Immersione nel cuore della terra di mezzo: Istanbul

di Kadi Soumahoro –  
Introduzione 
1. Alla scoperta dell’antica Bisanzio ( Istanbul
2. I luoghi simbolo 
3. I siti di culto 
4. Cibo 
5. Prospettive e visioni personali 
Prima parte: lingua 
Seconda parte : personalità del popolo 

INTRODUZIONE

Il viaggio una vena artistica data dal curioso sapore della scoperta,che ha sempre costituito parte attiva ed integrante nella vita di un essere umano fin dall’antichità.

Viaggiare simile ad una spinta di vulcano incandescente che ha sempre contraddistinto il Dna umano, di conseguenza tutto ciò ha incoraggiato i nostri antenati a lasciare la Rift Valley definita “culla dell’umanità” dagli studiosi di scienza.

Questo è un racconto di viaggi che nasce da una grande passione per la geografia ed il viaggio: un mix di sentimenti che si vivono a seconda del posto in cui ci si trova, ciò si lega ad un’analisi introspettiva che fa pensare ad un miglioramento riguardo alla visione personale del mondo.

Le componenti osservazione e studio della realtà esterna fatta di : caratteristiche di città, luoghi, paesaggi, cibi, cultura, credenze, tradizioni e mentalità.

Il viaggio sinonimo di conoscenza, libertà mentale, nel momento in cui si acquisisce la capacità di andare oltre i confini non si percepiscono più le barriere mentali che ci limitano nell’apprezzare le diversità.

1- ALLA SCOPERTA DELL’ANTICA COSTANTINOPOLI

Questo è il primo giorno ad Istanbul, la terra di mezzo tra i due continenti, si potrebbe definire una specie di piccolo mondo chiamato “eurasia”.

La prima impressione che sorge osservando la città è positiva.

L’antica Costantonopoli è una metropoli dotata di particolari caratteristiche, le quali affascinerebbero qualunque turista, un agglomerato urbano che si fonde in un mix di influenze culturali ;

Infatti il territorio è valorizzato dalla presenza di monumenti storici, alcuni apportati dai popoli romani, altri dalle popolazioni persiane e arabe.

Questa città rappresenta la culla della cultura per eccellenza, se si pensa che i nostri occhi in due secondi possono passare dall’ammirazione di una nobile chiesa ad una favolosa moschea, ricordiamo che tra le moschee più importanti della città vi sono: la moschea blu e la moschea di solimano, senza dubbio ne sono presenti altre, tuttavia quest’ ultime citate sono quelle che si consigliano ad un turista che visita Istanbul per la prima volta e magari ha un lasso di tempo limitato.

L’antica capitale dell’impero di Bisanzio è animata dalle artistiche chiese bizantine, una di queste ha colto nel segno della tradizione culturale, rappresenta una di quelle in cui un viaggiatore dovrebbe recarsi: la Basilica di Santa Sofia.

Questo centro urbano si delinea per i cosidetti luoghi simbolo ovvero posti che il “traveller” parlando in termini di era digitale, dovrebbe visitare per avere una visione panoramica completa della città.

Tra le perle da visitare spiccano : il Grand Bazar uno dei mercati al chiuso più famosi, la piazza di Taksim, il Ponte Galata, il Quartiere di Eminonu e infine la piccola cittadina di Uskudar.

2 – LE SEI MERAVIGLIE DI ISTANBUL

Uno dei luoghi significativi e che non dovrebbero mancare nella lista di un vacanziere,ironicamente parlando è il Grand Bazar.



Il Gran bazar è uno dei mercati più conosciuti di Istanbul, benché trasmetta una certa vivacità derivante dal profumo inebriante delle spezie che vivacizzano le bancarelle,l’esplosione di colori dei tappeti da preghiera che attirano subito gli occhi delle persone e come non citare i fantastici souvenir,la maggior parte di questi fabbricati con tecniche artigiane.

Dal colorato Grand bazar ci spostiamo alla piazza di Taksim che dista circa 30 minuti.Il significato di Taksim è “distribuzione” questa “square” come direbbe un inglese, rappresenta una delle zone di Istanbul più moderne è caratterizzata da bar, ristoranti e cafè; quindi se un turista volesse decidere di andare ad assaporare il cibo tipico in un luogo simbolo, quest’ultimo è consigliato.

