/>\n Oggi la giornata \u00e8 straordinaria: zero nuvole e sole rovente.<br \/>\n Prendiamo stesso autobus di ieri, con stessa tariffa, ma questa volta andiamo a Palm Cove, una spiaggia poco pi\u00f9 a nord di Trinity Beach.<br \/>\n Sull\u2019autobus conosciamo due cugine australiane con genitori sardi. Sono simpatiche e carine. Val la pena stare con loro tutto il giorno\u2026.<br \/>\n Palm Cove \u00e8 decisamente meglio del posto visto il giorno prima: spiaggia pi\u00f9 grande, sabbia pi\u00f9 chiara e mare pi\u00f9 pulito, anche se tutto ci\u00f2 non ha nulla a che vedere con Carabi o Maldive.<br \/>\n La sera facciamo i conti col sole e con la nostra pelle. La protezione 25 italiana non \u00e8 come quella locale. Qui le creme hanno un coefficiente protettivo superiore alle creme europee, poich\u00e9 il buco dell\u2019ozono \u00e8 maggiore al di sopra del continente oceanico che nel resto del pianeta. Risultato: siamo pronti per essere serviti al ristorante come aragoste !!!<br \/>\n Per la prima sera da quando siamo partiti andiamo in un ristorante italiano a provare la pizza (Verdi\u2019s Restaurant). Consiglio: lasciate perdere !!! E\u2019 stata l\u2019ennesima dimostrazione che dei piatti italiani all\u2019estero \u00e8 meglio diffidare.<\/p>\n<p> 4\/9 LAGOON <br \/>\n Anche oggi il tempo fa i capricci, sono pi\u00f9 i momenti di nuvole che quelli di sole. Andare al mare non sembra la scelta migliore. Ci rilassiamo quindi alla Lagoon di Cairns.<br \/>\n Al ritorno in ostello abbiamo la riprova che qui il sole, se vuole, sa farti male: nonostante i persistenti nuvoloni siamo pi\u00f9 rossi del giorno precedente. Come \u00e8 possibile ???<br \/>\n Nel frattempo io sta covando un\u2019influenza poco opportuna vista la situazione, e assumo Tachipirine come fossero caramelle per poter stare in piedi.<br \/>\n A differenza della sera precedente ci buttiamo in uno dei numerosi ristoranti di differente cucina internazionale che la cittadina di Cairns offre: quello greco (non ricordiamo il nome). Il cibo \u00e8 mediterraneo e tutto sommato buono, ma ci\u00f2 che spicca \u00e8 l\u2019ilarit\u00e0 dei camerieri e l\u2019ambiente goliardico che si crea: cantare, ballare e spaccare i piatti per terra qui \u00e8 consuetudine.<\/p>\n<p> 5\/9 GREAT CORAL REEF<br \/>\n Oggi \u00e8 il grande giorno, o meglio uno di quelli che aspettavamo fin dal momento della partenza: l\u2019escursione sulla Grande Barriera Corallina. <br \/>\n Il risveglio \u00e8 tutt\u2019altro che agevole, data la sveglia alle ore 7 e il rientro in ostello a notte fonda della sera precedente.<br \/>\n La barca non \u00e8 grande ma ben attrezzata e l\u2019equipaggio preparato e disponibile. In tutto saremo una ventina. <br \/>\n In 2 ore arriviamo al Reef. Man mano che ci si allontana dal molo di Cairns, l\u2019acqua vira dal marrone torbido all\u2019azzurro cristallino, intercalato dal blu corallino.<br \/>\n Alle 11 facciamo la prima delle due soste previste. Quelli che hanno il brevetto fanno diving, gli altri semplice snorkeling. Noi, privi di brevetto, ci lanciamo in acqua senza bombole e solo con maschera e boccaglio. Il mare \u00e8 molto bello e di una limpidezza che abbiamo visto in pochi altri posti. Anche il corallo ha dei bellissimi colori e delle forme stranissime. Ci deludono invece i pesci, pi\u00f9 scarsi e piccoli che in altre parti del mondo. A dire il vero vedo anche uno squaletto, peccato che in quel momento la macchina fotografica sia nelle mani di Daniele a decine di metri da me. Pazienza, vorr\u00e0 dire che rimarr\u00e0 tutto un bel ricordo nella mia memoria, mai immortalato.<br \/>\n Il pranzo sulla barca \u00e8 un po\u2019 scarsino e quasi esclusivamente a base di cipolla. Una manna per il mio palato che odia la cipolla\u2026.