Danimarca e Svezia in camper

di Gianluca Pinzi –
Potrebbe sembrare banale come titolo ma poi, se ti accorgi che dopo aver percorso 6.400 km non hai incontrato una- dico-una-sola altra caravan targata Italia pensi che magari la caratteristica più “inusuale” di questo viaggio può proprio apparire il mezzo utilizzato.
E dire che viaggiare con la caravan nei paesi del nord Europa è davvero un piacere come immaginavo: strade comode e sicure, automobilisti eccezionalmente rispettosi, campeggi eccellenti e molto convenienti, formalità e lungaggini per traghetti e ponti pari a zero…insomma chi pensa di rinunciare a queste mete lontane solo perché non ha un camper super accessoriato sbaglia alla grande (e infatti, a iniziare proprio da danesi e svedesi, di caravan ne abbiamo viste proprio tante in giro). Ma andiamo con ordine. Innanzitutto le presentazioni: siamo Luca (38 anni), Bruna (37), Emanuele (14) e Chiara (11), abitiamo ad Alpignano, prima cintura torinese, e fedeli compagni di viaggio sono la nostra Ford Escort SW e una SunCaravan 4+1 di 3 m. e 75, piccola ma ben disposta e funzionale.
In cambio di dieci giorni di mare e riposo assoluto nel nostro campeggio preferito (La “Ballena Alegre 2”, in Costa Brava) e favorito dal caldo insopportabile che per tre mesi ha attanagliato anche Torino ho finalmente ottenuto il permesso dal resto della famiglia per una vacanza itinerante nel Nord Europa : 6.400 km in tre settimane, partendo da Torino e risalendo tutta la Danimarca fino alla punta estrema dello Yutland, a Skagen, per poi traghettare in Svezia “tagliandola” da Goteborg e Stoccolma e ridiscendendo in Danimarca a Copenaghen attraverso il ponte che collega queste due nazioni.
Il viaggio ci ha permesso da un lato di sfatare alcuni “miti” sui paesi scandinavi e dall’altro di toccare con mano la veridicità di qualche classico “stereotipi”: li troverete in conclusione nella sezione “vero-falso”. Soprattutto però ci ha permesso di entrare in contatto con un modello di società che a noi è sembrato davvero “avanzato” e “sostenibile” , grazie a popolazioni cordiali, tranquille (il primo impatto è con il silenzio che regna), sorridenti e grazie a una natura trionfante, ricca di colori forti e contrasti.
Se può essere utile ad altri viaggiatori indicherò man mano alcuni costi sostenuti, con l’avvertenza che dove si tratta di “ingressi” il costo è sempre relativo a quattro persone, due adulti e due bambini, o comunque a “family ticket” ove disponibili mentre quando si parla di ponti-traghetti ecc… il costo è relativo a auto + roulotte + 4 persone. Per comodità tutti i prezzi sono convertiti in euro (Danimarca e Svezia, con l’Inghilterra, sono gli unici paesi dell’Unione a non avere ancora adottato l’euro…).

