Flashback ischitano

di Ena Villani

Ero piccola, quando con mio padre ancora andammo una volta nell’isola, a fare visita al suo amico e collega, il pittore Vincenzo Colucci. Fu verso la metà degli anni ‘40 – l’artista aveva una villa, o una casa tipicamente isolana, tutta bianca, con lo sfondo blu del mare. Così la disegnai anch’io in uno dei miei primi acquerelli, che furono poi esposti alla galleria Forti di Napoli, quando avevo 7 anni. 

di Ena Villani

Colucci era bruno e zingaresco, con la zazzera, che allora portavano solo alcuni artisti e i delinquenti,si diceva a quel tempo. Tutti gli uomini “normali” avevano un severo taglio corto.

Ricordo la grande pineta, allora selvaggia, animata solo dal concerto stridulo e incessante delle cicale. Lì incontrammo anche un altro suo amico pittore, Nicola Fabbricatore, soprannominato <<’a capa ‘ e morte>>, per il suo volto così scavato da sembrare un teschio…



di Gennaro Villani

Fu solo nel ‘57, nove anni dopo la morte di mio padre, che vi tornai con mia mamma, per farvi la villeggiatura: ci aggregammo a sua cugina Livia, coi suoi 3 figli maschi, che già erano habituès del posto. Fittammo una casa a Porto, ma ne dovemmo cambiare diverse, perché per mia madre,temperamento nervoso e sonno troppo leggero, non andavano mai bene: dappertutto sentiva dei rumori notturni che le impedivano il sonno! O era un motore, lontano o vicino, lo scampanìo di una chiesa…c’era sempre il problema… che la teneva sveglia… bastava anche il ronzìo di una mosca nella stanza e…addio! – Comunque in qualche modo vi restammo: facevo i bagni alla spiaggia di S.Pietro, restano le vecchie foto in bianco e nero di me e altre ragazze coi costumi interi elasticizzati col gonnellino teso sul davanti, un tipo talmente abbronzato da sembrare un Nero, un altro peloso come una scimmia, ingenui sorrisi all’ obbiettivo, di un‘epoca e un mondo semplici e spontanei….

Coi miei tre cugini maschi andavo molto d’accordo, scherzavamo sempre, il maggiore, Mario, era un po’ più piccolo di me, poi c’era Fernando, sempre contestato da suo padre, che gli rimproverava il suo taglio di capelli “alla cretino” (con la frangetta, come i Beatles) e infine Carlo, il più piccolo. Con tutti e tre loro ricordiamo ancora oggi una serata sulla spiaggia nella quale, distesi sulla sabbia umida, ognuno di noi poggiava la testa sulla pancia dell’altro… e giù a raccontare barzellette… e le pance sobbalzavano per le risate… beata gioventù!

La sera si passeggiava immancabilmente sul Corso, sempre molto affollato: al caffè ”Dolce sosta” era seduto Peppino Di Capri, giovanissimo e magro, con un sombrero in testa – suonava ogni sera col suo gruppo in uno dei locali più alla moda di Ischia, era lui a riconoscere anche noi, fra i frequentatori del night e a salutarci con un sonoro “buonasera”! Di fianco c’erano i viali fioriti e semibui che scendevano fino al mare.