Nel mezzo della vasta piazza si può ammirare il monumento della repubblica in turco (Cumhuriet aniti).

Tale piazza è importante anche per i tifosi del calcio che celebrano le vittorie, a pochi passi da questa si può percorrere la “istiklal caddesi”, una lunga e celebre strada sempre colma di persone che collega una breve funicolare alla Taksim square.

Tra le perle di Istanbul è presente il Galata Bridge, percorrendo il ponte si può ammirare il Mar Bosforo animato da diversi traghetti che navigano per le più disparate mete, alcuni di questi compiono percorsi che arrivano fino confine con il Mar Nero appartenente all’Egitto.

Un’ altra delle meraviglie di Istanbul è il quartiere di Eminonu, un distretto situato su una specie di collina da dove si possono vedere altre vedute e isolotti alla turca.

Eminonu è vivificata da una serie di bancarelle, mercatini, locali e bazar. Se un turista volesse acquistare dei piccoli convenienti souvenir può sicuramente far un giro nei mercatini di Eminonu, poiché meno dispendiosa a livello economico rispetto ad un Grand bazar.

Ora passiamo all’ultima meraviglia quella che più di tutte potrebbe cogliere di sorpresa il visitatore, si parla di una città non molto grande Uskudar.

Uskudar è come un piccolo rifugio calmo in cui il viaggiatore dopo lunghe visite e passeggiate nel caotico traffico dell’antica Costantinopoli viene a riposarsi per ritrovare la quiete; la cosidetta “pace dei sensi” o “distaccamento da realtà esterna”.

Questa realtà regnata dalla tranquillità è costellata da una varietà di pontili che accolgono barche, traghetti, motoscafi, inoltre nel bel mezzo del Bosforo emerge la famosa torre di Leandro conosciuta per le diverse leggende narrate su di essa, come ad esempio la storia agghiacciante del sultano e sua figlia.

Il sultano aveva una figlia molto desiderata, un giorno un oracolo predisse che sarebbe stata uccisa da un serpente velenoso nel giorno del suo diciottesimo compleanno.

Il sultano al fine di proteggere la figlia fece costruire una torre; tuttavia la principessa nel giorno del suo compleanno riceve un cesto di frutta da parte del padre, purtroppo accidentalmente all’interno vi era il serpente tanto temuto che morse la giovane fanciulla e morì tra le braccia del padre; dopo la tragica fine si decise di dedicare la torre in nome della principessa.

Appena si arriva nella cittadina si notano subito le moschee, più che visivamente si percepisce la presenza a livello di udito in quanto in orari di preghiera si contrappongono l’uno sugli altri i canti del muezzin provenienti dai diversi luoghi di culto, come se la vita viaggiasse alla velocità della religione una peculiarità fascinosa che contraddistingue Uskudar da altri piccoli quartieri, la percezione del contatto diretto con la fede data da questi richiami.

3- I TESORI DEL CULTO

L’antica Costantinopoli oltre a raffigurare una moltitudine di meraviglie storico culturali, racchiude tesori artistici architettonici i cosidetti luoghi di culto.

Tra le strutture religiose più note vi sono al primo posto la Moschea Blu tra gli edifici più belli al mondo.

Gli occhi del turista vengono catturati immediatamente dalla bellezza architettonica dell’edificio composto dalle gradinate a cupola comunemente chiamate “cascate”.

Nel momento in cui il viaggiatore entra nel complesso potrebbe contrarre la sindrome di Stendhal, dalla maestosità che risiede internamente alla Blue mosque, la struttura è abbellita da un profondo blu che sprizza dal soffitto adornato di decorazioni fiorite ai pavimenti ricoperti di pregiati tappeti da preghiera.

Altra attrazione turistica che merita la visita è la M oschea di Solimano rispetto alla precedente questa dotata di bellezza strutturale soprattutto nella sua parte esteriore, si trova in una posizione di rilievo sul ponte Galata; questo è l’elemento che la rende unica nel suo genere.

Infine tra i luoghi di culto da non perdere c’è la chiesa bizantina più famosa di sempre, la Basilica di Santa Sofia (Aya Sophia in turco), costituita di una cupola attorniata di torri a punta, non ha un impatto visivo di attrazione a prima vista.

