{"id":2826,"date":"2017-01-17T18:50:36","date_gmt":"2017-01-17T17:50:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=2826"},"modified":"2017-01-17T18:50:36","modified_gmt":"2017-01-17T17:50:36","slug":"viaggiare-conoscere-capire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/viaggiare-conoscere-capire\/","title":{"rendered":"Viaggiare per conoscere e capire"},"content":{"rendered":"<p>di <a href=\"mailto:enosant@alice.it\">Eno Santecchia<\/a>\u00a0&#8211;<\/p>\n<p align=\"justify\">La signora Delia, Rocchi ottuagenaria di Caldarola (MC), pu\u00f2 ragionevolmente vantarsi di aver viaggiato molto; l&#8217;hanno spinta il desiderio di conoscenza e la curiosit\u00e0. Sin da piccola ha avuto una grande passione per la lettura, s\u00ec da lasciare la scuola con dispiacere. <br \/>\n La sua famiglia \u00e8 originaria di Vestignano, la migliore frazione di Caldarola. Il bisnonno della nonna materna fu il generale Vanni protagonista della cacciata dei Francesi nel 1799. <!--more--> In quella frazione Delia possiede una casa arredata dentro il castello: un minuscolo <a href=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/casa%20che%20vuole%20essere%20museo.rtf\"><strong>museo<\/strong><\/a> da vedere.<br \/>\n Quando aveva sedici anni, nel 1942, Delia si rec\u00f2 a Roma con un\u2019amica della madre, il cui marito era maresciallo della milizia antiarea che trascorreva le vacanze estive a Caldarola. Raggiunse la capitale in treno e vi rimase due mesi, ma in tempo di guerra non poteva trattarsi di un vero e proprio soggiorno! I suoi occhi di adolescente di provincia furono colpiti dalla bellezza della basilica di San Pietro, che, come altri monumenti in quel periodo, era riparata da sacchi di sabbia. In citt\u00e0 vide persone che pativano la fame e cucinavano tutto ci\u00f2 che capitava, anche i baccelli vuoti dei legumi. La notte era in vigore l\u2019oscuramento, si notavano appena le lampadine blu.<\/p>\n<p align=\"justify\">La bella Delia si spos\u00f2 gioved\u00ec 30 maggio 1946 con Spartaco. Partirono in luna di miele per Ancona con una Balilla nera, portarono sul portabagagli una tanica di benzina per riserva perch\u00e9 non c\u2019erano distributori di carburanti in funzione. Nella citt\u00e0 dorica rimasero meno di tre giorni poich\u00e9 il 2 giugno il marito dovette ritornare per andare a votare il referendum istituzionale che trasform\u00f2 l&#8217;Italia monarchica in repubblica. <br \/>\n Il marito Spartaco aveva sempre avuto una grande passione per i motori. Durante l\u2019ultima guerra, come autiere, aveva fatto le campagne di Francia, d\u2019Albania e di Grecia per complessivi quattro anni. Nel dopoguerra, dagli iniziali 17 compagni d\u2019armi erano poi arrivati a 170 reduci che s\u2019incontravano periodicamente nei raduni.<br \/>\n Nel 1949 Spartaco si trasfer\u00ec per lavoro in Argentina, dove l&#8217;anno successivo lo raggiunse anche lei. Il viaggio, effettuato nella Pasqua del 1950 a bordo del transatlantico Conte Grande, dur\u00f2 quindici giorni. <br \/>\n Il transatlantico aveva gi\u00e0 un passato di notevole riguardo: reduce dalla guerra, era stato rammodernato da poco. Varata nel giugno del 1927, dopo aver prestato servizio alla linea del Plata, durante la guerra la nave fu requisita dai Brasiliani e venduta agli Americani che la utilizzarono come trasporto truppe dal 1942 con il nome di Monticello. Fu restituita all\u2019Italia nel 1947 e dopo una profonda ristrutturazione riprese servizio nel luglio 1949 sulla rotta per l&#8217;America meridionale.