{"id":1906,"date":"2016-12-19T23:19:01","date_gmt":"2016-12-19T22:19:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1906"},"modified":"2016-12-19T23:19:01","modified_gmt":"2016-12-19T22:19:01","slug":"stati-uniti-nella-terra-yoghi-bubu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/stati-uniti-nella-terra-yoghi-bubu\/","title":{"rendered":"Nella terra di Yoghi e Bubu"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"mailto:anna_mrcs@yahoo.it\">di Anna Marchisio<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n <strong>Viaggio attraverso i parchi nazionali del nord-ovest degli USA (Nord Colorado, Wyoming, Montana e stato di Washington).<\/strong><br \/>\n<!--more--> 17.07.2004-07.08.2004 \u2013 km 6662 <br \/>\n Non si sa mai bene quando un racconto di viaggio deve iniziare, nel momento in cui si parte per il viaggio vero e proprio? Nel momento in cui si decide una destinazione? Per me un viaggio inizia quando, scelta la destinazione, si inizia a pensare a quello che si far\u00e0 a quello che sar\u00e0.<br \/>\n Internet offre un grossissimo aiuto nell\u2019organizzazione del viaggio. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze3.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Internet \u00e8 in grado di metterti in comunicazione con il mondo intero: uffici del turismo, camere di commercio, hotel, enti parco, ambasciate e soprattutto altri viaggiatori. E\u2019, quindi, giusto e doveroso, ringraziare tutte quelle persone che ricevendo una nostra richiesta, una nostra mail hanno preso una busta e ci hanno infilato dentro tutta la documentazione che poteva servici; tutte quelle persone che pazientemente hanno risposto alle nostre domande e ci hanno fornito consigli utili, sia prima che durante il viaggio. Un grazie particolare meritano George e Kate, non solo per la pazienza e la disponibilit\u00e0 di George nel rispondere a tutte le nostre innumerevoli domande ma anche per la gentile accoglienza e l\u2019amicizia che ci hanno riservato.<br \/>\n Beh.. dovremmo ringraziare anche il nostro povero postino che ha dovuto recapitarci a domicilio tutta questa corrispondenza extra (e credetemi, questa volta \u00e8 stata veramente tanta). <br \/>\n Siamo forse partiti con l\u2019idea dell\u2019americano che se ne ricava un po\u2019 dai media\u2026 un popolo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze4.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>pieno di se un tantino saccente. Non oso pensare come il popolo italiano venga giudicato all\u2019estero, eh eh eh. Tornando agli americani, per lo meno a quelli del nord-ovest, le persone che abbiamo incontrato e conosciuto durante questo viaggio mi hanno fatto vedere un\u2019America differente da quella vista in televisione o letta sul giornale. Sono persone estremamente cordiali, socievoli e disponibili.<\/p>\n<p> Sulle unit\u00e0 di misura ci sarebbe un po\u2019 da ridire.. le strade sono misurate in miglia (1 km = 0,62 miglia), le montagne in piedi cos\u00ec sembrano sempre giganti, la benzina in galloni (com\u2019\u00e8 che da noi costa sempre tre volte tanto!?!), il peso in libbre.. insomma\u2026oltre alla lingua a complicarti la vita ci sono anche le unit\u00e0 di misura!!!<br \/>\n Anche i sentieri si misurano in miglia, e mai in dislivello. Se chiedete informazioni o cercate informazioni su una sentiero ed un posto, vi diranno quando \u00e8 lungo ma non vi diranno che dislivello copre e tanto meno il tempo di percorrenza. <br \/>\n Le indicazioni delle strade, ahim\u00e8, sono migliori delle nostre. Muniti di una cartina si \u00e8 in grado di andare ovunque senza dover impazzire a leggere i nomi di tutti i paesi che si incontreranno.. basta sapere il numero delle strade che si vuole percorrere e la direzione (intesa come punto cardinale) da prendere. Pi\u00f9 facile di cos\u00ec\u2026<\/p>\n<p>Altra nota dolente sono stati gli innumerevoli cantieri per il lavori stradali. Credevo che fosse una nostra abitudine avere sempre le strade a pezzi invece gli americani ci fanno una degna concorrenza. Abbiamo percorso pi\u00f9 di 6000 km e abbiamo incontrato tanti cantieri, e non solo nei parchi. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze5.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Strade a senso unico alterno con semafori interminabili, e non parlo di 5-10 minuti ma di intere mezz\u2019ore ad aspettare il proprio turno, miglia e miglia di strada sterrata (per carit\u00e0 perfetta) in attesa di asfaltatura, strade chiuse, insomma\u2026 i lavori stradali piacciono proprio a tutti!<br \/>\n Mentre ho capito perch\u00e9 su internet gli americani si lagnano che gli italiani non sanno guidare\u2026 beh\u2026 certo la guida briosa e nevrotica dell\u2019italiano poco si adatta alla guida pacata e tranquilla dell\u2019americano medio di provincia. Certe volte, per\u00f2, sono forse un po\u2019 troppo ligi al codice stradale e qualche miglietto in pi\u00f9 potrebbero anche farlo. Certamente allo scattare del verde nessuno ti suoner\u00e0 il clacson, come avviene a Torino (e non solo) perch\u00e9 non sei partito esattamente nello stesso istante in cui \u00e8 scattato il verde! <\/p>\n<p> Invece abbiamo da invidiarli una buona abitudine. Se al ristorante, o in pizzeria avanzi un po\u2019 di quello che hai ordinato invece che farla finire nel cestino te la impachettano per benino e te la danno da portare a casa. Un po\u2019 un contro senso per una societ\u00e0 basata sul consumismo ma comunque una buona cosa per evitare sprechi inutili. Di questo dovremmo prendere esempio, invece di guardare sempre con sdegno le nonnine che ai pranzi di nozze raccolgono gli avanzi della loro porzione con la scusa di portarli al cagnolino a casa. <br \/>\n In ogni caso nei ristoranti, non si paga il coperto e appena ti siedi ti portano un bel bicchierone d\u2019acqua, e anche questo non compare nel conto. E\u2019 rimasta invece l\u2019abitudine alle mance, che ci ha messo un po\u2019 in difficolt\u00e0 perch\u00e9 non essendo abituati a questa pratica non sapevamo mai se e quanto lasciare.<\/p>\n<p>E dopo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze6.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>questa breve, pi\u00f9 o meno, premessa posso iniziare a raccontarvi il nostro viaggio\u2026 ancora una cosa.. tutti i prezzi riportati in questo racconto sono comprensivi di tasse, mentre in America (non solo negli States ma anche in Canada) vengono indicati sempre al netto e conteggiate (le tasse) solo al momento del conto. La percentuale applicabile varia da stato a stato e a seconda della tipologia della merce. Solo le pompe di benzina riportano l\u2019indicazione del costo comprensivo di tasse. E anche queste sono tutte un programma. Ce ne fossero due che funzionano allo stesso modo!<br \/>\n Ma bando alle chiacchiere.. e iniziamo il viaggio\u2026<\/p>\n<p> Sabato, 17 luglio 2004 \u2013 Torino-Denver (Colorado)-Boulder (km 70)<br \/>\n Lasciamo l\u2019Italia un sabato mattina su un aereo praticamente vuoto ma molto in ritardo. Nonostante questo pessimo inizio e una coincidenza praticamente immediata a Francoforte, riusciamo comunque a prendere il nostro volo per l\u2019America. Arriviamo a Denver che sono circa le 17 del pomeriggio (ora locale). Denver \u00e8 detta la citt\u00e0 alta un miglio perch\u00e9 si trova ad un\u2019altitudine di circa 1600 metri.<br \/>\n Dopo tutto quello che ho letto sui giornali, su internet e sentito dire mi aspettavo un\u2019accoglienza \u2018difficoltosa\u2019, invece alla dogana la cosa \u00e8 stata piuttosto veloce e semplice. Nella media, le solite domande e le solite richieste. Abbiamo per\u00f2 notato che non \u00e8 cos\u00ec per tutti.. la nazionalit\u00e0 fa la differenza.<br \/>\n Ritirata la nostra auto all\u2019Avis (gli autonoleggi sono raggiungibili, dal terminal degli arrivi, con dei bus appartenenti alle diverse compagnie noleggiatrici) usciamo dalla zona dell\u2019aeroporto.<br \/>\n Il cielo inizia a scurirsi e il temporale sembra in arrivo. Ho letto che la zona di Denver e delle Rocky Mountain del Colorado e soggetta a temporali pomeridiani e per tutto il tempo in cui siamo rimasti in questa zona abbiamo sperimentato di persona come questo corrisponda a verit\u00e0. <br \/>\n Siamo piuttosto stanchi sia le 8 ore di fuso orario che le circa 10 di volo si sentono tutte, cos\u00ec ci dirigiamo verso Boulder. Boulder \u00e8 una cittadina universitaria a due passi dalle montagne rocciose. <br \/>\n Pernottamento: Lazy L Motel (1000 28th st. \u2013 Boulder \u2013 CO) $64,72<\/p>\n<p>Domenica 18 luglio 2004 \u2013 Boulder \u2013 Estes Park (Colorado) &#8211; Rocky Mountain National Park (Km 188)<br \/>\n Iniziamo la nostra visita ai parchi nazionali dal Rocky Mountain National Park costituito nel 1915 a circa 65 miglia a nord-ovest di Denver. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze8.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>In meno di un\u2019ora di macchina da Builder si raggiunge l\u2019abitato di Estes Park posto all\u2019ingresso nord-est del parco. Tutte le aree prottette in America, parchi nazionali, statali, foreste, etc. prevedono il pagamento di un biglietto di ingresso, pertanto al gate del RMNP provvediamo a comperare la tessera annuale di ingresso a tutti i parchi nazionali per il costo di 50$. Con questa tessera \u00e8 possibile entrare in tutti i parchi nazionali per un anno intero (non abbiamo intenzione di restare cos\u00ec tanto ma il costo dei singoli ingressi \u00e8 maggiore della tessera annuale) e anche in alcuni siti storici. Mentre con l\u2019aggiunta di 15$ dollari si pu\u00f2 applicare un bollino su tale pass (\u00e8 una tessera bancomat) che trasforma il National Park Pass in un Golden Eagle Pass e permette cos\u00ec l\u2019ingresso anche presso le foreste, nei Wildlife Refuge e non solo.<br \/>\n Per prima cosa decidiamo di percorrere una delle strade pi\u00f9 alte d\u2019america, la Trail Ridge Road, raggiunge infatti una quota di 3713 metri d\u2019altezza. Si tratta anche dell\u2019unica strada che attraversa completamente il parco da est ad ovest (da Estes Park a Grand Lake). Noi la percorreremo solo fino all\u2019Alpine visitor Centre (3595 m.) posto vicino al colle (il punto pi\u00f9 alto della strada). E\u2019 una giornata di sole ma l\u2019aria \u00e8 frizzante. Lungo la strada pi\u00f9 punti panoramici consentono di vedere la maestosit\u00e0 e la bellezza di questi luoghi. L\u2019ambiente \u00e8 tipicamente alpino, dicono che sopravvivano piante tipiche della tundra artica. Si incontrano cervi, marmotte e se si guarda con attenzione anche qualche pika. Nel pomeriggio invece ci rechiamo a vedere la zona di Sheep Lake, un immenso pianoro erboso dove di tanto in tanto qualche bighorn sheep (muflone) fa la sua comparsa. Sembra che in primavera ve ne pascolino parecchi.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze9.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> Fatto sta che noi, ne oggi e ne domani, nonostante la segnalazione della comparsa, per poco tempo, di un maschio intorno all\u2019ora di pranzo, vedremo un bel fico secco di niente. Infine andiamo a vedere la situazione nella zona del Bear Lake, zona da cui partir\u00e0 il sentiero che percorreremo domani. Mi reco al centro informazioni a chiedere notizie sul sentiero e sui dislivello che ovviamente non vengono mai indicati sulle cartine. La signora mi fa tutta una spiegazione sulle zone innevate e sulla difficolt\u00e0 del sentiero da loro classificato come \u2018estenuante\u2019, tradotto letteralmente. Esco dal visitor centre che non sono pi\u00f9 tanto sicura che questo sentiero sia una buona idea.<br \/>\n Il rientro in citt\u00e0 e il raggiungimento del nostro motel \u00e8 stato reso piuttosto difficoltoso e lento da un gruppetto di cervi che soggiornava nei pressi della strada principale.