Quaderno di Interrail

di Dario, Enrico e Bambo –

PRIMO CAPITOLO
PARTENZA E SOGGIORNO A PARIGI

16/08 h 11:08

DARIO:

PARTENZA

Siamo finalmente partiti alla volta di Parigi, siamo in tre: l’Esteta, il Visionario e il Poeta (Enrico, il Bambo e io).

Arriveremo domattina e su queste pagine saranno registrate le nostre mirabolanti avventure, la Saga dei Tre Avventurosi Giovani alla ricerca della Pietra Filosofale.

ENRICO:

Sinceramente non è proprio quello che cerco, anche perché spero di trovare ben altro.

I COMANDAMENTI DELLA FAMIGLIA BAMBO

  1. Non farti fregare la roba
  2. Non mostrare i soldi nel borsellino
  3. Se ti rapinano dare tutti i soldi per salvare la vita
  4. Non immischiarsi in risse
  5. Non andare con le puttane
  6. Attento agli italiani napoletani
  7. Non giocare
  8. Fai foto belle
  9. Non abusare di farmaci
  10. Controlla periodicamente le cose che hai con te

h 19:46

DARIO:

La Provvidenza ha deciso che noi procedessimo per Parigi.

Buonanotte (forse).

ENRICO:

Nel tragitto da Ventimiglia a Nice abbiamo preso un treno regionale ipermoderno, ci siamo cazzati in un vagone dove nel giro di dieci minuti ci siamo trovati circondati da marocchini che fumavano tranquillamente.

17/08/2000 h 06:30

DARIO:

Sono il Poeta, ovvero il capitano di questa nave.

In mezz’ora raggiungeremo Parigi, ma non so se ce la faremo, i Marsigliesi minacciano l’ammutinamento.

Forse è l’ultima volta che potrò scrivere, si sta alzando il malumore sulla nave.

Molti dormono sul ponte e i Marsigliesi hanno raggiunto un alto tasso di hashish nel loro sangue.

Io, l’Esteta e il Visionario lotteremo fino alla morte, ma non so se questo basterà.

Faccio affidamento alla Sacra Provvidenza e spero che tutti gli Angeli e i Ministri Celesti ci proteggano.

18/08/2000 h 15:30

Dario:

Ieri non abbiamo potuto scrivere perché la signora Provvidenza e sua cugina, la signora Conoscenza, ci hanno costretto a girare per Parigi in lungo e in largo per ammirare la sua maestosa bellezza artistica.

Eravamo a dormire in un ostello con dei ragazzi napoletani e un argentino.

Probabilmente, urtato dai ferocissimi napoletani, il Bambo, alle 7 del mattino ha deciso di girare il mondo alla ricerca dell’Etap Hotel.

Il guaio è che fino ad ora io ed Enrico abbiamo dovuto assecondarlo nella ricerca. AMEN

ENRICO:

Il Bambo ha fatto la spesa:

  • Olio SPEZIATO
  • Biscotti SAVOIARDI
  • Latte FRESCO
  • Sugo per tre pasti MICROBOCCETTA
  • Piatti BIDIMENSIONALI

18/08/2000 h 16:45

Enrico:

Siamo a Parigi e abbiamo buttato via una giornata per trovare un albergo del CAZZO nei sobborghi della città.

Sono le 16:45 e non è ancora arrivato l’omino della reception. CHE PALLE!!

h 20:15

Dario:

Io ed Enrico dormivamo, il Bambo era partito da solo per un’avventura in solitario sicuramente deludente e inutile.

Alle 20 doveva tornare per cena, preparata clandestinamente coi fornellini all’interno dell’hotel.

Non è ancora tornato.

L’avranno rapito gli ALIENI?

E’ tornato, DIO BONO, proprio in questo momento.

Bambo:

Mentre io ignaro stavo leggendo questi ultimi appunti di viaggio Dario e Enrico affacciati alla finestra salutano una magrebina di passaggio che ora forse vieni su a farci visita. No, non è venuta.

