{"id":2783,"date":"2017-01-16T22:14:32","date_gmt":"2017-01-16T21:14:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=2783"},"modified":"2017-01-16T22:14:32","modified_gmt":"2017-01-16T21:14:32","slug":"viaggio-cina-urumqi-beijing-passando-taklamakan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/viaggio-cina-urumqi-beijing-passando-taklamakan\/","title":{"rendered":"Viaggio da Urumqi a Beijing passando per il Taklamakan"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Stile23\">di <a href=\"mailto:filippiesordini@libero.it\">Patrizia Sordini<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n XINJIANG: regione autonoma della Repubblica Popolare della Cina. <br \/>\n Confina con la Regione autonoma del Tibet, il Qinghai, il Gansu, la Mongolia a est.<br \/>\n La Russia a nord<br \/>\n Il Kazakhistan, il Kirghizistan, il Tajikistan, l&#8217;Afghanistan, il Pakistan e il Kashimr a Ovest.<br \/>\n Il suo nome significa \u201cNUOVA FRONTIERA\u201d ma i suoi abitanti preferiscono chiamare la loro terra \u201cTURKESTAN ORIENTALE\u201d <br \/>\n <!--more--> La sua superficie \u00e8 di 1.650.000 Km quadrati e ha una popolazione di 19 milioni di abitanti.<\/p>\n<p> Ci siamo. Eccoci a Nizza.<br \/>\n Certo dopo la brutta esperienza di ieri, il mio umore non \u00e8 dei migliori. Una cosa spaventosa, se fossi stata superstiziosa sarebbe stato un dramma. Comunque anche cos\u00ec sono rimasta molto scossa.<br \/>\n Il motivo di tanto affanno? Semplice, mi \u00e8 scoppiata la caffettiera. Non mi riesco a spiegare come abbia potuto fare, ma l&#8217;effetto \u00e8 stato terribile. La cucina \u00e8 praticamente tutta imbrattata di fondo di caff\u00e8.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0524.JPG\" alt=\"viaggio in Cina\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/><br \/>\n Si trova ovunque, e dovevo andare via, non avevo il tempo di pulire, quindi adesso sono qui all&#8217;aeroporto, seduta senza fare niente, aspettando&#8230;e ripensando a casa, ringraziando il signore che non mi sono fatta niente!<br \/>\n Ci mettiamo in coda, Dom (mio marito) e io, abbiamo il biglietto elettronico, ogni anno \u00e8 diverso. Si avvicina un addetto, ci spiega che non serve fare la fila, possiamo fare benissimo da soli, ci sono le macchinette apposta! Lo guardo dritto negli occhi, intanto penso ma questo dice sul serio? E&#8217; tutto vero, infatti, notando il nostro imbarazzo esegue lui la trafila, per quest&#8217;anno \u00e8 andata, tanto l&#8217;anno venturo sicuramente studieranno qualche altra diavoleria.<br \/>\n L&#8217;aereo per Pechino partir\u00e0 alle 11,10, sono le 9,00, nell&#8217;attesa cerco di rilassarmi, intanto mi guardo intorno: quanta gente in movimento!<br \/>\n I controlli sono meticolosi, meno male, sembra una perdita di tempo, ma nessuno si lamenta, anzi ringraziamo tutti molto soddisfatti.<br \/>\n Il tempo di sgranocchiare un assurdo panino offerto dalla compagnia e si atterra gi\u00e0 a Londra, ho viaggiato al fianco di un colosso di 200 chili, almeno, e continuava a lievitare! L&#8217;atterraggio \u00e8 stato un pochino violento&#8230;<br \/>\n L&#8217;aeroporto di Londra \u00e8 spaventoso, ciclopico, esagerato, colossale e lo stanno ancora ingrandendo&#8230;<br \/>\n C&#8217;\u00e8 gente ovunque, c&#8217;\u00e8 chi dorme per terra aspettando di continuare il suo viaggio, c&#8217;\u00e8 che si abbuffa al ristorante&#8230;<br \/>\n Il volo per Beijing dura almeno 8 ore. Sembra impossibile, ma partendo da Londra nel tardo pomeriggio, non abbiamo visto tramontare il sole, passando molto a Nord, la giornata \u00e8 praticamente senza fine. Atterriamo in perfetto orario, il nuovissimo aeroporto ci accoglie, com&#8217;\u00e8? Scandalosamente bellissimo! La sua struttura futurista ammaglia, si starebbe ore a guardare, sembra fantascienza e invece \u00e8 tutto reale. Recuperiamo i bagagli, prendiamo un trenino ed eccoci nel \u201cvecchio\u201d aeroporto, qui arrivai 10 anni fa, ora \u00e8 stato declassato per i voli nazionali. Alle 15, ora di Beijing, abbiamo il volo per Urumqi. Una volta qui c&#8217;era solo deserto, ora la metropoli fa circa 2.100.000 abitanti, da non credere.