La nostra vacanza inizia sabato 9 agosto, nel pomeriggio. Scelta che si rivelerà sbagliata perché partendo in mattinata, anche con comodo, avremmo evitato una notte in più sulla strada. Per chi parte da Torino come noi l’Italia “finisce” presto: doppio salasso per i bollini svizzeri a Chiasso e via attraverso gli infiniti lavori autostradali elvetici. Perdiamo un po’ di tempo in coda in attesa di attraversare il tunnel del Gottardo, il più lungo di Europa con i suoi circa 17 km, dove misure di sicurezza, cartelli, segnaletiche, aree di sgombero si sprecano a differenza di un altro tunnel a poche decine di km di distanza e lungo “solo” 10 km dove invece l’accesso non è regolamentato in alcun modo e le auto sfrecciano a piacere… Dopo 475 dalla partenza entriamo in Germania e…ci fermiamo qualche ora per la notte.
Il giorno successivo è tutto dedicato all’attraversamento della Germania: Karlsruhe, Francoforte, Hannover, Amburgo…alla fine saranno esattamente 975 i km che percorreremo dal confine svizzero al confine danese. La notte la passiamo nuovamente in strada in un autogrill e finalmente lunedì mattina arriviamo a Ribe, Danimarca, prima tappa del nostro viaggio.
Il sole è davvero caldo e invitante e il pomeriggio andiamo subito sulla vicina isola di Romo, collegata alla terraferma da un ponte, per goderci il mare e la inusuale esperienza di guidare con l’auto sulla spiaggia sterminata.
Confortati dalle previsioni del tempo dedichiamo il giorno successivo al parco di Legoland (ingresso 90 euro): tanta gente, giostre divertenti per tutte le età e ricostruzioni dettagliatissime con i famosi mattoncini (in effetti per apprezzare appieno la perfezione dei monumenti e delle città in miniatura il parco andrebbe visitato al termine del viaggio in Danimarca, dopo aver visto dal vivo le bellezze del paese).
Mercoledì 13 è finalmente dedicato alla visita di Ribe, la città più antica della Danimarca, con le viuzze strette, le case medievali e la cattedrale (5 euro). Nel pomeriggio andiamo al vicino Viking Center (24 euro), uno dei tanti “parchi” all’aperto della Danimarca dove viene ricostruita la vita vichinga, con tanto di figuranti impegnati nelle varie attività ed esibizione di falchi.
Giovedì ci spostiamo a Silkeborg, nel centro dello Yutland. Per raggiungere il campeggio attraversiamo una foresta favolosa, purtroppo disturbati dalla pioggia. Il camping è in riva al lago, immerso nel bosco: un luogo incantevole. Da lì è possibile partire per diverse passeggiate. Noi, visto il tempo incerto, ci limitiamo a raggiungere il vicino laghetto Slaenso, considerato il lago più pulito del paese, dove vediamo alcuni “locali” intenti a pescare nonostante la fitta pioggerella e la nebbiolina che sopraggiunge. Ci spostiamo poi in auto, sempre attraverso paesaggi da favola, sulla Himmelbjerget, che con i suoi circa 170 metri è nientepopodimenoche la cima più alta della DK (…): inutile dire che il paesaggio di cui si gode, con il lago sottostante, è superbo e reso ancor suggestivo dal vento impetuoso.
Il giorno dopo (Ferragosto!) andiamo ad Aarhus , seconda città della Danimarca: complice la pioggia il centro non ci entusiasma più di tanto, mentre vale sicuramente la visita il museo storico all’aperto “Dem Gable by” (25 euro), dove sono state ricollocate decine di costruzioni (negozi, case, laboratori artigianali, cascine, edifici pubblici…) dei secoli scorsi che riproducono fedelmente la vita quotidiana delle varie regioni danesi.
Sabato risaliamo ancora verso nord, facendo base in un piccolo villaggio sulla costa occidentale, Lonstrup. Il tempo si è girato al meglio:sole e caldo. Nel pomeriggio raggiungiamo la famosa “Rubjerg knude”,la duna mobile che ha quasi sepolto un faro. Lo spettacolo è uno dei più belli e suggestivi che abbiamo mai visto: da un lato la sabbia finissima quasi a perdita d’occhio, dall’altro a strapiombo il mare blu. Avevo letto da altri viaggiatori di vento sferzante che alza la sabbia e insetti fastidiosi che costringono ad andare via velocemente: noi siamo veramente fortunati, il clima è perfetto e non sfuggiamo al “must” del luogo: rotolarsi giù per la duna e risalire.
Ci spostiamo di pochi kilometri a sud: in pratica da Lokken fino a Lostrup c’è una spiaggia infinita (saranno credo una ventina di kilometri) percorribile anche in auto o raggiungibile a piedi attraverso ripide scalinate che discendono dalle dune: noi facciamo una lunga passeggiata fino quasi al tramonto mentre c’è ancora qualcuno che fa anche il bagno.
Domenica è il grande giorno: arriviamo alla punta della Danimarca, a Skagen o per la precisione a Grenen dove una piccola strisciolina di terra costituisce il punto più a nord e dove si incontrano e scontrano i due mari, quello del Nord e il Baltico.

