{"id":3322,"date":"2017-01-31T18:38:53","date_gmt":"2017-01-31T17:38:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=3322"},"modified":"2017-05-02T13:24:16","modified_gmt":"2017-05-02T11:24:16","slug":"egitto-il-cairo-e-alexandria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/egitto-il-cairo-e-alexandria\/","title":{"rendered":"Il Cairo e Alexandria"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Stile23\">di <a href=\"mailto:enosant@alice.it\">Eno Santecchia<\/a>\u00a0&#8211;<br \/>\n <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Da Roma ci dirigiamo verso sud-est a bordo dell\u2019aereo A300-600R dell\u2019Egyptair. L\u2019aereo \u00e8 grande e affollato, il servizio \u00e8 ottimo: giornale, cuffie per ascoltare la musica, bibite, plaid per chi soffre il fresco, cuscino per appoggiare la testa e un pranzo discreto.<br \/>\n Si fa scalo a Hurgada, adagiata sulle rive dello splendido mar Rosso: dall\u2019alto si vede la trasparenza delle sue acque. Nell\u2019entroterra vi sono aridi rilievi montagnosi che fanno da cornice ai grandi complessi alberghieri. Nonostante non sia tardi, a noi sembra sera profonda forse per il cambio di orario o poich\u00e9 d\u2019estate pi\u00f9 si va a sud e pi\u00f9 si fa buio prima. <!--more--> L\u2019aeroporto di Hurgada \u00e8 caratteristico per gli edifici a forma di tendone da circo. <br \/>\n Riprendiamo il volo verso nord-ovest e poco dopo atterriamo all\u2019aeroporto del Cairo, ci accoglie una splendida luna rossa come non ne avevo mai viste.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Alle piramidi<\/strong><br \/>\n Il mattino successivo ci aspetta Michel, la nostra colta guida. La sua famiglia \u00e8 originaria di Cipro, lui conosce varie lingue e ha insegnato anche due anni al Vaticano.<br \/>\n Michel stabilisce che bisogna iniziare dalle piramidi. Gi\u00e0 alle ore 10.25, dopo la traversata della citt\u00e0 a bordo di un tranquillo taxi, siamo davanti alla piramide di Snefru (IV dinastia) che \u00e8 l\u2019unica ad avere un rivestimento in granito rosso. Visitiamo l\u2019interno, dove l\u2019aria \u00e8 veramente poco ossigenata e all\u2019uscita i miei polmoni hanno tirato un sospiro di sollievo. A due km di distanza si trova la mal riuscita piramide romboidale, di questo se ne erano gi\u00e0 accorti i suoi progettisti. Nei pressi, oltre a un blocco informe chiamato anche falsa piramide, si notano delle caserme a protezione dei siti.<br \/>\n La tappa successiva \u00e8 la piramide di Zoser, risalente al 2686 a. C. e <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Piramide%20a%20gradoni.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>costruita dal padre spirituale del costruttore di piramidi del III secolo, adoratore del dio Khnum. Essa possiede dieci corridoi che si snodano 28 metri sotto terra. Poi vediamo la piramide di Unas, padre spirituale dei disegnatori di affreschi. Segue la classica visita alle tre piramidi di Giza. Giza \u00e8 un governatorato a s\u00e9 che non fa parte del Cairo; i suoi abitanti ci tengono a sottolinearlo, anche perch\u00e9 funziona meglio della megalopoli. Il grande palco a sinistra dove si tiene la rappresentazione dell\u2019Aida e altri concerti rovina un po\u2019 il profilo delle piramidi, ma ovviamente non compare in nessuna composizione fotografica. Al termine della visita attendiamo qualche minuto affinch\u00e9 il tassista finisca le preghiere di rito, nei pressi vi sono bancarelle, dromedari e calessi in attesa di turisti. L\u2019aria \u00e8 asciutta e il clima \u00e8 ottimo, lo smog della metropoli sembra lontano.<\/p>\n<p> <strong>\u00a0\u00a0\u00a0In giro per il Cairo<\/strong><br \/>\n Uno degli scopi di questo viaggio \u00e8 visitare e fotografare le opere dell\u2019architetto Ernesto Verrucci bey marchigiano nato a Force (AP) che \u00e8 vissuto e ha lavorato molti anni in Egitto.<br \/>\n Alle 15.30 ci fermiamo a Gamaa Dewal Arabeia, il quartiere degli ingegneri dove prendo un ottimo frullato di latte e banana, la limonata di mia moglie invece \u00e8 aspra. Michel fuma un po\u2019 il narghil\u00e8 con il tabacco alla mela. Pur assolutamente contrario al fumo, sono costretto ad ammettere che l\u2019aroma di mela non \u00e8 sgradevole. <br \/>\n Facciamo poi una visita<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/P8020035.