{"id":3054,"date":"2017-01-23T18:13:04","date_gmt":"2017-01-23T17:13:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=3054"},"modified":"2017-01-23T18:13:04","modified_gmt":"2017-01-23T17:13:04","slug":"mi-cielito-cubano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/mi-cielito-cubano\/","title":{"rendered":"Mi cielito cubano"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Stile23\">di <a href=\"mailto:madnorthwest@hotmail.it\">Irene M.<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n Madrid, 9 luglio\u00a0<br \/>\n Muore solo un amore che ha smesso di essere sognato<br \/>\n fatto materia e che si cerca sulla terra.<br \/>\n Mancano 2 ore alla partenza del volo per La Habana. Non ho molto tempo, l&#8217;aeroporto di Madrid \u00e8 gigantesco e ci vogliono 25 minuti di tapis roulant solo per arrivare al mio gate di imbarco! <\/span><!--more--><\/p>\n<p>L\u00ec scopro che il volo \u00e8 in ritardo e mi siedo, guardandomi intorno. Per essere un &#8220;non-luogo&#8221; questo aeroporto \u00e8 molto originale dal punto di vista architettonico. Intanto il mio mp3 passa &#8220;When love breaks down&#8221; dei Prefab Sprout. Al gate accanto al mio imbarcano per Nueva York, partenza ore 17, stesso orario del mio volo per Cuba. <br \/>\n S\u00ec, tutti uguali gli aeroporti, gente che va, gente che torna, tutti un po&#8217; stralunati, in sospeso in questo &#8220;non-tempo&#8221;, in attesa silenziosa o smaniosa. Di fronte a me c&#8217;\u00e8 un tizio che legge un libro.capovolto!! Gira le pagine andando indietro e poi riesco a vedere che la copertina \u00e8 a rovescio! Accidenti ma com&#8217;\u00e8? <br \/>\n Intanto chiamano l&#8217;imbarco e la traversata dell&#8217;Atlantico si fa realt\u00e0. Sull&#8217;aereo guardo Martian Child con John Cusack, con questo piccoletto che si crede marziano e ripete sempre nunca nunca nunca nunca..Di leggere invece non se ne parla nemmeno. Andando al bagno passo accanto al tizio che leggeva &#8220;al contrario&#8221; e sbircio il suo libro: \u00e8 ebraico! Mistero risolto!<\/p>\n<p>Ho tre sediolini a disposizione e cerco di riposare. Immagino Cuba ma non riesco. \u00c8 sempre cos\u00ec quando parto, non mi figuro mai come sar\u00e0 il posto dove sto andando. Ma l\u00ec c&#8217;\u00e8 una cara amica che mi aspetta. Direi che questa pu\u00f2 chiamarsi fortuna.<br \/>\n Arrivo all&#8217;aeroporto de La Habana, Jos\u00e9 Mart\u00ec International, alle 21 circa. I bagagli superano i controlli alla dogana, anche lo zainone pieno zeppo di medicinali, tutto fila liscio e Denise \u00e8 l\u00ec che mi aspetta con la sua testa piena di ricci biondi. Ci abbracciamo e prendiamo il taxi che ci porta a casa. Sono cotta, dal viaggio, dal fuso e dal raffreddore che mi \u00e8 scoppiato in volo, fa caldo boia, menomale che il tassista mi porta i bagagli fin sopra casa, in centro Habana, Calle Neptuno 521. E&#8217; una casa molto grande, colorata, con una terrazza coi tavolini e le sedie a dondolo in ferro battuto, la padrona \u00e8 Miriam, una signora bianca e bionda che pare tedesca, che vive con la figlia Sinai e il marito di quest&#8217;ultima, Ricardo. Sinai e Ricardo hanno un bimbo di 14 mesi che si chiama Ricardito. Nella casa c&#8217;\u00e8 anche Deilmiri, la ragazza che cucina e aiuta. I nomi cubani sono davvero fantasiosi! La nostra stanza \u00e8 rosa e ha l&#8217;aria condizionata, ci son tutti i confort e l&#8217;incubo India \u00e8 fugato! Tiriamo mezzanotte ora locale (mie 6 del mattino) a chiacchiera, do i regalini a Denise e poi crollo.<\/p>\n<p>\n La Habana, 10 luglio 2008<br \/>\n &#8230;me pides que sigamos siendo amigos.<br \/>\n \u00bfAmigos para qu\u00e9? \u00a1Maldita sea!<br \/>\n A un amigo lo perdono, pero a ti te amo,<br \/>\n pueden parecer banales mis instintos naturales&#8230;<\/p>\n<p>\n Ho dormito poco ma \u00e8 normale con il jet lag. Ci aspetta la colazione: pane, miele, burro, omelette, succo di guayaba che mi fa impazzire, il mio t\u00e8 (earl grey ovviamente) e la nutella portata per Mami ma che Denise mi chiede come regalo, presa da un irrefrenabile attacco di golosit\u00e0 e astinenza! \uf04a Ci prepariamo e si esce, per assaggiare il mio primo morso di Habana. L&#8217;appuntamento \u00e8 alle 10 da un &#8220;chiropratico&#8221; dove Denise si sta curando il mal di schiena.arrivo nell&#8217;androne di un palazzo di calle Concordia e vedo un tizio di colore, pi\u00f9 o meno della mia et\u00e0, con un pancione enorme e un lunghissimo sigaro in bocca, bermuda jeans, scarpe da ginnastica con calzini, t-shirt celeste, circondato da decine di persone in attesa che lo osservavano con ammirazione e devozione.<br \/>\n Nel suo delirio di onnipotenza, il Doctor Lino parla senza sosta, dicendo frasi di auto-esaltazione tipo Yo soy el medico mas grande de la tierra, yo soy autosufficiente, yo soy servaje (selvaggio), yo soy caballo (dice Denise che si riferisce agli spiriti che lo &#8220;montano&#8221;) e intanto tocca con gesti rapidi e a scatti il &#8220;paziente&#8221; che gli sta davanti, in piedi, di solito di spalle a lui che ti tocca la schiena, ti torce il collo, le braccia, ti tocca la pancia, ti solleva per il bacino o per le braccia incrociate (come ha fatto con me) e poi ti d\u00e0 una pacca per dirti che ha finito. Il tutto dura 2 minuti scarsi per 1 pesos cubano se sei cubano e 20 cuc (pesos convertibili) se sei straniero! Sulle pareti della stanza diverse scritte con testimonianze di guarigioni dai mali pi\u00f9 disparati, con date e nomi. Arriva una coppia, lei con una gamba sola, vengono dalla Colombia apposta per farsi toccare da lui che gi\u00e0 in passato li ha &#8220;curati&#8221;; altri gli portano fotografie di parenti malati e allora Doctor Lino fa sulla foto gli stessi gesti che fa dal vivo, aspira il suo sigaro e poi soffia il fumo sulla foto dicendo Tienes solucion, tienes solucion! <br \/>\n Denise attende il suo turno, sostiene che dopo la prima seduta si sente gi\u00e0 meglio e che io dovrei farmi curare questo terribile raffreddore ma la mia &#8220;visita&#8221; mi piace solamente per il modo in cui Doctor Lino mi fa scrocchiare la colonna vertebrale dal collo all&#8217;osso sacro, pur nel timore che mi spezzi in due! <br \/>\n Insomma la prima mattina a La Habana \u00e8 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/Al%20Malec%C3%B2n.jpg\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>davvero folcloristica, osservo con stupore e curiosit\u00e0 tutta la gente che \u00e8 l\u00ec e il Doctor Lino.che personaggio favoloso!!! Il raffreddore mi resta uguale a prima, anzi peggio ma hai visto mai che mi abbia curato qualche altra cosa di cui non sapevo???<br \/>\n Omaida, amica di vecchia data di Denise, ci raggiunge e ci porta a casa sua per una bibita. L\u00ec conosco Eliane, una ragazza svizzera che sta prendendo lezione di salsa. Lasciamo nutella e alca seltzer a Ilda, la mamma di Omy e poi andiamo in taxi al Saratoga Hotel, in Parque de la India, dove Denise deve scrivere mail. Io ne approfitto e scrivo a casa, mi riposo un po&#8217; mentre il raffreddore mi tormenta e mangio un ottimo tramezzino al tacchino. A casa dormo 3 ore e al risveglio Miriam mi prepara un decotto di aglio, limone e miele che riesco a buttar gi\u00f9 senza problemi.il problema ce l&#8217;avranno coloro che mi staranno vicini stasera! \uf04a<br \/>\n La giornata non \u00e8 finita, Denise ha appuntamento per cena con 3 ragazze americane Helena, Sarah e Ann in un ristorante sul Malec\u00f2n, il lungomare de La Habana. Assaggio l\u00ec il filetto di pesce tipico e un poco di aragosta: buonissimi! E dopo cena.s\u00ec perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 pure un dopo cena (alla faccia del jet lag!) incontriamo Evelio e Emilio, che cantano e suonano la chitarra da dio! C&#8217;\u00e8 pure Eliane, passeggiamo un po&#8217; lungo il Malec\u00f2n, ormai \u00e8 buio ma c&#8217;\u00e8 tanta gente seduta sul muretto, non c&#8217;\u00e8 uno spazio libero per metri e metri perch\u00e9 la sera tutti vanno al Malec\u00f2n e respirano il mare, parlano, ballano, bevono, lasciano passare il tempo godendosi quella brezzolina marina che rid\u00e0 respiro dopo la terribile canicola del giorno. Evelio ha una bellissima voce, canta per noi canzoni d&#8217;amore ma poi un poliziotto lo ferma e gli dice che non si pu\u00f2 suonare per strada. Siamo cos\u00ec costretti ad allontanarci. Niente da fare..uno dei pochi piaceri che hanno e nemmeno quello gli lasciano fare. Alla fine troviamo un posticino tranquillo e lontano dalla folla cos\u00ec Evelio riprende a cantare, poi arriva Wilmer (a conferma del fatto che i nomi cubani sono davvero fantasiosi e originali!) Intanto una famiglia si ferma a ballare, lui, lei una bottiglia di rum, il ragazzino, ubriachi e chiaramente povera gente, magri e scavati ma sorridenti e uniti. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/bacio.JPG\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Ho un sonno che non ci vedo ma Evelio mi fa cantare, fa la sua parte di uomo cubano romantico ma io non capisco molto, qui parlano spagnolo senza pronunciare la esse e allora rido mentre gli chiedo disperata &#8220;hablame con la &#8220;s&#8221; por favor!&#8221; ma lui mi canta d&#8217;amore mente Denise chiacchiera con un ragazzo di colore che \u00e8 babalao (cio\u00e8 una specie di veggente), io gli dico che l&#8217;amore \u00e8 un&#8217;illusione poi ad un certo punto parte con &#8220;La mia storia tra le dita&#8221; di Grignani in spagnolo.pure qui? Alle 2 circa ci riaccompagnano a casa ed Evelio scrive sms a Denise: &#8220;Quiero conocerte alguna vez o tu seras solo una ilusi\u00f2n&#8221;. Come prima serata niente male per iniziare a capire come funziona qui. Notte! \uf04a <\/p>\n<p>\n La Habana, 11 luglio 2008<br \/>\n Ay, ay, ay, ay,<br \/>\n Canta y no llores,<br \/>\n Porque cantando se alegran,<br \/>\n Cielito lindo, los corazones&#8230;<\/p>\n<p>Una &#8220;traversata&#8221; in una macchina vecchia vecchia di un amico di Mercedes e quando dico vecchia intendo anni &#8217;50, come quasi tutte le macchine cubane, grandi, coloratissime, arrugginite nell&#8217;anima e che si tengono su grazie agli strati di vernice! Oddio ho visto pure qualche Panda e al Vedado e case bellissime. Siamo io, Denise, Mercedes ed Eliane. La spiaggia dove ci porta oggi Mercedes \u00e8 Santa F\u00e9 (marina Hemingway) non \u00e8 granch\u00e9, c&#8217;\u00e8 un casino di gente, tutti stanno all&#8217;ombra ed io son la sola che si mette stesa al sole. Questi lo rifuggono, cercano solo il fresco e l&#8217;ombra degli alberi perch\u00e9 dicono che gi\u00e0 \u00e8 troppo sopportare quel caldo tutto il giorno tutti i giorni per doverlo fare pure al mare! Invece io non vedevo l&#8217;ora, poi con questo catarro il mare non mi fa che bene e cos\u00ec faccio anche il bagno in mezzo alle decine di ragazzini cubani che giocano a palla e fanno un casino che mi pare di essere sulla spiaggia di Mondragone!<\/p>\n<p>Pranziamo in un localino sulla spiaggia a base di tostones (platano fritto a rondelle) buonissimi e qualche pesciolino, poi bus pubblico fino alla casa di Ricardo dove cerco di fare due chiacchiere in cubano ma ancora non li capisco, che roba strana! Ritorniamo a La Habana con un&#8217;altra macchina stavolta pi\u00f9 &#8220;nuova&#8221;. La quinta Avenida \u00e8 la strada delle ambasciate, un vialone alberato bellissimo, pieno di Flamboyant, gli alberi dai fiori rossi, una esplosione di colore che si staglia nel cielo blu, case con patii e giardini, in stile coloniale. Mi diverto a guardare e fotografare le targhe delle macchine, i taxi, i cocotaxi gialli. Ho parlato molto con Eliane oggi del carpe diem e dell&#8217;amore. Mi trovo molto bene con lei, conversiamo in inglese misto allo spagnolo, \u00e8 utile avere due lingue a disposizione per chiacchierare, hai pi\u00f9 possibilit\u00e0 di esprimerti, nonostante nessuna delle due lingue sia la propria. Ma in un posto come Cuba comunicare sembra pi\u00f9 facile, forse per la predisposizione d&#8217;animo, la pace che regna, il tempo che scorre lento. O forse perch\u00e9 se si ha la passione per uno stesso posto si ha di certo qualcosa in comune, qualcosa di essenziale.