<br \/>\n Della piacevole traversata in seconda classe ricorda la sosta a Barcellona in Spagna, il superamento dello stretto di Gibilterra (le mitiche colonne d&#8217;Ercole), il porto di Dakar nel Senegal con gli abitanti dai variopinti vestiti, in tutti gli scali non manc\u00f2 di far visita a terra. Dopo quattro giorni di navigazione in aperto oceano giunse a Rio de Janeiro di cui ricorda il Cristo Redentore, la statua dedicata a Marconi, il Pan di Zucchero e poi il porto di Santos. Infine giunse nel Rio della Plata, l\u2019estuario dove il Rio Paran\u00e1 entra nel mare senza che l\u2019acqua si mescoli. <br \/>\n Visse tre anni e mezzo a Buenos Aires nei quartieri Palermo e Devoto lavorando da sarta. Si ambient\u00f2 subito; gli Argentini erano cordiali e accoglienti, ma il marito non era del tutto felice, aveva nostalgia dell\u2019Italia. L&#8217;Argentina usciva da una congiuntura favorevole che le aveva portato pieno sviluppo, mentre l\u2019Italia stava ancora curandosi le ferite della recente guerra. Ricorda che allora un pesos argentino valeva 125 lire italiane.<br \/>\n Eva Duarte detta Evita, seconda moglie del presidente argentino Juan Domingo Peron, aveva un ampio consenso popolare, ma scomparve a soli trentatr\u00e9 anni il 26 luglio del 1952; la sua figura entr\u00f2 nel mito. Delia ricorda ancora l\u2019interminabile fila di persone che si recarono a rendere gli onori alla salma esposta per ben diciassette giorni in una sala del Ministero del Lavoro. <br \/>\n Delia, che da adolescente aveva assistito alla fine del fascismo, lasci\u00f2 l&#8217;Argentina insieme al marito nel 1954, quando il peronismo stava declinando. Infatti, nel settembre 1955, dopo dimostrazioni di piazza, incendio di numerose chiese, la scomunica di Peron, un colpo di stato dei militari l&#8217;uomo politico argentino fugg\u00ec in Paraguay, Panama, Venezuela e Repubblica Dominicana per poi stabilirsi in Spagna. <br \/>\n In quegli anni l&#8217;economia italiana ebbe notevole sviluppo per questo i due coniugi decisero di ritornare; erano riusciti a risparmiare una piccola fortuna tanto da coprire in parte l\u2019acquisto di una casa a Caldarola.<br \/>\n Spartaco aveva il cugino Bruno che abitava a Dole a 30 km a sud-est da Digione (nella Franca Contea) ed era rivenditore di mietitrebbie, tra le prime comparse in Europa. Bruno gli chiese di lavorare d&#8217;estate come conduttore di quelle macchine, non ancora diffuse in Italia ed egli accett\u00f2. Per alcune stagioni estive Spartaco condusse le mietitrebbie alla raccolta dei cereali francesi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Iniziano i viaggi di piacere <br \/>\n Dopo l\u2019esperienza dell\u2019emigrazione, il desiderio di viaggiare in Delia aument\u00f2 e riusc\u00ec a contagiare anche il marito. I veri viaggi di piacere iniziarono per lei solo nel 1959 in Francia nelle zone di Parigi e Digione e in Svizzera ove la prima volta rimase estasiata dal verde delle piante e dei pascoli. A Parigi Delia rimase molto meravigliata quando per la prima volta vide un grandissimo ristorante self-service, il primo in Europa. Delia era una donna cresciuta in un piccolo paese con i valori dell&#8217;Azione Cattolica, quindi si stup\u00ec notevolmente vedendo le coppiette d&#8217;innamorati che si baciavano sui marciapiedi. Assistette anche a un numero di strip-tease al grandissimo teatro Folies-Berg\u00e8re, famoso per i grandi spettacoli di rivista e ammir\u00f2 le ballerine del minuscolo Crazy Horse, dove occorreva la prenotazione e il biglietto era costoso. <br \/>\n In un bar una volta i cugini di Spartaco la invitarono caldamente ad acquistare e provare un tipo di caramelle. Aprendone una ecco la sorpresa: era a pressione e salt\u00f2 fuori un profilattico.<br \/>\n In seguito visitarono la Francia per cinque volte, compresa Bordeaux, la Champagne e la Val d\u2019Aosta in Italia. <br \/>\n I contadini francesi della Costa d\u2019Oro erano cos\u00ec orgogliosi del loro lavoro che, appena arrivava qualche ospite, lo portavano a visitare il vigneto. Una volta vicino a Lione, essendo rimasti senza benzina e senza soldi, rimasero fermi per tre, quattro ore, poi, percorsero un chilometro a piedi. Ad un certo punto si ferm\u00f2 un furgoncino con un italiano che forn\u00ec loro il denaro, li accompagn\u00f2 a fare rifornimento e poi sulla strada per Dole se ne and\u00f2, fidandosi della restituzione del denaro. <br \/>\n A Becan\u00e7on con una cugina francese dello sposo si trov\u00f2 in imbarazzo a mangiare la fonduta, un formaggio fuso in una pentolina con liquore, quella pietanza non le piaceva affatto. Spartaco, per non far torto alla cugina, mangi\u00f2 la sua porzione senza dare troppo nell\u2019occhio.