Dario:

La magrebina è molto topina

È ispanoparigina

E ci porta una cosa carina. AMEN

Bambo:

Se non era per me non si veniva in questo bel posticino e non si incontrava nessuna magrebina topina che non ci dava punte cose carine. AMEN

Dario:

Prima di tutto AMEN lo dice solo il Poeta; comunque non voglio che il Diario si trasformi in un dibattito.

In secondo luogo, ma non per importanza, il lieto destino ci è stato porto da Madama Provvidenza a cui io e l’Esteta siamo profondamente devoti.

19/08/2000 h 21:10

Bambo:

Enrico è intento nel preparare una cosa bellina che gli garba tanto ma ad Amsterdam c’è meglio.

Io racconto la serata di ieri.

Siamo andati nel locale più grunge di Parigi che grunge non era ma è stato ganzissimo ugualmente.

Abbiamo incontrato una donzelletta che vien da San Francisco (che è anche molto bella) e mi ha dato il suo numero ed io il mio e che si dovrebbe rivedere ad Amsterdam.

Di qui iniziano le paranoie del Bambossi (Enrico)

Enrico:

CI HANNO SGAMATO!

Un buttafuori bruttissimo, nero, enorme, ci ha sgamato nel bagno del Locomotive.

Ha iniziato a bussare, noi abbiamo fatto finta di niente anche perché credevamo fosse il Bambo.

Al secondo richiamo abbiamo iniziato a caacci addosso e al terzo richiamo abbiamo volato tutto nel cesso e siamo usciti.

Appena aperta la porta ci siamo trovati di fronte a questa creatura superiore, maestosa, che ha iniziato a parlarci in francese.

Noi gli abbiamo risposto con versi monosillabici, e lui ha guardato nel water e ci ha invitato a guardarci dentro: il johnson era rimasto a galla.

A quel punto Dario ha pronunciato un altro paio di mugolii e il buttafuori ci ha invitato a non ripetere il gesto perché altrimenti ci avrebbe buttato fuori.

Siamo usciti da quel cesso un po’ stonati, scossi, circondati dagli sguardi maliziosi della gente.

19/08/2000

Dario:

Oggi non abbiamo fatto una sega.

Eravamo stanchi morti e, oltretutto, per distruggere le nostre menti, il Bambo si fa le paranoie se partire per Amsterdam inseguendo A.V.A. o venire con noi a Biarritz.

Ci sovvengono i bei ricordi di quando monsieur Bambo, grande ballerino incartonato, ci deliziava al Locomotive con le sue dolci e sensuali ballate, di quando si muoveva sinuoso sulle sue punte leggiadre dei piedi, quando faceva scoppiare i cuori delle mademoiselles intorno.

Il Bambo ci mancherà durante la sua fuga d’amore, la quale sappiamo tutti che si trasformerà in un rapimento alieno.

A.V.A.= Associazione Veicoli Alieni

20/08/2000 h 11:53

Dario:

Ieri sera abbiamo visitato Mont Matre e pioveva.

Stamattina siamo stati sulla Torre Eiffeil e poi a visitare la tomba di Jim Morrison; c’era perfino un guardiano che controllava che nessuno si facesse una canna in memoria del grande poeta-cantante.

Nel pomeriggio il Louvre e da notare la sera il Bois du Boloigne dove c’erano tantissimi conigli e magrebini che si dirigevano verso il bosco.

Ora, cinque a mezzanotte, facciamo un cannolo e ceniamo.

Canzone del giorno:

         Siamo circondati fra frati

         Veramente noi siamo accerchiati

         Siamo circondati fra frati

         Tutto è molto pieno di abati

         E il Bambossi è uno di loro

         E il Bambossi è uno di loro

NOMI DEL BAMBO:

In Francia: Bambessì e Les Bon Bons

Bambossi+Scardissi=Bambissi

In Spagna: Los Bambossos


SECONDO CAPITOLO

BIARRITZ

21/08/200 h 23:15

Dario:

Adieu Paris, stiamo andando a Biarritz in un TGV preso a sgamo e per ora alloggiamo nel vagone ristorante.

Oggi siamo stati a Versailles mentre il Bambo era ad aspettare la telefonata di A.V.A. a Parigi.