Tuttavia il suo lato interno contiene insidie incantevoli, la lucentezza dei lampadari, l’ampiezza del posto che fa pensare ad una libertà di pratica del proprio modo di vedere la fede rifacendosi ai fatti storici di questo posto solenne convertito in un antico passato da basilica a moschea al museo odierno.

4-DELIZIE TIPICHE

Quando si cammina per le strade di Istanbul a mezzogiorno non può mancare una passeggiata vicino ad una delle kebbaberie del posto per mangiare uno dei panini più popolari a livello globale.

Il kebab cucinato a casa sua nella realtà turca non è paragonabile ad altri preparati al di fuori dell’antica Bisanzio ; qui si parla di diverse varianti di panini con differenti tipologie di verdure,spezie, diversa carne di prima qualità a modesta scelta del cliente,che può variare da carne di pollo, agnello a tacchino.

Il kebab è il simbolo rappresentativo della cucina turca, benché non ci sia solo questa delizia, nel caso in cui il turista volesse provare un’ altra prelibatezza a base di carne è presente : Kokorech un panino dal retrogusto particolare composto di arrotolati di agnello o di capra che vengono preparati alla brace, solitamente anche questo alimento contornato di verdure come nel kebab.

Per gli amanti del pesce si consiglia il delizioso Ekmek, che come le altre due specialità presentate in precedenza fa parte del vivace scenario degli street food turchi ; si tratta di un sandwich fatto di pesce grigliato, assaporato da sale, pepe nero, olio di oliva, pomodori, cipolle e la tradizione detta che infine un aggiunta di succo di limone attribuisce più gusto alla pietanza.

La tradizione culinaria turca prevede che venga servito il “cay”, thè turco, che oramai scorre nel dna culturale degli antichi ottomani (Turchi) ; Questa bevanda viene servita a temperatura bollente in bicchieri dalla forma di tulipano.

Accanto al “cay” nazionale vi è anche un altra bevanda ” ayran” da un sapore intenso,amaro e salato, poiché è un miscuglio di acqua e sali minerali, dunque consigliato a chi volesse fare una nuova esperienza gustativa assaggiando questa bibita.

5- PROSPETTIVE E VISIONI PERSONALI

Lingua

In Turchia viene parlato il turco, un idioma distinto da specifiche connotazioni che si discostano da quelle che potrebbero essere le lingue romanze neolatine accomunate tutte da forme morfologiche e grammaticali similari.

Il turco è una lingua ammaliante ha la spettacolare caratteristica di racchiudere termini che si avvicinano a tutte le lingue più parlate al mondo; una perfetta mescolanza tra idiomi tra cui inglese,francese,tedesco, arabo lo si nota in diverse espressioni ad esempio : “Gunaydin” = Buongiorno che farebbe pensare al tedesco “Guten morgen” = Buongiorno, la parola ” Pardon” che significa “Scusa ” proveniente direttamente dal francese; ma vi è una piccola inflessione riguardo la pronuncia differente da come la pronuncerebbe il tipico francese madrelingua, nel saluto è molto utilizzata l’espressione araba “merhaba” che significa “ciao”.

La Turchia è un paese in cui emerge un connubio tra mentalità radicale severa e mentalità più accomodante vicina al pensiero occidentale.

In generale i turchi sono persone molto patriottiche ciò viene constatato dal fatto che quando si entra in una kebbaberia, nonostante tu sia un turista parlano inglese, ma al tempo stesso accennano a parole base di turco.

Tutto ciò rappresenta il sinonimo di “civiltà di mezzo” ovvero terra nata tra differenti culture, grazie alla favorevole collocazione geografica che ha contribuito alle svariate influenze che hanno lasciato il segno persino nella lingua turca che contiene il valore secolare delle influenze interculturali che la rendono affascinante.

Personalità del Popolo

La Turchia è una realtà che confonde mentalmente un turista, quando si passeggia sulle strade ; talvolta si ha la sensazione di trovarsi in un paese occidentale, mentre altre volte in un paese mediorientale, tale tratto marcativo si riflette nelle persone.

L’anima che costeggia tra due continenti, semplicemente da scoprire e unica nel suo genere.

 

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