<br \/>\n Dopo cena passeggiamo un po\u2019 per la via principale di Estes Park, che presenta un\u2019architettura tipica da west\u2026 da far-west. I negozi sono aperti fino alle 21 cos\u00ec possiamo curiosare un po\u2019.<br \/>\n Pernottiamo al Mountain Sage Inn, posto accogliente e tranquillo, che abbiamo prenotato direttamente da casa via e-mail. La nostra camera non \u00e8 spaziosissima ma molto carina. Pernottamento: Mountain Sage Inn (553 W. Ellhorn \u2013 Estes Park \u2013 www.trappersinn.com &#8211; CO) &#8211; 64,62$ <br \/>\n Cena: McDonalds 8,38$\u2026 Siamo in America\u2026 non si pu\u00f2 farne a meno\u2026<\/p>\n<p>Luned\u00ec 19 luglio 2004 \u2013 Estes Park (Rocky Mountain NP \u2013 km 56) <br \/>\n Sono le cinque e siamo gi\u00e0 in macchina diretti verso il parcheggio da cui partono i Bus Shuttle per il Bear Lake, localit\u00e0 di partenza del \u2018Flattop Mountain Trail\u2019. La strada non \u00e8 percorribile con la propria auto perch\u00e9 stanno facendo dei grossi lavori stradali. In ogni caso lo shuttle \u00e8 gratuito e il primo parte alle 5, dopo di che ce n\u2019\u00e8 uno ogni mezz\u2019ora fino alle 21,30, in entrambe le direzioni. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze10.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Ci attardiamo un po\u2019 perch\u00e9 ci fermiamo a vedere una lepre cos\u00ec perdiamo il primo shuttle e siamo costretti ad attendere il secondo. C\u2019\u00e8 parecchia gente ma ci sono ben 4 bus per ogni corsa per cui non ci sono problemi di posto, per lo meno a quest\u2019ora, e in circa 15 minuti di viaggio su questi vecchi scuolabus gialli si arriva al Bear Lake. La giornata promette bene e dal lago si pu\u00f2 vedere in lontananza il Long Peak, la pi\u00f9 alta vetta di questo parco (m 4345). <br \/>\n Messi gli zaini in spalla ci incamminiamo lungo il nostro sentiero, su un percorso di sola andata di 7 km con circa 900 metri di dislivello raggiungeremo la punta di questa montagna (m 3756). Il sentiero inizialmente procede nel bosco dove incontriamo qualche leprotto e siamo letteralmente divorati dalle zanzare. Sembra impossibile ma ci sono tantissime zanzare, siamo costretti a spruzzarci ben bene di repellente se non vogliamo essere il piatto forte della colazione di questi insetti. Il sentiero sale dolcemente e lentamente lascia il bosco, la vegetazione si fa pi\u00f9 rada fino ad arrivare in questa che dicono essere una tundra artica (mah\u2026cos\u00ec dicono). Salendo si possono ammirare il Nymph e Emerald Lake e si incontra anche un\u2019infinit\u00e0 di Pika. Ovunque ti giri vedi uno di questi piccoli animaletti simpatici che scorazza tra le rocce, sono anche abbastanza tranquilli perch\u00e9 si riescono ad avvicinare parecchio e riusciamo a fare parecchie foto degne di nota.. <br \/>\n Proprio come dice il nome\u2026 questa montagna \u00e8 proprio Flattop!!!Cammina cammina e cammina e la punta, si fa per dire, sembra non arrivare mai, vediamo qualche chiazza di neve ma niente di particolarmente \u2018temendo\u2019 come mi aveva fatto intendere la signora dell\u2019ufficio informazioni. Certo il sentiero \u00e8 faticoso ma non \u00e8 niente di particolarmente difficile, tanta preoccupazioni per niente. La vista da questa montagna \u00e8 ottima, nonostante la sua forma a panettone, si vede il paesaggio tutto intorno e anche la zona di Grand Lake. Il tempo per\u00f2 si sta guastando e non \u00e8 nemmeno mezzogiorno\u2026 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze12.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Rimaniamo un po\u2019 a riposarci ma poi\u2026 la temperatura si abbassa parecchio, il vento soffia e dietro di noi vediamo il temporale che arriva\u2026 nuvolosi neri minacciano di farci una bella doccia, cos\u00ec raccogliamo le nostre cose e iniziamo a scendere. Incontriamo parecchie persone che salendo ci chiedono informazioni sul temporale, non si pu\u00f2 fare altro che dirgli che sta arrivando. A queste quote non \u00e8 tanto bello farsi sorprendere da un bel temporale con tanto di tuoni e fulmini.. Intanto il cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 nero e qualche tuono ha gi\u00e0 fatto il suo ingresso in scena. Inizia a piovere quando abbiamo pi\u00f9 o meno raggiunto il bosco. Questi temporali sono caratteristici di questa zona, solitamente sono pomeridiani, infatti pi\u00f9 persone ci hanno consigliato di andare a camminare presto al mattino perch\u00e9 al pomeriggio \u00e8 meglio essere gi\u00e0 sulla via del ritorno se non si vuole prendere il temporale. Come volevasi dimostrare tutto corretto. Non sono temporali lunghi, perch\u00e9 dopo aver fatto un bell\u2019acquazzone con tanto di fiumi di acqua, lampi e tuoni, il cielo si scopre e il sole torna a sorridere. E\u2019 cos\u00ec \u00e8 stata anche questa volta.. eravamo quasi arrivati al Bear Lake che il sole stava gi\u00e0 asciugando tutto quanto. Dopo aver mangiato i nostri panini in riva al lago siamo rimasti un po\u2019 a rilassarci. E\u2019 un posto molto frequentato ma tutto sommato molto tranquillo. <br \/>\n Pernottamento: Mountain Sage Inn (553 W. Ellhorn \u2013 Estes Park \u2013 www.trappersinn.com &#8211; CO) &#8211; 64,62$ <br \/>\n Cena: McDonalds 10,68$<\/p>\n<p>Marted\u00ec 20 luglio 2004 Estes Park &#8211; Bow Medicine Forest (Wyoming) \u2013 Red Desert \u2013 Green Rever (km 611) <br \/>\n Ci svegliamo con calma anche se a causa del fuso gi\u00e0 alle prime ore dell\u2019alba siamo li belli svegli pronti per il nuovo giorno. Oggi ci aspetta un lungo spostamento, sistemiamo tutta la nostra roba in macchina e ci avviamo verso il Wyoming. <br \/>\n Invece di percorrere solo autostrada decidiamo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze14.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>di fare una deviazione nei pressi di Laramie (Wyoming) per percorrere una di quelle strade che chiamano \u2018Scenic Byway\u2019 denominata Snowy Range Scenic Byway (29 miglia). Questa strada, la 130, attraversa la Medicine Bow-Routt National Forest. Una delle cose che pi\u00f9 mi impressionano di questa terra e guardarmi intorno e vedere tutto intorno a me solo natura. Distese di praterie, boschi, valli prive di segni evidenti della presenza dell\u2019uomo. Sicuramente le zone antropizzate, data la vastit\u00e0 del territorio, sono minori rispetto a quello che siamo abituati noi e questo \u00e8 un po\u2019 quello che gli invidio, tutti questi infiniti spazi aperti. <br \/>\n Tornando alla nostra deviazione \u00e8 stata una scelta felice, la zona \u00e8 paesaggisticamente splendida, laghetti immersi in boschi di abeti (o larici, non sono competente in materia), distese di tundra e montagne rocciose innevate. La strada sale fino al Snowy Range Pass (m 3254) per poi ridiscendere dall\u2019altra parte. Non \u00e8 molto trafficata come strada e quando ci fermiamo a fare un spuntino sul bordo della strada un\u2019automobilista premuroso si ferma a chiederci se avevamo problemi con l\u2019auto. <br \/>\n Dopo questa deviazione ritorniamo a prendere l\u2019autostrada e proseguiamo in direzione ovest. Il paesaggio piano piano cambia, il verde delle praterie con le sue antilocapre che pascolano, lascia spazio al rosso e alla sabbia del Red-desert. L\u2019autostrada passa vicino alle Aspen Mountain e al Red-desert. Se non \u00e8 per l\u2019autostrada super trafficata e per i grossi camion che ci sfrecciano di fianco direi che siamo tornati in Namibia. E\u2019 impressionante come il paesaggio sia cambiato, solo questa mattina eravamo immersi nelle montagne del Colorado e ora siamo nel deserto del Wyoming. Anche le temperature sono cambiate, a Green River, cittadina che scegliamo come posto tappa, lasciare la nostra auto con l\u2019aria condizionata \u00e8 stato un trauma. Fa veramente caldo e non soffia un filo d\u2019aria. Nonostante la tipicit\u00e0 del posto mi chiedo come la gente possa vivere in un posto del genere. <br \/>\n Per prima cosa dobbiamo trovare un posto per la notte\u2026 vediamo un motel che ci ispira e cos\u00ec vado a chiedere informazioni alla reception. Suono il campanellino, busso ma non viene nessuno, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze15.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>faccio per ritornare in macchina quando un tizio esce da una casa e mi chiede se cercavo per il motel. Gli dico di si e mi invita a seguirlo a casa sua, mi dice che \u00e8 sua moglie che gestisce il motel. Mi auguro che la mia espressione facciale non fosse troppo parlante perch\u00e9 appena entro in casa mi si sono rizzati i capelli. Un caos\u2026 l\u2019uomo mi ha fatto passare prima in cucina, poi nella camera dei bambini e infine sono arrivata in una stanza adiacente alla reception dove c\u2019era la moglie intenta a armeggiare con dei materassi. Diciamo che per percorrere questi pochi metri ho dovuto fare attenzione a non calpestare nulla, c\u2019era talmente tanta roba sparsa in giro e sul pavimento che non si sapeva dove mettere i piedi. La moglie, una ragazza pi\u00f9 o meno sulla trentina, di cui di certo non si pu\u00f2 dire che gentilezza e simpatia siano i suoi cavalli di battaglia mi dice il costo della camera e mi accompagna a vederla. Devo ammettere che vista al casa non sono pi\u00f9 tanto sicura di voler vedere la camera ma ci vado lo stesso. Nella media, pulita e ben tenuta, cos\u00ec la prendiamo. C\u2019\u00e8 perfino il frigorifero (ci credo con sto caldo), il forno a microonde e l\u2019aria condizionata a manetta (centralizzata per cui non riusciamo, nella notte, ne ad abbassarla o a spegnerla).<br \/>\n Vista la dotazione della nostra camera andiamo a cercare un supermercato per comperare del latte per colazione. Beh.. cosa da poco.. giriamo un po\u2019 in macchina ma troviamo di tutto (compresa una casa di cura) ma del supermercato nemmeno l\u2019ombra. Troviamo un discount ma vende solo bibite, biscotti e roba varia\u2026 niente latte. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 l\u2019ufficio postale, cos\u00ec, mentre vado a prendere qualche francobollo ne approfitto per chiedere quest\u2019informazione visto che di gente in giro non c\u2019\u00e8 ne mica tanta. L\u2019ufficio postale \u00e8 vuoto, mi avvio verso lo sportello dove c\u2019\u00e8 una signora molto gentile ad accogliermi, peccato che non sia altrettanto sveglia. Gli chiedo i francobolli per l\u2019Italia precisando che sta in Europa (non si sa mai). Armeggia un po\u2019 con dei francobolli poi mi chiede se li voglio per gli Stati Uniti. Gli ripeto che li voglio per l\u2019Italia in Europa. Mi dice di aver capito e torna a trafficare con altri francobolli, poi mi guarda e mi chiede se sono per fuori dagli Stati Uniti. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze16.