{"id":681,"date":"2016-11-13T21:48:20","date_gmt":"2016-11-13T20:48:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=681"},"modified":"2020-10-07T21:52:27","modified_gmt":"2020-10-07T19:52:27","slug":"mondo-un-paese-sudafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/mondo-un-paese-sudafrica\/","title":{"rendered":"Il Mondo in un Paese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"mailto:dollydog@tin.it\">di Claudia e Paolo Marzi<\/a>\u00a0&#8211;<\/p>\n<p><b><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Venerd\u00ec 25\/08\/2000<\/span><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\nFinalmente si parte ! Dopo mesi di programmazione, soprattutto utilizzando le risorse offerte da Internet (in particolar modo ci \u00e8 stata utile la lettura di un racconto trovato in un sito di appunti di viaggio: <a href=\"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\">www.markos.it\/quaderni<\/a>), le preziose informazioni ricevute da Alberto &amp; Camilla, Andrea &amp; Simona (amici che hanno fatto questo viaggio in precedenza), e dopo una minuziosa lettura di due guide (la &#8220;Lonely Planet&#8221; ma soprattutto la &#8220;Fodors&#8221;, nostra fedele compagnia di viaggio), \u00e8 arrivato il momento atteso da tempo: la partenza per un paese tanto affascinante quanto contradditorio&#8230;..il Sud Africa.<\/span><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Alle 8,00 ci imbarchiamo per il nostro volo intercontinentale con Swissair via Zurigo (servizio eccellente, inoltre l\u2019 aereo \u00e8 quasi vuoto per cui possiamo stenderci per un sonnellino).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Dopo un volo perfetto atterriamo a Johannesburg alle ore 20,00, i bagagli arrivano immediatamente e dopo qualche minuto siamo gi\u00e0 sul pulmino verde che ci condurr\u00e0 direttamente al nostro albergo; alle 20,30 sediamo su di un comodo lettone &#8220;King Size&#8221; dell\u2019 &#8220;Holiday Inn Garden Court &#8211; Kempton Park&#8221; a 500 mt dall\u2019 uscita dell\u2019 aeroporto (telefono : 0027 11 975 5846 &#8211; fax : 0027 11 975 1121 &#8211; Email : <a href=\"mailto:AnitaM@southernsun.com\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">AnitaM@southernsun.com<\/span><\/u><\/a>).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Ci hanno sconsigliato di inoltrarci in Johannesburg per via della delinquenza, ma nel nostro primo approccio con i sudafricani, abbiamo fatto subito una bella figura: infatti, per paura di essere oggetto di qualche attenzione non proprio amichevole, ci spingiamo con il carrello delle valige fuori dall\u2019 aeroporto alla ricerca del bus navetta per l\u2019 Holiday Inn inoltrandoci nel parcheggio antistante. Fortunatamente un facchino di colore ci ha visti e gentilmente ci ha fermati e indirizzati nella giusta direzione (meritandosi la mancia che ha accettato anche se in lire italiane).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Sabato 26\/08\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf9.jpg\" width=\"260\" height=\"180\" align=\"left\" \/>Dopo una notte riposata usciamo dal nostro albergo e (utilizzando sempre la navetta gratuita) raggiungiamo l\u2019 aeroporto dove facciamo una abbondante colazione e il primo cambio di valuta (un suggerimento cercate di ridurre al minimo le operazioni di cambio perch\u00e9 la commissione \u00e8 fissa e piuttosto salata). A questo punto ritiriamo la nostra auto (Toyota Corolla 1600 cc) presso la Budget (al prezzo di Rand 2800,00 per 10 giorni full ensurance; un consiglio fate comunque la full ensurance perch\u00e9 in Sud Africa l\u2019 assicurazione delle autovetture non \u00e8 obbligatoria e quindi in caso di sinistro potreste avere dei problemi a farvi rimborsare dalla controparte); iniziamo quindi il viaggio verso il Mpumalanga lungo la N4.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Usciamo a Belfast e ci dirigiamo verso Dullstroom, un piccolo centro ritenuto un paradiso della pesca con la mosca. Seguendo le indicazioni della guida ci fermiamo a pranzare al &#8220;Die Tonteldoos&#8221; (lungo la strada principale da e per il lowveld): ottimo il filetto di manzo con salsa di camembert e vino rosso il tutto accompagnato da un calice di vino rosso eccellente ( costo del pranzo: Rand 130,00 in due ).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Proseguiamo verso Lynderburg fino a Sabie e andiamo a vedere una stupenda cascata dopo una passeggiata di circa 10 minuti nel bosco ( &#8220;Bridal Veil Falls&#8221; ).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Ci rimettiamo in auto per raggiungere Hazyview dove abbiamo prenotato un rondawel da &#8220;Idle e Wild&#8221;: il rondawel \u00e8 una specie di capanna circolare in muratura col tetto di paglia, nel nostro caso ha una splendida veranda che da su un giardino curatissimo ( Email : <a href=\"mailto:idleandwild@mweb.co.za\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">idleandwild@mweb.co.za<\/span><\/u><\/a> &#8211; tel. : 0027 013 737 8173 &#8211; Cell. : 083 455 8171 ). Veniamo accolti dal simpaticissimo Rollo, cane da guardia. La padrona di casa, Joan, \u00e8 un po\u2019 fredda ma gentile e ci prenota la cena in un ristorante che dista poche centinaia di metri dall\u2019 alloggio l\u2019 &#8220;Ant and Elephant restaurant&#8221; (di Warren and Simone &#8211; Hazyview sulla R 536 &#8211; Tel.: 013 737 8172 -Fax: 013 737 8170) dove, dopo una doccia e una sistematina, gustiamo un delizioso kinglip con gamberoni accompagnato da una bottiglia di &#8220;Blanc du Blanc&#8221; di una azienda vinicola di Stellenbosh. Il dolce \u00e8 superlativo, la fonduta di cioccolato \u00e8 da non perdere (il tutto per la cifra di Rand 200,00 in due). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Domenica 27\/08\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">La giornata inizia gi\u00e0 bene , visto che veniamo svegliati a suon di leccate dal &#8220;ferocissimo&#8221; Rollo. Durante una abbondante colazione sulla veranda (e quando in Sud Africa si dice abbondante vuol dire VERAMENTE abbondante), il marito di Joan, che parla un inglese pi\u00f9 comprensibile, ci fornisce informazioni sulle cose da vedere nei dintorni. Cos\u00ec partiamo alla volta del Blyde River <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf10.jpg\" width=\"186\" height=\"169\" align=\"right\" \/>Canyon: in successione visitiamo il &#8220;Pinnacle&#8221;, il &#8220;God\u2019s window&#8221; (dopo una ripida salita in mezzo alla foresta pluviale, non vediamo nulla a causa della fitta nebbia), i &#8220;Burck\u2019s luck potholes&#8221; e i meravigliosi &#8220;Three rondawels&#8221; con stupenda vista sul sottostante canyon. Lungo la strada di ritorno ci fermiamo a Pilgrim\u2019s Rest, luogo fondato dai primi pionieri dell\u2019 oro, a consumare un pranzo al ristorante dell\u2019 antico &#8220;Royal Hotel&#8221; (si consiglia una vista al bar annesso all\u2019 albergo) per poi avviarci verso casa. Anche questa sera torniamo al ristorante di ieri dove ci aspetta un meraviglioso filetto di manzo che decidiamo possa essere accompagnato da un rosso come il Cabernet (proveniente sempre dalla regione del capo). Ovviamente prima del filetto la immancabile soup of the day e al termine un dolce; il tutto per 150,00 Rand in due. Ciao Rollo ti ricorderemo per tutta la vacanza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Luned\u00ec 28\/08\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf11.jpg\" width=\"247\" height=\"168\" align=\"left\" \/>Questa mattina si parte alla volta della zona del &#8220;Kruger National Park&#8221; dove abbiamo prenotato un lodge per 2 notti nella riserva privata &#8220;Tornybush&#8221; ( Rand 1300,00 per person per night) consigliatoci da Alberto e Camilla (Email . <a href=\"mailto:res@thornybush.co.za\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">res@thornybush.co.za<\/span><\/u><\/a> &#8211; <a href=\"mailto:tbush1@iafrica.com\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">tbush1@iafrica.com<\/span><\/u><\/a> &#8211; <a href=\"mailto:tbush2@iafrica.com\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">tbush2@iafrica.com<\/span><\/u><\/a> &#8211; tel. : 0027 15 793 1976 &#8211; fax : 0027 15 793 2230). L\u2019 arrivo al parco \u00e8 previsto per le 11,30 &#8211; 12,00; il tragitto non \u00e8 privo di sorprese: lungo la strada vediamo un rinoceronte bianco e, subito dopo, due giraffe che ci fissano ( la prima domanda che ci sorge \u00e8: ma sono animali veri o finti ?). Il nostro lodge \u00e8 il &#8220;Serondella&#8221;, all\u2019 interno del bush per cui veniamo prelevati da due ranger che a bordo di una Land Rover ci accompagnano alla meta. I loro nomi sono Denny e Themba e saranno le nostre guide per i prossimi 3 giorni. Il lodge non \u00e8 certo al di sotto delle aspettative: una camera con tetto di paglia in perfetto stile africano (visitabile virtualmente al sito web del Thornybush : <a href=\"http:\/\/www.thornybush.co.za\/\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">www.thornybush.co.za<\/span><\/u><\/a> ) con veranda sul bush e punto di osservazione su una pozza di acqua (ma allora \u00e8 proprio da vero safari !). Dopo un veloce spuntino in compagnia di Annalise, la responsabile del Serondella (Miss simpatia) ci si prepara per il 1\u00b0 game drive; ma ecco che dalla veranda, vediamo un bufalo con una vistosa ferita sul dorso (stranamente isolato) e una giraffa. Arriva anche Denny e ci segnala la presenza di un ghepardo che sta inseguendo il bufalo ferito e separato dal resto del branco. Purtroppo i nostri tentativi di vedere la chetaah (ghepardo) risultano infruttuosi (la vegetazione del bush \u00e8 troppo alta e nasconde il felino). A questo punto la giraffa e il bufalo si allontanano con uno scatto improvviso (probabilmente loro hanno visto quello che noi non riuscivamo a scorgere) e in poco tempo spariscono nella vegetazione. Il game drive si svolge dalle ore 15,30 fino alle ore 19,45 (un consiglio : portatevi nello zaino indumenti da indossare progressivamente per ripararvi dal freddo della sera) e ci frutta parecchi animali: elefanti in branco, impala, giraffe, un rinoceronte bianco con il piccolo e dopo una sosta all\u2019 imbrunire, con il buio ecco comparire un gruppo di leonesse (6-7). Torniamo infreddoliti, stanchi ma emozionati e felici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Marted\u00ec 29\/08\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Levataccia alle ore 05,30 (la colazione si \u00e8 materializzata sulla soglia della porta di ingresso della nostra camera) e partenza alle ore 06,10 per il game drive mattutino: fa un freddo pazzesco, ma tutto passa di fronte ad un altro branco di elefanti (sono veramente tanti &#8230; ci sono anche i piccoli !!!). La mattinata \u00e8 poco fruttuosa per i mammiferi (Denny e Themba hanno seguito le tracce di un leopardo senza successo) ma molto interessante per il bird &#8211; watching: abbiamo visto un avvoltoio, una &#8220;brown-snake eagle&#8221; e una &#8220;whiteberg\u2019 s eagle&#8221; (consigliamo di comprare il libro con i volatili del Sud Africa invece di quello dei mammiferi, risulta pi\u00f9 utile nella consultazione). Rientriamo alle ore 10,00 in tempo per il brunch (abbondante e di buona qualit\u00e0). Ora siamo liberi fino alle 15,30: io e Paolo lo utilizziamo per ammirare il paesaggio del bush con l\u2019 aiuto dei nostri binocoli (fondamentali in tutto questo viaggio) venendo premiati con la visita di uno stupendo maschio di giraffa che per alcuni minuti si ferma a mangiare a pochi metri dalla camera e di un branco di &#8220;blue wildebeest&#8221; molto pi\u00f9 timorosi e guardinghi. Siamo sempre pi\u00f9 emozionati e non vediamo l\u2019 ora di partire per il prossimo game drive. Si riparte. Vediamo ancora un gruppo di <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf12.jpg\" width=\"245\" height=\"166\" align=\"left\" \/>leonesse intente ad abbeverarsi presso uno stagno, dopo poco tempo ci imbattiamo anche in esemplari di leone di sesso maschile (prima un gruppo di 3 poi uno di 2). Nel pomeriggio possiamo anche ammirare zebre, giraffe, rinoceronti, large spotted genet, wild cat, honey budget (questi ultimi tre animali notturni visti al calare del sole) e un cucciolo di camaleonte. Rientriamo e ci prepariamo per la cena che \u00e8 stata organizzata all\u2019 aperto attorno a un focolare con Denny che cuoce sulla brace salsicce, spiedini di impala &#8230;. il tutto sarebbe veramente affascinante e romantico se non fosse per la presenza di un gruppo di 6 olandesi (madre, 3 figli, ex marito con amante orientale) che non perdono occasione per ricordarci che l\u2019 Italia \u00e8 il paese della corruzione, della mafia &#8230; e per ricordare ai nostri ospiti Sud Africani il loro passato e la pericolosit\u00e0 delle loro maggiori citt\u00e0 (mi viene da chiedere perch\u00e9 non sono rimasti nella loro bella Amsterdam dove l\u2019 ipocrisia mi sembra sia di casa, ma preferisco lasciare perdere). Domani ci aspetta un\u2019 altra levataccia per cui ci congediamo dal gruppetto e ci ritiriamo nel nostro magnifico lodge.