{"id":5437,"date":"2018-03-07T21:25:54","date_gmt":"2018-03-07T20:25:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=5437"},"modified":"2018-03-08T18:49:49","modified_gmt":"2018-03-08T17:49:49","slug":"in-bici-lungo-fiume-po","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/in-bici-lungo-fiume-po\/","title":{"rendered":"Ancora un Po in bici"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<a href=\"mailto:giorgio.roncari@virgilio.it\">Giorgio Roncari<\/a>\u00a0\u2013<br \/>\n <em><strong>Pedalando sul Po verso il Monviso<br \/>\n <\/strong><\/em><em>Tra Pavese e Lomellina<br \/>\n Luned\u00ec 8 giugno: Cittiglio \u2013 Milano \u2013 Valenza<br \/>\n <\/em>\u201c<em>Sai cosa mi piacerebbe fare\u2026 <\/em>\u2013 avevo detto a Rubens, mio figlio, un mesetto fa <em>risalire il Po, magari fino alle sorgenti<\/em>\u201d<br \/>\n \u201c<em>Andiamo<\/em>\u201d \u2013 aveva risposto lui con naturalezza.<!--more--><\/p>\n<p>Un\u2019occhiata al calendario ed eccoci qua a pedalare di nuovo lungo il grande\u00a0fiume come avevamo fatto nel 2012, quando da Laveno sul Lago Maggiore, siamo giunti a Pila di Porto Tolle nel Polesine, una bella pedalata di 650 km fatta in sei giorni a fine aprile con la fortuna di non aver trovato neanche un\u2019ora d\u2019acqua in quella primavera ballerina. Allora c\u2019erano anche l\u2019altro mio figlio Tiziano, e Patrizio, mio nipote, che stavolta devono lavorare.<\/p>\n<p>Questo non sar\u00e0 un lunghissimo raid, io poi non sono particolarmente in forma in questo momento, non sappiamo neanche dove arriveremo: Torino, Saluzzo, forse Paesana, difficilmente al Pian del Re; contiamo di fare 350 400 km in quattro giorni, ma l\u2019ultimo pomeriggio sar\u00e0 dedicato ai treni per tornare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5493\" style=\"width: 863px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5493\" class=\"wp-image-5493\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-50.jpeg\" alt=\"\" width=\"853\" height=\"705\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-50.jpeg 853w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-50-300x248.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 853px) 100vw, 853px\" \/><p id=\"caption-attachment-5493\" class=\"wp-caption-text\">Il Naviglio Pavese a Milano: inizia l\u2019avventura<\/p><\/div>\n<p>Intanto, all\u2019alba di stamattina abbiamo pedalato da Cuvio a Cittiglio, caricate le bici su un treno delle Nord e scesi alla stazione Cadorna di Milano. Rimontati in sella abbiamo raggiunto la Darsena in Porta Ticinese e, intorno alle 11, abbiamo imboccato il Naviglio Pavese. Contiamo di essere a Pavia per mezzod\u00ec e in serata a Valenza Po, un centinaio di km abbondanti, l\u00e0 decideremo se fermarci o meno.<\/p>\n<p>Abbiamo optato per le bici leggere da corsa Rubens ha montato il manubrio sportivo, quello dritto alle quali abbiamo adattato i portapacchi con fascette metalliche non essendoci i fori d\u2019attacco; cercheremo, per preservare i tubolari stretti, di non fare strade troppo malandate. Ormai abbiamo una bella esperienza di queste avventure in bici, infatti, oltre alla parte bassa del Po, abbiamo pedalato due volte sul Cammino di Santiago il Francese e il Nord lungo la Claudia Augusta, dal Danubio al Po passando il passo Resia. Quest\u2019anno termineremo il Po come ci eravamo riproposti a suo tempo.<\/p>\n<p>Portiamo con noi la \u2018Ciclovia del Po\u2019, una guida di Carlo Pedroni e Antenore Vicari edita dalla Ediciclo, una buona decrizione del lungo percorso dalle fonti al delta, anche se nel nostro caso, visto che risaliamo, dovremo interpretarla al contrario. Abbiamo anche il \u2018Documento del Po\u2019, una tessera a fisarmonica ideata da noi l\u2019atra volta a similitudine della Credenziale di Santiago, da timbrare ogni tanto, dove capita, meglio se uffici turistici, per dimostrare il nostro tragitto. Abbiamo anche applicato un adesivo alle bici\u2026 prima o poi diventeremo grandi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5494\" style=\"width: 772px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5494\" class=\"wp-image-5494\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-51.jpeg\" alt=\"Il Naviglio Pavese a Rozzano\" width=\"762\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-51.jpeg 762w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-51-300x232.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 762px) 100vw, 762px\" \/><p id=\"caption-attachment-5494\" class=\"wp-caption-text\">Il Naviglio Pavese a Rozzano<\/p><\/div>\n<p>Il Naviglio Pavese, largo 10 m, scorre dritto per 33 km, con un\u2019ampia ansa aBinasco, intermezzato da 12 <em>conche <\/em>\u2013 chiuse per il sollevamento barche sormontate da altrettanti caratteristici ponti pedonali ad arco in ferro. Era l\u2019ultimo tratto di quel complesso sistema navigabile che serviva per trasportare merci e prodotti dal Mediterraneo a Milano, via Po, Ticino e Navigli. Doveva sostituire il disagevole Naviglio di Bereguardo separato dal Ticino da un tratto stradale che obbligava aun difficoltoso trasbordo a dorso di mulo.<\/p>\n<p>La sua costruzione ebbe una lunga e travagliata gestione: ideato nel XVI sec dai Visconti e dagli Sforza, sviluppato in parte dagli Spagnoli, fu sospeso a pi\u00f9 riprese per vari motivi come guerre e pestilenze, venne infine ultimato per ordine di Napoleone nel 1807 e inauguarato dagli austriaci nel 1819. Gli ultimi barconi da trasporto lo percorsero fino al 1965, quando vennero interrati molti canali che caratterizzavano la Milano dei tempi considerata citt\u00e0 d\u2019acqua con numerose zone chiamate isole.<\/p>\n<div id=\"attachment_5495\" style=\"width: 849px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5495\" class=\"wp-image-5495\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-52.jpeg\" alt=\"Il sottopasso allagato a Binasco\" width=\"839\" height=\"626\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-52.jpeg 839w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-52-300x224.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 839px) 100vw, 839px\" \/><p id=\"caption-attachment-5495\" class=\"wp-caption-text\">Il sottopasso allagato a Binasco<\/p><\/div>\n<p>\n Passato il primo tratto urbano dove sono ormeggiati numerosi vecchi barconi trasformati in ristorantini e birrerie molto frequentati di notte c\u2019\u00e8 la <em>movida <\/em>\u2013 abbiamo proseguito su un percorso condiviso con le auto, passando la lunghissima periferia e poi l\u2019hinterland di Assago e Rozzano fatto di moderni condomini e vecchi casoni, pedalando per un lungo tratto col naviglio a sinistra e una serie di orti di citt\u00e0 a destra. A Badile siamo passati sull\u2019altra sponda.<\/p>\n<p>Ora siamo qui a Binasco, fermi, dubbiosi sul da farsi, davanti al sottopasso della trafficatissima statale del Giovi, allagato per via dell\u2019 acquazzone venuto gi\u00f9 stanotte in Lombardia, varesotto compreso.<\/p>\n<p>\u201c<em>Non sembra molto alta<\/em>\u201d fa Rubens.<\/p>\n<p>\u201c<em>Proviamo a passare? \u2013 <\/em>dico <em>\u2013 meglio da qui che attraversare la strada<\/em>\u201d e lentamente superiamo il guado.<\/p>\n<p>E\u2019 una giornata caldissima con un sole a perpendicolo che fa sudare e da un p\u00f2 viaggiamo a dorso nudo; pensare che alle sette pioveva ancora.<\/p>\n<p>Passiamo Casarile dove il cimitero \u00e8 diviso dal canale. Da qui parte una roggetta parallela al naviglio e noi viaggeremo nel mezzo fino quasi a Pavia. Ora la campagna ha preso il posto delle case, \u00e8 soprattutto grano e qualche risaia. Nel naviglio si vedono molti pesci, alcuni sfiorano il metro.<\/p>\n<p>\u201cC<em>avedani<\/em>\u201d sentenzia Rubens che \u00e8 pescatore.<\/p>\n<p>\u00abDivieto di pesca salvo i predatori <em>\u00bb <\/em>dice un cartello e chiss\u00e0 cosa vorr\u00e0 dire, comunque qui fanno gare di pesca.<\/p>\n<p>Incontriamo tre comaschi della mia et\u00e0 con le bici zavorrate, stanno andando a Roma sulla via Francigena. Li rivedremo ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5496\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5496\" class=\"wp-image-5496\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-53.jpeg\" alt=\"La conca doppia di Nivolto\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-53.jpeg 500w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-53-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-5496\" class=\"wp-caption-text\">La conca doppia di Nivolto<\/p><\/div>\n<p>Passiamo Nivolto con la sua conca doppia e in lontananza compare la sagoma della Certosa di Pavia che richiede una breve deviazione. E\u2019 luned\u00ec, \u00e8 chiusa e non possiamo che fotografarla da fuori. E\u2019 mezzogiorno, prima di ripartire ci facciamo imbottire un paio di focacce, due te freddi e qualche frutto ad una panetteria alla quale chiediamo un timbro sul nostro documento di viggio. L\u2019hanno nell\u2019altro negozio ma gentilmente ci fanno la scritta a mano.