Il Giappone a primavera

di Maria Rita Tesoro – 
Sicuramente tra le cose che rapiscono gli occhi e fanno stare bene l’anima c’e’ un albero fiorito.
Il Giappone, a primavera, ne offre a migliaia per le strade e nei suoi giardini incantati.
Anche gli iperattivi giapponesi non resistono al richiamo dello “Cherry Blossom”.Nei giorni di festa si possono vedere centinaia di persone sotto gli alberi a mangiare, bere, giocare e chiacchierare. Ma oltre all’indiscusso piacere di passare la giornata all’ombra dei fiori, i giapponesi sostano nei parchi perche’ si dice che gli spiriti del riso preferiscano riposare tra i rami dei ciliegi e rimanerci fino a quando sono in fiore.
Inoltre i poeti giapponesi., proprio perche’ la fioritura e’ di breve durata, considerano questo evento il simbolo dei Samurai che hanno sacrificato la loro vita sui campi di battaglia.
Non c’e’,quindi, da meravigliarsi se i giapponesi gareggiano per conquistare il miglior posto del parco o del giardino. Addirittura, se l’O-hanami (il Cherry Blossom festival) e’ organizzato dalla azienda per la quale si lavora, c’e’ chi va la sera prima e passa tutta la notte nel parco per assicurare al proprio capoufficio il posto migliore.
Cio’ dimostra come questo popolo operi con assoluta abnegazione posponendo i propri interessi a quelli della collettivita’.
L’attivita’ lavorativa e’ strutturata sulla base di una rigidissima organizzazione gerarchica piramidale che, a ben vedere, ha le sue radici nell’applicazione dei “5 rapporti” predicati dal Confucianesimo importato dalla Cina alla meta’ del VI secolo.
Nelle pagine dedicate alle Religioni della guida del Touring Club Italiano si legge: “i cinque rapporti sono: la lealta’ del ministro nei confronti del principe; la fedelta’ dell’amico verso l’amico; l’ubbidienza del figlio nei confronti del padre; l’ubbidienza del fratello minore rispetto al fratello maggiore; l’ubbidienza della donna nei confronti dell’uomo. Tutto cio’ e’ stato anche il presupposto dal quale si e’ successivamente sviluppato il Bushido (il codice d’onore dei samurai).
Oggi, quindi, si puo’ constatare come tale insegnamento sia stato traslato su parametri attuali che si concretizzano: nella lealta’ verso la ditta presso la quale si lavora; nell’etica del lavoro; nell’atteggiamento paternalistico degli imprenditori nei confronti dei loro dipendenti”.
Quindici giorni di soggiorno possono bastare per capire che i giapponesi sono persone che riescono a meravigliare… sono di una cortesia e disponibilita’ che definirei imbarazzanti e la cui onesta’ ho potuto toccare con mano quando, dimenticata la telecamera su un taxi – grazie all’idea del mio amico Giovanni di chiamare la centrale, ma soprattutto grazie alla fattiva collaborazione di un parcheggiatore – me la sono vista recapitare dopo venti minuti dal tassista che non ha neanche voluto i soldi della corsa necessaria per riportarmela!!
E’ bello il Giappone da vedere… e’ bello entrare nella sua osmosi tra la ipertecnologia – e’, secondo me, quel paese orientale che si trova piu’ a ovest dell’occidente – e l’incanto dei suoi giardini, dei templi shinto o buddisti, dei giardini zen dove una pietra in mezzo a tanta ghiaia “pettinata” riesce a catturare l’attenzione.
Purtroppo, per noi, e’ un paese estremamente costoso (con lo yen che gira intorno alle 20 lire!).
Io quindi devo ringraziare la mia buona sorte che mi ha fatto conoscere una persona la quale, trovandosi lì per motivi di lavoro, mi ha potuto ospitare.
Quindici giorni, dicevo, possono bastare anche per visitare una buona parte del Kansai (la zona centro-sud dell’isola Honshu, la piu’ grande delle quattro principali; le altre tre sono Hokkaido, Shikoku e Kyushu).
L’aeroporto da raggiungere per visitare questa regione e’ giustappunto il “Kansai” di OSAKA, citta’ dove bastera’ stare un solo giorno, il tempo necessario per visitare il Castello e farsi un giro per gli shopping-center sotterranei e non.
A mio parere la citta’ piu’ interessante e’ KYOTO, antica capitale del Giappone dopo Nara e prima di Tokyo.
Oltre ai luoghi famosi indicati da tutte le guide, ho trovato interessante la casa (ora museo) di Kawai Kanjiro, il piu’ famoso vasaio giapponese; si raggiunge facilmente con un bus che parte dalla stazione ferroviaria.