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Capisco che uno non debba essere un genio in geografia ma questa proprio non conosce la materia. Dopo tutto questo casino per due francobolli sono un po\u2019 indecisa se chiederle del supermercato ma poi mi dico, andr\u00e0 no a fare la spesa che ci vuole a dirmi dov\u2019\u00e8. Che ci vuole.. si\u2026 e ce ne vuole certo!! Le chiedo quindi del supermercato. Mi guarda come se le avessi chiesto se ha incontrato i marziani, capisco che il mio inglese non \u00e8 granch\u00e8, per\u00f2\u2026non le sto facendo un discorso di filosofia le sto chiedendo di un supermercato. Le spiego quindi che cerco un negozio di alimentari, niente da fare\u2026 intanto l\u2019ufficio postale si sta riempiendo.. alla fine disperata, non so pi\u00f9 cosa dirle e le dico che voglio andare a comperare del latte dove devo andare. Forse ho detto le paroline magiche e lei si illumina\u2026 ha capito e mi dici \u2018ah minimarket\u2019. Miiii erano due ore che stavo tentando di farle capire che volevo un supermarket\u2026 non era la stessa cosa!?! Fatto sta che inizia la sua spiegazione, ma ad un certo punto viene interrotta da un\u2019altra signora che non \u00e8 d\u2019accordo sulla spiegazione, discutono un po\u2019 e alla fine conclude la spiegazione, facendo proprie alcune delle indicazione confuse dell\u2019altra signora. Esco dall\u2019ufficio postale sicura che non troveremo sto accidenti di negozio e che in questo paese, non so se \u00e8 per il caldo o che so io, ma non sono affatto \u2018centrati\u2019. <br \/>\n A dover di cronaca il supermercato, sorry, il minimarket non lo troviamo. Per colazione ci faremo un t\u00e8, le bustine me le sono portate dall\u2019Italia cos\u00ec come lo zucchero. <br \/>\n Per cena andiamo da Pizza-Hut, si trova ad un centinaio di metri dal nostro motel, sulla medesima strada. Anche qui dentro l\u2019aria condizionata \u00e8 a manetta e la differenza con il caldo afoso che c\u2019\u00e8 fuori si sente ancora di pi\u00f9. <br \/>\n Pernottamento: Flaming Gorge Motel \u2013 316, Flamig Gorge Way \u2013 Geen River (WY) \u2013 45,10$ <br \/>\n Cena: Pizza Hut \u2013 13,70$ <\/p>\n<p> Mercoled\u00ec 21 luglio 2004 \u2013 Geen River \u2013 Seedskadee National Wildlife Refuge &#8211; Jackson Hole (Gran Teton National Park) \u2013 Dubois (km 492)<br \/>\n Dopo colazione siamo subito in macchina diretti a nord. Faccio qualche foto lungo al strada a queste strano paesaggio, chiamato Bad Lands Hills.<br \/>\n La nostra prima tappa \u00e8 presso il Seedskadee National Wildlife Refuge, un\u2019area adibita a rifugio per gli animali. L\u2019unica area verde \u00e8 quella vicino al fiume (il Green River), per il resto \u00e8 tutto grigio e arido. A parte qualche antilocapra americana e un\u2019aquila non vediamo altro. <br \/>\n Riprendiamo il nostro viaggio verso nord e finalmente, dopo tanto viaggiare in questo ambiente africano iniziamo a vedere in lontananza le montagne. Finalmente, di sabbia e terra ne avevo gi\u00e0 abbastanza. <br \/>\n Per pranzo arriviamo nella super-affollata Jackson Hole. E\u2019 il centro abitato pi\u00f9 vicino al Gran Teton National Park e <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze17.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>quindi meta di migliaia di turisti sia d\u2019estate che d\u2019inverno perch\u00e9 fa parte di un comprensorio sciistico. Architettura in perfetto stile western con una variet\u00e0 e vastit\u00e0 di negozi, hotel, ristoranti e tantissima gente ad affollare le sue strade. Noi ci fermiamo al visitor centre dove dalla terrazza del piano di sopra si possono ammirare le cime maestose della Teton Range e l\u2019immensa prateria dove i Wapiti e i bisonti vengono a svernare. Per ora, nel vicino parco cittadino si possono solo ammirare un gruppetto di oche del Canada.<br \/>\n Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita perlustrativa del Gran Teton National park in auto, andiamo alla ricerca di punti panoramici da cui fotografare questi immensi scenari. A parte qualche cervo non vediamo altri animali. Visitiamo anche i vari centri informazioni, con il personale sempre pronto a dare consigli o indicazioni. Il Gran Teton NP nasce prima come riserva nel 1897 per diventare solo nel 1929 parco nazionale. Il nome Gran Teton dato a queste montagne \u00e8 per opera di esploratori francesi, dove in questi picchi slanciati con pendii vertiginosi ci vedevano una particolare parte del corpo femminile.. direi era un po\u2019 che non vedevano le loro consorti perch\u00e9 cominciavano ad avere un po\u2019 le idee confuse!!\u2026 In ogni caso queste sono tra le montagne pi\u00f9 imponenti e spettacolari del Wyoming, nemmeno il vicino parco di Yellowstone vanta picchi di questa elevatura e altezza, sono infatti ben tre le vette che si aggirano intorno ai 4000 metri di altezza (Gran Teton m 4197, Middle Teton m 3902 e Mt. Owen m 3940). Il paesaggio \u00e8 veramente spettacolare e Marco, anche per effetto della sua passione per l\u2019alpinismo, resta estasiato da queste montagne. <br \/>\n Nel tardo pomeriggio, mentre ci avviamo verso la nostra destinazione per la notte: Dubois, ci imbattiamo in un vero e proprio ingorgo.. un alce maschio ha fatto la sua comparsa sul bordo della strade e ha praticamente paralizzato il traffico. Abbiamo scelto Dubois, come meta, che dista 55 miglia a est del parco perch\u00e9 \u00e8 sede del National Bighorn Sheep Interpretive Centre. La strada che dal Teton National Park conduce a Dubois, la n. 26 \u00e8 un\u2019altra Scenic Byway che attraversa il Shosyone National Forset. In quest\u2019area d\u2019inverno (d\u2019estate proprio non succede nulla!?!) vengono a svernare i mufloni (Bighorn Sheep). Alcuni dei paesaggi che possiamo osservare lungo la strada mi fanno venire in mente i vecchi film con gli indiani. Che posti! Dubois \u00e8 un altro paesino da vero west, forse troppo. Troviamo subito il centro Interpretative e ci facciamo il nostro giro, interessante, presenta anche esemplari di Mufloni provenienti da tutto il mondo (ingresso 2$ a persona). Fatichiamo un po\u2019 a trovare il nostro motel che si trova fuori dal paese in direzione est nella zona delle Painting Hill. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze20.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Intorno a Dubois, peccato non avere un giorno a disposizione per girare la zona, ci sono queste strane montagne rosse. Il contrasto del verde con il rosso delle rocce di queste montagne \u00e8 spettacolare. Purtroppo anche di questa zona, la nostra guida EDT non ne fa menzione, le uniche informazioni che ho mi sono state gentilmente inviate dai visitor centre della zona. <br \/>\n Per cena scegliamo un locale country. Al muro sono appese tantissime vecchie targhe di automobili e vicino al bancone c\u2019\u00e8 la foto di un ragazzo in divisa morto in Iraq, anche questo, purtroppo, fa parte dell\u2019America. Ordiniamo due Hamburger con patatine. Ci viene servito un super Hamburger che non ha nulla a che vedere con quelli sintetici di McDonald\u2019s. Cos\u00ec con la pancia piena ce ne torniamo al nostro motel immerso nel pi\u00f9 totale silenzio.<br \/>\n Pernottamento: Riverside Inn and Camp (Dubois \u2013 www.ricersideinnandcampground.com\/motel.htm &#8211; WY) &#8211; 46,64$<br \/>\n Cena: Wind Bunch Dubois \u2013 14,46$<\/p>\n<p> Gioved\u00ec 22 luglio 2004 \u2013 Dubois \u2013 Gran Teton Nationa Park \u2013 Dubois (km 243)<br \/>\n Sveglia presto, ma non \u00e8 un problema, gli effetti del fuso si sentono ancora, perch\u00e9 oggi andremo a percorrere quello che la nostra guida dei parchi (U.S.A. I grandi parchi dell\u2019ovest \u2013 Gremese Ed.) definisce uno dei pi\u00f9 bei sentieri del Teton: l\u2019Amphitheatre lake trail, ben 7,6 km, solo andata, con un dislivello di pi\u00f9 di 900 metri. La guida indica come tempo di percorrenza (andate e ritorno) nove ore! Anche questo \u00e8 classificato come \u2018estenuante\u2019 dagli americani ma visto il Flattop Trail questa classificazione non mi preoccupa pi\u00f9. Cos\u00ec riattraversiamo la Shoshoe Forest e rientriamo nel Gran Teton National Park. Non c\u2019\u00e8 ancora molto traffico in giro e in breve arriviamo nel parcheggio da cui parte il sentiero. Messi in spalla gli zaini ci incamminiamo. Un tabellone informativo illustra i possibili sentieri che si possono percorrere da questo punto. Ovviamente noi abbiamo scelto il pi\u00f9 lungo, notiamo anche che \u00e8 il medesimo sentiero che porta al campo base per tutti coloro che vogliono scalare queste montagne. Purtroppo c\u2019\u00e8 anche una foto di un uomo che la scorsa settimana, \u00e8 venuto a scalare queste montagne ma non ha pi\u00f9 fatto ritorno. Io penso subito che se lo sia mangiato un orso, Marco un po\u2019 pi\u00f9 realista suggerisce che magari \u00e8 caduto arrampicando visto che era anche quello che era andato a fare!<br \/>\n <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze21.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Ci incamminiamo, i sentieri americani non sono mai molto ripidi, salgono sempre dolcemente facendoti fare tanta strada. Nel bosco incontriamo qualche blue grouse (sono una sorta di fagiani) e parecchi scoiattoli di terra ma niente di pi\u00f9. Una volta usciti dal folto della vegetazione possiamo ammirare il panorama davanti a noi. La nostra prima tappa \u00e8 il Surprise Lake (m 2907) con il monte Teewinot che si rispecchia nelle sue acque, fantastico! Mentre io faccio qualche foto al lago Marco tenta di fotografare un cervo che si aggira nei pressi del lago. Raggiungiamo quindi l\u2019Amphitheatre lake (m 2946) che \u00e8 veramente come lo descrive la guida: stupendo. Come dice il nome si trova proprio in un anfiteatro naturale di rocce e praterie. Cerchiamo una bella posizione panoramica dove riposarci e pranzare. Marco scruta le montagne con il binocolo e, con parecchia invidia, guarda gli alpinisti che si muovono sulle montagne. <br \/>\n Nel pomeriggio riprendiamo la discesa, la lunga discesa, visto che ci separano pi\u00f9 di 7 chilometri dalla nostra macchina, pensando che le emozioni per la giornata siano finite.. invece\u2026 mentre attraversiamo il folto del bosco un rumore attira la nostra attenzione.. mamma orsa e il suo piccolo stanno trafficando tra gli alberi. Saranno stati a meno di 15 metri da noi, il piccolo, come tutti i cuccioli, salterellava tra un tronco e l\u2019altro e ogni tanto cadeva, mentre la mamma, un bellissimo esemplare di orso nero, trafficava con un tronco incurante della nostra presenza. Ad un certo punto, punta contro un tronco caduto le gambe posteriori e con le anteriori fa leva e, neanche fosse un grissino, lo apre in due ed inizia a mangiare le larve contenute nel tronco. E\u2019 strabiliante la vista di questo animale, insieme a noi c\u2019\u00e8 un&#8217;altra coppia che manifesta una certa preoccupazione per la presenza dell\u2019animale. Mamma orsa e cucciolo si muovono in tutta tranquillit\u00e0, attraversano il sentiero e poi se ne vanno nel folto del bosco.. peccato.. sarei rimasta ad osservarli chiss\u00e0 per quanto. Ho letto molto sull\u2019orso e sui possibili incontri con questo animale. Per evitare spiacevoli esiti gli enti parchi fanno, secondo me, un po\u2019 di terrorismo in merito. E\u2019 vero, un orso pu\u00f2 uccidere ed \u00e8 quindi meglio che i turisti usino la massima prudenza quando si trovano per cos\u00ec dire a casa sua, \u00e8 bene segnalare la propria presenza in modo da non spaventare l\u2019animale e sicuramente \u00e8 bene non tentare di avvicinarlo o di dargli da mangiare, perch\u00e9 sarebbe dannoso per entrambi. Per quanto riguarda mamme e cuccioli, ci sono varie tesi, c\u2019\u00e8 chi sostiene che la presenza del cucciolo la renda molto aggressiva mentre c\u2019\u00e8 chi sostiene che proprio la presenza del cucciolo frenerebbe la madre ad aggredire l\u2019uomo, ovviamente fin tanto che non lo veda nell\u2019uomo un pericolo per il suo piccolo. In ogni caso questa sera me ne andr\u00f2 a dormire ancora sognante per questa esperienza vissuta. E\u2019 stato emozionante e stupendo. Solo questo \u00e8 valso il viaggio fin qua!<br \/>\n A dover di cronaca, le nove ore che la guida indica come tempo non so dove le hanno prese, nel senso che uno ci va quasi due volte nel tempo che indicano loro. Noi ne abbiamo impiegate tre a salire e due a scendere.<br \/>\n Per cena, ritorniamo a Dubois, e visto che siamo parecchio stanchi, ci comperiamo una di quelle Cesar Salade al supermercato. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze21.