<\/p>\n<div id=\"attachment_5497\" style=\"width: 897px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5497\" class=\"wp-image-5497\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-54.jpeg\" alt=\"La Certosa di Pavia\" width=\"887\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-54.jpeg 1318w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-54-300x190.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-54-1024x648.jpeg 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-54-900x569.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-54-924x585.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 887px) 100vw, 887px\" \/><p id=\"caption-attachment-5497\" class=\"wp-caption-text\">La Certosa di Pavia<\/p><\/div>\n<p>Fino al 1933, sul km di strada che collegava l\u2019abazia alla stazione ferroviaria del borgo di Certosa, rimase in attivit\u00e0 una tranvia a cavalli, l\u2019ultima d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Passiamo Borgarello. Pensavamo di mangiare a Pavia sul Ticino ma Rubens\u00a0ha fame e allora ci fermiamo in periferia appena dopo lo stadio all\u2019ombra di un parchetto. In citt\u00e0 ci arriviamo alle 14, passiamo i Giardini, l\u2019Universit\u00e0, la piazza Vittoria, la lastricata Strada Nuova, ma non ci fermiamo se non per prelevare al postamat perch\u00e8 io ho scordato i soldi, come un cuc\u00f9. Transitiamo sul sempre scenografico ponte coperto sul Ticino e, a Borgo Ticino, seguendo le\u00a0indicazioni della nostra guida, cerchiamo la strada per Travac\u00f2 Siccomario.<\/p>\n<div id=\"attachment_5498\" style=\"width: 872px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5498\" class=\"wp-image-5498\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-55.jpeg\" alt=\"Cava Manara\" width=\"862\" height=\"758\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-55.jpeg 862w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-55-300x264.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 862px) 100vw, 862px\" \/><p id=\"caption-attachment-5498\" class=\"wp-caption-text\">Cava Manara<\/p><\/div>\n<p>Giriamo e rigiriamo, ma \u00e8 sempre attorno a S. Martino Siccomario che pedaliamo, ritrovandoci a percorrere la battutissima Strada dei Giovi. Vediamo il grosso centro commerciale dove l\u2019altra volta Tiziano compr\u00f2 la bici al Decahlon avendo rotto la sua, anche stavolta ci sostiamo per prendere della crema solare alla Bennet dato che Rubens st\u00e0 scottandosi. Ora i gradi sono 40. Il Sicomario \u00e8 una piccola regione che si estende da Pavia alla Lomellina e pare deivi da <em>sicum mare<\/em>, come il\u00a0mare, riferito all\u2019 ampiezza del Po in antico.<\/p>\n<p>Di Travac\u00f2 comunque non\u00a0c\u2019\u00e8 traccia, nemmeno chiedendo ai contadini e alla fine, dopo vari dispersivi qua e l\u00e0, ci troviamo ai piedi di un paese che non sappiamo. \u201c<em>Cava Manara<\/em>\u201d risponde una ragazza alla mia domanda. La patria di Luciano\u00a0Manara.<\/p>\n<p>\u201c<em>Per Sommo?<\/em>\u201d chiedo ancora. \u201c<em>Non ne ho la minima idea<\/em>\u201d ribatte lei. Siamo a posto. Ce la indica un uomo, \u00e8 a soli 3 km.<\/p>\n<p>Da Sommo, paese con le case dipinte e dove comincia la Lomellina, preniamo la tranquilla strada indicata dalla guida, in mezzo alla campagna, asfalata e poco movimentata che passa da Gerone. Imbocchiamo una scorciatoia su terra battuta ma \u00e8 un errore perch\u00e9 si rivela una carraia ghiaiosa difficile per le nostre ruote leggere. Conveniamo che sar\u00e0 meglio lasciar perdere questo tipo di strade. Arriviamo a Zinasco Vecchio e imbocchiamo la provinciale 193 bis, un lungo rettilineo assai trafficato. Zinasco Nuovo, Pieve Albignola dove incontriamo due ragazze del polesine anche loro in bici. Sono partite sabato da Torino e stanno tornando ai loro paesi seguendo la strada col navigatore. \u201c<em>A vederlo il Po <\/em>\u2013 ci dice una <em> poi le strade che lo costeggiano sono impraticabili<\/em>\u201d in effetti del grande fiume, anche per noi, finora nemmeno l\u2019ombra.<\/p>\n<p>Ci salutiamo e continuiamo per Sanazzaro d\u00e8 Burgondi, la cittadina pi\u00f9 grossa dei dintorni, circa 6.000 ab. Come a Cava, anche qui un arco d\u2019ingresso dove una lapide racconta della piena che la distrusse nel 1600.<\/p>\n<p>Ha una storia importante, era capouogo del marchesato omonimo dei Malaspina; in epoche recenti, \u00e8 stata impiantata una grande raffineria dell\u2019Agip che ha trasformato l&#8217;economia da agricola in industriale. Sono le 14,30.<\/p>\n<p>Ora la strada punta dritta a sud, verso il ponte di ferro che scavalca il Po. Passiamo l\u2019Agogna e nelle vicinanze di Baossa Bigli, quando il ponte compare, giriamo a destra per Pieve del Cairo; forse tra un poco incontreremo il grande fiume.<\/p>\n<div id=\"attachment_5499\" style=\"width: 758px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5499\" class=\"wp-image-5499\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-56.jpeg\" alt=\"Sannazzaro d\u00e8 Burgondi\" width=\"748\" height=\"1162\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-56.jpeg 748w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-56-193x300.jpeg 193w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-56-659x1024.jpeg 659w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-56-300x466.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 748px) 100vw, 748px\" \/><p id=\"caption-attachment-5499\" class=\"wp-caption-text\">Sannazzaro d\u00e8 Burgondi<\/p><\/div>\n<p>Siamo in Lomellina, una delle tre grandi zone in cui \u00e8 divisa la provincia di Paia: il Pavese a est del Ticino, la Lomellina a ovest e l\u2019Oltrep\u00f2 a sud del Po.<\/p>\n<p>Nella campagna ora si vedono\u00a0pi\u00f9 risaie, alcune invase di acqua ma c\u2019\u00e8 anhe grano e mais; si scorge qualche trampoliere e aimali selvatici, gru cenerie o cavalieri d\u2019Italia dalle grandi ali che planano nele risaie; un leprotto poco fa ci \u00e8 corso un attimo a fianco andando a rifugiarsi, spaventato, nei cespugli. Il sole ci batte in testa semre spavaldo, pare comiaciuto di accompagnarci in pompa magna.<\/p>\n<div id=\"attachment_5500\" style=\"width: 882px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5500\" class=\"wp-image-5500\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-57.jpeg\" alt=\"Pieve del Cairo\" width=\"872\" height=\"723\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-57.jpeg 978w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-57-300x249.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-57-900x746.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-57-924x766.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 872px) 100vw, 872px\" \/><p id=\"caption-attachment-5500\" class=\"wp-caption-text\">Pieve del Cairo<\/p><\/div>\n<p>Pieve, vista da lontano, da l\u2019idea di un borgo nobile e fortificato con torri e campanili che svettano sopra l\u2019abitato. Deve il nome a un\u2019antica basilica, venne distrutta dal Barbarossa nel XII sec, possiede il pi\u00f9 grosso castello della Lomellina e un arco trionfale eetto nel 1600 in onore del passaggio di Margherita d\u2019Austria regina di Spagna. Sulla facciata della chiesa della B. V. della Consolazione fa effetto il grande affresco che ricorda il giubileo annuo concesso alla citt\u00e0, da papa Leone X Medici a riconoscenza di essere stato liberato dai francesi nel 1512 quand\u2019era delegato pontificio.<\/p>\n<p>Qui vicino c\u2019\u00e8 Cambi\u00f2 e, in sponda piemontese, la quasi omonima Alluvioni\u00a0Cambi\u00f2, sorte al posto dal paese di Sparvara distrutto nel XVII sec dalle disatrose piene del Po che hanno spesso fatto cambiare sponda ai paesi, cosicch\u00e8 il confine tra Lombardia e Piemonte ora non corre pi\u00f9 lungo il fiume come saebbe naturale.<\/p>\n<p>Passiamo le piccole Gambarana e Suardi, anche loro soggette nei secoli alla furia del Po. Sono le 18, abbiamo fatto quasi 100 km, le gambe cominciano a lamentarsi, il caldo ci ha sfiancati, ci sono ancora 35\u00b0, il sedere duole. Rubens coi pantaloncini imbottiti di scorta, ha ideato un coprisella del quale va fiero come del parabrezza fatto l\u2019anno scorso con buste di plastica dei supermarket per ripararci da acqua e aria. \u201c<em>Ogni anno invento qualcosa<\/em>\u201dsi compiace.<\/p>\n<div id=\"attachment_5501\" style=\"width: 496px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5501\" class=\"wp-image-5501\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-58.jpeg\" alt=\"Il ponte sul Po tra Frascarolo e Valenza\" width=\"486\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-58.jpeg 486w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-58-300x191.