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> fuori dai soliti itinerari turistici, attraversiamo il quartiere cristiano di Mokattan, dove ci sono gli spazzini per visitare la chiesa copta di San Simone calzolaio, scavata nella roccia, risalente all\u2019epoca fatimida (970 d.C.). Essa possiede un anfiteatro all\u2019aperto con 2.000-3.000 posti.<br \/>\n La moschea El Rifai, situata nella piazza Salah e Din, ha preso nome da Rifai, eremita e guaritore dai morsi di serpenti. Davanti a essa un vigile cortesemente ha fermato il traffico per permetterci di attraversare la strada. Attraversare la strada con o senza strisce pedonali in Egitto non \u00e8 assolutamente come in Europa; qui bisogna essere veloci e decisi altrimenti si \u00e8 investiti. I passaggi pedonali sono inoltre poco evidenti, se si va in auto, bisogna fare molta attenzione poich\u00e9 i pedoni attraversano un po\u2019 dovunque. <br \/>\n Dopo la visita alla moschea, affrescata da italiani e con i cenotafi del Verrucci, ci rechiamo al museo del palazzo Abdin che \u00e8 stato fatto costruire da Ismail.<br \/>\n Essendo questo un palazzo presidenziale, la sorveglianza \u00e8 strettissima, \u00e8 ispezionato persino il taxi con il metal detector. Il palazzo e i suoi giardini sono stupendi, il museo, aperto nel 1998, \u00e8 bellissimo ma poco conosciuto; la sistemazione e illuminazione degli oggetti \u00e8 ottima, ogni reparto ha la sua guida competente e cortese, me ne sono accorto dalle domande che le ho posto. Parlava solo arabo, quindi il nostro Michel traduce. <br \/>\n Credo che in questo museo ci siano le pi\u00f9 belle spade del mondo arabo, sono tempestate di pietre preziose, corallo, tartaruga e avorio.<br \/>\n C\u2019\u00e8 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/P8020040.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>anche una grandissima esposizione di pistole provenienti dalla collezione di re Faruk. Faruk deve aver speso parecchio tempo e denaro per mettere insieme questa enorme raccolta di spade, pistole e medaglie. Abbiamo potuto vedere una cassaforte molto curiosa: se si provava ad aprirla con una chiave falsa, sparava tre colpi di pistola. Un\u2019ala, anche questa molto interessante, \u00e8 riservata ai doni ricevuti dal presidente Mubarak durante i suoi anni di governo. <br \/>\n Visitiamo \u201cIl villaggio faraonico\u201d, situato in un\u2019area privata lungo il Nilo acquistata da un miliardario che ha cercato di ricostruire la vita quotidiana dell\u2019antico Egitto. Gli ambienti sono molto ben ricostruiti, ma potrebbero essere migliorati. <br \/>\n Nell\u2019antico Egitto <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Il%20nilometro.jpg\" width=\"262\" height=\"350\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>l\u2019avvoltoio era il simbolo del sud, il cobra del nord cio\u00e8 del delta del Nilo. <br \/>\n Poi navigare sul Nilo ci scarica tutta la tensione accumulata con il traffico caotico; qui sembra di essere in un altro mondo, mi pare di essere ritornato indietro nel tempo di almeno 5.000 anni. Il Nilo, al contrario di come si potrebbe pensare, non \u00e8 per nulla affollato d\u2019imbarcazioni; ogni tanto s\u2019incontra qualche bel cespuglio galleggiante e allora mi chiedo: \u201cChiss\u00e0 se viene dal lago Vittoria o dagli altopiani etiopici?\u201d. Nella quiete della navigazione mi viene in mente la spaventosa diga di Assuan che ha sconvolto la vita di questo fiume.<\/p>\n<p align=\"justify\">La sera in hotel abbiamo l\u2019occasione di assistere ai chiassosi festeggiamenti seguiti a un matrimonio egiziano: cornamusa, bonghi e altri strumenti rimbombavano nella hall, mentre gli invitati ballavano e lanciavano agli sposi manine di Allah (minuscoli tondini metallici beneauguranti) e petali di rosa.<br \/>\n Il giorno dopo ci rechiamo a Zamalek, un\u2019isola sul Nilo molto elegante, attraversiamo anche l\u2019hotel Marriott, bellissimo e storico, purtroppo non abbiamo il tempo di ammirarlo n\u00e9 di fotografarlo, ci aspetta il rendez-vous con la sig.ra Giulia Cicogna presidente ADIC (Associazione Donne Italiane al Cairo) ora GIE www.giegypt.com\/Chi%20siamo.html <br \/>\n Abbiamo poi visitato il nilometro, utilizzato per il pagamento delle imposte (metawakel bellah), di epoca abbasside (971 d.C.), alto 10,5 m e circondato da un bel giardino, la cripta della <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Chiesa%20Vergine%20Cairo.jpg\" alt=\"Chiesa Vergine\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Vergine Maria, San Giorgio