<br \/>\n A Digione not\u00f2 l\u2019amore dei Francesi per la natura: all\u2019interno della citt\u00e0 si trovava un ciliegeto, dove tutti andavano a cogliere le ciliegie senza rompere nemmeno un rametto (nelle Marche \u00e8 comune vedere alberi di ciliegie carichi di frutti che nessuno ormai coglie pi\u00f9, oppure con i rami rotti). Chi sapeva veramente raccogliere le ciliegie badava bene a non rompere i piccoli rami che l\u2019anno successivo avrebbero prodotto nuovi frutti.<br \/>\n Dopo l\u2019Argentina e la Francia, visit\u00f2 in vari periodi la Sicilia, la Puglia, la Basilicata, il Lazio, l\u2019Emilia Romagna, la Lombardia, e il Friuli Venezia Giulia. Ebbe occasione di osservare da vicino un\u2019eruzione dell\u2019Etna che ricorda pauroso e simile a un inferno di pietre nere.<br \/>\n Visit\u00f2 in pullman la Yugoslavia prima della morte di Tito, Zara, Zagabria e le grotte di Postumia. <br \/>\n Poco dopo il crollo del muro di Berlino visit\u00f2 l\u2019Ungheria. Si trovava a Budapest, l\u2019itinerario prevedeva un\u2019escursione in battello sul Danubio; dal fiume si vedevano Buda e Pest stupendamente illuminate. Ad un certo punto iniziarono a suonare il valzer viennese, il marito era un appassionato ballerino: senza accorgersi si ritrovarono sulla pista a ballare da soli. Furono applauditi e festeggiati come grandi personaggi. Durante la stessa gita, il giorno dopo, lungo la strada per la Cecoslovacchia avevano trasportato ed eretto blocchi del muro di Berlino.<br \/>\n A Praga in piazza San Venceslao posero un ricordo per lo studente Jan Palach che si era immolato per la libert\u00e0 del suo paese, vi erano migliaia di candele in suo onore. Nel vicino ghetto Delia si commosse con i biglietti e le lettere scritti dagli ebrei come ricordo, preghiera e ringraziamento. <br \/>\n Nella medesima citt\u00e0 not\u00f2 tantissimi italiani, i quali piuttosto che interessarsi al ricco patrimonio storico-culturale facevano lunghe file per acquistare cristalli di Boemia. I cristalli erano di scarsissima qualit\u00e0 e non c\u2019era neanche un grande assortimento: il governo non consentiva la vendita di oggetti di lusso.<br \/>\n Precedentemente alla prima Intifada (dicembre 1987) visit\u00f2 Israele e la Giordania; Gerusalemme e tutti i luoghi della cristianit\u00e0, poi Amman, Petra e il mar Morto. In Giordania incontr\u00f2 molti nomadi; durante il viaggio ricorda che, all\u2019improvviso, dal deserto comparve la bella citt\u00e0 di Amman.<br \/>\n In Russia si \u00e8 rec\u00f2 nell\u2019inverno del 1989 dopo la caduta del muro di Berlino; in quell\u2019occasione visit\u00f2 Leningrado (dopo il 1991 la citt\u00e0 cambi\u00f2 nome in San Pietroburgo) e il museo dell\u2019Hermitage. Il pi\u00f9 grande museo russo \u00e8 particolarmente ricco di dipinti italiani. Delia ricorda a Mosca che la visita al mausoleo di Lenin iniziava dalle 11,00; c\u2019era una doppia fila di persone lunga 3-4 Km. Il marito indossava un impermeabile slacciato, arriv\u00f2 una guardia e glielo allacci\u00f2. Tutto in un silenzio glaciale, un\u2019atmosfera incredibile, Delia era impietrita e tremava. Ebbe occasione di vedere anche la chiesa interna del Cremlino con il trono del Patriarca ortodosso.<br \/>\n Nel 1996 -1997 con una gita di sedici giorni raggiunse la Spagna e il Portogallo in pullman. A Fatima vide delle persone che camminavano in ginocchio fino a ferirsi; tra tutti i santuari visti, la sensazione pi\u00f9 mistica l\u2019ha prov\u00f2 proprio l\u00ec. Ascoltare in silenzio il rosario in tutte le lingue la scosse e tocc\u00f2 spiritualmente.