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Vendono delle confezioni con l\u2019insalata, la salsa, i crostini e il formaggio.. insomma tutto il necessario per farti l\u2019insalata. Cos\u00ec ci prendiamo una confezione di insalata e un cestino di fragole per cena che consumeremo nella nostra camera. Questo motel \u00e8 molto bello, le camere sono grandi e spaziose, c\u2019\u00e8 anche un tavolino con due seggiole e un piccolo porticato con una panchina. <br \/>\n Pernottamento: Riverside Inn and Camp (Dubois \u2013 www.ricersideinnandcampground.com\/motel.htm &#8211; WY) &#8211; 46,64$<\/p>\n<p> Venerd\u00ec 23 luglio 2004 \u2013 Dubois \u2013 Yellowstone National Park \u2013 West Yellowstone (Montana) (km 339)<br \/>\n Ci svegliamo con la pioggia, lo sapevo che dovevo fotografarle ieri sera le Painting Hill con la pioggia i colori sembrano pi\u00f9 smorti, anche l\u2019abitato di Dubois con i suoi edifici in legno sembra triste. <br \/>\n La nostra destinazione oggi \u00e8 lo Yellowstone National Park. La strada che porta dal Teton allo Yellowstone \u00e8 a senso unico alternato perch\u00e9 stanno facendo dei super lavori (fanno sempre dei super lavori, con dei super mezzi, una marea di persone e tanto tanto caos), fatto sta che questo a detta dei cartelli ci dovrebbe comportare una mezz\u2019ora di perdita di tempo aggiuntiva. Peccato che passato questo cantiere ce ne saranno altri, lo Yellowstone, soprattutto la parte est \u00e8 tutta una cantiere, alcuni pezzi di strada sono addirittura chiusi. Questo significa che in questi punti, dato l\u2019alto affollamento di gente, sembra quasi di essere a Torino nelle ore di punta. <br \/>\n Lo Yellowstone, dimora dei famosissimi Yoghi e Bubu, non fu solamente il primo parco nazionale americano ad essere istituito ma fu anche il primo parco al mondo, esattamente nel 1827. Inizialmente vennero destinate, nel 1886 delle unit\u00e0 di cavalleria per proteggere e preservare l\u2019area, solo nel 1916 viene istituito il National Park Service che si assunse la responsabilit\u00e0 e l\u2019onere di conservare le meraviglie presenti in quest\u2019area, e cos\u00ec sono nati i famosi ranger! Sebbene la maggior parte del parco si trovi in Wyoming il parco si estende comunque su tre stati: Montana, Idhao e Wyoming. Lo Yellowstone non \u00e8 solo fiumi, laghi, verdi vallate e montagne ma anche geyser, bacini geotermali, canyon e tanta tanta fauna (dicono che vanti la concentrazione pi\u00f9 alta di fauna selvatica). Tutto questo ne fa un parco molto speciale, peccato per l\u2019eccessivo affollamento. Anni fa una parte del parco era stata danneggiata da un grande incendio. I segni, nonostante la natura piano piano stia riconquistando i propri spazi, sono ancora ben visibili. <br \/>\n Iniziamo la nostra visita del parco dal West Thumb Geyser Basin, si tratta di un bacino termale molto particolare perch\u00e9 praticamente \u00e8 a ridosso del lago. Un sentiero e delle passerelle in legno consentono di visitare da vicino le varie pozze dai suggestivi colori. <br \/>\n Nel pomeriggio percorriamo, con molta pazienza, visti gli innumerevoli cantieri, la strada che costeggia lo Yellowstone River. Ci fermiamo anche ad ammirare la Hayden Valley: un\u2019immensa vallata verde. Lungo la strada possiamo ammirare parecchi bisonti. Maschi solitari che pascolano in questi verdi praterie o branchi di femmine che accudiscono i loro piccoli. <br \/>\n Visto che siamo di strada ci fermiamo anche ad Artist Point, punto da cui \u00e8 possibile osservare lo spettacolare canyon dello Yellowstone river. In questa parte del parco il fiume corre in uno stretto canyon dalle pareti con dei colori particolarissimi, rossi, rosa\u2026 Sembra proprio la tavolozza di un pittore, piena di colori. Particolari sono anche le cascate presenti in quest\u2019area.<br \/>\n Lungo le strade e non solo incontriamo molti animali, cervi, antilocapre americane, bisonti, riusciamo perfino a vedere, in una di queste immense praterie verdi, un grizzly (con il binocolo) intento a mangiarsi quel che resta di un bisonte. Chiss\u00e0 Yoghi e Bubu dove sono\u2026 eh eh eh eh. <br \/>\n Il grande ecosistema di <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze23.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Yellowstone, che comprende anche la catena dei Teton \u00e8 la pi\u00f9 grande area naturale intatta di tutti gli Stati Uniti (se non si considera l\u2019Alaska). Tra le sue valli vivono cervi, orsi, bisonti, alci, antilocapre, castori, lontre e le aquile marine con la testa bianca. Quest\u2019ultima siamo riusciti a vederla anche noi! <br \/>\n Per la notte abbiamo prenotato un motel molto carino a West Yellowstone (Montanta &#8211; entrata ovest). La cittadina non \u00e8 tanto grande, ormai ci siamo abituati a questi paesi per cos\u00ec dire Western che non ci facciamo pi\u00f9 tanto caso. Dopo cena passeggiamo per la citt\u00e0 e ci dedichiamo anche a un po\u2019 di shopping. I negozi di souvenir abbondano ma noi scegliamo di \u2018lasciare\u2019 un po\u2019 di soldi in un negozio di articoli sportivi. <br \/>\n Pernottamento: Golden West Motel (429 Madison Avenue \u2013 West Yellowstone (MT) \u2013 406.646.7778 www.goldenwest.com) &#8211; 57,20$<br \/>\n Cena: McDonald\u2019s 11,18$<\/p>\n<p> Sabato 24 luglio 2004 \u2013 West Yellowstone \u2013 Yellowstone NP \u2013 West Yellowstone (km 323)<br \/>\n La nostra tabella di marcia, ci accorgiamo \u00e8 un po\u2019 stringata, forse avremmo dovuto dedicare un giorno di pi\u00f9 a questo parco per poterlo visitare con calma, ma il tempo \u00e8 quello che \u00e8 per cui cercheremo di sfruttare al meglio il nostro tempo. <br \/>\n Ci dirigiamo subito verso Mammoth Hot Spring (ingresso nord del parco), \u00e8 mattina presto e non fa ancora troppo caldo, momento ideale per percorrere un breve anello di 8 km che attraversa boschi di abeti, praterie, dove, a detta della guida si possono vedere: cervi, alci, antilocapre e, perfino qualche castoro nei pressi dei laghetti. E\u2019 la terza volta che veniamo in America e non siamo mai riusciti a vedere nemmeno l\u2019ombra di un castoro, per cui.. speranzosi ci avviamo lungo questo sentiero. Pi\u00f9 volte ci prende il dubbio di aver perso il sentiero o averne imboccato uno sbagliato perch\u00e9 l\u2019impressione che abbiamo \u00e8 proprio questa. Di tutta la super fauna che dobbiamo vedere, a parte le zanzare non si vede nulla.. Cammina e cammina\u2026 e ad un certo punto uscendo dal bosco vediamo un\u2019orsa e il suo cucciolo. Wow\u2026 Un orso bruno\u2026 incantati restiamo ad osservare il cucciolo che gioca nell\u2019erba alta. Il piccolo si sposta verso il bosco e noi, per vederlo bene iniziamo a spostarsi con lui, una rapida occhiata in giro e non vediamo pi\u00f9 l\u2019orsa. Non si capisce se ha gi\u00e0 raggiunto il limitare del bosco o \u00e8 nascosta tra l\u2019erba alta. La prudenza non \u00e8 mai troppa per cui rimaniamo dove siamo e dopo un po\u2019 il cucciolo sparisce alla nostra vista\u2026 Riprendiamo la nostra strada soddisfatti del incontro fin tanto che non raggiungiamo una famigliola americana che ci informa di aver visto ben 4 orsi bruni e un grizzly\u2026 miiiiii non si potevano stare zitti\u2026 un grizzly un po\u2019 pi\u00f9 vicino di quello di ieri lo avrei visto volentieri pure io. In ogni caso riprendiamo il nostro giro, i laghetti ci sono ma il castoro deve avere traslocato da parecchio\u2026 non ci sono nemmeno segni della sua presenza, o \u00e8 un castoro pigro o \u00e8 da parecchio che \u00e8 andato altrove. Pazienza\u2026 se non altro abbiamo visto un&#8217;altra volta l\u2019orso, non pensavamo di avere tanta fortuna e rivederlo cos\u00ec da vicino.<br \/>\n Il resto della mattinata lo dedichiamo alla visita all\u2019area di Mammoth Hot Springs, dove passerelle in legno consentono di andare ad ammirare da vicino le terrazze e le cascate di travertino prodotte dalla precipitazione dei sali minerali con l\u2019evaporazione delle acque delle sorgenti calde. Alcune foto al centro informazioni ritraggono la zona d\u2019inverno con la neve e i cervi comodamente seduti su queste terrazze a godersi il caldo delle sorgenti..<br \/>\n Nel pomeriggio invece andiamo a visitare la verde Lamar Valley (nord-est), uno dei pi\u00f9 incantevoli paesaggi del parco. E\u2019 anche una delle zone meno affollate.<br \/>\n Visto che di folla non ne abbiamo ancora avuto abbastanza andiamo a visitare anche la zona dei Geyser. Scegliamo di andare a vedere l\u2019Old Faithful Geyser (sud-ovest). Un pannello al centro informazioni riporta le probabili ore di eruzione dei vari Geyser presenti nell\u2019area. <br \/>\n Pernottamento: Golden West Motel (429 Madison Avenue \u2013 West Yellowstone MT \u2013 tel. 406.646.7778 www.goldenwest.com) &#8211; 57,20$<\/p>\n<p> Domenica 25 luglio 2004 \u2013 West Yellowstone \u2013 Glacier National Park \u2013 East Glacier (Montanta) (km 670)<br \/>\n Oggi ci aspetta una bella giornata in macchina\u2026ci lasciamo alle spalle lo Yellowstone e ci dirigamo verso il Glacier <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze24.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>National Park attraversando le infinite praterie del Montana. Nel pomeriggio arriviamo al GNP. Si tratta di un vero e proprio gioiello della natura nelle Rocky Mountain. Racchiude un\u2019area di circa 4040 kmq, e insieme al confinante parco nazionale canadese del Waterton Lakes forma il primo International Peace Park del mondo. Il Glacier National Park \u00e8 stato fondato nel 1910. Vivono in quest\u2019area animali come le capre delle montagne rocciose, cervi, orsi (sia grizzly che orsi bruni), marmotte, alci, castori, lontre, falchi e pernici. Il 1985 \u00e8 stato l\u2019anno del ritorno del lupo. Non \u00e8 che si \u00e8 presentato all\u2019ufficio dell\u2019anagrafe per fare la variazione di residenza, ma a partire dall\u2019inverno di quell\u2019anno una branco si \u00e8 stabilmente insediato nella zona, oggi il parco vanta ben 4 gruppi di lupi stabilmente presenti sul suo territorio. Tempi duri per Cappuccetto Rosso!!!<br \/>\n Il nostro motel si trova a East Glacier, piccolo centro nell\u2019angolo sud-est del parco. La reception del motel si trova presso il negozio del distributore di benzina. A gestire il tutto, negozio, motel, pompa di benzina e scopriremo in seguito anche un autonoleggio e un noleggio di macchinine per spostarsi sui campi da golf due signore parecchio attempate. Potrebbero essere madre e figlia visto che una \u00e8 molto pi\u00f9 anziana dell\u2019altra. Queste si che sono nonnine con il senso degli affari\u2026 non perdono mica tempo a sferruzzare sedute in giardino!!!<br \/>\n La camera non \u00e8 male anche se lo stile si pu\u00f2 dire \u00e8 un po\u2019 attempato come le proprietarie.. eh eh eh<br \/>\n Per cena andiamo in centro\u2026. Se cos\u00ec possiamo definire l\u2019unica via che attraversa il paese con un po\u2019 di vita. Pensando a questo viaggio mi ero fatta l\u2019idea di trovare l\u2019america delle grandi catene alimentari, negozi, ristoranti..e invece.. nulla di tutto ci\u00f2. Questa \u00e8 l\u2019America di provincia con i suoi piccoli negozi con ancora il frigo per la vendita del ghiaccio.. e se lo vendono vuol dire che c\u2019\u00e8 ancora qualcuno che compera questi blocchi di ghiaccio\u2026 Per cena scegliamo, non \u00e8 che ci sia molto da scegliere, comunque andiamo al Glacier Village Restaurant. Sono molto gentili e anche la cena \u00e8 ottima. <br \/>\n Finita la cena facciamo due passi per la via e ci fermiamo alla stazione ferroviaria, un\u2019immensa costruzione in legno molto ben tenuta. Consulto gli orari ferroviari e scopro che il treno passeggeri ferma ancora in questa stazione. I signori di TreniItalia dovrebbero prendere esempio, loro che vogliono far morire le piccole linee pendolari!!!