<br \/>\n <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0107.JPG\" alt=\"viaggio in TURKESTAN ORIENTALE\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>E&#8217; la citt\u00e0 in assoluto pi\u00f9 lontana da tutti i mari. La guida \u00e8 gi\u00e0 che ci aspetta, la burocrazia si \u00e8 molto snellita dall&#8217;ultima volta che sono stata qui, facciamo presto. Salutiamo la ragazza che ci presenter\u00e0 questa citt\u00e0 enorme, \u00e8 cinese, dopo le presentazioni ci tiene a precisare che qui, nello Xinjiang le razze sono tutte uguali, i cinesi e i Uiguri hanno le stesse opportunit\u00e0, frequentano la stessa scuola e vanno molto d&#8217;accordo, insiste parecchio su questo. Posate le valigie andiamo a cenare, un superbo ristorane cinese, la cena \u00e8 squisita e succulenta, ma abbiamo molto sonno e siamo molto stanchi.<br \/>\n Al mattino visita al Lago del Cielo, per arrivarci <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0096.JPG\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>c&#8217;\u00e8 un&#8217;autostrada a sei corsie, \u00e8 praticamente finita, presto arriveranno anche gli alberghi e tutte quelle strutture di indubbio gusto che piacciono tanto ai cinesi, ma per adesso a parte l&#8217;autostrada tutto \u00e8 ancora integro. Il primo tratto lo facciamo con l&#8217;automobile, il secondo su un pulmino e il terzo \u00e8 facoltativo: a piedi o con una specie di pulmino elettrico. Naturalmente saliamo a piedi. I cinesi si stanno interessando anche loro all&#8217;ambiente, o almeno ci provano. <br \/>\n Si possono noleggiare dei battelli, noi abbiamo preferito fare il giro del lago seguendo le sue sponde. Il pranzo \u00e8 stato una favola, spiedini riso e altre ghiottonerie. Nel pomeriggio visita al gran bazar, naturalmente da soli. Mi sento molto stanca e assonnata, la guida continua a chiedermi se sto bene&#8230;il gran bazar sembra ossigenarmi, dimentico i miei problemi e mi tuffo nei colori e negli odori inebrianti, odori cos\u00ec forti e penetranti che si fissano sui vestiti e sulla pelle.<br \/>\n Le etnie effettivamente sono molte, un vero crogiolo di razze: cinesi, uiguri, asiatici delle repubbliche ex sovietiche, russi, una bimba aveva i capelli biondi e ricci, le sembianze cinesi, un vero spettacolo!<br \/>\n La guida, cinese, continua a rimarcare che vanno tutti molto d&#8217;accordo, che la convivenza \u00e8 piacevole e vige tra loro il massimo rispetto, avendo di natura un carattere positivo le voglio credere.<br \/>\n Sono le 19,30 le 13,30 a casa, siamo all&#8217;aeroporto, di nuovo, destinazione Kashgar, arrivati dopo un volo di circa 1,30, incontrata la nuova guida, un ragazzo Uiguro, rimandiamo tutte le esplorazioni a domani.<br \/>\n Prima visita verso il Karakuli 3800 metri, il lago si trova ai piedi del Monte Muztang di 7546 metri, chiamato il padre delle montagne di ghiaccio, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0171.JPG\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>il tempo \u00e8 magnifico: l&#8217;azzurro del cielo, il bianco della neve e il rosso delle montagne, offrono una gioia per gli occhi e una pace per lo spirito; il fiume che forma questo lago non arriver\u00e0 mai in nessun mare, infatti esso si perde nel deserto.<br \/>\n La strada continua e attraverso il mitico Khunjerab Pass si pu\u00f2 arrivare in Pakistan, ma ora non \u00e8 consigliabile, questo paese non \u00e8 sicuro per i turisti, anche se la nostra guida \u00e8 ottimista e ci dice con estrema sicurezza che fra un anno il Pakistan sar\u00e0 di nuovo sicuro. Come invidio quei viaggiatori che hanno potuto vedere questo meraviglioso paese, prima che l&#8217;integralismo e il terrorismo lo rovinassero e spero tanto che la guida abbia ragione, anzi voglio credere alle sue parole.<br \/>\n Non si incontra nessuno, alcuni cammelli pascolano felici, chiss\u00e0 forse saranno liberi? Mi piace comunque pensarlo. Kashgar \u00e8 sempre stato un punto strategico per le carovane, passa di qui la mitica Via Della Seta, ancora oggi gli scambi commerciali sono molto fiorenti. Ovunque miniere di carbone, che lavoro bestiale! Cerco di immaginare gli uomini dentro quelle caverne, la fatica che fanno e il pericolo che devono affrontare&#8230;<br \/>\n Siamo fermi, nel nulla come d&#8217;incanto si materializza un posto di blocco. Alcuni militari minuziosamente ci controllano i documenti, i visti, ci sono delle belle inquadrature potrei fare qualche scatto&#8230;non mi fido, dove ci sono i militari \u00e8 meglio non farsi notare!