<br \/>\n A Cascais visit\u00f2 la villa dove il re Umberto II di Savoia trascorse l\u2019esilio. Suon\u00f2 il campanello, si affacci\u00f2 il custode e Delia gli disse: \u201cSiamo Italiani\u201d, l\u2019uomo scese e si mise a raccontare evidenziando che il re era un uomo buono e raffinato. I Giapponesi stavano trattando l\u2019acquisto di quella villa.<br \/>\n A gennaio ha viaggi\u00f2 in Marocco, visitando Marrakech e Casablanca dove il clima \u00e8 sufficientemente mite. Insieme con altre due donne Delia sal\u00ec sul treno che da Casablanca conduceva a Marrakech. Dopo molti chilometri pass\u00f2 il controllore che chiese: \u201cDove vanno loro?\u201d proseguendo con \u201cQuesto treno va all\u2019aeroporto\u201d al viso sconcertato delle donne disse: \u201cCalma\u201d. Chiam\u00f2 il capotreno e insieme fecero scendere le donne in una stazione morta, dove i treni normalmente non si fermavano e le fecero salire sul treno che andava verso la loro meta. Alle donne sembr\u00f2 di essere trattate come principesse, tanta fu l\u2019indimenticabile cortesia ricevuta.<br \/>\n Nel 2001 ritorn\u00f2 per un viaggio di piacere in Argentina, percorrendo in automobile la Patagonia fino ad Ushuaia (Terra del Fuoco argentina). In questa regione si possono percorrere tranquillamente oltre cento chilometri senza trovare una curva, un dosso: si ha l\u2019impressione che la strada sbuchi in cielo.<br \/>\n Osserv\u00f2 sulla spiaggia leoni marini e pinguini e vide avvicinarsi anche le orche marine. Nella bassa Argentina si fece fotografare vicino al monumento ai nonni, che non aveva mai notato in giro per il mondo. Nella provincia di Santa Cruz (a 35 km a est del confine con il Cile), vicino alla cittadina El Calafate, si \u00e8 emozion\u00f2 ammirando gli spettacolari ghiacciai di Perito Moreno. Questi luoghi sono visitati pi\u00f9 dagli stranieri, per gli Argentini sono troppo costosi. In questi ultimi anni a causa dell\u2019effetto serra il ghiacciaio si sgretola ogni anno, fenomeno questo che in passato avveniva ogni 12 &#8211; 15 anni.<br \/>\n A El Calafate visit\u00f2 un lago dal colore celeste che cambiava incredibilmente colore. Non distante in un laghetto pi\u00f9 piccolo Delia pot\u00e9 osservare il tramonto, ammirando le numerose variet\u00e0 di uccelli acquatici multicolori, anatre, pappagalli, ecc.<br \/>\n Ammir\u00f2 anche le pitture rupestri, ancora di propriet\u00e0 privata.<br \/>\n Nella localit\u00e0 chiamata \u201cComandante Luis Piedrabuena\u201d trov\u00f2 da dormire presso un affittacamere, il proprietario era chiamato \u201cIl mendosino\u201d: un uomo che aveva sofferto molto ed era invecchiato precocemente. Fu molto gentile e offr\u00ec un rinfresco come si usava nella zona. Sulla tavola al suo posto Delia trov\u00f2 un bouquet di fiori stupendi simili alle orchidee tutti bianchi e profumatissimi. Solo alla mattina prima della partenza la nostra donna trov\u00f2 il coraggio di rivelargli che aveva venti anni pi\u00f9 di lui, l\u2019uomo ci rimase molto male: aveva sperato che restasse con lui.<br \/>\n Non distante dalla medesima localit\u00e0 sempre in Patagonia, Delia, che viaggiava insieme a suo cugino e la moglie, trascorse la notte in un affittacamere. A Delia tocc\u00f2 una camera senza serratura alla porta, allora che fece? Avvicin\u00f2 un tavolino alla porta ci appoggi\u00f2 la valigia con sopra una bottiglia. Un leggero urto avrebbe fatto cadere la bottiglia svegliandola!<br \/>\n A Ushuaia, in un ristorante nel men\u00f9 trov\u00f2 le tagliatelle italiane. Dopo averle gustate, volle sapere chi le aveva preparate cos\u00ec bene. Si present\u00f2 una ragazza di origine piemontese che le aveva imparate dalla nonna.