{"id":2506,"date":"2017-01-06T19:43:54","date_gmt":"2017-01-06T18:43:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=2506"},"modified":"2017-01-06T19:43:54","modified_gmt":"2017-01-06T18:43:54","slug":"cina-visitare-la-canna-fumaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/cina-visitare-la-canna-fumaria\/","title":{"rendered":"In Cina per visitare la &#8220;canna fumaria&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Stile23\"><a href=\"mailto:giovanni.colnaghi@fondicomuni.com\">di Giovanni Colnaghi<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0<br \/>\n Avvertenza: questo racconto non \u00e8 indicato a chi cerca informazioni utili circa hotel, ristoranti, escursioni o, comunque, ad organizzare un viaggio &#8220;fai da te&#8221;. Non descrivo monumenti e la loro storia, per questo le numerosissime guide, sono senz&#8217;altro pi\u00f9 adatte di me. In questo racconto ho voluto solo raccontare le mie sensazioni e le mie emozioni. Alcuni aneddoti divertenti e niente pi\u00f9.<!--more--> Venerd\u00ec 23 marzo 2007<br \/>\n Mi sveglio da un lunghissimo sonno, guardo l&#8217;orologio, sono le 3:05 di mattina, ma in Cina, dove mi trovavo sino a l&#8217;altro ieri, sono le 10:05. E&#8217; evidente che devo riadeguarmi al nostro fuso orario, processo inverso a quello intrapreso venti giorni fa quando sono giunto a Beijing, ovvero Pechino. Ma andiamo per ordine.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"Stile23\">PREMESSA<\/p>\n<p> Nel novembre 2006 decido finalmente la meta di viaggio del prossimo anno. Le destinazioni in ballo sono Centro America (Messico, Yucatan, Guatemala), Sud America (Per\u00f9), Sud Africa (Namibia, Botswana) e Cina. Poich\u00e9 nella nostra democratica famiglia io decido dove andare, ma mia moglie pu\u00f2 esercitare il diritto di veto, il Sud Africa, con mio disappunto, \u00e8 la prima meta ad essere scartata. La mia dolce met\u00e0 non \u00e8 propensa a seguirmi per la savana polverosa, a bordo di un fuoristrada, alla ricerca di animali pi\u00f9 o meno feroci e a nulla sono valse le mie subdole argomentazioni circa la possibilit\u00e0 di destreggiarsi in uno shopping di alto livello, i diamanti. Messico e Per\u00f9 sono praticamente immutabili; visitarli ora o fra un anno o due, poco cambia. La Cina, invece, \u00e8 una nazione che si trasforma radicalmente giorno per giorno, tardare a visitarla potrebbe significare non trovare pi\u00f9 nulla dell&#8217;immagine di quell&#8217;oriente misterioso che ognuno di noi si \u00e8 figurato. Quindi&#8230;. vada per la Cina.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"Stile23\">ORGANIZZAZIONE<\/p>\n<p> Per me organizzazione significa decidere il periodo migliore per la partenza, durata del viaggio, visite ed escursioni imperdibili, tour operator pi\u00f9 affidabile per la destinazione scelta, verificare se la situazione sanitaria rende necessario od opportuno sottoporsi a vaccini o profilassi e, infine, decidere cosa mettere in valigia. <br \/>\n Dopo affannose ricerche in rete giungo alle seguenti conclusioni: <br \/>\n 1) il periodo migliore per la partenza \u00e8 la fine di marzo. Il rigore invernale al nord della Cina dovrebbe cominciare a lasciare posto a temperature pi\u00f9 miti ed \u00e8 ancora prestino per imbattersi nel periodo delle piogge monsoniche;<br \/>\n 2) Il viaggio non dovrebbe durare meno di 15 giorni (la Cina \u00e8 immensa e tanto c&#8217;\u00e8 da visitare) e non pi\u00f9 di 20 giorni per non creare problemi di ferie a mia moglie;<br \/>\n 3) Le mete irrinunciabili, per i miei gusti, sono: Pechino con la sua Citt\u00e0 proibita e la Grande muraglia, Shanghai la citt\u00e0 del futuro, Xian con l&#8217;esercito di terracotta, Guilin e le schegge di giada e, visto che mi trovo da quelle parti, non disdegnerei una puntatina ad Hong Kong;<br \/>\n 4) Nessuna vaccinazione o profilassi obbligatoria o consigliata;<br \/>\n 5) Per l&#8217;abbigliamento decido di portare pochissimi capi di media stagione pi\u00f9 un giubbotto pesantino per far fronte ad eventuali impreviste basse temperature. Stranamente, per la prima volta in vita sua, mia moglie si adegua di buon grado alle mie decisioni;<br \/>\n 6) Nel periodo prescelto un solo T.O. propone viaggi di durata superiore ai 15 giorni, pertanto la scelta \u00e8 obbligatoriamente ricaduta su &#8220;Mistral&#8221;. <br \/>\n Programma di viaggio: 19 giorni dal 18 marzo al 5 aprile. Mete: Pechino, Nanchino, Suzhou, Hangzhou, Shanghai, Xian, Guilin, Canton ed Hong Kong.<\/p>\n<p> IMPREVISTO PREVIAGGIO<\/p>\n<p> E&#8217; il 28 febbraio, quando il mio agente di viaggi mi comunica che per il 18 marzo il T.O. incontra difficolt\u00e0 a raggiungere il numero minimo di partecipanti (6) e mi propone di anticipare la partenza al 4 marzo. Fortunatamente mia moglie riesce a spostare le ferie, io riorganizzo il mio lavoro e le valige sono gi\u00e0 quasi completamente pronte. Accettiamo la proposta, nonostante il brevissimo preavviso, ed attendiamo la conferma per il vettore aereo. Lufthansa, la compagnia aerea prevista dal programma, non ha pi\u00f9 posti liberi e veniamo quindi dirottati su Austrian Airline. Unico inconveniente \u00e8 che raggiungeremo Pechino per le ore 13.00, mentre il resto del gruppo giunger\u00e0 alle prime ore della mattina, iniziando le visite.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"Stile23\">LA PARTENZA<\/p>\n<p> 4 marzo. Di prima mattina raggiungiamo Fiumicino per prendere il volo che ci porter\u00e0 a Vienna dove, in serata, ci imbarcheremo sul volo intercontinentale per Pechino. Sar\u00e0 l&#8217;occasione per dare uno sguardo al capoluogo Austriaco, dato che non ci siamo mai stati. Su internet ho letto che c&#8217;\u00e8 un treno che collega l&#8217;aeroporto di Vienna al centro della citt\u00e0. Decidiamo dunque di avvalerci di questo comodissimo mezzo. Subito comincio a litigare con la macchinetta automatica che rilascia i biglietti, cercando di capire le istruzioni fornite in tedesco ed in inglese. Alla fine della litigata, mi ritrovo con una sfilza di biglietti che escono dalla macchina infernale ed un addebito sulla carta di credito di \u20ac 74,00. Chiss\u00e0 cosa avr\u00f2 comprato per quella cifra, visto che il biglietto andata e ritorno costa pochi spiccioli. Monto sul treno con il timore di essere forse sprovvisto del titolo di viaggio, ma per fortuna sono passati i controllori e tutto \u00e8 andato bene. Promemoria: ricordarsi di ripassare il mio stentato inglese. Dopo la degustazione di qualche specialit\u00e0 viennese ed una breve passeggiata, decidiamo di tornare in aeroporto per attendere l&#8217;imbarco.<br \/>\n Il viaggio. L&#8217;aereo \u00e8 un Airbus A340 nuovo di zecca. Fra un sedile e l&#8217;altro c&#8217;\u00e8 uno spazio vitale sufficiente a consentire un volo confortevole anche alle persone di alta statura. Lo schienale di ogni sedile, inoltre, \u00e8 dotato di un monitor sul quale il passeggero seduto dietro pu\u00f2 scegliere se visionare un film in lingua tedesca, inglese o cinese (meglio lasciar perdere&#8230; ), dei videogames giocabili mediante una specie di joystick inserito nel bracciolo della poltrona, oppure, meraviglia delle meraviglie per un appassionato di volo come il sottoscritto, vedere su mappa la rotta seguita, i parametri di volo e collegarsi a due telecamere poste rispettivamente sotto e sul muso dell&#8217;aereo. Seguo con attenzione tutte le procedure di decollo e di allontanamento e poi mi unisco a mia moglie fra le braccia di Morfeo.