Io veramente a questa storia, tanto decantata dagli altri viaggiatori, non ci credevo anche perché quando tre anni fa avevo raggiunto un’altra estremità con due mari che si incontrano, a S.Maria di Leuca, non mi ero proprio accorto di nulla. Invece a Grenen è proprio così: le piccole onde (anche in questa giornata abbiamo trovato sole e mare piatto) del Mare del Nord arrivano da sinistra e si scontrano contro quelle del Baltico che arrivano dalla destra e farsi fotografare o riprendere con un piede in un mare e uno nell’altro è davvero simpatico. Seguendo il consiglio di altri viaggiatori abbiamo raggiunto la punta sul tardi (le cinque del pomeriggio…) per evitare la folla e godere in tranquillità la suggestione del luogo.
Il paesino di Skagen non ha nulla di particolare in sé.Poi però si arriva al porticciolo con una fila di casette di legno rosse con le finestre bianche adibite a ristorantini dove si mangia pesce fresco seduti ai tavoli e alle panche di legno sul molo… col sole che si abbassa all’orizzonte, l’aria che si fa frizzante, le barche ormeggiate: una scena che da sola vale il viaggio di 1800 km da Torino per arrivare fino qui.
Ci fermiamo ancora un giorno al nord, i posti sono troppo belli, e lunedì andiamo a Lokken, per un pic-nic sulla spiaggia, con auto al seguito (veramente questo sistema di percorrere km in auto sulla spiaggia è tanto comodo però mi turba un po’ dal punto di vista ambientale e infatti per punizione rimaniamo impantanati sue volte …) e shopping nella cittadina. Non perdetevi i dolci. Poi ci riscattiamo con una lunghissima passeggiata a piedi dalla spiaggia della vicina Lingby che ci porta fino sotto la duna di Rubjerg Knude.
Martedì lasciamo la Danimarca e con il traghetto da Frederikshavn raggiungiamo Goteborg dopo tre ore e un quarto di traversata (168 euro).
L’impatto con la Svezia è sicuramente più caotico di quello avuto in terra danese, d’altra parte Goteborg è una grande città. Anche qui comunque le autostrade o superstrade che siano sono eccellenti e dopo aver attraversato foreste e foreste e foreste raggiungiamo nel tardo pomeriggio il lago Vattern e la nostra meta: Vadstena.
Vadstena è una piccola cittadina medievale molto carina. Da visitare, oltre alle deliziose pasticcerie, la chiesa di S.Brigida, patrona della Svezia e una delle patrone d’Europa e il bel castello (13 euro), circondato dal fossato. A pochi km di distanza troviamo il lago Takern, una piccola oasi considerata la migliore riserva del nord europa per il birdwatching. Con una breve passeggiata nel bosco raggiungiamo una delle torrette a disposizione per gli avvistamenti e anche noi che non abbiamo attrezzature né conoscenze particolari (oltre a essere un po’ “rumorosi”) avvistiamo qualche uccello, papere, scoiattoli vari.
Qui la Svezia è davvero come me la sono sempre immaginata: luce, natura incontaminata, l’azzurro terso del cielo, il giallo dei campi di orzo, il rosso delle casette di legno con le finestre bianche, il blu dei laghi. Praticamente un paradiso (se aggiungete che la gente è cordiale e simpatica, i prezzi sono contenuti e i dolci fa-vo-lo-si…beh fate voi, chiedete il trasferimento…).
Giovedì 21 ci spostiamo, sempre dopo aver attraversato foreste e foreste, a Stoccolma. Dopo la sistemazione in campeggio siamo ancora in tempo per fare un primo giro di “perlustrazione” e visto che i biglietti della metro sono molto cari ci avventuriamo in auto e ,sorpresa, ci rendiamo conto di quanto sia agevole girare la capitale costruita su vari isolotti con la macchina. Visitiamo la bellissima città vecchia “Gamla Stan”, invasa da turisti, con il palazzo reale, la cattedrale (bellissima la statua di S.Giorgio che trafigge il drago), le case antiche.
Il giorno dopo saliamo sulla torre del municipio (4,50 euro) da cui si gode un panorama superbo della città nonostante il cielo nuvoloso. Purtroppo ci siamo persi il cambio della guardia, ci rifaremo a Copenaghen. Tutto il pomeriggio è dedicato alla visita dello “Skansen” (22,50 euro) , sull’isola di Djurgarden, un museo all’aperto tipo quello di Aarhus che ripropone la vita e le tradizioni delle varie regioni svedesi nei secoli scorsi solo tre volte più grande e con tantissimi figuranti. C’è inoltre un interessantissimo “zoo”, o meglio un area dove sono ospitati in ambienti naturali ampi e curatissimi gli animali presenti in Svezia, dall’orso alle renne, dalla maestosa alce alle razze bovine svedesi fino agli animali da cortile. E’ un parco immenso che vale davvero la pena visitare.

