di Monica Palazzi –
Dal Lazio alla Campania c’è un tratto di costa che è interamente dedicato a Ulisse: tra mito, storia, arte, natura ci sono davvero tante cose da fare e vedere anche fuori stagione.
Hai presente quando Ulisse subisce la magia della maga Circe? Quando la maga trasforma i suoi marinai in maiali e lui la obbliga a liberarli dall’incantesimo restando, in cambio, con lui per un anno e diventando il suo amante?
Ecco il tratto di mare in cui tutto questo si è svolto è quello che si trova a sud del Lazio, provincia di Latina, e che si chiama “Riviera di Ulisse”.
Con tanto di Monte Circeo, da maga Circe, e che è una zona che dal mare arriva nell’entroterra dove prima è collina e poi montagna tra parchi naturali e aree protette sia di terra sia di mare.
Ma questa zona non è famosa solo per Ulisse, ma anche perché è attraversata dalla Via Appia che è la strada di epoca romana più importante e che collega Roma con Brindisi.
È ancora, in parte, conservata nel suo tracciato originale tanto da essere riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco in quanto ha consentito le rotte sia militari sia commerciali tra Grecia e Oriente.
Ed è proprio lungo la Via Appia che inizia questo mio viaggio.
Terracina famosa per le sue spiagge sabbiose di Levante e di Ponente, ma che è tanto altro.
Il cuore antico e la Via Appia
Si accede al centro storico, meraviglioso, tramite la Porta Romana che è stata costruita sulle mura d’epoca ed è altrettanto originale il lastricato della Via Appia che corre attraverso tutta quanta la città.
Quella che oggi è la Piazza del Municipio in origine era il Foro Romano anche detto Foro Emiliano che ha ancora la sua pavimentazione calcarea, e ancora i resti del Teatro con le iscrizioni in latino a fianco dell’Arco Quadrifronte.
La Cattedrale di San Cesareo
La Cattedrale di San Cesareo che è costruita su quello che una volta era il tempio dedicato ad Augusto ospita al suo interno ancora dei mosaici medievali, colonne romane e porticato decorato a mosaici, un leone in pietra che rappresenta la Fede e il bel Campanile decorato con dei piccoli archi.
È bello perdersi lungo questo tratto della Via Appia in quanto avrai modo di scoprire delle viuzze in chiaro stile medievale, botteghe artigiane dove acquistare un ricordino da portare a casa e casette in pietra.
Ti suggerisco di attardarti a rimirare gli incantevoli scorsi panoramici che ti porteranno in men che non si dica fino a quello che resta delle mura romane.
Il Tempio di Giove Anxur e lo sguardo sulle Pontine
Il simbolo di Terracina si trova sul vicino monte Sant’Angelo ed è il Tempio di Giove Anxur, risale al I secolo a.C.
È a picco sul mare e si compone di un susseguirsi di archi aperti che domina sul borgo.
Se hai del tempo a tua disposizione vai al porto e imbarcati verso le Isole Pontine che sono un vero e proprio paradiso terrestre in quanto sono immerse in acque cristalline tra ambienti naturali ancora praticamente incontaminati.
Per maggiori informazioni su Terracina https://terracinaturismo.it/
Per arrivare a Itri da Terracina normalmente basta una mezz’ora di macchina.
Itri è un bel borgo di origine medievale ancora ben conservato che si caratterizza per le torri una diversa dall’altra che si erge sulla cima del colle Sant’Andrea.
Ti suggerisco di indossare delle scarpe comode in quanto ci si arriva percorrendo scale e stradine tra casette di pietra che si affacciano su quello che in passato era definito come il ghetto ebraico.
A casa di Fra’ Diavolo
Avrai modo così di scoprire tra porte antiche delle case e arcate più di cento frantoi che vogliono rappresentare la vocazione olivicola del territorio.
Hai visto che nei portoni ci sono ancora delle feritoie?
A che cosa servivano quelle feritoie?
