{"id":6219,"date":"2019-02-15T15:51:10","date_gmt":"2019-02-15T14:51:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=6219"},"modified":"2019-02-18T18:14:49","modified_gmt":"2019-02-18T17:14:49","slug":"thats-india","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/","title":{"rendered":"That&#8217;s India!"},"content":{"rendered":"\n<p>di <a href=\"mailto:mukkadiprato@yahoo.it\">Francesca Pierantoni<\/a> &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>Giorno 1: Bologna &#8211; Munich &#8211; New Delhi <br>Questa notte non ho dormito granch\u00e9. Il caldo, questioni di pip\u00ed di cani e di gatti, l&#8217;agitazione hanno frammentato il sonno e scompigliato i pensieri. Pezzi di questi pensieri erano rivolti alla leggera e sana paurina che ti prende prima di affrontare un viaggio come questo. Sola. Randagia. Senza bagaglio. Poi, sul tapis roulant dell&#8217;aeroporto di Monaco di Baviera mi ritrovo a sorridere sentendo di nuovo sotto le unghie quella scossa di libert\u00e0 assoluta che ormai conosco bene. <\/p>\n\n\n\n<p>E se prima di partire non dormo, se ora mi ciondola la\ntesta tra la scritta Luft e la scritta hansa del poggiatesta va bene cos\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<p>Tipa italiana dall&#8217;attitudine al viaggio pari a quella di un frassino, che ti incazzi se scendo con lo schienale dei soliti 3 miseri gradi e rivendichi stizzita il tuo spazio, o hai sbagliato volo o hai sbagliato vacanza. Povera te, tipa italiana. Sar\u00e0 un lungo soggiorno.<\/p>\n<p>Il filmaccio americano della selezione di melma offerta dalla Compagnia che che dipinge gli Italiani come caciaroni che fanno ue&#8217;ue&#8217; con le mani pranzando in un giardino con sottofondo di mandolino mi fa riflettere su come gli stereotipi siano durissimi a morire. Chissa&#8217; se in questo viaggio riuscir\u00f2 a liberarmi degli stereotipi sull&#8217;India tutta batteri e spiritualit\u00e0. Frattanto, ora, arrivata in questo hotel di fianco all&#8217;aeroporto di Delhi, che da fuori sembra modernissimo e asettico, ma lungo i corridoi secondo me ci sono delle cacche di topo, mi lavo le mani secondo protocollo operatorio. Fino al gomito.<\/p>\n<p>Domani, con la luce, sar\u00e0 un primo impatto bello potente&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6243\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20622065_10211671208710485_9090639343439691391_n.jpg\" alt=\"\" width=\"582\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20622065_10211671208710485_9090639343439691391_n.jpg 582w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20622065_10211671208710485_9090639343439691391_n-182x300.jpg 182w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 2: Delhi &#8211; Udaipur<\/p>\n<p>Sicurezza<\/p>\n<p>La sicurezza in India \u00e8 una priorit\u00e0. Non si capisce bene di chi, ma \u00e8 una priorit\u00e0 Per validare il visto necessario a regolamentare l&#8217;ingresso nel Paese, le code alla dogana sono inconcepibili. Ti prendono tutte e dieci le impronte digitali, con un macchinino elettronico di ultima generazione che per\u00f2 non va, e tu stai li davanti, e provi, e riprovi, e sudi perch\u00e9 fin quando non hanno tutte e dieci le tue impronte mica puoi entrare, e il poliziotto non fa una piega, mica si commuove se tua moglie che invece poco prima \u00e8 riuscita a passare di l\u00e0 ormai \u00e8 in preda al panico e quasi piange e ti dice &#8220;glielo giuro nessun precedente, la prego non mi lasci qui da sola&#8221;. Mica si scompone se intanto atterrano aerei su aerei e la fila diventa un esodo biblico. Io e due toscani increduli calcoliamo a spanne che ci vorranno un paio d&#8217;ore per arrivare al macchinino, con sti ritmi. Ma la sicurezza prima di tutto.<\/p>\n<p>Dopo un&#8217;ora e mezza (vedi a volte le sorprese) sono libera e chiedo info per raggiungere il mio hotel che \u00e8 proprio qui vicino, ma: &#8220;Prenda un taxi lo stesso, che \u00e8 tardi. \u00c8 per la sua sicurezza&#8221;<\/p>\n<p>Anche in hotel, la sicurezza viene messa al primo posto.<\/p>\n<p>Ti accompagno in camera, Madam. Chiuditi a chiave. Fammi entrare che controllo se \u00e8 chiuso.<\/p>\n<p>Eh no, amico. Se \u00e8 chiuso lo controlli da fuori. Giusto Madam. Tutto ok allora. Sei perfettamente sicura ora. Buonanotte Madam.<\/p>\n<p>Insomma, safety first. Costi quello che costi. Prenda tutto il tempo necessario.<\/p>\n<p>Allora se siete cos\u00ec bravi, perch\u00e9 non mettete la targa ai topi che tra l&#8217;altro circolano senza la bench\u00e9 minima conoscenza delle regole della strada? Perch\u00e9 non regolamentate l&#8217;ingresso dei batteri di legionella che spingono per entrare dallo split della mia stanza che sembra di stare ai cancelli di Vasco Rossi? Perch\u00e9 lasciate che si venga assaliti dai muffin palugoni, masse ininghiottibili e tenaci come il mastice con cui mio nonno riparava a le camere d&#8217; aria delle biciclette, che attaccano l&#8217;uomo occhieggiando mansueti delle vetrinette dei Caff\u00e8? Io non voglio insegnare niente a nessuno, ma qui c&#8217; \u00e8 qualcosa da rivedere, cari indiani. Che finch\u00e9 non succede niente siamo tutti amici, ma poi se mi tampona un topo dopo voglio vedere chi paga.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6244 size-full\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20638088_10211671178909740_8532598328637291554_n.jpg\" alt=\"India del Nord - Foto di Francesca Pierantoni\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20638088_10211671178909740_8532598328637291554_n.jpg 720w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20638088_10211671178909740_8532598328637291554_n-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 3: Udaipur &#8211; Ranakpur &#8211; Udaipur<\/p>\n<p>Chiudi la bocca che entra la polvere<\/p>\n<p>A 90 km da qui c&#8217;\u00e8 uno dei templi pi\u00f9 belli di tutta l&#8217;India. Mi informo sul bus da poter prendere, ma mannaggia ce n&#8217;\u00e8 uno al giorno ed \u00e8 gi\u00e0 partito.<\/p>\n<p>Ok, ci sar\u00e0 un altro modo per raggiungere Ranakpur? Si Madam. Il taxi. Ma costa un po&#8217; di pi\u00f9. Per\u00f2 se siete 4 o 5 \u00e8 molto conveniente.<\/p>\n<p>4 o 5? Su un taxi&#8230;? Comunque no. Non siamo 4 o 5. Sono sola. Uhm. Allora devi aspettare domani. Ma domani vado altrove. Uhm. Provo a sentire un mio amico se magari lui facendo un buon prezzo&#8230;<\/p>\n<p>A questo punto arriva Fonzie. Il belloccio del villaggio. Col gilet di pelle. Il capello lungo e unto. La moto.<\/p>\n<p>Se vuoi ti porto io. In moto. Sei abbastanza avventurosa?<\/p>\n<p>Guarda, pi\u00f9 che di minchiate parliamo di soldi. Quanto costa?<\/p>\n<p>La tua compagnia, splendore.<\/p>\n<p>Madonna che palle mi pari un film di bolliwood. O la smetti o me ne vado.<\/p>\n<p>1000 rupie. Pi\u00f9 500 di benzina.<\/p>\n<p>20 euro e qualcosa. Si pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p>Sei abbastanza coraggiosa, splendore?<\/p>\n<p>Porco cane mo&#8217; ti tiro una testata.<\/p>\n<p>90 km. Non sono pochi, d&#8217;accordo. Ma vuoi mettere la meraviglia di attraversare l&#8217; India pi\u00f9 vera in moto? Salgo. Ovviamente non chiedo dove \u00e8 il casco perch\u00e9 non \u00e8 che sono una sprovveduta che crede alle favole, e anche perch\u00e9 poi metti che me lo porta ed \u00e8 il suo, e magari una volta se lo \u00e8 messo con quei capelli unti. No. Piuttosto il trauma cranico.<\/p>\n<p>Pronta, splendore? E vai, cazzo, che io non sono una mammoletta alla guida, come sa chi mi conooooooosceeeeeee!!!!! Oh mai sei fuori???? Sei contromano!! [ Che poi a ben vedere non c&#8217;\u00e8 una mano, \u00e8 tutto un intreccio, un incrocio, una perenne gimkana accazzodicane] Tieniti splendore. Oooooohhhh attenzione c&#8217; \u00e8 una mucca sdraiata in stradaaaaaaa!!!! [ non la vorrai mica svegliare&#8230;. \u00c8 sacra&#8230;.] un cane!! C&#8217;\u00e8 un cane che attraversaaaaaaa!!! \u00c8 pieno di capreeeee !!! Vai pianooooooohhhh!!!! (Dio che schifo ho ingoiato un insetto) Aspetta rallenta che ci sono due&#8230; Tre&#8230; Qua&#8230; Cinque in moto. CINQUE IN MOTO? Tre adulti separati da due cinni. Cosa ridi, maledetto, non ti distrarre che sta passando una jeep con 7 ragazzi sul tettoooo sterza caaaaaazzooooooo!!!! Schiva, per Shiva!!! SIETE PAZZI, BRAMHA WEIMERANER!!!! (Minchia sto masticando sabbia, che cazzo di strade).<\/p>\n<p>Poi, poich\u00e9 Visnu \u00e8 il Dio Conservatore (e io avevo bestemmiato gli altri due) arriviamo integri al tempio di Ranakpur.