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 486px) 100vw, 486px\" \/><p id=\"caption-attachment-5501\" class=\"wp-caption-text\">Il ponte sul Po tra Frascarolo e Valenza<\/p><\/div>\n<p>Decidiamo di telefonare per pernottare. Troviamo senza difficolt\u00e0 per 50 \u20ac alla Cascina Nuova, poco prima di Valenza, un B&amp;B che ci ha consigliato Roberto un mio amico orefice di qui che ha negozio nei miei paesi. Rinunciamo alla colazione perch\u00e9 ci costerebbe altri 20 \u20ac.<\/p>\n<p>Mancano solo una decina di km.<\/p>\n<p>Passiamo Frascarolo, anch\u2019esso gi\u00e0 marchesato, con una bella chiesa e un imponente castello che per\u00f2 non vediamo perch\u00e9, seguendo la guida, prendiamo una scorciatoia in campagna che si rivela una difficile strada sassosa sulla quale perdiamo un sacco di tempo e quando ritroviamo infine l\u2019asfalto, capiamo di aver fatto qualche km in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Poco prima del ponte sul Po, comincia il Piemonte, provincia di Alessandria.<\/p>\n<p>E\u2019 un lungo viadotto in muratura limitato dalla ferrovia e un treno ci sfreccia veloce vicinissimo. Finalmente riusciamo a vederlo il grande fiume, sar\u00e0 largo 300 m e non c\u2019\u00e8 moltissima acqua. Entriamo nel \u2018Parco fluviale del Po\u2019 che corre lungo il fiume fino alle sorgenti il cui scopo \u00e8 quello di conservarne intatto l\u2019ecosistema. Tre km e siamo a Cascine Nuove, una vecchia azienda agricola trasformata in agriturismo dove spiccano quattro silos dipinti di diversi colori. Armana, la proprietaria, gentile, ci mostra la camera, per cenare per\u00f2 dovremo andare in citt\u00e0, due tre km oltre. Ci sono altre bici: \u201cp<em>are che oggi si siano mossi tutti i ciclisti<\/em>\u201d dice Armanda.<\/p>\n<p>Doccia, breve riposo, quindi pedaliamo fino a Valenza dove arriviamo che comincia a gocciolare e il tempo borbotta, speriamo tenga. Ceniamo sotto i portici del Duomo che ricorda la chiesa di S. Vittore di Varese, in una pizzeria di argentini: due cotolette milanesi, contorni e panachet per 35 \u20ac. Valenza, fa 20.000 ab ed \u00e8 nota come la patria degli orefici. Gi\u00e0 mercato romano, importante centro di confine del Monferrato fu pi\u00f9 volte saccheggiata e ricostruita. Vi era nato Giovanni Gronchi, gi\u00e0 presidente della Repubblica e nelle sue vicinanze si trova la villa Pastore conosciuta come la casa dei fantasmi bambini.<\/p>\n<div id=\"attachment_5502\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5502\" class=\"wp-image-5502\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-59.jpeg\" alt=\"Il Duomo di Valenza\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-59.jpeg 640w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-59-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><p id=\"caption-attachment-5502\" class=\"wp-caption-text\">Il Duomo di Valenza<\/p><\/div>\n<p>Qualche messaggio a quelli che non son venuti, telefonate a chi le aspetta e ritorniamo. Ormai \u00e8 buio e accendiamo le mie pilette, io davanti e lui dietro. Gocciola sempre pi\u00f9 insistentemente e arriviamo bagnati in parte. Un po\u2019 di\u00a0TV, c\u2019\u00e8 la semifinale di basket, e poi spengiamo tutto. E\u2019 dalle 8 di stamattina che siamo in giro, abbiamo fatto in tutto 120 km, siamo cotti dal sole e unti di crema; gli appunti li prender\u00f2 domattina.<\/p>\n<div id=\"attachment_5503\" style=\"width: 692px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5503\" class=\"wp-image-5503\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-60.jpeg\" alt=\"Cascine Nuove\" width=\"682\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-60.jpeg 682w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-60-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px\" \/><p id=\"caption-attachment-5503\" class=\"wp-caption-text\">Cascine Nuove<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Risaie e campi di grano<\/strong><\/p>\n<p><em>2a TAPPA Partenza 9,00<\/em><\/p>\n<p><em>Arrivo 18,15<\/em><\/p>\n<p><em>Tempo 9h15\u2019 In sella 6h07\u2019 Km 96<\/em><\/p>\n<p><em>Media 15,8<\/em><\/p>\n<p><em>Tempo tot 20h15\u2019 In sella tot 12h42&#8242; Km tot 215<\/em><\/p>\n<p><em>Media gen 16,3<\/em><\/p>\n<p>Marted\u00ec 9 giugno: Valenza \u2013 Casale Monferrato orino<\/p>\n<p>Alle sei sono sveglio; \u00e8 coperto per\u00f2 c\u2019\u00e8 qualche sprazo d\u2019azzurro, prevedono si apra, speriamo. Attendendo il risveglio di Rubens compilo il mio diario come piace fare a me. Il materasso era troppo morbido per i nostri gusti.<\/p>\n<div id=\"attachment_5504\" style=\"width: 766px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5504\" class=\"wp-image-5504\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-61.jpeg\" alt=\"Il castello di Pomaro\" width=\"756\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-61.jpeg 756w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-61-300x182.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/><p id=\"caption-attachment-5504\" class=\"wp-caption-text\">Il castello di Pomaro<\/p><\/div>\n<p>\n Caricate le bici, allle 9 salutiamo Armanda che gentilmente ci ha fatto il timbro e ci ha offerto un caff\u00e8 ma noi preferiamo partire, ci fermeremo al primo paese. Pedaliamo stanchi e piuttosto silenziosi perch\u00e9 Rubens non sta bene, ha dolori di stomaco, la pelle gli brucia e si sente la febbre.<\/p>\n<p>A Pomaro, su un poggio, fa bella\u00a0mostra di s\u00e9 il castello medievale. \u201c<em>E\u2019 in vendita, vogliono otto mi<\/em><em>lioni\u201d <\/em>ci dice la ragazza del negozio,\u00a0edicola, bar di Bozzole dove ci siamo fermati per due cappuccini, in pratica l\u2019unico esercizio del paesino.<\/p>\n<p>Del cammino segnalato dalla nostra guida, sul posto non si trova alcuna traccia, non esiste un cartello indicativo, dobbiamo andare a tentativi e indoviare le deviazioni non \u00e8 niente facile, eppoi preferiamo l\u2019asfalto tanto, anche dalle carraie, il Po non si vede.<\/p>\n<p>Pedaliamo nelle campagne del Monferrato su una tranquilla strada fra cascinali e piccoli borghi: Rivalba, Valmacca, Ticineto. A Valmacca ha vissuto Salator Gotta che nei suoi romanzi ne ha descritto fatti, luoghi, personaggi; a Tiineto era nata la madre di Cesare Pavese. La tranquillit\u00e0 termina quando inrociamo la provinciale che porta a Casale Monferrato battuta da auto e\u00a0camions, 5 km di rettifilo intervallato da numerose rotonde, con magazzini, supermercati e outlet che si susseguono.<\/p>\n<p>A Casale, in piazza Mazzini, arriviamo che suonano le 11, abbiamo fatto 25 km. E\u2019 una citt\u00e0 di 35.000 ab. con una storia di tutto riguardo essendo stata capitale per trecento anni del Ducato del Monerrato che fu anche dei Gonzaga e rachiude in s\u00e9 numerosi monumenti. Faosa per il vino e il riso, ma anche l\u2019industria \u00e8 fiorente. \u2018<em>Citt\u00e0 d\u2019arte e cose buone\u2019 <\/em>diceva un cartellone all\u2019ingresso. Visitiamo un poco le belle strade lastriate del centro, fotografiamo il duomo, la torre civica, il castello. All\u2019ufficio inormazioni chiediamo il timbro ma pure qui non l\u2019hanno e ci fanno una nota a mano. C\u2019\u00e8 mercato, prendiamo qualche pesca che consumiamo in parte, seduti nel parco addossato al castello, sono due come sassi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5505\" style=\"width: 427px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5505\" class=\"wp-image-5505\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-62.jpeg\" alt=\"La torre civica di Casale Monferrato\" width=\"417\" height=\"733\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-62.jpeg 417w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-62-171x300.jpeg 171w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-62-300x527.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><p id=\"caption-attachment-5505\" class=\"wp-caption-text\">La torre civica di Casale Monferrato<\/p><\/div>\n<p>Mezz\u2019ora e ripartiamo passando il ponte sul Po \u2013 toh! eccolo di nuovo \u2013\u00a0quindi dopo le borgate periferiche di Popolo e Cavallino, ritroviamo la campagna. Stiamo pedalando sulla lunga ex statale 31 bis che non lasceremo pi\u00f9 fino quasi a Torino, sempre accompagnati dalla ferrovia. Dopo Morano sul Po lasciamo il Monferrato ed entriamo nel vercellese.<\/p>\n<p>Cinque km e siamo a Trino e ci fermiamo a mangiare visto che manca un quarto all\u2019una. Un bel paesone di 7.000 ab dove, scopro, esserci l\u2019edifico del ghetto, gi\u00e0 sinagoga, a ricordo della piccola ma fiorente comunit\u00e0 ebraica qui presente fino alla II guerra mondiale. Numerosi ragazzi e ragazze bagnati fradici si rincorrono facendosi gavettoni e festeggiare cos\u00ec la fine della scuola. Un panino e un trancio di pizza a un baretto scambiando qualche chiacchiera con i baristi, sulla famigerata centrale nucleare.