Forse appariranno le avventure del Bambossi Solitario.

Bambo:

Eh si, sono su questo benedetto TGV che mi sta portando lontano dal mon amour.

Oggi Ava è ad Amsterdam, io oggi ho rinunciato ad andare a Versailles per rimanere in un posto dove il telefono piglia.

Se mi avesse chiamato l’avrei raggiunta ed infatti mi ha chiamato, mi ha chiesto dov’ero, le ho risposto Paris e mi ha chiuso il telefono in faccia.

Infatti le avevo detto che sarei stato ad Amsterdam, forse si è offesa perché ha creduto le avessi detto una bugia, oppure non ha capito il mio inglese, o si è rotto il collegamento. BOH!



QUADERNO APPENDICE DEL BAMBO IN SOLITARIO



22/08/2000 h 23:43

Bambo:

TGV 8582

SONO SOLO

Questa non è che una piccola appendice del quaderno dell’interrail

Sto viaggiando in solitaria verso Amsterdam per incontrare A.V.A., la ragazza incontrata a Parigi nel “Locomotive”.

Ho lasciato Dario ed Enrico a Biarritz ed io ho preso il treno.

SONO PAZZO?

Comunque ero lì che mangiavo (20:30 circa), lei mi ha telefonato, ho salutato i miei amici e sono partito.

Ora sono solo a zonzo per l’Europa.

I miei pensieri si accumulano nella mente in una maniera incredibile, io cerco di scriverli così come mi vengono senza pretendere una consequenzialità logica.

Per venire alla stazione ho fatto l’autostop e una simpaticissima ragazza francese (anche se non era bella) che veniva nella direzione opposta alla mia mi ha raccontato dei suoi viaggi in Italia, si è chiaccherato del più e del meno in ENGLISH.

Alla stazione l’unico presente era un ragazzo nero il quale, dopo che gli ho chiesto qualche informazione, non ho capito bene se mi voleva vendere o voleva che gli vendessi io la cocaina.

PRIMO BRUTTO INCONTRO PRONOSTICATO DA ENRICO!

Ho poi incontrato un tedesco con famiglia che mi ha assicurato che un po’ tutte le città: Amsterdam, Paris, Geneve; sono tutte sicure, a parte in qualche quartiere che mi ha elencato ma io non ricordo.

Abbiamo un po’ chiaccherato e poi lui è partito con il treno prima del mio per Parigi.

A proposito, non ho il supplemento.

Ora! Siccome messere Dario me ne ha pregato riporto un fatto alquanto insignificativo.

Non trovo le parole, non ne ho voglia, non lo faccio più.

Ora l’unica mia preoccupazione è trovare Ava.

Non so neppure perché, giacchè si, è bellissima, ma il mondo è pieno di bimbe molto più belle che non stanno a 1000 km da me, anzi, essendo io prima a Biarritz le potevo trovare a 100 m.

CAZZO c’è il controllore!

Non la conosco neppure bene, non ne sono innamorato ma chissà perché ho tanta voglia di rivederla, so I go.

Per ora il controllore è lì che discute con un passeggero, speriamo bene.

Domani a Mont Parnasse devo ricordarmi di imbucare le cartoline.

Che palle l’aria condizionata di questo treno.

h 12:15

ORA CE N’E’ PURE UN ALTRO, DAVANTI E DIETRO ED ENTRAMBI STANNO CONTROLLANDO I BIGLIETTI. WHAT CAN I DO?

Questo intercalare mi è venuto a forza di parlare inglese.

Ora chiudo questo quaderno, se mi fanno la multa ce lo scrivo ora, se no lo riapro domani.

MI HA FATTO PAGARE 40 F DI SURPLUS.

23/08/2000 h 08:05

Sono in viaggio per Bruxelles.



…TORNIAMO A NOI…

23/08/2000 h 14:16

Enrico:

Siamo a Biarritz nel camping.

Siamo arrivati ieri alle 5:45, l’autobus per il camping è arrivato alle 7:00 e noi siamo morti di freddo.

