Barcellona la moderna, Madrid la maestosa

di Gianni Fornai e Donatella Boscaglia –
Roma 6 luglio
Non siamo abituati alle code, specialmente con il caldo. Quell’ ammasso di corpi in fila indiana che aspetta il proprio turno. Due ore di fila per consegnare la valigia al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino. Volo Vueling in partenza alle 14.20. Forse, molto in forse. In realtà tre ore dopo, alle 17.20.

 

6 Luglio.Volo Vueling Roma Barcellona p. 14.20 a. 16.05 prezzo € 87 Treno dell’aeroporto con partenza dall’aeroporto di Barcellona:
L’ingresso della stazione ferroviaria si trova nel T2B.
Abba Sants Hotel Carrer de Numància, 32 ****  € 96 Non consigliabile
7.Barcellona Acquisto abbonamento metro 2 giorni 14 €
a.m.1 Sagrada Familia 2 Las Ramblas 3 La Cattedrale 4 Museu Maritim
p.m. 5. Collina Montjuic e Poble Espanyol (Spanish Village)   
8.Barcellona 6. Cattedrale di Santa Maria del Mar 7. Museo Picasso 8. Parco Guell di Gaudi 9 Palau Reial 10. Piazza di Spagna
9.Barcellona 11. Museo nazionale dell’arte di Catalunya   12. Fontana magica di Montjuc 13. Centri commerciali
10. Madrid Da Barcellona-Sants per Madrid prendiamo il treno ‘AVE’ (treno ad alta velocità) che arriva a Madrid Puerta de Atocha.
Singolo in classe turistica da  €119,80 . Partenza Barcellona Sants 11.00
Hotel Paseo del arte Calle de Atocha 123 **** € 87 ottimo
Passeggiata fino a Plaza de Cibeles passando davanti al museo del Prado. Nuova passeggiata fino a Plaza Mayor e Puerta del Sol.
11.Madrid 1. Museo del Prado € 7-14 tempo impiegato per visita h. 4.30. 2 plaza  de Indipendencia
12.Madrid 3. Museo Reina Sofia 4. El jardin botanico
13.Madrid 5. Palazzo reale  6. Cattedrale di Madrid 7. Parco del Buen Retiro
14.Madrid 9. Museo Archeologico..-10. Quartiere Lavapiés
15.Volo Ryanair Madrid – Roma Ciampino 13.30-16.00 € 60 Shuttle dalla stazione di Atocha all’aeroporto seguendo il seguente itinerario: Atocha, Cibeles, O’Donnell, T1, Il costo del biglietto è 5 euro, per raggiungere l’aeroporto impiega circa 40 minuti e parte ogni 15-25 minuti. Per trovare il punto di partenza bisogna raggiungere un edificio cilindrico all’estrema sinistra guardando la stazione. Shuttle di colore giallo

BARCELLONA 7 luglio

Preso possesso della stanza il giorno precedente e fatta colazione seguiamo il nostro progetto di viaggio ci rechiamo in metro al Temple expiaton de la Sagrada Familia. Acquistiamo un abbonamento per la metropolitana valido due giorni e andiamo a visitare quella che è la chiesa più nota di Barcellona. Visitiamo solo la parte esterna perché per entrare non solo si paga il biglietto, ma bisogna fare la solita fila chilometrica. Con lo zoom della macchina fotografica riusciamo a vedere i particolari delle facciate e delle torri. Tre facciate ricche di immagini: facciata della Natività,.della Gloria e della Passione. L’edificio non è, come è noto, terminato. L’architetto che lo aveva progettato ci investì tutti i suoi risparmi e, quando fu travolto da un tram, fu scambiato per un barbone e abbandonato per tre giorni in ospedale dove morì tristemente il 10 giugno 1926. I lavori sono sempre in corso. Ad essere sinceri la Sagrada Familia non mi piace.
Las Ramblas. Nello scacchiere di Barcellona con la mossa del cavallo raggiungiamo Placa de Catalunya e percorriamo un parte delle Ramblas. Deviamo a sinistra per Carrer de la Porteformosa, proseguiamo per Carrer des Bortes e raggiungiamo la Cattedrale. Ci troviamo nel centro del Barri gotic. Mia moglie non può entrare perché porta una castigatissima canottiera e un cerbero decide chi entra e chi no, preso da una crisi di misoginia. L’uomo mi ricorda il Canto V dell’inferno “Stavvi Minòs orribilmente e ringhia, esamina le colpe ne l’intrata”. Percorro la navata centrale con un’occhiata alle cappelle laterali e mi colpisce l’altezza del soffitto a volta. All’uscita ammiriamo la facciata gotica.
Nel barrio è possibile vedere le Colonne di Augusto, reperto di origine romana. Attraversando placa reial rientriamo nelle Ramblas e possiamo vedere le statue viventi che si truccano e vestono per lo spettacolo quotidiano.