Altro eccezionale luogo da non perdere è il museo del Vasa (17,50 euro), il galeone reale affondato nel Seicento appena dopo il varo e recuperato quasi intatto negli anni Sessanta: il galeone in sé è assolutamente affascinante, il museo ricchissimo di spiegazioni sulle cause dell’affondamento, il ritrovamento, le tecniche di restauro, la storia svedese del Seicento…
Il centro commerciale di Stoccolma si distende tra Sergels Torg, Drottninggtan e Kungstradgarten: un centro affollato, pieno di negozi e locali, ma dove non c’è ressa, soprattutto non ci sono rumori assordanti e smog e dove la gente corre ,certo, come in qualunque metropoli occidentale ma ci appare comunque più rilassata e informale che nelle nostre città. Stoccolma alla fine sarà la città che più ci affascinerà in questo viaggio, sarà per il mare, sarà la città vecchia, sarà la gente…sicuramente una delle più belle città europee che abbiamo mai visto.
Domenica ci spostiamo a sud, costeggiando tutta la costa orientale per circa 400 km fino a Kalmar: quella sarà la nostra base per visitare l’isola di Oland, lunga circa 130 km e larga al massimo 15 ,collegata a Kalmar da un maestoso ponte lungo 6 km.
L’isola è considerata uno dei luoghi balneari più frequentati di tutta la Svezia, con la parte sud più selvaggia e desolata e la parte nord con lunghe spiagge di sabbia dorata. Noi privilegiamo quest’ultima in particolare facendo tappa a Byrums Sandvik e sulla stupenda spiaggia di Boda, dove facciamo un pic nic in riva al mare protetti dal vento dalle dune. I coraggiosi fanno il bagno, in effetti anche qui l’acqua non è gelata ma l’aria fuori è decisamente frizzantina…
Kalmar riserva comunque piacevoli sorprese: un centro pedonale molto elegante, centri commerciali decisamente convenienti e un bellissimo castello in riva la mare e circondato da un fossato in posizione estremamente suggestiva. E anche qui pasticceria di prim’ordine…
Martedì 26, sotto un sole cocente, giunge l’ora di abbandonare la Svezia: da Kalmar raggiungiamo dopo circa 280 km Malmoe e da lì con il superbo ponte che dal 2000 collega le due nazioni (61 euro) rientriamo in Danimarca.