Quando siamo arrivati al camping un omino ci ha detto che la reception apriva alle 9:00 e noi ci siamo accampati sul pratino di fronte al camping.

Alle 9:30 ci siamo svegliati e abbiamo aspettato che si liberasse una piazzola perché il camping era full.

Dopo esser riusciti a piantare la tenda siamo andati ON FOOT (5 km) alla Grand Plage dove c’era un fottio di fie.

Abbiamo conosciuto delle francesi (media 6 e mezzo più una cicciona) che ci hanno dato l’appuntamento per la sera, ma poi non sono venute.

La sera siamo tornati sulla Grand Plage e abbiamo conosciuto parecchie fie e dei ragazzi di Livorno.

Con le fie NICCHESE.

In compenso abbiamo ribottato e ci siamo divertiti parecchio.

Abbiamo organizzato una RIBOTTAS per stasera e dovrebbero tornare le fie di ieri.

Parallelamente alla nostra storia c’è quella del Bambessì che ieri alle 20:30, dopo la telefonata di A.V.A. ha fatto i bagagli ed è partito alla volta di Amsterdam.

Poco tempo fa lo abbiamo chiamato e ci ha detto che non aveva trovato dove dormire.

Noi siamo un po’ preoccupati e molto titubanti sul fatto che A.V.A. possa dargliela.

Speriamo di ritrovarlo sano e salvo, per ora è tutto.

Dario s’è ustionato e non vuole andare on the beach.

Io volevo affittare il body e andare a prendere due onde. Domani…

h 14:35

Dario:

Ieri sera sulla spiaggia ci siamo divertiti tantissimo anche senza le bambossate di monsieur Bambessì.

Subito dopo aver comprato il fumello da un magrebino io ed Enrico abbiamo subito iniziato a farci notare dalle madamoiselles del posto.

Abbiamo affiancato con aria disinvolta due fighette bruttine e piccoline (avevano 16 anni): in quel momento al buio e un po’ alticci non ci facevamo scrupoli.

Fortunatamente sono andate via, in verità avevano anche un po’ scassato i coglioni (o la nerchia) e abbiamo conosciuto due giovincelli di Livorno che frequentano il liceo Enriquez.

Abbiamo provato a corvare loro le fanciulle con le quali parlavano, ma poi queste sono andate via.

Successivamente abbiamo fatto la conoscenza di altre ragazze, fra le quali Otré (o come cazzo si scrive) che aveva conquistato il mio cuore e alla quale esponevo tutto il mio frasario ispano-anglo-italo-francese.

La mia corte è stata spudorata e romantica ma non mi ha voluto baciare sebbene si facesse abbracciare.

Mi ha promesso che stasera tornerà sulla spiaggia e io proseguirò nel mio intento, se non ci sarà aprirò una nuova battuta di caccia.

24/08/2000 h 14:00

Dario:

Stiamo cucinando la solita pasta al ragù che ci ha tenuto compagnia per tutto il viaggio.

Il Bambo mi ha mandato un SMS dicendo che ci raggiunge fra breve perché non ha trovato la sua amata.

Ieri sera l’ennesima sbronza e il seguito della storia di Otré: ormai la signorina è rientrata nei miei programmi, ma la sola cosa che sono riuscito ad ottenere ieri sera sono solo bacini sulle guance (disgrazia).

Alla fine però, prima di andare via, ho recitato la mia commedia drammatica con frasi ad effetto in lingua inglese che qui traduco.

Lei: <<Domani ci sei? Io ci sono.>>

Io: <<Forse domani o dopodomani parto; se parto domani non ci sarò.>>

Lei: <<Se tu ci sarai io sarò qua.>>

Io: <<Se ci sarò sarà l’ultima volta, ciao.>>

E così dicendo ci siamo salutati affettuosamente ma non troppo (se la tira!)

Sapevo già che oggi non sarei partito, ma cazzeggiando in questo modo le sarà rimasto impresso che stasera è davvero l’ultimo momento che ci posso passare insieme.

Quindi… speriamo si attivi.

Enrico:

E’ frigida come le sue amiche.