<br \/>\n Torniamo a casa per un riposino e <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/bodeguita.JPG\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>poi ci prepariamo per andare a ballare al Florida, un hotel nella Habana Vieja che ha una sala con musica dal vivo e che Denise chiama &#8220;jineterolandia&#8221;! I Jineteros sono dei bravissimi ballerini e Denise dice che bisogna ricorrere a loro per poter ballare la salsa alla grande. Questi ragazzi sono tutti tirati a lucido, magari vestiti di bianco, con le scarpe dalla punta lunghissima e sempre un fazzoletto nelle mani per asciugarsi il sudore. Il Florida \u00e8 un locale turistico, c&#8217;\u00e8 un ambiente selezionato e l&#8217;ingresso costa 5 CUC con due cocteles inclusi. Ci sono i tavolini tondi, divanetti e una pista da ballo non molto grande ma affollatissima, specie quando c&#8217;\u00e8 il gruppo che suona dal vivo, anche loro bravissimi, quattro ragazzi che ballano, cantano, suonano le maracas e i tamburi e trasmettono un ritmo di un energia pazzesca, non si riesce a star fermi!<br \/>\n I Jineteros si accompagnano a turiste di tutte le et\u00e0, per esempio c&#8217;\u00e8 Wilmer, 27 anni, con una tipa di almeno cinquant&#8217;anni, europea, che pareva su&#8217; nonna. io, Denise ed Eliane ci siamo chieste se lui davvero si stesse divertendo come sembrava e ci siamo risposte che cos\u00ec facendo lui ha almeno rimediato qualche sera nei locali, i cocktail e le cene fuori, qualche regalino, notti in grand hotel e magari poi quella se lo sposa e lui realizza il suo sogno di fuggire da Cuba! Comunque c&#8217;erano anche coppie giovani che sembravano molto affiatate, almeno nel ballo, le donne straniere e gli uomini cubani, per la maggior parte. Chiss\u00e0 perch\u00e9.<br \/>\n Ci sono un paio di loro che ballano da dio, mi sono incantata a guardarli per ore! Domani avr\u00f2 la mia prima lezione di salsa e allora sar\u00e0 bello buttarsi nella mischia con questa gente che ha il ritmo nel sangue e si muove in modo incredibilmente contagioso. E mi correggo, per le mie amiche che mi prendevano in giro: i cubani sono molto carini, alcuni bellissimi, i pi\u00f9 neri sono quelli di origine africana e son quelli che ballano meglio di tutti! Non c&#8217;\u00e8 niente da fare!<\/p>\n<p>E cos\u00ec la serata \u00e8 volata, si \u00e8 fatta l&#8217;una e ci siamo incamminate a piedi verso casa. Le stradine della Habana Vieja sono abbastanza tranquille ma superato l&#8217;incrocio di Galiano si entra nel Centro Habana che \u00e8 la parte pi\u00f9 povera e fatiscente. Io ho la borsetta di filo a tracolla, cammino disinvolta quando un ragazzino viene fuori da un vicoletto, mi si para davanti e nel giro di qualche secondo mi strappa la borsa e inizia a correre via. Un altro cerca di fare la stessa cosa con Denise ma lei urla e riesce a trattenere il suo zainetto. Io resto imbambolata, in 37 anni di vita, di cui 30 a Napoli, era ora che sperimentassi il primo scippo, no? Incredibile, mi ha strappato la borsa dal collo con un colpo secco, nemmeno mi ha lasciato un graffio, e poi \u00e8 corso via come un fulmine mentre il mio cuore andava a mille. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/Cuba%20023.jpg\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Mi sono spaventata, s\u00ec, la strada era deserta, Denise ha subito chiamato un taxi che ci portasse a casa facendo il giro largo perch\u00e9 nella mia borsa c&#8217;erano le chiavi di casa di Miriam. Nessun danno, oltre questo. Nella borsa avevo un pacchetto di fazzolettini di carta, 20 cuc, le fotocopie del passaporto e il rossetto.so&#8217; stata scippata ma, falluovo, sempre napoletana sono! E pensare che se me li avesse chiesti, glieli avrei dati quei soldi assieme a tutte le cose che ho portato apposta dall&#8217;Italia, penne, quaderni, palloncini e caramelle. Societ\u00e0 del cacchio.<\/p>\n<p>\n La Habana, 12 Luglio 2008<br \/>\n Si viaggia sempre in avanti nella misura in cui<br \/>\n si procede a ritroso dentro la propria esperienza umana.<\/p>\n<p> Ore 10-12 la mia prima lezione di salsa!<br \/>\n A casa di Omaida ci siamo io, Denise, Eliane, Ann, Helena, Sarah, una ragazza turca e poi i nostri ballerini, Juan per me, Lachi, Sandy e Yasser per le altre.<br \/>\n Abbiamo ballato, riso e sudato per due ore, in mezzo ai ventilatori puntati addosso, bottigliette di acqua e bandane per fermare le gocce che ci bagnavano viso e occhi.<br \/>\n Io ho ballato in coppia per la prima volta in vita mia e quel poverino di Juan \u00e8 riuscito a farmi muovere e sciogliere come mai mi sarei aspettata! Omaida non credeva che per me fosse la prima volta a ballar salsa e invece s\u00ec! E voglio farlo ancora!!! Non son riuscita in nessun modo a fare la vuelta ma mi \u00e8 piaciuto un sacco, finora ho sempre e solo guardato, invece \u00e8 stato divertentissimo stare nella mischia e farsi prendere dal vortice. Dopo 2 ore ero distrutta e bagnata fradicia ma felice. Ci siamo asciugate e siamo andate a casa di Lucia, la sorella di Omaida, a mangiare l&#8217;aragosta: buonissima! Ci siamo leccate i baffi. Riso e frijoles (fagioli neri), verdure crude, avocado, platano fritto, questa favolosa aragosta succosa e saporita e un succo di mango fresco e dolcissimo in una casa molto bella, lasciata a Lucia dalla donna alla quale lei faceva da badante.<br \/>\n Dopo la magnata ritorno a casa e riposino.di 5 ore!\u00a0<br \/>\n Al risveglio avevo le energie per affrontare la serata all&#8217;Habana Caf\u00e9 ed il jet-lag era completamente superato. Ci \u00e8 venuto a prendere Jorge, l&#8217;autista personale di Denise quando lei \u00e8 qui. \u00c8 il cognato di Ricardo e Sinai, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/Cuba%20030.jpg\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>quindi \u00e8 salito a casa a salutarli. Denise me lo presenta ed io vengo letteralmente accecata da questi bellissimi occhi verde smeraldo. Ma i cubani non erano tutti neri??? Eh no, evidentemente! Jorge mi saluta col solito bacio sulla guancia cui ancora non mi sono abituata. Qui ci si presenta cos\u00ec, non ci si d\u00e0 la mano dicendo piacere ma ci si bacia direttamente sulla guancia destra, un solo bacio, la prima volta che ti conosci, chiunque sia, un ragazzo, un anziano signore, un bimbo o un barbone. Ci prepariamo e Jorge ci porta con la sua Tico alla Habana Caf\u00e8, hotel Meli\u00e1 Cohiba dove troviamo le americane, Omaida, altri amici cubani e la simpatica coppia statunitense Benjamin e Rue. Cenetta e spettacolo di cabaret con i giocolieri, l&#8217;equilibrista e il fenomenale quartetto che ha cantato roba tipo You are my destiny, i tre maschietti con le giacche con le spalline, lei che scoppiava nel suo vestito nero attillato e un sedere a mongolfiera come solo le cubane (\u00e8 incredibile quanto sfidi la forza di gravit\u00e0) e tutti e quattro con i microfoni con il filo, lungo lungo che finiva dietro le quinte! Mi sembrava di stare in un film Americano degli anni &#8217;50, tutto era molto &#8220;antico&#8221; e fuori moda ma loro sono cos\u00ec fieri e cos\u00ec presi nella parte che non puoi che provare tenerezza. Nel locale ci sono centinaia di foto di personalit\u00e0 famose, strumenti musicali e oggetti vari utilizzati nei film, due macchine del &#8217;57, una Harley Davidson del &#8217;47 e perfino uno YAK-18 biposto, appeso al centro della sala. Comunque abbiamo avuto il pezzo forte della serata, quello per cui eravamo andati all&#8217;Habana Caf\u00e9, ossia il gruppo Ra ka tan, con Ramses e altri ballerini di salsa, rumba, samba, di tutto di pi\u00f9, bravissimi, bellissimi. Dopo di ci\u00f2 \u00e8 partita la discoteca col reggaeton e allora siamo fuggiti. Jorge ci aspettava fuori, alle due di notte suonate poverino, per accompagnarci a casa.<\/p>\n<p>\n La Habana, 13 luglio 2008 domenica<\/p>\n<p> Jorge ci ha portate al Parque Lenin, me, Denise ed Eliane, in questa nuvolosa e afosissima domenica mattina. Durante il percorso in macchina ho notato i cartelloni che pubblicizzano la Revoluci\u00f2n, con le frasi di Fidel o del Che. Passiamo accanto ad un cartellone in particolare che dice che la rivoluzione \u00e8 libert\u00e0. Faccio un mugolio e Jorge mi chiede cosa penso ma io gli rigiro la domanda: &#8220;Cosa pensi della Rivoluzione? Credi davvero che abbia portato alla libert\u00e0?&#8221; Lui, da persona intelligente quale \u00e8 mi dice che lo sa, adesso lo sa che \u00e8 stata tutta una bugia. In passato ha militato nel partito e ha creduto nella Rivoluzione e negli ideali di cui essa si \u00e8 nutrita ma ora \u00e8 disilluso e pensa che a Cuba si \u00e8 ad un punto morto, che qualcosa deve per forza cambiare.<br \/>\n Il Parque \u00e8 enorme, ci sono grandi alberi dalla corteccia morbida, alte palme, fiori bellissimi. Jorge ci ha lasciato suo figlio, Jorgito, tutto contento di restare con noi. Abbiamo fatto un giro sul treno a vapore che percorre tutto il parco, lento e sbuffante. C&#8217;\u00e8 molta gente, escono di domenica per andare al Luna Park e si vestono di tutto punto, nei loro abiti migliori, come qui per andare alla Messa. Altri fanno il pic-nic sotto gli alberi con la macchina parcheggiata accanto e la musica a palla.<br \/>\n Mercy \u00e8 arrivata con Joel, sul vespino, con le cajitas (scatolette di cartone) di riso moro con frijoles e pollo e poi mi ha insegnato a fare la vuelta che ieri con Juan non ero riuscita a fare. Ad un certo punto \u00e8 venuta gi\u00f9 qualche goccia di pioggia a rinfrescare quella tremenda afa ed \u00e8 tornato Jorge per riportarci a casa.<br \/>\n Riposino e poi al 1830, un posto all&#8217;aperto, sul mare, vicino ad un castello nel quartiere di Miramar, dove c&#8217;era una festa di salsa (ovviamente) e dove si \u00e8 ballato dalle 19 alle 23.30 senza sosta. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/Cuba%20397.jpg\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Questi sono matti! Per quanto mi riguarda ho fatto il mio primo ballo con Servio che mi ha tampinato tutta sera ma almeno \u00e8 stato paziente a tenermi il tempo mentre ballavo e a farmi rompere il ghiaccio con la pista da ballo. Inoltre mi ha tenuto una lezione sui cubani ovvero mi ha classificato gli abitanti in bianchi, mori e negri. Ho scoperto cos\u00ec che tra di loro c&#8217;\u00e8 razzismo, che i bianchi e i negri hanno tutta una lista di frasi per offendersi e che ognuno \u00e8 orgoglioso del proprio colore. Senza dubbio la differenza principale a Cuba \u00e8 tra bianco e nero ma a questa distinzione si aggiungono altre come quelle tra mulatto, moro o meticcio. Ci sono poi tutta una serie di termini, molto coloriti ed espressivi, che rivelano un concetto matematico del colore e della etnia e che si basano sulla intenzione di chi parla. Ad esempio per mulatto si intende la combinazione perfetta di colore e si indicano persone dai lineamenti sottili e il &#8220;pelo bueno&#8221;, dunque con una connotazione di sensualit\u00e0 (tremendo mulato!)<br \/>\n Per il resto, bianco o negro, ho dovuto spezzargli il cuore visto che Servio gi\u00e0 mi avrebbe sposata. Questi cubani si innamorano a prima vista e tutte le sere e.. i jineteros sono le puttane pi\u00f9 capaci ed abili sulla faccia della terra! Ti chiamano come fossi un gatto, psssssss, pssssss, e poi urlano in un improbabile nonch\u00e9 ridicolo inglese &#8220;Hey leidy, wahs yore naim? gweir zhou frong? <br \/>\n Denise, dopo tanti anni, non ne pu\u00f2 pi\u00f9 e li anticipa facendo loro le stesse domande. Lei dice che ci trattano come dollari ambulanti e purtroppo questa \u00e8 la sacrosanta verit\u00e0. Colpa del regime, colpa della povert\u00e0, fatto sta che la prostituzione \u00e8 il modo pi\u00f9 semplice e comodo che questi ragazzi abbiano per tirare un po&#8217; fuori la testa dalla merda. Ci\u00f2 non vuol dire che noi si debba sopportarli e assecondarli! La pazienza ha un limite.