<\/p>\n<p>La meraviglia. La meraviglia di marmo bianco.<\/p>\n<p>Fra. Chiudi la bocca che entra la polvere.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6245\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20638985_10211671204550381_4577922590437165556_n.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20638985_10211671204550381_4577922590437165556_n.jpg 720w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20638985_10211671204550381_4577922590437165556_n-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 4: Udaipur &#8211; Jodhpur<\/p>\n<p>Esplorazioni<\/p>\n<p>Oggi sono stanca. Oggi mi \u00e8 piombata l&#8217;India addosso.<\/p>\n<p>Mi sono alzata all&#8217; alba per prendere un pullman senza ammortizzatori che doveva portarmi a Jodhpur in 5 ore e ce ne ha messe 7 e mezza. In 7 ore \u00e8 mezza avr\u00e0 preso 2200-2300 dossi artificiali che hanno rotto un totale di 462 vertebre di noi passeggeri, calcolando un centinaio di passeggeri soppalcati uno sull&#8217; altro e una media di 4,3 vertebre a testa (i dossi sono evidentemente progettati per rendere avventuroso ed esotico il tuo viaggio perch\u00e9 in una strada dritta in mezzo alla jungla non vedo altra utilit\u00e0). L&#8217; esperienza limite della sosta pipi \/sigaretta \/ caff\u00e8 mi porta a contatto per la prima volta con il Bagno Pubblico Indiano. Entrare l\u00ec dentro \u00e8 un&#8217; esperienza psichedelica.<\/p>\n<p>I muri sono cos\u00ec incrostati che lo spazio vitale \u00e8 ridotto di parecchi centimetri. In compenso il pavimento, ricoperto di liquami e insetti su cui tu devi camminare con le Ipanema, sembra infinito. Ti appare davanti agli occhi una sarabanda di immagini tipo Dumbo quando fa le bolle con la proboscide, in cui ti sfilano davanti i bagni di Tematic Arredi di via San Donato, immagine che poi evolve in un lazzaretto seicentesco, con i morti di peste nei sudari, che poi si trasforma nella sala degli Specchi di Versailles, che diventa una sequenza velocizzata della scissione di protozoi mortali. Poi ti bussano e ti accorgi che non ti sei abbassata neanche le mutande.<\/p>\n<p>In certe situazioni credo sia pi\u00f9 igienico farsela direttamente nelle panta e asciugarsi col sole, ma non ho avuto questa prontezza.<\/p>\n<p>Poi arrivi a Jodhpur. E qui vedi la metropoli in via di sviluppo . Col traffico, la sporcizia, la puzza, il rumore. Per\u00f2 vedi anche una fortezza da togliere il fiato, la storia millenaria, il fascino infinito dell&#8217; antica Asia.<\/p>\n<p>Se fossi nata nell &#8216;800 probabilmente sarei stata un&#8217; esploratrice. Mi ritrovo spesso ad immaginare la meraviglia di chi, arrivando dall&#8217; Europa, si trovasse davanti a tanta maestosa, inattesa, distante bellezza. Oggi mi sono immaginata di essere io per prima a raccontare in occidente di questa fortezza. Sarebbe stata una descrizione bellissima.<\/p>\n<p>Invece quello che posso raccontare \u00e8 la composta dignit\u00e0 degli uomini, delle donne, degli animali randagi, abituati da sempre ad una vita difficile. Forse. Forse difficile per noi che non possiamo immaginarla. Magari loro non riescono ad immaginare la nostra.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che ho capito.<\/p>\n<p>Ho capito che l&#8217; India non si pu\u00f2 visitare, come fanno i turisti. Non si pu\u00f2 nemmeno viaggiare come fanno i backpackers coi dread e lo zaino da globetrotter. Non si pu\u00f2 esplorare perch\u00e9 \u00e8 stato gi\u00e0 tutto trovato. L&#8217; India si deve guardare, senza giudizio. Senza paura. Senza fascinazioni anni &#8217;70. Te la devi far scorrere addosso per capirla. E in 15 giorni non la si pu\u00f2 capire. Quindi io cercher\u00f2 di assorbire pi\u00f9 che posso e vedere cosa mi lascer\u00e0 sulla pelle.<\/p>\n<p>Oggi sulla pelle mi resta la consapevolezza di quanto \u00e8 complicato il mondo.<\/p>\n<p>E 7 pizzichi di insetto.<\/p>\n<p>Che a me gli insetti invece mi trovano eccome.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 5: Jodhpur<\/p>\n<p>Piedi<\/p>\n<p>Jodhpur \u00e8 difficile. Se piove diventa estremamente difficile. Le strade si riempono di una fanghiglia scura, un percolato di rifiuti organici, pipi di cane\/gatto\/mucca\/capra, sputi (Madonna quanto sputano qui) e acque di scolo. La pioggia amalgama il tutto, e tu te lo ritrovi sui piedi. E per fortuna che hai le Ipanema, cos\u00ec appena puoi ti butti sotto l&#8217; acqua pulita e lavi via tutto.<\/p>\n<p>Pensa se avessi le All Star. Si impregnerebbero, loro e i calzini, e sai che baldoria di vibrioni l\u00ec dentro al calduccio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec sciabatti in giro pucciando le infradito nel brodo primordiale con l&#8217; arietta schifata, tanto che tutti ti chiedono: &#8220;Sei Francese?&#8221;<\/p>\n<p>No. Sono Italiana. L&#8217; arietta schifata \u00e8 per i piedi.<\/p>\n<p>Che poi. Piedi. Dopo 20 metri hai il percolato fino alle ginocchia. E per fortuna che ho il vestitino corto.<\/p>\n<p>E qui si apre il mistero delle donne indiane.<\/p>\n<p>Anche le pi\u00f9 povere hanno un&#8217; eleganza innata. Non importa che siano bambine o vecchissime. Le vedi camminare come principesse, lente e accorte, mentre si tengono i sari con le mani per non farli strisciare nella melma. Con le loro cavigliere e gli anelli agli alluci. Con i loro piedi puliti.<\/p>\n<p>Io sembro un porco sciatto.<\/p>\n<p>Sembro Titino dopo che si \u00e8 tuffato nella pozza.<\/p>\n<p>E loro eteree, con tutti i loro veli, il trucco, le mani dipinte, gli orecchini, i monili bellissimi sulla testa anche per spazzare via l&#8217; immondizia pi\u00f9 immonda dagli angoli delle strade.<\/p>\n<p>Sono bellissime. Anche quelle senza denti.<\/p>\n<p>Non sono neanche &#8220;femminili&#8221; perch\u00e9 il termine sottintende un genere, una sessualit\u00e0, un&#8217; umanit\u00e0 prosaica. Sono oltre. Sono la grazia incarnata.<\/p>\n<p>Voglio diventare anche io cos\u00ec. Voglio essere una principessa Indiana. Camminare regale in mezzo allo schifo del mondo, veleggiare intonsa sopra le brutture. Guardare le francesi e la loro arietta schifata e sorridere, indulgente e munifica, di tanta misera spocchia.<\/p>\n<p>&#8220;Sei Francese?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Sono una principessa Indiana, imbecille. &#8220;<\/p>\n<p>Mh. La strada per diventare eterea e superiore \u00e8 ancora lunga.<\/p>\n<p>E forse come prima cosa devo cominciare col lavarmi i piedi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6247 size-full\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20708043_10211661946838944_8928698814226827337_n.jpg\" alt=\"India del Nord - Foto di Francesca Pierantoni\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20708043_10211661946838944_8928698814226827337_n.jpg 720w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20708043_10211661946838944_8928698814226827337_n-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 6: Jodhpur &#8211; Jaisalmer<\/p>\n<p>That&#8217;s India!<\/p>\n<p>Ci sono almeno un paio di espressioni, a quanto \u00e8 dato di sapere a me che sono arrivata da 5 giorni, che possono avere un significato diverso in questo paese. La prima \u00e8 &#8220;Namaste&#8221; che a seconda di come la usi pu\u00f2 significare Buongiorno, Arrivederci, Grazie o Levati dal cazzo.<\/p>\n<p>La Seconda \u00e8 That&#8217;s India! Che pu\u00f2 voler dire &#8220;che meraviglia!&#8221; oppure &#8220;questa \u00e8 cultura millenaria&#8221; oppure &#8220;cosa minchia ti aspettavi?&#8221;<\/p>\n<p>Ora faremo un gioco.<\/p>\n<p>Si deve indovinare di che accezione si tratta.<\/p>\n<p>Devi partire con un treno notturno che dalla baraccopoli di Jodhpur ti porter\u00e0 nel cuore del deserto del Thar a Jaisalmer. La banchina \u00e8 gremita di gente all &#8216; inverosimile. Ma tu ha prenotato la tua cuccetta, quindi sei sereno. Arriva il treno, e tutta la folla si ammassa sgomitando verso le porte dei vagoni. Ti assale il dubbio che la tua prenotazione valga come il due di coppe con briscola spade. Ma ormai \u00e8 tardi. Ci sono comunque decine di persone davanti a te in attesa che si aprano gli sportelli. Anche perch\u00e9 cosa fai? Ti metti a sgomitare contro mamme con bimbi piccolissimi in braccio? Giochi a chi \u00e8 pi\u00f9 veloce con anziani decrepiti che fino a un minuto prima dormivano per terra? La prendi persa e bona. Si aprono le porte, e a quel punto tutti corrono e tu ti accorgi che tutti hanno in mano il tuo stesso foglio con la prenotazione, che su questo treno notturno \u00e8 obbligatoria, allora ti chiedi: ma allora cosa minchia spingete? Lo chiedi al tipo che dorme nella cuccetta di sotto che ti risponde : &#8220;\u00e8 che non siamo abituati al sistema di prenotazione, facciamo ancora col vecchio metodo. E poi non si sa mai. You know&#8230;. That &#8216;s India!