e la chiesa copta di San Michele risalente all&#8217;870 d.C. La cappella della cripta della Sacra Famiglia, dove Maria e Giuseppe si rifugiarono per sfuggire alla persecuzione di Erode, era chiusa per restauro. <br \/>\n Le soste successive sono la sinagoga Ben Efra, che fu costruita dopo il pagamento di ben 300 denari d\u2019oro per riacquistare il terreno dove fu ritrovato Mos\u00e8, e il cimitero greco- ortodosso; qui trovare una tomba \u00e8 come cercare il classico ago in un pagliaio. Le tombe sono molto vecchie, quasi tutte le lapidi sono incise in greco, solo pochissime recano incisioni bilingui anche a caratteri latini. Alcune tombe in stato di rovina sono via via smantellate per far posto a nuove.<br \/>\n Ammiriamo il giardino delle Elsebechie, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Giardino%20Elsebechie.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>divenuto molto piccolo e la statua di Ibrahim Pasci\u00e0, spostata dal monumento del milite ignoto di Verrucci a una piazza vicina alla sede storica dei Vigili del Fuoco del Cairo.<br \/>\n Midan (piazza) Ramses \u00e8 la pi\u00f9 congestionata e caotica piazza del Cairo, essa conduce al canale di Suez, all\u2019aeroporto e a Heliopolis, vi ha sede la stazione centrale del Cairo, che mi \u00e8 sembrata veramente piccola per una metropoli come questa.<br \/>\n I vigili urbani s\u2019incontrano numerosi agli incroci, la guida mi dice che possono essere anche militari di leva. Il traffico viene pi\u00f9 che altro regolato da loro, poich\u00e9 i semafori funzionano poco. <br \/>\n Se un maggior numero di europei soffrisse il mal d\u2019Africa (e d\u2019Egitto come me) le sponde del Nilo sarebbero invase da orde di turisti, esse non riuscirebbero a sopportare un\u2019impronta ecologica cos\u00ec pesante. Allora pu\u00f2 essere positivo il fatto che molti vacanzieri si fanno scoraggiare da qualche cartaccia che si vede in giro o dalla TV. Media che conduce una crociata d\u2019infimo livello contro il terrorismo: cos\u00ec ormai molti confondono qualsiasi arabo con un probabile kamikaze. La domanda che si pongono \u00e8 questa: \u201cInvece di andare nella pulita e verde Svizzera, nella impeccabile Germania o in Austria, a pochi chilometri dai nostri confini, perch\u00e9 recarsi in luoghi pericolosi e terribilmente caldi con il rischio di contrarre una malattia, di essere rapito o di morire in un attentato?\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per rimanere in tema di disinteresse e indifferenza alle problematiche dei paesi in via di sviluppo, devo dire che questo concetto \u00e8 illustrato in modo magistrale da tre spot pubblicitari di Peace Reporter, che ho ascoltato varie volte su radio Subasio. <br \/>\n Abbiamo conosciuto l\u2019ingegnere addetto all\u2019impiantistica dell\u2019hotel Maadi; \u00e8 una persona squisita, una sera dopo il lavoro mi ha accompagnato alla torre del Cairo e alla scuola Dante Alighieri. La torre con sessanta piani \u00e8 alta 187 m, oltre 50 metri pi\u00f9 della piramide di Cheope. Costruita con il pregiato granito di Assuan, \u00e8 stata inaugurata l\u201911-4-1961. Dall\u2019alto si gode di un panorama stupendo sulla citt\u00e0 e sul Nilo; al 14\u00b0 piano c\u2019\u00e8 anche un ristorante panoramico.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n <strong>\u00a0In treno verso Alessandria<\/strong><br \/>\n La stazione ferroviaria di Alessandria, progettata dall\u2019arch. Lasciac, \u00e8 piccola come quella del Cairo. Come dicevo, la stazione ferroviaria del Cairo ha pochi binari, i treni sono molto <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Midan%20Tarir.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>affollati, inoltre ci sono lavori in corso quindi gira parecchia polvere. I treni in Egitto sono puntualissimi, per non perderli bisogna arrivare in anticipo. Le rivendite di giornali all\u2019interno della stazione non sono ben fornite di quotidiani e riviste europee, se interessano ci si deve ricordare di acquistarli fuori.<br \/>\n Sui vagoni l\u2019aria condizionata \u00e8 al massimo, \u00e8 consigliata la maglia; curiosi sono i sedili che possono essere girati su se stessi secondo la direzione del convoglio.