<br \/>\n Al nord Delia soggiorn\u00f2 all\u2019Esturion, un bell\u2019hotel a quattro stelle immerso nel verde, posto a 15 km dalle cascate di Iguaz\u00f9 e a 100 m dal confine tra l\u2019Argentina, il Brasile e il Paraguay. Nei pressi fu girato il film Mission. <br \/>\n In questa zona chiamata anche &#8220;La Tripla Frontiera&#8221;, prospera il commercio di oggetti rubati, prodotti di marchi contraffatti, il contrabbando, ecc. La UE ha denunciato La Tripla Frontiera (e La Salada il famoso mercato di Buenos Aires) come il paradiso del contrabbando e della contraffazione, ma nessun governo europeo n\u00e9 sudamericano ha il coraggio di controllare la situazione.<br \/>\n Nel ristorante fecero una bella gaffe, si servirono al buffet, poi si accorsero che vi erano trenta camerieri che aspettavano di servirli: il tavolo delle vivande era solo per gli assaggi! Una bottiglia di vino la pagarono 27 pesos, la cerveza (birra) ne costava solo tre.<br \/>\n In Paraguay compr\u00f2 un rullino fotografico dai cinesi i quali cercarono di adattare alla fotocamera uno non idoneo tanto da lasciarla aperta, Delia, dopo un\u2019accesa trattativa, restitu\u00ec il rullino prendendo in cambio un profumo.<br \/>\n I cittadini di Buenos Aires canzonavano gli italiani per l\u2019elezione al parlamento della porno star Cicciolina (Ilona Staller) nel 1986. Insieme con un ingegnere e un\u2019amica visitarono in motoscafo un\u2019isoletta abitata con le palafitte. C\u2019erano alcune famiglie di piemontesi che producevano in proprio frutta e marmellate. Quando il livello delle acque fluviali aumentava sommergendo i loro terreni, si riparavano sulle palafitte. Compr\u00f2 frutta e confetture.<br \/>\n L\u2019ultimo viaggio al di fuori dell\u2019Italia fu in Messico nel 2004, dove rimase per due mesi ospite di un\u2019amica a Citt\u00e0 del Messico nel quartiere Paseo della Riforma. Durante quel piacevole soggiorno lesse ben sei libri. In questo paese si rese conto come il mondo pu\u00f2 dividersi tra poveri e ricchi. Alla ricchezza di favolosi grattaceli di multinazionali e di ostentate auto di lusso, si contrappone la miseria dei quartieri poveri. Anche le chiese messicane presentano questi estremi contrasti, all\u2019interno sono lussuosamente addobbate con oro e argento, fuori attendono adulti e bambini malati ed anche senza gambe che chiedono l\u2019elemosina. Cuernavaca e Acapulco sono i templi del consumismo d&#8217;elite. Guadalupe \u00e8 la citt\u00e0 dove \u00e8 pi\u00f9 visibile il dislivello sociale. Delia ammir\u00f2 i templi aztechi e il museo dell\u2019archeologia di Citt\u00e0 del Messico. Tutto sommato il popolo messicano \u00e8 allegro e felice anche per merito del clima, il cibo non manca. I messicani sono grandi credenti e hanno veramente bisogno della fede: le pensioni minime sono basse, si aggirano sui 50 dollari il mese, ma non tutti la percepiscono. <br \/>\n Nonostante Mexico City si trovi in montagna, l\u2019aria \u00e8 spesso pesante per questo le finestre rimangono serrate; anche l\u2019acqua non \u00e8 potabile. Lo smog deriva dalle auto, le abitazioni in citt\u00e0 non hanno il riscaldamento. I gravi problemi d\u2019inquinamento che affliggono la metropoli iniziarono intorno agli anni \u201970 a seguito di un boom demografico.<br \/>\n In questa nazione centroamericana l\u2019assistenza sanitaria non \u00e8 gratuita i poveri si curano con le erbe, numerose sono le persone senza denti e con le grucce fatte a mano. Anche le visite al pronto soccorso e i ricoveri ospedalieri sono a pagamento.<br \/>\n Rimase estasiata dalla grandezza del tempio dedicato al sole e alla luna con migliaia di scale al vertice del quale si svolgevano i sacrifici umani.<br \/>\n Comunque l\u2019alimentazione \u00e8 abbondante si fa largo uso di verdura e mais bianco, lungo le strade si vendono tortillas che si possono imbottire con ripieni piccanti, di carne e formaggio. A Taxco c\u2019erano grandi miniere d\u2019argento ora chiuse, permane l\u2019artigianato locale sulla lavorazione di questo metallo che gli Aztechi chiamavano \u201cle lacrime della luna\u201d. I mercati messicani sono indimenticabili per i brillanti colori della merce: argento, fiori, vasi, oggetti di tutti i colori. La musica anima tutto.