&#8221;<\/p>\n<p>Hai quasi finito il contante, allora cerchi un bancomat. Metti la carta. PIN. WITHDRAWAL. (Prelevamento) Enter. Transaction denyed . Riprovi. Metti la carta. PIN. WITHDRAWAL. (Prelevamento) Enter. Transaction denyed .<\/p>\n<p>Vai a un secondo bancomat. Metti la carta. PIN. WITHDRAWAL. (Prelevamento) Enter. Transaction denyed . Vai a un terzo bancomat. Metti la carta. PIN. WITHDRAWAL. (Prelevamento) Enter. Transaction denyed .<\/p>\n<p>Ti piglia il panico. Entri in banca tra il disperato e il furibondo e ti dicono: &#8220;Devi mettere la carta. PIN. BALANCE. (Saldo) Enter.&#8221;<\/p>\n<p>Trrrrrrrrrrrr. Esce il contante. Sguardo di piet\u00e0 da parte dell&#8217; impigato allo sportello. Ma Cristo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 devo pigiare saldo invece che prelevamento?? &#8220;Eh lo so. A volte si incanta. But you know, that &#8216;s India!&#8221;<\/p>\n<p>Arrivi alle dune del deserto in moto (perch\u00e9 tanto hai capito che essendo da solo nessuno impegner\u00e0 la propria auto per te e basta, che paghi per uno. Piuttosto passano il cliente ad un amico con la moto che poi gli dar\u00e0 una piccola percentuale). A parte la gioia di girarti il paese in sella, sperimenti un&#8217; altra gioia assolutamente nuova. Il Selfie Post Coloniale. Metti che fori una gomma e raggiungi un chioschetto tipo bar sperduto lungo la strada, dove qualcuno si ingegnera&#8217; ripararti il pneumatico alla brutto Giuda, tipo avvitando una vite nel buco. Metti che allo stesso chioschetto si \u00e8 fermata anche una famiglia di 11 &#8211; 12 persone, tutte su un unica jeep, per risistemare il carico che sta portando sul tetto. Vedere una bionda in sella ad una moto bucata guidata da un indiano alto un metro deve essere cosa rara, quindi parte la caccia al Selfie. Prima timidamente. Di nascosto. Poi, visto che te ne accorgi, a quel punto sbragano tutti e 12 e ti mettono i bambini in braccio manco fossi il Papa: &#8220;Nice hair!! Nice eyes! Beautiful colors! Photo! Photo!! You are so cute, so strange!!&#8221; E la ragazzina adolescente che parla un po&#8217; meglio l&#8217; inglese: &#8220;noi ne vediamo pochi di turisti. Quelli che vediamo li fotografiamo perch\u00e9 sono bellissimi. Noi siamo tutti scuri in famiglia, you know, That&#8217; s India! &#8220;<\/p>\n<p>Bene. Per\u00f2 ora che mi avete fatto almeno 40 foto, allegra famigliola indiana, Namaste.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6248\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20840813_10211722257066662_8957201085645825727_n.jpg\" alt=\"India del Nord - Foto di Francesca Pierantoni\" width=\"614\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20840813_10211722257066662_8957201085645825727_n.jpg 614w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20840813_10211722257066662_8957201085645825727_n-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 7: Jaisalmer<\/p>\n<p>Indian Marketing strategies<\/p>\n<p>Jaisalmer, la Citt\u00e0 d&#8217;Oro, \u00e8 molto rilassante se vieni da Jodhpur. Non c&#8217;\u00e8 traffico. Non c&#8217;\u00e8 melma, non c&#8217;\u00e8 un vero e proprio slum. Ci sono catapecchie lorde e cadenti, ma non la povert\u00e0 da togliere il fiato della Citt\u00e0 Blu. Ci sono le montagne di immondizia maleodoranti, ma non la puzza suprema, la puzza definitiva di Jodhpur. Ci sono le capre che mangiano i rifiuti, i cani che si accoppiano, i maiali randagi e le mucche da rotonda. Le mucche da rotonda ad una certa ora della sera, dopo il tramonto, si ritrovano tutte insieme alla rotonda principale della citt\u00e0. Tutte insieme si sdraiano, e ciao. Basta rotonda. Le macchine, le moto, i tuk tuk si affrettano prima del tramonto, perch\u00e9 poi non c&#8217;\u00e8 verso di smuoverle, 20 , 25 mucche che ti guardano bovine dalla carreggiata. Quindi poi i mezzi devono fare il giro pi\u00f9 lungo, passando da dietro il forte.<\/p>\n<p>E non \u00e8 un problema perch\u00e9 non essendoci traffico, ci si allunga di poco. Jaisalmer \u00e8 rilassante, se vieni da una metropoli del terzo mondo. E se non passi per il mercato.<\/p>\n<p>Ehi my friend!! Da dove vieni? Sei francese? Che bella che sei, nice hair, nice style, magic eyes, hai 25 anni, vero? Photo!! Photo!! Ti offro un masala chay. Non vendo niente. Sei francese vero? No? Avrei detto che sei francese dal viso. Sei americana? No? Avrei detto che sei americana da come parli. Italiana? Si? Certo, si vede dallo stile dei vestiti. Italiana! Sonia Ghandi!! You know? Vieni che ti offro un t\u00e8, non vendo niente. Ohlala la mademoiselle! Parisienne? No? Avrei detto che sei francese. Photo!! Photo!! American woman! God bless America! Non sei Americana? Avrei detto di s\u00ec dall&#8217;accento. Vieni qui, non vendo niente.<\/p>\n<p>Poi ti cade l&#8217;occhio su qualche cosa che ti piace. Ma una frazione di secondo. Un niente. Neanche uno stimolo cerebrale, meno di un impulso nervoso, e quell&#8217;oggetto ce l&#8217;hai in mano.<\/p>\n<p>No senti, guardavo solo, non lo voglio un masala chay, non importa, non voglio offendere nessuno, vabb\u00e8 allora portami sto chay. Bello eh, molto bello questo bracciale \/ cavigliera \/ sari \/ vestitino \/ borsa \/ statuetta di Ganesh (Fra, come \u00e8 successo che per un attimo hai trovato bella la statuetta di Ganesh? Deve essere stato il bombardamento di &#8220;Sei Francese?&#8221; che deve averti confuso. Ora respira e allontanati) bello davvero, ma no guarda. Proprio no. Sto viaggiando senza bagaglio e non voglio caricarmi di roba. Ti ho detto di no. Basta chay, grazie sono a posto cos\u00ec. No. Non mi faccio convincere. Grazie ma no. Cosa? &#8220;SOLO&#8221; 800 rupie per sto coso? Guarda. Non esiste proprio. Te ne d\u00f2 200. Ahahahah!!! Non scherziamo. Neanche in Italia costa cos\u00ec tanto. Te ne do al massimo 250. 300 se ci metti pure la cavigliera. E portami un masala chay.<\/p>\n<p>Insomma \u00e8 finita che dopo un paio di ore mi hanno venduto due collanine. Tre paia di pantaloni. Un vestitino. Due gonne. Due monili da mettere in testa. Otto cavigliere. Un bracciale e una serratura antica. Che ho pagato una follia e la cui trattativa \u00e8 proseguita per tre masala chay, il te col latte tipico di qua. Per\u00f2 bella la serratura. Con la chiave e tutto. Pesa parecchio. La serratura di un bastione \u00e8 bella grossa.<\/p>\n<p>Si, mi sa che compro anche quel trolley l\u00ec.<\/p>\n<p>Poi basta che mi rimangono solo i soldi del tuk tuk per tornare in hotel.<\/p>\n<p>Solo che intanto era arrivato il tramonto. Le mucche da rotonda gi\u00e0 tutte stese. E niente. Ha dovuto fare il giro lungo. E ho dovuto passare in camera a prendere la differenza dei soldi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 8: Jaisalmer<\/p>\n<p>Meditazioni<\/p>\n<p>Ho notato una cosa bellissima. Qui tutti i viaggiatori si portano dietro carta e penna.<\/p>\n<p>Tutti scrivono.<\/p>\n<p>Con il taccuino. Tutti a buttare gi\u00f9 pensieri in analogico.<\/p>\n<p>Anche i ragazzetti inglesi che fanno colazione con porridge e birra.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 la meta in s\u00e9 stessa che attira viaggiatori con una forma mentis per la quale portarsi dietro un taccuino e una penna \u00e8 una cosa normale. O forse perch\u00e9 quello che vedi (e vedi tanta roba: gente, colori, animali, miserie e splendori) ti costringe a sfiatare , come le teiere. Come i termosifoni.<\/p>\n<p>Ad un certo punto devi buttare fuori per allentare la tensione. Allora ti metti a scrivere, perch\u00e9 \u00e8 nel lasciare un tratto su un foglio che il pensiero astratto prende forma concreta, \u00e8 nel momento della pallina che scorre sulla carta che un germe di sensazione di diventa comprensione vera.<\/p>\n<p>Alla fine la scrittura \u00e8 la forma occidentale della meditazione.<\/p>\n<p>Sono tornata al tempio giainista di ieri. Avevo bisogno di starci dentro ancora un po&#8217;.<\/p>\n<p>La luce che entra in questi luoghi di culto \u00e8 cos\u00ec diversa dal buio delle nostre chiese. \u00c8 la luce che da serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Un monaco in drappi colorati mi spiega che guardando negli occhi la statua della divinit\u00e0, sentir\u00f2 immediatamente una risposta, ma che \u00e8 l&#8217; animo con cui guarder\u00f2 la statua che influenzer\u00e0 quella risposta.