Praga, la città delle mille torri

di Carola Alessandra Losi –  

Praga è soprannominata “la città dalle mille torri” e chi ci è stato può confermarlo. Il suo orizzonte è costellato  di guglie e campanili.

Praga è la patria di Kafka di cui possiamo ammirare la testa rotante dalla superficie a specchio situata nel centro commercial, del famoso prosciutto (va assaggiato assolutamente alla bancarelle di Pizza Vecchia) e della birra da provare assolutamente al Czeche Beeer Museum.

Per godersi a pieno la città il consiglio è quello di girarla a piedi perché ogni suo angolo è in grado di stupirci.

Il nostro viaggio di tre giorni è partito da Piazza san Venceslao situata nella città nuova la quale oltre ad ospitare la statua del santo termina con il Museo Nazionale, un palazzo in stile neorinascimentale, che ospita varie collezioni di cui le principali sono quella di  scienze naturali, mineralogia, archeologia, antropologia, numismatica.

La seconda tappa è stata la Dancing House, soprannome dato alla sede degli uffici nazionali. L’edificio fu un progetto dell’ edificio in stile decostruttivo di Vlado Gehry ricorda la coppia di ballerini Fred Astaire e Ginger Roger intenti un casquè.

Proseguendo lungo il fiume si può ammirare la vista del Castello da lontano.

Il nostro pomeriggio è proseguito al Beer Museum dove abbiamo ripercorso la storia della birra ceca e le tradizioni di birrificazione. L’aspetto più caratteristico del museo è la possibilità di creare la propria bottiglia di birra con tanto di etichetta personalizzata!



La giornata si è conclusa nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria situata nel quartiere di Malà Strana. Essa si distingue per la famosa statua del Bambino Gesù di Praga, portata nel 1628 dalla Spagna dalla principessa Plyxena Lobkowicz.

Il secondo giorno l’itinerario si è concentrato nel quartiere del Castello.

Attraversando lo Svatoplux Cech Bridge si arriva al Letnà Park, un grande parco situato sull’omonima collina sulla cui cima si erge il Prague Metronome, un metronomo realmente funzionante, con il simbolico compito di tenere il tempo della vita, alto 75 piedi che si affaccia sul fiume Moldava.

Attraversando il Royal Garden, un meraviglioso giardino rinascimentale italiano, si arriva ad un complesso fortificato, ora residenza ufficiale del Presidente della repubblica, noto come  Castello di Praga. Esso fu originariamente il primo nucleo abitativo della città, chiamato Hradčany.

La cattedrale gotica di San Vito appartiene al quartiere del catello e oltre ad essere il simbolo della città ospita anche la requia cristiana della testa di Luca evangelista. Della cattedrale sono aperti al pubblico la grande corte meridionale, il coro, le cappelle e le tombe dei re ed arcivescovi di Boemia.

Il vicolo d’oro è una celebre stradina, formata da undici casette variopinte in stile manieristico, che un tempo erano destinate alle guardie reali e ora costituiscono un museo permanente a cielo aperto dove ogni casetta è destinata ad un artigiano diverso, possiamo ammirare dalla sarta al calzolaio, dal falegname al fabbro.

L’ultima tappa della giornata è stato il Monastero di Strahov situato nella zona collinare tra Hradčany e Petřìn. Il monastero tra i vari edifici ospita la chiesa barocca dedicata all’assunzione di Maria e la biblioteca che conserva esemplari unici, stampe, manoscritti, incisioni e carte geografiche. La biblioteca  nazionale Klementinum è famosa per la sala di teologia e quella filosofica delle quali saltano subito all’occhio del visitatore gli affreschi del soffitto, dipinti da Jan Hiebl,  raffiguranti motivi allegorici legati all’istruzione e ritratti di santi gesuiti.

A fine giornata per tornare nei pressi di Piazza Veccia, dove avevamo l’albergo, siamo passati per Ponte Carlo che si caratterizza per essere la sede di numerosi musicisti, artisti di strada e venditori di souvenir. Il ponte per tutta la sua lunghezza ospita trenta statue barocche di Santi (quelle attuali sono però delle copie delle originali) erette a partire dal XVIII secolo per volontà dei gesuiti.