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Mercoled\u00ec 30\/08\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf13.jpg\" width=\"185\" height=\"157\" align=\"right\" \/>Ultimo game drive al Thornybush. Finalmente, dopo un inseguimento durato 1 ora, Denny esclama: &#8220;Buffalo&#8221;. Siamo in mezzo ad un branco di bufali dall\u2019 aria incuriosita :alcuni ci guardano come se fossero loro a fare il game drive e noi l\u2019 obiettivo cercato, altri continuano a brucare l\u2019 erba come se niente fosse. Pi\u00f9 tardi Denny scorge ancora delle tracce di leopardo e ci illude per l\u2019 ultima volta di poter rintracciare il gattone. Sono innumerevoli le specie di mammiferi e di uccelli concentrati in quest\u2019 area. Col passare dei giorni stiamo iniziando a differenziare le varie specie di aquile e anche a riconoscere qualche impronta e traccia del passaggio degli animali (in particolar modo dell\u2019 elefante, il distruttore della vegetazione). Anche questa esperienza giunge al termine, salutiamo Denny e Annalise e veniamo accompagnati al &#8220;main lodge&#8221;, dove abbiamo la macchina, da Themba che, trovandosi da solo con noi, finalmente si lascia andare e si mette a chiacchierare con noi in un misto di inglese e Afrikaans; a un certo punto, durante l\u2019 attraversamento del greto di un corso d\u2019 acqua, ci mostra sulla sabbia le impronte di un leone (non me le scorder\u00f2 mai pi\u00f9 !!)&#8230; grazie Themba. Oggi il nostro programma di viaggio prevede di arrivare a Pongola e per lo meno a Piet Retief (non abbiamo prenotato) come tappa di avvicinamento a &#8220;Park St. Lucia&#8221;. Ci fermiamo a White River per uno spuntino al &#8220;Bagdad\u2019s Caf\u00e8&#8221; (R 40 subito fuori White River &#8211; Tel.: 013 751 1777 &#8211; costo dello spuntino Rand 55,50 per 2 persone) e proseguiamo, come ci ha suggerito il marito di Joan (Idle e Wilde) via Barberton, Lochiel, Amsterdam fino a Piet Retief che raggiungiamo alle ore 18,30, quando ormai \u00e8 gi\u00e0 calato il buio. Abbiamo preferito non attraversare lo Swaziland per non perdere troppo tempo alle dogane e per non pagare il supplemento all\u2019 autonoleggio (richiesto in caso di attraversamento di questo Stato); in compenso a Lochiel abbiamo imboccato una strada sterrata che ci stava portando, attraverso i monti, direttamente nello Swaziland (attenzione le strade principali sono, di regola, asfaltate; se all\u2019 improvviso si trasforma in sterrata ponetevi il dubbio di aver sbagliato direzione per colpa di un cartello mancante o girato) e ci siamo trovati in mezzo ad una specie di baraccopoli abitata da persone di colore che ci osservavano un po\u2019 stupiti di vedere due turisti su quella strada. Fatto sta che da Nelspruit a Piet Retief c\u2019\u00e8 il nulla assoluto tranne qualche piccolo villaggio abitato solo da persone di colore (per cui partite per tempo e cercate di tenere una buona media !!!). Fortunatamente, nonostante l\u2019 ora e il buio, a Piet Retief abbiamo trovato un B&amp;B semplice e accogliente, appartenente ad una signora di una gentilezza disarmante per la modesta cifra di Rand 190,00 per 2 persone (con colazione abbondante). Anche a cena abbiamo speso poco (Rand 100,00) in un locale della catena di steak house &#8220;Saddle&#8221; dove abbiamo ordinato un buon filetto di manzo e un bicchiere di vino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Gioved\u00ec 31\/08\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf14.jpg\" width=\"216\" height=\"160\" align=\"left\" \/>Dopo un\u2019 ottima &#8220;south african breakfast&#8221; si riparte alla volta di &#8220;Park St. Lucia&#8221;: la giornata \u00e8 un po\u2019 nuvolosa, ma man mano che si procede verso la east cost, il tempo tende a migliorare e a diventare sempre pi\u00f9 caldo e soleggiato. St. Lucia \u00e8 un angolo di paradiso: villette immerse in prati ben curati, viali ampi con molte piante di varia qualit\u00e0. Il nostro lodge, prenotato via internet, non si discosta da questo standard (&#8220;Seasand lodge&#8221; 135 Hornbill street St. Lucia &#8211; Email: <a href=\"mailto:seasands@stlucia.co.za\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">seasands@stlucia.co.za<\/span><\/u><\/a> &#8211; Tel: 0027 (35) 590 1082 &#8211; Fax: 0027 (35) 590 1034 &#8211; costo Rand 205.00 pp per night compresa la colazione) infatti \u00e8 immerso in un giardino stupendo, con vista sul bush e sul mare.. La padrona, Thea, \u00e8 sbrigativa ma gentile e ci mostra la nostra stanza front facing situata al piano superiore (meglio la stanza al piano superiore di quella, troppo umida, al piano basso). In compenso, suo marito Geoff, \u00e8 un mostro di simpatia e cordialit\u00e0: ci mette subito a nostro agio e ci organizza (in modo impeccabile) il soggiorno a St. Lucia. Geoff ci prenota subito il tour fluviale sulla barca &#8220;Advantage&#8221; per le 15,00 (in modo tale da avere il giorno successivo libero per poter andare a &#8220;Cape Vidal&#8221;); il tempo \u00e8 un po\u2019 fosco, ma il giro \u00e8 all\u2019 altezza delle nostre aspettative. Prima visitiamo la parte di estuario verso l\u2019 oceano (se prendete una barca pi\u00f9 grossa questa parte ve la perdete perch\u00e9 non riescono a passare sotto il ponte) e vediamo 4 coccodrilli (di cui 1 in immersione), 1 ippopotamo solitario e vari uccelli stupendi. Durante il transito verso l\u2019 altra parte del fiume, sulla cima di un albero, la guida ci segnala la presenza di una &#8220;fish eagle&#8221;. Il nostro obiettivo \u00e8 per\u00f2 un altro: una famiglia di ippopotami, con tanto di piccoli sul groppone della mamma, che staziona nel bel mezzo del fiume. Dopo esserci fermati a lungo ad ammirare i bestioni, ci muoviamo per fare rientro al pontile e, lungo il tragitto, vediamo un &#8220;king fisher&#8221; intento a mangiare la sua preda. Torniamo al Sea Sand dove ci aspetta Geoff per un aperitivo nel bar del lodge assieme ad una coppia di turisti bavaresi molto simpatici. A cena andiamo al ristorante &#8220;Quarterdeck&#8221; dove per circa 30.000 lire a testa mangiamo una zuppa, un piatto di Kinglip, un dolce a testa con una buona bottiglia di vino bianco. Terminata la cena si va a nanna perch\u00e9 il giorno dopo ci aspetta la visita a &#8220;Cape Vidal&#8221;. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Venerd\u00ec 01\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">La giornata di oggi \u00e8 dedicata alla visita del parco naturale di &#8220;Cape Vidal&#8221; (costo Rand 30,00 per l\u2019 auto e Rand 9,00 pp), \u00e8 una giornata stupenda, fa caldo e la colazione in veranda con vista sul bush del Seasand \u00e8 stata memorabile. Dopo alcuni chilometri (dietro consiglio di Geoff) ci fermiamo a &#8220;Mission\u2019s Rocks&#8221;: il panorama \u00e8 mozzafiato (siamo i primi della giornata a camminare sulla spiaggia lunghissima !!!) e, nonostante i cartelli &#8220;beware rhino, leopard, crocodile and hippo&#8221;, ci inoltriamo lungo la spiaggia che si perde a vista d\u2019 occhio. Proseguiamo poi in direzione della nostra meta: Cape Vidal. Quando arriviamo troviamo altre persone, ma lo spettacolo \u00e8 stupendo: un litorale lunghissimo di cui una parte protetta da alcuni scogli (per cui \u00e8 possibile fare il bagno e lo snorkeling, Geoff ci ha fornito anche di maschera e boccaglio, ma l\u2019 acqua per noi \u00e8 troppo fredda) mentre un\u2019 altra parte \u00e8 battuta da onde a cui noi non siamo abituati. Ci sono alcuni locali che si <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf15.jpg\" width=\"249\" height=\"168\" align=\"right\" \/>dedicano alla pesca dalla spiaggia (purtroppo arrivano sin sulla riva con i loro fuoristrada) e un gruppo di bambini che si divertono a lanciare dei pezzi di pane a diversi rapaci che svolazzano sulle nostre teste. Dopo aver mangiucchiato qualche cosa ci incamminiamo verso la &#8220;Whale Tower&#8221; (una passeggiata di circa 20 minuti) dalla cui cima, grazie ai binocoli, riusciamo a vedere gli spruzzi di acqua di una balena, ma molto in lontananza (si tratta comunque del primo avvistamento di questo tipo e siamo emozionati). Sulla strada del ritorno vediamo 2 ippopotami stranamente fuori dall\u2019 acqua sotto una pianta. Fortunatamente abbiamo dato retta ai consigli di Geoff e abbiamo dedicato l\u2019 intera giornata alla visita di questa stupenda riserva naturale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Sabato 02\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf17.jpg\" width=\"237\" height=\"165\" align=\"left\" \/>Anche oggi \u00e8 una giornata stupenda, fa caldo e, dopo colazione, salutiamo il mitico Geoff ; si parte alla volta del parco &#8220;Hluhluwe &#8211; Umfolozi&#8221; (pronuncia &#8220;sclu-sclue&#8221;) a circa 40 km da St. Lucia dove abbiamo prenotato via Email uno chalet presso l\u2019 Hilltop Camp (due notti al prezzo di 1000,00 Rand)\u00a0&#8211; apertura cancelli ore 06,00 chiusura ore 18,00). Giunti all\u2019 ingresso ci consegnano una cartina dettagliata della riserva utilissima nei prossimi giorni (ci consegnano anche una ricevuta per il pagamento dell\u2019 entrata &#8211; 9,00 Rand p.p + 30,00 Rand per l\u2019 auto &#8211; che andr\u00e0 conservata per l\u2019 uscita); ci avviamo verso l\u2019 Hilltop Camp sulla strada principale dove incontriamo subito vari tipi di gazzelle. Visto che \u00e8 presto decidiamo di inoltrarci in uno sterrato per esplorare zone meno frequentate; veniamo immediatamente ripagati della decisione: dopo poche centinaia di metri, subito dopo una curva, ci troviamo di fronte uno stupendo elefante che percorre la nostra stessa strada<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf16.jpg\" width=\"244\" height=\"165\" align=\"right\" \/> ma in senso inverso. Ci fermiamo e manteniamo la distanza di sicurezza consigliata percorrendo un tratto in retromarcia (la domanda ci \u00e8 venuta spontanea: ma se un altro pachiderma decide di sbucare fuori dal bush bloccandoci anche da dietro ?). L\u2019 emozione \u00e8 forte, scattiamo fotografie e giriamo metri di pellicola in condizioni precarie (per le vibrazioni dell\u2019 auto e le difficolt\u00e0 a inquadrare con precisione la bestiolina che ovviamente non st\u00e0 in posa). A un certo punto il nostro elefantino decide di inoltrarsi nella boscaglia lasciandoci liberi di proseguire oltre. Dopo poche centinaia di metri facciamo un altro incontro particolare: questa volta ad ostruirci la strada \u00e8 un esemplare enorme di rinoceronte bianco dall\u2019 aspetto bonario. Anche in questa circostanza le foto e i metri di pellicola si sprecano (con qualche buon risultato). La giornata si conclude con altri avvistamenti di rinoceronti, gazzelle &#8230; Per quanto riguarda la percorribilit\u00e0 degli sterrati devo dire che in questa stagione sono facili (anche con una berlina come quella che avevamo noleggiato noi); solo in una circostanza ci siamo trovati di fronte ad un guado impossibile. Nella loro estate penso sia meglio noleggiare un fuoristrada per non avere difficolt\u00e0. Arriviamo finalmente al Camp (vi giuro che 2 ore di escursione sono veramente spossanti) dove prenotiamo il game drive notturno per il giorno successivo. Lo chalet \u00e8 stupendo, ha una vista impagabile sul bush, \u00e8 ampio ed \u00e8 dotato di una cucina che risulter\u00e0 utile. Pranziamo al ristorante del camp (cucina non all\u2019 altezza del posto) prendendo un\u2019 insalata con carne di coccodrillo (niente di speciale) e una bibita. Nel pomeriggio altra escursione verso il Memorial gate (potete verificare alla <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf18.jpg\" width=\"211\" height=\"168\" align=\"left\" \/>reception i luoghi dove ci sono stati gli avvistamenti migliori della giornata e regolarvi di conseguenza) con avvistamenti di rinoceronti, un branco di giraffe, zebre&#8230; A cena cercate di evitare i tavoli troppo vicini alla cucina se non volete trasformarvi in una omelette o in un pezzo di carne alla griglia (l\u2019 impianto di aspirazione non \u00e8 dei migliori); non prendete piatti troppo elaborati (la cucina \u00e8 appena decente) e non arrabbiatevi se il servizio \u00e8 &#8230; un po\u2019 lento. Utile per la sera una torcia se avete intenzione di recarvi dal vostro chalet al ristorante a piedi.