Maldive, l’isola di Ukulhas

di Alice – 
Sto tornando dal mio primo viaggio alle Maldive. Un viaggio che mi ha sorpreso più di quanto non immaginassi. Complici dei biglietti aerei low cost, con due amiche decidiamo di concederci una settimana di mare in pieno novembre, un sogno anche solo sulla carta. Le Maldive hanno più di mille isolette tra cui circa 200 abitate… la scelta dell’isola, nei giorni di preparazione del viaggio, si era rivelata più ardua del previsto. Ovviamente niente resort, vicina a Male ma non troppo, autentica ma economica. Insomma, a distanza di un mese dalla partenza navigavamo in alto mare. Poi, per caso (tutte le più grandi scoperte avvengono per caso) mi imbatto in un articolo. Una via di mezzo tra un racconto di viaggio e una pubblicità di una guest house, una paginetta niente di più, che parlava di questa isoletta poco turistica ma molto bella. Qualcosa in quell’articolo ci ha convinto subito a tutte e tre e così, tra 200 possibilità, scegliamo Ukulhas. Dopo poche ore dall’arrivo ne eravamo follemente innamorate.

Ukulhas è un’isola di 1 km per 300 metri nell’atollo di Alif Alif, dista poco più di un’ora da Male prendendo una barca veloce. Dal 2012 la popolazione ha deciso di dedicarsi al turismo, ma il progetto è ancora in una fase embrionale: attualmente ci sono 19 guest house, tra un anno prevedono di avere quasi 400 posti letto. Vista dall’alto, Ukulhas è un ovale di sabbia bianchissima, con una spiaggia immensa, e, all’interno, una vegetazione tropicale così folta da nascondere le abitazioni. Detta così sembra perfetta. Ma non lo è, non lo è affatto. Ukulhas è un’isola ancora molto povera, le case degli abitanti sono spartane, le strade non sono strade ma fiumi di fango che alla prima pioggia diventano piscine impercorribili. L’isola è sporca. Tutto è in costruzione, tutto sembra lasciato a metà, la gestione dei rifiuti è a dir poco inesistente. Ci sono pochi ristoranti, e tutti uguali, nessun locale, niente di niente. Aggiungiamo pure che su 7 giorni di vacanza, almeno 3 ha piovuto. Eppure. Eppure Ukulhas è un posto magico. Sono sicura che fra qualche anno sarà un’isola semi perfetta, in cui i lavori in corso saranno finiti, le strade saranno asfaltate, gli internet cafè non mancheranno. E sarà bellissima e ci saranno tanti turisti, ma non troppi, e il mare è spettacolare ecc. ecc.

Ma io sono contenta di averla vissuta così. Ora che ha cominciato la trasformazione ma ancora conserva il sapore di un’isola dei pirati, con mille abitanti, musulmani praticanti, che un bel giorno realizzano di avere per le mani un gioiello e scommettono tutto sul turismo. E qui è inevitabile la menzione alle persone che abbiamo conosciuto e che hanno reso questi giorni indimenticabili. Abbiamo scelto una guest house decisamente carina (750 euro, una settimana per tre persone) e siamo state accolte da tre fratelli eccezionali. Ognuno con il suo ruolo, ognuno con la sua storia, le sue ambizioni, i progetti, i sogni per il futuro. Ma sempre pronti ad aiutarci, a portarci in giro, a organizzare escursioni fantastiche. Curiosi di conoscere la nostra realtà e pronti a raccontarci la loro, a parlarci delle aspettative su quest’isola che cambia, delle appassionate lotte contro la dittatura del governo, dei loro genitori che si svegliano alle 4 per pregare. E che l’ultima sera ci hanno chiesto di unirci a loro, perché volevano suonare e cantare per noi, sotto un cielo stellato in una notte di novembre senza tempo. So che mi mancheranno. Mi mancano già.
Per il resto, il mare è una favola e le escursioni che abbiamo fatto ci hanno entusiasmato: snorkeling alla scoperta di pesci tropicali meravigliosi, un bagno con le mante unico, un’isoletta paradisiaca da sembrare finta in cui abbiamo dato da mangiare ai pesci e un banco di sabbia, che emerge solo con la bassa marea, con acque cristalline e un’atmosfera irreale.



Meglio dei Caraibi? Non lo so, e forse il paragone non ha senso. Meglio delle altre isole delle Maldive? Chissà e non so se lo scoprirò mai, perché spero di tornare e spero di tornare li.

Al netto di tutto il resto Ukulhas ha due cose che la rendono speciale: un barriera corallina a due passi dalla spiaggia che regala delle nuotate indimenticabili. Non servono barchette, non servono escursioni, ci si tuffa a due passi dalla guest house e con poche bracciate si nuota in un acquario. Pesci colorati di ogni genere e le tartarughe, mio dio che spettacolo le tartarughe e qualche squaletto qua e là per regalare qualche brivido. E se piove, allora, a maggior ragione, buttatevi in mare e nuotate, che uno spettacolo del genere non capita molto spesso.

La seconda cosa, forse la migliore… Non c’è nessuno. Forse non durerà molto, ma in questi giorni non c’era praticamente nessuno.
Forse una ventina di turisti, spiaggia vuota per lunghi tratti, lo sciabordio del mare e il suono dolce dei coralli, una quantità di stelle da far sembrare il cielo finto, una pace fuori dal comune. Nell’epoca del turismo di massa, di cui io sono in prima persona artefice e vittima, trovare una meravigliosa isola delle Maldive immune dal turismo non ha prezzo.

Ps. Un consiglio, spingetevi oltre “the edge of the reef”. All’inizio fa un po’ paura. Ma lo spettacolo vale il rischio.

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