Karl Marx in Africa, un’odissea solitaria

di Francesco Cecchini –
Tutte le guide turistiche, Le Petit Fouté, Le Routard, Lonley Planet ed altre descrivono il luogo, ne consigliano la visita, sottolineano che un film di Tarzan è stato girato al suo interno nel 1932 con Johnny Weissmuller. Si tratta di un famoso orto botanico sperimentale in una città del mediterraneo, Algeri .
La descrizione, qui sotto, del luogo, è di un autore speciale e non appare nelle guide o in articoli di riviste turistiche. Ieri verso l’ una del pomeriggio, siamo discesi a Mustapha e da li con il tram abbiamo raggiunto il Jardin Hamma o Jardin d’ Essai utilizzato come Promenade Publique, ove si tengono concerti di musica militare, utilizzato come vivaio, per la crescita e la diffusione della vegetazione indigena, oltre che per la sperimentazione botanica e scientifica e come giardino di acclimatazione.. Il tutto occupa un vasto terreno con una parte accidentata ed una in piano. Per visitarlo con attenzione, serve almeno un giorno intero…

Siamo ad Algeri, di fronte al Mediterraneo, in una giornata d’ inverno o primavera del 1882 La città è Algeri. Algeri la bianca, la città, ancora, mezza ottomana e mezzo francese. Hamma il nome del giardino significa febbre, quella che profumi ed i colori possono dare. Chi scrive non è un viaggiatore qualsiasi, uno dei tanti europei che in quegli anni visitano quest’ Africa non lontana, ma Marx il più grande rivoluzionario di quel secolo, tra l’ altro autore assieme ad Engels del Manifesto dei Comunisti ed ispiratore della Comune di Parigi. La ragione della visita ad Algeri non ha niente a che vedere con la rivoluzione o con un’ analisi sul campo del colonialismo francese. Karl Marx ha scritto, alla fine degli anni trenta, assieme a Engels tre articoli sulla conquista dell’ Algeria da parte dei francesi. I due rivoluzionari vedono nel colonialismo una tappa necessaria dello sviluppo capitalista e quindi della maturazione del comunismo, con buona pace di chi al colonialismo francese si oppone come l’ Emiro Abd El Kader. La decisione di andare ad Algeri è legata alla salute ed è sofferta per vari motivi, l’età, la famiglia, l’ impegno teorico e pratico nel movimento comunista.. Marx sta vivendo il periodo, non sicuramente più difficile, ma senz’ altro più brutto della sua vita, è morta da poco la moglie ed è vecchio e gravemente malato di una pleurite con bronchite e polmonite prese viaggiando tra Parigi e Londra nel freddo del nord. Non c’ è miglioramento e dei medici inglesi consigliano un soggiorno ad Algeri dove il clima può aiutare una guarigione. Non sanno che gli inverni ed anche gli inizi di primavera sono piovosi ed umidi e sarebbe più opportuno consigliare il deserto del Sahara, questo si caldo e secco ed adatto ad uno che ha i polmoni malati. Il parere vede d’ accordo Engels ed i famigliari.

Marx parte da Marsiglia il 18 Febbraio 1882 alle cinque del pomeriggio e ed arriva ad Algeri il mattino del 20. Il maltempo durante la traversata dall’ Europa all’ Africa ed il clima che trova non aiutano. Il soggiorno è quasi inutile, guarisce della bronchite cronica ma non è in salvo ed esposto ad altre ricadute che arriveranno. Un amico di famiglia, il giudice Fermè, in esilio perché ha partecipato alla Comune di Parigi, lo accoglie e lo aiuta. Dopo aver trascorso alcuni giorni al Grand Hotel d’ Orient nel centro di Algeri si sistema ne la Pensione Hotel Vittoria nel quartiere di Mustafa, piena campagna allora. Marx racconta la sua permanenza ad Algeri in un epistolario che invia al suo amico e compagno Engels ed alle figlie. Nelle lettere riferisce quello che il Giudice racconta dele ingiustizie del regime coloniale francese, condanne a morte e torture per casi di furto. Commenta anche la presenza di propietà comunitaria nella società berbera in Kabilia, convinto che quando in Europa la classe operaia vincerà questi popoli potranno passare direttamente al comunismo senza vivere una fase capitalista. Ma la sua descrizione di Algeri è innanzitutto fisica, racconta le persone che incontra e luoghi che visita, la Casbah, il luogo dove vive il Jardin d’ Essai. Descrive quello che vede.