Alla sera ci siamo immersi nella vita notturna al Karlovy Lazne, un imponente edificio del XV secolo trasformato in un night club di cinque piani. Un locale diversissimo ed unico con ogni sala dotata di musica propria e arredamento diverso dalle altre. Esso ospita, inoltre, un Ice pub situato in un bunker interamente ghiacciato con la temperatura costante di -7°. Persino il bancone, i bicchieri e  i tavoli sono di ghiaccio!

L’ultimo giorno è cominciato in Piazza della città vecchia che sorge nel cuore del corpus urbano di Praga. A partire dal X secolo era la sede del commercio , luogo del mercato. Ora sulla piazza si affacciano la chiesa della Vergone Maria di Týn , il municipio e l’orologio. Il marciapiede municipale ospita 27 croci in memoria della crudele decapitazione dei 27 esponenti della mancata rivoluzione iussita avvenuta nel 1621. L’orologio astronomico insito nella parte gotica dell’edificio municipale che, allo scoccare di ogni ora, realizza un gioco mistico-religioso dato dalla comparsa delle figure dei 12 apostoli e delle figure ancestrali del sole e della luna. Il secondo quadrante dell’orologio è decorato con dodici medaglioni che rappresentano i dodici mesi dell’anno.

Come seconda tappa ci siamo addentratati nel quartiere ebraico, Josefov, che costituisce una sorta di piccola città nella città di Praga. È uno dei quartieri più antichi e il vecchio cimitero ebraico sorge tra gli edifici ed è stato per lungo tempo il luogo dove gli ebrei seppellivano i loro cari. Il cimitero appare come una distesa di lapidi tra loro vicinissime, spesso accavallate tra loro che lo rendono un luogo suggestivo ed emozionante.

Sono presenti numerose sinagoghe. La Sinagoga Vecchia-Nuova è costruita per metà interrata e al suo interno, mediante la sua luce soffusa, sembra di rivivere l’atmosfera mai tramontata delle antiche celebrazioni liturgiche. La Sinagoga Spagnola è la più recente. Essa è in stile moresco con la predominanza del colore oro e del porpora. La Sinagoga Pinkas commuove il suo visitatore con i suoi muri che costituiscono un memoriale perché sono interamente ricoperti dai 77000 nomi delle vittime dell’olocausto. La Sinagoga Klausehn e la Sala delle Cerimonie custodiscono un tesoro formato all’oggettistica rituale.

Se per l’ora di merenda avete fame gustatevi un Trdlo, o manicotto di Boemia, al Good Food coffee and bakery  il tipico dolce della cucina ceca. È un pane dolce, cotto alla brace,  formato da un filoncino arrotolato su sé stesso a forma di cannolo farcito di gelato, crema o crema al cacao e ricoperto di zucchero e cannella. Le calorie certo non mancano ma concedevi questa vera prelibatezza per il palato!

Nel pomeriggio abbiamo voluto perderci nel Giardino di Wallenstein, un luogo di pace  discostato totalmente dalla realtà città cittadina di cui l’alto muro bianco attutisce i rumori. Passeggiando al suo interno possiamo incontrare dei pavoni che girano libero noncuranti dei turisti, fiori profumati, una grotta artificiale, siepi ben tagliate, una galleria di statue e la fontana con la statua bronzea della Venere.  Il giardino appartiene all’omonimo palazzo  e costituiscono insieme un complesso di costruzioni del primo barocco cieco risalente al 1624-1630 per volontà del ricco nobile Albrecht Wallenstain. Il palazzo attualmente ospita la sede del Senato della Repubblica Cieca.

Il nostro viaggio si conclude qui. Sperando di avervi fornito un pò di storia e degli spunti per la vostra visita a questa città bella, elegante e romantica vi auguro buon viaggio.

 

 

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