<\/p>\n<p>Quasi un\u2019ora dopo ripartiamo e\u00a0non possiamo non fotografare la centrale che era stata dedicata a Enrico Fermi. Sono solo io che fotografo; Rubens, come d\u2019 abitudine, non si \u00e8 portato la macchina e il cellulare lo tiene spento perch\u00e9, dice, gli arrivano avvisi a ripetizione a causa del suo lavoro.<\/p>\n<div id=\"attachment_5506\" style=\"width: 462px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5506\" class=\"wp-image-5506\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-63.jpeg\" alt=\"La centrale nucleare a Trino\" width=\"452\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-63.jpeg 452w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-63-300x214.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><p id=\"caption-attachment-5506\" class=\"wp-caption-text\">La centrale nucleare a Trino<\/p><\/div>\n<p>Viaggiamo sempre tra risaie e campi di grano, l\u2019occhio si perde nella pianura vercellese, mentre a sinistra, di l\u00e0 del Po, del quale a malapena riusciamo a distinguere gli argini, ci accompanano le colline del Monferrato, dove si intravvedono profili di castelli. Il sole ora ha preso a splendere a momenti e Rubens indossa maniche lunghe per ripararsi visto che continua a bruciare e la crema non fa pi\u00f9 di tanto. Sta meglio dopo che si \u00e8 preso un\u2019aspirina delle mie. Lui non si premunisce mai molto, tanto sa che ci sono io che organizzo tutto.<\/p>\n<p>Cinque km e siamo a Palazzolo Vercellese, altri tre e raggiungiamo Fontaneo Po dall\u2019alto campanile; in fondo, verso nord gli enormi camini della centrale Enel \u2018Galileo Ferraris\u2019. Altri sette e saremo a Crescentino. A met\u00e0 strada, all\u2019improvviso, dopo una delle tante macchie regolari di pioppi e lecci (credo) ci appare una bella chiesina dalla cupola maestosa forata da quattro tamburi degradanti, \u00e8 quella di S. Silvestro che d\u00e0 il nome al piccolo borgo attorno.<\/p>\n<p>A Crescentino arriviamo alle 14,30 dopo 55 km, facciamo una breve sosta per dissetarci e lasciar riposare il sedere che si lamenta. Rubens si spalma per l\u2019ennesima volta la crema; \u00e8 rosso come un peperone, schiena, petto, naso e ginocchia, non ha la pelle stagionata come me. Dei giostrai stanno smontando le loro attrazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5507\" style=\"width: 778px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5507\" class=\"wp-image-5507\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-64.jpeg\" alt=\"S. Silvestro prima di Crescentino\" width=\"768\" height=\"573\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-64.jpeg 768w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-64-300x224.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><p id=\"caption-attachment-5507\" class=\"wp-caption-text\">S. Silvestro prima di Crescentino<\/p><\/div>\n<p>Crescentino \u00e8 sorto nel medioevo come borgofranco di Vercelli fra la Dora e il Po, conta 8.000 abitanti e ha il rango di citt\u00e0, per\u00f2 presenta le stesse particolarit\u00e0 degli altri paesi: la strada principale a volte porticata che viaggia fra basse case a due piani, qualche traversa, la piazza della chiesa, il palazzotto signorile o il castello antico, la torre civica, qualche santuario e poca gente in giro, qui un poco pi\u00f9 numerosa. Vi \u00e8 nato Cinico Angelini il mitico direttore della Radio e dei primi Festival di Sanremo.<\/p>\n<p>Prima di Borgo Revel passiamo in provincia di Torino e poi scavalchiamo la Dora Baltea. Siamo sempre sulla movimentata 31 bis che viaggia dritta da un\u00a0borgo all\u2019altro, lasciandola solo quando aggira i paesi, preferendo il centro cos\u00ec da vedere qualcosa e allentare la tensione del traffico. Sovente troviamo il pav\u00e8 che per i nostri posteriori non \u00e8 il massimo. A margine della carreggiata a volte vi \u00e8 una stretta corsia, altre una fettuccia, ma spesso solo la linea bianca e vetture e articolati ti sfrecciano vicini.<\/p>\n<div id=\"attachment_5508\" style=\"width: 893px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5508\" class=\"wp-image-5508\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-65.jpeg\" alt=\"Porticati a Verolengo\" width=\"883\" height=\"666\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-65.jpeg 883w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-65-300x226.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 883px) 100vw, 883px\" \/><p id=\"caption-attachment-5508\" class=\"wp-caption-text\">Porticati a Verolengo<\/p><\/div>\n<p>Ci\u00f2 che\u00a0pi\u00f9 inqueta sono i camion rimorchiati che quando pensi siano passati ti ritrovi inaspettato il rimorchio a farti sobbalzare, poco fa per un attimo ho perso il controllo, mi sono infilato nell\u2019erba e a momenti cado, questi, per\u00f2, sono gli imprevisti da calcolare in queste avventure. Abbiamo provato qualche percorso secondario ma, per vari motivi, concordiamo sia meglio tenere la strada principale.<\/p>\n<p>Borgo Revel lo vediamo di l\u00e0 della ferrovia; deve il nome all\u2019 ammiraglio Paolo Thaon de Revel che qui trascorse l\u2019infanzia; come la successiva Benne, \u00e8 frazione di Verolengo dove arriviamo alle 15,40 dopo 80 km. E un paese caratterizzato da strade a doppi porticati, pi\u00f9 lunghi che nelle altre localit\u00e0 attraversare. Mezz\u2019ora per un gelato e via, dovrebbero mancare una ventina di km a Torino ma il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo perch\u00e9 pure i cartelli sono in disaccordo aumentando o diminuendo la distanza come se fossero stati messi a casaccio.<\/p>\n<p>Scavalchiamo il Canale Cavour, passiamo Castelrosso dove merita una foto la chiesa dall\u2019elegante facciata neoclassica, e siamo a Chivasso, la citt\u00e0 di Simona Ventura. Fa pi\u00f9 di 25.000 ab, \u00e8 ricca di storia e conserva un artistico centro gotico porticato. Bella la piazza del Duomo, dove cerchiamo di farci fare una foto insieme, rinunciando dopo tre tentativi \u2013 mah! vai a capire la gente. Foto anche a una strana statua, pare un moderno angelo assai in carne con due piedi enormi.<\/p>\n<p>A Brandizzo dove riempiamo le borracce a una fontanella, alcuni anziani vedendo le nostre bici cariche, ci chiedono da dove veniamo e dove andiamo. Ormai siamo nell\u2019 hinterland di Torino, in fondo svetta Superga. Ancora alcuni km di campagna dove c\u2019\u00e8 qualche cascina abbandonata, e arriviamo a Settimo Torinese, 50.000 ab, una delle citt\u00e0 satelliti di Torino che dal 1960 ha quintuplicato la popolazione. E\u2019 lunghissima e dispersiva cos\u00ec non riusciamo a passare il centro e vediamo solo condomini e casermoni e un affollato parchetto che fotografiamo tanto per avere un immagine anche di questo luogo.<\/p>\n<div id=\"attachment_5509\" style=\"width: 1021px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5509\" class=\"wp-image-5509\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-66.jpeg\" alt=\"Cascina abbandonata prima di Settimo Torinese\" width=\"1011\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-66.jpeg 1011w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-66-300x175.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-66-900x525.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-66-924x539.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1011px) 100vw, 1011px\" \/><p id=\"caption-attachment-5509\" class=\"wp-caption-text\">Cascina abbandonata prima di Settimo Torinese<\/p><\/div>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 spazio per i campi, ora i quartieri si susseguono assieme a fabbriche e centri commerciali, superando rotonde e svincoli col traffico che si fa maggiore. Passiamo il cartello che indica l\u2019ingresso a Torino ma la periferia \u00e8 immensa. Oltrepassiamo anche la Stura di Lanzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5510\" style=\"width: 799px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5510\" class=\"wp-image-5510\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-67.jpeg\" alt=\"Il duomo di Chivasso\" width=\"789\" height=\"1104\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-67.jpeg 789w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-67-214x300.jpeg 214w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-67-732x1024.jpeg 732w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-67-300x420.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 789px) 100vw, 789px\" \/><p id=\"caption-attachment-5510\" class=\"wp-caption-text\">Il duomo di Chivasso<\/p><\/div>\n<p>Oggi il tempo \u00e8 stato pi\u00f9 clemente di ieri, il sole non era cos\u00ec prepotente e la temperatura raramente ha passato i 30\u00b0, ora, per\u00f2, all\u2019improvviso si \u00e8 rannuvolato e comincia a gocciolare.