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 mi sembra un po&#8217; il discorso di Quelo. La risposta \u00e8 dentro di te. Ma \u00e8 sbagliata. Trattengo a stento una risata vergognandomi moltissimo, perch\u00e9 so perfettamente che \u00e8 vero ci\u00f2 che dice il monaco, ma continua a tornarmi alla memoria &#8220;La seconda che hai detto&#8221;. Riacquisto un aplomb e ricomincio a seguire il discorso del monaco: voi cristiani sbagliate punto di vista. Non si deve &#8220;credere&#8221;. Si deve &#8220;sentire&#8221; Ed \u00e8 una cosa bellissima, se non che dal mantra monotono che intonano tutti gli altri monaci seduti a gambe incrociate a un certo punto si leva un grido: &#8220;RIO! &#8220;<\/p>\n<p>Mi parte in automatico il pensiero dei monaci tutti in cerchio che fanno:&#8221;PEPPE&#8217; PEPPEREPPE&#8221; PEPPE&#8217; PEPPEREPPE'&#8221;.<\/p>\n<p>Non resisto. Comincio a ridere e fingo in modo acrobatico un attacco di pianto mistico. Poi scappo fuori a scompisciarmi da sola.<\/p>\n<p>Sono la pippa mondiale della meditazione.<\/p>\n<p>Per chiudere in bellezza il mio passaggio a Jaisalmer (e per scappare dai mercanti &#8220;sei francese?&#8221; ) decido di farmi fare un massaggio Ayurvedico. Mi portano in una stanzetta luridina. Incensi e musichina d&#8217; ordinanza. Rilassati. Lasciati andare.<\/p>\n<p>Che \u00e8 difficilino, visto che ci sono 4 gradi in stanza. Ma \u00e8 un problema che dura poco, perch\u00e9 tanto qui salta la luce ogni 20 minuti e infatti&#8230;. pop. Namaste all&#8217; aria condizionata. Comincio a rilassarmi davvero. Il massaggio \u00e8 veramente benefico. L&#8217; unica cosa negativa \u00e8 l&#8217; oliazzo putrido e maleodorante con cui mi hanno cosparso. Vabb\u00e8, una bella doccia al volo prima di cena e mi lavo via tutto. Tanto stamattina ho fatto tutti i passaggi Kerastase e ho i capelli puliti, profumati e meraviglio&#8230;. And now the best part of the massage Franshesha. The head. The two most important chakra&#8230;<\/p>\n<p>E mi piazza le manazze con l&#8217; oliazzo sulle onde ricette perfette, modellate dal vento.<\/p>\n<p>Visualizzare modi cruenti di uccidere una massaggiatrice non vale come meditazione vero?<\/p>\n<p>L&#8217; ho gi\u00e0 detto che sono una pippa?<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6249\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20841838_10211716260716757_1385979430755701112_n.jpg\" alt=\"India del Nord - Foto di Francesca Pierantoni\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20841838_10211716260716757_1385979430755701112_n.jpg 720w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20841838_10211716260716757_1385979430755701112_n-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 9: Bikaner<\/p>\n<p>Nel Vecchio Rajasthan quante bestie ha lo zio Kaan C&#8217;\u00e8 la mucca.<\/p>\n<p>Anzi ce ne sono a centinaia. A migliaia. La mucca non \u00e8 imperturbabile come pensiamo noi in Europa. La mucca \u00e8 imprevedibile. La mucca vive in strada e non ha le frecce. L&#8217;abilit\u00e0 dell&#8217;Indiano alla guida si vede dalla capacit\u00e0 di leggere nel pensiero dell&#8217;animale. Tra l&#8217;altro, le scene di inseguimento dei film d&#8217;azione americani con gli scarti all&#8217; ultimo secondo prima dell&#8217;impatto le girano qui. Sicuro.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 pagare degli stuntmen visto che qui \u00e8 gratis?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 il cane.<\/p>\n<p>Centinaia di cani. Tenerissimi. Che tra due mesi saranno centinaia alla sesta, calcolando come 6 il numero medio di cuccioli concepito negli accoppiamenti che ho visto live in giro per le citt\u00e0.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 la capra.<\/p>\n<p>Riccetta. Nera. A pelo lungo. Carinissima. Sembra uno barboncino. Cattiva come un mastino da guardia.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 l&#8217;elefante. Dipinto. Istoriato. Costretto nel traffico. Una spina nel cuore.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 il cammello. Che si riconferma anche in Rajasthan come un animale superiore, per il suo odio manifesto nei confronti dell&#8217;uomo, di cui disprezza con occhio superiore l&#8217;inaccettabile ruolo di comando, scalciando, soffiando, tentando la fuga ad ogni distrazione e che, una volta riacchiappato dice Namaste.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 il pipistrello. Da piccino a gigante. Il minigeko, che \u00e8 un robino delizioso ma se ti cade in faccia di notte c&#8217;\u00e8 chi urla fino a far arrivare il receptionist dell&#8217;albergo. Non \u00e8 successo a me. A una mia amica.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 il gatto.<\/p>\n<p>Uno in tutto il Rajasthan. Per un attimo ho temuto se li mangiassero. Poi ho capito che il gatto \u00e8 un animale troppo fighetto per accettare di vivere in strada con tutti questi altri homeless.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 il pavone, che \u00e8 l&#8217;animale nazionale, c&#8217;\u00e8 il maiale randagio, tutto pieno di croste, con la rogna e spelacchiato, la lucertola del deserto, gli scoiattoli ladri di offerte votive nei templi, le scimmie, che in effetti sono dispettose come scimmie, e infingarde anche, e ti tirano i capelli appena dai loro le spalle ( vedi, scimmia, se mi tiri i capelli con quelle zampacce bananate appena che ho fatto il kerastase che fine che fai, scimmia. Visto mai Indiana Jones e il tempio maledetto?) E ci sono i topi.<\/p>\n<p>E qui a Bikaner c&#8217;\u00e8 un tempio in cui si venerano. Un tempio pieno di topi sacri. E come dice testualmente La Fio: &#8221; e&#8217; chiaro il loro meccanismo: non riusciamo a disfarcene quindi facciamo che son sacri. Allora pure io c&#8217;ho la cellulite sacra.&#8221;<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 Kaan, il tuk tuk che mi ha portato in giro oggi. Vedendo che mi scioglievo ad ogni quadrupede pieno di croste mi ha portato a casa sua un attimo perch\u00e9 anche lui ama tanto gli animali e mi ha fatto vedere quattro canarini disperati chiusi in una gabbietta infame. Quando gli ho fatto presente che povere bestie vivevano male, perch\u00e9 le teneva rinchiuse in quel modo crudele? mi ha detto che quei canarini sono i suoi animali preferiti. Che gli vuole bene davvero. Mica come la sua mucca che va in giro sa sola e torna di sera, o il suo cane che fa bisboccia fino all&#8217; alba con gli altri regaz.<\/p>\n<p>Quindi bestie indiane, sappiate che tutto sommato \u00e8 meglio essere randagi. O sperare in un upgrade e diventare sacri.<\/p>\n<p>Di zanzare ce ne sono a miliardi. Ma sono tutte mie.<\/p>\n<p>Ie ie oooooohhhh.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 10: Jaipur<\/p>\n<p>The King of Bollywood<\/p>\n<p>Arrivo a Jaipur alle 6 del mattino dopo aver viaggiato in treno tutta la notte. Il treno indiano \u00e8 un&#8217;esperienza che potrebbe essere resa solo in una vecchia puntata di quel telefilm grottesco che si chiamava &#8220;Ai confini della realt\u00e0&#8221; o dal pi\u00f9 moderno Black Mirror nelle puntate pi\u00f9 disturbanti.<\/p>\n<p>Mollo le valigie e mi butto nella bolgia di Jaipur.<\/p>\n<p>Tra i mille &#8220;Sei francese&#8221; spicca un ragazzo veramente bellissimo. Seduto in un bar, mi vede passare e rapito dal mio fascino mi chiede se sono francese. No. E blabla. Mi colpisce perch\u00e9 non vuole vendermi niente. Cos\u00ec, bella serena mi ci metto a parlare. Parla italiano benino, viene spesso a Milano a fare qualche lavoro come modello, (\u00e8 stato Mr Rajasthan) e a fare spettacoli, perch\u00e9 \u00e8 un ballerino do Bollywood. Ma dai, dico io, che bello! Insomma, ve la faccio breve, mi carica in moto e mi porta nella periferia pi\u00f9 estrema nella scuola di ballo dove insegna. Ok. Dai ho capito. Vuoi vendermi la lezione di ballo. Ci sto alla grande. Quanto vuoi? Niente. Se vabb\u00e8. Vedremo alla fine. Un&#8217;ora di danza bollywood in uno scantinato con altri due ragazzi. Favoloso. Mi son divertita come una pazza. Bene, grazie, fantastico, quanto costa? Niente. La tua compagnia a cena. E qui mi insospettisco. Perch\u00e9 secondo me questo Manny \u00e8 gay. Poi pu\u00f2 essere che sbagli. Per\u00f2 boh. I modi. Le mani. La voce. Ballerino. Modello. Mr Rajasthan&#8230;. Non scherziamo. Gli dico: &#8220;chiss\u00e0 quante ragazze hai!