<br \/>\n Quando si vola da ovest verso est, come nel nostro caso, si corre incontro all&#8217;alba e la notte dura pochissimo. Dopo qualche ora di sonno, infatti, vengo svegliato da una fioca luce che filtra dal finestrino. Il sole, ancora nascosto dietro l&#8217;orizzonte, inizia a rischiarare un cielo stracolmo di stelle in una mattinata insolitamente tersa. Il terreno sottostante, completamente ricoperto di neve, sembra una lastra d&#8217;argento; ho l&#8217;impressione di essere stato catapultato in un mondo fiabesco o di realt\u00e0 virtuale. Accendo il monitor per vedere la nostra posizione e la rotta. Il piano di volo ci ha portati da Vienna sin sopra Mosca e quindi, dopo una decisa virata verso sudest, eccoci a sorvolare la parte sud occidentale della Siberia. Valuto attentamente se correre il rischio di svegliare la mia signora e, dopo alcune titubanze, decido di non seguire i consigli dettati dall&#8217;antica saggezza (non disturbare il can che dorme) e la scuoto delicatamente. Il suo sguardo appannato non fa presagire nulla di buono, ma quando le indico il finestrino, vedo la sua espressione tramutarsi da accigliata a stupita ad appagata. Mancano ancora diverse ore al nostro arrivo, quando avverto un leggero aumento di peso. Controllo i parametri di volo riportati sul monitor e mi rendo conto che la mia percezione non \u00e8 errata; stiamo salendo! Da un rapido sguardo alla mappa ne intuisco all&#8217;istante il motivo, davanti a noi si para l&#8217;altopiano Tibetano. Questo volo non pu\u00f2 certo dirsi avaro di panorami mozzafiato; siamo ad un livello di 37.000 piedi, circa 11.300 metri, e sembriamo rasentare le vette della catena montuosa, che si stagliano a perdita d&#8217;occhio bianche ed incontaminate, sullo sfondo di un cielo color cobalto. Superiamo l&#8217;altopiano e sotto di noi scorre veloce il deserto del Gobi. A circa 110 miglia dall&#8217;aeroporto della capitale cinese, l&#8217;aeromobile inizia la sua discesa e la poesia che sin qui ha pervaso il mio animo, comincia a lasciar posto a ragionamenti pi\u00f9 concreti; solo ora mi rendo conto che siamo quasi arrivati e sotto di noi continua a scorrere terreno innevato. La mia mente corre all&#8217;abbigliamento quasi primaverile che ho deciso di portare. Per il momento sto zitto, non mi va di sentire Fiorella, mia moglie, pronunciare la fatidica frase &#8220;te l&#8217;avevo detto di portare qualcosa di pesante!&#8221;. Siamo a circa 20 miglia dalla soglia pista, setto il monitor sulla telecamera di prua per gustarmi l&#8217;atterraggio, mentre dal finestrino vedo ancora la terra ricoperta di neve, fortunatamente non pi\u00f9 compatta ma a macchie di leopardo. Sul monitor si vede distintamente la testata pista che sembra muoversi a destra e a sinistra, quasi volesse mettere alla prova l&#8217;abilit\u00e0 del pilota. Evidentemente ci sono forti raffiche di vento a traverso ed avverto nitidamente le generose correzioni di pedaliera del pilota per mantenersi allineato con l&#8217;asse della pista. Avviso mia moglie di prepararsi ad un atterraggio non propriamente soffice ed attendo il tocco delle ruote sull&#8217;asfalto che, a dispetto delle mie previsioni, \u00e8 impercettibile. Durante il rullaggio verso il terminal do uno sguardo alla situazione neve che, con mio grande sollievo, vedo presente solo nelle zone in ombra.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"Stile23\">5 marzo (ore 13:30) Pechino. Ci dirigiamo verso i nastri trasportatori dove gi\u00e0 vediamo spuntare il nostro bagaglio e in quattro e quattr&#8217;otto disbrighiamo le formalit\u00e0 doganali. &#8220;Ammazza che efficienza &#8216;sti cinesi!&#8221;, l&#8217;esclamazione nasce spontanea.<br \/>\n Al di l\u00e0 della barriera doganale notiamo subito un giovanotto cinese alto e magro, con un bel sorriso stampato sul volto, che alza un cartello con scritto &#8220;Mistral&#8221;. Ovviamente \u00e8 l&#8217;incaricato dell&#8217;agenzia che \u00e8 venuto a riceverci. Non \u00e8 la nostra guida, ci tiene a sottolineare in un buon italiano, il suo collega sta con il gruppo giunto questa mattina ed il suo compito \u00e8 quello di farci &#8220;recuperare&#8221; le visite gi\u00e0 fatte dagli altri. <br \/>\n Usciamo dall&#8217;aeroporto, dove ci aspetta un&#8217;autovettura, e veniamo investiti da un forte vento gelido siberiano, mille aghi sembrano conficcarsi nelle nostre guance, la temperatura \u00e8 certamente di qualche grado sotto lo zero. Ci rifugiamo rapidamente in macchina e mia moglie, senza parlare, mi lancia uno sguardo di rimprovero, nei suoi occhi leggo la fatidica frase che non volevo ascoltare. L&#8217;incaricato dell&#8217;agenzia ci dice che anche per Pechino queste temperature sono inconsuete in questa stagione ed io ricambio lo sguardo di mia moglie con uno che vuol significare &#8220;che ci posso fare io se ci siamo imbattuti in una situazione imprevedibile? L&#8217;ha detto pure il cinese!&#8221;. Terminato il nostro silenzioso battibecco ascoltiamo il giovanotto, che ci anticipa il breve programma odierno, ovvero una visita al Tempio tibetano <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina01.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>ed una passeggiata per la tristemente nota piazza Tienanmen. Il Tempio tibetano sar\u00e0 certamente bellissimo, tutto edificato in legno intarsiato e dipinto con colori sgargianti. Al suo interno una statua alta 18 metri in legno di sandalo, ricavata da un unico albero.. come dicevo tutto bello, ma il gelo che \u00e8 ormai giunto alle ossa, non ci permette di apprezzare pi\u00f9 di tanto quest&#8217;opera d&#8217;arte&#8230;. unico nostro desiderio \u00e8 di essere portati in albergo. Tentiamo di rinunciare alla prossima tappa, ma il nostro accompagnatore, ligio al dovere, \u00e8 inflessibile. Magari solo due minuti, ma dobbiamo vedere la piazza pi\u00f9 nota dell&#8217;intera Cina.<br \/>\n Piazza Tienanmen \u00e8 immensa ed il freddo vento del nord vi circola liberamente senza incontrare <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina02.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>ostacoli anzi no&#8230; gli unici ostacoli che incontra sono rappresentati dai nostri corpi intirizziti. Scatto rapidamente con mano tremante un paio di fotografie e immortalo Fiorella con uno scialle avvolto attorno al capo a mo&#8217; di burqa. Siamo portati finalmente in albergo, un bellissimo e confortevole hotel, come tutti gli altri otto che ci ospiteranno nei prossimi giorni, e qui facciamo conoscenza con la nostra guida nazionale ufficiale e con il resto del gruppo.<br \/>\n La guida. E&#8217; un ragazzino sui venticinque anni bassino e paffutello, un viso simpatico che ricorda la luna piena. Si presenta come Marino. Il suo nome in cinese, ci spiega, \u00e8 per noi impronunciabile e difficile da memorizzare. Il suo italiano \u00e8 parlato quasi correttamente, ma con una pronuncia cos\u00ec strana da renderne difficile la comprensione. Ci spiega che, come guida nazionale, ci seguir\u00e0 per tutto il viaggio, con esclusione di Hong Kong (qui ho scoperto che, nonostante si tratti ormai di territorio cinese, \u00e8 difficilissimo per i cinesi ottenere un permesso per visitare l&#8217;ex protettorato inglese) e che in ogni citt\u00e0 che visiteremo sar\u00e0 una guida locale a farci da Cicerone.<br \/>\n Il gruppo. Il resto del gruppo \u00e8 costituito da due coppie di consuoceri di Tarquinia, una ridente localit\u00e0 a nord di Roma, una coppia di veronesi ed una coppia di Trieste. A parte i friulani che sono giovani, gli altri hanno pi\u00f9 o meno la nostra et\u00e0, diciamo tutti fra i 50 ed i 65.<br \/>\n Dopo cena, stanchi del viaggio, andiamo in camera per tentare di prendere sonno. Sono quasi le 22:00, ma il nostro orologio biologico ci dice che \u00e8 ancora primo pomeriggio. In Italia, infatti, sono le 15:00. Sar\u00e0 difficile addormentarsi questa sera, ma ancor pi\u00f9 difficile svegliarci domani, pi\u00f9 o meno a mezzanotte ora italiana. Le sette ore di differenza di fuso, le assorbiremo non prima di quattro o cinque giorni.