<br \/>\n Il tempo era bellissimo, ora, purtroppo che siamo sulle rive del lago il cielo si \u00e8 coperto, possiamo dire addio a tutti gli effetti di luce che ci avevano promesso, \u00e8 sicuramente suggestivo essere qui, ma il nuvoloso appiattisce le acque rendendole una distesa di acqua grigiastra: un vero peccato.<br \/>\n Ora per il pranzo ci sono due possibilit\u00e0: o si pranza al ristorante dal lago, turistico e vegetariano. Oppure ci si ferma da una signora che cucina dell&#8217;ottima zuppa di pecora. E&#8217; logico che scegliamo la signora e la sua zuppa.<br \/>\n La scelta \u00e8 giusta, infatti a queste quote non ci sono verdure, quindi queste devono essere importate, le pecore, invece sono allevate insieme agli yak costituiscono la dieta delle popolazioni locali. La zuppa \u00e8 molto buona, c&#8217;\u00e8 della carne di pecora bollita cipolla e pane fresco da inzuppare nel brodo, l&#8217;ambiente \u00e8 molto colorato, tappeti variopinti fanno da pavimento e da seduta, drappi colorati alle pareti aggiungono ancora allegria a tutto l&#8217;insieme, mi piace!<br \/>\n L&#8217;oste e la sua famiglia vivono di allevamento e arrotondano servendo i turisti di passaggio. La porzione di zuppa \u00e8 costata 20 yuen (20 cent di euro) a porzione&#8230;<br \/>\n Sono gi\u00e0 in macchina da qualche minuto e mi rendo <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0236.JPG\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>conto di aver dimenticato la mia sciarpa dalla signora, mi rammarico, era un ricordo di mia mamma, ma ormai non posso tornare indietro, vorr\u00e0 dire che la signora si ricorder\u00e0 di me&#8230;<br \/>\n Sulla via del ritorno ci siamo trovati faccia a faccia con una tempesta di polvere. Spaventosa, sembra un muro, si vede gi\u00e0 da lontano, la strade entra al suo interno e non si vede pi\u00f9 niente. E&#8217; peggiore della nebbia, infatti dobbiamo tenere i finestrini chiusi e nonostante tutto si sente la polvere che si insinua dappertutto. La guida ci dice che si tratta di un fenomeno eccezionale, ma non si direbbe osservando le persone. Sono tutte molto tranquille, riusciamo a vederle solo quando sono a pochi metri dall&#8217;automobile, anche i bimbi, da soli, percorrono la strada con la loro borsa dei libri, tranquilli, qualcuno indossa una mascherina, altri si sono coperti la faccia con dei fazzoletti, un motociclista e il suo bimbo immersi in questa tormenta proseguono il loro cammino&#8230;<br \/>\n Loro non sono allarmati, ma per me \u00e8 stata un&#8217;esperienza forte.<br \/>\n L&#8217;effetto \u00e8 provocato dal vento implacabile, alza la polvere, questa \u00e8 leggera e rimane sospesa e continua a salire, intanto altra se ne aggiunge fino a oscurare il sole, come se fosse nuvoloso, fino a togliere la visuale e il respiro. Si vede gi\u00e0 da lontano, il cielo prende il colore della terra, e si vede che si avvicina. Nel momento pi\u00f9 cruciale ho pensato alle carovane, quando si trovano e si trovavano in questa situazione, questa zona \u00e8 da sempre molto battuta, stiamo percorrendo la propaggine del deserto dei Gobi, che qui si unisce con il deserto del Taklimakan. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0353.JPG\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Chiss\u00e0 quante di queste carovane non sono riuscite a superare questi spazi, chiss\u00e0 quanta gente ha inghiottito questo enorme deserto. E non dobbiamo dimenticare che anche grazie a loro se il progresso \u00e8 andato avanti, infatti da sempre lo scambio culturale ha portato progresso e lo lo scambio economico ha portato ricchezza. Io mi arrabbio come una iena quando sento certe persone, ignoranti che protestano contro la globalizzazione, questa infatti c&#8217;\u00e8 sempre stata, prima toccava pochi paesi, quelli conosciuti o raggiungibili, e poi cosa fanno per protestare? Usano INTERNET! Non si pu\u00f2 fermare il progresso e lo sviluppo.<br \/>\n E poi, se noi abbiamo raggiunto un buon tenore di vita e abbiamo degli agi, perch\u00e8 non dovrebbero averli anche loro? Dovrebbero restare cos\u00ec almeno noi possiamo andarli a vedere? Non mi sembra giusto.<br \/>\n Ma ritornando alla tempesta, \u00e8 stata superata, ne siamo fuori, ma vi assicuro: \u00e8 stato spaventoso.<br \/>\n La cena la consumiamo in un ristorante Uiguro, ancora pecora bollita e nudols di farina di grano, praticamente pasta e yogurt molto acido, come dovrebbe essere, niente birra.