<\/p>\n<p align=\"justify\">La Donna e il personaggio<br \/>\n Delia \u00e8 una donna coraggiosa e anticonvenzionale; non ha alcun timore di visitare nuovi paesi, di adattarsi a usi, costumi e cucina diversi. Ammira anche il folclore e le tradizioni, si adegua, conversa, chiede e cerca di comprendere. Si preoccupa anche delle problematiche socioe-conomiche delle popolazioni locali. Una viaggiatrice interessata, riflessiva ed esemplare; di certo non una frettolosa turista.<br \/>\n Ammiro questa donna, della quale condivido la curiosit\u00e0 e la voglia di sapere, conoscere e comunicare. Abbiamo in comune parecchie cose: entrambi ci siamo fatti da soli un\u2019idea dei viaggi e dei costumi degli altri popoli. Il risultato non \u00e8 conforme ai luoghi comuni sulla bocca di tutti e alla pubblicit\u00e0 sempre pi\u00f9 aggressiva che vuole uniformare la mentalit\u00e0 e condizionare pesantemente le scelte di vita. Condividiamo anche una certa ingenuit\u00e0: entrambi abbiamo creduto che il progresso e la cultura avrebbero migliorato il mondo. Da piccolo passavo ore ad ascoltare chi aveva viaggiato molto, coloro che non si erano mai allontanati da casa mi annoiavano.<br \/>\n Delia, da perfetta autodidatta, mentre viaggia, \u00e8 attenta, guarda e osserva la natura, le persone, i monumenti, i costumi, la cucina; s\u2019interessa di tutto quello che pu\u00f2. Ci tiene anche a comunicarci la sua spiritualit\u00e0 e le sue riflessioni velate di pessimismo.<br \/>\n Evidenzia che, ovviamente, viaggiare significa vedere e venire a contatto con aspetti positivi ma anche con lati negativi. In ogni caso i viaggi consentono sempre una notevole elevazione morale anche a chi possiede solo una modesta cultura. Dopo aver girato il mondo, \u00e8 come se si vivesse in una nuova dimensione: non si d\u00e0 peso a chi ragiona e parla con mentalit\u00e0 provinciale. Dopo aver conosciuto usi e costumi diversi, non si fa pi\u00f9 caso alle dicerie e maldicenze. Ha cercato di capire l\u2019arte, a volte senza riuscirci, adora le piante e la natura con la quale si sente in piena armonia ed \u00e8 molto attaccata alla famiglia. Con tutti i luoghi visti, non le mancher\u00e0 certo di che raccontare ai nipotini!<br \/>\n Ringrazia la divina provvidenza che gli ha permesso di girare il mondo perch\u00e9 i viaggi e i ricordi aiutano anche a vivere l\u2019et\u00e0 avanzata.<br \/>\n Ha incontrato tante persone buone, ha avuto sempre tante amiche che non pu\u00f2 dimenticare, ha visto feste meravigliose. Ha incontrato persone che viaggiavano superficialmente, ovviamente ricordando ben poche cose; al contrario lei custodisce gelosamente ricordi e sensazioni. <br \/>\n Molti, infatti, considerano il viaggiare un fenomeno di costume, di moda: non hanno un vero interesse conoscitivo e non apprezzano cose che non riguardano la loro realt\u00e0. Rimanendo cos\u00ec impermeabili non riescono ad arricchirsi interiormente. <br \/>\n Viaggiare amplia gli orizzonti, apre la mentalit\u00e0 ed eleva lo spirito, anche se ovviamente crea nuove perplessit\u00e0 e interrogativi. Delia ha sofferto osservando i poveri, i luoghi e i paesaggi esageratamente sfruttati per fini commerciali.<br \/>\n Uno dei suoi motti imparato dal marito \u00e8: \u201cVolersi pi\u00f9 bene e amare il prossimo\u201d. <br \/>\n Negli anni Cinquanta la notte spesso svegliavano Spartaco per un guasto al veicolo o perch\u00e9 rimasti senza carburante, egli interveniva senza protestare e senza pretendere di guadagnarci. Frasi che ripeteva molto spesso erano: \u201cLa religione non \u00e8 un\u2019abitudine, un sorriso fa pi\u00f9 di qualsiasi altra cosa; solo il calore umano ci pu\u00f2 dare forza\u201d.