<br \/>\n Pernottamento: Sears Motel (1023 Highway 49 north, East Glacier Park MT \u2013 Tel. 406.226.4432 www.glacierinfo.com\/sears.html) &#8211; 57,20$<br \/>\n Cena: Glacier Village Restaurant (304-308 Highway 2 East, East Glacier MT) \u2013 12,90$<\/p>\n<p> Luned\u00ec 26 luglio 2004 \u2013 East Glacier \u2013 Glacier NP \u2013 East Glacier (km 161)<br \/>\n Sveglia presto e subito in macchina\u2026 dobbiamo andare verso nord, verso il Canada, nella zona di Many Glacier, area che offre uno splendido spettacolo con i suoi ghiacciai che scendono dalle montagne. Noi abbiamo scelto di percorrere l\u2019Iceberg Lake Trail. Si tratta di un laghetto glaciale incastonato tra le montagne. <br \/>\n Lasciamo la macchina e ci incamminiamo per il sentiero. Un avviso informa che di recente \u00e8 stato avvistato un orso lungo questa via. Benissimo.. speriamo di avere un po\u2019 di fortuna e di vederlo anche noi. Veramente c\u2019\u00e8 da dire che questo sentiero ci \u00e8 stato consigliato proprio per questo motivo. Il nostro amico George, che vive da queste parti, ci ha suggerito di percorrere questo sentiero sia per la particolare bellezza del luogo ma anche perch\u00e9 questa \u00e8 la zona del parco che vanta la maggior concentrazione di orsi. <br \/>\n Il sentiero <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze25.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>alterna tratti nel folto della vegetazione con una scarsa visibilit\u00e0 di quanto ci circonda a zone di radure di arbusti aperte che invece consentono una buona visibilit\u00e0. Siamo molto fortunati\u2026 subito dopo una curva Marco si ferma immediatamente.. un esemplare di orso nero ha appena attraversato il sentiero e si \u00e8 fermato nel prato sotto il sentiero. Piano piano sbuchiamo dalla curva e ci andiamo a sistemare sopra in sentiero. Sarebbe una bellissima posizione da cui ammirare l\u2019orso se non fosse che lui (o lei) ci ha sentito\u2026 non ci ha visto, ma si \u00e8 rizzato in piedi.. ha annusato l\u2019aria ed \u00e8 scappato via di corsa. Bella fregatura\u2026<br \/>\n Il sentiero non copre un grosso dislivello (circa 360 m) ma \u00e8 piuttosto lungo, circa 15 km tra andate e ritorno, comunque in meno di due ore si raggiunge tranquillamente il lago.<br \/>\n Il lago si trova in un anfiteatro naturale; \u00e8 circondato da pareti di roccia che cadono a picco sulle rive del lago. Proprio come dice il nome, blocchi di ghiaccio si staccano dalle pareti nelle fredde acque del lago. Il paesaggio \u00e8 impressionante. La pace, il silenzio e la forza della natura \u00e8 sorprendente. Osservando con un binocolo si pu\u00f2 vedere le mountain goat muoversi in tutta naturalezza e scioltezza sulle rocce di queste ripide pareti. Con tutte le praterie a disposizione, dico io, proprio li dovevano piazzarsi.<br \/>\n L\u2019acqua del lago, proprio per il ghiaccio che ci scioglie dentro, non \u00e8 proprio tanto calda, io metto la mia bottiglia d\u2019acqua a raffreddarsi e in niente l\u2019acqua \u00e8 fresca\u2026 ma forse per gli americani abituati a tonnellate di \u2018ice\u2019 quest\u2019acqua \u00e8 solo freschina\u2026 4 ragazzini, nelle prime ore del pomeriggio, si tuffano nelle acque del lago. La loro \u00e8 una \u2018toccata e fuga\u2019, ma intanto hanno avuto il coraggio e l\u2019ardire di buttarsi in queste fredde acque.<br \/>\n Per cena ritorniamo al ristorante della sera prima, dove ci accolgono con un \u2018italiani\u2026 welcome\u2019.. si ricordano di noi.. eh eh eh eh.. Marco ordina una super insalatona mentre io mi scelgo una bistecca di bisonte con salsa di non so cosa.. veramente squisita\u2026. Alla cassa ci chiedono di tradurre il colore dello scontrino della carta di credito ( \u2018yellow\u2019) in italiano\u2026 dopo un po\u2019 di aiuti per la pronuncia il gestore arriva a dire il suo \u2018giallo\u2019 tutto soddisfatto.. mah\u2026 contento lui\u2026 <br \/>\n Pernottamento: Sears Motel (1023 Highway 49 north, East Glacier Park MT \u2013 Tel. 406.226.4432 www.glacierinfo.com\/sears.html) &#8211; 57,20$<br \/>\n Cena: Glacier Village Restaurant (304-308 Highway 2 East, East Glacier MT) \u2013 22$<\/p>\n<p> Marted\u00ec 27 luglio 2004 \u2013 East Glacier \u2013 Glacier NP \u2013 West Glacier (km 249)<br \/>\n Al mattino presto lasciamo il nostro motel in una triste giornata che pare autunnale. Il cielo \u00e8 coperto e tutte queste nuvole non promettono altro che pioggia. Il programma della mattinata prevede di arrivare fino al Logan Pass, luogo di partenza del sentiero scelto per oggi. Visto che non si tratta di un giro lungo strada facendo ci soffermiamo a vedere il panorama. Il Saint Mary Lake \u00e8 veramente immenso. Le montagne, i ghiaccia di questo parco sono veramente sensazionali.<br \/>\n Arrivati al Logan Pass lasciamo la nostra auto nel parcheggio del visitor centre e ci avviamo verso l\u2019Hidden Lake trail. La prima parte del sentiero, fino al punto panoramico che consente di vedere l\u2019Hidden lake dall\u2019alto, \u00e8 stata tutta attrezzata con passerelle in legno in modo da consentire anche ai disabili (voglio vedere chi spinge la carrozzella in salita) di raggiungere tale punto. Effettivamente il sentiero \u00e8 trafficatissimo e ci sono tante famigliole.<br \/>\n Arrivati al punto <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze26.jpg\" width=\"224\" height=\"300\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>panoramico il sentiero prosegue, fortunatamente senza passerelle e roba varia, fino all\u2019Hidden Lake, collocato in una conca. Poco oltre il punto panoramico incontriamo alcune mountain goat (capre di montagna) e parecchie marmotte, una in particolare continua a trotterellare davanti ai turisti che invece la ignorano e preferiscono fotografare le capre di montagna. Le Mountain goat non sono, infatti, molto infastidite dalla presenza dell\u2019uomo. Arrivati all\u2019Hidden Lake, ci accorgiamo che\u2026non c\u2019\u00e8 quasi nessuno\u2026 la gran parte della gente si ferma al punto panoramico, per cui le rive del lago sono deserte, tanto meglio. <br \/>\n Ritornati al parcheggio, ci aspetta una bella sorpresa\u2026. Provo a pigiare il nostro telecomandino della macchina per aprire il bagagliaio (che lusso eh.. lo apro per fino a distanza) e .. non succede niente, provo con le portiere idem.. alla fine mi riduco ad aprirla con la chiave. Carichiamo tutta la nostra roba, saliamo in macchina e ..ohi ohi ohi\u2026 non parte\u2026 si \u00e8 scaricata la batteria, abbiamo dimenticato le luci dei fari accese\u2026 miiii\u2026 questa non ci voleva.. proprio sta sera che avevamo un impegno per cena non sarebbe carino fare tardi. <br \/>\n Il parcheggio \u00e8 pieno di gente, chiediamo a quello che ha parcheggiato di fronte a noi che si prepara a partire se dispone dei cavi. Questo ci fa un lungo discorso facendoci presente che lui non ha i cavi perch\u00e9 la sua macchina \u00e8 a noleggio e che non ci conveniva chiedere a macchine targate Montana perch\u00e9 con molta probabilit\u00e0 erano a noleggio, ma di chiedere a macchine con targhe limitrofe\u2026 veramente mi sono cascate le braccia\u2026 noi siamo targati Oregon e si vede lontano un miglio che non siamo Americani\u2026 che razza di ragionamento ci viene a fare questo!?! Fatto sta che Marco va a chiamare un ranger.. che come nelle migliori tradizioni americane se ne arriva con un pk-up super potente che solo a metterlo in moto far\u00e0 andare met\u00e0 del carburante che ha nel serbatoio.. fatto sta che riusciamo a ripartire. <br \/>\n Seduto in completo relax poco lontano dal bordo della strada un maschio di muflone \u00e8 la causa di un ingorgo di macchine. Secondo me lo fanno apposta..<br \/>\n L\u2019area intorno al Logan Pass \u00e8 comunque molto bella, c\u2019\u00e8 tantissimo traffico e, pure qui, questa \u00e8 proprio una mania, stanno facendo dei lavori stradali, per cui la strada \u00e8 a senso unico alternato, con i soliti semafori eterni.<br \/>\n Il nostro motel si trova sulla strada che conduce ad Essex, anche questo lo abbiamo prenotato tramite Internet, \u00e8 anche l\u2019ultimo pernottamento che abbiamo prenotato in anticipo, da domani\u2026 l\u2019itinerario \u00e8 stato solo pensato e non formalizzato. Il posto \u00e8 carinissimo e i proprietari sono molto gentili ed ospitali. Il locale \u00e8 in perfetto stile country ha le pareti tappezzate di trofei di caccia, animali imbalsamati, uccelli.. etc\u2026 Marco si avvicina ad osservare le mountain goat e gli altri trofei. Bill, il proprietario gli fa cos\u00ec fare il giro turistico dei suoi trofei di caccia e gli racconta un po\u2019 di cose. Marco lavora anche con i cacciatori per cui \u00e8 quasi un divertimento sentire che, nonostante ci siano miglia e miglia di distanza, i discorsi che fanno sono sempre gli stessi\u2026 Fatto sta che ci indica un posto, un po\u2019 pi\u00f9 a sud di Essex dove c\u2019\u00e8 una salina e si possono osservare le capre di montagna. Se non si \u00e8 capito \u00e8 l\u2019animale preferito di Marco. <br \/>\n Lasciati i nostri nuovi amici ci prepariamo per la cena, abbiamo appuntamento a West Glacier con George e la sua famiglia, dopo tante mail finalmente ci conosceremo di persona. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze28.jpg\" width=\"224\" height=\"300\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Arriviamo con qualche minuto di anticipo perch\u00e9 non vogliamo far aspettare nessuno. Loro non ci sono ancora\u2026 speriamo solo di aver capito bene il luogo. Dopo qualche minuto arrivano. Mentre George parcheggia, Kate scende a darci il benvenuto nel loro paese. La serata \u00e8 stata carinissima, noi non parliamo un bell\u2019inglese, ma loro sono stati gentilissimi e hanno parlato meno velocemente di quello che sono abituati. E\u2019 stata una bella esperienza e una serata piacevole\u2026 Siamo andati a cenare in quello che si pu\u00f2 dire un \u2018very american restaurant\u2019.. come dice Marco.. nel ristorante del distributore, proprio come nei telefilm\u2026 uno spasso\u2026 forse l\u2019unico che si \u00e8 annoiato \u00e8 stato il loro figlio tredicenne\u2026 per lui non siamo stati un granch\u00e8 come compagnia. <br \/>\n Pernottamento e colazione: Middle Fork River Inn (Highway 2 mile 173 \u2013 Essex \u2013 MT www.middleforkriverinn.com) \u2013 53,45$ <\/p>\n<p> Mercoled\u00ec 28 luglio 2004 \u2013 West Glacier \u2013 Omak (Washington State) (km 715)<br \/>\n Fatta colazione al motel e caricata la nostra auto ci avviamo verso la salina che ci ha indicato Bill (Goat Lick Overlook). Troviamo facilmente l\u2019area e possiamo osservare una femmina e un piccolo di capra di montagna. Questa salina, una scarpata, molto ripida di terra che dal fitto del bosco scende fino alla riva del fiume, dove gli vengono a leccare il sale contenuto nelle rocce e nella sabbia di questa pareti. Mentre osserviamo i due animali sulle rive del fiume spunta un\u2019orsa bruna con il suo piccolo. Si carica il piccolo sulle spalle e a nuoto attraversa il fiume. Spettacolare\u2026 <br \/>\n Deliziati da questa vista ritorniamo verso West Glacier, dopo una veloce visita al Lake McDonald e a qualche negozio di souvenir saliamo nuovamente in macchina diretti verso lo stato di Washington. Il viaggio \u00e8 lungo.. lasciato il Montana ed entrati nell\u2019Idaho dobbiamo subito portare indietro il nostro orologio di un\u2019altra ora, e cos\u00ec sono nove le ore di fuso che ci separano da casa nostra.<br \/>\n Per pranzo ci fermiamo in un centro dell\u2019Idaho, lungo l\u2019autostrada. Seduti ad uno dei tavolini del parco adiacente all\u2019ufficio informazioni ci rilassiamo e studiamo la cartina. Tanto per curiosit\u00e0 faccio un piccolo salto all\u2019ufficio informazioni, dove vengo subito braccata da una nonnina che sicuramente si ricorda anche la guerra d\u2019indipendenza, tant\u2019\u00e8 giovane. Vuole sapere da dove vengo e scoperto questo mi infila sotto il naso il suo bel registro delle visite da firmare. La accontento e me ne esco con qualche opuscolo.