E se si va a Kyoto in primavera non si deve assolutamente perdere una passeggiata lungo il Viale del Filosofo (Philosopher’s Path) chiamato così proprio perche’ un filosofo veniva qui a camminare sotto i rami dei ciliegi carichi di fiori per pensare. Effettivamente sembra di trovarsi nel bel mezzo di un giardino incantato.
Kyoto e’una citta’ grande, ma fortunatamente la rete capillare degli efficientissimi mezzi pubblici la serve benissimo. Anzi, e’ senz’altro conveniente fare la tesserina giornaliera che costa 500 Yen (c/o l’Ufficio Informazioni Turistiche della stazione).
Per avere un assaggio delle piu’ note arti giapponesi – la cerimonia del the; la Koto Music (con l’arpa giapponese); l’Ikebana (l’arte di disporre i fiori); la Gagaku (antica musica giapponese); il Kyogen (antica rappresentazione teatrale comica); la Kyomai (danza) e il Bunraku (marionette) – si puo’ andare direttamente al Gion Corner, nel quartiere delle geishe. Ogni sera per 2.800 Yen si puo’ assistere a 50 minuti di spettacolo (orario 19.40 e 20.40). E per rimanere in tema di tradizione, almeno una notte si dovrebbe passare in un Ryokan: il tipico albergo “alla giapponese”. E’ una stanza con le finestre scorrevoli di legno e carta di riso; per terra i tatami (stuoie) sui quali la sera vengono distesi i futon per dormire.
Le scarpe vengono lasciate all’entrata e vengono indossate delle pantofoline che pero’ dovranno rimanere fuori della camera dove si circola rigorosamente senza alcun tipo di calzatura.
Il bagno, naturalmente in stile giapponese, non e’ privato e pertanto bisognera’ seguire anche qui alcune basilari regole di comportamento. E’ comunque una bella esperienza specialmente se si potra’ condividerla con qualcuno.
Non lontano da Kyoto, NARA vanta di ospitare la statua del Budda piu’ grande del mondo (il Daibutsu) oltre al Kasuga Taisha, un bellissimo tempio shintoista famoso per aver raccolto al suo interno circa 3000 lanterne donate dai fedeli.
Fuori dal “circuito classico” saranno poi interessanti da visitare la citta’ di KANAZAWA dove si trova uno dei tre giardini piu’ belli del Giappone, il Kenroku en garden, e la cittadina di TAKAYAMA che ha mantenuto la sua antica struttura; infatti si dice: “se vuoi vedere come era Kyoto seicento anni fa vai a Takayama”. Dalla sua stazione partono dei bus che in 10 minuti ca. portano al vicino Hida Village: si tratta della riproduzione di un villaggio rurale dell’antico Giappone.
Tra tutti i castelli esistenti ancora oggi in Giappone il piu’ bello in assoluto si trova a HIMEJI (una cittadina a ovest di Osaka) un’imponente costruzione bianca – e’ infatti anche detto del “candido airone” – che svetta in mezzo a un tripudio di alberi in fiore.
Procedendo sempre sulla linea del “visitare quanto di meglio c’e’ in Giappone” ci si puo’ spingere fino all’isola sacra di MIYAJIMA che si trova di fronte a Hiroshima e dalla quale si puo’ ammirare uno dei tre paesaggi piu’ belli di questa nazione (gli altri due sono a Matsushima e Amanohashidate). Invece il tempio shinto piu’ importante si trova immerso nel parco nazionale di ISE ed e’ meta di pellegrinaggi; l’imperatore ci si reca una volta all’anno, mentre ogni shintoista deve andare almeno una volta nella vita. E’ qui che si conserva lo specchio ottagonale di Amaterasu la Dea del Sole considerata progenitrice della casa imperiale.
Certo dopo aver visto questi luoghi iconograficamente classici del Giappone, si arriva a HIROSHIMA e ci si chiede: “cosa c’e’ qui da vedere?” Niente. E’ una citta’ moderna: ha soltanto 50 anni. Non c’e’ nulla da vedere a Hiroshima. Hiroshima e una citta’ da “sentire”.
Nel Parco della Pace c’e’ il Museo commemorativo, c’e’ l’unico edificio rimasto in piedi dopo lo scoppio della bomba, c’e’ un monumento che ne indica l’epicentro, c’e’ un cenotafio che raccoglie i nomi delle vittime, c’e’ il monumento dedicato ai bambini, c’e’ la fiaccola che rimarra’ accesa fino a quando sulla terra non ci sara’ piu’ nessuna bomba atomica e c’e’……….un’atmosfera toccante.
La citta’ vive intorno a quel Parco il cui silenzio nessuno si sente di rompere.

Bene, dopo questo giro non si puo’ certo dire di sapere tutto del Giappone, ma sicuramente e’ sufficiente per conoscere abbastanza questo Paese d’oriente che si trova a ovest dell’occidente poggiato su tradizioni che solo un popolo come i Giapponesi puo’ mantenere.



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