Scrive Cervantes a proposito di Barcellona nel cap. LX della seconda parte del Don Chisciotte: “Don Chisciotte e Sancio volsero lo sguardo per ogni dove, e videro il mare fino a quel punto da essi non mai veduto, e sembrò loro spaziosissimo e lungo assai più delle lagune di Ruidera che conoscevano nella Mancia. Si presentarono ai loro sguardi le galere che trovavansi sulla rada, le quali abbassando le tende lasciavano apparire e banderuole e stendardi che tremolavano all’aria e baciavano e rompevano l’acqua; e dal di dentro di esse usciva il suono dei clarinetti, dei pifferi e delle trombe, che da vicino e da lungi risuonavano di accenti soavi e bellicosi.”
Oltrepassata la statua di Colombo che indica con un braccio il mare lontano percorriamo la ronda del litoral fermandoci su una panchina a mangiare il gelato e guardiamo il mare. Torniamo poi indietro per visitare il Museu Maritim.

Il museo offre un’immagine della storia marittima di Barcellona attraverso reperti distribuiti in diverse sale. Il pezzo più pregiato è la nave ammiraglia di Don Juan d’Austria, figlio di Carlo V. La prora della nave è abbellita da diversi quadri. L’interno è stato ricostruito con i banconi della galera dove sedevano incatenati i rematori, il motore umano (o inumano) della nave. Il prezzo del biglietto è 7 euro. Accanto al museo c’è il ristorante Norai con prezzi modici.

Il p.m. riposiamo fino alle 18, prendiamo poi il metro fino a placa d’Espanya , percorriamo l’av. De La reina Maria Cristina, alla Font magica svoltiamo a destra e ci dirigiamo al Poble espanyol. Il villaggio è una ricostruzione dello stile architettonico delle varie regioni della Spagna, con una serie di piccoli negozi che vendono prodotti artigianali, bar e ristoranti. Ognuno dei 116 edifici che compongono l’insieme offre particolarità che attirano gli amanti della fotografia. Da segnalare la Plaza Mayor e la torre di ingresso. Il complesso è aperto fino a tarda ora.
Dimenticavamo di dire che a Barcellona faceva un caldo notevole mitigato dal vento di mare.

BARCELLONA 8 luglio.

Non abbiamo riferito molto dei luoghi dove abbiamo mangiato. In carrer Nujmancia, dove si trova l’hotel Abba, c’è un modesto ristorante che fa anche da bar ed è stato un punto di riferimento. A pranzo e a cena abbiamo speso relativamente poco, tra i 20 e i 27 € anche perché con il caldo torrido è sconsigliabile mangiare molto. In proporzione abbiamo speso di più per acqua e bibite da portare nella stanza dell’albergo. Continuiamo con la mossa del cavallo nella scacchiera della metropolitana e sbarchiamo nelle vicinanze della Basilica di Santa Maria del Mar. La chiesa si trova nel quartiere della Ribera. Rappresenta l’esempio più puro del gotico catalano, almeno a quanto è scritto sulla nostra guida del Lonely Planet. L’esterno è anonimo al contrario della grandi cattedrali francesi o di quelle descritte (e inventate ) da Ken Follett nei libri “I pilastri della terra” e “Mondo senza fine”. L’interno è caratterizzato dall’orizzontalità degli spazi, senza ornamenti e senza fregi. L’edificio è austero e mi ricorda la chiesa di Calvino a Ginevra. Le navate sono tre, ma sembra di trovarsi in uno spazio unico e compatto, luminoso e ampio. La visita è consigliabile a chi ama l’architettura come arte.