<\/span><\/p>\n<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Domenica 03\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Facciamo colazione in camera di buon ora per uscire dal camp il pi\u00f9 presto possibile. Decidiamo di dirigerci verso il Memorial gate; poco dopo il cancello veniamo fermati da una mandria di bufali che ha deciso di attraversare la strada in quel punto. Vediamo anche questa mattina molti rinoceronti (bianchi), giraffe, zebre, antilopi&#8230;ma niente leoni. Proseguiamo verso la parte del parco dell\u2019 Umfolozi (in precedenza erano due parchi separati) dove il paesaggio cambia molto ed assume un fascino particolare. Torniamo per un breve pranzo nel nostro cottage e quindi ci riposiamo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf19.jpg\" width=\"215\" height=\"161\" align=\"right\" \/>sulla veranda aspettando la cena e il game drive notturno. Alle 19,30 partiamo per l\u2019 escursione a bordo di un furgoncino telonato con una guida: \u00e8 molto divertente perch\u00e9 il compito di illuminare il bush \u00e8 affidato direttamente ai turisti. Troviamo una coppia di italiani di Torino con una ragazzina con cui facciamo subito gruppo (sono veramente simpatici). Nonostante il freddo e la minaccia di pioggia il game drive ci riserva molti avvistamenti: una coppia di leoni maschi stesi sul ciglio della strada, un gruppo di bufali, un elefante con elefantino, un rinoceronte (praticamente tutto il repertorio tranne il leopardo e il ghepardo a noi purtroppo sconosciuti). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>\u00a0<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Luned\u00ec 04\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Anche oggi levataccia e colazione in camera, si chiudono le valige (impresa sempre pi\u00f9 ardua), si carica la macchina, passiamo dalla reception per saldare il conto e ci avviamo verso l\u2019 uscita del parco scrutando sempre il paesaggio alla ricerca di un ultimo ricordo. Ad un certo punto ci fermiamo di fronte ad un prato letteralmente invaso da un branco di giraffe (ne conto almeno una ventina); tra queste ce ne sono due (sembrano essere piuttosto giovani) che giocano attorcigliando il loro lungo collo attorno a quello della rivale in una specie di balletto (avevamo visto la stessa scena pochi giorni prima della partenza in un documentario passato in televisione). <b><\/b>Usciti dal cancello del parco ci dirigiamo verso Durban, ma prima di arrivarci ci fermiamo a Ballito (localit\u00e0 di mare dove la coppia di tedeschi conosciuti al Seasand aveva deciso di fermarsi per trascorrere una settimana di riposo): sar\u00e0 stato per il tempo pessimo, sar\u00e0 stato per la stanchezza ma il posto ci \u00e8 parso terribile. Il ristorante dove pranziamo invece non \u00e8 male (Dock\u2019s), ma assolutamente non vale la pena di perdere neanche un minuto in questo posto. Arriviamo a Durban dove alloggiamo all\u2019 &#8220;Holiday Inn Garden Court&#8221; (Marine Parade 167 -Tel: 0027 31 337 3341 &#8211; Email: <a href=\"mailto:reservation@basshotels.com\"><span style=\"color: #0000ff;\">reservation@basshotels.com<\/span><\/a> ) da cui godiamo una stupenda vista sul &#8220;Golden Mile&#8221;. Usciamo per una passeggiata sul lungomare: Durban d\u00e0 l\u2019 impressione di essere veramente una citt\u00e0 multirazziale con parecchi indiani, africani che appaiono pi\u00f9 integrati rispetto al resto del paese. Ceniamo nella steak house dell\u2019 Holiday Inn.<\/span><\/p>\n<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Marted\u00ec 05\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf21.jpg\" width=\"227\" height=\"154\" align=\"right\" \/>Devo dire che nei lettoni &#8220;King size&#8221; degli Holiday Inn si dorme veramente bene !!! Facciamo i bagagli e ci dirigiamo con l\u2019 auto verso l\u2019 aeroporto di Durban; il traffico \u00e8 caotico e ci sembra quasi di essere sul mitico tratto milanese della A4. Dopo aver restituito l\u2019 auto, facciamo il ceck-in e cerchiamo il bar la colazione (finalmente una colazione umana con caff\u00e8-latte e un dolcetto)e inganniamo il tempo nei negozi facendo i primi acquisti. Il volo sul turboelica della compagnia di bandiera sud africana \u00e8 confortevole e, volando a bassa quota, ci permette di vedere la geologia dei territori attraversati. Prima dell\u2019 atterraggio riusciamo a vedere anche lo sbuffo di una balena nel mare antistante Port Elisabeth. Noleggiamo la seconda auto sempre presso la Budget (prezzo: 198 USD\/weekly + drop off a Cape Town di 54 USD &#8211; Rand: 2670,00) dove riusciamo a strappare alla signorina (molto gentile) la riconsegna alle ore 15,00 senza dover pagare un giorno in pi\u00f9 (visto che la consegna \u00e8 avvenuta al mattino). Ci fermiamo per pranzo a Storm River (Tsitsikamma National Park) in un posto senza infamia ne lode. Dirigendoci verso Plettenberg Bay abbandoniamo la N2 per la R102 (come consigliato dalla guida) e ci inoltriamo attraverso due stupendi passi con gole molto verdi fino alla &#8220;Nature\u2019s Valley&#8221; (che visiteremo nei prossimi giorni). Ci ricolleghiamo alla N2 e raggiungiamo Plettenberg Bay dove ci fermiamo per una passeggiata sulla spiaggia (divertente un ristorante posto sulla destra della strada che scende verso la baia: &#8220;Cornuti al mare&#8221;). Il sole st\u00e0 ormai scendendo, quindi ci incamminiamo verso Knysna. Finalmente arriviamo alla nostra destinazione: il &#8220;Point Lodge&#8221; (tel.: 044 382 1944 &#8211; 382 3458 ; fax: 044 382 3455 ; Email: <a href=\"mailto:pointlodge.kny@pixie.co.za\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">pointlodge.kny@pixie.co.za<\/span><\/u><\/a> ; web site: www.gardenroute.co.za\/pointlodge\/index.htm ; prezzo: Rand 200,00 pp per night). Il lodge \u00e8 fuori Knysna (circa 1 km dal centro), tranquillissimo e con stupenda vista sulla laguna e su &#8220;The Heads&#8221;; la camera \u00e8 deliziosa e il bagno ha una vetrata che da sul giardino con piscina e sulla laguna (posto vietato ai fumatori). Cena al ristorante &#8220;The Anchorage&#8221; nel centro di Knysna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Mercoled\u00ec 06\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Anche oggi la giornata \u00e8 stupenda per cui decidiamo di dedicarla alla visita del &#8220;Tsitsikamma N.P.