<br \/>\n Nella seconda immersione oltre a far snorkeling, ci cimentiamo anche in tuffi dalla barca.<br \/>\n Il ritorno in barca \u00e8 lungo, ne approfittiamo cos\u00ec per coltivare al meglio la nostra abbronzatura e per scambiare 2 chiacchiere con dei ragazzi scozzesi. L\u2019argomento come spesso accade in questi casi \u00e8 il calcio. <br \/>\n In serata andiamo a bere una birretta al solito PJ O\u2019Brien, consci che domani sar\u00e0 l\u2019ultimo giorno intero nella terra dei canguri. <\/p>\n<p> 6\/9 PALM COVE<br \/>\n E\u2019 l\u2019ultimo giorno. Cogliamo perci\u00f2 l\u2019occasione per tornare a Palm Cove a goderci l\u2019ultimo sole australiano.<br \/>\n Questa volta, a differenza dell\u2019altra, il mare \u00e8 una tavola: nemmeno un\u2019onda e l\u2019acqua pi\u00f9 calda.<br \/>\n La sera passa melanconicamente. Alle 5 abbiamo il taxi per l\u2019aeroporto, dove il volo Virgin Blue ci riporter\u00e0 a Sydney per prendere il volo intercontinentale. Salutiamo tutte le persone conosciute in questi 7 giorni in ostello e non solo. Diciamoci la verit\u00e0: lasciare Cairns e l\u2019Australia si sta rivelando pi\u00f9 difficile del previsto.<\/p>\n<p> 7\/9 SYDNEY<br \/>\n Preso l\u2019aereo che da Cairns ci riporta a Sydney, abbiamo ancora diverse ore davanti a noi prima di imbarcarci sul volo intercontinentale che ci condurr\u00e0 a Bangkok e che decoller\u00e0 solo alle 18.<br \/>\n L\u2019attesa \u00e8 troppo lunga e pensare di aspettare quasi 8 ore nell\u2019aerostazione \u00e8 improponibile. Lasciamo di conseguenza i bagagli in deposito e prendiamo due biglietti per Sydney by Tube. <br \/>\n Ripercorriamo marciapiedi gi\u00e0 calpestati tre settimane prima con enorme piacere; rivisitiamo l\u2019Haymarket convinti di trovare il Paddy\u2019s aperto per poter effettuare gli ultimi acquisti. Ma con grosso dispiacere lo troviamo chiuso. Daniele diventa una furia: lui non ha ancora comprato nulla e aspettava questo momento per poter fare folli acquisti. Ci riduciamo quindi a comprare qualcosina negli altri negozi del centro e torniamo mesti e tristi in aeroporto quando l\u2019orologio segna le 16. <br \/>\n Ci siamo. Abbiamo le cinture allacciate e l\u2019aereo sta per decollare. <br \/>\n Ne \u00e8 passato di tempo\u2026.Sembra ieri che siamo partiti da Malpensa\u2026.<br \/>\n Il ricordo di questa vacanza rimarr\u00e0 indelebile nelle nostre menti. Non solo per i posti visti e per la piacevole routine vacanziera, ma soprattutto per lo stile di vita australiano, cos\u00ec cordiale e amichevole come mai trovato da nessun altra parte. Mettiamoci anche il fatto di essere ben consci che un posto collocato dall\u2019altre parte del mondo rispetto all\u2019Italia, ben difficilmente viene visitato due volte, che le lacrime sono d\u2019obbligo.<br \/>\n Dovremmo dire addio, ma ci viene pi\u00f9 facile dire: ARRIVEDERCI Australia.<\/p>\n<p> 11\/9 MILANO<br \/>\n Dopo 3 giorni trascorsi a Bangkok, facciamo ritorno a casa.<br \/>\n Bangkok l\u2019avevamo gi\u00e0 vista in un precedente viaggio in Thailandia, pertanto la conoscevamo gi\u00e0. E\u2019 stato per\u00f2 utilissimo fermarci l\u00e0 per tre giorni, in modo da alleviare la tristezza per la partenza dall\u2019Australia e per fare shopping sfrenato.<br \/>\n Domani ricominceremo a lavorare\u2026.Non si pu\u00f2 riportare il datario al 16\/8 ???<br \/>\n Che malinconia!!! \n <\/p>\n<table border=\"0\" width=\"95%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"5%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td width=\"95%\"><a href=\"http:\/\/www.bookings.nl\/country\/au.html?aid=304846\" target=\"_blank\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Hotel consigliati in Australia<\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mirko\u00a0&#8211; 16\/8 MILANO Finalmente !!! 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