Asolo e la Duse

di Monica Palazzi –  
Asolo e la Duse e questa è l’accoppiata vincente in quanto questa attrice che è diventata il simbolo del teatro moderno aveva un luogo “speciale” vale a dire questo borgo in provincia di Treviso.

Asolo conta circa 10.000 abitanti ed è circondato dalle colline del Prosecco che io ho visitato proprio seguendo le orme di questa Divina in quanto ci sono andata assieme a una zia che definire grandissima fan della Duse è davvero poco.

Ne approfitto per farvi partecipe di questa mia visita in quanto Eleonora Duse è morta negli Stati Uniti D’America esattamente 100 anni e per la precisione il 21 aprile del 1924.

Asolo
Veduta su Asolo dal Castello – Foto Marco Usan

Primo giorno ad Asolo

Mattina: centro cittadino, Albergo al Sole, Museo Civico, Castello della Regina di Cornaro, Villa Freya e il Giardino Parco Archeologico

La mia gita ad Asolo non può non iniziare dal centro cittadino che è “protetto” da antiche mura che si partono dalla rocca del XII secolo.

E il passaggio successivo è l’Albergo Al Sole che fu il posto prediletto della Duse per soggiornare ad Asolo mentre stava facendo sistemare la sua villa (di cui parlerò in seguito). Ma torniamo a noi.

Io e mia zia abbiamo così sorseggiato un the al bar ristorante dell’albergo che si affaccia sul centro storico vale a dire su Via Collegio con le stupende arcate di un bel palazzo che si trova alle nostre spalle con a fianco il parco di una villa signorile che è sulla sinistra rispetto a dove siamo sedute noi due.

E una signora anziana locale sentendo i nostri discorsi sulla Duse ci racconta che la camera di Eleonora Duse detta la Divina era la 202 che è stata lasciata come quando ci andava lei.

Il letto con la testiera alta, la scrivania, il manichino per gli abiti e il catino con la brocca e le sue spazzole … pensate che qui sono ancora conservate le lettere di prenotazione che la Divina mandava ai proprietari per confermare la camera.

Riprendiamo, anzi iniziamo la visita ad Asolo, e superiamo i resti dell’Acquedotto Romano e la Fontana Maggiore, rinascimentale, che fu per diversi secoli il principale bacino per raccogliere l’acqua cittadina.

Andiamo poi al Museo Civico che ospita svariati cimeli della Duse che sono stati donati da sua figlia come, ad esempio, fotografie, abiti di scena, bauli, copioni, libri e scarpe. Per maggiori informazioni clicca qui https://www.asolo.it/il-museo-civico/

Vicino al Museo si trova il Castello della Regina di Cornaro che deve il suo nome al fatto che dal 1489 al 1510 ha ospitato Caterina regina di Cipro, Gerusalemme e Armenia ma anche signora di Asolo.

Nel 1932 il Castello è stato restaurato in modo tale da diventare il teatro cittadino intitolato alla Duse. È visitabile solo se vi sono degli eventi culturali al suo interno. Per maggiori informazioni clicca qui https://duse2024.it/



Essendo io una grande appassionata sia di viaggi sia della scrittura non posso non andare alla villa Freya, che volendo non è poi nemmeno troppo lontana dal Teatro.

Sto parlando della dimora della scrittrice e viaggiatrice inglese Freya Madeline Stark che decise di andare a riposarsi a Asolo tra un viaggio e l’altro nel Medio Oriente.

Il giardino Parco Archeologico è aperto al pubblico e, quindi, visitabile grazie alle visite guidate dove potrete ammirare alcune tracce del teatro romano e conoscere meglio la vita dell’esploratrice inglese.

E la mattina è volata via velocemente perciò adesso torno verso il centro per andare a mettere qualcosa sotto i denti.