<br \/>\n Alla fine della serata ero stracca e allora mi sono seduta allungando le gambe su una sedia (non proprio femminile come cosa).non l&#8217;avessi mai fatto!!! Mi \u00e8 arrivato un applauso da un gruppo di ragazzi, un altro rideva, uno mi ha tirata in mezzo alla pista dopo essersi inginocchiato pregandomi di ballare con lui e alla fine mi sono davvero fatta un mare di risate tra il frastuono, la gente. il sudore e la musica del 1830, con l&#8217;odore del mare. E vai, nulla di male nel lasciarsi trasportare per qualche minuto. Poi \u00e8 venuto Jorge e ci ha riportate a casa, salutandomi con una &#8220;buenas noches, italianita&#8221;. \uf04a<\/p>\n<p>\n La Habana, 14 luglio 2008 luned\u00ec<br \/>\n Per chi viaggia, l&#8217;incontro con l&#8217;altro si svolge sempre &#8220;tra&#8221;,<br \/>\n in una sorta di terra di nessuno che sta in mezzo<br \/>\n alle due culture di appartenenza.<br \/>\n In quella zona non delimitata, tra il &#8220;gi\u00e0&#8221; e il &#8220;non ancora&#8221;<br \/>\n dove i pensieri e i gesti trovano spazi comuni di comprensione,<br \/>\n dove le differenze non entrano a disturbare un dialogo<br \/>\n che spesso \u00e8 pi\u00f9 facile di quanto pensiamo.<\/p>\n<p> Stamani con Jorge ho scoperto un&#8217;altra Habana. Mi ha portata alla Habana Vieja per prelevare dei soldi in banca e mentre Denise sbrigava le sue cose noi abbiamo fatto un bellissimo giro in cui Jorge mi spiegava ogni cosa, ogni angolo, ogni segreto di questa parte di Habana tutta colorata, ristrutturata, turistica, con bellissimi palazzi in stile coloniale, isole pedonali, localini, musica dal vivo, botteghe, insomma molto pi\u00f9 tranquilla e rilassante del Centro Habana dove stiamo noi. Poi Jorge ci ha lasciate ed io e Denise abbiamo proseguito il nostro giro facendo foto, pranzando con la paella e chiacchierando. A Plaza de Armas ho visto la Ceiba, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/Cuba%20541.jpg\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>l&#8217;albero sacro per la santeria dove gli habaneros si mettono in coda per dar la vuelta a la Ceiba ovvero fare 3 giri intorno all&#8217;albero mentre ne toccano il tronco esprimendo tre desideri. L&#8217;albero, sotto le cui fronde sembra sia stata celebrata la prima messa cattolica a Cuba, \u00e8 posto di fronte a El Templete, il tempietto neoclassico, costruito nel 1828 per celebrare la fondazione della citt\u00e0, che si affaccia su Plaza de Las Armas. E&#8217; un rituale scaramantico beneaugurante a cui non si dovrebbe rinunciare. Per tradizione a chi compie questo rito l&#8217;anno successivo tutto andr\u00e0 perfettamente bene. Se uno dei tre desideri si esaudisce bisogna tornare a La Habana entro l&#8217;anno successivo per ringraziare. Io ho dato la vuelta e ho espresso i miei desideri, anzi uno solo, perch\u00e9 \u00e8 unico il desiderio che ho. Continuando il nostro giro siamo andate a plaza Vieja, alla piazza della cattedrale dove abbiamo preso un caff\u00e8 con Servio. Nella piazza abbiamo visto una quinzea\u00f1era, una ragazza che compiva 15 anni ed aveva un abito largo e lungo pieno di merletti e i fiori in mano, una macchina con nastri e chauffeur che l&#8217;aspettava e il fotografo che la ritraeva nel giorno pi\u00f9 importante della sua vita. S\u00ec a Cuba \u00e8 cos\u00ec, quando si compiono 15 anni \u00e8 festa grande, una sorta di ingresso in societ\u00e0, il nostro diventare maggiorenni ma anche di pi\u00f9. Che strane queste usanze latine!<br \/>\n Tornate a casa abbiamo avuto giusto il tempo di una doccia e poi subito da Omaida per 2 ore di lezione di salsa con Juan. Stavolta ho imparato a fare tre vueltas una dopo l&#8217;altra ed \u00e8 stata una grande soddisfazione sia per me che per Juan! Ma ho dolori muscolari ovunque: una fatica!!! Ritorno a casa, doccia (ennesima) e preparativi valigia: domani si parte per Holgu\u00ecn! Io, Denise, Mercedes e Jorge!! \uf04a<\/p>\n<p>\n 15 luglio 2008 marted\u00ec<\/p>\n<p> Mattina all&#8217;hotel Habana Libre al Vedado a scrivere mail in attesa di notizie da Jorge per la partenza ma queste tardano a giungere. Pranzo con Denise al ristorante cinese Chan Li Po in Campanario con un fantastico Chop Suey, un piatto a base di carne e verdure condito con brodo vegetale e salsa di soia. Poi giro per negozietti e di nuovo a casa dove abbiamo giocato un po&#8217; con Ricardito, il bimbo di Sinai, che ha 14 mesi, \u00e8 bellissimo e fa un sacco di facce mostrando i denti o i muscoletti! Se poi gli dici &#8220;portate bien Ricardito!&#8221; lui ti fa in gesto con l&#8217;indice a m\u00f2 di rimprovero! Grandioso! Finalmente alle 19 \u00e8 arrivato Jorge che aveva passato la giornata dal meccanico. Abbiamo caricato gli zainoni e via, verso la nostra prima tappa raggiunta in 4 ore: Santa Clara. Sistemazione in casa particular e subito nanna.<\/p>\n<p>\n Santa Clara 16 luglio 2008, mercoled\u00ec<br \/>\n .mi sento cos\u00ec patriota dell&#8217;America latina, <br \/>\n di qualsiasi paese dell&#8217;America latina, nel modo pi\u00f9 assoluto<br \/>\n e qualora fosse necessario sarei disposto a dare la mia vita <br \/>\n per la liberazione di qualsiasi paese latinoamericano, <br \/>\n senza chiedere nulla a nessuno, senza esigere nulla,<br \/>\n senza approfittare di nessuno.<\/p>\n<p> Alle 6 del mattino gi\u00e0 si sentiva il vociare in strada eppure si trattava di una stradina davvero piccola perch\u00e9 Santa Clara \u00e8 proprio una cittadina di campagna. Ma la vita qui comincia presto a quanto pare, con i venditori ambulanti e gli urloni per strada, i calessi, i cavalli, le vespette colorate. Jorge \u00e8 andato di nuovo a cercare un pezzo per la macchina, Denise e Mercedes chiacchierano ed io decido di farmi un giro nei dintorni. Che bello, qui \u00e8 tutta un&#8217;altra dimensione rispetto a La Habana: tranquilla, in mezzo al verde, i vecchietti seduti sugli scalini di casa a leggere il giornale, un donnone che fuma un sigarone (sono le 8 del mattino!!!), i calessi pieni di gente, le botteghe di frutta e verdura con le scritte del Che sulle pareti o gli striscioni per strada, le biciclette arrugginite e le moto anni &#8217;70. Tutto scorre con un ritmo pi\u00f9 lento e pi\u00f9 silenzioso, il sole riscalda gi\u00e0 forte la mattinata e la gente ha un fare molto pi\u00f9 rilassato. Santa Clara \u00e8 la citt\u00e0 del monumento al Che che conserva i suoi resti e i suoi oggetti. Quando Jorge arriva finalmente verso le 11, andiamo a visitarlo. Si tratta di una piazza enorme, davvero grande, con questo complesso scultoreo e la statua del Comandante che domina dall&#8217;alto di un piedistallo in mattoni su cui spicca la scritta Hasta la Victoria Siempre. E di lato, su un altro cubo di mattoni, la bellissima citazione tratta dal suo diario in Bolivia: &#8220;&#8230;me siento tan patriota de Latinoam\u00e9rica, de cualquier pa\u00eds de Latinoam\u00e9rica, como el que m\u00e1s y, en el momento en que fuera necesario, estar\u00eda dispuesto a entregar mi vida por la liberaci\u00f3n de cualquiera de los pa\u00edses de Latinoam\u00e9rica, sin pedirle nada a nadie, sin exigir nada, sin explotar a nadie&#8221;.<br \/>\n Mi vengono i brividi ogni volta che rileggo questa frase. <br \/>\n C&#8217;\u00e8 un sole che spacca le pietre e un afa insopportabile, mi soffio col vestito di jeans che indosso, faccio mille foto alla statua del Che poi si riparte alla volta di Holgu\u00ecn nella nostra Tico dove stiamo tutti e quattro belli stipati stipati. Il viaggio \u00e8 lungo e ci fermiamo spesso perch\u00e9 la macchina perde olio. La strada per\u00f2 \u00e8 bellissima e lungo il percorso ammiro paesini nel verde lussureggiante, con case di legno, cavalli e calessi, donne che passeggiano cogli ombrelli bianchi (che appunto qui chiamano sombrillas e non paraguas), camioncini che caricano la gente da portare al lavoro, alberi di mille colori, i rossi Flamboyant che costeggiano tutto il percorso, le biciclette, i banchi della frutta esotica, i ragazzi che vendono il formaggio ai bordi della strada, le infermiere con le calze a rete bianche e le scarpe da ginnastica, le donne con le torte in mano su un vassoio di cartone, e tutto ci\u00f2 paese dopo paese, municipio dopo municipio, da Santa Clara a Sancti Spiritu a Camaguey a Holgu\u00ecn.<br \/>\n La seconda parte del viaggio l&#8217;ho trascorsa in una piacevolissima e lunghissima chiacchierata con Jorge che aspetta che io gli dica &#8220;Estoy muerta contigo&#8221;! Non parlo ancora il cubano per\u00f2 io e Jorge ci capiamo tra spagnolo, italiano e linguaggio dei gesti. Abbiamo cantato le canzoni di Eros in spagnolo e poi gliele ho fatte sentire in italiano col mio I-pod. Gli ho messo le canzoni di Buena Vista e lui ha cantato &#8220;Chan Chan&#8221; con una contentezza indicibile da cui emerge l&#8217;orgoglio di essere cubano, come spesso si vede in Jorge: &#8220;De alto Cerro voy para Marcane, llego a Cueto voy para Mayari.&#8221; Mercedes e Denise si meravigliano ma quando c&#8217;\u00e8 feeling.. &#8220;\u00e8 un incontro d&#8217;anime.&#8221; \uf04a<br \/>\n Ci siamo raccontati la nostra vita e cos\u00ec ho saputo che \u00e8 nato a Pinar del Rio, cosa per la quale Mercedes lo prende sempre in giro. A Cuba quelli di Pinar del Rio sono bonariamente presi in giro per la loro &#8220;stupidit\u00e0&#8221;, per il loro essere dei sempliciotti di campagna. Questo \u00e8 il ruolo che tocca ai poveri pinare\u00f1os, bersagliati da barzellette e motti da tutti i cubani, principalmente da quelli de La Habana. Jorge dice che le puttane di Pinar Del Rio furono le ultime a scoprire che dovevano farsi pagare. \uf04a<br \/>\n Lui \u00e8 un ingegnere in telecomunicazioni che in passato \u00e8 stato un anno in Brasile, cosa per la quale si ritiene ovviamente un privilegiato perch\u00e9 sa che altrimenti non sarebbe mai potuto uscire da Cuba, come succede per la maggior parte dei cubani. Tuttavia da un paio di anni gli tocca guadagnarsi da vivere facendo l&#8217;autista di questa macchina di propriet\u00e0 di un medico con il quale divide i guadagni. Mi ha chiesto quale sia il mio sogno ed io gli ho detto che voglio vedere l&#8217;America Latina. Poi gli ho rigirato la domanda e lui ha risposto che il suo sogno sarebbe viaggiare per vedere un qualunque posto del mondo ma che questo rester\u00e0 per sempre un sogno perch\u00e9 non avr\u00e0 mai i soldi per permettersi di prendere un aereo. Intanto i km si accumulavano e quando davo segni di stanchezza lui mi diceva: &#8220;Pensa alla tua canzone!&#8221; <br \/>\n Perch\u00e9 \u00e8 per via della canzone dei Negrita, Rotolando verso Sud, che ho nella testa Holgu\u00ecn. Quel ritornello tante volte fisso nella mia testa, che dice &#8220;..Rio Santiago Lima Holgu\u00ecn Buenos Aires Napoli.&#8221; e mi son sempre chiesta come fosse Holgu\u00ecn, perch\u00e9 era affiancata a citt\u00e0 come quelle pi\u00f9 calienti di tutto il sud del mondo..<br \/>\n Abbiamo toccato il suolo di Holgu\u00ecn alle 21circa dopo 12 ore di viaggio, stanchi e puzzolenti. Maril\u00ecn, l&#8217;amica di Denise, ci \u00e8 venuta incontro e ci ha portato alla nostra casa particular dove abbiamo lasciato le valigie per andare a mangiare perch\u00e9 eravamo davvero affamati. Abbiamo trovato aperto solo un localino che faceva la pizza e nonostante la mia atavica fame giuro che \u00e8 stata la peggiore pizza di tutta la mia vita. Poi a La casa de la Musica a ballare, giretto per la piazza con la statua di Calixto Garcia e poi a nanna, tutti insieme appassionatamente.<\/p>\n<p>\n Holgu\u00ecn, 17 luglio 2008<br \/>\n ..la notte sembra perfetta<br \/>\n per consumare la vita io e te<br \/>\n C&#8217;\u00e8 un bisogno d&#8217;amore sai che non aspetta<br \/>\n \u00c8 un&#8217;emozione diretta se vuoi ma non sar\u00e0 infinita perch\u00e9<br \/>\n siamo fuoco nel fuoco ma bruciamo in fretta noi..<\/p>\n<p> Il risveglio \u00e8 molto piacevole in questa cameretta di Holgu\u00ecn anche perch\u00e9 so che ci aspetta una giornata al mare, il mare vero, caraibico, quello delle spiagge da sogno bianche e calde. La nostra m\u00e8ta \u00e8 Guardalavaca, a un&#8217;oretta di macchina dalla citt\u00e0. Lungo la strada i nostri amici cubani ci comprano frutta a volont\u00e0: mango, guayaba, papaya, che mangeremo in spiaggia all&#8217;ombra dei Flamboyant. Quando arriviamo uno spettacolo paradisiaco ci si offre dinanzi agli occhi: una spiaggia bianca, costellata di alberi, una riva calma e tiepida, un mare smeraldo trasparente che si estende a perdita d&#8217;occhio&#8230;anche Mercedes \u00e8 esterrefatta. A 40 anni \u00e8 la prima volta che esce dalla Avana e che vede un luogo simile..