<br \/>\n Sul treno verso Alessandria abbiamo incontrato un egiziano che lavora come cuoco nel ristorante \u201cVilla Comunale\u201d di Sesto San Giovanni (MI) ed \u00e8 venuto in vacanza con i due figli. <\/p>\n<p>\n <strong>\u00a0\u00a0\u00a0Alla scoperta di Alessandria<\/strong><br \/>\n Il monumento al milite ignoto di Alessandria non reca nessuna targa in alfabeto latino, solo in arabo; infatti, di giorno, durante la nostra visita, sono di turno due marinai. Durante la giornata vi sono sempre militari di guardia, la sera solo poliziotti in normale servizio nella zona. Nei paraggi vi sono anche dei poliziotti in divisa e in abiti civili.<br \/>\n Il monumento, circondato da grattacieli con facciate in cristallo vetro che si specchiano nella baia, \u00e8 abbastanza piccolo; in Italia minuscoli paesi ne hanno di pi\u00f9 maestosi. Originariamente vi doveva essere una targa riguardante la donazione del monumento da parte della comunit\u00e0 italiana di Alessandria. E\u2019 stata rimossa dopo la rivoluzione nel giugno 1953, quando \u00e8 stata tolta anche la statua di Ismail che si trova ora in midan Ismail pasci\u00e0, dietro l\u2019anfiteatro romano, vicino alla pi\u00f9 vecchia caserma dei Vigili del Fuoco del Cairo (nei pressi di Fuad Street).<br \/>\n Credo che negli anni 20 \u2013 30 dello scorso secolo, quando in Egitto vi era una florida comunit\u00e0 internazionale, vi fossero pi\u00f9 targhe su palazzi e monumenti. Durante e dopo la rivoluzione del 1952- 53, credo siano state tolte quasi tutte per dare un taglio netto con il passato.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>\u00a0Il museo greco romano<\/strong><br \/>\n Il museo Greco Romano di Alessandria <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Museo%20gracoromano%20Alexandria.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>si trova a circa 700 metri da piazza Saad Zagloul, dove si trova il nostro Cecil Sofitel hotel. I locali sono ampi e luminosi, gli oggetti sono equilibratamente esposti e sistemati, ma le etichette e i sostegni di legno sentono il peso degli anni. All\u2019interno vi \u00e8 un piccolo giardino ben tenuto con alcune statue di leoni. Vi erano parecchi visitatori e bambini che si dedicavano alla lavorazione dell\u2019argilla e ad altre arti grafiche. <br \/>\n Nel cortile del museo abbiamo conosciuto la mamma di un&#8217;insegnante di lingua italiana della scuola Dante Alighieri, una signora molto gentile, la quale ci ha detto che i funzionari del museo erano tutti impegnati per la visita di un alto dirigente. Parlando con la figlia al cellulare si capisce il nome di Zahii Awas, sottosegretario alle antichit\u00e0. <br \/>\n Mi balena l\u2019idea di conoscerlo di persona, cos\u00ec chiediamo se ci pu\u00f2 ricevere. Quando apprende che siamo italiani l\u2019egittologo \u00e8 ben lieto di conoscerci, ci d\u00e0 una vigorosa stretta di mano e si fa fotografare con noi, attorniato dal sorriso delle sue collaboratrici. Per me \u00e8 stato un grande piacere stringere la mano a uno studioso cos\u00ec impegnato nel campo dell\u2019Egittologia. <br \/>\n In Egitto ci sono pochissimi depliant e brochure turistici, i pochi sono tutti in inglese. E\u2019 bene tenere presente che qui il venerd\u00ec gli uffici sono chiusi, la domenica sono chiusi solo alcuni negozi. La festivit\u00e0 del venerd\u00ec \u00e8 molto sentita in Egitto, molto pi\u00f9 che in alcuni paesi dell\u2019Africa settentrionale. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Nilo%20dall%27alto.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Il venerd\u00ec le strade, le piazze e giardini sono invasi da numerose persone di tutte le et\u00e0.<br \/>\n Devo riferire che l\u2019avvertimento, datomi al Cairo, circa la congestione delle strade alessandrine d\u2019estate \u00e8 vero: milioni di Egiziani si riversano qui dall\u2019interno per trascorrere le ferie estive. D\u2019inverno la citt\u00e0 \u00e8 molto meno caotica e pi\u00f9 pulita: d\u2019estate vi soggiorna il doppio degli abitanti. La citt\u00e0 \u00e8 inoltre pi\u00f9 umida del Cairo.<br \/>\n Le tre porte di Alessandria (est, mare e deserto) si trovano a circa 10 km dal centro storico, sono controllate dalla polizia stradale e non si possono fotografare.<br \/>\n Molti tassisti parlano solo arabo, la Polizia Turistica controlla che i taxi applichino la giusta tariffa. Dico a un Egiziano che io amo il Nilo, lui mi risponde: \u00abUn detto dice, se ami il Nilo, anche lui ti ama\u00bb.