<br \/>\n Parlando la nostra guida ci illustra il suo pensiero sugli occhiali da vista. Io sono obbligata a portarne due paia, per vicino e per lontano, secondo la sua teoria \u00e8 la carne di maiale che fa perdere la vista, infatti ci fa notare che i mussulmani non portano occhiali perch\u00e8 ci vedono benissimo, poi si accorge che ne porto due paia e ridendo mi chiede: \u201cma quanta carne di maiale ti sei mangiata?\u201d <br \/>\n In mattinata giro panoramico della citt\u00e0, fino alle 11,00 non c&#8217;\u00e8 mai nessuno in giro, che dormiglioni.<br \/>\n Bellissimo il mausoleo di APAK HOJA MAZAR, <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0189.JPG\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>e anche molto bella la sua storia. Ci troviamo sempre a Kashgar, Nel 1640 circa \u00e8 arrivato in queste terre dal Turchenistan Apak Hoja Mazar, con lui ha portato il culto di Maometto cio\u00e8 l&#8217;Islam, prima tutta la popolazione era buddista. Fond\u00f2 la Madrasa, ovvero la scuola coranica, si spos\u00f2 ed ebbe dei figli, molti. Uno dei suoi figli, alla morte del padre, fece costruire questo mausoleo in ricordo del genitore. Attualmente riposano qui 72 persone 5 generazioni.<br \/>\n Nel 1956 ci fu uno spaventoso terremoto. Il mausoleo fu raso al suolo. La popolazione si prodig\u00f2 per ricostruirlo, anzi la ricostruzione ricominci\u00f2 proprio da qui. Tanta era la devozione. Le piastrelle che rivestono l&#8217;intero edificio sono state cotte in un forno lontano 200km. , furono portate fino a qui di mano in mano, le strade erano tutte divelte. Cerco di immaginare una colonna umana di 200km. Ma con tutta la buona volont\u00e0 non riesco a credere&#8230;<br \/>\n Esternamente ricorda i monumenti dell&#8217;Asia Centrale, internamente tutti i sarcofagi, 72, ricoperti ognuno da drappi damascati dai colori sgargianti, messi tutti intorno a quello pi\u00f9 importante di Apak, quelli delle donne pi\u00f9 piccoli, quello dei bimbi ancora pi\u00f9 piccolini mi d\u00e0 un senso di sgomento&#8230;quanta gente!<br \/>\n Contemplando la maestosit\u00e0 dell&#8217;edificio e, rilassati dalla disponibilit\u00e0 della guida oso chiedere: \u201cQuando sono arrivati i cinesi nello Xinjiang?\u201d<br \/>\n So che \u00e8 una domanda inutile, su qualsiasi libro di storia troverei la risposta, ma avendo io un vuoto di memoria e avendo l&#8217;occasione di avere le risposte senza fatica&#8230;ne approfitto. La guida, improvvisamente si fa serio, \u00e8 un giovane ragazzo, mussulmano uiguro, mi guarda dritto negli occhi e ha pronunciato queste parole: \u201cmi chiedi quando i cinesi hanno LIBERATO lo Xinjiang? Vai su qualsiasi libro di storia e trovi le risposte che cerchi, io non parlo di politica!\u201d<br \/>\n POLITICA??? ma io volevo parlare di storia!<br \/>\n Ma poco dopo arriva il suo primo messaggio in codice, confessa di saper parlare e capire meglio l&#8217;inglese che il cinese.<br \/>\n Per i mussulmani di qui il giorno di preghiera \u00e8 il gioved\u00ec, cos\u00ec mi dicono, ma anche stando molto attenti non siamo riusciti a sentire neanche un muezzin, forse il governo cinese tollera le moschee ma non vuole troppo rumore? Non oso pi\u00f9 fare domande.<br \/>\n Finalmente il tanto atteso mercato del bestiame, si svolge tutte le domeniche a Kashgar.<br \/>\n Non \u00e8 molto affollato, pensavo di trovare pi\u00f9 confusione, sinceramente. Mi rendo conto subito che un&#8217;intera ala \u00e8 vuota: quella dei cammelli, infatti mi dicono che lo scambio di questi animali si svolge a settembre, mannaggia alle mie strelitzie&#8230;\u00e8 per colpa loro se il tour l&#8217;ho dovuto effettuare a giugno! A settembre ci sono i nomadi Kirghisi, vendono i loro cammelli, dopo averli sfruttati tutta l&#8217;estate, l&#8217;inverno da queste parti \u00e8 molto freddo 20-30 gradi sotto zero, tutte le bestie superflue vengono vendute e ricomperate poi all&#8217;inizio della stagione successiva.<br \/>\n Girovagando tra il bestiame mi trovo nella zona dei \u201cbasti\u201d tutti i cordami, selle, morsi e&#8230;fruste sono ben esposti.<br \/>\n Mi si avvicina un venditore e mi offre una frusta, cerco di fargli capire che a me non serve. Ma lui con i suoi occhi vispi mi dimostra come posso usarla: indicandomi mio marito e facendo la mossa di frustarlo sulle gambe, confermando il mio sospetto: L&#8217;uomo ha il potere, ma la donna ha il comando!