<br \/>\n Ho passeggiato e chiacchierato a lungo con Jorge, mi ha raccontato dell&#8217;unica volta che si \u00e8 innamorato e ha sofferto per amore, nulla a che vedere con i suoi due matrimoni. A Cuba pare che il matrimonio sia una cosa da fare velocemente, appena si prende una cotta per qualcuno. Molti ragazzi a vent&#8217;anni hanno gi\u00e0 famiglia, figli e poco dopo sono gi\u00e0 divorziati e in cerca di un altro &#8220;amore&#8221;. Ovvio, bruciano le tappe. Inoltre il divorzio tra cubani \u00e8 una pratica relativamente semplice che dura circa 3 mesi e costa intorno ai 5 dollari. Culturalmente sia il matrimonio che il divorzio sono visti in modo completamente differente dal nostro ma la cosa certa \u00e8 che l&#8217;amore che questi cubani portano per la loro famiglia e soprattutto per i loro figli \u00e8 infinito ed intoccabile. Mentre eravamo stesi al sole gli ho detto &#8220;Hombre, e(s)toy muerta contigo!&#8221; e lui \u00e8 scoppiato a ridere come un matto per la mia esse pronunciata alla spagnola, cio\u00e8 pronunciata! \uf04a<br \/>\n Intanto \u00e8 arrivata un&#8217;amica di Maril\u00ecn e Mercy e cos\u00ec si son messi tutti a ballare salsa mentre io li riprendevo e scattavo foto, a loro, al mare, ai miei piedi neri nella sabbia avorio. Verso le 20 ci siamo incamminati per tornare a casa ma una volta a Holgu\u00ecn siamo andati sulla Loma de la cruz (la collina della croce), bellissimo luogo panoramico da dove si ammira tutta la provincia di Holgu\u00ecn, nella speranza di trovare un ristorante che ci facesse mangiare qualcosa e invece aveva gi\u00e0 chiuso.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/dondoli.jpg\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> L&#8217;unico posto aperto era quello della pizza della prima sera..e con la fame che avevamo non ci son stati tentennamenti! Quella matta di Mercedes ci ha fatto piangere dalle risate chiedendo indicazioni per la loma de la cruz mentre ne stavamo scendendo.e poi mi chiama &#8220;lagarsa&#8221; perch\u00e9 non riesce a dire &#8220;ragazza&#8221; e Denise ride cos\u00ec tanto che le manca l&#8217;aria! Insomma, una giornata perfetta finita in modo perfetto.<\/p>\n<p>\n Holgu\u00ecn 18 luglio 2008, venerd\u00ec<br \/>\n Ella es blanca \u00e9l tambien<br \/>\n Que bonitos son los dos<br \/>\n Son dos dos gaticos que se aman <br \/>\n Que bonito es el amor&#8230;el amor&#8230; !<\/p>\n<p> Sveglia tranquilla, colazione tutti insieme e poi Jorge va dal meccanico mentre io, Denise, Mercedes e Maril\u00ecn facciamo un giro per Holgu\u00ecn e i suoi porticati. Molto bella questa cittadina piena di vita, di musica, di botteghe di artigiani, viali pedonali lastricati e statue di argilla per strada, o gatti di argilla sui tetti, perfino persone di argilla affacciate ai balconi! <br \/>\n Sotto i porticati i vecchietti ai tavolini giocano a domino e su un carro alcuni ballerini provano lo spettacolo della serata.<br \/>\n Per pranzo ci ha raggiunte Jorge. Tempo due minuti e Mercedes improvvisa con lui una di quelle scene che resteranno nella memoria e ci faranno ridere per sempre a ripensarci! Trascina Jorge in un negozio di barbiere, lo fa sedere, gli mette la mantella addosso e inizia a fingere di tagliargli i capelli mentre il barbiere li guardava divertitissimo, i clienti interdetti e noi piegate in due dalle risate. Mercy \u00e8 proprio comica, ha la capacit\u00e0 di far battute e improvvisare, prendere in giro, cogliere i dettagli, le manie di ognuno, creandoci degli show esilaranti!<br \/>\n Poi siamo andati tutti in un ristorante molto bello, il 1720, all&#8217;aperto, coi tavolini in mezzo agli alberi, un pesce buonissimo e un servizio abbastanza attento. Abbiamo ovviamente offerto io e Denise, come tutto in questo viaggio. <br \/>\n A Cuba circolano due monete: il pesos cubano e il pesos convertibile o CUC. Il primo \u00e8 la moneta usata dai cubani, con cui sono pagati e con cui pagano, equivale ad 1\/25 di dollaro, pi\u00f9 o meno. Il CUC \u00e8 invece la moneta usata dai turisti, equivale al dollaro ed \u00e8 la moneta con la quale si pagano tutti i servizi, trasporti, ristoranti, alberghi, etc.<br \/>\n Ovviamente pagare in CUC \u00e8 per la stragrande maggioranza dei cubani una cosa impossibile perch\u00e9 il costo di una cena equivarrebbe al loro stipendio mensile (per chi lavora). \u00c8 per questo che Mercedes non era mai uscita dalla Havana e che Jorge non poteva che offrirci la frutta fresca comprata a bordo strada.e tutta la sua disponibilit\u00e0.<br \/>\n Dopo il pranzo siamo andati al mirador sulla collina di Holgu\u00ecn dal quale si ammira tutta la vallata verde che circonda la cittadina. Poi abbiamo raggiunto la piazza dove c&#8217;\u00e8 la statua del Don Quixote a cavallo e le targhe in bronzo con le citazioni tratte dal libro di Cervantes:<br \/>\n \u00abLa libert\u00e0, Sancho, \u00e8 uno dei pi\u00f9 preziosi doni che i cieli abbiano mai dato agli uomini; n\u00e8 i tesori che racchiude la terra n\u00e8 che copre il mare sono da paragonare ad essa; per la libert\u00e0, come per l&#8217;onore, si pu\u00f2 e si deve mettere a repentaglio la vita; la schiavit\u00f9 invece \u00e8 il peggiore dei mali che agli uomini possano toccare\u00bb.<br \/>\n Eravamo l\u00ec a leggere, io e Maril\u00ecn, Denise, Mercy e Jorge.avevamo da poco passato altri cartelloni con le frasi della rivoluzione e Jorge aveva appena chiesto a Denise 10 CUC che noi avevamo dimenticato di dargli, sostenendo che per lui quella cifra era sostanziosa e non irrisoria come per noi. Pensavo alle privazioni di questa gente, a quando Jorge mi diceva che non poteva esprimere pienamente la sua opinione e si guardava in giro primo di dirmi &#8220;\u00e8 tutta una bugia&#8221;. pensavo a Mercedes che non era mai uscita da La Habana in 40 anni di vita.e rileggevo quella frase con i brividi sulla pelle nonostante il caldo. &#8220;La libert\u00e0..voi lo sapete cosa \u00e8 la libert\u00e0? Riprendetevela la vostra libert\u00e0!!!&#8221; Ecco cosa avrei voluto urlare.<br \/>\n Poi ritorno a casa, cena con gelato e frutta, risate da matti con Maril\u00ecn e doccia rigenerante. &#8220;Hasta ma\u00f1ana, italianita&#8221; mi dice tutte le sere Jorge. Ed io mi addormento serena, in un mondo pieno di sorrisi.<\/p>\n<p> La libertad, Sancho, es uno de los m\u00e1s preciosos dones que a los hombres dieron los cielos; con ella no pueden igualarse los tesoros que encierra la tierra ni el mar encubre; por la libertad, as\u00ed como por la honra, se puede y debe aventurar la vida, y, por el contrario, el cautiverio es el mayor mal que puede venir a los hombres. Digo esto, Sancho, porque bien has visto el regalo, la abundancia que en este castillo que dejamos hemos tenido; pues en mitad de aquellos banquetes <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/el%20dulce.JPG\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>sazonados y de aquellas bebidas de nieve, me parec\u00eda a m\u00ed que estaba metido entre las estrechezas de la hambre, porque no lo gozaba con la libertad que lo gozara si fueran m\u00edos; que las obligaciones de las recompensas de los beneficios y mercedes recebidas son ataduras que no dejan campear al \u00e1nimo libre. \u00a1Venturoso aqu\u00e9l a quien el cielo dio un pedazo de pan, sin que le quede obligaci\u00f3n de agradecerlo a otro que al mismo cielo.<\/p>\n<p>\n 19 luglio 2008, sabato<br \/>\n Hasta la victoria siempre!<\/p>\n<p> Sveglia ore 6 e partenza da Holgu\u00ecn. Pioviggina, ho la testa piena di acqua dal sonno e non sono per nulla contenta di lasciare questo posto dove son stata tanto bene. Ma ogni sogno \u00e8 seguito dal risveglio.<br \/>\n Il viaggio \u00e8 stato incredibilmente difficile ed \u00e8 durato 17 ore! Siamo arrivati alla Havana alle 23 dopo esserci fermati almeno venti volte a tutti gli Oro Negro (stazioni di servizio) per rabboccare l&#8217;olio (Castrol!) e cambiare le candele. A Cuba infatti le stazioni di servizio vengono chiamate conejitos, ovvero coniglietti, perch\u00e9 sono a distanza di saltello uno dall&#8217;altro.bellissimo no? Jorge era distrutto e molto preoccupato per la macchina e tutti i pezzi di ricambio che qui sono difficilissimi da trovare e molto costosi, per quello che doveva dire alla proprietaria dell&#8217;auto e per il suo lavoro se la macchina non poteva essere riparata. I suoi occhi verdi erano annuvolati ma non mancava mai di sorriderci ogni tanto, tra un conejitos e l&#8217;altro. E&#8217; stata davvero un&#8217;avventura ma ci siamo spaccati dalle risate anche stavolta grazie a Mercedes. Oramai era buio pesto quando, a 50 km da la Habana, la macchina si ferma definitivamente e ci accorgiamo che l&#8217;olio \u00e8 finito. Sulla carretera central de Cuba le auto <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/macchine.jpg\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>sfrecciano veloci e nemmeno ci vedono eppure dobbiamo riuscire a fermare qualcuno. Jorge \u00e8 preoccupato perch\u00e9 in questi casi si verificano molte rapine e ci sono state anche persone accoltellate e derubate di tutto. Figurati noi che siamo bianche e turiste.nell&#8217;ultimo paio di anni la criminalit\u00e0 \u00e8 aumentata a Cuba e pare non si possa stare pi\u00f9 tanto tranquilli. Comunque ci siamo messi tutti e 4 a sbracciarci per fermare qualcuno, era gi\u00e0 buio, nessuno ci cagava, allora Mercedes ha preso un cuscino e una copertina da viaggio, ha fatto un fagottino fingendo di avere un bambino e me lo ha messo in braccio, io ho iniziato a cullarlo e bum, si e&#8217; fermata una macchina che ci ha aiutati e ci ha dato olio.. ma quanto abbiamo riso non si pu\u00f2 raccontare a parole! Infine siamo arrivati a casa sotto la spinta delle preghiere e abbiamo ringraziato tutti gli Orishas, io son crollata e ho dormito circa 11 ore senza nemmeno fare una piega alle lenzuola!!!<br \/>\n La Habana, 20 luglio 2008, domenica<\/p>\n<p> Sveglia tardi e ritorno alla realt\u00e0.piove che Dio la manda, pare che un ciclone stia sfiorando l&#8217;isola colpendo solo l&#8217;oriente da cui siamo appena tornati. Ci prepariamo e andiamo a casa di Omaida a fare due chiacchiere con Ilde. Il cielo \u00e8 davvero grigio e chiuso, che cosa strana. Approfittando di questa giornata di pigrizia siamo andate in taxi dalla mamma di Rebecca a portarle i regalini da parte di Armida. Solo per scendere dal taxi mi sono inzuppata fino alle ginocchia. Mami \u00e8 stata contentissima, specie della nutella! Poi Rodolfo e Denise hanno ballato un po&#8217; di salsa e Mami rideva e cantava. Verso ora di pranzo abbiamo ripreso un taxi infradiciandoci completamente e siamo andate a mangiare in un paladar molto carino stesso l\u00ec al Vedado, il D\u00e9cameron. L\u00ec ci siamo gustate una bella pasta con le verdure e il pesto e la zuppa di zucca, da delirio! Tutto troppo buono ma soprattutto la compagnia di Denise con la quale sto benissimo. Nel frattempo Jorge mi manda un messaggio in cui mi chiama ruffiana! Che dire, mi fa sempre sorridere, anche in un giorno di diluvio come questo!<br \/>\n Finita la pioggia abbiamo percorso un paio di viali per andare a trovare Helena che sta in un bellissimo attico di gente molto benestante, con terrazza panoramica su tutta La Habana e vista mare. I proprietari della casa particular sono stati molto carini e si son messi a chiacchiera con noi, poi \u00e8 arrivato Robert, il fidanzato cubano di Helena e con loro siamo andati al Florida dove ho ballato addirittura tre salse, tormentata da Servio che ha deciso di provarci con me fino alla morte. Quando fanno cos\u00ec diventano davvero stressanti questi uomini cubani. Denise mi dice che devo tirar fuor la maleducazione per liberarmene ma io ho bisogno di esercitarmi ancora un po&#8217;! <\/p>\n<p>\n La Habana, 21 luglio 2008, Luned\u00ec<\/p>\n<p> Sveglia lenta e poi in banca al Vedado a cambiare i soldi. In realt\u00e0 in banca c&#8217;era una fila pazzesca e non si capiva come smaltiva cos\u00ec abbiamo mollato e ce ne siamo andate a cambiare alla Cadeca, tanto l\u00ec il cambio \u00e8 favorevole come in banca e cmq l&#8217;euro va benissimo rispetto al dollaro, infatti per 300 euro mi hanno dato 420 cuc! Benissimo!