A zonzo per i parchi

di Simona Riccardi –
(Abbiamo di nuovo sbagliato strada)
Ed eccoci alla volta di un viaggio nel Farwest con Avventure nel Mondo: con questo viaggio siamo a quota cinque!!

21/7/2000 Si parte!!!! Partenza anticipata di un giorno e da aeroporti sparsi per l’Italia (chi da Roma e chi da Venezia) e grande ritrovo a Los Angeles una ventina di ore dopo. Facciamo subito conoscenza con il capogruppo, che si rivelerà un vero personaggio, e ci concediamo una notte di meritato riposo (ovviamente dopo aver noleggiato i potenti mezzi che ci avrebbero accompagnato per tutto il viaggio).
22/7/2000 Belli freschi e rifocillati (si fa per dire visto che il fuso di 9 ore è quantomeno pesantuccio) elaboriamo subito un piano di guerra: perché non trascorrere la prima giornata americana agli Universal Studios?. Casualmente imbrocchiamo al primo colpo la strada (cosa che non si sarebbe più ripetuta nel corso del viaggio) e ci disperdiamo tra un Jurassic Park e un ET. Ne approfittiamo per trascorrere la serata a Hollywood dando un’occhiata veloce alla via delle stelle, al Teatro Cinese e al Sunset Boulevard, che tutto sommato deludono le nostre aspettative (un po’ di belle villette e “du’ stelline pe’ tera”).

23/7/2000 Sveglia all’alba e direzione Las Vegas . Strada facendo deviamo per la Valle della Morte. Qui assaporiamo le vere temperature record (altro che il caro e buon Bernacca): a Zabrinski Point il termometro segna 54 gradi centigradi all’ombra. Scendendo dalla macchina si ha l’impressione di essere dentro un asciugacapelli (con velocità e calore al massimo). Il vento è così caldo che le stanghettine di metallo degli occhiali scottano. Sostiamo anche a Dante’s View dove il paesaggio appare lunare di un fortissimo giallo- ocra. Brevissima sosta anche alla città fantasma di Roylite (la classica “sola”) e dopo aver sbagliato strada una decina di volte arriviamo a notte fonda a Las Vegas. Le luci della città ci abbagliano già a parecchi chilometri di distanza. Giochiamo i nostri due dollari a testa al casinò (giusto per ficcare un po’ il naso in giro) ammirando assolutamente esterrefatti le più grosse “americanate della storia”: alberghi spaventosamente grandi con ricostruzioni di piramidi, statua della libertà, Tour Eiffel e Castello di Re Artù.

24/7/2000 Sveglia all’alba e coordinamento accesso bagni. Dati gli altissimi costi degli USA dovuti a un cambio parecchio sfavorevole abbiamo spesso dormito in camere da quattro / cinque posti. Lascio a voi immaginare la gestione dei bagni alle 6 del mattino. Per giunta il nostro caro Giorgione (capogruppo o coordinatore che dir si voglia) è un vero mago nel farsi fare “sconti famiglia” e nel dichiarare la sua “famiglia” di otto persone anzichè le dieci reali (una sorta di paghi 8 prendi 10) ottenendo chiaramente degli ottimi prezzi.
Si inizia la parte del viaggio più bella dal punto di vista naturalistico: i parchi. Il primo della lista è Zion seguito da Bryce Canyon. Bryce è, a mio modesto e sommesso avviso, il più bello in assoluto. Si apre alla vista un grande anfiteatro costruito da stalattiti di roccia rossa, che al tramonto assumono un colore veramente fantastico. Ci godiamo il canyon passeggiando per un paio d’ore. Ceniamo e trascorriamo la notte in un motel gestito da una famiglia mormone che riusciamo a sconvolgere con le nostre richieste culinarie (a proposito, ci troviamo all’interno i confini dello Utah – lo stato mormone).

25/7/2000 Partenza al solito canto del gallo alla volta nientepopodimenoché del Gran Canyon. Percorriamo le nostre brave 200 miglia mattutine e il canyon più profondo del mondo si spalanca davanti ai nostri occhi. La sua maestosità ci lascia senza fiato. Due passi per osservarlo da vari “scenic view” e, dopo il solito quintalozzo di foto, di corsa alla Monument Valley. Celeberrima per gli innumerevoli film girati nella zona merita anch’essa una visita al tramonto, quando le “ombre diventano rosse” (vi ricorda qualcosa?). Il territorio della Monument Valley, condiviso tra lo Utah e l’Arizona, è una riserva degli indiani Navajo (che purtroppo ormai sono indiani solo per modo di dire … sono obesi come gli americani). Fotografiamo il tramonto e prendiamo accordi con gli indiani per il tour della valle la mattina successiva.