26/08/2000 h 10:15

Dario:

Siamo in viaggio per la Bretagna ed ho molte cose da raccontare.

Il 24, che era l’ultimo giorno in cui avevo scritto, io ed Enrico eravamo andati a prendere le onde con il body-board e la sera ci aspettava la solita spiaggiata.

Sulla spiaggia ho incontrato nuovamente Audrey (ho scoperto finalmente come si scrive) e finalmente ci siamo appartati, anche se non abbiamo potuto andare molto oltre per alcune sue complicazioni personali.

Anche se non abbiamo fatto l’amore mi ero innamorato abbastanza di lei e pensò che per un bel po’ di tempo non la scorderò.

Alle 2:00 però, lei è dovuta andare via e io sono rimasto da solo e avevo da fare un’ora di cammino per tornare in campeggio.

Non avevo nessuna voglia di camminare e ho incontrato fortuitamente un gruppo di francesine che avevo già conosciuto e che parlano italiano delle quali una era abbastanza carina.

Io: <<Halò!>>

Lei: <<Dov’eri andato?>>

<<Ero infrascato con una girl.>>

<<Non è gentile da parte tua.>>

E così ho iniziato a parlare con lei, non che mi interessasse tanto, anzi, di lei non mi importava niente, pensavo ancora ad Andrey, ma non sapevo cosa fare e non avevo voglia di tornare al campeggio da solo; alla fine volevo chiederle di ospitarmi nel loro appartamento,

Però a un certo punto (era rimasta solo lei a parlare con me insieme a una racchia) la racchia le ha detto qualcosa in francese e lei mi ha detto che andava con le sue amiche in un bar.

Io, facendo il finocchio, non l’ho seguita e sono tornato al campeggio a piedi dove più tardi è arrivato anche Enrico con altre mirabolanti avventure che spero poi trascriverà.

Ieri sera, tornato anche il Bambo, sotto consiglio di due interrailers bolognesi, abbiamo sconfinato con la Spagna e siamo andati a una festa a Bilbao.

Questa festa era per l’anniversario del paese, penso, ed era una festa basca, era molto sentito lo spirito rivoluzionario di questo popolo.

Più tardi però, non ce la facevamo più per la stanchezza e siamo andati a passare la notte in una stazione degli autobus.

Tornati in Francia abbiamo preso questo treno.

Enrico:

Parallelamente alla storia di Dario di Biarritz io ne ho avuta una simile, anche se non proprio uguale.

Marie, una fia vicina di tenda in campeggio, era venuta sulla spiaggia e io pensavo che fosse la volta buona visto che mi aveva detto che si era lasciata dal suo boy-friend, ma invece, poco dopo, è voluta andare a ballare.

Quindi, mentre Dario batteva Otré, io ho iniziato a vagare per la spiaggia alla ricerca di qualche fia: ho conosciuto un bordello di gente, chi mi pigliava per il culo, chi mi chiedeva di ritornare perché vagavo, chi non voleva che le stessi troppo vicino, chi mi faceva ascoltare tutta la sua raccolta di cd punk, chi mi offriva da bere, chi da fumare.

Dopo questi giri ho rincontrato Marie, Celin (l’amica) e Rocco (di Livorno) che si appropinquavano ad andare a ballare.

Io non so perché mi sentivo che sarei stato meglio sulla spiaggia.

Dopo poco è arrivato Dario che cercava Otrè, e dopo poco che l’ha scovata io sono rimasto a rivagare per la spiaggia..

Bene, a questo punto ero di fori come i terrazzi, la spiaggia iniziava a svuotarsi e la gente intorno che ormai mi conosceva mi chiamava e continuava ad offrirmi da bere.

Esausto sento il fratello di Otré che mi chiamava, e visto che era con un po’ di gente speravo che lì con loro sarei stato bene, invece mi si è avvicinato un coglione con lo stereo e un portacd che mi ha fatto ascoltare tutta la sua raccolta di musica punk.

Dopo una mezz’oretta, ormai esausto, visto che non trovavo più nessuno che mi aggradava, ho deciso di andare alla ricerca del Disco dov’era Marie.