<\/p>\n<p> 6 marzo. Alle otto ci troviamo tutti puntuali per la colazione, i nostri visi sono segnati dalla stanchezza, ma i nostri animi sono eccitati per la prima vera giornata cinese. A nostra disposizione c&#8217;\u00e8 un pullmino con trenta posti e nessuno ha difficolt\u00e0 a trovare una comoda sistemazione. Marino si impossessa del microfono e comincia ad dispensare le prime informazioni utili. In primo luogo ci insegna il modo di salutare cinese, ovvero &#8220;ni hao&#8221;, che tutti noi pronunciamo come un lungo e ridicolo miagolio. Quindi ci spiega come allontanare i venditori fastidiosi con la parola magica che si pronuncia &#8220;pu siesie&#8221;, che dovrebbe significare &#8220;no, grazie, non mi interessa&#8221;. Faccio, anzi, facciamo molta fatica a capire l&#8217;italiano di Marino, il quale continua spiegandoci che il nome cinese di Pechino, Beijing, si traduce letteralmente in &#8220;capitale del nord&#8221; a differenza di Nanchino, in cinese Nanjing, che sta per &#8220;capitale del sud&#8221;. Dopo queste informazioni ci illustra il programma odierno. La prima visita, annuncia con aria solenne, \u00e8 alla &#8220;canna fumaria&#8221;. Rimango interdetto e, guardando i visi degli altri componenti il gruppo, mi rendo conto dall&#8217;espressione che anche loro sono disorientati. Leggo il documento di viaggio fornitomi dal T.O.; \u00e8 vero che vi \u00e8 scritto che le visite possono subire delle variazioni per motivi organizzativi, ma da nessuna parte \u00e8 fatto cenno a &#8220;canne fumarie&#8221;. Nonostante tra di noi non si sia ancora instaurato un clima di confidenza, piano piano si propaga un bisbiglio&#8230; &#8220;hai capito dove andiamo?&#8221;&#8230;.. &#8220;Mi sembra di aver capito che andiamo a visitare la canna fumaria&#8221;&#8230;.. &#8220;ma non \u00e8 in programma.&#8221;&#8230;.. quello di Tarquinia fa: &#8220;Boh! Mo&#8217; vedemo&#8230;&#8221;. Prima di raggiungere la nostra misteriosa destinazione ci fermiamo in un laboratorio di lavorazione della giada. Conoscendo il vizio della bestia, impartisco le prime raccomandazioni a mia moglie. Non comprare oggetti pesanti o inutilmente ingombranti, in aereo abbiamo una peso da rispettare e poi ci attendono altre nove citt\u00e0. Se cominci adesso come ci ritroveremo ad Hong Kong? Fatto sta che la giada \u00e8 magistralmente modellata e devo dirmi fortunato se me la cavo con non meno di quattro o cinque chili di souvenir. Rimontiamo in pullman e ci inerpichiamo su una strada di montagna. La neve ai lati della strada si fa abbondante e si fanno abbondanti anche dei cartelli con un disegno inequivocabile &#8220;La grande muraglia cinese&#8221;. Mi alzo e chiedo a Marino: &#8220;Adesso andiamo alla grande muraglia&#8221;?. &#8220;Si&#8221; risponde Marino &#8220;Io avele detto, oggi la plima visita \u00e8 alla canna fumalia&#8221;. Mistero risolto!<br \/>\n Dopo circa mezz&#8217;ora di viaggio, ci fermiamo in un grande piazzale pieno zeppo di bancarelle e di turisti. La grande muraglia \u00e8 l\u00ec. Il vento \u00e8 cessato e la temperatura, seppur ancora rigida, \u00e8 pi\u00f9 sopportabile. Il cielo \u00e8 sereno e l&#8217;aria \u00e8 limpidissima. Dovendo attraversare quel mare di bancarelle, rinnovo le mie raccomandazioni a Fiorella, nei cui occhi gi\u00e0 leggo la concupiscenza.<br \/>\n La grande muraglia appare all&#8217;improvviso<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina03.gif\" width=\"227\" height=\"150\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> innevata ed imponente. Immagino che l&#8217;aggettivo imponente sia abusato per descrive quest&#8217;opera dell&#8217;uomo, ma non riesco a trovarne altri adeguati. Marino, con grande orgoglio, afferma trattarsi dell&#8217;unica opera costruita dall&#8217;uomo visibile ad occhio nudo dallo spazio. A dire il vero questa cosa l&#8217;avevo gi\u00e0 sentita, ma, pur non essendo mai andato a zonzo per lo spazio, sono poco propenso a crederci. E&#8217; gi\u00e0 difficile distinguere autostrade larghe 50 e pi\u00f9 metri da un aereo in volo a livello di crociera, com&#8217;\u00e8 possibile vedere una muraglia larga non pi\u00f9 di dieci metri, ancorch\u00e9 lunga oltre seimila chilometri, da un&#8217;altezza di gran lunga superiore? Tengo per me i miei dubbi, non voglio disilludere Marino e poi, qui in Cina, tutto sommato fa piacere anche a me cedere a questa suggestione. Ascoltiamo l&#8217;affascinante storia, intrisa di verit\u00e0 e leggenda, di come e perch\u00e9 \u00e8 stata costruita quest&#8217;opera difensiva, dell&#8217;organizzazione dei turni di guardia e degli ingegnosi sistemi di comunicazione, dopo di che siamo lasciati liberi di passeggiare su uno dei simboli della Cina. <br \/>\n Saliamo una ripidissima scala in pietra per raggiungere il camminatoio sulla sommit\u00e0 della muraglia, da l\u00ec possiamo godere di un paesaggio bellissimo e surreale. Sin dove giunge lo sguardo, e in una giornata come questa lo sguardo giunge lontano, possiamo vedere montagne imbiancate attraversate dalla grigia cicatrice rappresentata dalla muraglia. I costruttori non hanno badato a difficolt\u00e0, non hanno scelto la strada pi\u00f9 comoda, sono andati dritti per la loro strada innalzando il muro anche su crinali con pendenze vertiginose.<br \/>\n Il camminatoio, utilizzato nell&#8217;antichit\u00e0 dalle guardie, \u00e8 largo circa due o tre metri ed \u00e8 stato parzialmente ripulito dell&#8217;abbondante neve, ricavandone al centro un sentiero asciutto per permettere ai visitatori di camminare in tutta sicurezza. Solo mia moglie cammina ai lati, forse perch\u00e9 si sente pi\u00f9 sicura per la presenza di un corrimano, o forse, pi\u00f9 probabile, perch\u00e9 \u00e8 il classico bastian contrario e non vuole ascoltare i miei consigli; fatto sta che dopo pochi metri fa un volo pauroso, atterrando fortunatamente sull&#8217;apposito cuscino di cui la natura ci ha dotati. Assicuratomi che non si \u00e8 fatta nulla, non trattengo una fragorosa risata ma, cavallerescamente, mi trattengo dal rinfacciarle un: &#8220;te l&#8217;avevo detto&#8221;.<br \/>\n Terminata la visita ci rechiamo al punto d&#8217;incontro stabilito che, caso vuole, \u00e8 al centro delle bancarelle. A costo di apparire petulante rammento nuovamente a Fiorella di non acquistare oggetti inutili ed ingombranti. Come al solito parole sprecate, dopo pochi istanti si ripresenta trionfante con un cappello tipico delle mondine cinesi; uno di quei cappelli di paglia a cono, dalla base larga almeno 50\/60 centimetri. Quel cappello da solo occupa un&#8217;intera valigia. Rinuncio a protestare tanto, come si dice a Roma, &#8220;\u00e8 de coccio&#8221;!<br \/>\n Ci dirigiamo verso Pechino per il nostro primo pranzo in un vero ristorante cinese (in hotel i pasti sono internazionali). La tavola \u00e8 il luogo ideale per far confidenza e se per il momento i convenevoli ancora si sprecano, la conversazione fra di noi diventa pi\u00f9 familiare. Ci rilassiamo e tutti, veronesi esclusi,<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina04.gif\" width=\"227\" height=\"150\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> i quali secondo me hanno partecipato ad un master in galateo cinese propedeutico al viaggio, lasciano i bastoncini in favore delle pi\u00f9 comode posate. Quasi tutti, ancora veronesi esclusi, sono delusi dalla cucina cinese cinese che, a differenza della cucina cinese italiana, fa troppo uso di zucchero, o comunque di qualcosa di molto dolce.