<br \/>\n Ritornando a<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Quotidiani%20Alexandria%20visitati.JPG\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/> piedi in hotel, siamo passati vicino alla redazione di due giornali locali in inglese e francese, &#8220;Le Progres Egyptien&#8221; e &#8220;The Egyptian, ci hanno concesso una breve visita nei locali e sono stati molto gentili.<br \/>\n Il nostro hotel si trova proprio nel centro storico, di fronte al consolato italiano; la sera in alcune vie del centro si svolgono dei mercatini di ambulanti con merce anche in stile europeo.<br \/>\n Michel ci ha detto subito di stare attenti ai condimenti poich\u00e9 gli Egiziani condiscono con l\u2019olio di cotone e di lino (quest\u2019ultimo usato in Italia per i mobili) che per gli europei sono parecchio indigesti. In Egitto non si usano i pomodori in scatola, ci sono quelli freschi tutto l\u2019anno. Il mango \u00e8 coltivato nella zona, quindi \u00e8 economico e molto usato per succhi di frutta e gelati.<br \/>\n L\u2019acqua in bottiglia pi\u00f9 diffusa \u00e8 la Baraka, un&#8217;acqua di sorgente; quella che si estrae dall\u2019oasi di Siwa, invece, \u00e8 vera acqua minerale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0La fortezza di Qait Bey<\/strong><br \/>\n Il forte di Qait Bey <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Forte%20di%20Qait%20bey%20Alexandria.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>\u00e8 stato completamente restaurato, i muratori stavano finendo di portare via le impalcature, ancora c\u2019\u00e8 in giro un po\u2019 di polvere.<br \/>\n L\u2019interno \u00e8 molto ventilato e fresco per merito della posizione e grazie anche ad alcuni pozzi d\u2019aria, un sistema di ventilazione naturale molto diffuso nell\u2019Egitto dell\u2019epoca. Non sono altro che dei condotti a forma di pozzi che prendono l\u2019aria dal mare e la fanno circolare per i vari locali, peraltro gi\u00e0 freschi per merito delle spesse mura. E\u2019 un luogo confortevole e asciutto, lontano anche dal rumore del traffico. Non vi \u00e8 purtroppo alcun tipo di arredo forse a causa del restauro appena concluso.<br \/>\n Abbiamo incontrato un gruppetto di bambini delle scuole primarie che, contenti di aver imparato l\u2019inglese, ci hanno dato il \u201cWelcome in Egypt\u201d e si sono fatti fotografare con noi. Un bimbo si chiamava Abd-el Rahman, il suo nome mi \u00e8 subito sembrato appartenere a qualche re o nobile vissuto tempo fa (uno fu l\u2019emiro di Spagna che invase la Francia e fu fermato a Poitiers da un esercito franco al comando di Carlo Martello). Dopo incontriamo anche la mamma, le zie e la nonna, tutti sono cordiali e molto felici di conversare con noi. Ci dicono che amano <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Lungomare%20Alexandria.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>la storia di Roma e di Giulio Cesare. Avrebbero voluto le foto via mail, ma poich\u00e9 non ricordavano il loro indirizzo, allora gli abbiamo lasciato il nostro. <br \/>\n Da un lato vi \u00e8 un finto acquario con conchiglie e pesci imbalsamati e uno scheletro di balena, di fronte vi \u00e8 un piccolo acquario vero; il biglietto per entrarvi costa pochissimo.<br \/>\n Pi\u00f9 alto \u00e8 il biglietto d\u2019ingresso del forte, con esso si pu\u00f2 fare un giro semicompleto delle mura, ammirando il mare, l\u2019insenatura del porto orientale, anticamente chiamato porto Grande e il nuovo lungomare di Alessandria (corniche). <br \/>\n In generale in Egitto gli ingressi ai monumenti e ai siti archeologici non sono costosi. Sia tassisti che i musei hanno tariffe diverse: pi\u00f9 alte per turisti e pi\u00f9 basse per i residenti. Per le guide abbiamo speso: 100,00 euro per Michel e 300 pounds per Salem, il nostro accompagnatore ad Alessandria.<br \/>\n La Polizia Turistica esegue nei siti archeologici un censimento delle visite turistiche a fini statistici e per motivi di sicurezza. La guida ci dice che ci\u00f2 serve anche a controllare fiscalmente l\u2019attivit\u00e0 delle guide turistiche.<br \/>\n Nel pomeriggio di domenica abbiamo visitato la colonna di Pompeo e i sotterranei della biblioteca romana, qui si trovano anche i resti di Racotis.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Visita di Montazah e delle catacombe<\/strong><br \/>\n In seguito ci rechiamo in taxi al museo dei gioielli, ma purtroppo \u00e8 chiuso per restauro fino all\u2019anno prossimo, cos\u00ec andiamo al parco di Montazah, una volta residenza estiva dei reali. Il biglietto d&#8217;ingresso costa quattro pounds a persona.