<br \/>\n Molto interessante assistere alle contrattazioni, anche se non si capiva niente di quello che dicevano, ma i gesti, le mosse e gli sguardi sono universali, molti anni fa al mercato del bestiame di VICOFORTE in Piemonte ho visto le stesse identiche trattative. Il compratore e il venditore stanno faccia a faccia, a un palmo di naso, e urlano forte come due persone che litigano, quando finalmente trovano l&#8217;accordo i sorrisi e le strette di mano si sprecano, poi guardando bene si capisce chi ha fatto l&#8217;affare migliore, infatti quello \u00e8 il pi\u00f9 felice.<br \/>\n Gli uiguri mangiano moltissima carne: pecora, agnello, montone, polli, non buttano via nulla, n\u00e9 pelle n\u00e9 grasso. Tutto viene cucinato. In questo mercato non si vedono cinesi, in molti quartieri non si vedono cinesi, sembra che vivano vite separate, camminano<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0237.JPG\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> fianco a fianco ma le loro strade non si incrociano, mai. Una cosa che non riuscivo a spiegarmi, il pranzo da quando siamo nello Xinjiang, viene sempre servito alle 15,00, poi inaspettatamente la guida si svela, loro, gli uiguri, seguono un&#8217;ora diversa da quella di Pechino, diversa di due ore, quindi quando a Pechino sono le 15,00 da loro sono le 13,00 ecco perch\u00e8 pranzano cos\u00ec tardi, ecco perch\u00e8 al mattino prima delle 11,00 non si vede nessuno in giro.<br \/>\n Solo gli uffici, i treni e gli aerei seguono l&#8217;ora ufficiale.<br \/>\n La mattinata \u00e8 cominciata cos\u00ec-cos\u00ec, non sto troppo bene, stanotte ho dormito poco e male, alle 10,00 abbiamo l&#8217;appuntamento con la guida. Alle 9,40 bussano alla porta, \u00e8 la cameriera ai piani, entra e perquisisce tutta la stanza, noi siamo qui e guardiamo increduli. Controlla meticolosamente ogni cosa. Ci sentiamo a disagio. E&#8217; tutto a posto, A questo punto sorride e ci dice che possiamo andare. Questi cinesi!<br \/>\n Oggi ci aspetta una tappa lunghissima, circa 850 km. Attraverso il deserto. La strada \u00e8 velocissima, molto bella, ma il limite di velocit\u00e0 consentito \u00e8 di 50 km orari, ci sono molto spesso dei posti di blocco, controlli su controlli, all&#8217;ultimo la guida e l&#8217;autista bestemmiano in turco, non capiamo ma non vogliamo fare domande, riusciamo poi a sapere il motivo di tale reazione: i militari vogliono che in macchina ci sia un estintore, li capisco&#8230;non sono ancora pronti per la prevenzione.<br \/>\n Per il pranzo ci siamo fermati in un ristorantino in una citt\u00e0 anonima, tutti palazzoni di stile sovietico, bruttissimi. In compenso il pasto \u00e8 buono: piccioni alla griglia.<br \/>\n Proseguendo incontriamo un incidente: un passante \u00e8 stato investito da un motociclista. Il poverino ha la testa insanguinata, \u00e8 seduto sul ciglio della strada, sembra spaventato e sofferente, ma intorno a lui non c&#8217;\u00e8 nessuno, sono tutti intenti a osservare la moto, a rilevare gli eventuali danni subiti dalla carrozzeria o dal motore, certo qui la vita umana ha un altro valore, mentre i motori sono un bene prezioso, per capire bisognerebbe vivere qui, comunque osservo senza giudicare.<br \/>\n La visita di oggi non \u00e8 stata molto interessante, l&#8217;unico sito \u00e8 un mausoleo dedicato a una regina che scrisse un poema. Forse l&#8217;unica cosa interessante \u00e8 politica, cio\u00e8 il riconoscimento da parte dei cinesi di un poema uiguro, noto che c&#8217;\u00e8 sempre pi\u00f9 tolleranza&#8230;<br \/>\n La citt\u00e0 non \u00e8 assolutamente interessante.<br \/>\n Di nuovo in viaggio, di nuovo deserto, non c&#8217;\u00e8 nulla a destra e nulla a sinistra.<br \/>\n La strada \u00e8 molto scorrevole, molto trafficata.<br \/>\n Fa abbastanza caldo e il cielo \u00e8 coperto.<br \/>\n Guardando una cartina ci rendiamo conto di essere tra il Tibet e e il deserto, quello del non ritorno, il Taklimakan, appunto.<br \/>\n Tutta la zona \u00e8 famosa per la forgiatura dell&#8217;acciaio, \u00e8 la prima attivit\u00e0.<br \/>\n Nel pomeriggio ci fermiamo vicino a un fiume, la guida esce un&#8217;anguria e con il suo coltello nuovo, appena comperato, ne fa delle fette e le distribuisce a tutti: deliziosa.<br \/>\n Riprendiamo il viaggio. Ogni tanto si incontra un&#8217;oasi, e come d&#8217;incanto molta gente appare dal nulla. Non saprei dire se sono oasi naturali. Ma conoscendo i cinesi, fanno presto, loro a fare due canali e portare l&#8217;acqua anche a molti chilometri di distanza.