Servivano per inserire le travi di apertura e chiusura, ma soprattutto per vedere chi ci fosse fuori prima di aprire.
Nel centro storico poi avrai modo di vedere quello che resta della casa di Michele Pezza meglio noto come Frà Diavolo che frate non era, ma era un ribelle che diventò anche un brigante e che si macchiò anche di feroci misfatti per lo meno fino a quando non venne arruolato dalle milizie borboniche contro i francesi.
Catturato dai nemici, gli fu offerta la libertà in cambio del passaggio all’esercito francese; rifiutò per non tradire il re e venne così impiccato a Napoli a soli 35 anni.
Ed è proprio sul brigantaggio che è dedicato l’omonimo museo locale e qui avrai modo di andare alla scoperta di interessanti testimonianze storiche locale in merito.
Per maggiori informazioni su Itri https://visititri.it/
Il porto di Gaeta è l’anima stessa della città, un vero e proprio crocevia millenaria di navigatori, mercanti e popoli che hanno disegnato la storia del Mediterraneo.
Passeggiando lungo il Lungomare Caboto, lo sguardo viene catturato dal continuo movimento delle imbarcazioni che animano i suoi moli, dove la moderna nautica da diporto convive con l’antica tradizione dei pescherecci.
Quartiere di Sant’Erasmo, la Gaeta Medievale
Ma è quando ci si sposta verso lo storico quartiere di Sant’Erasmo, la Gaeta Medievale, che il porto svela la sua vista più spettacolare: alzando gli occhi delle banchine dove oscillano le barche ormeggiate, il profilo della città vecchia si arrampica sulla roccia, dominato dall’alto dall’inconfondibile campanile arabo-normanno.
È proprio questo legame visivo e storico tra il mare e la pietra che conduce, quasi naturalmente, alla Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano e la Chiesa di San Francesco eretta nel 1283, per volere del re Carlo II d’Anjou ed è considerato il più importante luogo di culto della città.
Il Castello Angioino Aragonese che altro non è che il simbolo della città e domina dal promontorio tutto quanto il golfo con le sue torri e le mura su cui ti suggerisco di salire per godere del fantastico scenario.
Santuario benedettino della Santissima Trinità alla Montagna Spaccata
Santuario benedettino della Santissima Trinità alla Montagna Spaccata che risale al XI secolo sul Monte Orlando.
Il Santuario deve il suo nome alle tre fenditure nella roccia del monte che la tradizione vuole furono creati con un terremoto nel momento preciso in cui Cristo è morto.
Cappella del Crocifisso
La Cappella del Crocifisso che è come sospesa tra le rocce in quanto è stata edificata su di un masso che si è staccato e si è incastrato tra le pareti.
Da qui la visuale che puoi avere verso il mare è un qualcosa di unico.
Cappella di San Filippo e la Grotta del Turco
Nella Cappella di San Filippo c’è una piccola porta che si apre su di una scalinata di circa 300 gradini che passa a sua volta attraverso una stretta fenditura nella roccia.
Ma questa Cappella ha anche un’altra particolarità che vuole che un marinaio turco che non credeva in questa particolarità si appoggio alla roccia in quella che poi è stata definita “Grotta del Turco” che la sentì sciogliere come per miracolo tanto da lasciare la sua impronta che ancora oggi si può vedere.
La Nave di Ulisse
In faccia alla famosa spiaggia di Serapo emerge dalle acque del mare uno scoglio che in un qualche modo richiama la sagoma di una nave e la tradizione vuole che sia proprio l’imbarcazione di Ulisse che fu trasformata in roccia dalla maga Circe.
Per maggiori informazioni https://www.visitgaeta.info/
La Riviera di Ulisse non è solo un viaggio tra spiagge e monumenti, ma un’immersione totale nel mito.
Tra il profumo di mare che sale dai porti e il silenzio solenne della storia, questo tratto di costa custodisce un fascino senza tempo, capace di lasciare un’impronta indelebile nel cuore di chiunque la scopra.
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