<br \/>\n Montazah ora \u00e8 un vasto giardino con un <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Datteri%20a%20Giza.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>palmeto di datteri rossi con all\u2019interno il palazzo Haramlek (per le donne) e Salamlek (per gli uomini) pi\u00f9 tre lussuosi hotel: Il Palestine, il Montazah e il Faruk. Quest\u2019ultimo \u00e8 il pi\u00f9 caratteristico: all\u2019ingresso ci sono vari dipinti che ritraggono gli ultimi regnanti egiziani, inoltre il portiere indossa il tarbush rosso, tipico cappello degli anni \u201930.<br \/>\n Gli Egiziani hanno l\u2019abitudine di fare cena molto tardi (all\u2019ora normale nei ristoranti ci sono solo europei), la mattina si mettono in moto tardi, quindi il mattino presto \u00e8 l\u2019ideale per girare e scattare foto, evitando cos\u00ec la confusione delle ore di punta.<br \/>\n Alle ore 9.35 del 9 agosto 2004 siamo gi\u00e0 in visita alle catacombe, qui le foto si possono fare solo all\u2019esterno. Il sito \u00e8 ben tenuto. Le catacombe sono un cimitero pagano ove sono stati rinvenuti ossa di uomini e animali. Per illuminare l\u2019interno usavano candele vegetali pi\u00f9 sale, un tipo di lume che non fa fumo, oltre a degli ingegnosi pozzi di luce.<br \/>\n All\u2019interno molti affreschi risalgono all\u2019epoca romano-pagana (II sec. d. C.), colonne e sarcofaghi sono di arenaria, una roccia friabile mentre i coperchi dei sepolcri sono in gesso. Le tombe si addentrano circa 20 \u2013 25 metri sotto terra, ma l\u2019aria non manca, sono tranquillamente visitabili anche da chi soffre di claustrofobia. <br \/>\n Per non far sommergere il sito dalle acque sotterranee \u00e8 stato creato un sistema di raccolta e pompaggio elettrico.<br \/>\n Nei pressi dell\u2019anfiteatro romano vi \u00e8 un laboratorio per il restauro di reperti archeologici provenienti dal fondo del mare: se ne vedono alcuni coperti con dei teli ancora da restaurare. I ritrovamenti, provenienti pi\u00f9 che altro dal porto est della citt\u00e0 e da Abukir, sono colonne, monete d\u2019oro e di bronzo. All\u2019interno del teatro romano ci sono anche i resti di un\u2019antica chiesa bizantina.<br \/>\n Alessandria antica si trova a circa 20 metri sotto quella nuova, ma parte di essa \u00e8 sott\u2019acqua a causa dei numerosi e forti terremoti del IX secolo d.C. Si ritiene che si estenda circa 8 km sotto il mare. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Milite%20ignoto%20Alexandria.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Come in tutto l\u2019Egitto, anche ad Alessandria si scava alacremente, le ricerche proseguono man mano che sono stanziati i finanziamenti. <br \/>\n La guida ci dice che la tomba di Alessandro \u00e8 una bufala, non si sa dove sia, le notizie della scoperta sono inattendibili.<br \/>\n Visitiamo l\u2019Alexandria National Museum, che era una villa privata dove aveva sede il consolato USA, le statue egizie, come si pu\u00f2 vedere da questo museo, sono molto idealizzate, pure e perfette.<br \/>\n La guida ci porta al ristorante dell\u2019hotel Metropoli, dove pranziamo nello splendido salone di Versailles con la musica di un CD di Celine Dion.<br \/>\n Nella chiesa di Santa Caterina, dove si trova la tomba di Vittorio Emanuele III, vi sono anche la tomba di Santa Sabina di Romania e un grande quadro raffigurante Santa Caterina di Giovanni Ender del 1847, donato dall\u2019imperatore Francesco Giuseppe d\u2019Austria. Abbiamo visitato poi la casa di riposo di Vittorio Emanuele III. <\/p>\n<p> <strong>\u00a0\u00a0\u00a0A Damanhour<\/strong><br \/>\n Il 10 agosto 2004 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Municipio%20Damanhour.jpg\" width=\"350\" height=\"233\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>ci mettiamo in viaggio per Damanhour, intorno le campagne sono coltivate intensamente e credo che producano pi\u00f9 di un raccolto l\u2019anno. Nel delta, una grande pianura molto fertile, si coltivano mais, cotone, riso e tabacco; la canna da zucchero si trova da Luxor a sud. Pochi sono gli alberi, le terre dedicate al pascolo sono pressoch\u00e9 inesistenti: i pochi ruminanti devono accontentarsi dei sentieri tra un campo e l\u2019altro e dei cespugli lungo i canali irrigui. Fellah (Fellahin \u00e8 il plurale) significa contadino. <br \/>\n La strada \u00e8 pianeggiante, i cartelli stradali, anche in quest\u2019arteria a scorrimento