Mi incammino per una strada che non avevamo mai fatto, seguendo come punto di riferimento il faro di un locale.

Vago per i quartieri più sconosciuti di Biarritz, desolatissimi, alternando il mio umore con momenti di paura, di stress e di relax.

Dopo un’oretta (o forse più) di cammino, mi rendo conto che il faro proveniva da una collina, mentre la discoteca era sulla spiaggia, quindi inizio a girare intorno in un piccolo quartiere isolato (avrò fatto tre volte la stessa strada) finché non riconosco la scritta illuminata di un hotel vicino al camping.

A quel punto inizio a farmi questa domanda: <<Devo andare al camping o a ballare?>>.

Purtroppo ho optato per la seconda e così mi sono messo alla ricerca di una fermata del bus.

Ho trovato la più nascosta in Biarritz, appena mi sono seduto x rollarmi una sigaretta, si fermano davanti a me due macchine che mi chiedono informazioni in francese.

Io dico loro che parlo in inglese, ma nessuno di loro riusciva a capirmi.

Dopo un po’ di gesti e mugolii mi hanno fatto intendere che anche loro andavano in questa cazzo di discoteca e così sono montato in macchina.

Ho provato a scambiare due parole con quelli che erano in macchina, ma non sapevano una sola parola in inglese.

Erano anche bravi ragazzi, e quello che era dietro con me aveva persino la cintura di sicurezza.

La macchina era molto pulita, la musica bassa.

Dopo una mezz’ora di viaggio provo a chiederli dove stavamo andando, ma loro non mi capivano.

Dopo un altro quarto d’ora ho provato a dirgli di seguire il faro, ma è stato tutto inutile.

Dopo un oretta di viaggio pensavo di essere in un’altra città.

A questo punto ci siamo fermati.

Avevo capito che eravamo a Biarritz, allora ho chiesto dov’era la Grand Plage e niente.

Non riuscivano a dirmi dove fosse il MARE!!!!!!!!!!

Allora ho deciso di abbandonarli, ho chiesto informazioni ad un omino e ho scoperto di essere proprio sopra la Grand Plage.

Rassicurato sono tornato sulla spiaggia alla ricerca di qualcuno che mi conoscesse, ma non c’era nessuno.

Allora ho deciso di andare lungo la costa fino al campeggio.

Arrivato al camping ormai morto ho visto che Marie era sveglia con altra gente.

Mi sono messo a ragionare con loro, raccontando agli italiani la mia avventura.

Verso le 5:00 ormai sfatti abbiamo deciso di andare ognuno nella sua tenda. FINE!!!

TERZO CAPITOLO
BORDEAUX E BRETAGNA

27/08/2000

Dario:

Non so che ore sono ma penso siano più o meno le 12:00.

Ieri sera per motivi di orario di treni ci siamo fermati a Bordeaux e alle 00:35 avremmo dovuto partire per Quiberon.

Bordeaux non è una città bellissima, ma abbiamo trascorso una giornata piacevole e la sera siamo perfino andati a mangiare in un ristorante per riacquistare le forze.

Il cibo non era dei migliori, ma vabbè…

La sera bbiamo scoperto che il deposito dei bagagli in quella città chiude e noi siamo stati costretti così a restare in un alberghetto da 30000£ a notte e stamani alle 10:31 siamo riusciti a partire finalmente per la Bretagna.

28/08/2000 h 18:42

Enrico:

Siamo sul treno per Quiberon.

Oggi siamo stati a Carnac e sinceramente, in proporzione a quanto ci è toccato camminare i megaliti non erano niente di eccezionale anche perché erano recintati.

Poi da Carnac abbiamo preso un bus che ci ha portato ad Auray (stazione all’inizio della penisola sulla quale ci troviamo) [il Bambo si sta toccando] e ci è costato ben 22 franchi.

Domani partiremo per Amsterdam ma saremo lì solo il 30/08/2000.

29/08/2000 h 18:22

Dario:

Siamo in viaggio per Amsterdam senza il Bambossi che continua a fare il cuccadores solitario.