&#8221; lui ride e mi dice: &#8221; No ho un ragazzo.&#8221; Io non faccio una piega. Mi complimento tra me e me per l&#8217;occhio infallibile. Lui mi fa: &#8221; ho detto ragazzo&#8230;. &#8220;<\/p>\n<p>e io: &#8220;ho capito&#8221; e lui : &#8220;nel senso di uomo!&#8221; e io: &#8220;ho capito, amico. Guarda che dalle mie parti \u00e8 accettabilissimo anche senza schiamazzi&#8221;<\/p>\n<p>A questo punto comincia a dire che scherzava, che non \u00e8 vero, che un gioco. A me frega cazzo, anzi meglio, cos\u00ec gli pago la cena come ringraziamento e non devo neanche stare tesa perch\u00e9 chiss\u00e0 cazzo vuole. Invece.<\/p>\n<p>Invece comincia con delle avances sempre pi\u00f9 esplicite. Che io boh. Cio\u00e8 non \u00e8 che sono da cacciare via, ma sto tronco di Sandokan, 24 anni, che mi si vuole fare, a me, tutta sudata, lorda coi piedi indiani, stanca morta e struccata, con tutto che secondo me continui ad essere gay&#8230; Boh a me mi pare strano assai. E questo che a pi\u00f9 riprese tenta di infilarmi la lingua dappertutto, e io che minaccio di gettarmi al volo dalla moto e di tornare in hotel col tuk tuk. Al che si placa. Arriviamo al mio albergo, dove avremmo cenato, poi tu te ne vai affanbrodo, e io vado a dormire. Invece no. Perch\u00e9 a 20 metri dal mio albergo abita un super Guru famosissimo che \u00e8 il suo maestro di vita e io lo devo conoscere. Allora. Se l&#8217;alternativa era cenare con questo che mi mette le mani dappertutto, allora meglio il guru, che cos\u00ec oggi facciamo filotto con le esperienze paradossali.<\/p>\n<p>Questo guru super famoso abita in un tugurio con due discepoli. Uno \u00e8 suo figlio di undici anni. L&#8217;altro \u00e8 un suo amichetto che passa il pomeriggio a giocare in strada con lui. E vabb\u00e8. Stai a guardare al discepolo&#8230;&#8230;<\/p>\n<p>Mi fa entrare in una stanzetta che dici minchia se non era un superguru dove mi riceveva? Nel cesso pubblico sulla strada per Jodhpur? E vabb\u00e8. Stai a guardar la stanzetta&#8230;&#8230; Si siede di fronte a me. Mi da un foglio e mi dice scrivi il tuo nome e la tua data ti nascita. Io eseguo. Scrivo 30 marzo. &#8220;Ah. Pesci. Certo. E\u2019 evidente che sei dei Pesci.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;&#8230;&#8230;. Veramente sarei ariete&#8230;..&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;no ti sbagli. Pesci. 03 marzo \u00e8 pesci.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.&#8221;<\/p>\n<p>\u201cah no scusa \u00e8 che da qua di fronte vedevo il numero girato&#8221;<\/p>\n<p>Io gi\u00e0 gongolo pensando al diario da scrivere quando finalmente tutti i pezzi vanno al loro posto: &#8220;Sei molto potente. Hai una grande energia. Per\u00f2 non indossare biancheria scura. Hai il terzo chakra chiuso. \u00c8 un casino. Bisogna aprilo. Per aprilo devi portare al collo due pietre preziose che guarda caso tengo qui nel cassetto e per un ottimo prezzo&#8230;&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Al che non faccio una piega. Prendo il tempo per decidere. Tanto domani sono qui. Tanto domani recuperiamo la nostra cenetta che ora sono tanto tanto stanca. Namaste Guru. Namaste King of Bollywood.<\/p>\n<p>Indovinate cosa stringevo in tasca salutando? Il biglietto per domani per Agra.<\/p>\n<p>Oh comunque a ballare era bravo. Si sa che i gay hanno un dono.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6250 size-full\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20841888_10211749378224674_1631267151593035971_n.jpg\" alt=\"India del Nord - Foto di Francesca Pierantoni\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20841888_10211749378224674_1631267151593035971_n.jpg 720w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20841888_10211749378224674_1631267151593035971_n-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 11: Jaipur &#8211; Agra<\/p>\n<p>Gli inganni della lingua<\/p>\n<p>In India l&#8217; ostacolo della lingua pu\u00f2 essere un problema serio. Qui tutti parlano inglese, ma l&#8217;inglese che parlano \u00e8 bastardo come i loro cani randagi. Quindi spesso capirsi diventa complesso.<\/p>\n<p>Tipo che quando prenoti una camera singola, pagando gi\u00e0 con la carta di credito, dicendo che arrivi da sola, il gestore eluda di capire Singola e ti mostri un antro atroce a sei letti dove gi\u00e0 dormono 4 Nibelunghi e una Valchiria obesa. Al che tu fai presente ONE SINGLE ROOM e lui ti dice: &#8220;ma come&#8230; Quelli che viaggiano da soli vogliono il letto in ostello&#8230;.&#8221; A quel punto ti viene la luce assassina negli occhi, che \u00e8 quella la vera lingua universale, e magicamente spunta la tua camera. Sorry Madam. Misunderstanding.<\/p>\n<p>O paraculism. Eh. Diciamolo.<\/p>\n<p>Prendi il solito tuk tuk, per farti portare dalla stazione. Ehi hello! Sei Francese,? Ah! Italia!! Schiau amigu! Como estas? Sonia Ghandi! Juve! Milan! &#8220;vai piano!&#8221;.<\/p>\n<p>Che tra le 4 parole in italiano imparate dal tuk tuk ci sia &#8220;vai piano&#8221; offre un quadro esaustivo della situazione.<\/p>\n<p>Il cibo in India \u00e8 buonissimo. Per\u00f2 dopo qualche giorno senti che il tuo stomaco ti odia. Te lo esprime con bruciori furibondi, gli stessi che hai sulle labbra e sulla lingua. Queste spezie gialle che usano, che sono curry, cumino, masala e boh, insieme fanno un mix che alla lunga diventa mortale. Ogni tanto devi fare uno stop. Cibo cinese. Finti hamburger vegetariani. Quando non trovi altro, riso bianco e pane al burro. &#8220;e poi madam?&#8221; &#8220;niente. A posto cos\u00ec&#8221; e ti guardano con compatimento come guardiamo noi gli americani che ordinano la pizza col cappuccino.<\/p>\n<p>Io, lo giuro, non ho mai mangiato cibo italiano all&#8217;estero per una sorta di razzismo culinario alla rovescia, e anche perch\u00e9 di solito il cibo italiano all&#8217;estero fa cagare. Ma oggi, col bruciore furibondo, ho visto il Ristorante Desert Delite e non ho resistito. Ma non al richiamo del patrio cibo. All&#8217;impulso della gag che mi suggeriva l&#8217;insegna fuori: italion restaurant. Entro. Mi siedo ed ordino Ono dosh of delocious italion spogotti.<\/p>\n<p>Non ha fatto una piega. Non si \u00e8 accorto di nulla e me li ha portati. Quindi due volte l&#8217; ho presa in saccoccia. Per la gag che non mi ha cagato nessuno. E per il cibo che ovviamente faceva cagare.<\/p>\n<p>Vado a fare il biglietto per Agra e dopo una fila lunghissima finalmente \u00e8 il mio turno. Il bigliettaio mi guarda come si guardano gli imbecilli e batte la mano sul vetro all&#8217;altezza di una scritta in Hindi. Lo guardo smarrita e mi si incazza. Non lo vedo che quello \u00e8 uno sportello per gli indiani? Ma vogliamo noi stranieri stare un po&#8217; attenti, Krishna? Sempre a fargli perdere del tempo. Quando bastava leggere.<\/p>\n<p>Mi allontano indignata smadonnando a mezza voce &#8220;cosa devo leggere che \u00e8 scritto in hindi&#8221; alzo gli occhi davanti allo sportello indicato e vedo una scritta enorme in rosso in inglese che dice &#8220;FOREIGNERS TICKETS DESK&#8221; \u00e8 un foglietto di carta con su scritto a penna &#8220;PLEASE TAKE THE GOOD DESK&#8221;.<\/p>\n<p>Eh per\u00f2 se siete pignoli.<\/p>\n<p>Giorno 12: Agra &#8211; Tundla<\/p>\n<p>Lacrime<\/p>\n<p>SPOILER ALLERT: il report di oggi non \u00e8 divertente o argutamente buffino. E non \u00e8 per animi sensibili. Tanto vi dovevo.<\/p>\n<p>Agra, la citt\u00e0 del Taj Mahal, a dispetto di quanto si possa pensare, \u00e8 una citt\u00e0 poverissima.<\/p>\n<p>Lo splendore della tomba pi\u00f9 bella del mondo, in cui ogni pi\u00f9 piccolo dettaglio \u00e8 replicato in una perfetta simmetria su tutti e quattro i lati, stride come un gesso sulla lavagna con la miseria assoluta di tutto ci\u00f2 vi sta intorno.<\/p>\n<p>La storia racconta di un imperatore che perde la bellissima moglie e, disperato, in suo ricordo fa erigere questo capolavoro di marmo bianco intarsiato di pietre semipreziose. Nei secoli poi, l\u00ec accanto \u00e8 stata costruita una moschea.<\/p>\n<p>Per entrare al Taj Mahal non si possono portare armi, coltelli, accendini, non si pu\u00f2 fumare e non si pu\u00f2 avere il rossetto sulle labbra.<\/p>\n<p>Il che \u00e8 strano, e stride con tutta la storia. Entrare col rossetto \u00e8 come portare rispetto a quella bellezza che ha mosso tanto ingegno, tanto sforzo, tanto amore.