Il villaggio di Doolin

di Luca Rubbis –  
Oggi voglio parlarvi del villaggio di Doolin…
Doolin è situata sulla costa scoglierosa del Clare occidentale, a pochi passi dal Burren e vicino alla località termale di Lisdoonvarna.

È una tappa quasi obbligata di passaggio per chi si reca alle famosissime Scogliere di Moher, che cominciano ad ergersi subito dopo il piccolo centro abitato e sono chiaramente visibili dal porto di Doolin.

l piccolo villaggio è anche a brevissima distanza dalle altrettanto famose Isole Aran, visibili ad occhio nudo in giornate chiare, tanto che è uno dei tre porti che offre traghetti per le isole.

Doolin, Irlanda - Foto di Luca Rubbis

Il fiume Aille scorre dalle colline del Burren attraverso Doolin entrando in mare proprio davanti a Fisher Street la via più caratteristica, per via delle sue graziose casette.



Doolin è ben conosciuto per la musica tradizionale irlandese, suonata spesso nelle sere nei tre pub presenti nell’abitato. Inutile dire che per questo fatto, Doolin è sempre affollata di turisti, specialmente stranieri anche durante le ore serali.

Doolin, Irlanda - Foto di Luca Rubbis

È un villaggio che sembra uscito da un libro delle favole. Sebbene sia composto da pochissime case e non abbia un centro, i vecchi cottage dal tetto di paglia e dai vivaci colori pastello vi sapranno incantare.
Piccolo villaggio di pescatori/pastori di circa 500 abitanti è diviso a metà dalle due vie principali, Fisherstreet e Roadford. E’ conosciuto per essere la patria della musica tradizionale irlandese ed entrando in vecchi cottage dai tetti di paglia si trovano molti utensili di artigianato locale.

Quando arrivo al villaggio dopo un rapido giro e numerose foto entro nel Traditional Music Shop un piccolo negozietto dedicato alla musica irlandese. In vendita ci sono tamburi irlandesi, flauti in legno, chitarre, armoniche, arpe, libri dedicati alla musica popolare irlandese e i cd di artisti locali che lasciano i loro album dopo aver suonato in paese. La musica è sacra in Irlanda, è linfa vitale per i piccoli paesi come questo, immersi nel verde placido della Brughiera.

Doolin, Irlanda - Foto di Luca Rubbis
Vicino al bancone sulla sinistra, noto due signore che incuriosite, come me, guardano gli oggetti presenti sugli scaffali. Sento parole familiari e capisco trattasi di due signore italiane. Una delle due chiede consiglio all’altra su cosa prendere come souvenir per suo marito, e lei che sembra più esperta di strumenti musicali, gli consiglia un flauto, dicendogli “Così mentre lui suona il suo flauto, tu puoi suonare il suo….” e scoppiano a ridere come due oche giulive.
Allorché ecco svegliarsi la parte peggiore di me, quella di non fare i cavoli miei.
Mi avvicino e chiedo (a quella che sembra più esperta di strumenti musicali, e non solo, visto il copioso rossetto rosso e botulino cosparsi sulle labbra) se il flauto si potesse “usare” a tutte le età….chiara allusione la mia; e dopo uno sguardo stupito di lei aggiungo “perché dovrei regalarlo a mia nipote che ha cinque anni”. Bugia spudorata, mia figlia non è neppure sposata, ma utile per evitare il rischio di una sberla nel caso la signora botulinica fosse priva di umorismo. Certo chiedo scusa per la poca eleganza manifestata, ma non era tutta colpa mia se a quelle parole e di fronte a tanto botulino (e non solo), i mio ormone era scattato sù, svegliando quei due inutili neuroni che fino a prima erano dormienti.
La donna abbocca alle mie scuse, e mi dice che certamente il flauto può essere suonato a tutte le età, e che l’oggetto in questione trattasi di un Tin Whistle, il classico flauto irlandese realizzato in latta. Come facesse a sapere questi aneddoti non lo sò, fatto stà che ci immergiamo in una profonda chiacchierata, rilevando un carattere loquace e simpatico delle due signore. Quando parlando, parlando, mi chiedono l’età di mia figlia io dico loro la verità, ventuno anni, tradendo ciò che avevo dichiarato in precedenza sulla nipote di cinque anni, allorché viene spontaneo a chiedermi “Ehhhh la ha avuta giovane la bambina…”.

Doolin, Irlanda - Foto di Luca Rubbis
Chiaro che dovendo ormai stare al gioco io annuisco, e le dice di avere un maschio di 18 anni è una figlia di 16, e che non permetterebbe mai a sua figlia di combinare una cosa del genere, e racconta un aneddoto, dove un giorno mentre la figlia dormiva, gli arriva un messaggio su Whatsapp. Incuriosita prende il cellulare della figlia e legge:
“Amore questa sera sarai mia…ti farò impazzire giuro”
e lei risponde “Non credo proprio… sono sua madre e se non sparisci subito ti gonfio di botte”
e lui “Scusi signora, non le scriverò più”
“Amoreeeee scusa per mia madre…. ma stasera ci vediamo o no?”
“Certo chi se ne frega di tua madre…”
“Sono sempre io coglione…. ti gonfio è deciso.”
Ahahahahahah e scoppiano tutti in una grassa risata, tanto da far sorridere anche il padrone del locale, che non ci avrà capito nulla, ma davanti a tanta allegria si rende partecipe.
L’amica per non essere da meno, prende il cellulare, accede alle conversazioni whazapp, clicca su un certo Alberto, il figlio di 17 anni, e dice “E io, guarda qui mio figlio cosa mi ha scritto ieri..”:
“Ciao mà… i termosifoni sono spenti”
“Fa freddo”
“Fuori il cielo è grigio stà per piovere”
“Il caffè è finito”
“Il computer si è rotto”
“Manchi tu….” smile faccina triste
e lei “Che dolce amore mio…” cuoricino e smile con bacino
“Dico come disgrazia mamma manchi solo tu”
Ahahahahahaha è giù risate da stadio, proprio simpatiche queste mi dico.
Ci scambiamo allora gli indirizzi e-mail, dicendo loro che sono fotografo, e che se gli fà piacere gli spedirò delle foto dei migliori scatti che farò durante il viaggio. Loro ringraziano, io ringrazio loro della simpatica conversazione, e i consigli sul Tin Whistle, prendo il piccolo flauto per ricordo, dal costo esiguo, pago ed esco dal negozio in cerca di un posto dove mangiare qualcosa, essendo ormai giunta l’ora di pranzo e sentendo un certo appetito che avanza.

Doolin, Irlanda - Foto di Luca Rubbis
Mi siedo così tra il verde del delizioso Seat Salat Cafè, un ristorantino con veranda, ideale per una pausa veloce. Offre un’ottima scelta di panini vegetariani, zuppe di stagione, insalate e invitanti dolci. Ma io decido di ordinare un Fish and Chips ben cotto e croccante, che è una delle pietanze tipiche del posto essendo un villaggio di pescatori.
Il cibo è buono, e il prezzo non molto alto, come si può riscontrare nella maggior parte dei piccoli villaggi d’Irlanda, ben differente dalle grandi città più care. Mi sento di consigliarvi anche questo se passerete in questa zona, e ci dovete passare di sicuro.

È un posto incantevole che mi sento di consigliarvi come meta obbligata se andrete a visitare l’Irlanda, anche perché le scogliere di Moher sono a pochi km e non potrete dire che siete stati in Irlanda se non le avrete viste.

Altri articoli di viaggio e fotografie di Luca Rubbis nel suo sito Raccontaviaggi.it

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