<br \/>\n Denise si \u00e8 poi diretta al Saratoga ed io alla mia lezione di salsa con Yasser. Ho fatto due ore in cui ho sudato l&#8217;anima ma ho imparato a fare la vuelta singola, la doppia, il dile que no e perfino il vacilala che son tutte figure della salsa! Yasser \u00e8 un sorridente ragazzo di circa trent&#8217;anni che mentre balla canta con passione le canzoni che ascolta e questo mi fa capire quanto questa musica per loro sia forte, sentita, importante. Lui ce l&#8217;ha dentro, si vede da come si muove, da come segue il ritmo e da come lo trasmette. In realt\u00e0 \u00e8 stato mezzora solo per insegnarmi a capire e sentire il tempo, cosa che per me era un mistero. Ma dopo questa lezione \u00e8 cambiato tutto, ora lo sento anche io e seguo il ritmo molto pi\u00f9 facilmente! Sono felice come una pasqua e raggiungo Denise al Saratoga per uno spuntino e le mail. Ci rifocilliamo e poi abbandoniamo l&#8217;aria condizionata per tornare a casa, dove la nostalgia di Holgu\u00ecn ci ha prese e ci siamo guardate tutte le foto scattate l\u00ec. Nel frattempo Jorge ci ha scritto che la macchina \u00e8 definitivamente fuori uso, che lui \u00e8 senza lavoro e che non potr\u00e0 portarci a Trinidad, n\u00e9 accompagnare me al mare. Che tristezza!<br \/>\n Riposino di un paio di ore e poi serata da ballo al Florida dove c&#8217;\u00e8 il gruppo dal vivo che \u00e8 troppo carino (cio\u00e8 son carini i tipi che cantano e ballano mentre suonano!) e a seguire alla Casa de La Musica in Galiano per il concerto di Manolito non so che. Ritorno a casa alle 2 e nanna.<\/p>\n<p>\n La Habana, 22 luglio 2008, marted\u00ec<\/p>\n<p> Ho deciso che voglio andare al mare e anche se la Playa del Este \u00e8 lontana e ci devo andare da sola, ho bisogno di un po&#8217; di relax. Mentre mi preparo sento Denise che urla &#8220;Hola Jorge!&#8221; e vedo lui con la piccola Isabela sulla soglia di casa. Ci dice che gli spiace non poter essere pi\u00f9 il nostro accompagnatore e che per lui \u00e8 un momento difficile. Ho regalato ad Isabela pennarelli, penne, quaderni, palloncini e fermacapelli portati dall&#8217;Italia e lei era felicissima tanto da abbracciarsi i regalini! Che tenerezza, santo cielo.<br \/>\n Intanto Denise mi ha trovato un altro tassista da lei conosciuto e sperimentato, Jorge anche questo! Per comodit\u00e0 lo chiamiamo Jorge2, un chiacchierone simpatico che mi ha portato al Tropicoco per 25 cuc, tacci sua! Ed eccomi finalmente in spiaggia, sotto un sole a picco e il vento forte che smuove il mare, i granchi color sabbia che si avvicinano al mio telo con gli occhietti alti alti che sbucano dalla sabbia e perlustrano il territorio! Qui il mare non \u00e8 certo quello di Guardalavaca per\u00f2 \u00e8 comunque bellissimo e la spiaggia \u00e8 ampia e costellata di palme. Inoltre <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/cubano\/el%20centro%20de%20Cuba%21.JPG\" width=\"365\" height=\"273\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>c&#8217;\u00e8 poca gente e posso godermela ma ad un certo punto passa un poliziotto e mi dice di stare attenta a non lasciare la mia roba incustodita perch\u00e9 ci sono molti furti, specie se sono sola e sono una turista. Mi dice addirittura di non andarmi a fare il bagno ma io non mi faccio prendere dal panico nemmeno un po&#8217;. Lo ringrazio, aspetto che si allontani e che nessuno mi guardi, metto le mie cose in un sacchettino di plastica, scavo un bel buco sotto la sabbia e ce lo ficco dentro poi ricopro. Dopo di che bagno, bar, libro di Terzani e voglio proprio vedere chi lo trova il mio sacchetto l\u00e0 sotto! <br \/>\n Alle 17.30 Jorge2 torna a prendermi. Meno male che ci siamo dati appuntamento cos\u00ec presto perch\u00e9 il caldo \u00e8 talmente forte che mi sembra di impazzire, anche all&#8217;ombra delle palme. Tornata a casa faccio doccia veloce e poi cinema Yara con Denise a vedere un film cubano uscito da poco, &#8220;Efectos Personales&#8221; di Brugu\u00e9s.<br \/>\n Il protagonista \u00e8 Ernesto, un ragazzo che vive nella sua macchina posteggiata all&#8217;inizio del Malec\u00f2n della Avana. Ernesto sta cercando in ogni modo di ottenere il visto per andar via da Cuba e si sottomette alle interviste del governo ma ogni volta, pur raccontando una storia strappalacrime sulla madre, non riesce ad averlo. Ernesto per\u00f2 non molla, passa il tempo che lo separa dalla prossima intervista a prepararsi per fare la migliore figura possibile ma un giorno incontra Ana, una giovane infermiera e tra i due basta poco per far nascere l&#8217;amore.. Ernesto per\u00f2 non vuole vincoli e lei ha un carattere molto forte, non si lascia intimidire n\u00e9 vuole costringere Ernesto che, finalmente ottiene il suo tanto atteso e desiderato visto per lasciare Cuba.. il resto ovviamente non lo racconto perch\u00e9 il film \u00e8 bellissimo e va assolutamente guardato anche se temo di essere poco obiettiva considerato che mi sono commossa tanto da avere i brividi tutto il tempo. Aver conosciuto e vissuto questa realt\u00e0 attraverso persone in carne ed ossa che mi hanno mostrato la loro vita qui a Cuba mi ha fatto sentire questo film pienamente, come una cubana, come una che si sente prigioniera e farebbe di tutto per ottenere la libert\u00e0..uscita dal cinema mi sentivo oppressa ma poi mi sono ricordata che io non sono cubana e posso andarmene da l\u00ec come e quando voglio.<br \/>\n Il cinema \u00e8 un momento molto importante per la societ\u00e0 cubana. Il biglietto costa pochissimo, un pesos cubano (quindi 1\/25 di dollaro) e gli spettatori partecipano attivamente allo spettacolo come fosse teatro, facendo commenti, urlando, ridendo, suggerendo agli attori cosa fare, insomma c&#8217;\u00e8 stato un casino tale tutto il tempo della proiezione che non ci potevo credere!<br \/>\n Dopo la cena al Maraka&#8217;s io e Denise ci siamo concesse un cocktail sulla terrazza del panoramico e famoso Hotel Nacional con vista sul Malec\u00f2n pieno di gente come al solito.<\/p>\n<p>\n La Habana, 23 luglio 2008, mercoled\u00ec<br \/>\n Yo vengo de todas partes, <br \/>\n Y hacia todas partes voy: <br \/>\n Arte soy entre las artes, <br \/>\n En los montes, monte soy. <\/p>\n<p> Yo s\u00e9 los nombres extra\u00f1os <br \/>\n De las yerbas y las flores, <br \/>\n Y de mortales enga\u00f1os, <br \/>\n Y de sublimes dolores&#8230;<\/p>\n<p> Ho chiesto a Jorge se mi faceva da guida per un city tour a piedi e lui ha detto di s\u00ec! Sono contenta, sia perch\u00e9 con lui mi diverto troppo sia perch\u00e9 sono sola a girare per la citt\u00e0 e la cosa non \u00e8 affatto stimolante. Finalmente conoscer\u00f2 i monumenti della Avana e imparer\u00f2 un po&#8217; di cose sulla sua storia che Jorge conosce molto bene. \u00c8 arrivato alle 11 puntuale come al solito (ma come cavolo fa?) e mi ha portato alla Avenida Simon Bolivar dove abbiamo preso un taxi collettivo cubano diretto alla Plaza de la Revolucion. Prima di salire sul taxi mi ha detto che non devo parlare mai a meno che non me lo dica lui: i taxi per i cubani sono solo per i cubani e se la polizia ne ferma uno con un turista fa un multone al tassista; quindi devo tacere cos\u00ec Jorge mi pu\u00f2 offrire il passaggio pagando in pesos cubani, cosa alla quale lui tiene molto.<br \/>\n Arriviamo nella splendida Plaza de La Revoluci\u00f2n, l&#8217;attuale centro politico della capitale cubana, il luogo in cui sono state collocate le sedi di alcune fra le pi\u00f9 importanti istituzioni della citt\u00e0 e del Paese, fra cui la Biblioteca Nacional.<br \/>\n Al centro della piazza si erge il monumento a Jos\u00e9 Mart\u00ed, l&#8217;eroe nazionale dell&#8217;indipendenza cubana dal giogo coloniale, mentre tutto intorno si trovano gli edifici governativi: la sede del Comitato Centrale del Partito Comunista Cubano, situata all&#8217;interno del Palacio de la Revoluci\u00f3n, il Ministero delle Comunicazioni, sede del Museo Postal Filat\u00e9lico, e il Ministero degli Interni. Sulla parete di quest&#8217;ultimo spicca una delle immagini pi\u00f9 note e suggestive dell&#8217;Avana moderna, l&#8217;enorme ritratto di Ernesto &#8220;Che&#8221; Guevara con la scritta, famosissima in tutto il mondo: Hasta la victoria siempre.<br \/>\n Abbiamo fatto molte foto e poi siamo entrati nel museo dedicato a Jos\u00e9 Mart\u00ec. Nel 1892 egli fond\u00f2 il Partito Rivoluzionario Cubano che si poneva gli obiettivi di indipendenza dell&#8217;America Latina dall&#8217;imperialismo spagnolo e USA, organizzazione della lotta armata nella guerra di liberazione, rifiuto di ogni forma di segregazione razziale. Mart\u00ec \u00e8 considerato anche uno dei pi\u00f9 grandi scrittori del mondo ispanico. Tutti gli insegnamenti di Mart\u00ec contraddicono ogni sistema politico che non riesce ad occultare la sua intolleranza verso le libert\u00e0 individuali e il suo amore per il suo proprio materiale potenziamento. Le suo opere condannano tutti i regimi dispotici e la privazione dei diritti umani. Per questo motivo, la pubblicazione dei pensieri di Marti, in tutta la sua forza, \u00e8 oggi di grande importanza. Nel museo ci sono foto, documenti, lettere, i suoi libri di poesia originali ed \u00e8 qui, oggi, che scopro che i suoi &#8220;Versi Semplici&#8221; iniziano cos\u00ec: &#8220;Yo soy un hombre sincero de donde crece la palma y antes de morirme quiero <br \/>\n echar mis versos del alma. .&#8221; che io conoscevo solo attraverso la famosa canzone Guantanamera! <br \/>\n Il belvedere \u00e8 a 129 metri di altezza e di l\u00ec si ammira La Habana a 360\u00b0. Jorge mi spiega e mi indica i confini di alcuni dei municipi in cui \u00e8 divisa la citt\u00e0, il Cerro, Miramar, il Vedado, la Habana Vieja, il Centro Habana. La torre \u00e8 chiusa da vetrate ed \u00e8 a pianta stellare; in ogni punta della stella c&#8217;\u00e8 incisa sul pavimento una bussola con le distanze tra quel punto e alcune importanti citt\u00e0 del mondo. C&#8217;\u00e8 anche Roma, 8710 km da qui. Jorge mi dice: &#8220;Siamo lontanissimi!&#8221;<br \/>\n Dalla plaza ci dirigiamo a piedi verso il Cimitero monumentale Cristobal Col\u00f2n, sotto un sole davvero infame. Il cimitero \u00e8 una vera e propria citt\u00e0 con strade coi loro nomi e cos\u00ec prendiamo una guida che ci raccontasse le storie dei morti che abitano qui. Ad esempio c&#8217;\u00e8 la tomba della signora Amelia Goyri de la Hoz, morta di parto nel 1903 a 23 anni e sepolta con il bambino ai suoi piedi. La leggenda narra che quando la tomba fu riaperta per riesumare il corpo, il bambino fu trovato tra le braccia della madre. Il marito Jos\u00e9 Vicente Adot, disperato, non sopport\u00f2 tanto dolore e impazz\u00ec: egli si recava al cimitero ogni giorno e bussava sulla tomba gridando: &#8220;Svegliati Amelia! Svegliati!&#8221; Fece questo per 17 anni finch\u00e9 mor\u00ec. Tutta questa storia ha reso leggendaria Amelia che \u00e8 stata idolatrata come donna del miracolo. Infatti essa riceve fiori e preghiere ogni giorno e la sua tomba bianca, con la statua che la raffigura col suo bambino in braccio, \u00e8 oramai meta di pellegrinaggi ed \u00e8 ricoperta di targhe in marmo o bronzo che la ringraziano per esser intervenuta miracolosamente in casi disperati di partorienti e neonati in pericolo. <br \/>\n La guida ci racconta poi di un&#8217;altra tomba, stavolta di un ricco signore che era perdutamente innamorata della sua sposa e le fece fare un monumento funebre con le rose intarsiate nel marmo nero e i vetri colorati da dove entra un raggio di sole che cade sulla bara della donna. L&#8217;amore vince su tutto, dice la guida, anche sulla morte.<br \/>\n Fa caldo boia e dopo un altro breve giro lasciamo il cimitero e ci incamminiamo verso il Vedado dove ci fermiamo alla caffetteria Fresa Y Chocolate a prendere una limonata. Poi taxi verso il Malec\u00f2n alla ricerca degli attrezzi di ferramenta che Jorge ha perso dimenticandoli ad un conejito al ritorno da Holgu\u00ecn. Ovviamente tutti i ferramenta hanno pochissimo materiale e nulla di ci\u00f2 che servirebbe a noi. Ci sono principalmente pezzi Fiat ma Jorge dice che qui quelli che vendono roba fiat sono tutti imbroglioni.