veloce, sono tutti in arabo: fuori dalle rotte prettamente turistiche i segnali non sono in alfabeto latino. Purtroppo anche nelle strade a due carreggiate capita di trovare qualche pedone che attraversa per non fare lunghi giri, evidentemente sono prive d\u2019idonea recinzione come da noi. <br \/>\n Durante il percorso veniamo a sapere che la circonvallazione che unisce la Libia con Israele \u00e8 lunga circa 1.000 km. <br \/>\n Il teatro di Damanhour, progettato dall\u2019arch. Verrucci, \u00e8 un complesso unico con il Municipio; in seguito fu trasformato in cinema, ora \u00e8 chiuso in attesa di restauro. Il teatro ha un soffitto stupendo. La biblioteca del paese \u00e8 stata appena tinteggiata e i libri sono ancora tutti ammucchiati in attesa di sistemazione, all\u2019ingresso vi \u00e8 una sola targa in arabo. L\u2019epigrafe in arabo all\u2019ingresso del Municipio ricorda che il complesso fu inaugurato l\u20198 novembre 1930 da re Fuad.<br \/>\n Essa possiede lampadari ricercati che sono stati costruiti dal 1928 e montati nel 1932, nella libreria vi era anche un salotto reale.<br \/>\n Prendiamo contatto il sig. Zaki Runi, 54enne laureato in storia antica e lettere, direttore della biblioteca municipale. Ci mostra due libri degli anni Venti \u2013 Trenta dello scorso secolo, uno \u00e8 completamente in arabo, alla fine c\u2019\u00e8 una pagina pubblicitaria con la reclame di due liquori italiani: del Fernet Branca e della Ferrochina Bisleri! Quest\u2019ultimo il liquore dal sapore di ruggine che mi somministravano da piccolo per farmi aumentare l\u2019appetito.<br \/>\n L\u2019altro volume \u00e8 un raccoglitore di stampe autentiche e a colori, edito da Lehnert &amp; Landrock del Cairo; le illustrazioni, bellissime e colorate, mostrano la citt\u00e0 del Cairo dell\u2019Ottocento e dei primi del Novecento. <br \/>\n La biblioteca con quattordici dipendenti possiede 35.000 libri (anche in lingue europee), una raccolta di leggi dal 1930 a oggi e 265.000 manoscritti. L\u2019anno prossimo sar\u00e0 riaperta. <br \/>\n La struttura fu inaugurata nel 1932 da Re Fuad. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Teatro%20opera.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Questo re costru\u00ec ville, palazzi, chiuse idrauliche, scuole e biblioteche nel delta; purtroppo non sempre riusciva a far fronte alle ingerenze britanniche; una crisi internazionale durante il suo regno ha oscurato le sue grandi opere.<br \/>\n Gli operai che hanno costruito il complesso municipio \u2013 teatro &#8211; biblioteca hanno edificato anche il pronto soccorso, la caserma dei pompieri e un palazzo di fronte (una sua immagine \u00e8 affissa in Municipio).<br \/>\n L\u2019edificio del Comune, ora color salmone- aragosta, \u00e8 ottimamente illuminato e areato, l\u2019afa non si avverte minimamente: vi \u00e8 un ingegnoso sistema di ventilazione naturale che porta via l\u2019aria calda e fa entrare quella fresca.<br \/>\n Damanhour, una cittadina di 250.000 abitanti, \u00e8 il capoluogo di una provincia a nord del delta.<br \/>\n Il municipio, che in totale ha circa 3.000 dipendenti, \u00e8 organizzato come una piccola Prefettura italiana. Al vertice c\u2019\u00e8 il sindaco, poi il vice che si occupa della citt\u00e0 e del territorio municipale, il segretario generale e i direttori per i vari settori (Edilizia, Urbanistica, Sicurezza). Veniamo a sapere che in Egitto la carta d\u2019identit\u00e0 plastificata \u00e8 gi\u00e0 in vigore.<\/p>\n<p> <strong>\u00a0\u00a0\u00a0Alla Bibliotheca Alexandrina<\/strong><br \/>\n In <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Bibliotheca%20Alexandrina.jpg\" alt=\"biblioteca di Alessandria\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>seguito visitiamo la nuova biblioteca di Alessandria (www.bibalex.org), inaugurata il 16 Ottobre 2002 dal presidente Mubarak.<br \/>\n Estesa su una superficie di 8,5 ettari, \u00e8 situata in prossimit\u00e0 del mare e nei vecchi Quartieri Reali. Nei pressi vi \u00e8 un laghetto, dove crescono piante di papiro.