<br \/>\n L&#8217;ultima visita della giornata \u00e8 dedicata alle tombe imperiali della dinastia Ming (oggetto di qualche battuta pecoreccia da parte del pi\u00f9 estroverso del gruppo) con la loro via sacra. <br \/>\n La stanchezza si fa sentire ed il ritorno in hotel \u00e8 ben accolto da tutti.<\/p>\n<p> 7 marzo. Anche stamani tutti puntualissimi. Saliamo sul pullman e Marino ci illustra il programma odierno, che contempla la visita del giardino d&#8217;estate in mattinata, pranzo in ristorante, nel pomeriggio la citt\u00e0 proibita e la sera cena in un tipico ristorante pechinese, dove degusteremo l&#8217;omonima anatra. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina05.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Per il dopo cena ci suggerisce, fuori programma, di assistere ad uno spettacolo di Kung fu. <br \/>\n Fra un trasferimento e l&#8217;altro Marino ci d\u00e0 delle anticipazioni su ci\u00f2 che vedremo, ma parla anche di s\u00e9, rivelandosi un ragazzo dolcissimo e sensibilissimo. Parla con tenerezza e riconoscenza dei suoi genitori che con grandi sacrifici gli hanno permesso di studiare e di assicurarsi cos\u00ec un posto di lavoro gratificante e ben remunerato (\u20ac 300,00 mensili). Parla del suo paesino di origine e della suo percorso scolastico. Sollecitato da noi racconta del modo di vivere della popolazione. Alla fine questi trasferimenti si dimostrano interessanti, almeno quanto le visite ai luoghi d&#8217;arte e di storia.<br \/>\n Il palazzo d&#8217;estate \u00e8 molto bello, con i suoi giardini, il suo lago ancora completamente ghiacciato, i suoi ponticelli di legno che scavalcano i numerosi ruscelli, la sua pagoda e tanto tanto verde. Insomma, un eccellente luogo di villeggiatura riservato agli imperatori Ming. <br \/>\n Nel pomeriggio la citt\u00e0 proibita non delude le nostre aspettative. Tutta edificata in legno finemente intarsiato e colorato. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina07.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Pi\u00f9 volte distrutta dal fuoco e ricostruita. Marino ci dice che il complesso conta 9.999 stanze, mentre on line si parla di 8.886. Non le ho contate tutte e, in ogni caso, anche se le stanze fossero meno di novemila, l&#8217;imperatore non poteva certo lamentarsi per la carenza di spazio. Trascorriamo tutto il pomeriggio ad ascoltare interessati le spiegazioni di Marino che, quasi per incanto, \u00e8 diventato pi\u00f9 comprensibile. E&#8217; migliorata la sua dizione o noi ci siamo abituati ad interpretarlo? Rivisti i video e riascoltati i dialoghi, opto per la seconda ipotesi. Mi ha molto colpito la descrizione del ruolo e del reperimento degli eonuchi. In un primo tempo erano costituiti esclusivamente da prigionieri nemici, ma successivamente erano gli stessi giovanotti cinesi a far la fila per farsi castrare e, se sopravvivevano, per servire il sovrano, assicurandosi in tal modo una vita priva di stenti. Impressionante!<br \/>\n La serata si conclude alla grande. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina06.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>L&#8217;anatra laccata \u00e8 davvero gustosa, forse l&#8217;unico piatto cinese che abbia veramente apprezzato e lo spettacolo di Kung fu, con tutti quei colori, quelle luci e quei suoni, ci fa trascorrere piacevolmente un paio d&#8217;ore, prima del meritato riposo. <\/p>\n<p> 8 marzo. Ultimo giorno a Pechino, nel pomeriggio voleremo a Nanchino. Ci siamo svegliati un po&#8217; prima per preparare le valige che dobbiamo far trovare fuori dalla camera. Come temevo il cappello da mondina cinese ci crea dei problemi. Le valige giunte dall&#8217;Italia semivuote, sono ormai quasi piene e quel maledetto souvenir non sappiamo proprio dove collocarlo. Decidiamo che sar\u00e0 il nostro bagaglio a mano e, in caso di contestazione, mia moglie lo dovr\u00e0 indossare alla stregua di un fungo porcino.<br \/>\n La prima visita della mattinata \u00e8 al Tempio del Cielo, immerso in un amplissimo e stupendo parco, nel quale sembrano essersi riversati tutti gli unmiliardoetrecentomilioni di cinesi. In questo parco la popolazione d\u00e0 sfogo alla propria creativit\u00e0 e ai propri hobbies. A migliaia giocano a carte suddivisi in gruppi di quattro, c&#8217;\u00e8 chi canta in coro, chi gioca palleggiando con delle strane palline di plastica, chi si dedica ad una specie di ginnastica, il Taijiquan, simile ad una lenta danza, chi crea suggestivi disegni nel cielo con dei nastri sgargianti legati a un bastone. Una cinese, probabilmente di etnia mongola, ha addirittura montato un impianto HiFi danzando sulle note di melodie popolari. Il bello di queste persone \u00e8 che si esibiscono sotto gli occhi di cinesi e turisti curiosi, senza mostrare imbarazzo alcuno. <br \/>\n In mezzo a tutta<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina08.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> questa frenetica attivit\u00e0 si erge solenne il Tempio del Cielo che ha una struttura circolare color mattone, con il suo triplice tetto a forma di cono ricoperto da 50.000 tegole blu che ricordano il cielo, all&#8217;apice del quale svetta una sfera dorata rappresentante il sole. Di malincuore lasciamo questo stupendo parco tanto ricco di variegata umanit\u00e0 e con un rickshaw percorriamo i vicoli della vecchia Pechino, scampata forse alla convulsa ricostruzione proprio per diventare attrazione turistica.<br \/>\n Siamo in aeroporto e procediamo con il ceck in. Consegno il bagaglio che va imbarcato e sul display appare il peso di Kg. 55. Porcaccia miseria! Nemmeno siamo partiti e gi\u00e0 superiamo di 15 chili il consentito. Vorrei fulminare Fiorella con uno sguardo, ma lei fa la vaga fingendo di interessarsi all&#8217;architettura aeroportuale. Nei voli interni cinesi non fanno caso al carico pertanto decolliamo senza intoppi alla volta di Nanchino.<br \/>\n Nanchino. Atterriamo in serata e siamo immediatamente portati al nostro Hotel che \u00e8 forse il pi\u00f9 bello, elegante e confortevole di tutto il viaggio. Per la cena siamo liberi ed ognuno si organizza come meglio crede in base ai propri gusti, con l&#8217;impegno di ritrovarsi pi\u00f9 tardi per una passeggiata. Mia moglie ed io decidiamo di fermarci al ristorante dell&#8217;hotel dove ho intravisto un buffet particolarmente ricco. L&#8217;appetito non manca, oggi abbiamo mangiato poco o niente, anche perch\u00e9 il cibo cinese comincia a stancarci. Spolveriamo il tavolo degli antipasti, tutti di pesce e molto sfiziosi, poi Fiorella si fa preparare un&#8217;aragosta e quindi, inappagata, una seconda. Io, invece, ho voglia di carne e mi faccio cuocere una bisteccona, il tutto innaffiato da un buon vino rosso australiano. Una simile cena pantagruelica in un hotel a cinque stelle, \u00e8 costata l&#8217;esorbitante somma di ben \u20ac 11,00 (diconsi undici) a persona. Pi\u00f9 tardi il gruppo si riunisce ed andiamo a spasso per la citt\u00e0 tanto illuminata da sembrare un luna park. I negozi sono tutti aperti con i venditori sulla porta per richiamare clienti. I venditori cinesi non sono petulanti come quelli arabi o come quelli trovati in India. ovviamente ci provano, ma basta pronunciare per un paio di volte la frase magica &#8220;pu siesie&#8221; e ti lasciano in pace. Nanchino di notte \u00e8 veramente bella e festosa, con vaste zone pedonali, e i caratteristici palloni rossi di carta appesi ovunque. Oltre ai venditori autorizzati, ci sono quelli abusivi che di norma vendono i Rolex &#8220;taroccati&#8221; (il &#8220;tarocco in Cina \u00e8 un&#8217;arte, ma ne parleremo pi\u00f9 approfonditamente quando giungeremo a Shanghai). Questi abusivi non portano la merce con s\u00e9, se li pescano sono guai, bens\u00ec dei veri e propri depliants sui quali il cliente pu\u00f2 scegliere. Il solito pi\u00f9 estroverso e &#8220;caciarone&#8221; del gruppo, che per inciso \u00e8 un medico di Tarquinia, si ferma a parlare con uno di questi abusivi e sfoglia il catalogo dei gioielli, i cui prezzi variano da 3 a 10 euro. Fa capire che potrebbe essere interessato, ma mostra i pochi spiccioli che ha in tasca, per un totale di 9 yuan (circa 90 centesimi). Il venditore si accontenta e gli porta l&#8217;orologio pi\u00f9 economico che, nonostante il prezzo, esteticamente \u00e8 veramente carino. Marino ci ha poi detto che questi oggetti sono garantiti tre mesi&#8230; nel senso che dopo tre mesi \u00e8 garantito che non funzioneranno pi\u00f9. La serata \u00e8 bella e la temperatura \u00e8 mite, ma si \u00e8 fatta l&#8217;ora di andare a riposare.