Pomeriggio Casa dell’Arco e Porta di Santa Caterina, Cimitero di Sant’Anna

Dopo pranzo dal centro a via Canova sono due passi e in questo modo arrivo a Casa dell’Arco che fu la residenza che nel 1920 la Duse prese in affitto e restaurò.

Inconfondibile in quanto è un palazzo rosso e bianco che ingloba la Porta di Santa Caterina, medievale, in cui si legge la targa che D’Annunzio fece fare nel 1925 nel primo anniversario della sua, della Duse, morte.

Si narra che questa casa la volesse anche un’altra donna che aveva perduto il proprio innamorato durante la Prima Guerra Mondiale che la Duse l’acquisto solo dopo che quest’altra rinunciò.

Tuttavia in ricordo di quest’amore triste sembra che Eleonora mettesse tutte le sere sul davanzale della sua finestra due vasi di fiori.

Andando verso il locale cimitero di Sant’Anna dove riposa la Duse e la cui tomba è davvero molto semplice mi soffermò ad ammirare Casa Longobarda che è rivestita di sculture. La mia prima giornata è conclusa.

Secondo giorno ad Asolo

Mattina

Non troppo di buon’ora in realtà, ma se sono vacanze ci sta il non alzarsi troppo presto e fare le cose con calma non è vero? Penso che la vostra risposta sia un coro di: “sì!” Ne sono felice e dopo questo piccolo siparietto torniamo a noi … Mi dirigo alla Rocca.

La Rocca si trova sul Monte Ricco che è a circa 320 metri sul livello del mare ed è una fortezza fatta costruire dal Vescovo di Treviso nel XII secolo per proteggere la città.

Ci puoi andare facendo una bella passeggiata e una volta arrivato in cima il panorama che potrai godere è meraviglioso!

Da quassù noterai che la Rocca ha una forma davvero molto particolare che ricorda in qualche modo lo scorpione che è l’ottavo segno zodiacale ed è anche però collegato all’alchimia.

Per maggiori informazioni clicca qui http://www.museoasolo.it/rocca/

In qualche modo qua ad Asolo ci sono tante cose che richiamo a questo come, ad esempio, lo stemma cittadino che è rappresentato dal pardo rampante che è un essere fantastico, e ancora i tanti affreschi o la Casa Gotica con le stelle a 5 punte che richiamano alla magia bianca.

Ritorno sui miei passi e vado a pranzo per rientrare in albergo e prendere la macchina in quanto il pomeriggio lo dedicherò alle vie del Vino.

Per maggiori informazioni su Asolo clicca qui https://www.asolo.it/

Pomeriggio

La Via del Vino si sviluppa tra i panorami della Marca Trevigiana che la Divina adorava.

Si inizia dalle Colline di Conegliano e Valdobbiadene nell’area a sud della catena Cavallo Visentin che è tutelata dall’Unesco dal 2019.

Questa zona è stata plasmata dall’uomo, in modo tra le altre cose, di coltivare anche in pendenza le uve Glera che danno un Prosecco che è amato anche a livello internazionale.

La Via del Vino si sviluppa per oltre 50 chilometri (io ne ho percorso una parte) e si divide in quattro tappe che sono usufruibili davvero a tutti.

A riprova di questa affermazione c’è la testimonianza di mia zia che sicuramente non è una camminatrice e non ha avuto particolari problemi nel fare una parte di tragitto.

Il territorio da cui si possono godere davvero dei magnifici spettacoli tra boschi, foresti, appezzamenti agricoli ma anche ammirando delle meravigliose abbazie, pievi, chiese e per chi lo volesse oltre alla storia del Prosecco qui si può seguire la Storia della Grande Guerra che ha lasciato dei segni profondi tra questa terra.

Per maggiori informazioni clicca qui https://collineconeglianovaldobbiadene.it/

La mia gita di 2 giorni in quel di Asolo e dintorni si è conclusa dunque rientro in albergo per preparare con tutta calma la valigia che l’indomani è tempo di tornare a casa.

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