<br \/>\n Ovunque \u00e8 possibile ci sono delle coltivazioni di pioppi, sono usati per il legname.<br \/>\n Eccoci a Hotan, la prima citt\u00e0 dopo Kashgar dove pernotteremo.<br \/>\n Altro messaggio in codice da parte della guida.<br \/>\n Ci accompagna per la cena in un ristorante cinese, ci dice che pensa che vogliamo cambiare men\u00f9. Va bene. Ma il ristorante da lui scelto \u00e8 una topaia nel vero senso della parola. Ora se fossi in un&#8217;oasi in mezzo al deserto non mi meraviglierei, ma siamo in una citt\u00e0 enorme, Dom mi guarda, io guardo la guida, siamo imbarazzati. Allora lui capisce e ride, non vi va bene? Chiede, allora vi porto in un ristorante uiguro&#8230;il pi\u00f9 lussuoso che abbia mai visto!<br \/>\n Entrando ci dice divertito: \u201cquesto \u00e8 il ristorante della mia gente, quello era un ristorante cinese, visto la differenza?\u201d<br \/>\n Hotan!<br \/>\n Primo giro al mattino presto nelle sue strade.<br \/>\n E&#8217; una tipica citt\u00e0 dell&#8217;Asia centrale, non c&#8217;\u00e8 un vero centro storico, sembra tutta moderna, tutto ricostruito. Sono zone altamente sismiche e quello che \u00e8 risparmiato dai terremoti non sopravvive ai cinesi. Grandi marciapiedi e strade enormi, palazzi e grattacieli, pensare che fino a pochi anni fa era anche lei una semplice oasi nel grande deserto.<br \/>\n Girovagando eccoci nella Piazza del Popolo, ogni citt\u00e0 cinese ha la sua. E&#8217; dominata da una gigantesca statua di Mao che abbraccia un contadino uiguro, a memoria della loro liberazione&#8230;da cosa poi?<br \/>\n La cosa interessante, per\u00f2 \u00e8 l&#8217;edificio che d\u00e0 sulla piazza. E&#8217; uno stabile adibito a uffici, sul suo tetto fa bella mostra di s\u00e9 il logo del nucleare, che diavoleria sia non ci \u00e8 dato di capire. Ma quello che notiamo \u00e8 molto interessante. Sono le 8,30, tutti gli impiegati sono arrivati, prima di salire ai loro rispettivi uffici&#8230;fanno mezz&#8217;ora di ginnastica&#8230; vedrete&#8230;i cinesi conquisteranno il mondo!<br \/>\n Finito l&#8217;esercizio fisico, si procede alla lettura del programma della giornata, tutto il lavoro da portare a termine nelle 10 ore di lavoro. Ecco la differenza tra noi e loro: la produttivit\u00e0 e la disciplina!<br \/>\n Siamo con la guida, dobbiamo pagare pegno. Infatti, in qualsiasi paese, se hai la guida arriva il momento che DEVI andare nel tristissimo negozio di souvenir! Non se ne pu\u00f2 fare a meno. Non comperiamo mai nulla in questi posti, ma tant&#8217;\u00e8 ogni tanto ci tocca. In questo caso \u00e8 un laboratorio di giada. Nei fiumi di questa zona se ne trova tanta, qui la lavorano e la vendono. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0459.JPG\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Alla faccia della sicurezza sul lavoro! Gli operai sono tutti giovanissimi, tagliano la pietra senza alcuna protezione n\u00e9 per gli occhi n\u00e9 per le mani. L&#8217;esposizione: \u00e8 scandalosamente cara. I prezzi si aggirano intorno al milione, delle vecchie lire&#8230;<br \/>\n Poi andiamo anche noi al fiume, visti i prezzi, se trovassi una giada&#8230;mi pago il viaggio&#8230;<br \/>\n Ma non c&#8217;\u00e8 storia, non si trova niente, ma \u00e8 interessante guardare la folla che vaga, a piedi nudi, nel letto del fiume con una speranza nel cuore.<br \/>\n Altro dovere: il laboratorio della seta&#8230;ormai unicamente turistico. I lavoranti sono tutti molto vecchi, quando ci vedono arrivare cominciano a fare qualche lavoretto, \u00e8 una cosa simbolica&#8230;che tristezza, lo sanno tutti che ormai la seta si produce nelle industrie, perch\u00e8 ci propinano certe sceneggiate.<br \/>\n Quanto vorrei avere il coraggio di girare in queste terre, senza n\u00e9 guida n\u00e9 autista, usando i mezzi locali, confondermi con la folla, ma ho sempre pochi giorni, e se voglio riuscire a vedere qualcosa in 10 giorni&#8230;devo pagare pegno.<br \/>\n Stiamo visitando la citt\u00e0 di Yutan. A prima vista sembra un paese anonimo, ma basta girare un pochino che subito ne scopriamo il cuore palpitante. Ecco il mercato, faccio qualche acquisto,<br \/>\n \u00e8 sempre molto sicuro e tranquillo, non c&#8217;\u00e8 mai alcun pericolo, le persone sono molto gentili e socievoli.