<\/p>\n<p> 9 marzo. La mattinata \u00e8 dedicata alla visita della citt\u00e0. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina09.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Pi\u00f9 o meno ripercorriamo la stessa strada di ieri sera. Nanchino \u00e8 bella anche alla luce del sole, ma la mancanza di luminarie la rende meno affascinante. Pi\u00f9 tardi andiamo a vedere il grande ponte sul fiume Yangtze, nelle cui vicinanze c&#8217;\u00e8 una galleria dove abili artisti dipingono con grande perizia degli oggetti in cristallo, utilizzando una tecnica mai vista. In pratica decorano bottigliette ed altre cose simili, inserendo un pennellino dall&#8217;esterno e disegnando le figure sostanzialmente al contrario. Qui ho fatto il mio primo acquisto. Mi sono infatti innamorato di una piccola teiera dentro la quale \u00e8 raffigurato un bosco di bamboo e delle scritte in cinese. Ho poi saputo che \u00e8 stata realizzata da un famoso maestro&#8230; chiss\u00e0 se \u00e8 vero!<br \/>\n Dopo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina10.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>pranzo ci rechiamo alla stazione per prendere il treno per Suzhou. Le stazioni cinese sono immense, almeno le tre che ho visto, e sono costituite da tantissime sale d&#8217;aspetto dove i viaggiatori attendono l&#8217;arrivo del treno. A questi, infatti, non \u00e8 permesso di accedere ai marciapiedi se non quando il treno sta gi\u00e0 entrando in stazione. Il viaggio di circa due ore \u00e8 abbastanza confortevole. <br \/>\n Anche a Suzhou dopo cena ce ne andiamo a spasso per conto nostro e scopriamo che le mille luci da parco divertimenti, non \u00e8 solo una prerogativa di Nanchino, ma in tutta la nazione le citt\u00e0 sono pi\u00f9 illuminate di notte che in pieno giorno&#8230; ecco perch\u00e9 la Cina \u00e8 divoratrice di tanto petrolio!<\/p>\n<p> 10 marzo. Programma del giorno: in mattinata visita al giardino dell&#8217;amministratore umile e al giardino del maestro delle reti, quindi pranzo in ristorante cinese e nel pomeriggio visita alla pagoda della tigre.<br \/>\n I giardini <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina11.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>cinesi sono tutti realizzati con largo utilizzo di rocce ed acqua, sotto forma di ruscelli, piccole cascate e laghetti colmi di pesci rossi. I giardini oggetto della nostra visita mattutina sono molto simili e mirabilmente realizzati, sono attraversati da sentieri che si addentrano in una vegetazione rigogliosa. Vedo tante specie di piante a me sconosciute, attraverso angoli che sembrano fatti apposta per scattare suggestive istantanee. Ho l&#8217;impressione di essere stato catapultato in un tempo remoto. Proseguendo su questi sentieri attraverso ponticelli in legno che scavalcano laghetti e ruscelli e quindi giungo alla dimora dell&#8217;antico padrone di casa che, nonostante la bellezza e la preziosit\u00e0 degli oggetti artigianali in essa contenuti, per quanto mi riguarda colloco in secondo piano.<br \/>\n La Pagoda della Tigre \u00e8 alta 47 metri e dopo la sua realizzazione, causa un cedimento del terreno, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina12.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>pende un pochetto (alla sommit\u00e0 si discosta di 2 metri dall&#8217;asse verticale) analogamente alla nostra torre di Pisa. Anche qui la cosa pi\u00f9 bella \u00e8 il parco circostante; concettualmente molto simile ai giardini visti in mattinata, ma molto pi\u00f9 vasto. Qui le rocce sono alte decine di metri, i ruscelli sono fiumiciattoli e le cascatelle cascate. All&#8217;interno del parco c&#8217;\u00e8 una mostra di stupende piante bonzai, alcune di centinaia d&#8217;anni. La pi\u00f9 vecchia sembra avere 700 anni. Non basterebbe un&#8217;intera giornata a visitare tutto il parco, ma il tempo stringe ed abbiamo deciso di non farci mancare una gita in barca per i canali di Suzhou, che l&#8217;hanno resa famosa come &#8220;la Venezia d&#8217;oriente&#8221;. Saliamo sulla tipica barca coperta, quando inizia una leggera pioggerellina, che conferisce ai piccoli e grandi <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina13.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>canali che attraversano la citt\u00e0 un che di misterioso. Suzhou, a dispetto del soprannome di cui si fregia, non ha nulla della nostra citt\u00e0 lagunare, ma a suo modo \u00e8 bella e merita di essere visitata.<\/p>\n<p> 11 marzo. In mattinata escursione al villaggio di Tongli, nella campagna di Suzhou, pranzo in ristorante cinese, nel pomeriggio partenza in treno per Hangzhou.<br \/>\n Siamo tutti curiosi di visitare il piccolo villaggio rurale e in pullman, visto che oramai la confidenza non manca, il solito medico intona una canzone in romanesco, alla quale, infine, ci accodiamo tutti. Poi \u00e8 la volta dei veneti e dei friulani con le loro melodie popolari. Quest&#8217;escursione assomiglia sempre pi\u00f9 ad una gita parrocchiale. Giunti alla nostra destinazione rimaniamo stupiti; ci\u00f2 che noi ci prefiguriamo come villaggio rurale \u00e8 in contrasto con i canoni cinesi. Tongli ha due milioni di abitanti&#8230; alla faccia del villaggio! <br \/>\n Tongli \u00e8 famosa per la coltura delle perle di fiume. Qui mia moglie pu\u00f2 sbizzarrirsi a comprare qualcosa per s\u00e9 e per le figlie; grazie a Dio si tratta di roba leggera e poco ingombrante ed anche abbastanza economica. <br \/>\n Nel pomeriggio prendiamo il treno per Hangzhou. Marino \u00e8 eccitato poich\u00e9 il treno far\u00e0 una fermata al suo paese natale per il tempo sufficiente a fargli incontrare gli amati genitori. Ancora una volta il termine paese ci ha tratti in inganno, il paesino di Marino conta sei milioni di abitanti (quasi due volte Roma!).<br \/>\n Hngzhou by night, con tutte le sue luci colorate, non ci sorprende pi\u00f9, siamo ormai abituati.<\/p>\n<p> 12 marzo. Programma: gita in barca sul lago dell&#8217;Ovest, visita al parco Huangang, alla pagoda delle sei armonie, al Monastero buddhista <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina14.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>e all&#8217;antica farmacia. Pranzo in ristorante cinese e cena libera.<br \/>\n Oggi la giornata \u00e8 uggiosa e la nebbiolina non ci permette di ammirare il paesaggio visibile dal lago, che si dice essere stupendo. Quando raggiungiamo il parco Huangang un raggio di sole squarcia la foschia e possiamo godere di tutta la smagliante bellezza di questo stupendo giardino. Cigni e pavoni che circolano liberi in un abitat fiabesco. Non mi stupirei di vedere qualche folletto balzare fuori dai cespugli.<br \/>\n Ci fermiamo poco alla pagoda delle sei armonie. Quando hai visto una pagoda&#8230;&#8230;<br \/>\n Per raggiungere il monastero buddhista dobbiamo percorrere un lungo sentiero che si snoda tra boschi, colline e caverne. Il monastero \u00e8 completamente realizzato in legno e al suo interno, come gi\u00e0 visto di sfuggita nel tempio tibetano di Pechino, ci sono delle enormi statue lignee.