Una sera andammo all’Arena, il cinema all’aperto, a vedere ”Il ragazzo sul delfino”, quello ambientato in Grecia, con Sophia Loren – poco dopo l’inizio del film si spezzò la pellicola, si riaccesero le luci; alla gente fu assicurato di poter tornare la sera successiva, con lo stesso biglietto fatto, a vedere il film.Tutti si alzarono per andar via e noi scoprimmo davanti ai nostri piedi un borsellino, caduto o dimenticato da qualcuno. Curiosi lo aprimmo e vi trovammo dentro nientepopò di meno che mille lire!! Una cifra, allora: ce lo tenemmo (per comprarcene gelati) e lo ribattezzammo ”delfino”: da allora in famiglia è rimasto il detto ”ho trovato un delfino” se o quando capitava di trovare, per caso, una piacevole sorpresa economica, magari in qualche nostra tasca o cassetto dimenticati. Un’altra nostra cugina, Joletta, bella ragazza alta e prosperosa, raccontò che, in compagnia di amiche era passata davanti a un caffè dov’erano seduti l’attore Maurizio Arena ed altri attori, che stavano girando in quel periodo un film ambientato sull’isola. Le ragazze passeggiavano gustandosi un cono gelato: Joletta disse che il bel Maurizio le aveva fatto un complimento pesantissimo… e lei, indignata, gli aveva schiaffato il suo gelato in faccia! Lo raccontava orgogliosa di averlo trattato come si conveniva, malgrado la sua notorietà. Cinquant’anni fa non era accettabile, oggi le ragazze si butterebbero a pesce loro, per sedurre un bellone, seduta stante.

Ischia del’ 57… il bel bambino mulatto Jim, sulla spiaggia, che ritrassi con un disegno colorato, coi pastelli a cera…o il solitario tedesco biondo col quale ci guardavamo… ma non comunicammo mai, perché io non conoscevo, allora, neanche l’inglese. Feci anche altri ritratti a tempera di un paio di belle tedesche bionde. Mi capitò di conoscere, in pineta, i figli del regista Jules Dassin, quello del futuro (allora) film ”Topkapi” – erano il figlio Jo e sua sorella, assieme alla loro mamma, nel campeggio della pineta. Lui era biondo, carino, un po’ strabico, suonava la chitarra, cantava. Per un po’ non mi dissero di essere fratelli, ma, per divertirsi, che erano due giovani amanti, scappati da Parigi – io, molto impressionata, vi credetti! Solo in seguito mi confessarono il loro scherzo, presentandomi anche la madre, una bella signora dai capelli rosso scuro, mi lasciarono il loro indirizzo di Parigi, promettendoci di ritrovarci, ma quando sono tornata nella “ville lumière” non è successo. Lui poi interpretò il saltimbanco in “Topkapi”, è diventato cantante, ha inciso dischi

Mi regalò un biglietto scritto a mano da Jeanne Modigliani, loro amica, con il suo indirizzo al centro di Parigi… poi Jo è morto, piuttosto giovane.

Mio cugino Carlo veniva spesso a casa nostra, intorno al ’66. Fatima era piccola, feci loro una foto scherzosa fuori la balconata, s’erano entrambi messi delle parrucche… con lui facevamo lunghe discussioni su vari temi, dissertazioni, quasi… è stato sempre un grande studioso e approfonditore in tutti i campi dello scibile umano… Ma ci scambiavamo anche i dischi dell’epoca, ”Retiens la nuit” di Johnny Halliday, ecc. La nostra lunga amicizia dura ancora adesso e continuiamo a chiacchierare amabilmente ma per telefono, abitando un po’ lontani… L’affetto con questi cugini è durevole attraverso gli anni, è un miracolo, oggi, in questa epoca dove i rapporti umani sono rarefatti e alterati, quasi distrutti dalla tecnologia, ricordando ancora, talvolta, le belle estati spensierate ad Ischia.

Le opere e le biografie dei pittori Ena Villani e Gennaro Villani sono pubblicate nel sito www.enavillani.com

(Ena Villani)

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Commenti al racconto

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Ena(elisabetta)Villani

ricordo personale di estati trascorse ad Ischia,fra le stagioni dell’infanzia e prima giovinezza.illustrato da miei disegni e quadri,più un dipinto di mio padre,l’Artista pittore Gennaro Villani,.

Ena(elisabetta)Villani

Grazie caro Marco per l’eccellente tuo perfezionamento del mio racconto ischitano!i miei cugini,diretti interessati ed altri amici saranno certamente felici di ritrovarsi in questo mio ricordo.