Non molto lontano si trova l’ingresso del Museo Picasso. Dobbiamo premettere che il camminare per le strette vie della città al di fuori degli itinerari turistici ha ridestato il vecchio istinto del vagabondare. Quando ci siamo messi in fila all’interno del Museo alle 10.30 un’impiegata della biglietteria ha farfugliato, una sola volta, e solo in inglese che tutte le persone sarebbero state messe in uno spazio di attesa e sarebbero entrate alle 11.45. Non credendo ai miei orecchi sono arrivato da una delle impiegate che mi ha confermato quello che la maggioranza non sembrava aver udito. Siamo usciti di corsa. Per chi è interessato a Picasso esistono ottimi filmati su youtube.
Ritorniamo alla fermata Jaume I della metropolitana e ci spostiamo fino a Lesseps per raggiungere a piedi, in mezzo ad una processione di turisti come noi, il Park Guell. Al Parco si arriva percorrendo una salita in parte facilitata da una scala mobile. Una parte del parco, dove sono state portate le opere di Gaudi, e la casa dell’architetto sono visitabili a pagamento dopo la solita fila per il biglietto. Tutto il resto è gratuito compresi i sedili scolpiti dall’artista nella roccia e che formano un lungo serpente dove i turisti amano fermarsi. Nel Parco si trovano giovani che cantano e ballano, venditori ambulanti di tutti i tipi, famiglie con bambini piccoli che utilizzano gli spazi dedicati all’infanzia. E’ possibile vedere dall’alto Barcellona che è molto più grande di quanto si pensi.
Pranziamo e poi prendiamo il metro dalla stazione di Lesseps, linea 3, verde scuro,fino al Palau Reial de Pedralbes. Il palazzo è chiuso, ma è aperto il giardino ricco di fontane, di sculture, di alberi: palme, cipressi, eucalipti, magnolie, pini, alberi di agrumi, boschetti di bambù.



La fontana che rappresenta Ercole è stata disegnata da Gaudi. Nel caldo pomeriggio sediamo su una panchina seguendo “le ripetute” di baldi giovani che si allenano, probabilmente per il rugby, lungo i viali correndo più volte i 200 metri fino allo sfinimento.
Dopo la siesta con l’aria condizionata dell’hotel e la cena ci rechiamo nuovamente a Plaça Espanya percorrendo calle Tarragona, dove viene esibita una sculture di Mirò rappresentante un enorme fallo. La scultura è chiamata “dona i ocel”. La Piazza ospita su un lato un edificio cilindrico di colore rosso con un ascensore su un lato che permette di arrivare ad un belvedere. Si tratta dell’ex arena di Barcellona, Plaça de Brau les Arenes, ora centro commerciale e di divertimenti. Molto bella la fontana al centro della piazza. Spettacolare è il lato della piazza dalla quale si accede all’Avinguda de la Reina Maria Cristina per i due campanili in mattoni alti ben 47 metri. Altre due strade che partono dalla Plaça sono l’ Avinguda del Parallel e la Calle de la Creu Coberta.

BARCELLONA 9 luglio.

Ci rechiamo al Palau Nacional museo di arte Catalana arrivando poco prima delle 10, orario di ingresso. Si trova sul Montjuic e, fortunatamente, delle scale mobili facilitano la salita dato il caldo che comincia a farsi sentire. La parte del piano terra contiene reperti dell’arte romanica da un lato e dell’arte gotica dall’altro. Sono stati presi da numerose chiese. Il modo in cui ignoti artisti vedevano la Madonna con il bambino, i santi e il Cristo è uno specchio di come vedevano se stessi nella società contadina dell’epoca. Madonne sorridenti, la coppia madre-figlio con i visi rubicondi e allegri dei lavoratori della terra, il Cristo statico sulla croce senza l’immagine contorta e sofferente che ci ha lasciato nel suo capolavoro il Cimabue. La mostra continua fino al primo piano con opere pregevoli fino al Rinascimento, meno note nei secoli successivi. L’insieme del percorso richiede più di due ore. All’ingresso è reperibile un piano del museo.