<br \/>\n E&#8217; il tardo pomeriggio quando giungiamo all&#8217;antica farmacia, che vende tutti prodotti della medicina tradizionale cinese. Ormai sono pochi i cinesi che si affidano a questi antichi rimedi, privilegiando i pi\u00f9 moderni ed efficaci antibiotici. Voglio solo segnalare una curiosit\u00e0: all&#8217;interno della farmacia \u00e8 esposta una vecchissima radice di ging seng, il cui prezzo richiesto \u00e8 di circa 80.000,00 euro. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina15.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>La farmacia sorge al centro di una vasta area pedonale piena zeppa di negozietti e bancarelle. La zona non \u00e8 molto turistica e qui possiamo davvero apprezzare il modo di vivere e di essere della popolazione che, a dire il vero, per quanto riguarda i giovani \u00e8 molto simile a quello degli occidentali. Ragazzine in minigonna con i cellulari all&#8217;orecchio e ragazzetti tutti vestiti in jeans, anch&#8217;essi muniti dell&#8217;immancabile cellulare. <\/p>\n<p> 13 marzo. Questa mattina prendiamo per l&#8217;ultima volta un treno cinese. La nostra prossima meta \u00e8 Shanghai, che raggiungiamo all&#8217;ora di pranzo. La guida locale, Giacomo, \u00e8 un giovanotto di una trentacinquina d&#8217;anni, molto colto e molto acuto. Parla un italiano fluente e quasi senza accenti. Detiene la quota di una societ\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata di Milano, che si occupa di importazioni dalla Cina e, rarit\u00e0 per un cinese, \u00e8 proprietario di due appartamenti a Shanghai. Da lui riusciamo ad ottenere risposte esaustive sulla politica locale. Ci parla delle vessazioni subite dalla popolazione dopo la grande rivoluzione culturale e ci racconta di raccapriccianti fatti accaduti in quei tempi. Tornando al presente parla della legge che impone il limite di un figlio per ogni famiglia e della politica abitativa. Ci\u00f2 che mi stupisce \u00e8 il sistema adottato per limitare l&#8217;enorme traffico delle megalopoli cinesi. Ogni citt\u00e0 decide il numero massimo annuale di targhe che pu\u00f2 essere rilasciato e quindi le targhe sono vendute all&#8217;asta. Con questo sistema la targa viene a costare quanto un&#8217;autovettura di media cilindrata, con la conseguenza che \u00e8 antieconomico partecipare all&#8217;asta a chi intende acquistare una piccola ed economica utilitaria ed ecco, infine, la motivazione per cui in Cina circolano quasi esclusivamente costose vetture di grossa cilindrata&#8230;.. Alla faccia del comunismo!<br \/>\n L&#8217;unica visita prevista per la giornata \u00e8 al Buddha di Giada, una scultura stupenda e di inestimabile valore. Anche qui, come ormai abbiamo imparato, interessantissimo l&#8217;oggetto della visita, ma altrettanto stupendo il luogo in cui \u00e8 collocato.<br \/>\n Dato che Giacomo \u00e8 un tipo piuttosto esplicito, qualcuno del gruppo azzarda domande circa i &#8220;tarocchi&#8221; e la possibilit\u00e0 di acquistarne di buoni. Giacomo ci spiega che anche le imitazioni risentono della &#8220;seriet\u00e0&#8221; del produttore, nel senso che ci sono produttori di &#8220;tarocchi&#8221; da quattro soldi ed altri il cui prodotto finale, a volte, pu\u00f2 superare in qualit\u00e0 l&#8217;originale. Giacomo ci spiega che anche in Cina si tratta di un&#8217;attivit\u00e0 vietata e, con aria sorniona, dice di non poterci dare indicazioni in tal senso proprio perch\u00e9 illecito. Si fa supplicare per almeno un minuto e quindi, stressato dalle nostre preghiere, cede e ci accompagna da alcuni suoi conoscenti. Con aria circospetta, neanche dovessimo andare ad acquistare stupefacenti, saliamo al primo piano di un palazzo dove si trova un grande appartamento stracolmo di ogni ben di Dio. Io devo acquistare un trolley, le valige non bastano pi\u00f9, e decido per una purissima imitazione di Mont Blanc rosso. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina16.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Per essere un &#8220;tarocco&#8221; non \u00e8 economicissimo, anche considerata la provvigione per Giacomo, ma davvero ben fatto ed elegante. Freno a stento mia moglie, mentre mi rendo conto che un altro del gruppo \u00e8 affetto da quella mania che porta ad effettuare acquisti compulsivi, \u00e8 Giuseppe, il solito medico di Tarquinia. Gi\u00e0 l&#8217;avevo notato in altre occasioni, tant&#8217;\u00e8 che avevo pensato che fosse in competizione con Fiorella, ma in questo magazzino ha comprato di tutto e di pi\u00f9, financo un autentico finto abito Armani che si \u00e8 fatto aggiustare e consegnare in hotel.<br \/>\n Dopo la cena in hotel, abbiamo appuntamento con Giacomo che ci far\u00e0 visitare i posti pi\u00f9 suggestivi della Shanghai notturna. La prima sosta \u00e8 nella zona commerciale chiamata Pudong, dove sorge la famosa antenna televisiva alta 499 metri e il Jinmao il grattacielo attualmente pi\u00f9 alto della Cina e il terzo al mondo, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina17.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>con i suoi 421 metri. Saliamo all&#8217;ultimo piano del grattacielo dove restiamo senza fiato per lo scenario che si presenta ai nostri occhi. E&#8217; indescrivibile! Dopo il Pudong, \u00e8 la volta del Bund, un grande viale che fiancheggia la riva sinistra dello Huangpo, ricco di lussuosi ed inavvicinabili negozi. Ultima tappa della serata \u00e8 un&#8217;ampia zona pedonale piena di ristoranti e locali multietnici dove notiamo e memorizziamo un ristorante italiano, non si sa mai, domani sera la cena \u00e8 libera.<\/p>\n<p> 14 marzo. La giornata odierna \u00e8 rilassante. Il programma prevede soltanto una passeggiata al giardino di Yu, breve visita alla citt\u00e0 vecchia, pranzo in ristorante e tutto il resto della giornata libera. Il giardino di Yu \u00e8 come al solito incantevole, ma non ha nulla di pi\u00f9 dei giardini visti sin qui. La visita alla citt\u00e0 vecchia lo facciamo in pullman in quanto \u00e8 iniziato a piovere e il pomeriggio libero, su suggerimento di quel furbetto di Giacomo, lo utilizziamo per anticipare la visita al museo di Sghanghai prevista per domani mattina, che sostituiremo con un&#8217;escursione fuori programma, a pagamento, organizzata dalla nostra lungimirante guida. Il museo di Shanghai \u00e8 interessante, anche se non particolarmente coinvolgente.<br \/>\n Come prevedibile per la cena la scelta \u00e8 ricaduta sul ristorante italiano, con esclusione della coppia veronese che da quando siamo giunti in Cina si \u00e8 sempre nutrita di cibo locale. Ci facciamo scrivere da Giacomo l&#8217;indirizzo del ristorante in cinese e chiamiamo due taxi. Ci vogliono quarantacinque minuti per arrivare a destinazione ed il tassametro segna il controvalore di 2,20 euro (in Italia nemmeno mi ci sarei seduto sul taxi per quella cifra). Do 30 Yuan (3 euro) al ragazzo dicendogli di tenere il resto, ma rifiuta quasi offeso e a forza mi consegna il resto. Cosa analoga \u00e8 successa agli occupanti del secondo taxi.<br \/>\n Il ristorante \u00e8 gestito da due italiani, un bellunese e l&#8217;altro fiorentino (?). Ordiniamo per tutti delle fettuccine al tartufo e un eccellente filetto al pepe verde per secondo, il tutto innaffiato da un buon Chianti. Il conto \u00e8 di 50 euro a persona, un costo esorbitante per la Cina, ma adeguato per noi.