<\/p>\n<p>Poi io me lo levo senza storie, per carit\u00e0, per rispetto della moschea e delle indicazioni che mi vengono date. Ma non so se l&#8217; imperatore e la sua bellissima moglie, sepolti vicini, sotto la cupola perfetta, sarebbero contenti.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 la Agra di oggi. Quella cadente. Quella sporca. Con tutti i bancomat che non funzionano. Con i bambini luridi e nudi. Con le capanne improvvisate lungo le strade che sono case e botteghe. Con gli animali che razzolano nell&#8217;immondizia.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un cane ad Agra (e spero che ci sia ancora per poco) tutto storto, con le zampe che vanno ognuna per i fatti suoi e questo cane ha una specie di avvallamento sul dorso, tipo una ciotola nera che va in dentro. Caracolla. Cade. E dalla ciotola si leva un nugolo di mosche che andavano a coprire un buco di carne viva. Un cane mangiato a met\u00e0 da qualche infezione.<\/p>\n<p>Non ce la faccio. Comincio a piangere, sul tuk tuk che mi porta di bancomat in bancomat. Un pianto che si porta dentro tutto. I cani malati, le mucche scheletriche, gli elefanti schiavi, i cobra a cui tolgono il veleno. I bimbi nudi. Ma sono gli animali che mi dilaniano l&#8217;anima. Questi esseri indifesi, puri, queste vittime deboli e vessate. Come i bambini. Ma gli animali ancora di pi\u00f9. Il dolore che provo per loro \u00e8 grandissimo.<\/p>\n<p>Questo cane mi ferira&#8217; per tutta la vita.<\/p>\n<p>Vorrei tanto abbracciare Peo.<\/p>\n<p>Giorno 13: Varanasi<\/p>\n<p>I fuochi<\/p>\n<p>Sono arrivata a Varanasi di notte. Dopo l&#8217;ennesimo viaggio in treno. Stanca, sporca, sudata, senza un soldo in tasca perch\u00e9 gli sportelli ATM non funzionano mai. Arrivo in questo albergo molto bello, costosissimo per i canoni indiani, e penso che sono contenta di tornare a casa. Che ho fatto bene a tenere questa citt\u00e0 come ultima tappa di questo viaggio, perch\u00e9 qui tutto \u00e8 ancora pi\u00f9 amplificato in termini di sporcizia, puzza, miseria e difficolt\u00e0 a 360 gradi.<\/p>\n<p>Incontro Rishi, un ragazzo &#8220;Sei Francese?&#8221; e inizialmente non lo cago. Continua a seguirmi. Parla un inglese comprensibile, dice cose interessanti sulla sua citt\u00e0. Diventa la mia guida, perch\u00e9 capisco dopo pochi passi insieme a lui che questa citt\u00e0 se non hai un appiglio ti fagocita.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9. Diventa il Virgilio di questo Inferno.<\/p>\n<p>Lo seguo. Lui mi accompagna.<\/p>\n<p>Mi accompagna attraverso un percorso che non \u00e8 fatto di strade. \u00c8 fatto di budella.<\/p>\n<p>Quelle degli esseri umani che incroci nei vicoli pieni di cacca, pipi, gente che vive negli anfratti. Delle budella spesso in vista degli animali squarciati da una vita peggio che medievale. Delle tue. Che ti si torcono davanti a immagini che non posso descrivere perch\u00e9 non ci sono parole, non ce ne saranno mai, per dire la morte e la vita. Per come ti scorrono addosso, la morte e la vita, e dentro, attraverso gli occhi e le narici, come ti colpiscono e ti picchiano duro.<\/p>\n<p>Non ha senso. Non si pu\u00f2 dire. Per pudore. Per rispetto. Perch\u00e9 \u00e8 inutile. Se ti racconto a parole, faccio il verbale della denuncia di questi colpi inferti. Lascio la fredda cronaca. Tolgo il dolore.<\/p>\n<p>Il prezzo al chilo della legna. I barbieri che rasano le teste dei parenti. Le fiamme che sciolgono. Come faccio? Come faccio a dire cosa ho nelle budella.<\/p>\n<p>Io non sono capace.<\/p>\n<p>Posso dire che non si riesce a piangere. Perch\u00e9 non \u00e8 un dolore tuo. Perch\u00e9 non puoi togliere le lacrime a chi accende le pire. Ai figli. Ai padri. E loro non piangono. Le donne le lasciano fuori. Che quelle invece frignano eccome, ma non c&#8217;\u00e8 niente da frignare. &#8216;Che se muori qui salti tutte le altre incarnazioni terrene e fili dritto nel Nirvana, quindi cosa piangi?<\/p>\n<p>Posso dire che certe immagini non le riesci a guardare non perch\u00e9 facciano orrore, ma per pudore. Perch\u00e9 un po&#8217; ti vergogni ad essere vivo, a essere li, coi tuoi piedi sporchi che poi stasera nel tuo albergo di lusso laverai.<\/p>\n<p>Posso dire del fumo, delle fiamme che prima sono piccine poi diventano altissime, del caldo infernale del fuoco che arde sempre. Giorno e notte, sempre. Tutti i giorni. Tutti i giorni. Sempre.<\/p>\n<p>Il resto non lo dico. Non sono ancora pronta. Ce l&#8217;ho nelle budella, ancora. Ce l&#8217;ho troppo dentro per riuscire ad aprire la bocca e a farlo uscire. Devo lasciarlo l\u00ec un po&#8217;. Sentire come si assorbe nel mio corpo, nella pancia, negli occhi e nel cervello. Poi potr\u00f2 dirlo con la lingua, o con le dita su una tastiera.<\/p>\n<p>Varanasi \u00e8 una citt\u00e0 sacra. E lo \u00e8 davvero.<\/p>\n<p>Lo capisci alla sera, all&#8217;ora della Cerimonia di ringraziamento del Ganga, il grande Fiume, quando navighi su un barcone le sue acque fangose, terribili e sante, con le tue budella attorcigliate piene di roba che ancora devi accettare, prima che capire.<\/p>\n<p>Senti che qualcosa dentro di te si scioglie. Senti un calore dentro, nonostante stia diluviando sul tuo vestino a fiori ormai a brandelli. Senti che c&#8217;\u00e8 un ritmo nel creato. Un disegno. C&#8217;\u00e8 qualcosa di superiore che ti deresponsabilizza, a te, piccolo umano col vestitino a fiori. Che non \u00e8 colpa tua, vai in albergo a lavarti i piedi e sii felice. Che tutto scorre, come queste acque vorticose e atroci, piene di cadaveri e candele votive. E prega. Prega chi vuoi. Ma senti che questo mondo, nonostante i fuochi, i cani squarciati, la cacca nelle strade \u00e8 un mondo bellissimo.<\/p>\n<p>Virgilio ti guarda e ti dice: &#8220;\u00c8 la prima volta che sorridi oggi. Visto? Varanasi \u00e8 una citt\u00e0 magica&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6251\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20915225_10211736953194056_2510216935409454416_n.jpg\" alt=\"India del Nord - Foto di Francesca Pierantoni\" width=\"625\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20915225_10211736953194056_2510216935409454416_n.jpg 625w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/20915225_10211736953194056_2510216935409454416_n-195x300.jpg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0Giorno 14: Varanasi<\/p>\n<p>Stanchezze<\/p>\n<p>Sono arrivata a Varanasi molto provata, dopo una notte in treno, dopo l&#8217;impatto pesante con lo slum di Agra, dopo 13 giorni di peregrinazioni senza sosta, dopo aver lavato vestito e mutande quotidianamente, per poi rimetterli al mattino ancora umidini, dopo aver viaggiato sul serio.<\/p>\n<p>Ero stanca. Ho pensato che fosse un bene essere rimasta un giorno in pi\u00f9 del previsto a Jaisalmer, giorno rubato a Varanasi per la rilassante bellezza del mio albergo e per il fascino della cittadella e del deserto.<\/p>\n<p>Dopo il Cane di Agra temevo il peggio.<\/p>\n<p>Varanasi \u00e8 lo spettro pi\u00f9 cupo dell&#8217;India, quindi forse del mondo intero, e io non avevo pi\u00f9 voglia di stare male.<\/p>\n<p>Poi questa cosa dei bancomat che non danno soldi e mi ti trovo sempre a girare come una cretina in cerca di contanti, mi innervosiva. Insomma, ero contenta che stavo per tornare a casa. Due giorni a Varanasi, nel posto pi\u00f9 difficile del mondo erano pi\u00f9 che sufficienti.<\/p>\n<p>Notti in sleepers class, capelli bisognosi di Kerastase, piedi indiani e scoramento da treno in ritardo di un&#8217;ora e mezza, mi convincono che anche basta guest house dignitose ma squallidine. Ho bisogno di riposo. Di un bagno con una parvenza di occidente, con l&#8217;acqua caldissima che scende per benino. Una camera bella come nel deserto, dove rifugiarmi dopo le giornate intense che avrei scelto di vivere. La prima notte me la gioco col ritardo del treno, che invece che alle 3 del mattino arriva alle 5. Taxi per la citt\u00e0 e soste multiple per cercare un cazzo di ATM che eroghi banconote vere e non il solito lezioso foglietto &#8220;Benvenuto in India, ci dispiace un sacchissimo ma non possiamo inoltrare la tua richiesta&#8221;. Quindi check in in hotel alle 6, dove mi presento con un diavolo per capello, dicendo che non trovo contante, e ho bisogno di un&#8217;agenzia di quelle strozzine che ti strisciano la carta in cambio della cessione della tua anima. L&#8217;indianone baffuto alla reception valuta velocemente il vestitino mangiato dalla capra, i capelli alla brutto Giuda, i piedi indiani e la storia dei contanti e mi dice &#8220;Paga subito, vero Madam?