Qui, la situazione è magnifica, davanti alla mia camera la baia del mare mediterraneo, il porto di Algeri, alcune ville disposte ad anfitrato che si arrampicano sulle colline… più lontano delle montagne, tra le altre le cime nevose, dietro il Matifou, delle montagne della Kabilia, le punte aguzze del Djoura… Il mattino verso le otto, niente di più esaltante che il panorama, l’ aria, la vegetazione,questa mescolanza meravigliosa europea – africana.
Tra le persone, oltre il giudice Fermè vi sono i padroni ed il personale della pensione, il medico curante e soprattutto una giovane donna carina ed intelligente, rimasta senza nome. Sappiamo solo che tedesca, originaria di Dessau, conosce per fama l’ ospite, è ammiratrice di Auguste Bebel , di cui ha letto La femme et le socialisme. In un certo senso il vecchio Marx si invaghisce della ragazza che gli ricorda una delle figlie. E’ lei, la bella senza nome, che accompagna Marx nelle sue passeggiate in città, in una di queste incontrano un pittore che sta dipingendo uno scorcio della Casbah, una scalinata. Dalla descrizione, volto emaciato con barba è Auguste Renoir. I due non si riconoscono, né parlano del motivo della loro presenza, Marx è lì per guarire, Renoir, da buon orientalista, è in città per dipingere l’ Oriente e per caso incrocia uno dei meno orientalisti tra gli europei. E’ alla ragazza che Marx confida il suo complesso di colpa per l’ ozio, per l’ abbandono dell’ attività teorica e rivoluzionaria. Lei ascolta e forse è una informatrice messagli alle costole dall’Ambasciata Prussiana in Algeria, alla quale Marx ben guarda di annunciarsi.
Marx trascorre ad Algeri settantadue giorni, la lascia il 2 maggio 1882 verso l’Europa e la fine della sua vita.

Quest’ odissea solitaria di un rivoluzionario a poco dalla morte può senz’altro essere il tema di lavori d’ arte, romanzi o film più adatti a raccontare la vicenda che fredde analisi politiche. Esiste un libro di Marlen Vesper, Marx in Algier, pubblicato in tedesco nel 1995, non tradotto in italiano od anche in inglese o francese, credo. Alla fiera del libro di Algeri del 2009 si parla di un’equipe cinematografica che ha fatto un sopraluogo nei luoghi visitati da Marx, innanzitutto la Kabilia per un documentario o un film. Nella rete vi è un documento in PDF, L’ Ultimo viaggio di Marx di H.J. Krymanski, progetto di un film d’ animazioe. Nel quotidiano algerino El Watan di venerdì 9 dicembre 2011 appare un intervista con il cineasta franco-amricano Philip Diaz che a presto girerà un documentario sulla vicenda di Marx ad Algeri e dice… fare un film sulla personalità di Marx in Algeria è una questione interessante. Nel passato l’ Algeria è stata visitata da grandi uomini, come Victor Hugo appassionati e con sguardi differenti. Il documentario permetterà di scoprire la scoperta di Marx della realtà algerina, dell’ élite algerina, del sentimento nazionale. So che sul soggetto ci sono delle discussioni in corso.

Riuscirà il regista a documentare la vera vita del tedesco ad Algeri e non a prendere fischi per fiaschi?
Manca ancora un romanzo che racconti quest’ ultimo viaggio del padre del comunismo, impegnato non più con la rivoluzione, ma con sé stesso.

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