<br \/>\n L\u2019edificio, con la forma di un cilindro inclinato e tagliato di 160 m di diametro e 35 m di altezza, vuole rappresentare il sole della conoscenza che sorge dal mare. Non vuole essere una semplice biblioteca, ma la materializzazione dell\u2019antico sogno di riunire in un unico luogo il sapere universale. <br \/>\n Posta sul lungomare, di fronte alle rovine del faro dove si ritiene abbia avuto sede l\u2019antica biblioteca, la nuova sede possiede una spettacolare vetrata circolare progettata da un gruppo di architetti norvegesi dello studio Sn\u00f8hetti, vincitore del concorso internazionale con 1400 partecipanti. <br \/>\n Sul muro perimetrale, in granito grigio di Assuan, sono incisi geroglifici, ideogrammi e alfabeti (quattromila caratteri) di tutto il mondo che vogliono simboleggiare l\u2019universalit\u00e0 della cultura. La rinata biblioteca vuole, infatti, promuovere il dialogo tra le diverse culture e civilt\u00e0 e si pone come ponte tra Oriente e Occidente, tra il mondo cristiano, mussulmano ed ebreo, e fornire anche servizi innovativi e volti al futuro.<br \/>\n La costruzione dispone anche di un museo della scienza, una scuola d\u2019informatica, saloni per mostre e congressi e di un planetarium. <br \/>\n Il prezzo del biglietto d\u2019ingresso \u00e8 di dieci pounds (Lire Egiziane), 5 per gli studenti.<br \/>\n Nella biblioteca abbiamo ammirato due bellissime mostre. Una permanente del regista, pittore e costumista egiziano Shadi Abdel Salam e \u201cImpressions of Alexandria\u201d, dalla collezione di splendide cartoline, fotografie e stampe d\u2019epoca dell\u2019architetto Mohamed Awad (provvisoria per cinque anni). In quest\u2019ultima era esposta anche una bella cartolina dello stabilimento egiziano della Fiat Oriente.<br \/>\n Vicinissima alla nuova biblioteca c\u2019\u00e8 la facolt\u00e0 di Economia <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Cairo\/Facolt%C3%A0%20di%20Economia%20Alexandria.jpg\" width=\"350\" height=\"262\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>inaugurata nel febbraio 1942 da re Faruk e dal ministro dell\u2019Istruzione Taha Husein, scrittore (non vedente) che aveva studiato alla Sorbona di Parigi. Un passaggio sopraelevato la collega direttamente alla Bibalex.<\/p>\n<p> <strong>\u00a0\u00a0\u00a0Arrivederci Egitto!<\/strong><br \/>\n Alle 8.00 precise del 12 agosto 2004 lasciamo Alessandria, partiamo in treno diretti al Cairo. Il giorno successivo ci imbarchiamo sull\u2019aereo che ci riporta in Italia.<br \/>\n In Egitto \u00e8 consigliabile essere molto parsimoniosi nel telefonare: le telefonate hanno un costo proibitivo, meglio usare gli sms o i messaggi email. Inoltre alcuni hotel addebitano delle spese di centralino, anche se si prende solamente la linea in camera per telefonare, senza per\u00f2 aver ricevuto risposta.<br \/>\n Le principali parole egiziane che abbiamo imparato sono: salam = saluto, shucran = grazie, mesci = va bene, yallabina = andiamo, midan = piazza.<br \/>\n Rispetto al mio primo viaggio in Egitto, precedente al fatidico 11 settembre, ho l\u2019impressione che siano aumentate le donne con il velo, usato anche per distinguersi dall\u2019Occidente consumista.<br \/>\n Credo che l\u2019Egitto per conservare intatti la natura e i suoi splendidi tesori abbia bisogno di alcune coraggiose, energiche riforme, come quelle attuate dai suoi sovrani nell\u2019Ottocento o nel secolo successivo da Kemal Pasci\u00e0 in Turchia. <br \/>\n Una delle pi\u00f9 urgenti e improcrastinabili ritengo sia la riduzione delle emissioni inquinanti degli autoveicoli mediante l\u2019adozione della marmitta catalitica. Poi delle revisioni periodiche per rottamare i veicoli troppo vecchi e pericolosi. La benzina in Egitto costa 1 pound al litro.<br \/>\n La macchina turistica \u00e8 efficiente e ben oliata.<\/p>\n<p>\n <\/p>\n<p><center>Copyright \u00a9 2010 Eno Santecchia<br \/>\n Tutti i diritti riservati.<br \/>\n Se volete riprodurre o distribuire, anche in parte, <br \/>\n il contenuto di questo articolo inviate un email<br \/>\n enosant@alice.it<\/center><\/p>\n<p><span class=\"Stile23\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"><\/p>\n<p> <\/span><\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"95%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"5%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td width=\"95%\"><a href=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/consigli-di-viaggio-come-organizzare\/cerca-hotel\" target=\"_parent\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Vacanze Last Minute in Egitto<\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eno Santecchia\u00a0&#8211; Da Roma ci dirigiamo verso sud-est a bordo dell\u2019aereo A300-600R dell\u2019Egyptair. 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