La giornata successiva è dedicata alla visita di Copenaghen, disturbati da un tempo che più variabile non si può. Sarà la cartina che ho, sarà il tempo, ma orientarsi in auto a Copenaghen non è stato semplice come a Stoccolma. Speravamo di poter usufruire delle famose biciclette ad uso gratuito ma trovarne quattro ( di cui una piccola) è stato impossibile. Vediamo la rinomata Sirenetta, sferzati dal vento e dalla pioggia. Poi il castello e il parco di Rosenborg, inseguiamo la banda per raggiungere il Palazzo Reale e assistere al tradizionale cambio della guardia, sotto il sole. Mangiamo qualcosa sul canale Nyhavn (bellissimo!) e ci imbarchiamo per un bel giro in battello (consiglio la compagnia Netto,la più economica: 10 euro) lungo i canali dove prendiamo di tutto: sole, pioggia, grandine (!), vento. Infine concludiamo la giornata, sempre coprendoci e spogliandoci ogni dieci minuti, con una passeggiata sulla famosa via pedonale dello Stroget.
Giovedì è la volta di Roskilde, dove nel duomo (6 euro), che è la chiesa più grande del paese, sono sepolti tutti i reali danesi e dove è stato realizzato l’interessante museo delle navi vichinghe (19 euro), con cinque navi (in alcuni casi solo pochi frammenti) ritrovate negli scorsi anni nelle vicinanze. Anche questo museo è assolutamente ricco di notizie ma forse la parte più interessante (a parte la divertente possibilità di vestirsi da vichinghi e farsi fotografare a bordo di una nave) sta nelle dettagliate informazioni sulle tecniche di costruzione delle imbarcazioni, che sono state fedelmente applicate per riprodurre modelli simili attualmente esposti. Bello anche il centro pedonale della cittadina.
La sera siamo andati al famoso Tivoli, il parco di divertimenti più antico d’Europa situato in pieno centro della capitale. A parte il fatto che è esageratamente caro, (solo per l’ ingresso e tre giostre a figlio ci sono partiti 56 euro…), devo dire che ci ha abbastanza delusi anche se indubbiamente c’è tutto il fascino dell’illuminazione soffusa e delle giostre di una volta.
Il tempo ormai stringe e purtroppo non potremo vedere tutto quanto speravamo all’inizio. Andiamo comunque a Hillerod, dove c’è il bellissimo castello in stile rinascimentale (tralasciamo di entrarvi) e un parco ancora più bello, stile Versailles, fatte le debite proporzioni ovviamente. Molto carino il centro cittadino con la solita, lunga, silenziosa via pedonale.
Purtroppo il tempo volge al brutto e tornati a Copenaghen riusciamo solo a visitare velocemente il quartiere hippy di Christiania, famosa esperienza di convivenza tollerata dalle istituzioni tipo centri sociali: in pratica un grande mercato di canne all’aperto e gente sballata ovunque. Una sensazione di decadenza ma forse è colpa della pioggia, sta di fatto che rientriamo in campeggio non avendo voglia di camminare con gli ombrelli (a queste città forse mancano un po’ di portici, come abbiamo noi a Torino…).
Sabato, ahimè, è il giorno della partenza. Partiamo in tarda mattinata, dopo aver fatto un ultimo rifornimento di dolciumi, e arriviamo velocemente a Rodby, dove ci imbarchiamo per la Germania (63 euro). Non c’è storia: anche da questa parte (Puttgarden è il porto tedesco di imbarco, o di sbarco a seconda della direzione…) ci sono 1.430 km fino a casa nostra, dove arriviamo domenica sera, coda a Chiasso compresa.

Luca, Bruna, Manuele, Chiara
(pinzilu@hotmail.com)

 

VEROFALSO (come sfatare alcuni miti e confermarne altri) :



Una vacanza nei paesi scandinavi presuppone un budget di spesa medio-alto: falso!
A conti fatti, non so se ci crederete, abbiamo speso praticamente quanto lo scorso anno in giro per l’Italia (stessa durata, stesso mezzo, itinerario Romagna-Conero-Roma-Gargano). Indispensabile è portarsi una buona scorta dall’Italia (noi abbiamo caricato tutto quanto non fosse deteriorabile) e ovviamente non eccedere in prodotti particolarmente costosi a favore di altri . La Danimarca ha prezzi nettamente superiori ai nostri (non a caso verdura e frutta vengono vendute a pezzi e non a peso…) mentre quelli svedesi sono decisamente più abbordabili. La benzina costa circa come da noi (1,08-1,11 in DK e 1,06-1,07 in Svezia. Un po’ di più in Germania – 1,13 – e un po’ meno in Svizzera – 1-) ma tutte le autostrade sono gratis per cui, una volta pagato il bollino in Svizzera (doppio per chi ha la caravan….sono 60 euro) non si paga più nulla eccetto i traghetti (comunque molto più economici che da noi) e il ponte che collega Svezia e Danimarca. I campeggi costano molto meno che da noi, in particolare in Svezia. Musei, castelli, parchi sono mediamente cari come in Italia. I parcheggi nelle due capitali sono carissimi (anche 4 euro l’ora in alcune zone) però è anche vero che in molte altre cittadine o davanti a luoghi di interesse sono gratuiti.
Poi , come ovunque, ci sono prodotti vantaggiosi e altri no: ad esempio i gelati sono carissimi (minimo 2,5-3 euro) ma la pasticceria costa meno che in Italia. Il pane è molto caro (anche questo lo vendono a pezzi…), il latte no. I francobolli costano quasi il triplo, i libri (ma non credono che molti siano interessati a libri in svedese o danese…) sono inavvicinabili, l’abbigliamento anche di marca in tempo di saldi molto più vantaggioso che da noi.