Scendendo vediamo i giochi d’acqua fino alla Font Magica. Gli spruzzi di acqua fresca sono graditi, specie nelle ore più calde e la Font Magica li dispensa regolarmente. Per chi la sera ha la forza fisica c’ è uno spettacolo gratuito “son et lumière”, come dicono i francesi, per i turisti ed è molto gradito.
Nel pomeriggio facciamo la siesta e poi andiamo a vedere i “rebaixes”, gli sconti, in un centro commerciale immenso che si trova sulla Carrer Numancia dove si trova l’hotel.

BARCELLONA-MADRID 10 luglio

Scendiamo alla Stazione di Atocha dal treno e, quando usciamo, siamo avvolti dall’aria infuocata do Madrid che, pur trovandosi a circa 700 metri di altezza è anche nel centro della caldissima Spagna nell’estate più bollente. Ci orientiamo ed arriviamo all’hotel. Usciamo quasi subito per trovare un posto dove mangiare e per comprare acqua e succhi di frutta da tenere in albergo. Consumeremo almeno 10 € di liquidi ogni due giorni. Stiamo a goderci l’aria condizionata fino alle 17.30 e poi andiamo a vedere il museo del Prado dall’esterno e l’enorme fila di turisti che aspira ad entrare gratis mentre il sole cuoce i cervelli. Ci avventuriamo fino a Plaza de Cibeles e poi torniamo indietro. Dalla Plaza passeremo più volte. La prima cosa che notiamo è la fonte al centro della piazza dedicata alla dea greca Cibele, dea dell’agricoltura e della fecondità. Fotografiamo sia la fonte, sia i caratteristici edifici che circondano la piazza: il Palacio de BuenaVista, il Palacio de Communicaciones, il Palacio de Linares e il Banco de Espana. La piazza si trova tra due delle principali arterie della città, Paseo del Prado e Calle de Alcalà ed è sommersa dalle auto e dai pullman del traffico cittadino. Su un lato c’è anche il segnale di una delle poche fermate dello Shuttle che dalla stazione di Atocha porta all’aeroporto.
Non siamo stanchi e, dopo avere cenato, percorriamo la calle de Atocha fino allo sbocco in Plaza Mayor. Rivedo la Piazza dopo venti anni e il mio ricordo di un grande spazio libero con alcuni bar e ristoranti lungo il porticato che caratterizza il perimetro del rettangolo che delimita la piazza, interrotto dalle nove porte di accesso. Oggi buona parte della piazza è occupata da tavolini . Una parte è chiusa per lasciare spazio a sedie e palcoscenico per spettacoli. Si attraversa a fatica e non si vede l’ora di uscire. Lo stesso Filippo III, a cavallo al centro della piazza, sembra voler fuggire via.
E’ la movida di Madrid in una calda serata di luglio. Gli Spagnoli cenano solitamente a partire dalle ore 22, ma mezza Madrid la sera della nostra visita era alla Puerta del Sol.

Forse cercavano un po’ di fresco proveniente dal getto d’acqua delle fontane. O forse volevano essere vicini al “Kilometro cero” dello stato, indicato da una targa apposta alla “casa del correo”. Famosi nella piazza sono il “Reloj de Puerta del Sol” e la statua di Carlo III. Infine va ricordato il monumento all’orsa che si trova all’inizio di calle Montera e che rappresenta l’animale nell’atto do mangiare i frutti del corbezzolo che, secondo la leggenda, guarirono la popolazione dalla peste.

MADRID 11 luglio

Ci svegliamo meno presto del solito e corriamo al Prado. Alle 10 di mattino non c’è fila anche perché il prezzo del biglietto è di 14 €. Impiegheremo 4 ore e trenta, tempo per il pranzo compreso, per la visita. All’ingresso viene pubblicizzata la mostra di dieci opere di Picasso in prestito dal museo di Basilea.

