Viaggio in Spagna

di Simona Cenci –
Nell’ottobre 1998 sono stata in Andalusia a sud della Spagna. Siamo partiti in aereo per Malaga facendo scalo a Barcellona. Subito abbiamo affittato la macchina all’aeroporto (una Punto, tanto per non dimenticarsi dell’Italia). Il tempo era molto bello e la temperatura mite anche la sera; come in estate da noi. Abbiamo cercato un Hostal, tipico equivalente di una pensione o di un bed & breakfast, ma non questa volta.
Assomigliava molto di più a una topaia: Hostal Avenida, sul lungomare e, cosa non da poco, il parcheggio sotterraneo (a cifre non del tutto economiche). La sera abbiamo passeggiato per il centro, che lì per lì non ci è sembrato troppo male. Bella la Plaza de Toros che si staglia su uno sfondo di grattacieli moderni.
Al mattino alle otto era ancora buio e ci ha assaliti il dubbio di avere in qualche modo non considerato un eventuale fuso orario. Invece no, tutto regolare. E’ che gli Spagnoli mantengono il fuso dell’Italia essendo però spostati molto più a ovest (in corrispondenza di Greenwich), così il sole arriva a sorgere più tardi e la vita comincia circa due ore dopo per tutti. I negozi stessi aprono verso le 9.30 – 10.00. Siamo partiti dopo colazione verso est, lungo la costa, senza soffermarci di più. A Nerja c’è un acquedotto romano, a Motril il paesaggio sul mare è spettacolare e le case sono tipicamente di colore bianco. Siamo passati sulla sierra Nevada per proseguire per Granada, passando per Orgiva,che però non abbiamo apprezzato particolarmente. Al pomeriggio eravamo a Granada (Hostal Austria: stanza carina, letti non troppo puliti). Si è sentita subito la differenza di temperatura, dal mare ai monti. Mi sono presa una mezza influenza. Granada è una città stupenda. Abbiamo girato per i mercatini, visitato la Cattedrale: molti turisti e molto cattolicesimo. Verso sera siamo andati ad Albacin il quartiere zingaro, ma carino e pittoresco. Più affascinante quasi del centro. C’è stato un tramonto splendido quella sera ed è stato bello vedere non molto lontano la Alhambra e il Generalife. Poi per stradine strette quanto trafficate dalle auto siamo arrivati a ristorantino, abbiamo preso Tortillas del Sacromonte (una specie di frittata con verdure, prosciutto e altro..) e Albondigas en salsa Anmendras.
Mattina seguente, visita di buon ora (ma non eravamo i soli) all’Alhambra, che è solo meravigliosa, con quell’aria araba che porta consè, gli arabeschi, gli stucchi, i giardini, i corsi d’acqua, le fontane: fantastica, così come la vista della città dall’alto. Siamo partiti al pomeriggio dopo una gran fatica con le valigie, perchè il parcheggio non era vicino all’Hostal, per Cordoba. Ci ha stupiti la vegetazione lungo le strade, i cactus e i fichi d’India che sostituiscono, talvolta, le recinzioni delle case. Il paesaggio è arido e le colline sono ricoperte da ulivi. A Cordoba: Hostal Sant’Ana, in centro. Proprio carino, con azulejas ovunque, televisore in camera. Abbiamo visitatola Mezquita che è a dir poco bella, strana e affascinante con tutte le arcate che confondono le navate tra loro; incontro di religioni, musulmana e cristiana. Poi il ponte Romano, abbiamo camminato lungo il Guadalquivir, visto l’Alcazar solo da fuori e siamo capitati nel più buon ristorante che potevamo trovare. tutto delizioso, leggero ed estremamente spagnolo. Ristorante San Basilio: Croquettas Caseras (crocchette di patate e formaggio fresco tipo ricotta), Gazpacho Salmorejo (zuppa andalusa tipica fredda con mollica di pane, pomodoro, aglio, prosciutto ovosodo), servita soprattutto durante il caldo estivo; Vino de Montilla (bianco secco, buono), vino dolce della regione (buono), Bacalao Biscaina (ottimo, al pomodoro).
Quarto giorno: Prima di ripartire ancora un giro per le stradine del centro, ad ammirare i patii fioriti che sono tipici di qui. una volta l’anno viene premiato quello più bello. Cordoba-Siviglia. Niente di particolare per quel che riguarda il tragitto: solo un gran sole che fa comprendere la necessità della siesta in estate e lungo l’autostrada, come sempre i tori in ferro che sono disseminati su tutto il territorio spagnolo, simbolo della spagnolità. A Siviglia è stato un problema trovare il posto per la notte perchè c’era una festa per la Madonna. Alla fine siamo andati vicino al quartiere ebreo, vicino a Santa Maria La Blanca. Di Siviglia si deve ricordare la vita, notturna soprattutto, e la vitalità della città stessa. Gente sempre e ovunque, che si diverte, sta insieme, parla, fino a tarda notte. Un posto fantastico vicino alla Cattedrale per le tapas per la cena. Con i tipi dietro il bancone che segnavano il prezzo delle consumazioni sul tavolo in legno con un gessetto bianco. Troppo simpatico!