26/7/2000 Effettuiamo il tour previsto dove la guida ci mostra gli spettacolari monumenti che la natura nei secoli ha costruito (anche qui il caldo non manca) e ci rimettiamo in assetto da guerra: io, Massimo, Filippo e Gianluigi sulla macchina mentre Giorgione, Giorgino, Anna, Maria, Carlo e Francesco sul pullmino. Pronti per percorrere le nostre belle centinaia di miglia quotidiane. Attraversiamo il Canyon del Muerto, il Canyon de Chelly, il Deserto Dipinto e raggiungiamo in serata la Foresta Pietrificata. Si tratta di veri e propri alberi secolari che grazie ad un particolare processo chimico si sono trasformati in pietra, conservando però la loro forma originale. Levigandoli si ottiene addirittura l’effetto “marmo”. Filippo, il nostro agopuntore, sognava di vedere la Foresta Pietrificata sin da quando era piccolo e qui ha finalmente “ritrovato le sue origini” o come dice lui: “Ho trovato nonno”. Veniamo informati dai rangers che il Mesa Verde National Park è chiuso per incendi e quindi riformuliamo il percorso seduta stante. 27/7/2000 Giornatona di trasferimento verso Moab e puntatina a Canyonlands strada facendo. Trattasi dell’ennesimo Canyon dove riusciamo solo a fare quattro passi velocemente (con disappunto di Carlo che avrebbe voluto farci un mega trekking di qualche ora).

28/7/2000 Ed eccoci tutti bardati di salvagenti sul gommone pronti per fare rafting sul fiume Colorado (il fiume che ha scavato il Gran Canyon). Non essendo il fiume in piena, le “rapide” scarseggiano ….. quindi si tratta semplicemente di una tranquilla gita in gommone. Rimediamo con un ottimo bagno nel fiume, la cui acqua è, a dire la verità, un po’ sporchina. La cosa non ci ha fermato, visto che il gommone non è munito di aria condizionata (se mai farete lo stesso viaggio ricordatevi di pretenderla ….) e la temperatura sta raggiungendo livelli insopportabili, e abbiamo deciso di “pucciare” le zampe in acqua nonostante tutto. Sosta sulla riva del fiume per un pranzo veloce organizzato dall’escursione e poi completiamo la discesa. Il pomeriggio visitina a Dead Horse Point da dove si vede tutta l’ansa del fiume.

29/7/2000 Trekking (massacrante) ad Arches, altro parco nazionale veramente fantastico. La natura si è sbizzarrita nella formazione di archi naturali, sempre di colore rosso. L’unico modo per osservarli è quello di spararsi quattro orette di cammino sotto un sole che ve lo raccomando!!! Lo spettacolo ricompensa la fatica, comunque il pomeriggio lo trascorriamo in relax per i negozietti di Moab.



30/7/2000 Sveglia prestissimo diretti a Salt Lake City per visitare il più grande tempio mormone del mondo. Anche qui il nostro mitico Giorgione da il meglio di se, scambiando il Palazzo Comunale per il Tempio. Scovato il tempio (che, per inciso, non è proprio piccolissimo …..), una ragazza di Roma ci fa da guida spiegandoci anche gli “usi e costumi” del popolo mormone. Dormiamo a Idaho Falls, in uno dei nostri affezionatissimi Motel 6, sempre con la solita formula paghi 8 prendi 10. Ai due in avanzo tocca dormire per terra sui materassini di Maria e Gianluigi. Fortunatamente il nostro Giorgione si era dimenticato di informarli che non avremmo campeggiato e quindi sono partiti completamente attrezzati (dalla tenda alla carta igienica).

31/7/2000 Varchiamo il confine del Montana; siamo quasi a metà viaggio ed anche nel punto più a nord del nostro percorso: Yellowstone. Premetto, per chi non avesse mai messo piede negli USA, che qui le distanze sono immense e che anche all’interno di un “parchetto” si percorrono centinaia di Km. Attraversando il parco si riesce a distinguere molto bene la parte che è bruciata una quindicina di anni fa: sono rimasti in piedi solo i tronchi degli alberi, creando un paesaggio grottesco. la nostra visita inizia da Norris, dove osserviamo i primi gaysers. Continuiamo con Mammouth Hot Springs dove, per effetto dei gaysers, la terra assume colorazioni che variano dal giallo al verde al rosso, il tutto costellato da pozze di acqua cristallina. Yogi e Bubu sono in ferie ….. ma hanno passato le consegne a un grizzly che avvistiamo tramite i telescopi di alcuni turisti appostati per l’occasione. Invece dal bordo strada ci salutano cordialmente un gruppo di cervi giganti (forse si chiamano Caribù???) che pascolano tranquilli.