Aree di sosta e autogrill sono eccellenti: vero!
In Danimarca le aree di sosta sono frequentissime e tutte ben tenute. Gli autogrill sono semplicemente spaziali, bagni compresi, e ricchi di documentazione turistiche. In Svezia invece le aree di sosta, almeno sulle autostrade, sono meno frequenti e per far rifornimento quasi sempre è necessario uscire proprio dall’autostrada e poi rientrare. Siamo invece rimasti clamorosamente delusi dalle aree sosta in Germania dove abbiamo trovato sempre, sia all’andata che al ritorno, servizi igienici sporchissimi e mal tenuti. Mal comune…

La Danimarca è il regno delle biciclette: vero!
E’ incredibile il numero di biciclette che circolano in Danimarca e anche in Svezia, utilizzate da tutti, di tutte le età, in tutte le ore e con tutte le condizioni atmosferiche. In Danimarca le piste ciclabili sono ovunque, nei paesini come nella capitale.Noi purtroppo non le avevamo al seguito ma sicuramente sono il mezzo ideale per circolare in assoluta sicurezza anche in città.

Il mezzo migliore per girare Stoccolma e Copenaghen è la metro: falso!
Incredibile ma vero, incuranti delle raccomandazioni di viaggiatori e guide abbiamo sempre girato Stoccolma e Copenaghen in auto. In particolare a Stoccolma questa soluzione, nonostante i parcheggi siano molto cari (è possibile pagare anche con carta di credito), è più conveniente se si è in quattro persone rispetto all’abbonamento di 24 ore della metro, oltre ovviamente alla comodità. Il traffico è molto fluido, anche nelle ore di punta e abbiamo sempre trovato parcheggio abbastanza agevolmente.

I campeggi sono di livello superiore al nostro: vero!
Siamo rimasti delusi solo da uno dei sette campeggi visitati (vedi la scheda dedicata). Abbiamo volutamente scelto campeggi piccoli ,privilegiando la collocazione geografica piuttosto che le attrezzature a disposizione ma possiamo dire che mediamente i servizi igienici sono più che buoni, quasi ovunque è possibile anche cucinare ed eventualmente consumare i pasti, i giochi per i bambini sono sempre presenti. Ma ciò che più ci è piaciuto è il senso di libertà che si respira, la mancanza di piazzole delimitate rigidamente, il silenzio che regna, la velocità delle operazioni di registrazione, ingresso e partenza. E poi i prezzi: abbiamo speso in media 27 euro a notte (quattro persone,docce, luce,caravan e auto), a maggio in Liguria in un camping a due stelle ne abbiamo spesi 48…

Dopo le cinque non si trova più un negozio aperto: falso!
Ero un po’ preoccupato da questa segnalazione fatta da molti viaggiatori. In realtà la chiusura vale certamente quasi ovunque per musei,castelli,chiese…e negozi non alimentari ma comunque sia in Danimarca che Svezia abbiamo sempre trovato negozi alimentari e catene di piccoli o grandi supermercati aperti fino alle 20, sabato e domenica compresi.

Le carte di credito sono poco diffuse: falso!
Mi aveva sorpreso questa segnalazione fatta da alcuni viaggiatori, anche dello scorso anno. In realtà le carte di credito sono utilizzate come e più che da noi, anche se loro generalmente digitano un codice anziché firmare (non so se in quel caso risultano come i nostri bancomat).