Quinto giorno: visita alla Cattedrale e a piedi fino in cima alla Giralda, che fortunatamente non ha scalini ma è in salita. Meno faticoso! E poi l’Alcazar e in giro per il centro fino a Piazza di Spagna che è singolare con le ceramiche rappresentanti tutte le maggiori città spagnole.
Sesto giorno: Cartuja, la città moderna. Bella, tecnologica, ma non utilizzata e destinata a divenire punto di incontro di malviventi durante la notte. Interessante il ponte della Vela.
Prossima tappa: Jerez de la Frontera, dove è nato lo sherry. Qui sono famose le bodegas (Domeq, e altre, che si possono anche visitare) e i cavalli. L’impressione non è stata però delle migliori e un po’ delusi siamo ripartiti per Cadice (Cadiz). Si trova su una lingua di terra nel mare. E’ un tipico porto, con un suo fascino. Abbiamo dormito all’Hostal Espagna, niente di particolare. c’è la cattedrale completamente bianca, c’è il porto e il lungomare con piccole barche ancorate non lontano dalla riva e sembra in alcuni luoghi una città di qualche decennio fa.
La mattina seguente abbiamo visitato la fortezza in mezzo al mare che ddeve essere una caserma militare. Abbiamo proseguito lungo la costa godendo ancora del sole e del clima estivo fi no a Bononia. Qui ci siamo fermati per la notte e abbiamo trascorso il pomeriggio sulla spiaggia. solo l’oceano era freddo. Poi la sera a tarifa, il paradiso dei serfisti, un posto pieno di gente di sera e di giorno.
Al mattino giro per i negozi di Tarifa e partenza per Gibilterra dove abbiamo trovato una fila interminabile di auto alla dogana, che dopo qualche indecisione è meglio passare con l’auto che permette di girare per tutta Gibilterra liberamente, visto che sarà pure un fazzoletto di terra ma c’è parecchio da camminare. Main Street è molto inglese, piena di negozi. Qui i nomi delle vie sono in inglese e c’è il cambio della guardia; insomma un lembo d’inghilterra che confina con la Spagna. E’ valsa la pena prendere la funivia e visitare le scimmie e la Michael’s Cave. Le scimmie sono veramente bisbetiche ma si riesce ad avvicinarle proprio facilmente. la caverna di Michael è adibita a teatro e non mi ha entusiasmato troppo. In compenso la vista dell’Africa, con la catena dell’Atlante così vicina ci ha lasciato piacevolmente stupiti. A sera siamo tornati in Spagna, attraversando di nuovo la pista dell’aeroporto che qui è trasversale alla strada di entrata a Gibilterra, per cui quando un aereo atterra il traffico in entrata e in uscita si ferma. Ci siamo diretti subito verso estepona e lì ci siamo fermati all’Hostal Europa, molto bello. La città prettamente turistica.
Il giorno seguente da Estepona siamo andati a ronda, che è famosa per il precipizio su cui si erge il famoso ponte. e’ un paese in mezzo ai monti a cui si arriva dopo una strada piuttosto tortuosa e neanche tanto corta. Ma vale proprio la pena visitarla. Da qui siamo arrivati a vedere l’interno della Cueva de la Pilota, che è una grotta privata con disegni del neolitico o giù di lì. Sorge però il dubbio sull’autenticità dei disegni stessi. Comunque ad aspettare il nostro turno di visita c’eravamo noi, due ebrei, un tedesco. Insomma un gruppo assortito e divertito a sentirre i racconti della guida. Comunque interessante: le rocce sono sicuramente autentiche.
Penultimo giorno verso Marbella. Visita a Mijas, paese tipicamente conosciuto per gli asini, che ci sono ma ormai ricoprono un ruolo tuttaltro che genuino e del tutto turistico.Al pomeriggio abbiamo affittato una stanza a Fuengirola e siamo stati sulla spiaggia. Ma gli alberghi del lungomare sono talmente alti che ci vuole poco a rimanere stesi nell’ombra.La serata è stata carina in giro per il centro piuttosto affollato.Finita non troppo tardi, visto l’appuntamento dell’indomani con l’aereo del ritorno.

Hasta la vista!



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