<\/p>\n<p>Avremmo voluto arrivare in centro ma per evitare brutte sorprese decidiamo di fermarci. Alla prima farmacia che troviamo dove entro a prendere del gel per i muscoli, chiedo di un albergo o B&amp;B. C\u2019\u00e8 un residence in cima all\u2019 infinita traversa, in piazza Derna, Hotel Miramonti, 3 stelle, vogliono 90 \u20ac con colazione, non certo a buon mercato ma ora pioviggina insistentemente e ha l\u2019aria di peggiorare quindi lo prendiamo. Siccome non hanno un deposito, ci fanno portare in camera le bici, due piani di scale con qualcuno che ci guarda sorpreso. Sono le 18 e un quarto.<\/p>\n<p>Il tempo di registrarci alla reception e viene gi\u00f9 il diluvio, le strade diventano fiumi. Alla fine abbiamo speso bene questi soldi. Doccia, un riposino e, quando spiove, andiamo a mangiare una buona bufalina in una pizzeria d\u2019asporto a buon mercato cos\u00ec risparmiamo. Caff\u00e8, dolcino e a nanna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5511\" style=\"width: 701px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5511\" class=\"wp-image-5511\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-68.jpeg\" alt=\"Piove a Torino\" width=\"691\" height=\"838\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-68.jpeg 691w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-68-247x300.jpeg 247w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-68-300x364.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><p id=\"caption-attachment-5511\" class=\"wp-caption-text\">Piove a Torino<\/p><\/div>\n<p>Qui non c\u2019\u00e8 il televisore, o almeno noi non capiamo che quel quadro nero\u00a0appeso al muro \u00e8 un monitor, quindi ci perdiamo in messaggi, telefonate, internet e appunti. Un viaggio come il nostro fatto in bici, lascia poco spazio a visite pi\u00f9 approfondite, ugualmente la mia curiosit\u00e0 mi spinge a conoscere un poco la storia, le particolarit\u00e0, i monumenti di localit\u00e0 e paesi incontrati alcuni non li conoscevo neppure \u2013 ricerca che probabilmente non sarei stato stimolato a fare se non avessi intrappreso questa pedalata.<\/p>\n<p>Qui siamo ancora lontani\u00a0dal centro di Torino, \u00e8 il quartiere nord di Rebaudengo, sulla strada per la Falchera. Domani vorremmo passare Saluzzo perci\u00f2 dovremo partire di buona ora. Intanto per oggi abbiamo fatto 96 km, pedalato oltre sei ore e girato per 9 ore e 15. Ora i km sono 215.<\/p>\n<p><strong>La valle del Po<\/strong><\/p>\n<p><em>3a TAPPA Partenza 8,15<\/em><\/p>\n<p><em>Arrivo 17,00<\/em><\/p>\n<p><em>Tempo 8h45\u2019<\/em><\/p>\n<p><em>In sella 6h04\u2019<\/em><\/p>\n<p><em>Km 90<\/em><\/p>\n<p><em>Media 14,8<\/em><\/p>\n<p><em>Tempo tot 29<\/em><\/p>\n<p><em>In sella tot 18h46\u2019<\/em><\/p>\n<p><em>Km tot 304<\/em><\/p>\n<p><em>Media gen 15,8<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 10 giugno = Torino Saluzzo Paesana<\/p>\n<p>Alle sei sono sveglio e studio il percorso per attraversae Torino. Come ieri, anche stamattina \u00e8 coperto ma prevedono aperture pomeridiane. Alle sette sveglio Rubens, anche stanotte ha dormito male per le sue bruciature. Perdiamo pi\u00f9 di un\u2019ora tra preparativi, colazione e portare gi\u00f9 le bici, e alle 8,15 partiamo. Alla reception ci han fatto il timbro.<\/p>\n<p>Per raggiungere il centro dobbiamo fare il lunghissimo corso Giulio Cesare, trafficato e pieno di semafori che ci rallentano molto. Sbuchiamo in Porta Palazzo sempre caotica per via del mercato giornaliero. Ruens preleva al bancomat. Lui a\u00a0Torino ha fatto il miliare e ci ha\u00a0anche vissuto per un certo periodo quindi la conosce certo meglio di me, per\u00f2 in caso di bisogno abbiamo la cartina presa in albergo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5512\" style=\"width: 1039px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5512\" class=\"wp-image-5512\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-6.png\" alt=\"Torino: Palazzo Reale\" width=\"1029\" height=\"797\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-6.png 1249w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-6-300x232.png 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-6-1024x793.png 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-6-900x697.png 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-6-924x715.png 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1029px) 100vw, 1029px\" \/><p id=\"caption-attachment-5512\" class=\"wp-caption-text\">Torino: Palazzo Reale<\/p><\/div>\n<p>Proseguiamo ancora diritti, poi voltiamo a sinistra per il Palazzo Reale, quindi\u00a0la grande piazza Vittorio Veneto e siamo al Po. Prendiamo a destra per i Murazzi <em>alla sera \u00e8 poco raccomandabile<\/em>\u201d dice Rubens poi il Parco del Valentino col borgo che visitiamo dato che lui non l\u2019ha mai visto. \u201c<em>Dove andavi quando eri a Torino<\/em>\u201d gli domano \u201c<em>eh\u2026 f<\/em>a vago a<em>vevo sempre da fare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sull\u2019altra sponda, la Gran Madre e il Convento dei Cappuccini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5513\" style=\"width: 1017px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5513\" class=\"wp-image-5513\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-7.png\" alt=\"Torino: il Convento dei Cappuccini\" width=\"1007\" height=\"822\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-7.png 1007w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-7-300x245.png 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-7-900x735.png 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-7-924x754.png 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1007px) 100vw, 1007px\" \/><p id=\"caption-attachment-5513\" class=\"wp-caption-text\">Torino: il Convento dei Cappuccini<\/p><\/div>\n<p>do sulla ciclabile a fianco del grande Una foto anche alla fontana dei mesi e lasciamo il Valentino; sono le 9,30. Fialmente stiamo pedalanfiume che \u00e8 gonfio e marrone per via del temporale di ieri sera. C\u2019\u00e8 molta gente che cammina, fa jogging o pedala. Pasiamo l\u2019ospedale delle Molinette e una serie di palazzi istituzionali e sportivi. Al Sangone l\u2019asfalto lascia il posto a un sentiero sterrato fra la macchia, fianchegiando prima il Parco delle Vallere che d\u00e0 il nome alla ciclabile e poi un campo da golf. Un ciclista ci garantisce che \u00e8 la via giusta per Nichelino e Stupinigi doe, crediamo di dover passare. Sbuchiamo in una grossa borgata, che sia Nihelino? No \u00e8 Borgo S. Maria, il quartiere oltrep\u00f2 di Moncalieri. E\u2019 assai trafficato; a un semaforo per poco\u00a0una macchina mi prende.<\/p>\n<div id=\"attachment_5514\" style=\"width: 930px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5514\" class=\"wp-image-5514\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-8.png\" alt=\"Ciclabile del Po uscendo da Torino\" width=\"920\" height=\"904\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-8.png 920w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-8-300x295.png 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-8-900x884.png 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 920px) 100vw, 920px\" \/><p id=\"caption-attachment-5514\" class=\"wp-caption-text\">Ciclabile del Po uscendo da Torino<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensiamo di aver ragione entrambi, qualche accidenti a vicenda e poi ognuno per la sua strada.<\/p>\n<p>Vorremmo fare la ciclovia segnata sulla guida ma non riusciamo a capire bene dove siamo e dove andare e non \u00e8 che chiedendo le cose migliorino. Ci par di capire che si allugnhi il tragitto e si perderebbe tempo, cos\u00ec alla fine rinuncia o e prendiamo la regionale\u00a020 che punta dritto a Carignano. Il Po, fino a stasera lo rivedremo solo dai ponti. Di Nichelino, 50.000 ab, nel\u00a0cui comune sorge la celebre Palazzina da Caccia di Stupinigi, vediamo solo i monotoni sobborghi. Cinque km e siamo a La Loggia, un altro dei paesoni dormitorio cresciuti a dismisura nell\u2019ultimo mezzo secolo.<\/p>\n<div id=\"attachment_5515\" style=\"width: 984px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5515\" class=\"wp-image-5515\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-69.jpeg\" alt=\"Il duomo di Carignano\" width=\"974\" height=\"733\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-69.jpeg 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-69-300x226.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-69-900x678.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-69-924x696.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 974px) 100vw, 974px\" \/><p id=\"caption-attachment-5515\" class=\"wp-caption-text\">Il duomo di Carignano<\/p><\/div>\n<p>Ricomincia la campagna, non ci sono pi\u00f9 risaie, ma grano e granoturco e macchie d\u2019alberi e boschetti. Altri 10 km e arriviamo a Carignano, una delle citadine pi\u00f9 ricche di storia e vestigia del Piemonte. Conserva reperti del neolitico e fin dai tempi romani era un punto strategico per attraversare il Po, \u00e8 gemellato con Rabat e si festeggia un rinomato carnevale. Carignano ha dato il nome al ramo Savoia dei re d\u2019Italia. Fra i monumenti, il duomo barocco in cromature rosse che fotografo.