Nei paesi nordici tutti parlano inglese: vero!
In Svezia è addirittura impressionante: non ho trovato una persona una che non sapesse l’inglese, dal tipo fermato per strada alla panettiera alla persona già di una certa età. Incredibile! E come lo parlano!!!!
In Danimarca qualcuno che non sa l’inglese c’è. In compenso moltissimi parlano sia tedesco che inglese…

I CAMPEGGI

Alcune premesse: per accedere ai campeggi in Scandinavia è necessaria una tessera, con validità annuale, che si può fare presso gli uffici turistici o al primo campeggio (costo per una famiglia circa 11 euro).
Le docce calde sono a pagamento in Danimarca e gratuite in Svezia.
Ovunque si è liberi di scegliere la piazzola o meglio il posto che si preferisce .
Le prese elettriche sono generalmente uguali alle nostre. In due casi (uno in Svezia l’altro in Danimarca) c’erano invece le prese tipo quelle spagnole e ci hanno prestato senza problemi un adattatore.
Il periodo della nostra vacanza non coincide in genere con la loro “alta stagione” (che più o meno va da metà giugno a metà agosto), quando i prezzi sono leggermente più alti.
Per il motivo di cui sopra non abbiamo mai avuto problemi nel trovare posto, non so se durante il mese di luglio qualche campeggio possa essere al completo.
In genere, nei campeggi che abbiamo visitato, il negozio interno era veramente essenziale (pane disponibile solo su prenotazione) per non dire sguarnito.

Danimarca:

Ribe camping, Ribe: molto vicino al paese, abbastanza pulito, grandi prati. Piscina (a pagamento) e giochi per i bambini.
Skyttehusets camping, Silkeborg: un piccolo campeggio direttamente sul lago di Silkeborg, pulito, immerso in un bosco al centro di una foresta favolosa. Purtroppo il tempo non ci ha favorito ma il campeggio col sole è in una posizione favolosa. Ad un quarto d’ora di passeggiata nel bosco si arriva nel laghetto più pulito di tutta la Danimarca e col battello che passa davanti al campeggio, in auto in dieci minuti o a piedi in un ora e mezza alla cima più “alta” della Danimarca (170 metri più o meno…). Incantevole.
Egelunds camping, Lonstrup: il campeggio più bello in cui abbiamo soggiornato. Piccolo, servizi pulitissimi, cucina e locale a disposizione per mangiare simpatico e altrettanto pulito, piscina (a pagamento), adiacente a un piccolo supermercato aperto fino alle 20 tutti i giorni e collocato in posizione strategica per visitare il nord dello Yutland: a pochi km dalla duna di Rubjerg Knude, a un quarto d’ora dalle splendide spiagge di Lokken, a un’ora circa di macchina da Rubjerg Mile, Skagen, Grenen e a 35 km da Frederikshavn. Non perdetevelo!
Undinegaardens camping, Ganlose: è collocato in posizione strategica a una trentina di km da Copenaghen, 15 da Hillerod e altrettanti da Roskilde, immerso nella campagna e vicino a un laghetto. I pregi finiscono qui. I servizi sono sporchi, si paga (poco) anche l’acqua calda per lavare i piatti, l’aria complessiva è abbastanza dimessa, gira gente strana. Ci siamo fatti l’idea che alcune persone utilizzino le caravan come dimore per tutto l’anno. Girate al largo.

Svezia:

Vatterviksbadets camping, Vadstena: splendido, grande campeggio direttamente sul lago Vattern, un paio di km a nord di Vadstena. Piscina e acquascivolo (a pagamento, già chiuso a fine agosto), spiaggia, sauna (a pagamento) Servizi essenziali e puliti. Posizione fantastica.
Bredang camping, Stoccolma: ottimo campeggio a pochi km dalla capitale, molto comoda da raggiungere sia in auto che con la metro. Il campeggio è molto pulito, la sauna è bella e gratuita, alla reception c’è molto materiale informativo su Stoccolma. Dal campeggio si accede per una breve passeggiata a una bella spiaggetta sul lago Malaren. Unico piccolo neo: lavaggio stoviglie e cucine non sono in locali chiusi ma sotto delle tettoie, magari se non è estate o piove fa un po’ freschino , no???
Stenso camping, Kalmar: ottimamente segnalato da qualunque parte si entri nella cittadina anche questo campeggio è essenziale, immerso in un bosco, vicino a una piccola spiaggetta, carina. Servizi puliti, è l’unico posto dove abbiamo trovato zanzare (beh, non credo sia colpa del campeggio…) ed è il camping in assoluto più economico in cui abbiamo soggiornato (ben 15 euro a notte!!!). E’ un’ottima soluzione per chi vuole visitare l’isola di Oland in libertà senza avere molto tempo a disposizione.

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