I quadri sono divisi tra il piano 1, il più ricco di opere, e il piano 0. Una piantina, stampata in più lingue, guida in modo articolato alla visione ragionata delle opere. E’ possibile anche affittare un’audioguida. Mi ero documentato prima del viaggio ascoltando in spagnolo e vedendo le opere di diversi autori tra i quali Diego Velazquez (1599-1660) famoso per il quadro Las Meninas,Francisco de Goya (1746-1828), Bartolomé Esteban Murillo (1618-1682), El Greco Dominikos Theotokopoulos (1541-1614). Si tratta dei quattro pittori più importanti della Spagna. Non mancano opere in quantità di pittori italiani. Dei diversi quadri mi limito a citare la rappresentazione dei vari nani di corte da parte di Velazquez e la coppia appaiata di due quadri, uno di Tiziano (1485-1570) e l’altro di Rubens (1577.1650) che rappresentano Adamo ed Eva. Il belga, non so perché, ha copiato esattamente l’italiano. Scrive Picasso. “Tutto quello che potete immaginare è reale”. E il Prado è un monumento all’immaginazione umana espressa attraverso la pittura e la scultura.
Molto stanchi ci rifugiamo in hotel per poi cercare un po’ di fresco nel Parco del buen retiro. Il Parco e dintorni ci vedranno affezionati ospiti più volte.

MADRID 12 luglio

Alle 9.50 siamo davanti al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía. Il sabato pomeriggio e la domenica mattina l’entrata è gratuita meno che per le mostre. Il museo è suddiviso su 4 piani tra i quali ci si sposta tramite ascensore. Le collezioni più importanti sono al primo, al secondo e al quarto piano. A piano terra è accessibile un magnifico giardino ombreggiato e con una fontana centrale . E’ possibile fare foto delle opere meno che nel gruppo delle stanze 206 dove si trova Guernica. Sono presenti autori importanti del novecento tra i quali Pablo Picasso (1881-1979), Joan Mirò (1893-1983), Salvator Dalì (1904-1989), famosi, longevi e prolifici. Per gli altri autori presenti ricordiamo tre i molti Fernand Léger, Vasilij Kandinsky, Edvard Munch e Joan Gris. Non so per quale ragione mi ha fatto piacere vedere alcuni quadri dell’impressionismo francese. Le opere sono ben distribuite in un ambiente molto vasto.
Usciamo intorno alle 13 per andare a pranzo a mangiare insalate in una paneria e, poi, ci rifugiamo in hotel per fare la siesta. Il pomeriggio, sul tardi, andiamo al Jardin Botanico. L’entrata del giardino si trova di fronte all’uscita del Museo del Prado. Si paga un biglietto d’ingresso. Alcuni cartelli, non molti, forniscono ampie indicazioni su alcune piante. Interessante è la parte delle gimnosperme e delle felci. Una parte è dedicata al Don Chisciotte con in particolare l’encina, pianta più volte citata da Cervantes. Sono presenti 30.000 piante e fiori e 1.500 alberi. All’uscita facciamo una passeggiata per il Paseo del Prado.

MADRID 13 luglio

Attraversiamo mezza Madrid con l’ausilio della carta. Nella nostra visita alla città non useremo mai mezzi pubblici, salvo l’ultimo giorno per raggiungere l’aeroporto. Ci mettiamo in fila davanti alla biglietteria collocata nell’angolo di Plaza de Almudena per scoprire che il palazzo è chiuso per necessità di rappresentanza della monarchia. Dimenticavamo che nell’Unione Europa ci sono anche stati monarchici. Non ci resta che ammirare la parte esterna dell’immenso palazzo
Ci spostiamo nell’adiacente Catedral de Santa María la Real de la Almudena.