&#8221;<\/p>\n<p>E quanto te la tiri, amico Indianone. Tie&#8217;. Ecco la carta. Guarda che i soldi ci sono. Sono i vostri cazzo di sportelli che confondono saldo con prelevamento e hanno i circuiti mangiati dai topi per cui non vanno mai. Striscia sta carta e dimmi che ci sono i soldi. Subito, porco diavolo, che mi sta salendo l&#8217;ansia.<\/p>\n<p>Ok Madam. Signature.<\/p>\n<p>Madonna che paura. Comunque, tra una pippa e l&#8217;altra sono le sette, quindi apre il ristorante per la colazione. Si fanno le otto, non ho dormito niente ma che fai, sei venuto a Varanasi a dormire? Tanto sono cos\u00ec stanca che star\u00f2 in giro un po&#8217; poi torno a fare un riposino al pomeriggio, poi a letto presto poi dormo fino alle 11, che di miserie e scoramenti ne avr\u00f2 avuto abbastanza. E poi.<\/p>\n<p>Poi ti piomba addosso tutto. I fuochi. Le bestie malate, i tuguri malsani con la gente che dorme, I bimbi lavati nel fango del Ganga. Eppure.<\/p>\n<p>Eppure non valuti nemmeno per un istante la possibilit\u00e0 riposino, perch\u00e9 questa citt\u00e0 ipnotica ti attira in un vortice che ti tiene l\u00ec con s\u00e9.<\/p>\n<p>Ti dice &#8220;Guardami. Sono la potenza della vita. Sono il dominio della morte. Sono Vishnu il Costruttore e Shiva il Distruttore. Guardami e valuta tu cosa \u00e8 giusto, cosa \u00e8 sbagliato. Guardami nell&#8217;assurda bruttezza dei miei angoli pi\u00f9 vomitevoli, guardami con il mio piscio e con la merda. Guardami negli occhi dei cani, guardami nelle botteghe raccapriccianti, negli scoli di acqua putrida e dimmi se vedi pi\u00f9 vita o pi\u00f9 morte&#8221;.<\/p>\n<p>E quando una citt\u00e0 ti parla, e Varanasi ti parla davvero, sono parole che non senti con le orecchie, ma le senti davvero, che fai? Vai in albergo a riposare o cerchi la risposta?<\/p>\n<p>Io, per quanto stanca, ho cercato la risposta.<\/p>\n<p>E la risposta l&#8217;ho avuta alla Cerimonia.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 vita. E quanta vita., se ce ne \u00e8 pi\u00f9 di quanta sia la morte.<\/p>\n<p>Questa citt\u00e0 \u00e8 davvero Sacra. Questa citt\u00e0 \u00e8 magica. Ti fa suo. Ti ammalia. Ti d\u00e0 le chiavi dell&#8217;umanit\u00e0, della tua umanit\u00e0. Ti mette in contatto con le tue corde profonde, quelle che non hai mai sentito suonare.<\/p>\n<p>Ero stanca. Volevo tornare. Ora vorrei restare molto, molto di pi\u00f9, a non dormire.<\/p>\n<p>Ovviamente ho dormito pochissimo.<\/p>\n<p>All&#8217;alba ero di nuovo in riva al Grande Ganga.<\/p>\n<p>A guardare.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Giorno 15: Varanasi &#8211; Delhi &#8211; Munich &#8211; Bologna Il senso del VIAGGIO L&#8217; ultimo atto della mia India \u00e8 ora. Su questi tre aerei. In questi tre aeroporti per un triplo salto che da Varanasi, il mondo pi\u00f9 lontano che io abbia mai visto, mi riporter\u00e0 a casa. Le mie lenzuola. Le mie tazze. Il mio cane.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato IL viaggio.<\/p>\n<p>Ripenso ad ogni passaggio, in attesa degli imbarchi.<\/p>\n<p>Se scompongo il concetto &#8220;VIAGGIO IN INDIA&#8221; mi accorgo che ho analizzato tantissimo il concetto INDIA, e pochissimo il concetto VIAGGIO.<\/p>\n<p>Che invece \u00e8 altrettanto importante. Anzi. Forse pure di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il senso del Viaggio l&#8217;ho capito a Tundla, un paesino piccolo, fuori da ogni passaggio turistico. Io ci sono finita perch\u00e9 da Agra i treni per Varanasi erano pieni, cos\u00ec sono partita da questa stazione sconosciuta.<\/p>\n<p>Li sono stata veramente &#8220;la straniera&#8221; con la gente incredula che rideva al mio passaggio.<\/p>\n<p>Li ho realizzato un sogno: sono stata esploratrice.<\/p>\n<p>Ho mangiato in una baracca di lamiera arrugginita sulla strada, insieme ai vecchi del villaggio. Sono stata oggetto di ilarit\u00e0, di sospetto, di scherno. Mi sono fatta toccare i capelli blu, che forse la leggenda di qualche biondo era arrivata fino in paese, ma di sicuro mai avevano visto una straniera coi capelli blu.<\/p>\n<p>Ecco il senso. Non avere paura. Paura di essere soli, paura di ammalarsi, paura di essere oggetto di qualche violenza.<\/p>\n<p>Quello che ho esplorato non \u00e8 stato il paesotto di Tundla, quello che ho esplorato \u00e8 stato cosa succedeva dentro di me al mio passaggio a Tundla. E dentro di me ho sentito una lucidit\u00e0, una attenzione a cosa mi capitava intorno, una prontezza a cogliere ogni stimolo, che mi ha dato un&#8217;ebbrezza strana.<\/p>\n<p>E non ho avuto paura, con tutti e 5 i sensi allertati. Nessuna paura, anche se non c&#8217;erano esperienze pregresse, perch\u00e9 nessuna guida parla di Tundla.<\/p>\n<p>Mi sono sentita vivissima. Presente a me stessa, in sfida con il &#8220;fuori&#8221; da me.<\/p>\n<p>La stessa sensazione che provo quando corro forte in macchina.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 esplorare, per me. Ed \u00e8 stato esaltante.<\/p>\n<p>E questa lucidit\u00e0, questa non paura mi ha accompagnato in tutte le tappe di questo viaggio. Mi ha fatto fare cose che mai avrei immaginato, mi ha fatto vivere come quando facevo improvvisazione teatrale.<\/p>\n<p>Qui ed ora. Si&#8230; E.<\/p>\n<p>Senza alcuna pianificazione, senza paletti, senza pregiudizi, senza condizionamenti. Solo cos\u00ec si \u00e8 in Viaggio. In totale immersione nel tempo e nello spazio in cui ti stai muovendo.<\/p>\n<p>Ecco come ho fatto a fare tante esperienze in 15 giorni soli.<\/p>\n<p>&#8220;Ma tu sei matta&#8221; &#8220;Ma non hai paura!?&#8221;<\/p>\n<p>No. Non sono matta. E non ho paura.<\/p>\n<p>Sono in viaggio.<\/p>\n<p>Sono un&#8217;esploratrice.<\/p>\n<p>Poi atterro. E trovo un&#8217;amica con un cartello oltre la sliding door degli arrivi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 bellissimo anche tornare.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6252\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/zzzzz.jpg\" alt=\"India del Nord - Foto di Francesca Pierantoni\" width=\"624\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/zzzzz.jpg 624w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/zzzzz-195x300.jpg 195w\" sizes=\"auto, (max-width: 624px) 100vw, 624px\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Bologna, 8034 Km di distanza<\/p>\n<p>Un ultimo pensiero scritto sull&#8217; India (i pensieri nella mia testa invece mi accompagneranno per sempre).<\/p>\n<p>Da questa distanza cosa cambia, se guardo le foto e rileggo i miei appunti di viaggio?<\/p>\n<p>Cambia che mi do dell&#8217;imbecille a pensare che qualche volta sono stata stanca. Che non dovevo dormire mai, invece di lamentarmi delle notti in treno. Dovevo succhiare tutto. Dovevo succhiare di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Cambia che vorrei di nuovo sentire la sensazione di avere sempre le mani sporche. Che vorrei ancora tirare fuori dallo zaino il gel all&#8217;amuchina e domandarmi come Lady Macbeth &#8220;Saranno mai pulite queste mani?&#8221;<\/p>\n<p>Cambia che vorrei togliermi le scarpe, e camminare per le strade scalza, per sentire ancora quel contatto, quella connessione. Camminare con quella attenzione. Piano, guardando. Stando nel momento di ogni singolo passo. (tanto che mi frega. I miei piedi, come le mani di Lady Macbeth non saranno mai pi\u00f9 puliti) Cambia che mi sono liberata forse per sempre dell&#8217;ossessione di finire tutto il mio cibo nel piatto, come mi insegn\u00f2 mia nonna, che aveva patito la fame della guerra: quello che tu lasci lo buttano in strada e lo mangiano gli animali randagi.<\/p>\n<p>Cambia che non devo pi\u00f9 valutare al volo la potenziale puzza di un angolo di strada e non devo pi\u00f9 andare in apnea preventiva, e questa non \u00e8 una cosa malvagia.<\/p>\n<p>Cambia che perder\u00f2 l&#8217;abitudine a dormire nelle posizioni pi\u00f9 assurde, in orari che non mi spiego.<\/p>\n<p>Cambia che non sentir\u00f2 pi\u00f9 quell&#8217;imbarazzo nello scattare una foto. Mi \u00e8 sempre sembrata un&#8217;intromissione, una mancanza di rispetto, un voler giudicare. Ci stavo scomoda. Per contro, cambia anche che nessuno fotografer\u00e0 pi\u00f9 me strusciandomisi addosso con l&#8217;esuberanza dei suoi 12 anni.<\/p>\n<p>Cambia che non sembrer\u00f2 pi\u00f9 francese a nessuno, e un po&#8217; mi dispiace perch\u00e9 faceva chic.<\/p>\n<p>Cambia il mio sguardo sulle cose. Ancora non lo so come, ma sento che \u00e8 cambiato. Che certe sofferenze piccine e inutili stanno per passare per sempre.