01/8/2000 Seconda giornata a Yellowstone. Dedichiamo la mattinata all’ Old Faithful, il gayser che regolarmente ogni 40 / 45 minuti “erutta”. Nel pomeriggio attraversiamo il Gran Teton, dove facciamo una piacevole gita in barca fino a Hidden Falls. I più arditi (leggi Carlo, il super sportivissimo del gruppo) effettuano il trekking fino alle cascate. Cena e nanna a Jackson, una splendida cittadina ancora in stile Farwest …… ma cara come quelle dei giorni nostri.

02/8/2000 Sveglia abbastanza tardi per i nostri standard e facciamo un salto in aeroporto per riconfermare i nostri biglietti di ritorno. E qui scopriamo la magagna … altrimenti che gusto c’è a viaggiare con Avventure nel Mondo ??? Maria, Pierluigi e Francesco non hanno né il biglietto né la prenotazione per il volo di ritorno da Los Angeles a New York … Avventure ha pensato che lo facessero “via terra”. Inizia una serie infinita di telefonate agli uffici di Roma per cercare di sistemare la cosa. Il tutto comunque andrà a buon fine e i nostri ragazzi recupereranno i biglietti mancanti all’areoporto di Los Angeles. Di sera ci spariamo in vena 4 ore di Rodeo; un po’ un’americanata ma quantomeno particolare.

03/8/2000 Giornata di trasferimento da Jackson a Elko (e anche qui si sprecano sia le miglia sia le volte in cui sbagliamo strada…). Deviamo leggermente per i Crateri della Luna. Come dice il nome, ci si offre un paesaggio assolutamente lunare (ma tutto nero), dato da crateri di vulcani e lava solidificata. La sosta successiva contempla le Cave di Ghiaccio. Nel mezzo del deserto, pochi metri sotto terra si trova addirittura il ghiaccio. Un affascinante contrasto di natura oppure una stronzata colossale (…da che punto guardi il mondo tutto dipende…).

04/8/2000 Altra giornata di trasferimento in cui ci avviciniamo sempre di più a San Francisco (arriveremo fino a Davis). Passiamo per Sparks e Reno, altre due “città casinò” nello Stato del Nevada. Anche qui ci giochiamo il nostro classico dollarino (che la maggior parte di noi riesce a perdere) e osserviamo il movimento di macchine d’epoca e “personaggi d’epoca”. Il tutto sempre condito da un caldo allucinante!!!

05/8/2000 Ed eccoci finalmente a San Francisco. Siamo piombati di colpo in inverno. Pile, giacconi, pantaloni lunghi e maglioncini vengono estratti dal fondo delle valigie e prontamente indossati. Per prima cosa cerchiamo l’albergo dove ci dovremmo fermare per un paio di notti. Il Motel 6 di Ockland è giusto lì che ci aspetta con una formuletta superscontata da ipermercato proprio adatta a noi. Il nostro Giorgione era già da qualche giorno che si spacciava per membro del AARP (sigla sconosciuta ma che da quel che ci è dato intuire ha a che fare con “i pensionati” – il nostro Giorgione per la cronaca è un settantenne in super forma). Morale si è inventato qualche altra cosa …e noi abbiamo risparmiato i nostri bravi soldini. Parcheggiamo a Chinatown e ci addentriamo in questa città cinese a tutti gli effetti. Miriadi di negozietti pieni di chincaglieria a basso costo oltre a tutte le cibarie cinesi. Le pescherie offrono pesci vivi di tutte le razze ….. tartarughe e rane incluse. Scarpinata su è giù per le strade di San Francisco (ma non era una telefilm???) fin dentro al centro, dove riusciamo anche a vedere i famosi grandi magazzini. E poi??? Un paio d’ore a caccia dell’Hard Rock Cafè, perchè Maria doveva comprare la maglietta per il figlio piccolo (quello grande l’aveva al seguito … Gianluigi). Insomma, abbiamo misurato a piedi la città in lungo e in largo, però il ritorno l’abbiamo fatto con il caratteristico tram … Cenetta in città e poi ritorniamo in albergo: impieghiamo circa un’ora e mezza per fare qualche kilometro… indovinate come mai???? Ma naturalmente ci siamo persi una quindicina di volte!!!!