Ieri sera, il merda, ha recuperato una bimba dalle discrete fattezze e ora è là a Quiberon che continua la sua epopea amorosa.

Non so che dire, lasciamo questa terra di elfi e di fate per la città della perversione diabolica: dall’Eden a Sodoma e Gomorra.

Ah, dimenticavo, il Bambossi è ancora innamorato di A.V.A. (gli alieni hanno posto nel suo cervello una sonda infernale) e quel finocchiaccio avrebbe preferito venire con noi. MAH!

 

QUARTO CAPITOLO
OLANDA

29/08/2000 h 23:31

Enrico:

Siamo nella stazione Gare Du Nord di Parigi sul treno per Amsterdam che sarebbe dovuto partire alle 23:16, ma per motivi a me ignoti, visto che la voce che ha parlato del problema era in francese, siamo ancora fermi.

Non capisco come mai non riesco a dormire, visto che ogni volta che salgo su un treno o su un bus o su un metrò mi cappotto che è una meraviglia.

I posti finora visitati sono stati tutti VERY GOOD, abbiamo conosciuto un sacco di gente e di fie e già stiamo arrivando in una delle ultime città del nostro TRIP.

Speriamo di concludere davvero alla grande.

BON NOUIT…

h 23:40

Enrico:

STIAMO PARTENDO!!

30/08/2000 h 21:50

Enrico:

Siamo in un coffee shop, il “36”.

Amsterdam è la città dei balocchi: tutto è finto, di plastica, nocivo ma divertente. Dovunque ti giri vedi gente fumata, gente tossica, altri ben vestiti e tranquillissimi.

Dietro una chiesa c’è la strada dove sono esposte le puttane.

Oggi siamo stati in un mercatino dell’usato, dove c’era VERAMENTE di tutto a POCHISSIMO.

Abbiamo girato due coffee shop, dei quali il primo molto tranquillo con musica che intrippava e il secondo, questo nel quale sto scrivendo, molto tranquillo.

Amsterdam vive sulla trasgressione: in cambio del denaro ti offre tutto ciò che la tua città LEGALMENTE non ti può offrire.

E DOVUNQUE, A TUTTE LE ORE, IN TUTTE LE STRADE, PER TUTTI E PER TUTTI I GUSTI!!

31/08/2000

Toccata e fuga del Bambo (Enrico)

h 28:36

Dario:

Io ed Enrico siamo in uno dei tanti coffe shop di Amsterdam mentre il Bambo è perso: dovevamo incontrarci al museo di Van Gogh.

Io ed Enrico abbiamo provato ad andare al museo, però era troppo difficile da gonfi.

Comunque stanotte verso le 4:00 il Bambo riparte per Quiberon sebbene sia arrivato stamattina.

Qui è tutto di plastica, soprattutto il salame; la Marijuana è l’unica cosa naturale.

Ora smetto di scrivere per la Natura.

01/09/2000 h 21:50

Dario:

Siamo nell’ennesimo coffee shop.

Oggi abbiamo visitato il museo di Van Gogh, veramente molto bello.

Ho appena scritto le cartoline e sono contento. Ho bevuto anche una camomilla.

Dimenticavo, il Bambo ieri è partito per Quiberon, che Dio ce la mandi buona!

C’è una musica impallante e impalpabile, con degli scrosci di rubinetto (o pisciate poderose).

Ora ripacchiamo un cannolo.

02/09/2000 h 17:45

Dario:

Siamo in un pratino ad Haarlem e non abbiamo notizie del Bambo.

Siamo gonfi come due lucertole ed in questo momento Enrico è andato a fare pipì.

03/09/2000 h 22:35

Enrico:

Rotterdam.

E’ Settembre. Non ho percepito il cambiamento del mese. Dario mi sta convincendo a tenere questo quaderno, ma io non voglio.

Sono stragonfio. Ho anche cambiato calligrafia.

Mi scappa fortissimo la cacca e la pipì. Non riconosco più lo stimolo.

Qui c’è l’aria condizionata che crea un debole ciclone d’aria.

Dario è mongolizzato. Parla a rallentatore, girando in continuazione i bulbi oculari.