<br \/>\n Eccolo, finalmente il DESERTO, \u00e8 per lui che sono arrivata fino qui!<br \/>\n Ha un&#8217;area di 270.000 km quadrati, si estende sul bacino del fiume Tarim, \u00e8 costeggiato a nord e a sud dalla VIA DELLA SETA. Adesso \u00e8 possibile anche attraversarlo e non solo costeggiarlo, perch\u00e8 il governo cinese ha costruito un&#8217;autostrada, lunga 530 km. Ai suoi lati impianti a pioggia permettono la crescita delle piante, servono per proteggere la strada dalla sabbia, un lavoro faraonico costato 70 milioni di yuen ovvero 14 miliardi di vecchie lire.<br \/>\n Il Taklamakan&#8230;ovvero il deserto del non ritorno&#8230;<br \/>\n La mitica via della seta&#8230;non mi sembra vere di calpestare le sue sabbie, le sue dune immense, alcune sono alte anche 30 metri&#8230;ed \u00e8 tutta sabbia! E quante impronte sulla sabbia. Impronte di insetti, di serpenti, di animaletti e forse anche dei lupi. Che traffico di animali su un terreno cos\u00ec inospitale.<br \/>\n Camminare sulle dune \u00e8 veramente faticoso. Si sente la terra sotto i piedi che si muove, ci si affonda come nella neve, ma \u00e8 sabbia&#8230;<br \/>\n E&#8217; strano per\u00f2 l&#8217;effetto: il grigio della strada, il verde inteso delle piante il mare di dune che si estende all&#8217;infinito&#8230;<br \/>\n Sono in camera, una camera di una specie di albergo, per camionisti. Niente di lussuoso. Anzi.<br \/>\n Ma non mi aspettavo certo il Grand Hotel!<br \/>\n Ma gli insetti nelle lenzuola, quelli neanche me li aspettavo, non li sopporto. Ma, haim\u00e8, non c&#8217;\u00e8 alternativa, devo passare la notte con loro. <br \/>\n Dopo cena passeggiata sulle dune con la luce del tramonto.<br \/>\n Si dice che si va nel deserto per ritrovare se stessi. Per me \u00e8 diverso. Viaggio come diceva Tucci, per togliermi dalla monotonia della vita. Nell&#8217;ultimo suo libro che ho letto: \u201cLa valle dello Swatt\u201d, Tucci scriveva queste righe:\u201d datemi un lavoro in ufficio, la routine dei giorni tutti uguali e sono un uomo morto\u201d&#8230;\u00e8 assolutamente anche il mio pensiero.<br \/>\n Poi sono curiosa, mi piace vedere altri paesaggi, altre culture a altre tradizioni, senza per forza dover capire o condividere, e sopratutto senza giudicare.<br \/>\n Mi piace viaggiare in punta di piedi, non insegnare niente a nessuno, ma se possibile imparare&#8230;<br \/>\n La nottata? Passata a cacciare insetti, ho vuotato la mia bottiglietta di repellente!<br \/>\n Ancora qualche foto a sua maest\u00e0 IL DESERTO e siamo a Korla<br \/>\n <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0449.JPG\" width=\"300\" height=\"400\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Citt\u00e0 grandissima, usciamo, girovaghiamo per le sue strade, sono le 18.00 i bimbi stanno ancora studiando, passando davanti a una scuola, attraverso le finestre aperte si possono osservare gli studenti&#8230;ma sono tutti cinesi. La guida a Urumqi ci aveva detto che studiavano insieme&#8230;io ci avevo creduto, invece ora mi rendo conto che le lezioni si svolgono in aule separate, un vero peccato.<br \/>\n Giornata lunga quella che ci attende. Ci dirigiamo verso il Bosten like, un lago incontaminato, ancora per poco, purtroppo, ma l&#8217;autista non conosce la via per arrivarci, Continua a chiedere, prima ai Uiguri, poi ai cinesi, torniamo indietro numerose volte, ma alla fine ci riusciamo. E&#8217; bello essere qui. Sulle sue acque una sola piccolissima imbarcazione. Sembra che stiano pescando. Guardo meglio, no stanno raccogliendo le alghe. L&#8217;unico battello vuole 500 yuen per farci fare il giro del lago. Ci sembra eccessivo cos\u00ec ci accontentiamo di ammirare. Presto qui ci saranno alberghi e centri commerciali, stanno gi\u00e0 costruendo l&#8217;autostrada: questi cinesi!<br \/>\n Povera me! L&#8217;autista non conosce neanche la strada per l&#8217;oasi di Turpan, ma visto che \u00e8 molto tardi si decide a chiedere direttamente ai cinesi&#8230;<br \/>\n Turpan \u00e8 da sempre il nodo cruciale della via della seta, tutte le strade portano qui e da qui ripartono.<br \/>\n Da prima di Marco Polo sicuramente, qui si coltiva l&#8217;uva. Da sempre questa \u00e8 stata essiccata.<br \/>\n Quando mi inoltro nei pergolati, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0474.JPG\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>lunghissimi, immagino le carovane, dopo aver passato intere giornate nel deserto ritrovarsi qui, vedere l&#8217;acqua fresca che scorre, il fresco dei pergolati, penso che dovessero sentirsi come in paradiso!