<br \/>\n Riprendiamo il viaggio.. e attraversiamo cos\u00ec le enormi pianure dello stato di Washington all\u2019inizio ci incantano. <br \/>\n Per la notte di fermiamo ad Omak. Fa molto caldo e il paese \u00e8 praticamente deserto. Trovato <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze29.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>un motel per la notte cerchiamo un posto per fare cena. Il paese non offre molta scelta e alla fine, visto che la nostra camera \u00e8 dotata di un angolo cottura e un forno a microonde, comperiamo al supermercato una di quelle cene surgelate da cuocere al microonde che non hanno nulla da invidiare ai pasti offerti sugli aerei!!! <br \/>\n In zona dev\u2019esserci una grossa comunit\u00e0 messicana o qualcosa del genere perch\u00e9 al supermercato le scritte erano in inglese e in messicano. <br \/>\n Pernottamento: Stampede Motel (215 W. 4th St. \u2013 Omak \u2013 WY \u2013 Tel. 509.826.1161) \u2013 37,25$<\/p>\n<p> Gioved\u00ec 29 luglio 2004 \u2013 Omak \u2013 Okahogan National Forest \u2013 Concrete (km 243)<br \/>\n Lasciatoci alle spalle Omak ci dirigiamo verso il North Cascade National Park. Questa mattina non avevano intenzione di andare a camminare ma dopo una prima sosta al Washington Pass (1669 m) per ammirare le splendide vette dell\u2019Okanogan National Forest decidiamo di fare due passi per addentraci in questa foresta.<br \/>\n Il Washington Pass \u00e8 pressoch\u00e9 deserto, c\u2019\u00e8 un ampio parcheggio e un edificio che poteva essere un centro informazioni ma \u00e8 chiuso. Un breve percorso permette di raggiungere diversi punti panoramici. Stiamo per andare via quando arriva un\u2019altra macchina, parcheggiano e ne scende una famigliola canadese che sembra uscita da uno di quei film polpettoni che narrano di queste famiglie alternative che lasciano la civilt\u00e0 per andare a vivere sulle rive di chiss\u00e0 quale lago sperso nelle montagne canadesi dove immancabilmente c\u2019\u00e8 un orso che vuole assaggiare la famigliola appena il padre si allontana. Non ci crederete ma \u00e8 cos\u00ec.. padre e madre molto alternativi, e le loro due figlie adolescenti scendono dall\u2019auto e senza scarpe e si avviano verso il breve sentiero sterrato che conduce al bel vedere\u2026 <br \/>\n Ripresa l\u2019auto ci avviamo verso il punto di partenza dell\u2019Easy Pass Trail, un sentiero che in circa 11 km tra andata e ritorno con un dislivello di poco pi\u00f9 di 800 metri ci porter\u00e0 sul Easy Pass (2000 m circa) da cui potremmo ammirare la maestosit\u00e0 e i ghiaccia perenni della catena delle North Cascades. <br \/>\n Il sentiero \u00e8 molto lungo e faticoso, il primo tratto passa nel bosco, ma lasciato questo il sole cuocente di mezzogiorno ci accompagna fino in vetta al colle.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze30.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> La vista sui due versanti del colle \u00e8 spettacolare, il silenzio, la pace contribuiscono a rendere d\u2019effetto l\u2019imponenza di queste montagne. Poco prima di raggiungere il colle un cartello ci informava che stavamo per entrare nel territorio del parco. <br \/>\n Dopo un pranzettino veloce sul colle riprendiamo la lunga discesa fino alla nostra auto. <br \/>\n Per sostare in questa zona \u00e8 richiesto il Golden Eagle Pass, il National Park Pass non \u00e8 sufficiente poich\u00e9 siamo in una foresta nazionale e non in un parco.<br \/>\n Ripresa la nostra auto ci dirigiamo verso la nostra destinazione per la notte: l\u2019abitato di Concrete. La strada che percorriamo attraversa il parco a met\u00e0, \u00e8 anche l\u2019unica strada che lo attraversa, in un area che non \u00e8 propriamente parco ma \u00e8 definita Ross Lake National Recreation Area. Il Ross Lake e il Diable Lake con i suoi colori sono molto suggestivi, soprattutto per la cornice in cui sono inseriti, ma una visita solo in auto di questo parco non consente di vedere la maestosit\u00e0 di queste montagne, non visibili appieno da questa strada.<br \/>\n L\u2019abitato di Concrete \u00e8 tutto un cantiere. Stanno rifacendo i mando stradale della via principale. Sar\u00e0 forse per questo o chiss\u00e0 per cos\u2019altro ma ci appare un posto molto inospitale. In questa zona abita una ragazza svizzera che, a una delle nostre mail per chiedere informazioni, aveva risposto inviandoci parecchia documentazione e una breve lettera di se. Vive qui da quando si \u00e8 sposata e ha lascito la Svizzera. Se fossimo arrivati ieri avremmo potuto passare a ringraziarla, il mercoled\u00ec \u00e8 il giorno in cui l\u2019avremmo trovata all\u2019ufficio informazioni di Concrete. <br \/>\n Troviamo un motel per la notte fuori del paese, vicino ad un ristorante, un supermercato e qualche altro esercizio commerciale. Il motel \u00e8 molto bello e la stanza \u00e8 molto grande e visto il nostro programma per il giorno seguente decidiamo di fermarci due notti.<br \/>\n Per cena andiamo nel ristorante adiacente al motel. Sarebbe piaciuto a mia mamma. Lo stile <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze31.jpg\" width=\"224\" height=\"300\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>del locali, tavolini compresi, \u00e8 decisamente country. Sulle pareti e al soffitto pendono una valanga di pezzi di storia pionieristica, vecchi fucili, targhe, utensileria varia, foto, trofei di caccia, pentolame, perfino una caffettiera, sembra un museo pi\u00f9 che un ristorante. La cena \u00e8 ottima, io mi prendo un super Hamburgher con la cotoletta grigliata di pollo e Marco un\u2019insalatona.<br \/>\n Pernottamento: North Cascade Inn (44618 Highway 20, Concrete &#8211; WA) \u2013 65$<br \/>\n Cena: North Cascade Inn (44618 State Route 20 \u2013 Concrete &#8211; WA) \u2013 20$<\/p>\n<p> Venerd\u00ec 30 luglio 2004 \u2013 Concrete \u2013 North Cascade National Park \u2013 Concrete (km 129)<br \/>\n Sveglia presto e subito in macchina per raggiungere il punto di partenza del sentiero di oggi. Dovremmo percorrere parecchia strada sterrata prima di lasciare la nostra auto. Nel parcheggio ci sono molte auto, questo \u00e8 infatti il punto di partenza di parecchie escursioni e ascese alpinistiche sulle vette circostanti. <br \/>\n Lasciata la nostra auto prendiamo il Cascade Pass Trail, sentiero che ci porter\u00e0 sul Cascade Pass. Usciti dal folto del bosco il sentiero diventa molto panoramico, sullo sfondo si possono ammirare i ghiacciai dell\u2019Eldorado Peak<br \/>\n La vista dal colle \u00e8 spettacolare, e visto che \u00e8 ancora presto decidiamo di proseguire e prendiamo il sentiero che conduce ad un punto panoramico migliore del colle stesso. Con il binocolo riusciamo perfino a vedere le cordate di alpinisti che attraversano i ghiacciaio della Sahale Mountain. <br \/>\n Rispetto agli altri parchi ci sembra che la fauna qui scarseggi un tantino, a parte un cervo e i soliti scoiattolini di terra non abbiamo incontrato altro.<br \/>\n Per cena torniamo nello stesso ristorante della sera prima. Fortuna che io tengo tutte le ricevute della carta di credito perch\u00e9 una volta a casa, controllando l\u2019estratto conto della carta, mi sono accorta che ci avevano addebitato 10$ in pi\u00f9. Ma visto che io ero in possesso di tutta la documentazione per dimostrare l\u2019errore nell\u2019estratto conto del mese successivo ci sono stati restituiti. Voglio pensare che sia stato un errore in buona fede e non un tentativo di fregarci.<br \/>\n Pernottamento: North Cascade Inn (44618 Highway 20, Concrete &#8211; WA) \u2013 65$<br \/>\n Cena: North Cascade Inn (44618 State Route 20 \u2013 Concrete &#8211; WA) \u2013 17,50$<\/p>\n<p> Sabato 31 luglio 2004 \u2013 Concrete \u2013 Mt Baker National Forest \u2013 Marysville (km 364)<br \/>\n Il programma della giornata di oggi prevede la visita al Mount Baker National Recreation Area. Anche questo non \u00e8 un parco e quindi il National Park Pass non basta, serve il Golden Eagle Pass, oppure si paga il biglietto giornaliero. La scelta di visitare quest\u2019area l\u2019abbiamo fatta dopo aver visto degli opuscoli che ritraevano questa montagna, con i suoi 3286 metri e il suo imponenti ghiacciai sembra dominare l\u2019area che la circonda. E\u2019 perfino pi\u00f9 imponente delle vette del vicino North Cascades National Park.<br \/>\n Arriviamo sul posto molto presto, prima una breve sosta al Picture Lake nelle cui acque si specchia il monte Shukasa, e dopo presi i nostri zaini ci avviamo verso il Ptarmigian Ridge Trail. Il sentiero dopo un primo tratto in falsopiano, scende parecchio per poi risalire. La zona \u00e8 ancora molto innevata e il sentiero attraversa diversi nevai. In cielo non ci sono nuvole ma, come succede sulle nostre montagne d\u2019estate piano piano la nebbia arriva e prima di pranzo il monte Baker \u00e8 nascosto nelle nebbie.<br \/>\n Ripresa la macchina decidiamo di fermarci per la notte lungo la strada che porta a Seattle in modo da avere meno strada da percorrere domani. Ci fermiamo al Smokey Point Studio dove al vicino Safeway (supermercato), comperiamo una bella cenetta cinese in quelle confezioni di cartone rettangolari che si vedono sempre nei telefilm. Alla cassa, il commesso, ci fa tutto un discorso sui vantaggi nell\u2019avere la tessera del supermercato, bah.. ma non si vede che siamo turisti!?! <br \/>\n Una cosa curiosa.. in un area di sosta dell\u2019autostrada c\u2019era un chioschetto artigianale con due signore di mezza et\u00e0 che offrivano, in cambio di un\u2019offerta, caffe agli automobilisti. <br \/>\n Pernottamento: Smokey Point Studio (17329 Smokey Point drive, Marysville \u2013 Tel. 360.659.8561 \u2013 WA) \u2013 66,25$<\/p>\n<p> Domenica 1 agosto 2004 \u2013 Smokey Point \u2013 Dungeness National Wildlife Refuge \u2013 Port Angels (km 318)<br \/>\n Ripresa l\u2019autostrada, guidiamo verso l\u2019Olympic Peninsula. Attraversiamo Seattle, chiamata cos\u00ec in onore di un capo tribu, dove abbiamo deciso di non fermarci. L\u2019autostrada comunque attraversa la citt\u00e0 avvolta in una leggiera nebbiolina a bassa quota. Si vede la cima della Space Needle, la grossa torre che gira, spuntare dalle nebbie. L\u2019autostrada, notiamo che ha una corsia riservata ai mezzi pubblici e ai veicoli con almeno due persone a bordo. <br \/>\n Raggiunta la penisola, una prima sosta la facciamo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze32.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>al Dunages National Wildlife Reduce, poco prima di Port Angels. L\u2019ingresso costa 3$, a meno che non si possegga uno dei tanti tipi di permessi annuali che esistono, quale per esempio il Golden Eagle Pass. In ogni caso occorre compilare un foglietto da mettere in una busta dove o si indicano i propri dati e o gli estremi del pass oppure si infilano 3$ nella busta. Una volta sigillata, la busta va infilata in un apposito contenitore. In ogni caso sul posto sono presenti dei volontari che oltre ad aiutare i turisti in questa strana forma di pagamento del biglietto forniscono anche una mappa dell\u2019area. Il tizio ci chiede se abbiamo con noi delle maglie perch\u00e9 l\u2019aria sull\u2019oceano Pacifico \u00e8 molto fredda. Nessun problema.. nello zainetto abbiamo tutto il necessario contro il freddo. <br \/>\n Dopo aver camminato un po\u2019 nella foresta si esce sulla spiaggia. Il rifugio infatti comprende un ampio pezzo di mare e di spiaggia fino ad un faro; \u00e8 per\u00f2 visitabile solo una porzione di questa riserva. La giornata non \u00e8 delle migliori, l\u2019aria \u00e8 gelida e il pile \u00e8 appena sufficiente, mentre la vista \u00e8 pressoch\u00e9 inesistente. La nebbia che dall\u2019oceano arriva investe tutta la costa. E\u2019 un peccato perch\u00e9 si poteva vedere l\u2019isola di Vancouver.