<\/p>\n<p>Deviamo per la provinciale\u00a0663 per Saluzzo, un po\u2019 meno battuta. E\u2019 ritornato il sole per\u00f2 la corona delle Alpi \u00e8 ancora nascosta dalla nuvolaglia. Passiamo cascinali e minuscole frazioni. A una di queste, Ceretto, ci fermiamo per un cappuccino e un panino, sono le 11 e nelle gambe abbiamo 33 km precisi. Scambiamo qualche parola con la donna del bar pi\u00f9 o meno la mia et\u00e0 che ci mostra, sulla guida, la strada per Saluzzo. Ripartiamo mezzora dopo con il timbro sul nostro documento. Pedaliamo abbastanza blandi su una strada sempre in leggerissima salita, Rubens ogni tanto si spalma di crema sulle scottature che gli danno parecchia noia. Anche il mio sedere si lamenta a gran voce, vorrebbe qualche lenitivo, gli propongo una supposta; preferisce soffrire stoicamente in silenzio.<\/p>\n<p>Passiamo Lombriasco nel cui castello pare abbia dormito Napoleone, scavalchiamo il Po e siamo a Casalgrasso, primo comune in provincia di Cuneo, poi Polonghera dove finalmente riusciamo a imboccare il percorso indicato dalla guida, una tranquilla strada asfaltata in campagna che non allunga molto il\u00a0tragitto; passa dal paesino rurale di Ghigo e sbuca a Moretta, solo 8 km ma rilassanti, pi\u00f9 delle brevi ciclabili che nei centri abitati, a volte troviamo.<\/p>\n<p>A Moretta \u00e8 sviluppata l\u2019industria di trasformazione legata all\u2019agricoltura, vi \u00e8 la pi\u00f9 importante manifattura nazionale che produce latte in polvere alimenare. Dopo Torre S. Giorgio \u00e8 un\u2019unica pedalata di 10 km nella sconfinata piaura fino a Saluzzo, solo qualche cascina che qui chiamano regione. Si vedono sempre pi\u00f9 numerose, coltivazioni di mele. Il sole si diverte a giocare con le nuvole ma fa abbastanza caldo, attorno ai 30\u00b0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5516\" style=\"width: 385px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5516\" class=\"wp-image-5516\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-70.jpeg\" alt=\"Saluzzo\" width=\"375\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-70.jpeg 375w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-70-300x118.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><p id=\"caption-attachment-5516\" class=\"wp-caption-text\">Saluzzo<\/p><\/div>\n<p>Saluzzo lo vediamo in fondo alla campagna, si distende su un piccolo colle con i campanili e le torri a dominare dall\u2019alto il borgo. Me lo immaginavo in mezzo fra le montagne, come Sondrio, invece \u00e8 ancora in pianura anche se a\u00a0395 mslm. Ha una storia nobile, dal X al XVI sec fu Marchesato autonomo dei Del Vasto, tanto potenti da rivaleggiare coi Savoia. Dal 1500 \u00e8 diocesi e nel 1800 fu anche capoluogo di provincia. Ci accoglie la chiesa di S. Agostino dal maestoso campanile ma sono molti i monumenti, dalla cattedrale, che chiamano duomo, in stile tardo gotico, alla chiesa di S. Giovanni, da Casa Cavassa al palazzo della Castiglia, gi\u00e0 residenze dei Marchesi e la bella Torre Civica. Saluzzo ha dato i natali a molti personaggi, tra cui Silvio Pellico e il gen. Carlo Alberto dalla Chiesa. Ci fermiamo in Piazza Pellico al caff\u00e8 omonimo sotto i portici, mi faccio servire un\u2019insalata di riso, Rubens \u00e8 ancora sazio del panino di stamattina, prender\u00e0 poi un gelato.<\/p>\n<p>Sono le 13,30, abbiamo pedalato per 65 km sotto un cielo variabile. Il barita, un ex ciclista sulla quarantina, ci assicura che salire il Viso, come lo chiaano localmente, non \u00e8 cos\u00ec dura \u201c<em>tira un p\u00f2 dopo Calcinere ma si pu\u00f2 fare\u201d. \u201cSperiamo che il tuo concetto di duro sia simile al mio<\/em>\u201d dico dubbioso.<\/p>\n<p>Secondo lui in cima sta piovendo. Un\u2019ora dopo ripartiamo. Vorremmo prendere una pomata pi\u00f9 efficace per le scottature ma le farmacie sono ancora chiuse.\u00a0Da Saluzzo due sono le strade che si addentrano nella valle del Po, quella sulla sponda sinistra che passa da Revello e l\u2019altra sulla destra che tocca<\/p>\n<div id=\"attachment_5517\" style=\"width: 1030px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5517\" class=\"wp-image-5517\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-71.jpeg\" alt=\"Chiesetta prima di Sanfront\" width=\"1020\" height=\"770\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-71.jpeg 1020w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-71-300x226.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-71-900x679.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-71-924x698.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/><p id=\"caption-attachment-5517\" class=\"wp-caption-text\">Chiesetta prima di Sanfront<\/p><\/div>\n<p>Martiniana Po, congiungendosi a Sanfront. Prendiamo la seconda perch\u00e8 legermente pi\u00f9 corta e m\u2019immagino meno dura. Si rivela invece una strada che sale a ripidi gradoni con brevi discesette e dobbiamo faticare mica male. Saanno gli strappi, sar\u00e0 che siamo stanchi, saranno le bici pesanti ma dobbiamo impegnarci.<\/p>\n<p>Ecco Martiniana, famosa per il \u2018<em>piropo\u2019<\/em>, un particolare cristallo granato locale di notevole valore, poi Gambasca il paese delle streghe, alcune frazioncine e finalmente siamo a Sanfront a citt\u00e0 del fungo come dice un cartello he fu bruciata dai tedeschi nel 1944.<\/p>\n<div id=\"attachment_5518\" style=\"width: 911px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5518\" class=\"wp-image-5518\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-72.jpeg\" alt=\"Il cartello di Sanfront\" width=\"901\" height=\"703\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-72.jpeg 901w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-72-300x234.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-72-900x702.jpeg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px\" \/><p id=\"caption-attachment-5518\" class=\"wp-caption-text\">Il cartello di Sanfront<\/p><\/div>\n<p>Ci fermiamo ad un baretto per un gelato; ci dicono che siamo fortunati perch\u00e9 se arrivavamo ieri le strade, per l\u2019acquazzone, erano diventate un fiume. E\u2019 zona di lingua occitana, parlata per\u00f2 ormai solo dai vecchi dei paesini d\u2019alta montana, ugualmente conservano un piemontese stretto.<\/p>\n<p>Ripartiamo per Paesana dove abbiamo deciso di fermarci anche perch\u00e9 non sappiamo se pi\u00f9 su troveremo alloggi e poi ha cominciato a gocciolare e non vorremmo bagnarci.<\/p>\n<p>Sei km di saliscendi pi\u00f9 abbordabili, passando alcune piccole borgate e siamo ai 620 mslm di Paesana, il paese pi\u00f9 grosso della valle, diviso dal Po, qui poco pi\u00f9 di un torrente sassoso, in due borgate: S. Margherita e S. Maria. Troviamo finalmente la farmacia dove chiediamo anche un ricovero per la notte; ce ne indicano due attigui, un albergo e un B&amp;B ma bisogna fare altri 23 km su e gi\u00f9 sulla strada opposta per Barge. Scegliamo l\u2019hotel perch\u00e9 si affaccia alla provinciale mentre il B&amp;B \u00e8 in cima ad una rampa che fa paura e non ha cucia. Sono le 17, abbiamo fatto 90 km, gocciola sempre e potrebbe piovere da un momento all\u2019altro.<\/p>\n<p>Si tratta dell\u2019Albergo tre stelle della Colletta, dove ci danno la camera per 70\u20ac colazione inclusa e locale bici. E\u2019 un bell\u2019 ambiente a conduzione familiare con un largo posteggio e una grande sala pranzo, c\u2019\u00e8 anche il WiFi del quale ormai pochi possono fare a meno. Il titolare, gentile e loquace ci dice che nei week end arrivano molti clienti e tanti sono anche i ciclisti in comitiva.<\/p>\n<div id=\"attachment_5519\" style=\"width: 968px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5519\" class=\"wp-image-5519\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-73.jpeg\" alt=\"La chiesa di S. Margherita a Paesana\" width=\"958\" height=\"793\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-73.jpeg 958w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-73-300x248.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-73-900x745.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-73-924x765.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 958px) 100vw, 958px\" \/><p id=\"caption-attachment-5519\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa di S. Margherita a Paesana<\/p><\/div>\n<p>Passiamo un paio d\u2019ore nelle nostre cose, io agli appunti e lui col tablet per i suoi impegni; il WiFi per\u00f2 fa le bizze cos\u00ec il titolare cortesemente gli fa usare il suo PC. Alla fine non ha piovuto per\u00f2 in due ore ha cambiato clima pi\u00f9 volte, alternano nuvole e fresco a sole caldo. Le vette comunque non le abbiamo viste.