<br \/>\n Al Malec\u00f2n ci sono dei ragazzini che si fanno il bagno e si tuffano dagli scogli. Il sole picchia talmente forte che non lo reggo e metto su la mia bandana rossa. Anche qui come in India bisogna sempre girare con un fazzoletto, un panno di stoffa (pa\u00f1uelo) o una bandana tassativamente in cotone per asciugarsi il sudore e coprirsi la testa. E&#8217; la sola cosa che non pu\u00f2 mancare mai! Sono quasi le 16 e devo correre alla lezione di salsa con Yasser. Jorge sale a salutarlo e poi mi lascia a lui per le mie due ore di lezione. Yasser \u00e8 grandioso, mi scrive tutti i nomi delle figure su un blocco notes e me le fa vedere una per una, insegnandomi tutti i passi cos\u00ec quando, dopo 2 ore, Jorge torna a prendermi, io ballo senza sosta e a tempo trasportata su e gi\u00f9 per la sala dal sempre sorridente Yasser.<br \/>\n Torno a casa mezza morta e mi riposo un po&#8217;poi raggiungo Denise al Chevere di Parque Almendarez, ballo un paio di salse, mangio una pizza immangiabile, litigo con Servio e lo mando definitivamente a spigare, cubano e buono, poi torniamo a casa, crolliamo e alle due veniamo svegliata dalla nuova avventuriera: \u00e8 arrivata Paola!<\/p>\n<p>\n La Habana, 24 luglio 2008. gioved\u00ec<\/p>\n<p> Sveglia lenta e tarda e colazione con Denise e Paola. Io mangio il mio panino burro e miele e lascio da parte l&#8217;omelette che sinceramente mi ha nauseata! Alle 12 arriva Jorge per un altro city tour. Stavolta la prima tappa \u00e8 il Museo de la Revoluci\u00f2n situato in un bellissimo palazzo dove \u00e8 vissuto il dittatore Batista che proprio qui, la sera del 31 dicembre del 1958, fu avvisato della imminente caduta di Santiago nelle mani dei ribelli capeggiati da Fidel Castro Ruz. E fu sempre da qui che Castro, El L\u00edder, fece lo storico discorso dell&#8217;8 gennaio 1959 nel quale annunciava al popolo cubano la fine dell&#8217;odiata e terribile dittatura e la vittoria della Revoluci\u00f2n. Il museo \u00e8 una raccolta di fotografie, documenti, armi, immagini che costituiscono la storia della rivoluzione, ovviamente vista con gli occhi di chi l&#8217;ha fatta ed in essa ha creduto.<br \/>\n Trovo noioso leggere tutti quei documenti e molti di essi mi fanno venire rabbia, per esempio i discorsi demagogici di Fidel che parlano di libert\u00e0 mentre \u00e8 ovvio che la rivoluzione non ha portato alla libert\u00e0. Dittatura non \u00e8 certo sinonimo di libert\u00e0 e rivoluzione. Eppure Jorge appare orgoglioso di tutto quello che \u00e8 successo, della storia di Cuba e della lotta di questi uomini diventati eroi per aver rovesciato la dittatura di Batista che aveva imposto un clima di violenza e sopraffazione.<br \/>\n Il processo rivoluzionario inizi\u00f2 con l&#8217;assalto alla caserma Moncada a Santiago, avvenuto il 26 luglio 1953. A guidare i rivoltosi era Fidel Castro. Il piano prevedeva la conquista delle armi per poi consegnarle al popolo e dare il via immediatamente all&#8217;insurrezione armata. Centosettanta giovani ascoltarono Fidel: &#8220;Compagni&#8221; disse questi &#8220;tra qualche ora sarete vittoriosi o sconfitti. Ma in ogni caso fate bene attenzione a quello che vi dico, compagni! In ogni caso il nostro movimento finir\u00e0 per trionfare. Se domani sarete vittoriosi, si potr\u00e0 realizzare pi\u00f9 in fretta quello cui aspirava Marti&#8221;. Un istante prima di dare il via all&#8217;azione, Fidel evocava dunque quelli che, per un cubano, erano i ricordi pi\u00f9 cari. Le idee di Mart\u00ec continuavano a ispirare quei giovani che anelavano alla libert\u00e0 e alla piena indipendenza nazionale, il compito che Marti&#8217; non aveva portato a compimento. Fallita l&#8217;impresa, Castro fu costretto a riparare in Messico dove, insieme al fratello Raul e all&#8217;argentino Ernesto &#8220;Che&#8221; Guevara, cre\u00f2 un nucleo rivoluzionario (Movimiento 26 de Julio) con l&#8217;obiettivo di riprendere la lotta armata nell&#8217; isola. Fu solo nel 1959 che Batista rassegn\u00f2 le dimissioni lasciando il paese mente le prime colonne di guerriglieri castristi entravano nella capitale.<br \/>\n Finito il giro al museo, dove faccio una foto sotto il poster di Che Guevara, che continua a piacermi come personaggio nonostante le contraddizioni, prendiamo un taxi verso la fortezza San Carlo de La Caba\u00f1a (1774) una delle fortezze coloniali pi\u00f9 grandi delle Americhe e che fu anche il quartier generale del Che. L\u00ec c&#8217;\u00e8 il Ca\u00f1onazo che ogni sera, alle nove in punto, spara un colpo a salve riportando i visitatori indietro nel tempo, quando a quell&#8217;ora un colpo di cannone annunciava la chiusura delle porte della citt\u00e0 e del porto (Ca\u00f1onazo de las Nueve). Dicono che si senta in tutta la Habana eppure io non ci sono mai riuscita! Mi dico sempre che devo ricordarmi, alle 9 di sera, di tendere l&#8217;orecchio ma puntualmente mi dimentico!<br \/>\n Il panorama dalla Caba\u00f1a \u00e8 semplicemente mozzafiato: tutta La Habana si apre davanti allo spettatore incredulo, con la costa, il Malec\u00f2n, i monumenti, il Capitolio che svetta, il monumento di Plaza de la Revoluci\u00f2n, le insenature, le navi da carico nel porto, i giardini.uno spettacolo inondato da un sole cocente che crea riflessi onirici e ipnotizza lo sguardo. Abbiamo pranzato in un ristorantino all&#8217;interno delle mura della fortezza, con una bella fettona di carne, i tostones e riso con verdure. L\u00ec Jorge mi dice ci\u00f2 che pensa della rivoluzione: per lui Fidel \u00e8 un grande uomo ed il sistema che lui ha imposto \u00e8 un sistema teoricamente buono; \u00e8 l&#8217;essere umano che \u00e8 imperfetto e commette molti errori a causa della sua sete di guadagno. Dunque non \u00e8 solo colpa di Fidel se le cose non hanno funzionato. Io resto allibita. Mi sembra di essere nel libro di Orwell, 1984, e vedo Castro come il Grande Fratello. Jorge aggiunge che \u00e8 rimasto molto deluso, che in questo paese non \u00e8 possibile essere onesti e che per la sua onest\u00e0 ha perso il lavoro. Gli chiedo se si sente in prigione. Mi dice di s\u00ec. Che ha passato mesi senza dormire la notte, a camminare per casa e a chiedersi come poter mantenere la sua famiglia e cosa fare capendo infine che non poteva fare nulla, che qualunque cosa avrebbe messo in pericolo la sua famiglia e cos\u00ec ha deciso di arrendersi al sistema perch\u00e9 vuole che i suoi figli abbiano una vita tranquilla e tutto ci\u00f2 che desiderano. Jorge ha un fratello che \u00e8 riuscito ad andarsene a Miami con tutta la famiglia e gli spedisce magliette, vestiti, denaro e tutto quanto lui pu\u00f2 per aiutare i suoi parenti. Tutto, tranne la libert\u00e0, aggiungo io.o forse s\u00ec, un giorno.perch\u00e9 ora, pi\u00f9 di quanto avrei mai immaginato, desidero che questa situazione cambi, che l&#8217;embargo finisca e l&#8217;economia si riprenda, che Fidel muoia e che, ahim\u00e9, l&#8217;ondata di globalizzazione invada anche Cuba, facendola diventare s\u00ec un satellite americano ma paese aperto, aperto al mondo, alla vita, e non prigioniera del suo mare e del suo idealismo. Spero che quest&#8217;uomo sognatore possa vedere i suoi figli studiare, viaggiare, conoscere, tornare, lavorare, esprimere liberamente le proprie opinioni e gustare totalmente la libert\u00e0, la libert\u00e0 di essere, fare, dire, pensare tutto ci\u00f2 che vorranno essere, fare, dire e pensare.<br \/>\n Abbiamo visitato la zona dove c&#8217;era il quartier generale del Che e dove ora c&#8217;\u00e8 un museo con sue foto e documenti, una statua che io cercavo di baciare mentre Jorge mi tirava via \uf04a e qualche suo oggetto personale. Lasciamo la Caba\u00f1a e torniamo a Parque Central da dove entriamo in San Rafael per un giro nell&#8217;isola pedonale piena di bancarelle che vendono cibo cubano. Infine a piedi per Neptuno e a casa a riposare. Paola e Denise sono al matrimonio della sorella di Mercedes ma io sono troppo stanca per raggiungerle, mi doccio e mi metto a leggere. Sono per\u00f2 costretta a restare tutta la serata in camera perch\u00e9 non me la sento di uscire a piedi da sola e inoltre ho finito tutti i soldi (ho dato a Jorge gli ultimi 20 pesos anche se lui non voleva essere pagato in alcun modo) ed ora ho solo gli euro da cambiare, nemmeno due monetine per chiamare un taxi. Non mi resta che riflettere sulla giornata e chiudere gli occhi per un sonno ristoratore.<br \/>\n La Habana, 25 luglio 2008, venerd\u00ec<br \/>\n .que alguien me diga<br \/>\n como se olvida, como se olvida esta pena de amor<br \/>\n como se sana una herida<br \/>\n que alguien me diga&#8230;<br \/>\n Oggi io e le mie amiche ci dedichiamo la giornata. Passiamo a salutare Ilde e poi facciamo un bel giro alla Habana Vieja, pranziamo al ristorante Hanoi con filetto di pesce e poi spilucchiamo i mercatini di Plaza de Armas dove io compro i diari del Che e i libri di poesia di Jos\u00e9 Mart\u00ec. Entriamo poi nella famosa Bodeguita del Medio dove Hemingway prendeva il suo mojito (c&#8217;\u00e8 anche la dedica originale dello scrittore che recita cos\u00ec: &#8220;Mi daiquiri en la Floridita, mi mojito en la Bodeguita.&#8221;) \u00c8 oramai un locale turistico ma molto particolare, tutto in legno, pieno di bottiglie di rum, foto di personaggi famosi passati di l\u00ec, poster alle pareti e dediche varie. L\u00ec fuori compro il cappellino verde con la stella rossa del Che e ci vado un po&#8217; in giro finche un tassista mi dice che fa troppo turista e che un cubano non lo indosserebbe mai, dunque lo levo con un po&#8217; di delusione.<br \/>\n Nel tardo pomeriggio torniamo a casa e Jorge passa a salutarci. Gli faccio vedere i libri e il cappellino, lui sorride e mi dice &#8220;I love you, italianita!&#8221; e mi fa troppo morire di allegria! Le amiche mi richiamano al &#8220;dovere&#8221; e mi trascinano al muretto del Malec\u00f2n dove, con una bibita fresca (refresco lo chiamano loro) assistiamo ad un bellissimo tramonto di un sole rosso rosso che ha lasciato il cielo pi\u00f9 rosso ancora.. Poi al Florida, ovvero Jineterolandia! Oggi altra giornata senza tregua, qui non ci si ferma mai! \uf04a Io infatti ho un mal di testa pazzesco che mi tormenta tutta la serata finch\u00e9 il barista mi porta un Moment che mi d\u00e0 un po&#8217; sollievo, giusto per fittiarmi un po&#8217; il cantante flachito flachito del gruppo che suona l\u00ec e che mi piace un sacco. Riesco a richiamare la sua attenzione e noto che mi guarda anche lui e mentre sto litigando con l&#8217;accendino per accendermi una sigaretta vedo sott&#8217;occhio che fa per avvicinarsi col suo ma il mio, puf, si accende! Buonanotte! \uf04a<\/p>\n<p> La Habana, 26 luglio 2008, sabato<br \/>\n Oggi \u00e8 festa nazionale a Cuba. \u00c8 il 55\u00b0 anniversario dell&#8217;assalto a Moncada e per tutti i rivoluzionari cubani \u00e8 sinonimo di unit\u00e0 e vittoria. In casa tutte le televisioni sono accese per il discorso a reti unificate di Raul Castro e nelle strade sventolano decine di bandiere bianche e azzurre con la stella cubana, mentre gruppi di persone sparse eseguono dei riti. Oggi la citt\u00e0 che ospita la manifestazione principale \u00e8 Santiago de Cuba dove sono accorsi pi\u00f9 di 10000 cittadini. Il presidente di Cuba, Raul Castro, ha detto che la situazione alimentare mondiale \u00e8 grave e che gli Stati Uniti la acuiscono con la loro politica che promuove la produzione di combustibili derivati dagli alimenti.<br \/>\n &#8220;La ex caserma Moncada \u00e8 un centro scolastico dove gli insegnanti preparano le nuove generazioni di cubani, con i valori che hanno legato alla Patria moltissimi giovani che hanno dato la vita per darci quel che abbiamo oggi. Come non essere orgogliosi di questa storica Rivoluzione e dell&#8217;ispirazione che deriva dall&#8217;esempio dei nostri eroi e martiri?