<\/p>\n<p> 15 marzo. L&#8217;escursione suggeritaci da Giacomo \u00e8 in una piccola localit\u00e0 vicina a Shanghai. Una cittadina (massimo due o tre milioni di abitanti), di cui non ricordo il nome, che, come Suzhou, sorge su dei canali. In pratica tutta la citt\u00e0 \u00e8 un grande mercatino all&#8217;aperto, per la gioia di Fiorella e di Giuseppe. Il programma prevede che nel primo pomeriggio il pullman ci dovr\u00e0 accompagnare all&#8217;aeroporto per prendere il volo per Xian, ma essendomi ricordato di aver letto da qualche parte di uno specialissimo treno che copre la tratta Shanghai aeroporto, propongo al resto del gruppo di optare per questa alternativa. Tutti sono d&#8217;accordo e per Giacomo non ci sono problemi.<br \/>\n Sono le 14:30 quando veniamo fatti scendere alla stazione del treno a levitazione magnetica. Si tratta dell&#8217;unico mezzo di questo genere al mondo, a fare regolare servizio di trasporto passeggeri. Il treno non ha ruote in quanto, utilizzando la forza magnetica, viaggia sollevato di qualche millimetro da terra. Non ha nemmeno un conduttore, poich\u00e9 \u00e8 tutto manovrato da computers. Potenzialmente potrebbe raggiungere i 600 Kmh, ma la tratta \u00e8 troppo breve per permettergli la massima velocit\u00e0. Perci\u00f2 ci accontenteremo di coprire i 30 Km. che ci separano dall&#8217;aeroporto, in 7 minuti esatti, cos\u00ec ripartiti: 3 minuti per raggiungere la velocit\u00e0 di 431 kmh, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina18.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>1 minuto nel quale mantiene questa velocit\u00e0 e i restanti 3 minuti per frenare. Quando il treno arriva silenzioso in stazione siamo tutti pronti a scattare fotografie e girare filmati. Gi\u00e0 dall&#8217;aspetto si intuisce la sua natura corsaiola. Da ogni porta che si apre automaticamente scendono delle hostess elegantissime. Non vi dico l&#8217;emozione di veder sfrecciare il terreno senza avvertire rumore alcuno, se non un leggerissimo ronzio. In ultimo \u00e8 interessante sottolineare che questo viaggio fuori programma ci \u00e8 costato solo 5 euro.<br \/>\n In volo verso Xian gi\u00e0 ci emozioniamo pensando alla visita di domani al famosissimo esercito di terracotta.<\/p>\n<p> 16 marzo. Tutta notte Fiorella \u00e8 stata sveglia. La famigerata maledizione di Montezuma l&#8217;ha violentemente colpita ed oggi dobbiamo rinunciare alle visite in programma. Avviso della nostra defezione Marino, il quale si preoccupa come non mai. E&#8217; veramente dolce questo ragazzo. Anche gli altri del gruppo quando hanno avuto notizia della cosa, ci hanno fatto gradita visita. In special modo gradita la visita di Giuseppe che ha dato diverse medicine a mia moglie, assicurandoci che per il giorno dopo si sarebbe ristabilita. Fiorella sonnecchia tutto il giorno, mentre io mi leggo la guida al capitolo in cui parla dell&#8217;esercito di terracotta.<\/p>\n<p> 17 marzo. Le medicine di Giuseppe sono state miracolose. Fiorella stamattina \u00e8 pimpante e, visto che abbiamo qualche ora prima di prendere il volo per Guilin, vuole che la porti fuori per una visita della citt\u00e0 e, magari, a guardare qualche vetrina. Nulla troviamo da acquistare e quindi si accontenta di comprare frutta secca e liofilizzata, che tutti insieme sgranocchieremo sul volo per Guilin, che raggiungiamo in serata.<\/p>\n<p> 18 marzo. Oggi \u00e8 la giornata che pi\u00f9 ho atteso. Come si \u00e8 forse sin qui capito, sono pi\u00f9 sensibile agli spettacoli della natura che non alle opere d&#8217;arte e, da quanto letto, sono certo che Guilin non deluder\u00e0 le mie aspettative. Il programma odierno prevede una crociera di quattro ore sul fiume Li, sino al villaggio agricolo di Yangshuo. Pranzo a bordo della motonave.<br \/>\n Delle nuvole basse coprono il cielo, anche se l&#8217;aria \u00e8 limpida e pulita. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/image004.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Ci imbarchiamo alle 10:00 e prendiamo posto a quello che sar\u00e0 il nostro tavolo da pranzo. Abbiamo gi\u00e0 consumato una ricca colazione in hotel, ma l&#8217;atmosfera&#8230;. la voglia di far passare velocemente il tempo che ci separa dalla partenza, ci fa decidere di ordinare qualcosa dal bar. Marino ci suggerisce scherzando una grappa di serpente, ma la sua provocazione, non cade nel vuoto e davvero ci facciamo portare al tavolo una bottiglia di grappa nella quale sono immersi cinque serpenti. Solo mia moglie ed io non cediamo alla tentazione, tutti gli altri la bevono davvero. Il comandante aziona la sirena che preannuncia la partenza ed io, armato di foto e videocamera, salgo sul ponte. Il fiume Li, \u00e8 anche chiamato fiume delle schegge di giada perch\u00e9 scorre tra formazioni montuose calcaree, che l&#8217;erosione dell&#8217;acqua e del vento ha modellato con una fantasia che solo madre natura \u00e8 in grado di esprimere, chiamate per l&#8217;appunto &#8220;schegge di giada&#8221;. Se non si tratta di leggenda, pare che siano state censite 33.333 schegge. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/image002.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Le colline sono ricoperte da una fittissima vegetazione similtropicale. Sembrerebbe di essere in navigazione su un fiume cambogiano o vietnamita. La nostra non \u00e8 l&#8217;unica motonave, ma un lunghissimo serpentone di barche scende dolcemente il fiume quasi in secca, in fila indiana. Le basse nuvole che nascondono le cime e lambiscono le chine delle colline pi\u00f9 alte, conferiscono al variegato paesaggio un aspetto irreale e, al contempo, affascinante. Il vento che mi investe \u00e8 fastidioso e comincia a scendere una leggera pioggerellina. In pochi resistiamo stoicamente all&#8217;aperto, la maggioranza delle persone si \u00e8 rifugiata al caldo della sala ristorante. Non riesco a staccarmi da questo miracolo della natura nemmeno quando mi chiamano per il pranzo. In prossimit\u00e0 di Yangshuo la pioggerellina diventa pioggia, per diventare diluvio quando attracchiamo. La visita del villaggio non \u00e8 possibile e saliamo sul pullman per tornare a Guilin. In serata decidiamo di assistere ad uno spettacolo di canti e danze cinesi. Lo spettacolo \u00e8 passabile, ma \u00e8 diventato storico quando una ballerina, dopo un attento sguardo alla platea, invita Fiorella sul palco, che diventa cos\u00ec una delle poche italiane a calcare un palcoscenico cinese.<\/p>\n<p> 19 marzo. La prima sosta della giornata \u00e8 presso un laboratorio della seta. Ci \u00e8 mostrato tutto l&#8217;interessante processo di lavorazione, dal bozzolo al prodotto finito. Dopo la visita del laboratorio siamo ovviamente portati nel reparto vendite. Qui, questa volta io consenziente, compriamo due stupendi copriletti in seta pura, imbottitura compresa, ed una giacca e camicia per mia moglie, anch&#8217;esse in seta. Mi piace acquistare prodotti difficilmente reperibili in Italia per manifattura e qualit\u00e0. Lasciato il laboratorio andiamo alla grotta del flauto di bamboo. Non \u00e8 una grotta all&#8217;altezza delle nostre di Postumia, Frasassi o Castellana, ma vale la pena essere vista, soltanto per la strana e simpatica illuminazione utilizzata (molto uso di luci bianche verdi e rosse).<br \/>\n Dopo pranzo prendiamo il nostro volo per Canton che raggiungiamo in serata. La cena \u00e8 libera. Ad esclusione dei soliti veronesi, che vanno alla ricerca di un ristorante cinese, noi ci fermiamo a cena in hotel, dove gustiamo squisiti cibi occidentali. D&#8217;altro canto si dice che a Canton si mangia tutto ci\u00f2 che ha quattro zampe, ad esclusione delle sedie. Meglio non rischiare.