<\/p>\n<p>A cena mangiamo una pasta io e una cotoletta lui. Parliamo volentieri delle nostre cose, di banalit\u00e0, del da farsi domani, se salire ancora o rinunciare. Da qui al Pian del Re ci sono 20 km di salita tosta, fino al 10%, quindi dovremmo ritornare a Saluzzo e da l\u00ec a Savigliano dove alle 14,30 abbiamo il treno per Torino. Si tratterebbe di fare 70 km e non crediamo di farcela per quell\u2019ora. Concludiamo di decidere domattina anche in base al tempo. Prima di tornare in camera ci beviamo pure due grappe, poi le solite telefonate e sms, un poco di tiv\u00f9 e buonanotte.<\/p>\n<p><strong>Pedalando sul Viso<\/strong><\/p>\n<p><em>4a TAPPA Partenza 8,30<\/em><\/p>\n<p><em>Arrivo 21,00<\/em><\/p>\n<p><em>Tempo 12h30\u2019 In sella 4h46\u2019 Km 74<\/em><\/p>\n<p><em>Media 14,7<\/em><\/p>\n<p><em>Tempo tot 41h30\u2019 In sella tot 23h32\u2019 Km tot 378<\/em><\/p>\n<p><em>Media gen 15,25<\/em><\/p>\n<p>Gioved\u00ec 11 giugno = Crissolo \u2013 Savigliano &#8211; ritorno<\/p>\n<p>Stamattina mi sveglio pi\u00f9 tardi, 6,30. La giornata \u00e8 serena e la vista stupenda: l\u00e0, sopra Paesana, sontuoso e spettacolare, il Monviso spicca come una piramide su tutte le vette attorno. La vista ci fa decidere di salire almeno un\u2019ora e vedere dove arriviamo; sempre meglio che aspettare noiosamente il treno a Savigliano. Colazione, lasciamo le borse in albergo e partiamo, sono le 8,30.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5520\" style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5520\" class=\"wp-image-5520\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-74.jpeg\" alt=\"Il Monviso\" width=\"1000\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-74.jpeg 1645w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-74-300x142.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-74-1024x486.jpeg 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-74-900x427.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-74-924x439.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><p id=\"caption-attachment-5520\" class=\"wp-caption-text\">Il Monviso<\/p><\/div>\n<p>Meno di mezzora e raggiungiamo Calcinere, 45 km. Per ora non \u00e8 stata dura anche se il mio cambio posteriore ha cominciato ha fare le bizze e non scende sui rapporti piccoli, sarebbe peggio il contrario. Le nubi nel frattempo hanno nascosto il Viso. Calcinere \u00e8 un pugno di case diviso in due, inferiore dov\u2019\u00e8 una vecchia centrale Enel e superiore, 785 mslm.<\/p>\n<p>\u201c<em>Andiamo avanti?<\/em>\u201d chiedo<\/p>\n<p>\u201c<em>Andiamo dove vuoi<\/em>\u201d risponde Rubens e cos\u00ec ripartiamo.<\/p>\n<p>Ci avevano detto che da qui si fa dura e dicevano bene. Un cartello ad ogni km ci comunica la pendenza media di quello successivo, dal 4,5 al\u00a010,5% con l\u2019handicap che a volte spiana, per cui quando sale la percentuale \u00e8 maggiore. E\u2019 una strada che assomiglia molto al Vararo &#8211; Cuvignone,\u00a0incassata fra le montagne col Po di fianco che \u00e8 un torrentello sassoso. Il sole picchia, c\u2019\u00e8 di buono che troviamo lunghi tratti d\u2019ombra, soprattutto per Rubens, il mio sottosella invece \u00e8 tormentato da un foruncolo.<\/p>\n<div id=\"attachment_5521\" style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5521\" class=\"wp-image-5521\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-75.jpeg\" alt=\"Il Po nei pressi di Crissolo\" width=\"1000\" height=\"771\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-75.jpeg 1153w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-75-300x231.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-75-1024x790.jpeg 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-75-900x694.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-75-924x712.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><p id=\"caption-attachment-5521\" class=\"wp-caption-text\">Il Po nei pressi di Crissolo<\/p><\/div>\n<p>\n Ciclisti ci superano, qualcuno scambia due parole altri passano spediti che paiono dopati. Noi siamo ciclisti da diporto come dico io preferiamo salire lentamente col nostro passo, io sempre un p\u00f2 avanti, e se \u00e8 il caso anche riposare mangiando le fragoline di bosco. Cos\u00ec racconto a Rubens che Pian del Re, dove sono le sorgenti, \u00e8 a 2020 mslm, ed \u00e8 cos\u00ec chiamato per via che il Re di Francia, Francesco I, vi mise le tende durante l\u2019invasione del Ducato di Savoia alla fine del XV sec. Si trovava lass\u00f9 perch\u00e9 passato dal \u2018buco del Viso, il primo traforo alpino della storia, un lavoraccio per i mezzi dell\u2019epoca, effettuato nel 1480 dal marchese di Saluzzo, Ludovico II del Vasto, con lo scopo di rendere pi\u00f9 accessibile e sicuro il trasporto di mercanzie e cibarie, sopratutto del sale che aveva un\u2019importanza vitale. Posto a 2882 mslm, lungo circa 75 metri, largo 2,5 e alto 2, nei secoli era caduto in disuso ma di recente \u00e8 stato di nuovo reso percorribile e ora \u00e8 meta di escursioni alpine.<\/p>\n<p>\u201c<em>E Pian della Regina?\u201d <\/em>chiede.<\/p>\n<p>\u201c<em>Credo solo per assonanza essendo un poco inferiore, infatti il nome uficiale \u00e8 Pian Melz\u00e8<\/em>\u201d. Eh mi sono documentato io!<\/p>\n<p>Ripartiamo. Dopo un\u2019ora siamo al ponte dove parte il bivio peri Oncino, uno dei tanti paesini arrampicati sulle pendici del Viso, abbiamo fatto cira 8 km.<\/p>\n<p>\u201c<em>Proviamo se riusciamo ad arrivare a Crissolo \u2013 <\/em>dico <em>\u2013 saranno 56 km<\/em><\/p>\n<p><em>tanto poi scendere sar\u00e0 veloce.<\/em>\u201d \u201c<em>Proviamo<\/em>\u201d risponde.<\/p>\n<p>Ci aspetta subito un tratto ripido con due tornanti che prendo molto larghi buttandomi all\u2019interno, \u00e8 la mia tecnica per respirare un attimo. Pe\u00f2 \u00e8 dura, io poi che non ho mai amato la salita\u2026 una lunga tirata senza ombra\u2026 ascolto il mio cuore, pare a posto\u2026 alcune baite\u2026 qualche auto&#8230; deviazione per Ciampetti\u2026 una vecchia colonia abbandonata\u2026 altri due tornanti\u2026 deviazione per Ostana e finalmente compare il cartello stradale che indica Crissolo. Siamo a 1140 mslm.<\/p>\n<div id=\"attachment_5522\" style=\"width: 1002px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5522\" class=\"wp-image-5522\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-9.png\" alt=\"Possiamo tornare\u2026\" width=\"992\" height=\"765\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-9.png 1163w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-9-300x231.png 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-9-1024x790.png 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-9-900x694.png 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-9-924x713.png 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 992px) 100vw, 992px\" \/><p id=\"caption-attachment-5522\" class=\"wp-caption-text\">Possiamo tornare\u2026<\/p><\/div>\n<p>\n Sono le 10, il contakm ne segna 11,5, un altro km e mezzo e saremo in paese. Potremmo arrivarci ma non saremmo un minuto di sosta neanche per dare un\u2019 occhiata alla bella chiesa di S. Chiaffredo, martire romano patrono della valle, e la cosa non ci par buona eppoi le indicazioni dicono salita al 9,5%, per cui dopo la foto di rito\u00a0giriamo le bici e scendiamo tranquilli. Mezzora siamo all\u2019albergo, carichiamo le borse sulle bici, beviamo un caff\u00e8 che ci hanno offerto, ci facciamo fare il timbro e prendiamo la via del ritorno. Sono zone di villeggiatura e in questo periodo molte case si presentano chiuse. Curiose poi le bacheche per i necrologi, grandi pannelli con annunci che sono un quarto dei nostri ma tutti con la foto a colori.<\/p>\n<p>A Sanfront ci fermiamo per una bibita allo stesso baretto di ieri sera. Ci\u00a0riconoscono e ci chiedono come \u00e8 andata. Passiamo il Po e prendiamo a sinistra per Revello cos\u00ec vedremo altri posti. E\u2019 una strada in mezzo alla valle, sempre in leggera discesa e non tanto trafficata, l\u2019avremmo risalita senz\u2019altro con meno fatica. Rifreddo, qualche frazione, poi, a mezzod\u00ec, Revello ci viene incontro mostrandoci una possente torre. E\u2019 un bel paesone che in passato doveva essere fortificato e si vedono ancora palazzi in stile e ruderi. Nel suo territorio sorge l\u2019abazia di Staffarda, uno dei pi\u00f9 grandi, splendidi e importanti monumenti medioevali del Piemonte.<\/p>\n<p>Qualche km e siamo di nuovo a Saluzzo. Alcuni cartelli pubblicizzano la pizza al padellino che deve essere una specialit\u00e0 di qui. Seguiamo la via per Savigliano che ad un certo punto si restringe. Per far passare le macchine mi accosto al marciapiede, troppo vicino cos\u00ec col pedalino tocco il bordo e sbando davanti a un\u2019auto che per fortuna blocca.<\/p>\n<div id=\"attachment_5523\" style=\"width: 1011px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5523\" class=\"wp-image-5523\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-76.jpeg\" alt=\"Revello\" width=\"1001\" height=\"751\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-76.jpeg 1086w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-76-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-76-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-76-900x675.