06/8/2000 Di nuovo San Francisco. Altra giornata uggiosa (solo a livello di tempo) e con una nebbiolina che ti penetra nelle ossa. In ogni caso la City Hall ci aspetta, e a seguire il Parco del Golden Gate dove noi “mollaccioni” assistiamo ad un concertino di musica classica; Carlo invece non perde occasione e affitta un paio di rollerblades. Nel pomeriggio attraversiamo il mitico ponte rosso (Golden Gate) e ci gustiamo la baia. Ci spingiamo fino a Sausalito, la zona di villeggiatura di chi abita a San Francisco. Rientriamo in città per fare un ultimo giro in centro e per cenare; quale migliore occasione di Chinatown per assaporare i piatti di un ristorantino cinese o … giapponese??

07/8/2000 Partenza per Yosemite. “Il capitano”, una roccia liscia liscia che spicca all’interno del parco, e il “velo da sposa”, una cascata la cui acqua per effetto del vento “torna indietro”, sono le due “attrazioni” del parco, a parte ovviamente una natura spettacolare. C’è anche una sezione dedicata alle sequoie giganti che però riusciamo a visitare molto velocemente data la tarda ora; non importa, domani tocca al Sequoia!!!

08/8/2000 Eccoci al Sequoia National Park. Una meraviglia della natura. Impossibile descrivere la maestosità di questi giganteschi alberi secolari. Qui dentro si trovano i due esseri viventi più grandi del mondo: il generale Grant e il generale Sharman (che sono ovviamente due sequoie). Facciamo la nostra solita quintalata di foto e poi anche di miglia per raggiungere Salinas, dove il Motel 6 è in agguato con la collaudata formuletta pensionati.

09/8/2000 Realizziamo che ormai una buona parte del viaggio è fatta. Ce la prendiamo con calma e scendendo verso Los Angeles (da dove prenderemo il volo di ritorno per New York) ci fermiamo a Monterrey, una splendida cittadina sulla costa. Qualcuno si mette in coda per l’entrata all’acquario, mentre altri ne approfittano per vedere il centro e fare un po’ di shopping. Il pomeriggio trascorre a Carmel dove entriamo nella 5° missione (in ordine di tempo) fondate da Junipero Serra. In tutta la California sono disseminate parecchie missioni fondate da questo “personaggio spagnolo” e tutte perfettamente conservate. All’interno si trova uno splendido presepe napoletano d’epoca con le statuine in carta pesta e ceramica (“quando se tratta de esse’ artisti” … chi meglio degli italiani???).

10/8/2000 Continuiamo la discesa verso Los Angeles costeggiando l’oceano pacifico. Ci buttiamo a capofitto sulle spiagge di Santa Barbara e Santa Monica a caccia dei Baywatchers e scopriamo che le mitiche spiaggione della California non meritano tutta questa fama. Tira un vento pazzesco (perfetto per surfisti e affini … ma per gli “spiaggiari come noi un po’ fastidiosetto) e l’acqua è abbastanza freschina ….. insomma evviva la Sardegna!!! Però il nostro Giorgino si fa fare “lo scatto selvaggio” con un Baywatcher niente male. Passiamo dall’aeroporto di Los Angeles per recuperare i biglietti aerei dei tre partecipanti che non avevano la prenotazione e ritorniamo al nostro Motel 6, lo stesso dal quale siamo partiti all’inizio del viaggio…… ci sentiamo praticamente a casa!!

11/8/2000 Il gruppo si divide tra gli “shoppingari”, che setacciano la zona cercando outlet (praticamente i nostri spacci monomarca), e i fanatici della spiaggia che invece si dirigono a gustarsi un ottimo bagno nell’Atlantico. Agli shoppingari tocca di nuovo la caccia al tesoro per la magliettina dell’Hard Rock Cafè (per fortuna sul nostro percorso ne abbiamo incontrati solo due …..). Ultima notte a Los Angeles nel Motel 6 (ma come farò a casa senza …).

12/8/2000 Sveglia alle 4.00 per prendere la navetta delle 5.00 che ci porta all’aeroporto. E’ l’ultimo viaggio che facciamo tutti insieme, una volta arrivati a New York ci dividiamo: alcuni hanno destinazione Milano, la maggior parte Roma.

Il viaggio è stato meraviglioso anche grazie ai miei compagni di viaggio: Giorgione il capo, Filippo il dottore, Anna la zia, Giorgino il piccolo, Maria la mamma, Gianluigi il quintalozzo, Carlo lo sportivo, Francesco il torinese e Massimo il fidanzato. Alla prossima!!!

 
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