&#8221; e alla &#8220;Nature\u2019s Valley&#8221;. Il primo \u00e8 un posto stupendo dalla natura selvaggia e prorompente, con altissime onde che si infrangono sugli scogli. C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di fare alcune passeggiate: noi optiamo per quella pi\u00f9 breve fino ad un ponte sospeso nel punto in cui il fiume si getta nel mare. Per fortuna siamo arrivati presto perch\u00e9 al nostro ritorno al parcheggio troviamo diversi autobus che stanno scaricando orde di turisti. Ci dirigiamo quindi verso &#8220;Nature\u2019s Valley&#8221;; arrivati sul posto lasciamo l\u2019 auto in un parcheggio custodito e ci facciamo rilasciare il permesso gratuito per poter entrare nella riserva. La guardia ci indica anche il percorso migliore e pi\u00f9 breve, inoltre ci fornisce una cartina dettagliata del posto. La passeggiata si rivela pi\u00f9 lunga del previsto e nel bosco l\u2019 umidit\u00e0 \u00e8 notevole; comunque dopo circa 40 minuti arriviamo ad una spiaggia dove, come spesso accade, siamo gli unici esseri umani. Durante il ritorno dobbiamo aumentare il passo perch\u00e9 il tempo si mette improvvisamente al brutto e nella foresta il vento scuote le cime degli alberi creando un sottofondo sonoro piuttosto inquietante. Rientriamo a Knysna e decidiamo di dedicare il tempo rimasto alla visita di una &#8220;Oyster farm&#8221; consigliata dai nostri amici che ci hanno preceduto in questo viaggio: &#8220;The Oyster tavern&#8221; (Thesen Island Knysna tel.: 044 382 6941 &#8211; fax: 044 382 6943). Arriviamo un po\u2019 dubbiosi sul fatto di riuscire a ingurgitare la specialit\u00e0 del posto: le ostriche. Il personale \u00e8 molto simpatico e, quando capisce che siamo inesperti, ci danno immediatamente tutte le informazioni necessarie in modo tale che dopo qualche minuto ci troviamo con il nostro piattazzo di ostriche giganti e un ottimo bicchiere di vino. Sar\u00e0 stato per il clima ospitale, per il caminetto acceso, per la gentilezza del personale sta di fatto che il ricordo di quel momento \u00e8 sicuramente uno dei migliori di tutta la vacanza. Buone le ostriche di allevamento ma sublimi le ostriche wildy, il tutto ad una cifra che equivale al prezzo di un panino e una bibita nella nostra Milano &#8230; da bere. Alla sera decidiamo di cenare al waterfront di Knysna al &#8220;Dock&#8221; dove ordiniamo un piatto di gamberoni giganti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Gioved\u00ec 07\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf23.jpg\" width=\"245\" height=\"166\" align=\"left\" \/>Per fortuna oggi il tempo si \u00e8 rimesso al bello per cui decidiamo di andare a &#8220;The Heads&#8221; e a Nootsie per vedere i castelli costruiti sulla spiaggia. La visita di the &#8220;Heads&#8221; \u00e8 un po\u2019 disturbata dal vento freddo, ma per fortuna non ci sono nuvole; meno male che una parte dell\u2019 imboccatura della laguna di Knysna \u00e8 stata dichiarata parco nazionale, altrimenti avrebbe fatto la fine della parte visitabile: ville bellissime ma con una densit\u00e0 abitativa da centro cittadino. La strada che da Knysna porta a Nootsie \u00e8 breve ma passa all\u2019 interno di una zona periferica in cui vive la popolazione di colore: le baracche sono veramente povere e costruite prevalentemente con gli scarti di lavorazione delle segherie. Il contrasto \u00e8 quindi enorme quando, dopo aver disceso i gradini che portano alla spiaggia di Nootsie, vediamo le splendide ville con torri merlate che i colonizzatori si sono fatti costruire in questo angolo di paradiso. Purtroppo anche qui si vedono costruzioni che non hanno proprio niente a che fare con il clima da fiaba che questo posto riesce ad evocare (tutto il mondo \u00e8 paese !!). Torniamo a Knysna per un giro di shopping (ci sono negozi con articoli molto particolari) e per una visitina alla Oyster farm (ormai non riusciamo a farne a meno). Nel pomeriggio decidiamo di raggiungere &#8220;Wilderness&#8221; dove arriviamo troppo tardi per completare la passeggiata lungo il fiume (per cui il consiglio \u00e8 quello di arrivare prima possibile perch\u00e9 alle 17,00 chiudono i cancelli). Per questa sera decidiamo di cenare in un piccolo ristorante lungo la via principale di Knysna &#8220;La Lorie&#8221;: la conduzione \u00e8 familiare (il marito in cucina e la moglie che serve ai tavoli), la cena \u00e8 ottima e, cosa che non guasta mai, la cordialit\u00e0 \u00e8 quasi eccessiva. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Venerd\u00ec 08\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Oggi a malincuore lasciamo la Portofino del Sud Africa (cos\u00ec ci hanno definito Knysna) e ci dirigiamo verso Wilderness per poi inoltrarci alla volta di Oudtshoorn dove ci aspetta una visita (quasi obbligatoria) ad una Ostrich Farm. Decidiamo di visitare la &#8220;Highgate ostrich show farm&#8221; perch\u00e9 indicata dalla guida come la prima fattoria a fare degli struzzi una attrazione turistica. Appena arrivati veniamo subito inseriti in un gruppo che sta iniziando il tour guidato della fattoria: la guida parla in un inglese troppo veloce per noi, quindi perdiamo gran parte della spiegazione (in pratica descrive tutto il ciclo che dall\u2019 uovo fecondato porta alla nascita dello struzzo, le difficolt\u00e0 a crescere i pulcini &#8230;.); ci conduce quindi attraverso i laboratori in cui vengono trattate le pelli e le piume di questa bestia (di cui utilizzano veramente tutto, anche le uova svuotate come soprammobile) e per finire ci porta in un angolo della fattoria dove finalmente riesco a montare in groppa al pennuto e mi faccio scorazzare per il recinto. Devo dire che a parte la cavalcata del gallinaccio per il resto la visita alla Ostrich farm poteva essere evitata. Pranzo a Oudtshoorn e ripartiamo in direzione di Swellendam attraverso il &#8220;Little Karoo&#8221; come consigliato <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf24.jpg\" width=\"221\" height=\"163\" align=\"right\" \/>da Claudio (un italiano che vive da anni in Sud Africa e che possiede un Bed and Breakfast a Swellendam). In effetti il paesaggio cambia completamente in pochi km e la deviazione ci permette di rendercene conto. Arriviamo da Claudio (Claudio Incontri &#8211; B &amp; B &#8220;La Sosta&#8221; &#8211; Swellendam tel. e fax: 002 7285141470 ) che \u00e8 gi\u00e0 quasi buio: veniamo accolti con un buon bicchiere di vino nero e con un ottimo profumo di cibo proveniente dalla cucina della taverna ( da poco Claudio ha aperto anche una taverna dove cucina piatti della tradizione italiana ). Claudio e Neil sono gentilissimi, ci mostrano la camera e ci presentano i loro cani; sono molto indaffarati perch\u00e9 a cena hanno ospiti (&#8220;la creme&#8221; di Swellendam come dice Claudio) e quindi stanno preparando tutto alla perfezione. Per noi ci hanno riservato un ottimo tavolo vicino al camino in compagnia di un gattone grigio (Grigis). La cena \u00e8 ottima con un primo piatto di fettuccine al pesto, seguito da ossibuchi e patate nonch\u00e8 dolce (cheesecake o tiramis\u00f9). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Sabato 09\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf25.jpg\" width=\"246\" height=\"166\" align=\"left\" \/>Lasciamo Claudio e Neil (dopo aver promesso loro di ritornare magari in occasione di un viaggio in Namibia) e ci dirigiamo verso una riserva naturale che ci hanno vivamente consigliato: &#8220;the Hoop&#8221;: dopo circa sessanta Km di sterrato, di cui una decina all\u2019 interno della riserva, finalmente raggiungiamo la costa e gi\u00e0 in lontananza scorgiamo uno degli spettacoli pi\u00f9 emozionanti: le balene. Un gruppo di circa 8-10 cetacei sta tranquillamente sguazzando a pochi metri dalla riva. Sono enormi ! Ci allontaniamo a malincuore ma abbiamo poca benzina e non sappiamo quanti Km di sterrato dobbiamo ancora percorrere prima di trovare un distributore. Arriviamo a Hermanus sotto la pioggia e con una fitta nebbia. L\u2019 albergo (Windsor of Hermanus tel.: 028 312 3727 &#8211; Fax: 028 312 2181 &#8211; Email: <a href=\"mailto:mailer@places.co.za\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">mailer@places.co.za<\/span><\/u><\/a> &#8211; costo: Sea facing room Rand 275,00 pp per notte compresa la colazione) non \u00e8 poi cos\u00ec caratteristico come pensavamo. Il servizio \u00e8 mediocre e la cordialit\u00e0, trovata in tanti altri posti in questo paese, non sembra abitare qui. Ceniamo a pochi metri dall\u2019 albergo alla taverna &#8220;Ouzeri&#8221; (ristorante italo-greco di buon livello e con musica italiana). Ripensandoci aveva ragione Neil quando ci consigli\u00f2 di annullare la prenotazione ad Hermanus e di rimanere a Swellendam: le balene si possono vedere in diversi altri posti molto pi\u00f9 caratteristici e selvaggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Domenica 10\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Al risveglio ci precipitiamo alla finestra per controllare il tempo: fortunatamente \u00e8 migliorato, perlomeno la visibilit\u00e0 \u00e8 buona anche se tira un forte vento e a tratti piove. Immediatamente notiamo che nella baia antistante l\u2019 albergo stazionano diverse balene. Facciamo rapidamente colazione e il check out per incamminarci sulla scogliera in modo tale da poter vedere da vicino lo spettacolo: il numero di cetacei che riusciamo a vedere \u00e8 incredibile, siamo congelati ma emozionati. Lasciamo Hermanus in direzione Citt\u00e0 del Capo; sosta obbligata a Betty\u2019s Bay dove \u00e8 possibile vedere una colonia di pinguini. Per il pranzo seguiamo le indicazioni della guida e ci dirigiamo a Vergelegen all\u2019 interno di una tenuta dove si trova il &#8220;Lady\u2019s Phillip tea garden&#8221;: posto da non perdere (cucina tipica Sud Africana ma decisamente raffinata e ad un prezzo ottimo). Purtroppo la Domenica non \u00e8 possibile visitare la tenuta. Entrando a Citt\u00e0 del Capo, lungo l\u2019 autostrada, attraversiamo una enorme &#8220;township&#8221; (\u00e8 completamente recintata per cui \u00e8 impossibile penetrarvi per sbaglio, e comunque \u00e8 sconsigliato entrarci per curiosit\u00e0) che si estende per diversi Km tra la citt\u00e0 e l\u2019 aeroporto. Ancora una volta notiamo l\u2019 enorme differenza esistente tra le varie <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf26.jpg\" width=\"244\" height=\"154\" align=\"right\" \/>classi sociali quando, entrando in Cape Town, ammiriamo palazzi signorili, locali raffinati e ville stupende. Attraversiamo il Waterfront e arriviamo a Bantry Bay dove abbiamo prenotato un B &amp; B (consigliato da due amici, Alberto &amp; Camilla) per le nostre ultime notti in Sud Africa. La proprietaria ci accoglie con estrema gentilezza e ci mostra la nostra camera: il posto \u00e8 stupendo, la camera \u00e8 molto pulita, la vista su Cape Town e indimenticabile (&#8220;Tempe&#8221; &#8211; fax: 0027 21 43 47 135 &#8211; Email: <a href=\"mailto:jewel@gem.co.za\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">jewel@gem.co.za<\/span><\/u><\/a> &#8211; Costo: Rand 395,00 pp per notte compresa la colazione). Decidiamo per la cena di provare il &#8220;Quay Four&#8221; (consigliato da altri due amici, Simona &amp; Andrea) al Waterfront: ristorante alla moda e di ottima qualit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Luned\u00ec 11\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf27.jpg\" width=\"99\" height=\"166\" align=\"left\" \/>Oggi, su consiglio della Sig.ra Renee, abbiamo in programma la visita al Capo di Buona Speranza (ci vuole una intera giornata). La strada panoramica, la mitica &#8220;Chapman\u2019s Peak Drive&#8221;, purtroppo \u00e8 da tempo interrotta per una frana, vale per\u00f2 la pena di percorrerla fino all\u2019 interruzione per i magnifici scorci che offre. Prima di arrivare al Capo ci fermiamo a &#8220;Boulder\u2019s Beach&#8221;, una spiaggia bellissima popolata da una sterminata colonia di pinguini. La giornata \u00e8 splendida e ci godiamo anche un po\u2019 di sole. Finalmente arriviamo all\u2019 ingresso della riserva del Capo di Buona Speranza (prezzo Rand 5 pp &#8211; apertura ore 7,00 chiusura ore 17,00); il paesaggio \u00e8 molto selvaggio e vale sicuramente la pena di uscire appena possibile dalla via principale per scendere verso alcune calette stupende, con vista sul promontorio del capo e senza la marea di turisti che lo popola (attenzione alle tartarughine, attraversano in continuazione la strada). Nella riserva si possono vedere struzzi selvatici, Bontebock e babbuini (qui particolarmente aggressivi e fastidiosi). La vista sia da Cape Point che dal Capo di Buona Speranza \u00e8 mozzafiato, guardando gli scogli al largo che di tanto in tanto affiorano tra le onde ci si rende conto del perch\u00e9 questo tratto di mare sia da sempre considerato come uno dei pi\u00f9 pericolosi del mondo. Torniamo quindi a Cape Town e ci prepariamo per la cena;questa sera abbiamo deciso di provare, sempre al Waterfront un ristorante belga consigliatoci dalla padrona di casa: &#8220;Den Anker&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Marted\u00ec 12\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Siamo agli sgoccioli di questa lunga vacanza e le cose da fare sono ormai poche, purtroppo una di queste rimarr\u00e0 solo un miraggio: la salita in cable way alla Table Mountain. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf28.jpg\" width=\"247\" height=\"164\" align=\"right\" \/>Qualche giorno prima del nostro arrivo, durante un controllo alla funicolare, sono state riscontrate delle anomalie ed \u00e8 stata chiusa in attesa di riparazioni. Cerchiamo di ricavare le stesse sensazioni girandoci attorno lungo una strada che ad un certo punto si interrompe, sicuramente bello ma non penso sia stata la stessa cosa. Alla stazione della cable ci dicono che si pu\u00f2, volendo, salire a piedi lungo alcuni percorsi (ed in effetti vediamo alcuni sportivoni che si incamminano), ma dovremmo essere un po\u2019 pi\u00f9 preparati dal punto di vista fisico (inoltre il tempo sembra stia rapidamente cambiando). Ci dirigiamo a malincuore verso Constantia per visitare il &#8220;Kirstenbosch National Botanic Garden&#8221; (Constantia Rhodes Ave. &#8211; Prezzo Rand 5,00 pp &#8211; Apertura ore 08,00, chiusura ore 19,00). I giardini sono molto belli, ben curati, ma ci rimane il magone per non essere potuti salite sulla Table (sar\u00e0 per un&#8217;altra volta). La sera torniamo al &#8220;Quay Four&#8221; dove, per rifarci della giornata non proprio fortunata, ordiniamo un piatto con due aragoste a testa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Mercoled\u00ec 13\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf29.jpg\" width=\"228\" height=\"157\" align=\"left\" \/>La giornata di oggi, lo sento, sar\u00e0 indimenticabile !! Abbiamo in programma l\u2019 escursione a Stellenbosch e la visita di alcune winery farms. Il tempo non \u00e8 dei migliori, piove a tratti, ma &#8230; chi se ne frega ! La cittadina \u00e8 carina, le abitazioni coloniali sono ben ristrutturate e soprattutto utilizzate, vive; alcune sono in vendita come abitazioni, altre sono adibite ad uffici, altre ancora sono residenze per studenti (a Stellenbosch ha sede un importante universit\u00e0 Sud Africana). Iniziamo al pi\u00f9 presto la visita alle cantine, ed iniziamo da quella che, col senno di poi, risulter\u00e0 la pi\u00f9 caratteristica: &#8220;Rust-en-Vrede&#8221; (tel.: 021 881 3881 &#8211; Fax: 021 881 3000 &#8211; Ingresso gratuito &#8211; assaggio gratuito se segue l\u2019 acquisto di almeno una bottiglia). Produce ottimi vini rossi, un po\u2019 pi\u00f9 costosi della media, ma vale la pena di acquistarne almeno una bottiglia (nei negozi li troverete ad un prezzo decisamente pi\u00f9 alto). Decidiamo di prendere una bottiglia di Shiraz. La prova di tre diversi tipi di vino rosso ci causa gi\u00e0 alla prima cantina dei seri problemi di equilibrio \u2026\u2026.. ora di sera ne avremo visitate ben quattro !!!! Per pranzo decidiamo di indirizzarci verso un ristorante con cucina francese (per rimanere in tema visto che queste vallate sono state colonizzate dei francesi ugonotti in fuga dalla costa): l &#8220;Auberge du Paysan&#8221; (Raitby Road fuori dalla R45, tra Somerset West e Stellenboch &#8211; tel.: 011 842 2008 &#8211; Chiuso Luned\u00ec a pranzo e la Domenica). Vale la pena fare anche una capatina a Frankschoek, una cittadina tutta francese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Gioved\u00ec 14\/09\/2000<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Oggi \u00e8 il giorno del rientro, per fortuna abbiamo la macchina a disposizione fino alle 15,00, per cui decidiamo di andare a Nord di Cape Town per visitare una delle spiagge pi\u00f9 belle della zona e per vedere Citta del Capo con la Table Mountain alle spalle. La vista \u00e8 decisamente bella, non altrettanto pu\u00f2 dirsi della spiaggia. Tornando ci fermiamo al Waterfront per un pranzo veloce alla taverna del &#8220;Quay Four&#8221;, passiamo a ritirare i bagagli e quindi ci dirigiamo verso l\u2019 aeroporto. Per il volo di rientro ci imbarcano su un aereo della &#8220;South African Air Lines&#8221; con scalo a Johannesburg dove riusciamo a fare il refound tax e, con i secondi contati, ci imbarchiamo sul prossimo volo con destinazione Zurigo. Addio Sud Africa, anzi arrivederci a presto. Claudia &amp; Paolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b>Fonti consultate<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/gif\/sudaf30.jpg\" width=\"226\" height=\"157\" align=\"absmiddle\" \/><\/b><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Lonely Planet (guida del Sud Africa, Lesotho e Swaziland)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Fodor\u2019 s (guida del Sud Africa)<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><a href=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">www.markos.it\/quaderni<\/span><\/u><\/a><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><a href=\"http:\/\/www.places.co.za\/\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">www.places.co.za<\/span><\/u><\/a><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">www2.basshotels.com\/holiday-inn<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Portfolio Bed and Breakfast collection<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">Field guide to the mammals of Southern Africa di Chris e Tilde Stuard<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<\/p>\n<table class=\" aligncenter\" style=\"width: 26.831%;\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 5%;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td style=\"width: 23.2875%;\"><a href=\"http:\/\/www.booking.com\/country\/za.html?aid=304846\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Hotel consigliati in Sudafrica<\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudia e Paolo Marzi\u00a0&#8211; Venerd\u00ec 25\/08\/2000 Finalmente si parte ! 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