<br \/>\n Dopo cena andiamo a piedi alla via principale della citt\u00e0, Via Pechino, seguendo il tragitto che ci ha spiegato in precedenza Marino. Qui si danno tutti allo shopping pi\u00f9 sfrenato. Giuseppe torna carico come un mulo. Fiorella, soddisfatta degli acquisti mattutini, si accontenta di comprare solo un altro trolley di cui, ormai, abbiamo impellente necessit\u00e0. <\/p>\n<p> 20 marzo. La mattinata \u00e8 all&#8217;insegna degli acquisti. La prima tappa \u00e8 presso un laboratorio di perle di mare coltivate. Anche qui, prima di essere accompagnati al reparto vendite, siamo invitati in una saletta dove ci vengono servite delle bevande e dove proiettano un filmato in cui \u00e8 spiegato in italiano il sistema di far produrre una perla ad un&#8217;ostrica. E&#8217; spiegato il motivo della diversa colorazione delle perle che \u00e8 in funzione dei diversi minerali presenti nell&#8217;acqua ed il motivo per cui una perla di mare \u00e8 molto pi\u00f9 preziosa di una perla di fiume. Quest&#8217;ultima spiegazione ha dato risposta ad un interrogativo che mi ero posto a Tongli. La risposta \u00e8 semplice; mentre un&#8217;ostrica d&#8217;acqua dolce produce numerosissime perle (anche una ventina) un&#8217;ostrica di mare ne produce una ed una soltanto. Nel reparto vendite sono io che insisto, per la verit\u00e0 non pi\u00f9 di tanto, per regalare a mia moglie una parure composta da collana, braccialetto ed orecchini di perle bianche rosa e nere. Anche alla sosta successiva, in un laboratorio di porcellane, sono io che mi innamoro e compro un vasetto di finissima porcellana, alto si e no una ventina di centimetri. La porcellana \u00e8 tanto fine che la fiammella di un fiammifero traspare attraverso il vaso.<br \/>\n Dopo aver salutato ed abbracciato Marino, che non \u00e8 riuscito a trattenere una lacrima,ognuno di noi gli consegna una busta con la meritatissima mancetta e nel pomeriggio ci imbarchiamo su un catamarano che in un paio d&#8217;ore ci fa sbarcare ad Hong Kong. <br \/>\n Hong Kong di sera \u00e8 un incanto, ma dobbiamo rientrare presto per cominciare a dare una sistemata definitiva ai bagagli, dato che domani sera ripartiremo per l&#8217;Italia. La guida di Hong Kong, inoltre, ci avvisa che le compagnie aeree sono molto severe sul peso in eccesso (costo \u20ac 30 per ogni chilogrammo di eccedenza), in particolare la Lufthansa. Ti pare, a me \u00e8 capitata proprio la Lufthansa sulla cui severit\u00e0 ho avuto conferma l&#8217;anno scorso al ritorno dall&#8217;India. Beati quelli di Tarquinia ed i triestini che tornano con Airfrance mentre i veronesi, che tornano con Austrian, non hanno alcun problema di sovrappeso. In serata nasce una discussione con mia moglie per quel maledetto cappello da mondina che da venti giorni ci trasciniamo per tutta la Cina e che ora non sappiamo proprio come sistemare. La discussione ha termine quando Fiorella rompe finalmente il cappello e lo butta nel cestino. Da un&#8217;attenta analisi il nostro bagaglio \u00e8 cos\u00ec composto: due valigioni rigidi e due trolley stracolmi, i due piumoni pressati e confezionati a mo&#8217; di valigia, la macchina fotografica e la videocamera e infine la borsetta, per usare un eufemismo, di mia moglie.<\/p>\n<p> 21 marzo. La giornata \u00e8 soleggiata e calda. D&#8217;altro canto Hong Kong si trova a sud del Tropico del Cancro, circa <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina19.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>alla stessa latitudine delle Hawaii e di Bahamas. La guida ci accompagna in un punto della baia dal quale, con un solo colpo d&#8217;occhio, si abbraccia tutta la skyline dell&#8217;isola. Migliaia di volte il sole si riflette sulle finestre a specchio dei grattacieli. In quanti films avr\u00f2 visto questo spettacolo, ma essere qui \u00e8 tutt&#8217;altra cosa. Le nostre macchine fotografiche sono sottoposte a superlavoro. Il tempo a disposizione \u00e8 poco e subito andiamo ad ammirare la citt\u00e0 da un&#8217;altra prospettiva, dalla vetta del Victoria Peak, la collina che si trova alle spalle del centro abitato. Anche da qui, come in una sorta di d\u00e9j\u00e0 vu, il paesaggio non mi \u00e8 nuovo. Dalla nostra posizione possiamo vedere tutta la citt\u00e0 e la famosissima baia. Per riuscire a fare qualche fotografia dal balcone devo fare non meno di mezz&#8217;ora di fila. A fine mattinata, a bordo di una barca, facciamo un piccolo giro nella baia di Repulse dove centinaia d&#8217;imbarcazioni ancorate, sono adibite ad abitazione. Le visite mattutine sono terminate e siamo lasciati liberi per il resto del pomeriggio. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cina2007\/cina20.gif\" width=\"215\" height=\"143\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Fiorella ed io andiamo a mangiare in un eccellente ristorante all&#8217;aperto, dopo di che facciamo una passeggiata per le caotiche vie della citt\u00e0. Sono in crisi d&#8217;astinenza da fumo; ad Hong Kong \u00e8 vietato fumare anche nei giardini pubblici, o meglio, ci sono poche e minuscole zone fumatori, difficili da trovare e inoltre fumare qui non d\u00e0 soddisfazione.<br \/>\n Alle 18:00 ci ritroviamo tutti nel magazzino dell&#8217;hotel per controllare i bagagli che vanno caricati sul pullmann e via verso l&#8217;aeroporto. Ognuno di noi si reca al banco della propria compagnia per il ceck in, dandoci appuntamento a pi\u00f9 tardi per i saluti. La guida mi accompagna perch\u00e9 sono il primo a partire, ricordandomi ancora una volta che la compagnia teutonica non si \u00e8 mai dimostrata elastica sul peso in eccesso. Al banco c&#8217;\u00e8 una cinesina gracilina, che strabuzza gli occhi quando pongo sulla pesa il primo valigione, che da solo assorbe quasi tutto il consentito. Per farla breve valige e trolley pesano complessivamente un&#8217;ottantina di chili. Quindi la cinesina insiste per pesare i piumoni che a gesti cerco di far capire che si tratta del mio bagaglio a mano. Non c&#8217;\u00e8 verso di convincerla. Pesati i piumoni fa cenno a mia moglie di porre sulla bilancia il borsone trasportato a mo&#8217; di borsetta. Sempre a gesti cerco di farle capire che dentro la borsetta ci sono i trucchi, mimo il gesto di mettermi il rossetto ed il mascara. Devo esserle apparso davvero buffo; scoppia in una fragorosa risata e appone su tutti i miei bagagli l&#8217;OK all&#8217;imbarco. Come mi ha detto bene!<br \/>\n Il gruppo si sta riunendo, all&#8217;appello mancano solo i consuoceri di Tarquinia che stanno effettuando il ceck in con Airfrance. Passa parecchio tempo quando torna la guida che ci comunica di andarcene. I nostri amici hanno incontrato dei problemi. Giuseppe ha dovuto pagare 1.500 euro di supplemento peso, mentre Antonio, il consuocero, sta riaprendo tutte le valige per buttare tutto ci\u00f2 di pesante che ha poco valore.<br \/>\n E&#8217; giunta l&#8217;ora di imbarcarci. Domani a mezzogiorno saremo a casa. <\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"95%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"5%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td width=\"95%\"><a href=\"http:\/\/www.booking.com\/country\/cn.html?aid=304846\" target=\"_blank\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Hotel consigliati in Cina<\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Colnaghi\u00a0&#8211;\u00a0 Avvertenza: questo racconto non \u00e8 indicato a chi cerca informazioni utili circa <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/cina-visitare-la-canna-fumaria\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2507,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,84],"tags":[85,454],"class_list":["post-2506","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-cina","tag-cina","tag-giovanni-colnaghi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - 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