&#8221; ha affermato Alejandra Rodr\u00edguez, pioniera di dieci anni della scuola elementare Jos\u00e9 de la Luz y Caballero. &#8220;Inviamo un messaggio di affetto e d&#8217;amore a Fidel e gli diciamo che continueremo a studiare decisi ad essere migliori ogni giorno di pi\u00f9, perch\u00e9 quegli uomini che morirono nella Moncada si sentano sempre orgogliosi di noi&#8221;. <br \/>\n Alesnay P\u00e9rez, lavoratore di una fabbrica di caff\u00e9, ha detto che i lavoratori cubani hanno il dovere di svolgere con maggiori disciplina i compiti rispettivi coscienti che &#8220;Se produrremo di pi\u00f9 avremo di pi\u00f9&#8221;. &#8220;La nostra strategia principale \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 il nostro principale orgoglio essere liberi e sovrani&#8221; ha affermato durante la manifestazione.<br \/>\n &#8220;Agli imperialisti diciamo che non potranno mai avere questa terra, perch\u00e9 noi cubani non la cederemo mai&#8221; ha dichiarato nel suo intervento il giovane coincidendo con Ena Elsa Vel\u00e1squez, ministra cubana d&#8217;Educazione, che ha assicurato che ogni 26 Luglio \u00e8 un incontro con la storia. <br \/>\n Oggi i negozi sono tutti chiusi e noi andiamo al Saratoga a prendere il sole all&#8217;ultimo piano dell&#8217;hotel, a bordo piscina, su un comodissimo lettino e con un bel cocktail freddo tra le mani, con vista su tutta La Habana fino al Morro e al mare azzurro. Ora \u00e8 un&#8217;emozione. Ora che ho conosciuto quasi ogni angolo della citt\u00e0 e della sua storia, \u00e8 emozione. Dall&#8217;alto del lussuoso albergo non ci accorgiamo che \u00e8 il 26 di luglio e le parole di Raul sono dimenticate. Almeno per noi. Un paio di ore di relax e poi andiamo da Lucia che ci ha preparato l&#8217;aragosta. Il pranzo \u00e8 ottimo: l&#8217;aragosta \u00e8 divinamente tenera e succosa, il riso con i frijoles neri, le verdure, il succo di mango, il budino al latte.<br \/>\n Riposino e passeggiata al Vedado, al parco di John Lennon con la sua statua in bronzo che lo raffigura seduta su una panchina, senza gli occhiali, mentre accanto c&#8217;\u00e8 un ometto in carne ed ossa che ha un paio di lenti e ti fa fare la foto, a pagamento, mettendole a John Lennon. Ci imbattiamo poi in una bellissima villa che \u00e8 il Centro Culturale di Cuba, ovvero Istituto cubano de la musica, dove riusciamo ad entrare per vederne qualche sala e spulciare il programma degli eventi imminenti. Ancora un po&#8217; di cammino e poi ritorno a casa per prepararci per la nostra ennesima serata di ballo. Un amico di Denise, Xavier, ci \u00e8 passato a prendere per andare insieme al Florida. Menomale che oggi mi sento in forma, poi Denise mi ha prestato un top troppo carino che ho messo sul mio jeans dunque mi sento anche bene nei &#8220;miei&#8221; panni. Xavier \u00e8 simpatico, tiene la conversazione e mi fa compagnia mentre Deni e Paola si scatenano nelle salse coi loro cavalieri. Mi si avvicina Servio che mi chiede di fare pace e io sorrido perch\u00e9 mi pare di avere a che fare con un bambino. Intanto mi inticchio il solito flachito e a fine concerto compro anche il cd del suo gruppo. Dopo un po&#8217; di giochi di sguardi quella matta di Denise decide di mettere fine a questo stillicidio di timidezza e gli fa cenno di avvicinarsi a me, cos\u00ec lui arriva e mi invita a ballare..panicooo!!! gli dico che non so ballare bene ma lui mi tiene il tempo e mi fa muovere lentamente e nel frattempo facciamo conoscenza: si chiama Alain (perch\u00e9 alla madre piaceva Alain Delon!), vive vicino al Florida con la sorella mentre il resto della famiglia \u00e8 a Miami che oramai \u00e8 una colonia cubana. Anche lui li raggiunger\u00e0 all&#8217;inizio dell&#8217;anno prossimo perch\u00e9 ha ottenuto il visto. Bene, mi dico, almeno non far\u00e0 di tutto per farsi sposare!<br \/>\n Finiamo di ballare e ce ne andiamo sui divanetti fuori nell&#8217;atrio dove poi ci raggiungono gli altri. Alain mi dice che mi aveva notata ma che non voleva avvicinarsi per paura di essere considerato un jinetero. Ma si vede lontano un miglio che lui non lo \u00e8! Mi dice che odia il modo in cui i cubani si comportano coi turisti, il modo in cui cercano di ricavarne qualcosa. Poi ci ha accompagnate a casa e abbiamo preso appuntamento per domani. Sono curiosa di capire la mentalit\u00e0 di quest&#8217;altro &#8220;esemplare&#8221; cubano. \uf04a<\/p>\n<p>\n La Habana, 27 luglio 2008, domenica<br \/>\n Il viaggio pu\u00f2 diventare racconto, un racconto spesso spinge a un altro viaggio, ma un racconto non \u00e8 un viaggio..<\/p>\n<p> Stamattina si va al mare! Taxi fino al Club Havana, sulla Marina Hemingway. \u00c8 carino, c&#8217;\u00e8 una spiaggetta con ombrelloni in paglia e le palme, una piscina e il ristorante. Anche questo \u00e8 decisamente un luogo per turisti, molto caro e alquanto finto ma \u00e8 vicino e comodo. C&#8217;\u00e8 una pace incredibile ed un bellissimo sole ma ad un certo punto si \u00e8 scatenata la bufera, proprio come domenica scorsa, con una pioggia talmente fitta che non si vedeva a 5 metri. Mare e cielo erano di un solo colore, grigio sfuocato! \uf04a Fortuna per\u00f2 che \u00e8 passata dopo un&#8217;oretta per lasciare posto di nuovo ad un sole implacabile. Ma il nostro tassista \u00e8 venuto a prenderci e cos\u00ec siamo tornate a casa. <br \/>\n L\u00ec \u00e8 passato Jorge per dirci che non ci accompagner\u00e0 a Trinidad perch\u00e9 non \u00e8 riuscito a recuperare un macchina e perch\u00e9 non pu\u00f2 allontanarsi di nuovo dalla citt\u00e0. Ci siamo rimaste male ma io e Paola abbiamo deciso che partiremo comunque. Denise invece rester\u00e0 a La Habana per non mancare alle sue serate di salsa, anche perch\u00e9 lei Trinidad gi\u00e0 la conosce. <br \/>\n Intanto Alain mi aspettava gi\u00f9 alla strada, cos\u00ec sono scesa di corsa per raggiungere il flachito. Abbiamo passeggiato un po&#8217; lungo il Malec\u00f2n affollato e poi ci siamo seduti sul muretto anche noi, con le gambe penzoloni verso il mare. E lui mi ha detto: &#8220;Vedi, qui nel &#8217;96 era pieno di gente che tentava la fuga in barca verso Miami, pieno zeppo e sono morte un sacco di persone.&#8221;. Non gli dispiace affatto andarsene da Cuba, anzi lui la odia. Dice che qui il sistema non funziona, che l&#8217;ingranaggio \u00e8 bloccato e che non si va n\u00e9 avanti n\u00e9 indietro; che quello che Cuba sta vivendo lo hanno vissuto tanti paesi in passato, con Mussolini, Hitler, Franco, per\u00f2 adesso tocca a Cuba, anche se in ritardo rispetto alla storia. <br \/>\n Mi ha raccontato che \u00e8 ha viaggiato un po&#8217;, \u00e8 stato in Turchia per un anno e mezzo e che gli piace molto cucinare. mi ha consigliato di visitare il sito di comida cubana e di cucinare il &#8220;platano in tentacion&#8221;! E&#8217; piacevole ascoltarlo, parla tanto e ogni tanto rallenta accertandosi che io lo stia capendo ma oramai il cubano \u00e8 diventata la mia seconda lingua! Parla dei film che gli piacciono, per esempio &#8220;La dolce vita&#8221; che io gli devo confessare non avere mai visto. Anche lui, come Jorge, \u00e8 avido di film e di tv. Guarda &#8220;qualunque cosa&#8221; perch\u00e9 \u00e8 il solo modo che ha per conoscere il mondo. Nonostante sia pi\u00f9 giovane di Jorge, Alain \u00e8 meno idealista, pi\u00f9 disincantato e realista. Critica il volto che Cuba offre al mondo e ai turisti, mi parla del fermento culturale e della vita universitaria, di tutto ci\u00f2 che noi non vediamo e non riusciamo a conoscere.<br \/>\n E&#8217; anche molto ironico mentre mi spiega che i cubani non sanno stare senza soffrire per amore, che se la storia tra due persone non \u00e8 tormentata da gelosie e corna i cubani non sono contenti! \uf04a <br \/>\n Mangiamo una pessima pizza al tonno da Rapido vicino al cinema Yara e poi torno a casa a preparare la valigia. Domani si parte per Trinidad.<\/p>\n<p> Trinidad, 28 luglio 2008, luned\u00ec<br \/>\n Io e Paola usciamo di casa alle 7 del mattino nella speranza di trovare un bus Viazul che ci porti a Trinidad il prima possibile. Alla stazione invece troviamo una coppia di Torino che ci chiede di divedere un taxi e cos\u00ec con 4 ore di viaggio alle 13 io e Paola siamo a Trinidad sotto un cielo carico di nuvole. In realt\u00e0 saremmo venute qui per andare al mare&#8230;cerchiamo la casa di Mercedes dove pernotteremo e lasciamo le borse nella nostra stanza, carina, tipica casa coloniale con cortile e tante tante cucarachas!! \uf04c Facciamo un giro di ricognizione al mercatino, alle escaleras, in piazza, poi pranziamo in un ristorantino di fronte casa. Trinidad ha tutte le strade in acciottolato, le case colorate e le finestre tutte ingabbiate, quasi non esistono automobili e la dimensione \u00e8 decisamente campagnola. Il luogo \u00e8 per\u00f2 turistico, pieno di localini e ristorantini, punti di ritrovo e tanto passeggio. A Las Ruinas assistiamo ad uno spettacolo alquanto comico con dei balli contadini che ci hanno fatto piegare dalle risate e un tipo che strappava a morsi una noce di cocco ma a La escaleras era tutta un&#8217;altra musica: quella semplice scalinata che di giorno era vuota e silenziosa ora pullulava di gente, tavolini, mojitos e pi\u00f1a coladas, musica e risate. Ci siamo buttate nella mischia e abbiamo ballato tanto poi Paola ha incontrato dei ragazzi romani che erano sul suo volo e cos\u00ec siamo state in loro compagnia, rilassandoci finalmente senza la pesantezza dei discorsi dei cubani sulla famiglia, i figli, l&#8217;amore e tutte le frasi fatte che ti ripetono per cercare di far colpo e farsi portare via di qui. Coi romani abbiamo parlato di divertimenti, cocktails e giri di Cuba, nessuno ha nominato l&#8217;amore, il sesso e il matrimonio! Che bello!<\/p>\n<p> Trinidad, 29 luglio 2008, marted\u00ec<br \/>\n La casa dove soggiorniamo \u00e8 davvero fatiscente ma ha un patio stupendo dove abbiamo fatto colazione. Sia lodato il mio Earl Grey che mi fa iniziare bene la giornata senza quel latte caglioso e il caff\u00e8 bruciato o i succhi di mango allungati con acqua non bollita! Paola ha comprato tanta frutta, qualcuna non sappiamo nemmeno riconoscerla ma sperimentiamo e ce la gustiamo dopo di che al mare!!! La playa Ancon \u00e8 molto bella, anche qui spettacolo caraibico con palme e mare smeraldo anche se nulla di paragonabile a Guardalavaca. Siamo rimaste l\u00ec tutto il giorno, leggendo, riposando, ascoltando musica, proprio quello che volevamo per staccare un po&#8217; dalla frenetica e rumorosa Habana. Al ritorno abbiamo preso il bus pubblico che ci ha messo un&#8217;ora per riportarci a casa ma ci ha permesso di vedere tutta la periferia di Trinidad e la variet\u00e0 di gente che la popola. Non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 interessante che girare un posto coi mezzi pubblici! Rientro in stanza, cucarachas e sterminio! \uf04a poi cena al paladar Estela, buonissima, e fine giornata alla scalinata coi romani tra mojitos e salsa! Ogni tanto fare la turista rigenera&#8230;<\/p>\n<p> Trinidad, 30 luglio 2008, mercoled\u00ec<br \/>\n Mercatino. Abbiamo deciso di passare un&#8217;altra giornata qui, posticipando la partenza. Si sta troppo bene, il clima \u00e8 molto pi\u00f9 fresco rispetto a La Habana, il ritmo pi\u00f9 rilassante, si gira sempre a piedi e si arriva dappertutto, si mangia benissimo e si va al mare! Ci servivano un paio di giorni cos\u00ec! Oggi siamo restate al mare fino al tramonto e abbiamo avuto la compagnia prima di Roberto e poi di Denis che ha chiacchierato un sacco con me ed il tempo \u00e8 volato. Mi ha fatto morire dal ridere quando mi ha parlato dell&#8217;inverno cubano e di quanto lui muoia di freddo e batta i denti.ma quando gli ho chiesto che temperatura c&#8217;\u00e8 in inverno mi ha risposto che ci son 16 gradi! E a 16 gradi loro muoiono di freddo, ovviamente! \uf04a Ho fatto un&#8217;intervista ai maschi cubani per sapere come si depilano le donne cubane. Ebbene, \u00e8 emerso che &#8220;ripuliscono&#8221; completamente la parte intima ma lasciano in pelo selvaggio in tutto il resto del corpo o almeno a pantaloncino, cio\u00e8 si depilano da met\u00e0 coscia in gi\u00f9, giusto quel che esce dai pantaloncini che loro tanto amano. Mah! <br \/>\n Ritorno a casa, doccia e sterminio cucarachas, poi cena coi romani e di nuovo escaleras per la nostra ultima serata a Trinidad. Eravamo seduti tutti al tavolino quando il cameriere mi porta una pi\u00f1a colada dicendo che \u00e8 da parte di un ragazzo.me lo indica e riconosco Denis! Allora il cameriere mi mette un foglietto di carta ripiegato tra le mani, lo apro e mi ritrovo una vera e proprio lettera d&#8217;amore! Mi sono sentita una quindicenne! Sono andata a ringraziarlo e lui era con un amico, ovvero il ragazzo che allo spettacolo de Las Ruinas mordeva la noce di cocco! E&#8217; simpaticissimo e devo ricredermi. Lui e Denis mi portano in discoteca a &#8220;La Cueva&#8221; dove devo sopportare un orrendo reggaetton che non so ballare. Resisto un&#8217;oretta poi mi faccio accompagnare a casa, promessa di amore eterno da Denis e poi nanna. Che pazienza!