<br \/>\n Delia non smette di meravigliarsi e si pone degli interrogativi come: &#8220;Perch\u00e9 l&#8217;uomo non cerca il meglio della natura e deve essere obbligato con la forza a rispettare le regole?&#8221;. Alla fine, non nasconde una vena di pessimismo, sostenendo che la sua generazione \u00e8 delusa per lo sviluppo degli eventi e soprattutto dei costumi; afferma che oggi la persona che fa del bene sembra avversata.<\/p>\n<p> Il viaggiare d\u2019altri tempi<br \/>\n Pu\u00f2 andare fiera di aver visitato i paesi europei, quando si mettevano ancora timbri e visti sul passaporto da conservare con cura. Quando il turismo era giovane e non ancora diventato una macchina ben oliata e collaudata che, come un rullo compressore, schiaccia le iniziative individuali. I viaggi organizzati oggi prevedono sempre pi\u00f9 ferrei programmi e tabelle di marcia dense di visite e impegni, senza possibilit\u00e0 di aggiunte, varianti e ripensamenti.<br \/>\n In ogni citt\u00e0 esistevano gi\u00e0 l\u2019hotel storico e il caff\u00e8 letterario, dove si potevano incontrare poeti, pittori, scrittori, dive dello spettacolo e personaggi famosi. Anche le grandi traversate dell\u2019Atlantico avevano un colore diverso: ogni crociera, ogni nave aveva la sua magia e le sue storie particolari.<br \/>\n Certo c\u2019erano problemi di cambio, tutti risolti dalle carte di credito, non senza addebitare le relative commissioni. Prima, per tutto il periodo del soggiorno ci si doveva abituare a ragionare e contare nella valuta locale e in dollari, onnipresenti come valuta di cambio. Chi rimaneva senza denaro contante e non aveva la possibilit\u00e0 di ottenerlo in prestito doveva recarsi al Consolato o accontentarsi del primo lavoro che capitava.<br \/>\n Non esistevano navigatori satellitari, eppure da sempre si attraversavano deserti e lande desolate orientandosi con le stelle e la bussola.<br \/>\n Le valigie, non erano ancora provviste di ruote ammortizzate, avevano le chiusure che cedevano di schianto (anche perch\u00e9 troppo piene). Le foto erano grigie, ma i ricordi avevano i colori e che colori!<br \/>\n A cominciare dagli inizi dell\u2019Ottocento nobili e benestanti si recavano nelle terre a clima caldo asciutto attorno al Mar Mediterraneo per curare malattie polmonari o da raffreddamento. Oggi invece molti cercano il freddo esagerato e artificiale dei condizionatori, sottoponendo il fisico a dura prova con il rischio di procurarsi quelle malattie che gli antenati dei secoli scorsi cercavano di evitare.<br \/>\n Un modo di viaggiare affascinante ormai dissolto, per fortuna salvato nei dipinti, nei bei libri illustrati di viaggi e nelle foto di reporter e viaggiatori ormai scomparsi. \n <\/p>\n<p><center>Copyright \u00a9 2008 Eno Santecchia<br \/>\n Tutti i diritti riservati.<br \/>\n Se volete riprodurre o distribuire, anche in parte, <br \/>\n il contenuto di questo articolo inviate un email<br \/>\n enosant@alice.it<\/center><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"95%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"5%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td width=\"95%\"><a href=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/consigli-di-viaggio-come-organizzare\/cerca-hotel\" target=\"_parent\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Hotel consigliati nel mondo<\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span id=\"TBDownLevelDiv\"><\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eno Santecchia\u00a0&#8211; La signora Delia, Rocchi ottuagenaria di Caldarola (MC), pu\u00f2 ragionevolmente vantarsi di <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/viaggiare-conoscere-capire\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2827,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[186],"class_list":["post-2826","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","tag-eno-santecchia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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