Mi sta parlando di una canzone che non conosco e continua a chiedermi se la conosco.

Ora sono impallatissimo. Mi sembra di essere non so dove, anzi! Non mi chiedo dove sono.



QUINTO CAPITOLO
NIZZA E RITORNO

04/09/2000 h 18:52

Enrico:

Siamo su un treno belga. Abbiamo appena lasciato l’Holland, dove c’è rimasto sicuramente qualche neurone.

Stiamo andando a Toulon o Toulose, e visto che non sapevamo che le due località fossero diverse, speriamo di essere su un treno che vada in entrambe le città.

Il Bambo ci ha chiamato stamani dicendoci che torna in Italia, non ci ha voluto dire se ha scopato o no.

Poi ci ha richiamato e ci ha chiesto se gli portavamo la cioccolata alla Maria, ma non avevamo soldi per comprarla.

05/09/2000 h 18:20

Dario:

Siamo a Nizza e domani dovremmo partire per Livorno.

Condividiamo la stanza d’albergo con un losco essere dalle arcane fattezze e con un modo insolito di porsi alla sua non-vita.

Penso sia un essere sovrannaturale, maligno, ristagnante di lussuria putrescente.

Ha abbandonato tre profilattici in giro per la stanza, un volantino sul sacramento eucaristico, un manuale da viaggiatore, un libro dell’orrore e in più l’aria è pregna della sua aura maligna e immonda.

Ho paura per quando torneremo stanotte e lo vedremo dormire sollevato di 30 cm dal letto, con le braccia incrociate sul petto, con pantaloni di pelle nera e una camicetta bianca di pizzo sporca di sangue.

Non so se sarà più opportuno ucciderlo o rinchiuderlo in un pentacolo grazie a qualche formula magica.

h 18:35

Enrico:

TOC TOC… bussano alla porta mentre ero in costruzione.

La donnina mi dice: <<Le telefon…>> e io non capisco che cazzo c’entri in quel momento. Continua a bussare.

Vado ad aprire e, al telefono, mi risponde l’inglese che dorme con noi.

Inizia a parlarmi in inglese perfetto e io non capisco.

Comprendo solo qualche parola e io gli dico che noi saremo usciti dalla stanza verso le 19 o le 20.

Allora lui mi chiede se vogliamo delle birre e io gli dico di no.

Poi mi chiede se allora preferiamo il vino, ma io gli dico che va bene anche la birra.

Titubante riattacco il telefono e lo porto alla reception.

Sinceramente siamo un po’ preoccupati e incuriositi.

06/09/2000 h 13:05

Enrico:

Siamo a Ventimiglia sul treno in partenza per Livorno. Arriveremo verso le 18:45. La nostra vacanza è finita.

Siamo stati benissimo, abbiamo visto un sacco di bei posti, un sacco di belle fie e abbiamo incontrato tanta gente strana.

Io personalmente sono pienamente soddisfatto.

In conclusione del nostro TRIP, c’è toccato dormire col gay quarantaquattrenne di chissà dove.

L’intuizione di Dario era giusta.

Infatti dopo aver scambiato due chiacchere con Dario gli ha chiesto se era gay e Dario gli ha risposto di no.

Così ha cercato di camuffare la sua indole dicendogli di stare attento ai locali gay.

Poi quando sono arrivato io ci ha mostrato la cartina di Nice con la lista di tutti i locali gay, ma noi gli abbiamo detto che saremmo andati sulla spiaggia.

Stamattina, per concludere, ha mostrato a Dario, che era ancora nel letto, i suoi due profilattici dicendogli che erano i suoi souvenir di Nice.

06/09/2000 h 13:17

Dario:

Stiamo tornando puttana troia.

La nostra avventura sta per concludersi, abbiamo affrontato migliaia di pericoli, difficoltà, omini perversi, magrebini, marsigliesi… e ora torniamo vittoriosi ma la nostra anima piange: era la nostra lotta contro il tempo e le avversità che ci rendeva partecipi all’evoluzione e rivoluzione dell’universo.

Stiamo tornando nel regno dell’inerzia e della staticità.

 

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