<\/p>\n<p>Non cambiano invece i luoghi comuni, perch\u00e9 l&#8217;India \u00e8 veramente un luogo di spiritualit\u00e0 e batteri, ma i batteri pi\u00f9 importanti sento di averli dentro, sento che ancora li ho in incubazione, e presto esploderanno in una malattia feroce che si chiama nostalgia e bisogno di tornare.<\/p>\n<p>Del resto, That&#8217;s India! E&#8217; una meraviglia.<\/p>\n<p>Che ti meraviglia nel bene e nel male, cosa minchia mi aspettavo?<\/p>\n<p>Namast\u00e8, India.<\/p>\n<p>Che tradotto per bene vuol dire<\/p>\n<p>Mi Inchino a Te.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesca Pierantoni &#8211; Giorno 1: Bologna &#8211; Munich &#8211; New Delhi Questa notte non <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6223,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,11],"tags":[796,67],"class_list":["post-6219","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-india","tag-francesca-pierantoni","tag-india"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>That&#039;s India! - Racconto di un viaggio in India del Nord<\/title>\r\n<meta name=\"description\" content=\"Il racconto di un viaggio fai da in solitaria in India del nord e Rajasthan. Da Delhi a Udaipur, e poi Ranakpur, Jodhpur, Jaisalmer, Agra, fino a Varanasi\" \/>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"That&#039;s India! - Racconto di un viaggio in India del Nord\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il racconto di un viaggio fai da in solitaria in India del nord e Rajasthan. Da Delhi a Udaipur, e poi Ranakpur, Jodhpur, Jaisalmer, Agra, fino a Varanasi\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Quaderni di Viaggio\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-02-15T14:51:10+00:00\" \/>\r\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2019-02-18T17:14:49+00:00\" \/>\r\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"480\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"325\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\r\n<meta name=\"author\" content=\"Marco\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@QuaderniViaggio\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@QuaderniViaggio\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Marco\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"41 minuti\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Marco\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/20882e945964c5082e7695de7cf5b425\"},\"headline\":\"That&#8217;s India!\",\"datePublished\":\"2019-02-15T14:51:10+00:00\",\"dateModified\":\"2019-02-18T17:14:49+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/\"},\"wordCount\":8140,\"commentCount\":1,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/02\\\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg\",\"keywords\":[\"Francesca Pierantoni\",\"India\"],\"articleSection\":[\"Asia\",\"India\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/\",\"name\":\"That's India! - Racconto di un viaggio in India del Nord\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/02\\\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg\",\"datePublished\":\"2019-02-15T14:51:10+00:00\",\"dateModified\":\"2019-02-18T17:14:49+00:00\",\"description\":\"Il racconto di un viaggio fai da in solitaria in India del nord e Rajasthan. Da Delhi a Udaipur, e poi Ranakpur, Jodhpur, Jaisalmer, Agra, fino a Varanasi\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/02\\\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/02\\\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg\",\"width\":480,\"height\":325,\"caption\":\"Viaggio in India del Nord - I ghat di Varanasi la citt\u00e0 sacra\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/thats-india\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"That&#8217;s India!\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/\",\"name\":\"Quaderni di Viaggio\",\"description\":\"Racconti di viaggio dal Mondo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#organization\",\"name\":\"Quaderni di Viaggio\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/08\\\/logoamp1.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/08\\\/logoamp1.png\",\"width\":190,\"height\":36,\"caption\":\"Quaderni di Viaggio\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/x.com\\\/QuaderniViaggio\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/channel\\\/UC1pjOFwv_Oy64kjx7IeBD4w\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/quaderni_di_viaggio\\\/\",\"https:\\\/\\\/bsky.app\\\/profile\\\/markos.it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/20882e945964c5082e7695de7cf5b425\",\"name\":\"Marco\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Marco\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.markos.it\\\/viaggi\\\/author\\\/marco\\\/\"}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"That's India! - Racconto di un viaggio in India del Nord","description":"Il racconto di un viaggio fai da in solitaria in India del nord e Rajasthan. Da Delhi a Udaipur, e poi Ranakpur, Jodhpur, Jaisalmer, Agra, fino a Varanasi","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"That's India! - Racconto di un viaggio in India del Nord","og_description":"Il racconto di un viaggio fai da in solitaria in India del nord e Rajasthan. Da Delhi a Udaipur, e poi Ranakpur, Jodhpur, Jaisalmer, Agra, fino a Varanasi","og_url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/","og_site_name":"Quaderni di Viaggio","article_published_time":"2019-02-15T14:51:10+00:00","article_modified_time":"2019-02-18T17:14:49+00:00","og_image":[{"width":480,"height":325,"url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Marco","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@QuaderniViaggio","twitter_site":"@QuaderniViaggio","twitter_misc":{"Scritto da":"Marco","Tempo di lettura stimato":"41 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/"},"author":{"name":"Marco","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/person\/20882e945964c5082e7695de7cf5b425"},"headline":"That&#8217;s India!","datePublished":"2019-02-15T14:51:10+00:00","dateModified":"2019-02-18T17:14:49+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/"},"wordCount":8140,"commentCount":1,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg","keywords":["Francesca Pierantoni","India"],"articleSection":["Asia","India"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/","name":"That's India! - Racconto di un viaggio in India del Nord","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg","datePublished":"2019-02-15T14:51:10+00:00","dateModified":"2019-02-18T17:14:49+00:00","description":"Il racconto di un viaggio fai da in solitaria in India del nord e Rajasthan. Da Delhi a Udaipur, e poi Ranakpur, Jodhpur, Jaisalmer, Agra, fino a Varanasi","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/I-ghat-di-Varanasi-la-citta-sacra.jpg","width":480,"height":325,"caption":"Viaggio in India del Nord - I ghat di Varanasi la citt\u00e0 sacra"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/thats-india\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"That&#8217;s India!"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#website","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/","name":"Quaderni di Viaggio","description":"Racconti di viaggio dal Mondo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization","name":"Quaderni di Viaggio","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/logoamp1.png","contentUrl":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/logoamp1.png","width":190,"height":36,"caption":"Quaderni di Viaggio"},"image":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/x.com\/QuaderniViaggio","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UC1pjOFwv_Oy64kjx7IeBD4w","https:\/\/www.instagram.com\/quaderni_di_viaggio\/","https:\/\/bsky.app\/profile\/markos.it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/person\/20882e945964c5082e7695de7cf5b425","name":"Marco","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g","caption":"Marco"},"url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/author\/marco\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6219"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6219\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6259,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6219\/revisions\/6259"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}