<br \/>\n Tra l\u2019altro, in questa tratta di mare si possono anche osservare le balene, in zona organizzano anche delle escursioni in battello. <br \/>\n Nel pomeriggio ci dirigiamo a Port Angels dove cerchiamo un motel per la notte e ne troviamo uno carino e piuttosto economico. Invece della solita chiave ci viene data una tessera magnetica da infilare in un apposita fessura nella porta. Motel high teck, direbbe un nostro amico, a me per\u00f2 sta tesserina non mi d\u00e0 troppa fiducia. <br \/>\n La nebbia sembra proprio intenzionata a non andarsene, passeggiamo un po\u2019 per il paese e sul molo dove ci sono delle sculture di sabbia, ma l\u2019aria che arriva dall\u2019oceano \u00e8 molto fredda,<br \/>\n Per cena, nonostante i tanti locali presenti in citt\u00e0, optiamo nuovamente per una cena cinese presa al take-away del supermercato e per una torta di quelle stile nonna papera. Sarebbe stato tutto perfetto se non per la carne che aveva una salsa un po\u2019 troppo piccante per i miei gusti e la torta di nonna papera: una sorta di crostata con al suo interno una specie di composta di frutta. Premesso che se la pasta lo zucchero non l\u2019ha neanche visto di striscio il ripieno proprio non sa cosa sia, dire che non era un granch\u00e8 \u00e8 quasi fargli un complimento. In fatto di dolci proprio non ci siamo.<br \/>\n Pernottamento: Aircrest Motel (1006 E. front Street \u2013 Port Angels \u2013 Tel. 360.452.9255 \u2013 aircrest@tenforward.com WA) 52,95$<\/p>\n<p> Luned\u00ec 2 agosto 2004 \u2013 Port Angels \u2013 Olympic National Park \u2013 Forks (km 251)<br \/>\n Dopo una bella colazione a base di pane e marmellata, la torta l\u2019abbiamo fatta finire nel cestino perch\u00e8 il nostro stomaco si rifiutava di mangiarla, ci incamminiamo verso l\u2019ingresso <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze34.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>dell\u2019Olympic National Park. L\u2019Unesco ha dichiarato questo parco Riserva nazionale della biosfera il 26 ottobre 1976. Pi\u00f9 tardi, la World Heritage Convention, 27 ottobre del 1981, gli ha conferito il World Heritage Site, un riconoscimento che viene conferito, a livello mondiale, alle aree di particolare interesse naturale e culturale. Per farci un idea sono World Heritage Site anche l\u2019antica Tebe (le piramidi d\u2019Egitto) o la barriera corallina in Australia. <br \/>\n La caratteristica che rende unico questo parco, qualcuno vorrebbe istituire un numero chiuso di visitatori all\u2019anno, \u00e8 quella di essere tre parchi in uno, perch\u00e9 sono infatti tre gli ecosistemi presenti in esso: si passa la foresta subalpina alle vette innevate delle Olympic Mountain, alla foresta pluviale ed infine ad una striscia di costa selvaggia a strapiombo sull\u2019oceano Pacifico. <br \/>\n Il programma di oggi prevede solo una breve escursione sull\u2019Hurricane Hill (m 1755) da cui si possono ammirare le vette dell\u2019Olympic Mountain e le coste della Olympic Peninsula e dell\u2019isola canadese di Vancouver. Il tempo \u00e8 serenissimo in montagna ma sulla costa c\u2019\u00e8 la stessa nebbiolina di ieri, forse un po\u2019 meno densa perch\u00e9 si riesce a vedere la sagoma dell\u2019isola di Vancouver. <br \/>\n Vediamo un cervo e qualche esemplare di Olympic marmot, che emettono un fischio che pare quello di una persona, parecchio differente rispetto al fischio che emettono le nostre marmotte alpine. <br \/>\n L\u2019isolamento della penisola in era glaciale ha portato allo sviluppo di fauna e flora endemiche, ossia proprie solo di questa zona. Tra gli animali vi \u00e8 una specie particolare di marmotta e il cervo di Roosvelt. Sembra che il parco sia stato istituito anche con l\u2019intento di proteggere questo cervo dal dorso bianco, che per\u00f2 noi non abbiamo avuto l\u2019onore di ammirare, eppure dicono che ce ne sono parecchi.<br \/>\n Il sentiero, circa 4,8 km andata e ritorno, parte da Hurricane Ridge.<br \/>\n Nel pomeriggio ci spostiamo sul lato sud-ovest del parco, dove andiamo a percorrere un breve sentiero (Spruce Nature Trail, circa 2 km) all\u2019interno della Hot Rain Forest. Dicono che ci siano i cervi ma noi non vediamo un bel niente se non tanta, ma tanta gente. E\u2019 strano\u2026 sta mattina eravamo seduti su un cucuzzolo ad ammirare le innevate vette delle Olympic Mountain mentre ora stiamo camminando nel folto della vegetazione in questa foresta che non ha nulla da invidiare a quelle fluviali, enormi alberi secolari, felci, muffe. <br \/>\n Rientrati a Forks, dove abbiamo deciso di pernottare, passiamo all\u2019ufficio informazioni del parco a prendere l\u2019orario delle maree. Domani vogliamo andare a visitare le spiagge del parco. Occorre andare a visitarle quando c\u2019\u00e8 la bassa marea, il mare si ritira e nelle pozze (dette tide pools) che rimangono sulla spiaggia si possono ammirare stelle di mare, anemoni e altre creature marine. E\u2019 per\u00f2 importante conoscere gli orari esatti delle basse maree.<br \/>\n La nostra camera \u00e8 carina, nulla di particolare, ma l\u2019esterno del motel \u00e8 particolare. Il porticato davanti alle camere brulica di vasi di fiori come pure il cortile e il giardino adiacente, la reception invece \u00e8 invasa dalle bambole. Un posto particolare.<br \/>\n Forks \u00e8 un paesino piccolo, tranquillo.. c\u2019\u00e8 un supermercato che vende di tutto, ma proprio di tutto. E anche qui.. l\u2019immancabile congelatore con il ghiaccio, mi piacerebbe proprio sapere chi lo usa ancora. <br \/>\n Per la cena andiamo al Pacific Pizza,<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze35.jpg\" width=\"224\" height=\"300\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> funziona un po\u2019 come pizza hut\u2026. Scegli la dimensione della tua pizza e cosa ci vuoi mettere sopra. Restano sempre perplessi dal fatto che sulla nostra pizza ci vogliamo mettere sempre e solo pomodoro, formaggio e prosciutto. Osservando i tavoli vicino vediamo certi accostamenti di gusti che farebbero venire i capelli dritti ad un qualunque pizzaiolo in Italia.<br \/>\n Pernottamento: Town Motel (1080 S. Forks Avenue \u2013 Forks \u2013 Tel. 360.374.6231 \u2013 WA) \u2013 55,12$<br \/>\n Cena: Pacific Pizza (870 Forks Avenue \u2013 Forks \u2013 WA) \u2013 15,60$<\/p>\n<p> Marted\u00ec 3 agosto 2004 \u2013 Forks \u2013 Olympic National Forest \u2013 Emunclaw (km 404)<br \/>\n Ahi ahi ahi.. il bel tempo che fino ad ora ci ha accompagnato sta mattina ha deciso di farsi un giro altrove. Una leggera pioggerellina e una nebbiolina da novembre ci accoglie al nostro risveglio.<br \/>\n Poco male, noi a vedere le spiagge ci andiamo comunque. Armati di k-way e indossati gli scarponi per non bagnarci ci avviamo alla spiaggia. I sentieri che conducono alle spiagge attraversano prima questa specie di foresta, fitta fitta, che con la pioggia sembra quasi di essere in Amazzonia, per poi sbucare improvvisamente sulla spiaggia. La guida dice di osservare bene la zona in cui si sbuca perch\u00e9 poi si potrebbero avere delle difficolt\u00e0 a trovarla, ma degli enormi cartelli stile quelli dei divieti di accesso sono posti in corrispondenza dell\u2019inizio dei sentieri, per cui, o uno \u00e8 gnugnu o la strada di casa la trova come niente. <br \/>\n Con la bassa marea, il mare si \u00e8 ritirato parecchio lasciando di tanto in tanto delle pozze. Passeggiamo un po\u2019 sulla spiaggia. L\u2019odore del mare, il rumore dell\u2019acqua, il verso dei gabbiani, sarebbe tutto perfetto se non che Marco, che non ama il mare, si lamenta perch\u00e9 le suole dei suoi poveri scarponi d\u2019alta montagna si stanno inzuppando si sabbia. Gliel\u2019avevo detto io di mettere i sandali!!!<br \/>\n Vediamo parecchie anemoni e stelle di mare e per poco non ricevo un pesce sulla testa. Un gabbiano o un cormorano in volo lascia cadere il suo pesce mezzo mangiato che atterra a meno di quaranta centimetri da me! <br \/>\n Terminata la visita alla spiaggia riprendiamo il viaggio verso la nostra prossima destinazione, il Mt Rainier National Park, le cui foto hanno entusiasmato Marco non poco. Il monte Rainier, con i suoi 4892 metri d\u2019altezza \u00e8 la vetta pi\u00f9 alta della catena delle North Cascades, da il nome all\u2019omonimo parco nato come il quinto parco degli Stati Uniti il 2 marzo 1899. Si tratta di un vulcano tutt\u2019ora attivo le cui ultime eruzioni sono state segnalate nell\u2019ottocento. Ogni anno circa 4500 alpinisti si arrampicano sulla sua vetta perennemente innevata, io non sar\u00f2 uno di questi.. eh eh eh<br \/>\n L\u2019abitato di Emunclaw non \u00e8 tanto piccola ma la citt\u00e0 vanta solo due motel, o per lo meno questi sono quelli che ho visto e che la gentile signora dell\u2019ufficio informazioni mi ha indicato. Veramente ero anche entrata per chiederle se aveva una cartina stradale dell\u2019Oregon e me ne sono uscita con la cartina dello stato di Washington che non \u00e8 proprio la stessa cosa, ma non mi sono osata di dirle che ne avevo gi\u00e0 due in macchina per non parlare di quelle che invece ho lasciato a casa. Una visita agli uffici informazione dei piccoli centri, secondo me \u00e8 da fare\u2026 a parte l\u2019enorme quantit\u00e0 di materiale che ci si trova, la cortesia con cui ti accolgono e la disponibilit\u00e0 di queste persone \u00e8 impressionante. Il pi\u00f9 delle volte ci sono delle signore di una certa et\u00e0 che oltre a dare indicazioni e opuscoli offrono anche biscotti e caff\u00e8. <br \/>\n Il motel che scegliamo non \u00e8 niente male, la nostra stanza \u00e8 al primo piano in posizione d\u2019angolo. E\u2019 molto spaziosa ed \u00e8 perfino dotata di un balconcino.<br \/>\n Pernottamento: King\u2019s Motel (1334 Roosvelt Avenue, Emunclaw \u2013 Tel. 360.825.7552 \u2013 WA) \u2013 63,95$<\/p>\n<p> Mercoled\u00ec 4 agosto 2004 \u2013 Emunclaw \u2013 Mt Rainier National Park \u2013 Greenwater (km 172)<br \/>\n Sveglia presto e subito in macchina per raggiungere la zona di Sunrise nel Mt Rainer National Park. Si tratta di un zona che offre vedute mozzafiato sul Monte Rainer e i suoi ghiacciai, ed \u00e8 anche la strada che raggiunge la quota pi\u00f9 alta del parco, cos\u00ec dice la guida. <br \/>\n Lasciata la nostra <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze37.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>macchina nel vuoto, per ora, parcheggio di Sunrise ci avviamo verso il Burroughs Mountain Trail. Si tratta di un sentiero lungo 11,2 km tra andate e ritorno che in circa 3 ore, consente di raggiungere prima la vetta della First Burroughs caratterizzata da un paesaggio tipico da tundra e dopo la Second Burroughs da cui sembra quasi di toccare la vetta del monte Rainier. La parte alta del monte Rainier e dei suoi ghiacciai, \u00e8 immersa nella nebbia e solo a momenti \u00e8 visibile. In ogni casocon un po\u2019 di pazienza e tanta fortuna riusciamo anche a vedere anche la vetta di questa montagna. E\u2019 veramente maestosa, Marco ne \u00e8 affascinato e attratto.