Messico, Belize e Guatemala in autobus

di Mauro Casadio Farolfi
Messico, Belize e Guatemala in autobus nel 1980.
Il nostro viaggio della durata di sei settimane prevedeva il Messico poi una breve sosta nel Belize per entrare nel Guatamela e dopo una decina di giorni rientrare nel sud del Messico e concludere con lungo viaggio fino a Citta del Messico.La prima destinazione era quindi il Messico (con volo aereo Milano-New York-Houston-Città del Messico) e la partenza era prevista il 25 luglio 1980 una settimana prima della strage alla stazione di Bologna dove l’eco dell’attentato arrivò ovviamente alcuni giorni dopo anche nello stato messicano.

Foto di  Mauro Casadio Farolfi

Io e Roberta disponevamo di un solo libro turistico dello stato caribico con un piano di soste studiato a casa senza alcuna prenotazione e uno zaino a testa come il viaggio in India e Nepal dell’anno precedente.

Foto di Mauro Casadio Farolfi

Dopo alcuni giorni passati a visitare la caldissima e caotica capitale messicana decidemmo di prenderci una pausa recandoci nello Yucatan a visitare i vari siti archeologici della cultura Maya per concludere nella località marittima di Cozumel sulla costa caraibica.

Appena sistemati nella località turistica ci avvisarono dell’arrivo di un forte ciclone e ci chiesero di trascorre tutta la notte al piano terra insieme ad una ventina di ospiti. (Ricordo che misero lo scotch in tutte le vetrate della camere e delle sale e il personale messicano era sparito, rientrato nelle rispettive case per vigilare le famiglie…). Gli altoparlanti ogni 10 minuti aggiornavano nell’albergo e nelle strade l’evoluzione del ciclone previsto per le 5 del mattino che fortunatamente deviò verso Miami e lasciò solo alcune case distrutte e molte strade allagate.



Dopo il passaggio del ciclone rientrammo in barca a Tulum per prendere una corriera locale e recarci in Belize, uno stato completamente diverso dal Messico, grande come la Toscana ,con 200.000 discendenti dagli schiavi provenienti dal continente africano senza una propria forte identità culturale . Incastrato fra Messico e Guatemala oltre ad alcune rovine maya è bagnato dalle acque coralline del Mar dei Caraibi: una risorsa turistica ancora da sfruttare. Il bus delle linee messicane era gremita di lavoratori locali che si recavano a casa e diversi giovani turisti europei che viaggiavano con zaino da mesi on the the road come noi. Ricordo – afferma Mauro – che io e Joachin Deutcmann un tedesco facemmo tutto il viaggio sul tetto della corriera fra valigie dei messicani, zaini e corde per non scivolare nelle curve.

La corriera dopo diverse ore di viaggio ci scaricò finalmente al confine con il Belize e dopo un primo controllo dei passaporti entrammo tutti a piedi fino al primo paesino del nuovo stato. Alcune centinaia di metri per dormire in una “bettola” e riprendere con mezzi locali il viaggio per Belize City.

Il nostro gruppo sorto spontaneamente nel tragitto da Cozumel al Belize era composto da due giovani fiorentini, un tedesco (Joachin che frequentammo per diversi anni) e due ragazze di Parigi . Il Belize allora – e parliamo di 38 anni fa – era in uno stato di enorme miseria con siti archeologici non ancora stati recuperati ma trascorremmo cinque giorni in alcuni paesini e in alcune isole della barriera corallina insieme a turisti americani che praticavano la pesca d’altura. Tutti i cinque giorni ebbero un’unica colonna sonora: la musica reggae di giorno e di notte con Bob Marley e con feste organizzate nei locali tutte le sere.

Agosto non è il mese migliore per visitare il Belize ma riuscimmo comunque ad organizzarci per alcuni brevi tour con il gruppetto creatosi spontaneamente per visitare alcuni paesi come San Ignazio e constatare l’assoluta miseria che attanagliava questo piccolo stato.…

Casette di legno dall’aspetto fatiscente abitate da gente nerissima e bellissima.

Una volta queste terre erano abitate dai maya e si trovano oggi ancora alcune testimonianza ma più recentemente è stata invasa dai discendenti degli schiavi di razza mandinga, una razza troppo bella per essere risparmiata alla schiavitù. Il Belize fino al 1973 era denominato Honduras Britannico e solo nel 1981 divenne nazione indipendente inserito nel Commowealth e dipendente dai contributi economici di Nazioni estere. Terminati i cinque giorni si decise di proseguire sempre con una bus locale verso il il lago di Attilan in Guatemala per poi rientrare via Oaxaca in Messico.

 

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