<\/p>\n<p> La Habana, 31 luglio 2008, gioved\u00ec<br \/>\n I&#8217;m walking on sunshine whoa oh<br \/>\n I&#8217;m walking on sunshine whoa oh<br \/>\n And don&#8217;t it feel good alright now<br \/>\n All right now yeah! <br \/>\n Sveglia alle 6.30 dopo 3 ore di sonno e Cubataxi cumulativo per La Habana dove siamo arrivate alle 11.30. Non so descrivere la sensazione che ho provato, \u00e8 stato come tornare a casa. Mi Habana! Ora la amo molto pi\u00f9 di prima! Facciamo colazione a La Francesa e poi un giro al Barrio Chino mangiando pasteles pagati con i pesos cubani! Dopo essermi allontanata da questa favolosa citt\u00e0 mi rendo conto di quanto sia unica e quanto siano particolari il suo ritmo, la sua folla, il suo rumore, il suo inconfondibile odore, tutta la sua straripante e coinvolgente vitalit\u00e0! Sono felice felice, mi guardo intorno con gli occhi di un bambino sorpreso e divertito, come in un luna park scintillante. Ho solo altri tre giorni qui e mi si stringe il cuore. Torno a casa e mi riposo, saluto Denise e telefono a Jorge che mi ha cercata in mattinata. Appena sente la mia voce mi urla: &#8220;Ruffiana&#8221; e gi\u00f9 un sacco di battute e risate che ancora non so come riusciamo a farcele e a capirci tanto bene parlando io uno spagnolo maccheronico e lui il suo pi\u00f9 stretto cubano. Ci diamo appuntamento alle 19.30. Andiamo a piedi fino a parque central dove prendiamo un taxi per il Castillo del Morro. Jorge vuole farmi vedere la puerta del sol, ovvero il tramonto sulla Avana. In silenzio ci sediamo sulle mura alla destra del faro, davanti ad un sole rosso a guardare il mare, un tramonto bellissimo specie se si pensa che la parola spagnolo per tramonto \u00e8 atardecer.si sta facendo tardi ma la vista della Habana da quass\u00f9 \u00e8 il miglior arrivederci che mai potessi immaginare. E alle nove in punto ho sentito il ca\u00f1onazo sparare!!!<br \/>\n Si \u00e8 fatto subito buio e un taxi ci ha portati di nuovo in centro dove siamo andati a mangiare cinese al solito Chan Li Po ma stavolta il chop suey era finito e ci siamo dovuti accontentare di un piatto di carne mista e del buonissimo arroz moro, ovvero il riso scuro con i frijoles neri! Mmmmmm ci sbavo!!! Jorge mi ha regalato delle banconote degli anni sessanta firmati dal Che e una medaglietta raffigurante &#8220;il secondo cubano che amo di pi\u00f9&#8221;! Non c&#8217;\u00e8 niente da fare, basta cos\u00ec poco per morire di allegria! <\/p>\n<p> La Habana, 1 agosto 2008 venerd\u00ec<br \/>\n Oye mi cuerpo pide salsa, oye oye oye.<br \/>\n Ore 10-12 mi tuffo nella mia clase di salsa con Juan! E va bene direi a parte che son dimagrita e mi cade la gonna mentre muovo il bacino e faccio le vueltas. Denise mi urla: &#8220;la gonnaaaa!&#8221; \uf04a<br \/>\n Finita la lezione vado alla Habana Vieja a prendere i soldi in banca e poi raggiungo Denise e Paola per il pranzo ad un ristorante sul Malec\u00f2n. Fa davvero caldo e dopo aver mangiato ci rifugiamo subito in casa per un riposino al fresco dell&#8217;aria condizionata. Nel tardo pomeriggio arriva Jorge che mi ha porta all&#8217;Aquario Nacional a Miramar dove ci sono tanti pesci, ovviamente \uf04a, le tartarughe marine, i cavallucci, una foca monaca addormentata ma soprattutto i delfini! Sotto l&#8217;acquario c&#8217;\u00e8 un ristorante che ha le pareti in vetro ed \u00e8 praticamente circondato di enormi pesci che passano e spassano, come si vede anche nel film &#8220;Efectos Personales&#8221;. Jorge voleva offrirmi il biglietto di ingresso e cos\u00ec ha fatto finta che io fossi cubana ma ci hanno fermati e rimandati indietro. Poverino, mi \u00e8 dispiaciuto tanto, per lui \u00e8 anche una questione di orgoglio, vorrebbe potermi offrire qualcosa e soprattutto non vorrebbe farsi pagare da me per il suo lavoro ma ho cercato di spiegargli che la sua compagnia non ha nulla a che vedere con il lavoro e che \u00e8 giusto che, se perde del tempo con me, sia compensato. Certo non \u00e8 una situazione facile, se si va a mangiare al ristorante lui non pu\u00f2 pagare, se non si va moriamo di fame e lui dice che preferisce non cenare mentre io gli dico che per me \u00e8 un piacere non cenare sola e che pagargli ogni tanto una cena non \u00e8 un problema, che i soldi non devono e non possono crearci questo tipo di problema. Certo non mi sarei mai immaginata di trovarmi in tale situazione e fare la parte di Paperon de&#8217; Paperoni, io poi, che non ho una lira..ma vallo a dire a loro che davvero non ne hanno e combattono per sopravvivere. Mi sento a disagio nonostante tutto, specie quando ordina la pizza e poi non la mangia ma se la fa incartare per portarla ai figli.<br \/>\n Dopo tanti discorsi siamo andati a cena in un posticino molto economico e alla mano, il Karl Marx Caf\u00e9 dove abbiamo mangiato due semplicissimi sandwich di pollo e bevuto una birra. Jorge mi ordina il dolce di queso y coco (formaggio e cocco) ma la cameriera dice che \u00e8 finito. Lui non si arrende perch\u00e9 ritiene sia una specialit\u00e0 che devo assolutamente provare e allora chiama un&#8217;altra cameriera e le dice che sono incinta e ho tanta voglia del dolce coco y queso..la cameriera sorride e va a prendermene una porzione! Allora lo vedi che tutto il mondo \u00e8 paese e ognuno sa come ottenere le cose a casa sua!!! Certo che in questo viaggio \u00e8 diventata una costante farmi finire per far la mamma! Comunque il dolce era buonissimo! <br \/>\n Quando mi ha accompagnato a casa gli ho dato tutte le medicine che mi erano rimaste. E poi ci siamo salutati.<\/p>\n<p>\n La Habana, 2 agosto 2008 sabato<br \/>\n La guerra \u00e8 pace. la libert\u00e0 \u00e8 schiavit\u00f9. l&#8217;ignoranza \u00e8 forza.<br \/>\n George Orwell, 1984.<\/p>\n<p> Volevo regalare a Jorge il libro di Orwell, 1984 e cos\u00ec sono andata alla Habana Vieja ma mi hanno detto che qui quel libro \u00e8 vietato. E certo! Come potrebbe essere altrimenti? Le librerie sono piene di testi su Castro e sulla rivoluzione, testi di scrittori cubani pro regime e di storia. Qualcosa di arte e romanzi di scrittori sud americani. <br \/>\n Alle 11 arriva Jorge per andare a Playa del Este per la mia ultima giornata di mare cubana. Alla fermata del bus abbiamo incontrato un tizio americano coi cui Jorge sta lavorando e siamo andati in spiaggia insieme a lui e a Maiani e le sue bimbe che lo accompagnavano. L&#8217;americano \u00e8 uno spasso, avr\u00e0 una sessantina d&#8217;anni o forse meno e mi chiede di dove sono e come mi chiamo. All&#8217;udire il mio cognome inizia a ridere esclamando &#8220;ahhh!! Nel Bronx ci sono i Marcarelli!!!&#8221; Penso: &#8220;devo dirlo a mio padre?&#8221; \uf04a<br \/>\n Stavolta, essendo sabato, la spiaggia \u00e8 affollatissima e in acqua non c&#8217;\u00e8 spazio per bagnarsi tanta la gente. Peccato, \u00e8 andata cos\u00ec. Tanto verso le 16 ha iniziato a piovigginare e ce ne siamo tornati verso casa. L\u00ec ho iniziato a sentirmi male con la pancia e seppure l&#8217;ultimo giorno, la mia infezione intestinale da viaggio \u00e8 riuscita a colpire anche qui! Accidenti, ci ero quasi riuscita! Io credo che l&#8217;aver mangiato cubano per due giorni non \u00e8 stato gradito dal mio intestino. Mi son dovuta riempire di medicinali per riuscire ad andare alla nostra fiesta de despedida organizzata da giorni a casa di Omaida con tutti i ballerini e gli amici frequentati in questo bellissimo mese di vacanza. Denise mi ha prestato un suo abitino perch\u00e9 io ne ero a corto e un po&#8217; ammaccata sono riuscita a ballare per mezza serata con vari cavalieri tra cui Piter che finalmente mi ha invitata e mi ha fatto girare la testa per quanto mi ha sollevata da terra facendomi girare insieme a lui. \u00c8 bravissimo, vederlo ballare \u00e8 sempre stato uno spettacolo ma ballare con lui \u00e8 da delirio!!! Omaida mi ha regalato il CD di Paulito Fg che mi piaceva tanto durante le mie lezioni con Juan. Poi sotto la pioggerellina fine fine siamo tornate a casa per la mia ultima notte habanera. Vorrei non finisse mai.<\/p>\n<p>\n La Habana, 3 agosto 2008, domenica<br \/>\n La tua ombra cambia forma in viaggio, si ingobbisce su una duna, si spezzetta nel sole dietro a una grata, si frantuma sui sassi, vibra dal finestrino di un treno, danza su un telo mosso dal vento, si impenna contro una roccia, dando al suo profilo angoli bizzarri. Vedendo la tua ombra cambiare, ti accorgi che muovendoti non rimani mai uguale.<\/p>\n<p> Mercedes viene a salutarmi mentre facciamo colazione.mi d\u00e0 il suo indirizzo di casa e il numero di telefono, mi dice che devo credere all&#8217;amore e vivere con ottimismo. \u00c8 una ragazza speciale, mi ha fatto spisciare dalle risate in questa vacanza, non me la dimenticher\u00f2 mai, anzi mi mancher\u00e0 moltissimo! <br \/>\n Di corsa alla mia ultima lezione con Juan mentre Denise mi riprende con la telecamera! Saluti, baci e scambio di indirizzi con i ballerini e con Ilde, poi con Deni e Paola in giro per la Habana Vieja dove ho comprato un libro di Osho per Jorge. Pranzo al ristorante sotto casa dove c&#8217;\u00e8 sempre il vecchietto seduto sulla sedia tutto il giorno a bordo strada. Abbiamo mangiato benissimo! A saperlo prima! <br \/>\n Poi preparativi e chiusura valigie. Alle 19 arriva Jorge per portarmi in aeroporto. Si \u00e8 fatto prestare una macchina da un amico che abita fuori della Habana, \u00e8 andata a recuperarla con il pullman perch\u00e9 non avrebbe mai permesso che andassi via da La Habana in taxi con un estraneo, mi ha detto. Abbraccio Denise con un po&#8217; di emozione perch\u00e9 non so quando la rivedr\u00f2, saluto Paola con appuntamento a Roma, baci a Miriam, Sinai, Deilmiri e Ricardo e poi gi\u00f9, via sotto la pioggerellina habanera. Ho un maledetto nodo in gola ma so che non devo esser triste. Do a Jorge il libro di Osho con la mia bandana rossa e lui mi dice: &#8220;\u00e8 la prima volta in vita mia che mi regalano un libro.&#8221; Anche stavolta resto senza parole e mi chiedo se potr\u00f2 mai capire fino in fondo come vivono qui. Mi ha portata fino alla fila per il check-in e poi saluti e abbracci in silenzio ma con mille ricordi e un grande sorriso di arrivederci. Resto sola.<br \/>\n Lunga fila per imbarcare, poi pagamento della tassa di soggiorno, controllo passaporto e infine sul volo che mi porta via da La Habana a circa 9000 km di distanza da questo sole, dal calore, dalle risate spensierate, dalle amiche scatenate, dall&#8217;odore del mare, dalla musica, volando sola coi miei pensieri, con i gi\u00e0 mille ricordi, carica di emozioni e nostalgia, cercando di tenere il cuore al riparo e il sorriso pronto per la fortuna che ho avuto anche questa volta.<br \/>\n Adios mi Habana. Buena vida. Mi vida. \n <\/p>\n<table border=\"0\" width=\"95%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"5%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td width=\"95%\"><a href=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/consigli-di-viaggio-come-organizzare\/noleggio-auto-low-cost\" target=\"_parent\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Autonologgio low cost nel mondo<\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Irene M.\u00a0&#8211; Madrid, 9 luglio\u00a0 Muore solo un amore che ha smesso di essere <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/mi-cielito-cubano\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3055,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,46],"tags":[47],"class_list":["post-3054","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-americhe","category-cuba","tag-cuba"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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