<br \/>\n Decidiamo di pranzare sulla Second Burroughs come altre persone giunte dopo di noi. In lontana si vede un branco di Mountain Goat che pascola tranquillo. Nel parco, dicono le guide, risiedono anche orsi, cervi, puma, linci, marmotte, castori e procioni.. ma noi abbiamo visto ben poco a parte qualche cervo, i soliti scoiattolini, qualche marmotta e le capre di montagna. <br \/>\n Il pranzo \u00e8 stato allietato dalla compagnia di un simpatico, ma altrettanto invadente, Columbian Ground Squirrel (scoiattolo di terra). Effettivamente ce n\u2019era pi\u00f9 d\u2019uno che si aggirava nella zona ma di temerario e coraggioso come questo c\u2019era solo lui. Non solo si avvicinava alle persone senza timore, ma ti passava sulle scarpe, sulle gambe, si fermava a guardati e \u2026. Sono perfino dovuta andare a recuperare nel mio zaino. Il mio piccolo amico ha trovato lo zaino aperto e si \u00e8 infilato dentro. Con delicatezza e senza stringere forte l\u2019ho afferrato, pensavo che avrebbe reagito, magari mordendomi, invece.. niente paura\u2026 l\u2019ho preso e posato fuori dallo zaino e lui non ha fatto una piega. Finita l\u2019esperienza con il mio zaino ha deciso di andare a terrorizzare una signora saltandogli sulla schiena.. la scena \u00e8 stata comica.. questa che urlava e le amiche che cercavano di allontanarlo con i bastoncini telescopici.. eh eh eh<br \/>\n Alla fine abbiamo dovuto dividere il nostro pranzo con il nostro amico. Non riuscivo a preparare i panini perch\u00e9 lui non si toglieva di torno, cos\u00ec ho dovuto dargli un pezzetto di pane per tenerlo impegnato.<br \/>\n Dopo pranzo riprendiamo il cammino, il sentiero prosegue e consente di raggiunge un altro cucuzzolo da cui, per pochi minuti, abbiamo potuto vedere altri imponenti ghiacciai di questa montagna. <br \/>\n Pernottamento: King\u2019s Motel (1334 Roosvelt Avenue, Emunclaw \u2013 Tel. 360.825.7552 \u2013 WA) \u2013 63,95$<br \/>\n Cena: MCDonald\u2019s \u2013 11,37$<\/p>\n<p> Gioved\u00ec 5 agosto 2004 \u2013 Emunclaw \u2013 Mt Rainier NP \u2013 Morton (km 273)<br \/>\n Ci svegliamo e sta piovendo. Dobbiamo percorrere parecchia strada per raggiungere la parte sud del parco, per cui, anche se il tempo non \u00e8 bello non rimaniamo a poltrire a letto pi\u00f9 del necessario. A Paradise Area, la nostra meta di oggi, il tempo \u00e8 piovoso e fa freddo. E pensare che per oggi avevamo in programma un sentiero che ci portava ai piedi del ghiacciaio. La nebbia \u00e8 troppo bassa e la visibilit\u00e0 \u00e8 scarsissima. Giriamo nei dintorni di Paradise tutta la mattina, visitiamo le Narada Falls, il centro visitatori che racconta un po\u2019 la storia della montagna, del parco e dei suoi animali.<br \/>\n Nel pomeriggio stufi di questo girare a vuoto e visto che la pioggia ha cessato di cadere ci incamminiamo, come tanti altri, a percorrere i brevi sentieri che si diramano nei dintorni della Paradise Area. Scegliamo il Panorama Trail. A tratti la nebbia si dirada e ci permette di vedere l\u2019ambiente che ci circonda. Purtroppo al Panorama Point la nebbia la fa da padrona. Su un nevaio piuttosto verticale alcune persone stanno facendo delle esercitazioni di soccorso alpino, mentre pi\u00f9 in la un gruppetto di novellini alpinisti (lo si deduce dagli scarponi freschi di negozio) si esercita a frenare una caduta con la piccozza. <br \/>\n Il sentiero in pi\u00f9 punti attraversa dei nevai, alcune persone o non hanno letto il cartello all\u2019inizio del sentiero o hanno sottovalutato la cosa visto che si ritrovano a scivolare sulla neve, e quindi a dover tornare indietro, poich\u00e8 le loro scarpe non sono affatto adatte ad attraversare questi tratti innevati. <br \/>\n Speranzosi che forse la giornata di domani possa essere di bel tempo non ci vogliamo allontanare molto da questa zona. Cerchiamo quindi un pernottamento a Ashford, localit\u00e0 all\u2019ingresso sud del parco, ma non troviamo nulla che fa al caso nostro. Ho un elenco di pernottamenti ma certi posti non riusciamo nemmeno a trovarli. Alla fine ripieghiamo su Morton dove l\u2019unico motel disponibile che fa al caso nostro non \u00e8 affatto economico. Abbiamo trovato un motel pi\u00f9 economico ma era una stanza per fumatori e appena aperta la porta la puzza del fumo ci ha invaso. Va beh.. poco male\u2026 come direbbe un nostro amico\u2026 \u201cquesta sera motel da signori\u201d. Niente da dire sul motel, molto grande e molto bello. La tariffa prevede anche la colazione. La signora della reception si \u00e8 vivamente raccomandata che firmassimo il suo registro degli ospiti perch\u00e9, ci ha detto, era la prima volta che ospitava degli italiani\u2026poteva pure farci un po\u2019 di sconto.. eh eh eh he<br \/>\n Per la cena \u2026. A parte un ristorante messicano che escludo perch\u00e9 non mi piace questo tipo di cucina, c\u2019\u00e8 un solo altro locale dove ci mangiamo il solito hamburger con patatine, il men\u00f9 non \u00e8 che offriva molto da scegliere.<br \/>\n Pernottamento e colazione: Seasons Motel (200 Westlake Avenue \u2013 Morton \u2013 WA) \u2013 76,79$<br \/>\n Cena: 10,92$<\/p>\n<p> Venerd\u00ec 6 agosto 2004 \u2013 Morton \u2013 Mount St. Helens National Volcanic Monument \u2013 Longview (km 240)<br \/>\n Ci svegliamo e il tempo non \u00e8 affatto migliorato. Considerato che il tempo non era molto diverso da quello di ieri abbandoniamo l\u2019idea di tornare al Monte Raineir e ci dirigiamo cos\u00ec verso il Mt St. Helens National Volcanic Monument. Il 18 maggio 1980 l\u2019eruzione del Monte St Helens spazz\u00f2 via 396 m della sua cima incenerendo centinaia di chilometri quadrati di foresta, uccidendo moltissimi animali e anche alcune persone, tra cui il proprietario di un lodge sulle rive dello Spirit Lake che si era rifiutato di lasciare la sua casa e alcuni boscaioli che stavano lavorando nella zona. <br \/>\n Per visitare la zona non si capisce bene che razza di permesso bisogna avere, fatto sta che a noi tocca di pagare il biglietto. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/statiuniti\/vacanze38.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Ci sono pi\u00f9 centri visitatori, ubicati in zone differenti, e ognuno prevede il pagamento di un diverso biglietto. Tutto un po\u2019 in contrasto con quanto visto fin ora. Il tempo non \u00e8 bello e le nebbie basse non ci premettono di vedere il vulcano. Visitiamo un visitor centre dove un percorso illustra la storia del vulcano e delle immagini documentano la spettacolare eruzione del 1980. In attesa che smetta di piovere decidiamo di andare ad assistere alla proiezione di due filmati, uno sulla storia dell\u2019eruzione e uno sulla situazione dei vulcani negli Stai Uniti, tutta la costa ovest \u00e8, infatti, un susseguirsi di vulcani. I due filmati sono molto interessanti anche se non possiamo fare a meno di notare lo stile dei documentari del tipo \u2018guardate quando siamo bravi noi americani a dominare la natura\u2019.. eh eh eh\u2026anche loro non sono perfetti!<br \/>\n Percorriamo la strada (la Hwy 504) che ci porta proprio al centro dell\u2019area di eruzione ma il tempo non migliora e l\u2019unica cosa che possiamo vedere \u00e8 il fondo valle colmo di lava dove la natura piano piano sta rinascendo. Con il binocolo Marco vede anche dei cervi pascolare in un punto dove \u00e8 gi\u00e0 ricresciuta l\u2019erba. In alcuni punti del parco, per effetto di un rimboschimento ad opera dell\u2019uomo, la forza distruttiva del vulcano si nota appena.<br \/>\n Le guide riportano che al termine di questa strada ci sia un ottimo punto panoramico da cui si riesce a vedere la cupola di lava all\u2019interno del cratere. <br \/>\n Per la notte scegliamo un motel a Longview, cittadina sulle rive del Columbia River. <br \/>\n Dopo una pizza veloce da Pizza Hut e un salto da Safeway, dove la commessa voleva farci a tutti i costi la tessera per gli sconti, rientriamo in camera dove ci aspetta l\u2019arduo lavoro di far stare tutto dentro le nostre valigie. Fortuna che la nostra stanza \u00e8 molto spaziosa perch\u00e9 sta sera di spazio ce ne serve proprio tanto. <br \/>\n Pernottamento: Town House Motel Longview (744 Washington Way \u2013 Lonwview \u2013 Tel. 360.423.7200 \u2013 WA) \u2013 46,50$<\/p>\n<p> Sabato 7 agosto 2004 \u2013 Longwiew \u2013 Mount St. Helens NVP &#8211; Portland (Oregon) (km 281)<br \/>\n Se il tempo fosse stato sempre dalla nostra parte questa mattina saremmo dovuti andare a vedere il monte Hood in Oregon a poche miglia da Portland e invece anche se la giornata di oggi non sembra essere \u00e8 delle migliori riprendiamo la strada del monte St Helens speranzosi di riuscire a vedere la vetta del vulcano. Effettivamente la giornata \u00e8 migliore di quella di ieri anche se non si pu\u00f2 definire bella, perch\u00e9 per lo meno riusciamo a vedere le pendici di questo monte ma.. ahim\u00e8 niente punta. <br \/>\n Purtroppo il tempo stringe per cui non ci resta che prendere la strada verso l\u2019aeroporto di Portland, che si trova subito dopo aver attraversato il fiume Columbia su cui passa anche il confine dei due stati. Lasciamo l\u2019auto all\u2019Avis dove ci accoglie un addetto di origine rumena che parla meglio l\u2019italiano dell\u2019inglese, un ometto simpatico e gentile. <br \/>\n Dopo un ultimo sguardo alla nostra auto che ci ha fatto compagnia per tre settimane ci avviamo verso il terminal delle partenze con la consapevolezza che la nostra vacanza \u00e8 proprio finita!<br \/>\n I controlli sono sempre molto minuziosi. Al check-in controllano i passaporti e mettono la solita striscia con le destinazioni ai bagagli, ma non li ritirano. Devono infatti, passare un altro controllo: vengono infilate in un aggeggio simile a quello del controllo dei bagagli a mano. Si lascia le valigie da un lato e le si guarda passare\u2026 se gli addetti vedono sui loro monitor cose poco chiare o dubbie aprono la valigia e ne verificano il contenuto. E\u2019 per questo che un avviso spiega di non sigillare le valigie prima di questo controllo perch\u00e9 se si aprono bene altrimenti spaccano le serrature per aprirle, l\u2019avviso da ad intendere che non sono disposti ad andare troppo per il sottile. Ultimato il controllo le valigie vengono, sistemate dagli addetti su appositi carrelli. Se uno vuole chiuderle per benino, per esempio con una chiave o un lucchetto, devo chiedere all\u2019addetto di farlo al posto suo perch\u00e9 dopo il controllo non lasciano pi\u00f9 che nessuno si avvicini alle valigie all\u2019infuori del loro personale.<br \/>\n I nostri posti sul volo sono vicino al finestrino. La rotta del volo \u00e8 in questa fare iniziale molto panoramica. Chi siede a destra del velivolo come noi pu\u00f2 ammirare le viste dall\u2019alto del monte Hoods della vetta del vulcano St Helens e la vicina vetta del monte Adams (sito in una riserva indiana), il maestoso monte Raineir e le vette della catena delle North Cascades, mentre chi siede a sinistra giover\u00e0 della vista della Olympci peninsula e di Seattle. Noi siamo pi\u00f9 che soddisfatti della nostra vista, possiamo finalmente vedere le cime di queste montagne che spuntano dalle nebbie.<br \/>\n E cos\u00ec \u00e8 finito anche questo viaggio\u2026 <br \/>\n Spesso mi capita di sentire per radio le note di \u2018The Reason\u2019 degli Hoobastank e con nostalgia ricordarmi i lunghi viaggi in macchina accompagnati dalle note di questa canzone. Ora rimangono i ricordi, le foto, questo racconto e tutto quello che con tanta nostalgia ricorderemo di questo viaggio e di questo immenso paese. \n <\/p>\n<table border=\"0\" width=\"95%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"5%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td width=\"95%\"><a href=\"http:\/\/www.bookings.org\/country\/us.html?aid=304846\" target=\"blank\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Hotel consigliati negli Stati Uniti <\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anna Marchisio\u00a0&#8211; Viaggio attraverso i parchi nazionali del nord-ovest degli USA (Nord Colorado, Wyoming, <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/stati-uniti-nella-terra-yoghi-bubu\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1907,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,101],"tags":[435,102],"class_list":["post-1906","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-americhe","category-stati-uniti","tag-anna-marchisio","tag-stati-uniti"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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