<br \/>\n Arriviamo molto tardi, sto male, la diarrea mi ha colpito. La guida insiste che dobbiamo fare almeno due visite, domani non ci sar\u00e0 tempo per tutto. Nonostante tutto, non mi tiro indietro, non mi arrendo!<br \/>\n Quindi eccoci a Jiaohe, una citt\u00e0 rovina. Molto estesa, \u00e8 fatta di fango. Non resta molto.<br \/>\n Ma \u00e8 stata una fortuna arrivare tardi, infatti la luce \u00e8 perfetta e non ci sono altri turisti.<br \/>\n Veramente suggestivo.<br \/>\n E&#8217; mattino e siamo pronti per le ultime visite: la moschea, le grotte dei mille Budda, infatti anche qui in passato erano buddisti, ma \u00e8 rimasto poco in questo sito, quello che non \u00e8 stato portato via dagli archeologi inglesi e italiani, l&#8217;hanno distrutto gli abitanti una volta diventati mussulmani: che tristezza.<br \/>\n Gli unici affreschi ancora visibili sono quelli sulle volte, ma sono stati impiastrati di fango, lanciato appositamente per cancellare.<br \/>\n Ora il governo cinese ha capito che questi siti sono una rendita economica, cos\u00ec noi andiamo a vedere quel niente che resta.<br \/>\n Questo sito avremmo voluto evitarlo e, invece concederci invece un giro per i mercati. <br \/>\n Sto sempre pi\u00f9 male! <br \/>\n Urumqi, ormai conosco <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0493.JPG\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>questa citt\u00e0, chiediamo alla guida di lasciarci stare, basta visite guidate, vogliamo viverla per conto nostro, bighellonare per le sue strade, osservare la sua gente&#8230;<br \/>\n E&#8217; domenica, sono le 8,30, la mia pancia fa ancora i capricci. Forse \u00e8 lo yogurt che mi ha fatto male? Sembra che le pastiglie comincino a fare qualcosa, ho preso il \u201cDISSENTEN\u201d&#8230;<br \/>\n Di nuovo all&#8217;aeroporto, ci aspetta il volo da Urumqi a Beijing, il nostro viaggio sta finendo. Controllo dei bagagli, scoprono il coltello che avevo comperato a Kashgar, mi dispiace tanto ma sono obbligata a regalarlo alla guida. Ma come pensano che potrei usare un coltello messo in valigia, chiusa a chiave e sistemata nella stiva???<br \/>\n L&#8217;ultimo giorno in Cina, dedicato a Pechino, senza nessuno che ti dice dove andare, finalmente liberi di perdere tempo come vogliamo, di sederci nella grande piazza <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/xinjiang\/IMG_0506.JPG\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Tienanmen e osservare.<br \/>\n Cercare un ristorantino e sceglierlo solo perch\u00e8 \u00e8 affollato di cinesi, cercare di ordinare su un men\u00f9 scritto in cinese, ridendo tra noi felici di non capirci niente.<br \/>\n Andare a esplorare quello che rimane degli \u201cutong\u201d le antiche abitazioni e scoprire che dietro i grattacieli di cristallo resistono ancora.<br \/>\n Sono felicissima, questo viaggio, mi ha dato moltissimo. E&#8217; gi\u00e0 la quarta volta che visito la Cina, questo stupendo paese dalla storia millenaria, sono sempre pi\u00f9 convinta che dovremmo imparare molto dai cinesi invece di criticarli&#8230;<br \/>\n Eccomi di nuovo a casa. I voli di ritorno sono stati tranquilli.<br \/>\n Mio figlio mi ha tinteggiato tutta la cucina, non me l&#8217;aspettavo!!!<br \/>\n !!!GRAZIE!!!<br \/>\n Adesso tutto mi sembra un sogno, ho visto tanto in pochi giorni, devo riflettere per assimilare tutto, ma sono sicura che non ci vorr\u00e0 molto&#8230; sto gi\u00e0 pensando al prossimo viaggio&#8230;<br \/>\n Ringrazio di cuore anche il sig. Miao Yue dell&#8217;agenzia di Chengdu<br \/>\n la sua professionalit\u00e0 e seriet\u00e0 ne fanno un tour operator VERAMENTE affidabile.<br \/>\n Questi i suoi contatti: Email:ca@uuuz.com Web:chinatravelz.com <\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"95%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"5%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td width=\"95%\"><a href=\"http:\/\/www.booking.com\/country\/cn.html?aid=304846\" target=\"_parent\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Hotel consigliati in Cina<\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Patrizia Sordini\u00a0&#8211; XINJIANG: regione autonoma della Repubblica Popolare della Cina. 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