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-76-924x693.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1001px) 100vw, 1001px\" \/><p id=\"caption-attachment-5523\" class=\"wp-caption-text\">Revello<\/p><\/div>\n<p>Usciamo da Saluzzo imboccando la statale 662, una strada lunga 13 km perfettamente dritta, leggermente in salita, senza una borgata n\u00e8 una pianta mentre il sole \u00e8 a perpendicolo e ci sono 30\u00b0. Ci accompagnano interminabili filari a frutteto, mele e kiwi, coperti da reti anti grandine. A met\u00e0 troviamo una pianta e ci fermiamo un poco alla sua ombra. Rubens si spalma per l\u2019ennesima volta la crema. N\u00e8 avanti n\u00e8 dietro si vede la fine del rettifilo.<\/p>\n<p>Un cartello all\u2019ingresso di Savigliano ci informa che questa \u00e8 la citt\u00e0 del pendolino\u00a0perch\u00e9 qui vengono costruiti quei treni nello stabilimento della Fiat Ferroviaria.<\/p>\n<div id=\"attachment_5524\" style=\"width: 1009px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5524\" class=\"wp-image-5524\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-77.jpeg\" alt=\"Frutteti verso Savigliano\" width=\"999\" height=\"676\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-77.jpeg 1055w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-77-300x203.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-77-1024x693.jpeg 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-77-900x609.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-77-924x625.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 999px) 100vw, 999px\" \/><p id=\"caption-attachment-5524\" class=\"wp-caption-text\">Frutteti verso Savigliano<\/p><\/div>\n<p>Attraversiamo l\u2019ampia e lastricata piazza del Popolo, un vigile ci indica la strada per la stazione dove arriviamo alle 14.<\/p>\n<p>Pare non possano farci i biglietti per le bici ma poi risolvono. Abbiamo tre quarti d\u2019ora, ovvero tutto il tempo per mettere qualcosa sotto i denti, rinfrescarci un attimo e cambiarci alla toilette a pagamento della stazione. Montiamo sul treno che in 45 minuti ci porta a Torino.<\/p>\n<div id=\"attachment_5525\" style=\"width: 820px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5525\" class=\"wp-image-5525\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-78.jpeg\" alt=\"Savigliano la citt\u00e0 del pendolino\" width=\"810\" height=\"637\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-78.jpeg 810w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-78-300x236.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px\" \/><p id=\"caption-attachment-5525\" class=\"wp-caption-text\">Savigliano la citt\u00e0 del pendolino<\/p><\/div>\n<p>Quindici minuti di attesa sono appena il tempo per fare il biglietto a una macchinetta aiutati da una ferroviera. A Novara sale uno di Lecco che chiacchiera fino a Milano. Traversiamo la citt\u00e0, dritti fino al Castello poi a sinistra. Il treno parte fra mezzora. Alle 20,20 siamo a Cittiglio e poco prima delle 21 siamo a Cuvio, paghi di aver concluso il lungo viaggio sul grande fiume.<\/p>\n<p>Oggi abbiamo fatto 74 km che cos\u00ec diventano in tutto 380, non una lunga maratona, come dicevo all\u2019inizio, per\u00f2 sofferti soprattutto per il caldo che comunque \u00e8 sempre meglio della pioggia.<\/p>\n<p>Scottature e foruncoli passeranno certamente prima dell\u2019anno prossimo quando decideremo se tornare a Santiago o andare a Roma sulla Via Francigena come i comaschi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5526\" style=\"width: 1012px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5526\" class=\"wp-image-5526\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-79.jpeg\" alt=\"L\u2019avventura \u00e8 finita\" width=\"1002\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-79.jpeg 1275w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-79-300x113.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-79-1024x387.jpeg 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-79-900x340.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-79-924x349.jpeg 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1002px) 100vw, 1002px\" \/><p id=\"caption-attachment-5526\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019avventura \u00e8 finita<\/p><\/div>\n<p><em><br \/>\n Osteria! Che due tonti\u2026 presi com\u2019eravamo a pedalare non abbiamo acquistato nemmeno un ricordino di questo raid <\/em>\u2013<\/p>\n<p>Nella nostra avventura abbiamo pedalato 3 78 km tra Lombardia e Piemonte, percorrendo nelle sei provincie attraversate km circa: Varese 13 \u2013 Milano 25 &#8211;<\/p>\n<p>Pavia 75 &#8211; Alessandria 45 &#8211; Vercelli 30 &#8211; Torino 70 &#8211; Cuneo 120.<\/p>\n<p><div id=\"attachment_5527\" style=\"width: 1011px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5527\" class=\"wp-image-5527\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-10.png\" alt=\"I cavalieri che iniziarono l'impresa\" width=\"1001\" height=\"643\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-10.png 1403w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-10-300x193.png 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-10-1024x658.png 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-10-900x578.png 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-10-924x593.png 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 1001px) 100vw, 1001px\" \/><p id=\"caption-attachment-5527\" class=\"wp-caption-text\">I cavalieri che iniziarono l&#8217;impresa<\/p><\/div> <div id=\"attachment_5530\" style=\"width: 973px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5530\" class=\"wp-image-5530\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-13.png\" alt=\"Quelli che terminarono\" width=\"963\" height=\"612\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-13.png 961w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-13-300x191.png 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-13-900x572.png 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/word-image-13-924x587.png 924w\" sizes=\"auto, (max-width: 963px) 100vw, 963px\" \/><p id=\"caption-attachment-5530\" class=\"wp-caption-text\">Quelli che terminarono<\/p><\/div><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><a href=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/Po-in-bici\/ancoraunpoinbici.pdf\">E\u2019 possibile scaricare la versione Pdf di questo racconto che contiene anche i dettagli del percorso e delle tappe del cicloviaggio di Giorgio e Rubens.<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"google-auto-placed\">\u00a0<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\"><\/p>\n<table class=\" align=\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 20%;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td style=\"width: 80%;\"><a href=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/consigli-di-viaggio-come-organizzare\/cerca-hotel\" target=\"_parent\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te \u2013 Hotel consigliati in Italia<\/span><\/a><br \/>\n <a href=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/consigli-di-viaggio-come-organizzare\/noleggio-auto-low-cost\/\" target=\"_parent\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Autonoleggio \u2013 Noleggio Auto Low Cost in Italia<\/span><\/a> <br \/>\n <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/bestsellers\/books\/508754031\/ref=as_li_qf_br_sr_tl?ie=UTF8&amp;tag=markitlungles-21&amp;linkCode=ur2&amp;camp=3370&amp;creative=23322\" rel=\"nofollow\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Acquista guide turistiche a prezzi scontati su Amazon.it<\/span><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.assoc-amazon.it\/e\/ir?t=markitlungles-21&amp;l=ur2&amp;o=29\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Giorgio Roncari\u00a0\u2013 Pedalando sul Po verso il Monviso Tra Pavese e Lomellina Luned\u00ec 8 giugno: <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/in-bici-lungo-fiume-po\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5550,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[96],"tags":[746,105,666,725],"class_list":["post-5437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","tag-giorgio-roncari","tag-italia","tag-lombardia","tag-piemonte"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>Racconto di viaggio in bicicletta - Pedalando sul Po verso il Monviso<\/title>\r\n<meta name=\"description\" content=\"Il racconto di un viaggio in bici lungo il fiume Po dal Lago Maggiore al Monviso pedalando per 378 km tra Lombardia e Piemonte, nelle provincie di Varese, Milano, Pavia, Alessandria, Vercelli, Torino e Cuneo. 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