La cattedrale ha pianta a croce latina con tre navate. Nel transetto c’è la statua della Virgen de la Almudena in argento e circondata da quadri ed immagini. Bisogna alzare gli occhi al cielo per vedere le parti più interessanti: i dipinti all’interno della cupola e l’organo a canne. Sulle pareti ci sono quadri e statue del Cristo. Possiamo fotografare tranquillamente senza alcun disturbo.
Raggiungiamo Piazza di Spagna. Al centro della piazza c’è una fontana dedicata a Cervantes con una scultura in pietra che rappresenta lo scrittore. Vicino ci sono le sculture in bronzo di Don Chisciotte e Sancho Panza. E’ rappresentata anche Dulcinea del Toboso, l’amore immaginario del prode cavaliere che combatte i mulini a vento e indossa il bacilelmo. Vorrei ricordare che i maggiori scrittori spagnoli sono concentrati nel siglo de oro: Miguel de Cervantes (1547-1616), Lope de Vega (1562-1636), Francisco de Quevedo (1580-1645), Tirso de Molina (1584-1648), Pedro Calderon de la Barca (1600-1681) . E che vissero in un periodo in cui la Spagna passò da Carlo V al cupo Filippo II (quello della invincibile armada) e all’incapace Filippo III (quello della cacciata dei moriscos).

Da Piazza di Spagna comincia la Gran Via con i negozi pieni di rebajas, almeno a leggere i cartelli. Compriamo qualche cosa e poi da Piazza de Cibeles, attraverso il Paseo del Prado raggiungiamo l’hotel dopo aver mangiato (male) in un ristorante lungo la strada.
Dopo la consueta lunga siesta ci rifugiamo nel Parco del Retiro dopo aver visto i libri della fiera del libro. Compro Rayuela di Cortàzar che ho già sul tablet. Le opere dell’autore si trovano gratuitamente su Internet, ma sono affezionato al libro di carta. Siamo già passati più volte dal Parque del retiro che è veramente enorme e che rappresenta un’oasi di fresco nel caldo sahariano di Madrid. Famiglie, giovani innamorati, singole persone scelgono di sdraiarsi sull’erba all’ombra degli alberi. Il punto di riferimento per molti è il laghetto principale con il monumento ad Alfonso VII. Circondato da bar e ristoranti nel laghetto circolano barche prese in affitto da amanti degli sport con il remo. Tra i luoghi di interesse indichiamo la puerta de España e la Rosaleda. Sono presenti anche fontane tra le quali quella dedicata all’ Angel caido, Lucifero, all’inizio del parco provenendo dalla zona della stazione di Atocha.

Sempre a sud del lago si trovano il Palacio de Cristal e il Palacio de Velàzquez. Ad ogni ora del giorno, ma, per ovvie ragioni la mattina presto e il pomeriggio sul tardi, coraggiosi podisti e podiste spargono il loro sudore sui viali.

MADRID 14 luglio.

La mattina ci rechiamo al Museo Archeologico passando di nuovo per il Parque del retiro. Il Il Museo Arqueologico si articola su tre piani con in più spazi per i servizi ed uno spazio più piccolo tra il primo e il secondo piano dedicato ad esposizioni minori. Al piano terra si trovano l’archeologia r la preistoria. Una grande quantità di reperti con scritte esplicative rendono facile la comprensione da parte del visitatore. Il museo è caratterizzato tutto da un’ottimale distribuzione degli spazi. Al primo piano abbiamo reperti della protostoria e della Spagna dominata dai Romani. Al secondo piano oggetti, quadri) e sculture del Medioevo, dell’età moderna, del Vicino Oriente, dell’antico Egitto e della Grecia (con numerose vasi attici. Tra le opere evidenziate nel dépliant illustrativo citiamo la Dama di Elche, il tesoro visigoto di Garrazar, elde Tetis y Peleo. Bote de<Zamora, el Dinos de las bodas. Poco pubblicizzato il museo vale senz’altro una visita.
Ritorniamo al Parco del Retiro per mangiare. Dopo una lunga siesta in albergo facciamo ina passeggiata fino a Puerta de Toledo costeggiando il simpatico quartiere Lavapiés. Ceniamo in un allegro ristorante in Ronde de Valencia.
Il giorno successivo torniamo in Italia. Saliamo a Roma Termini su un treno che ha 100 minuti di ritardo e che, comunque, parte prima del nostro treno che di minuti di ritardo ne ha solo 40. Mentre salgo sul treno alzando la valigia faticosamente, impedito dallo zaino, un giovane di colore cerca di rubarmi il portafoglio dalla tasca dei pantaloni. Non ci riesce per un soffio. Folklore italiano.

 

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